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venerdì 14 dicembre 2012

"Bye bye Avi!" Il grasso, laido e osceno ministro razzista di Tel Aviv si dimette dopo l'incriminazione per frode!

Che Avigdor Lieberman fosse un personaggio fisicamente oltre che moralmente spregevole non c'é bisogno nemmeno di dimostrarlo, basta un breve tour su 'Google Images' inserendo come chiave di ricerca il suo nome e cognome per averne prove circostanziali auto-evidenti e schiaccianti: la faccia molle, informe, da batrace e l'abitudine di tenere gli occhi "a mezz'asta" come Carlo Verdone nella sua macchietta del bambinone ingenuo e 'frescone' sono veramente disgustose.
Il Procuratore Generale del regime ebraico di occupazione della Palestina, Yehud Weinstein, ha spiccato nei confronti di Lieberman un avviso di garanzia per i reati di frode, riciclaggio di denaro, e intimidazione e corruzione di testimoni a carico. Lieberman é stato indagato più volte dal 1996 a oggi ma non é mai stato condannato, se venisse provato che ha corrotto o minacciato testimoni dei casi precedenti anche verdetti passati che lo hanno visto assolto potrebbero venire ribaltati.

A seguito delle gravi accuse elevate contro di lui, Lieberman si é dimesso dalla carica di Ministro degli Esteri che ricopriva nell'Esecutivo di Estrema Destra guidato da Benji Netanyahu.
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mercoledì 11 gennaio 2012

Ecco al lavoro la "democrazia" del regime ebraico: il Ministro razzista Liberman vuol sciogliere i partiti dell'etnia Palestinese!


Una delle molte ipocrite piaggerie che venivano ripetute dai corifei dell'Hasbara ogniqualvolta un loro interlocutore si peritava di far notare la natura razzista e discriminatoria dell'occupazione sionista in terra di Palestina é sempre stata: "Ma come? Israele é L'UNICA DEMOCRAZIA del Medio Oriente!". A parte che se il solo fatto di effettuare una chiamata di correo a scadenze temporali più o meno equidistanti per far marcare crocette su dei pezzi di carta a una certa quota di popolazione fosse il solo requisito di "Democrazia" lo sarebbero anche gli Usa della bipartisanship elitaria, cosa che non crediamo affatto, (e, a quel punto, lo sarebbero stati anche l'Egitto di Mubarak e la Bulgaria di Zhivkov), tale affermazione (via via meno frequentemente ripetuta mano a mano che i paesi toccati dalla Primavera Araba si sono avviati sul cammino di libere e veramente democratiche elezioni una volta liberati dai tiranni filo-Usa e filo-sionisti) ha mostrato definitivamente la corda nel corso dell'ultima sessione della Knesset, il Parlamento del regime ebraico di occupazione.

Durante questa, infatti, il partito ultranazionalista e razzista guidato dall'attuale Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha sottoposto un progetto di legge che, se approvato, impedirebbe per sempre l'entrata in Parlamento di rappresentanti della "razza inferiore", l'etnia Palestinese costituita dai sopravvissuti e discendenti (all'interno dei confini dell'Occupazione) dei superstiti della Nakba, l'Olocausto inflitto ai legittimi abitanti della regione da invasori e terroristi ebrei a cavallo del 1948 e negli anni immediatamente precedenti e successivi.

I nativi Palestinesi che ancora oggi rappresentano un abitante di 'Israele' ogni tre-quattro sono considerati a tutti gli effetti "Cittadini di Serie B" dall'entità occupante: hanno diversi documenti, ricevono una miserrima frazione della spesa pubblica riservata agli Ebrei (per sanità, educazione, previdenza sociale), sono confinati in bantustan e comunità-ghetto, non possono servire nei Ministeri governativi in qualunque funzione, non possono comprare casa e terreni al di fuori delle loro comunità isolate, non possono contrarre matrimonio con Palestinesi della diaspora, abitanti dei territori occupati o cittadini di altri Stati arabi e portare a vivere lo sposo/la sposa con loro nel Regime dell'Occupazione. Ultimamente é stato loro persino proibito di manifestare pubblicamente in occasione dell'anniversario della Nakba.

(La 'democrazia' israeliana al lavoro - Ecco cosa accade quando la deputata palestinese Haneen Zoabi tenta di prendere la parola per riferire alla Knesset riguardo l'illegalità dell'assedio verso Gaza)

Adesso, se il disegno di legge andrà in porto, anche l'ultima "foglia di fico" sulla presunta 'democrazia' israeliana andrà in cenere: la proposta razzista vuole infatti vietare l'eleggibilità, cioé il diritto elettorale passivo, a quanti non abbiano prestato servizio nelle forze militari sioniste e, visto che ai nativi Palestinesi é fatto divieto di portare armi e ricevere istruzione militare, l'esclusione totale dal Parlamento su base rigidamente etnica e razziale sarebbe quindi completa e assoluta. I partiti di Sinistra Balad e Taal potrebbero forse sopravvivere con candidati esclusivamente ebrei (anche se in parte eletti da Palestinesi nativi), ma la Lista Unita Araba, il cui gruppo dirigente é totalmente palestinese verrebbe praticamente distrutta come formazione politica.

Che bella la "democrazia" di Israhell!
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mercoledì 14 dicembre 2011

Bestiale! Il regime ebraico inasprisce la persecuzione dei Palestinesi musulmani, vuole vietare il richiamo dell'Adhan!

Allahu Akbar  (quattro volte)
Ash-hadu al-la ilaha illa llah (due volte)
Ash-hadu anna Muhammadan rasulullah (due volte)
Hayya 'ala s-salah (due volte)
Hayya 'ala 'l-falah (due volte)
Allahu Akbar (due volte)
La ilaha illallah (una volta)

"Dio é grande, Testimonio che non vi é Dio all'infuori di Allah, Testimonio che Maometto é il messaggero di Allah, Venite al Salat, Venite alla salvezza, Dio é grande, Non c'é Dio all'infuori di Allah". Queste parole costituiscono, nella sua forma più essenziale e basilare, l'Adhan, il richiamo alla preghiera che da quattordici secoli risuona dai minareti delle moschee di tutto il mondo, vocalizzato da abili e stentorei muezzin, oggi a volte aiutati da impianti di fonodiffusione; esso é un potentissimo e fondamentale richiamo per il fedele musulmano, ma, in realtà parla a tutto il mondo, essendo testimonianza vivente di una delle più grandi creazioni della Storia e della Cultura umana: la religione Islamica, il culto più praticato al mondo e quello che più rapidamente espande i suoi confini e moltiplica e incrementa il numero dei propri adepti.

Bisogna essere 'bigotti a rovescio' come gli ultrà atei dell'UAAR o razzisti islamofobi come i seguaci di Borghezio, Wilders e Hirsi Ali per non emozionarsi profondamente nel sentire il richiamo alla preghiera che si diffonde dalla moschea, così come bisogna essere ben aridi, duri e meschini di cuore per non sentire il trasporto emotivo dello scampanio delle chiese cristiane o qualunque sincera, sentita, manifestazione di fede religiosa. Eppure, grazie alla perversa ideologia colonialista e razzista del sionismo (parto dannato della mente malvagia di Teodoro Herzl) l'Adhan, il richiamo musulmano alla preghiera potrebbe venire interdetto e proibito, non solo facendo un crimine e un torto contro le anime e le coscienze di milioni di credenti, ma quel che é peggio portandolo a compimento in una terra che DA SEMPRE é stata particolarmente imporante e collegata con la nascita e la diffusione di questa fede: la Palestina!

Responsabile di questo affronto alla Storia e alla Cultura palestinese, araba e mondiale la deputata Anastassia Michaeli, del famigerato partito razzista di Avigdor Lieberman, responsabile di alcune delle più odiose iniziative razziste del governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu. Se la proposta di legge passasse al Parlamento sionista allora in tutti i territori palestinesi occupati sarebbe passibile di interruzione sotto il pretesto di "impedire rumori in pubblico". Il Premier Netanyahu, vigliacco come al solito, ha cercato di giustificare il provvedimento persecutorio e razzista citando in causa certi provvedimenti presi in Europa, dove i partiti islamofobi e razzisti hanno mano libera.


Il che dimostra come la tolleranza verso il razzismo e la xenofobia, grave cancro morale dell'Europa moderna, serve solo da esempio e da 'foglia di fico' per i razzisti e i bigotti di altre parti del mondo. Ovviamente il coraggioso popolo di Palestina é pronto a lottare per difendere la propria Religione e la propria Cultura anche qualora il disgraziato disegno di legge dovesse passare, anche i Palestinesi cristiani lotterebbero a fianco dei loro fratelli musulmani perché la libertà di parola, di culto e di espressione non conosce barriere di censo, di classe sociale, di religione o di setta.



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giovedì 1 settembre 2011

Landau: "Israele dovrebbe attaccare militarmente e annettersi tutti i territori occupati!", deliri fantapolitici del Ministro delle colonie illegali


Il Ministro delle Infrastrutture del Regime ebraico, Uzi Landau, appartenente al partito razzista di Avigdor Lieberman e personalmente responsabile della crescente "metastasi" degli insediamenti illegali su terra palestinese rubata ha avuto recentemente il coraggio di 'suggerire' (come il Johnatan Swift di "Una Modesta Proposta", ma senza nemmeno un'ombra di sarcasmo o ironia) che Tel Aviv dovrebbe "annettersi" tutti i territori occupati, non solo in Cisgiordania e sul Golan, ma persino la Striscia di Gaza.

Ovviamente, il razionale dell'assurda e improponibile "pensata" di mister Landau sarebbe quello di impedire, con un atto di aggressione armata che si risolverebbe in un bilancio di decine di migliaia di morti, di 'impedire' il riconoscimento dello Stato palestinese presso l'Assemblea Generale dell'ONU, in programma nelle prossime settimane. L'idea, naturalmente, dimostra solo l'ignoranza storico-politica del Ministro che evidentemente non ha idea di come sia possibilissimo che l'ONU riconosca e persino accetti come membro uno Stato rappresentato da un Governo in Esilio, nel caso di torbidi e occupazione militare (per anni e anni la delegazione di una Cambogia militarmente occupata dal Vietnam ha occupato il suo scranno all'ONU, tanto per fare un esempio).

Landau ha rilasciato il suo beato "raglio" all'emittente Israel Radio, paventando l'ormai certa ammissione della Palestina come "membro osservatore non votante" alle Nazioni Unite come "una tragedia" per gli interessi del Regime dell'Apartheid. A parte una manciata di paesi, infiltrati pesantemente dalla lobby filosionista, Israele si é però rivelato incapace di coalizzare un numero soddisfacente di stati attorno alla sua posizione, come precedentemente segnalata da altri esponenti politici sionisti e puntualmente riportato in altri nostri articoli.
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giovedì 9 giugno 2011

Mushir al-Masri: "I martiri di domenica annunciano che la lotta per la liberazione della Palestina é entrata in una nuova fase!"

Mushir al-Masri, capo della delegazione dei parlamentari di Hamas al Consiglio legislativo palestinese ha dichiarato che il sangue sparso dalle codarde truppe israeliane che la scorsa domenica non hanno esitato ad aprire il fuoco contro i Palestinesi disarmati che cercavano di raggiungere il confine con le Alture del Golan illegalmente occupate da 44 anni segna l'inizio di una nuova fase di lotta che porterà, in ultimo, alla distruzione del regime di occupazione e alla liberazione dell'intera Palestina.

Il messaggio é stato diffuso durante un raduno di commemorazione in onore dei 25 caduti della scorsa domenica, che hanno bagnato la terra del Golan col proprio sangue; "Questi martiri", ha articolato Al-Masri "segnalano l'inizio di una nuova fase, in cui il nostro popolo é disposto a lanciarsi contro le armi dell'occupante stringendo nelle sue mani solo e soltanto la verità, che é sempre e comunque l'arma più potente di tutte; i giovani palestinesi hanno recepito i messaggi e le memorie dei loro padri e dei loro nonni, sono pronti anche a morire per garantire ai loro fratelli il Diritto al Ritorno, che non può essere evitato, dimenticato o cancellato, può solo essere onorato!".

Nel frattempo dal Regime dell'Apartheid viene l'assurda e ridicola agenzia secondo la quale Lia Shem Tov, deputata del partito razzista di Avigdor Lieberman avrebbe e invitato le forze militari dell'occupazione sionista a usare nuovi tipi di agenti chimici contro i manifestanti palestinesi, giacché, secondo le bizzarre idee di questa parlamentare (evidentemente una sostenitrice del Lamarckismo lysenkoista) "I Palestinesi si devono essere abituati al gas lacrimogeno normalmente usato dalle nostre truppe, per cui non gli fa più effetto". Una nazione che elegga al consesso parlamentare persone in grado di rimanere serie mentre pronunciano idiozie così immense è veramente sull'orlo della rovina.
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sabato 16 aprile 2011

Israele "arruola" fondamentalisti evangelici americani per convertirli e trasformarli in milizia armata per le colonie illegali!


Media israeliani hanno rivelato un'incredibile connection che unisce le frange più estreme e radicali del cristianesimo conservatore protestante made in Usa, quello dei tele-evangelisti, della mega-chiese che sembrano centri commerciali, dei negazionisti dell'evoluzione che credono alla 'Terra giovane' (creata seimila anni fa in sei giorni secondo la leggenda del Vecchio Testamento), con i miliziani fondamentalisti delle colonie illegali, i talebani del giudaismo che aiutano Tel Aviv nell'esproprio e nell'occupazione di terra palestinese invasa, i cui rabbini predicano l'odio razziale e sostengono che tutti i 'goym' (=gentili) sono solo 'bestiame' creato per servire il 'Popolo Eletto'.

La notizia é che oltre 1000 cristiani evangelici fondamentalisti americani sarebbero disposti a trasferirsi in Israele, convenrtirsi al giudaismo, assumere la cittadinanza sionista (secondo la 'Legge del Ritorno', la stessa che si vorrebbe negare ai profughi palestinesi dispersi dal 1948) e 'giurare fedeltà' a Tel Aviv, riconoscendone la natura etnocratica e segregazionista. Il quotidiano sionista Yedioth Ahronoth referente della bizzarra congrega di cristiani sionisti (cristiani ancora per poco, apparentemente) sarebbe il membro della Knesset Lia Shemtov, del partito razzista Yisrael Beitenu.
I convertendi americani si preparano alla loro nuova vita da miliziani sionisti, imparando le frasi essenziali in ebraico: "Morte agli arabi" e "Deportiamo quelle bestie"...
E' evidente, da questi maldestri e ridicoli tentativi di "reclutamento", coi quali Israele va a pescare nelle sentine del fango colonialista, razzista, islamofobo e fondamentalista che la 'natura ebraica' e il 'diritto al ritorno' per Israele non sono altro che una comoda 'porta girevole' da manomettere con gli stratagemmi più sfacciati e pacchiani pur di riempire i territori palestinesi illegalmente occupati con centinaia di estremisti dal grilletto facile che tengano bordone alle politiche segregazioniste dell'Apartheid ebraico; vorremmo sapere, nel caso che la disgraziata iniziativa andasse in porto, come verrebbero poi effettivamente accolti e trattati i 'nuovi convertiti' in una società in via di radicalizzazione come quella israeliana dove persino i Falasha (ebrei africani che si dicono discendenti di Re Salomone) vengono regolarmente chiamati "scimmie" dai religiosi oltranzisti che si arrogano di distribuire patentini di 'purezza giudaica' alle varie comunità della società israeliana.



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