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lunedì 30 luglio 2018
Perché ci portano allo scontro con il mondo arabo - Don Curzio Nitoglia
Oggi è il mio compleanno, quindi come primo post vi propongo questo video.
Non sono ESATTAMENTE d'accordo con tutto, però é molto interessante e inoltre penso che capirete abbastanza rapidamente quali sono i punti "salienti".
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martedì 25 settembre 2012
Grottesco! Wahabiti egiziani fanno i 'furbetti' e chiedono 'offerte' per armare i terroristi in Siria, con la foto di un morto in Barhein!
Al-dawa é un gruppo wahabita egiziano, una frangia estremista stipendiata da Arabia Saudita e Qatar e usata da essi come 'serbatoio' di manodopera ignorante e fanatica per i loro disegni egemonici di stampo sunnita integralista. Ora, per essere wahabiti é necessario essere del tutto ignoranti della Storia, della Tradizione e delle Radici dell'Islam (come per essere conservatori evangelici teo-con é necessario essere del tutto ignoranti della Storia, della Tradizione e delle Radici del Cristianesimo), ma, credevamo noi, bisognasse almeno avere se non l'intelligenza perlomeno quell'astuzia necessaria a evitare 'topiche' e figuracce clamorose.
Abbiamo scoperto che così non é guardando e traducendo il volantino che ritrovate illustrato in testa all'articolo con il quale i fondamentalisti filosauditi di Al-dawa chiedono "offerte per la Siria" o meglio 'OFFERTE PER DISTRUGGERE LA SIRIA' (seguendo i diktati di Usa e Israele in tal senso); visto che ora i corrotti emiri petroliferi stanno rapidamente chiudendo i rubinetti dei finanziamenti con cui in venti mesi non hanno cavato un ragno dal buco ecco arrivare i wahabiti egiziani col loro piano di finanziamento 'grassroots'...chissà se accettano PayPal!
Peccato che come illustrazione del loro flyer gli estremisti di Al-dawa abbiano scelto l'immagine di Ahmad Farhan, cittadino Barheini trentenne ucciso da una pallottola alla testa sparatagli dagli sbirri di Re Al-Khalifa o dai mercenari di Re Al-Saoud; ucciso proprio dagli stessi che oggi stanno finanziando il terrorismo in Siria! Eppure, sembra strano, perché con le molte importanti vittorie riportate ultimamente dall'Esercito di Assad contro i qaedisti wahabiti in Siria le immagini di takfiri morti non mancano di certo!
Abbiamo scoperto che così non é guardando e traducendo il volantino che ritrovate illustrato in testa all'articolo con il quale i fondamentalisti filosauditi di Al-dawa chiedono "offerte per la Siria" o meglio 'OFFERTE PER DISTRUGGERE LA SIRIA' (seguendo i diktati di Usa e Israele in tal senso); visto che ora i corrotti emiri petroliferi stanno rapidamente chiudendo i rubinetti dei finanziamenti con cui in venti mesi non hanno cavato un ragno dal buco ecco arrivare i wahabiti egiziani col loro piano di finanziamento 'grassroots'...chissà se accettano PayPal!
Peccato che come illustrazione del loro flyer gli estremisti di Al-dawa abbiano scelto l'immagine di Ahmad Farhan, cittadino Barheini trentenne ucciso da una pallottola alla testa sparatagli dagli sbirri di Re Al-Khalifa o dai mercenari di Re Al-Saoud; ucciso proprio dagli stessi che oggi stanno finanziando il terrorismo in Siria! Eppure, sembra strano, perché con le molte importanti vittorie riportate ultimamente dall'Esercito di Assad contro i qaedisti wahabiti in Siria le immagini di takfiri morti non mancano di certo!
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giovedì 12 luglio 2012
Le trame fondamentaliste del Qatar in Africa Occidentale: l'Emiro Al-Thani finanzia i terroristi wahabiti!
Anche questo prezioso contributo alle nostre pagine ci é stato donato come già molti altri dalla penna di Ali Reza Jalali, giovane giurista esperto di questioni mediorientali che ringraziamo sentitamente per la sua collaborazione.
In base a quanto riferisce il sito del canale iraniano IRIN, un ex membro dei servizi segreti francesi ha rivelato che molti dei disordini causati da alcuni gruppi estremisti in Mali, sarebbero finanziati dal Governo dell'Emirato del Qatar, che supporta militarmente ed economicamente i gruppi massimalisti nel paese africano, per destabilizzare la regione e provare a balcanizzare l'area compresa tra Mali, Algeria e Libia. Il Qatar sarebbe responsabile, sempre secondo quanto riferisce l'emittente iraniana, di un ponte aereo per il Mali settentrionale, con la finalità di armare i ribelli fondamentalisti, impegnati nella secessione dal governo centrale del Paese islamico-sahariano, uno dei più poveri al mondo, anche se ha un sottosuolo molto ricco.
Addirittura alcune città sarebbero in pieno controllo dei ribelli, che si stanno dando al saccheggio e alla distruzione dei luoghi di culto islamici, ritenuti dai fondamentalisti come forme "eretiche" di spititualità. Alcuni centri abitati sarebbero stati circondati da mine, per evitare la fuga degli abitanti, che sono stati costretti a rinchiudersi in casa per non essere oggetto delle violenze. Uno dei gruppi che si è reso noto ai media internazionali e ha goduto del supporto del Qatar è il "Movimento per l'Unità e il Jihad" attivo nell'Africa settentrionale e occidentale. Questa milizia si è resa responsabile qualche tempo fa del rapimento di alcuni diplomatici algerini, ponendosi come movimento che promuove la destabilizzazione non solo in Mali, ma anche in Algeria. Bisogna notare che gruppi del genere sono operativi anche in Libia, sempre grazie all'impulso dei petrodollari di Doha.
Anche in Libia il progetto è lo stesso: balcanizzare il Paese nell'interesse dell'imperialismo, secondo la vecchia logica del "divide et impera". Bisognerebbe fare attenzione ad una cosa: il Qatar è rappresentato nei media occidentali come un Paese importante nel mondo arabo, punto di riferimenti per il cosiddetto "mondo libero" nell'area cruciale del Golfo Persico. Non una parola però si dice sui coinvolgimenti di questo regime nei massacri e nelle guerre in corso nel mondo arabo-islamico, dal Maghreb alla Siria, dal Mali al Bahrain. Le ingenti somme ricavate dalla vendita del gas naturale di Doha, sono spese per massacrare altri arabi e altri musulmani, in base ad uno dei principi fondamentali dell'imperialismo nordamericano nella regione: "lascia che il musulmano uccida il musulmano". Inoltre, volendo stare agli standard occidentali, il Qatar è un regime dispotico, governato da un sovrano salito al potere facendo un colpo di Stato contro il proprio genitore, dove le elezioni non si sà esattamente cosa siano e la difesa dei Diritti Umani non é esattamente in cima all'agenda dell'Emiro Al-Thani.
In Qatar poi è presente una delle principali basi americane fuori dal territorio degli USA, punto nodale per i rifornimenti americani nel Medioriente e nel Golfo Persico. Tutti questi fattori dimostrano che, il Qatar non solo è un regime reazionario alleato dell'imperialismo, ma sta cercando in tutti i modi di salvare la caduta degli USA come potenza egemone, a suon di milioni di dollari spesi per foraggiare il terrorismo internazionale. Non vi siete mai chiesti come mai Al Jazeera (famosa emittente di Doha), aveva sempre in esclusiva i video dei proclami di Bin Laden, quando mezzo mondo lo cercava e non lo trovava nessuno?
In base a quanto riferisce il sito del canale iraniano IRIN, un ex membro dei servizi segreti francesi ha rivelato che molti dei disordini causati da alcuni gruppi estremisti in Mali, sarebbero finanziati dal Governo dell'Emirato del Qatar, che supporta militarmente ed economicamente i gruppi massimalisti nel paese africano, per destabilizzare la regione e provare a balcanizzare l'area compresa tra Mali, Algeria e Libia. Il Qatar sarebbe responsabile, sempre secondo quanto riferisce l'emittente iraniana, di un ponte aereo per il Mali settentrionale, con la finalità di armare i ribelli fondamentalisti, impegnati nella secessione dal governo centrale del Paese islamico-sahariano, uno dei più poveri al mondo, anche se ha un sottosuolo molto ricco.
Addirittura alcune città sarebbero in pieno controllo dei ribelli, che si stanno dando al saccheggio e alla distruzione dei luoghi di culto islamici, ritenuti dai fondamentalisti come forme "eretiche" di spititualità. Alcuni centri abitati sarebbero stati circondati da mine, per evitare la fuga degli abitanti, che sono stati costretti a rinchiudersi in casa per non essere oggetto delle violenze. Uno dei gruppi che si è reso noto ai media internazionali e ha goduto del supporto del Qatar è il "Movimento per l'Unità e il Jihad" attivo nell'Africa settentrionale e occidentale. Questa milizia si è resa responsabile qualche tempo fa del rapimento di alcuni diplomatici algerini, ponendosi come movimento che promuove la destabilizzazione non solo in Mali, ma anche in Algeria. Bisogna notare che gruppi del genere sono operativi anche in Libia, sempre grazie all'impulso dei petrodollari di Doha.
Anche in Libia il progetto è lo stesso: balcanizzare il Paese nell'interesse dell'imperialismo, secondo la vecchia logica del "divide et impera". Bisognerebbe fare attenzione ad una cosa: il Qatar è rappresentato nei media occidentali come un Paese importante nel mondo arabo, punto di riferimenti per il cosiddetto "mondo libero" nell'area cruciale del Golfo Persico. Non una parola però si dice sui coinvolgimenti di questo regime nei massacri e nelle guerre in corso nel mondo arabo-islamico, dal Maghreb alla Siria, dal Mali al Bahrain. Le ingenti somme ricavate dalla vendita del gas naturale di Doha, sono spese per massacrare altri arabi e altri musulmani, in base ad uno dei principi fondamentali dell'imperialismo nordamericano nella regione: "lascia che il musulmano uccida il musulmano". Inoltre, volendo stare agli standard occidentali, il Qatar è un regime dispotico, governato da un sovrano salito al potere facendo un colpo di Stato contro il proprio genitore, dove le elezioni non si sà esattamente cosa siano e la difesa dei Diritti Umani non é esattamente in cima all'agenda dell'Emiro Al-Thani.
In Qatar poi è presente una delle principali basi americane fuori dal territorio degli USA, punto nodale per i rifornimenti americani nel Medioriente e nel Golfo Persico. Tutti questi fattori dimostrano che, il Qatar non solo è un regime reazionario alleato dell'imperialismo, ma sta cercando in tutti i modi di salvare la caduta degli USA come potenza egemone, a suon di milioni di dollari spesi per foraggiare il terrorismo internazionale. Non vi siete mai chiesti come mai Al Jazeera (famosa emittente di Doha), aveva sempre in esclusiva i video dei proclami di Bin Laden, quando mezzo mondo lo cercava e non lo trovava nessuno?
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giovedì 26 aprile 2012
L'Unione Europea condanna (troppa grazia!) la metastasi degli insediamenti ebraici illegali in Cisgiordania!
"Sono estremamente preoccupata per la recente decisione delle autorità di Tel Aviv riguardo lo stato delle colonie di Sansana, Rakalim e Brukin nei territori palestinesi occupati", questa la dichiarazione di Lady Catherine Ashton riportata dall'Agence France Presse nella giornata di ieri, in risposta alla decisione sionista di "riconoscere" tre insediamenti illegali costruiti negli ultimi anni con la protezione e il benestare dell'Esercito e del Governo israeliano e riempiti di coloni paracadutati in Palestina dai quattro angoli del mondo, armati e indottrinati all'odio contro gli abitanti legittimi della zona che hanno invaso.
La Ashton ha fatto notare che, nonostante qualunque dichiarazione contraria di parte israeliana gli insediamenti ebraici in Cisgiordania sono e rimangono illegali per la legge internazionale e per tutte le agenzie ONU e ha espresso la speranza che Netanyahu "riveda la sua decisione". Ovviamente Lady Ashton e con lei tutti gli ipocriti e codardi burocrati di Bruxelles si guarderanno bene, come mille altre volte in passato, dal prendere qualunque misura concreta contro la metastasi degli insediamenti illegali in Cisgiordania, dai quali giornalmente partono raid teppistici verso i villaggi, gli uliveti, i mandorleti, le greggi e i pastori palestinesi, contro le serre, le chiese e le moschee degli abitanti legittimi della West Bank.

350 invasori ebrei vivono a Brukin, 250 a Rekelim e altri 250 a Sansana, avanguardie di un esercito di occupazione di 500,000 coloni ebrei illegali, armati e fanatizzati che sono stati stanziati in comunità che si espandono continuamente come tumori, sottraendo spazio, acqua e risorse alla popolazione palestinese.
La Ashton ha fatto notare che, nonostante qualunque dichiarazione contraria di parte israeliana gli insediamenti ebraici in Cisgiordania sono e rimangono illegali per la legge internazionale e per tutte le agenzie ONU e ha espresso la speranza che Netanyahu "riveda la sua decisione". Ovviamente Lady Ashton e con lei tutti gli ipocriti e codardi burocrati di Bruxelles si guarderanno bene, come mille altre volte in passato, dal prendere qualunque misura concreta contro la metastasi degli insediamenti illegali in Cisgiordania, dai quali giornalmente partono raid teppistici verso i villaggi, gli uliveti, i mandorleti, le greggi e i pastori palestinesi, contro le serre, le chiese e le moschee degli abitanti legittimi della West Bank.
350 invasori ebrei vivono a Brukin, 250 a Rekelim e altri 250 a Sansana, avanguardie di un esercito di occupazione di 500,000 coloni ebrei illegali, armati e fanatizzati che sono stati stanziati in comunità che si espandono continuamente come tumori, sottraendo spazio, acqua e risorse alla popolazione palestinese.
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venerdì 16 dicembre 2011
Moschee in fiamme a Gerusalemme e in Cisgiordania, cortesia degli scalmanati teppisti ebrei degli insediamenti illegali!
Un'orda di estremisti ebraici ha attaccato e appiccato il fuoco mercoledì a una piccola moschea di Gerusalemme Ovest, nell'ennesimo codardo attacco contro i luoghi sacri palestinesi portato a termine dagli ultrà della 'giudaizzazione forzata', coloni provenienti da ogni parte del mondo "pompati" artificialmente nella storica capitale di Palestina nel tentativo di alterarne l'equilibrio demografico che, una volta insediati, si lasciano andare a ogni sorta e genere di intemperanze violente, coperti e spalleggiati dalle autorità dell'occupazione sionista.
Poche ore dopo, nella giornata di ieri anche una moschea nella Cisgiordania occupata é stata attaccata e data alle fiamme dagli integralisti giudaici bramosi di 'vendetta' per lo smantellamento di due loro 'avamposti', crescite cancerose dell'insediamento illegale di Yitshar, che sono state rimosse il giorno avanti. Il rogo, appiccato alle prime luci dell'alba, é stato scoperto e soffocato dai fedeli musulmani che stavano avviandosi al luogo di preghiera per la funzione mattutina e aveva danneggiato sia il piano terreno che quello superiore.
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giovedì 15 settembre 2011
A Qasra civili palestinesi respingono attacco di teppisti ebrei degli insediamenti illegali!
Gli abitanti del villaggio palestinese di Qasra, situato a sud di Nablus, nella Cisgiordania sottoposta all'occupazione sionista, sono riusciti, graze all'efficace coordinazione di un gruppo di difesa civile, a respingere l'attacco di un gruppo di vandali provenienti dal vicino insediamento ebraico illegale di Beitar Illit. Nello scontro con i fanatici giudei i giovani di Qasra hanno avuto la meglio utilizzando pietre, bastoni e altre armi improvvisate, mentre i loro avversari erano armati di tutto punto grazie ai rifornimenti e all'addestramento fornito loro dall'esercito sionista, che li utilizza come "battistrada" della strisciante pulizia etnica nei territori occupati.
Hani Abu Reida, capo del locale Consiglio municipale ha spiegato come, dopo il recente attacco incendiario che ha visto il primo piano della locale moschea dato alle fiamme dai fanatici di Beitar Illit gli abitanti del villaggio hanno deciso di organizzarsi per difendere le loro case e le loro proprietà, visto che dall'Autorità palestinese sottomessa a Israele non c'é da sperare nessun tipo di intervento; la 'difesa civile' del villaggio si articola attraverso un Comitato popolare che mantiene un certo numero di giovani residenti all'erta e costantemente reperibili per riunirsi e affrontare eventuali minacce sioniste, rifornendoli inoltre di cibo, bevande e mezzi di comunicazione.
Abu Reida, congratulandosi per il successo dell'iniziativa, ha invitato altri Consigli municipali cisgiordani dove sono comuni vandalismi e aggressioni della teppaglia ebraica di lanciare programmi simili, in modo da formare una vera e propria "cintura difensiva" delle comunità palestinesi cisgiordane, sottoposte a continue vessazioni e angherie non solo dalle milizie degli insediamenti illegali, ma anche dalla polizia e dalle truppe sioniste dell'occupazione.
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venerdì 9 settembre 2011
Mentre in Israele si protesta per la crisi degli alloggi il Governo Netanyahu sperpera per le colonie illegali!
Un rapporto dell'organizzazione israeliana "Peace Now" afferma che, mentre lo Stato ebraico é scosso dalle più grandi manifestazioni di piazza della sua storia, che vedono protagonisti i giovani ebrei che devono affrontare condizioni di vita e lavoro tremendamente peggiorate negli ultimi 10-15 anni, tanto da impedire loro di condurre una vita autonoma dignitosa, il ritmo dell'espansione edilizia degli insediamenti illegali in Cisgiordania (finanziato al 100% dal Governo per i suoi piani di pulizia etnica) é letteralmente il doppio di quello sul territorio metropolitano: nella Cisgiordania occupata si costruisce un appartamento ogni 123 coloni fondamentalisti armati, mentre nella Palestina occupata dal 1948 il ritmo é di un appartamento ogni 235 residenti.
Il dato é basato su rilevamenti statistici e fotografici inoppugnabili e incontrovertibili; da essi emerge che, dopo la fine dell'insincero e mai completamente applicato "blocco agli insediamenti", foglia di fico con cui dal novembre 2009 al settembre 2010 é stata nascosta la totale debacle di ogni processo "negoziale" con la corrotta Autorità palestinese egemonizzata da Fatah, ben 2598 'unità abitative' sono sorte nella West Bank, secondo un inarrestabile processo di metastasi degli insediamenti illegali preesistenti e non.
Secondo gli attivisti di "Peace Now" i lavori preliminari per la costruzione di altre 417 unità abitative e la collocazione di 100 caravan come 'avamposti' di futuri insediamenti illegali di fanatici sono già stati completati: ancora peggio, se tutti gli insediamenti sono illegali agli occhi della Legge e del Diritto internazionale, 157 sono addirittura "illegali" persino per lo stesso Governo razzista guidato da Netanyahu...i fanatici ebrei armati riescono a "superare a destra" persino i loro padrini e facilitatori di Tel Aviv! Inoltre, il 66 per cento di tali "unità" é stato di proposito collocato al di là dell'infame "Barriera dell'Apartheid", già condannata dalla Corte di Giustizia internazionale, facendo temere una sua prossima "avanzata" a coprire anche quelle crescite cancerose; ovviamente col pretesto di 'garantirne la sicurezza'!
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giovedì 18 agosto 2011
Pedone palestinese travolto e ucciso da jeep della polizia sionista a Gerusalemme Est, anche così israele crea 'spazio vitale' per i suoi coloni!
In un "incidente" che ha molto poco di casuale e 'accidentale' una jeep della polizia israeliana ha travolto e ucciso il Palestinese di 38 anni Amin Talab Dabash mentre questi attraversava, sulle strisce, una strada del quartiere di Har Homa, nella parte orientale di Gerusalemme. Har Homa é la zona in cui il governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu ha annunciato di voler impiantare centinaia di "unità abitative" per fanatici miliziani ebrei armati; nulla di più logico, dunque, che polizia ed esercito sionisti abbiano già ricevuto ordine di "fare spazio" per questi violenti occupanti, sfoltendo in qualche modo i ranghi dei nativi palestinesi.
Certamente lo stratagemma dell'incidente é molto efficace; nelle ore successive l'omicidio stradale il comando di polizia sionista si é limitato a emanare un comunicato in cui si sostiene, praticamente, che il pedone si sia letteralmente "gettato" sotto le ruote del veicolo; numerosi testimoni palestinesi sono stati contattati e hanno rilasciato dichiarazioni di segno opposto, indicando con precisione il luogo dell'investimento: un attraversamento stradale indicato chiaramente al centro di un rettilineo.
La famiglia Dabash ha accusato formalmente le forze dell'Occupazione sionista di aver volontariamente preso di mira il loro congiunto, i cui funerali si sono trasformati in una manifestazione pubblica, con oltre un migliaio di partecipanti che hanno trasportato la salma cantando slogan contro Israele e i suoi folli progetti di "giudaizzazione forzata" di Gerusalemme, città araba, cristiana e musulmana.
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mercoledì 17 agosto 2011
Hamas avvisa Israele: "Se continuerete a espandere e moltiplicare le colonie illegali sarete colpiti dalle forze della Resistenza!"
Il movimento musulmano di Resistenza Hamas ha avvertito Israele che, se proseguirà nei suoi annunciati progetti di ampliamento e moltiplicazione delle colonie ebraiche illegali nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme (si parla complessivamente di oltre 4000 'unità abitative') unicamente israeliana sarà la responsabilità di fronte alle "conseguenze" dell'intensificarsi delle operazioni di contrasto e lotta contro l'occupazione e la colonizzazione che naturalmente ne risulterà.
"Il progressivo assedio da parte di colonie ebraiche nella Cisgiordania occupata conferma il totale fallimento e collasso di qualunque 'opzione negoziale' e 'processo di pace' con le forze dell'occupazione ed evidenzia l'importanza di una rivalutazione complessiva della strategia nazionale palestinese, che non deve mai prescindere o allontanarsi dal principio della Resistenza e della lotta come unica via di redenzione del territorio palestinese".
In una dichiarazione resa separatamente il parlamentare palestinese Jamal Saqiq ha chiesto il sostegno delle forze della Resistenza, di qualunque partito e fazione, in Cisgiordania per affrontare la continua espansione, vera e propria "metastasi" delle colonie ebraiche illegali, caserme per le milizie armate di fondamentalisti giudei responsabili di raid, incendi, aggressioni, omicidi ai danni dei villaggi e delle comunità palestinesi circonvicine.
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sabato 6 agosto 2011
L'UE condanna Israele per la continua metastasi degli insediamenti illegali: "Siamo profondamente delusi dalle scelte di Tel Aviv!"
"Profondamente delusa", così si é dichiarata il Ministro degli Esteri dell'UE Lady Catherine Ashton, commentando la notizia secondo la quale il regime dell'Apartheid di Tel Aviv ha intenzione di costruire altre 900 unità abitative nell'insediamento illegale di Har Homa, a Gerusalemme Est, dove "paracadutare" migliaia di violenti e fanatici estremisti ebrei armati, proprio nei giorni in cui, sull'esempio delle proteste della 'Primavera Araba' i lavoratori di Tel Aviv, Haifa e altre città sono scesi in piazza per protestare contro il vertiginoso aumento degli affitti e delle utilities, direttamente legato alle folli spese del Governo Netanyahu per Forze Armate e programmi deliranti di 'giudaizzazione forzata'.
I fanatici coloni armati infatti sono 'coccolati' da Tel Aviv con ogni sorta di prebende e regalie, senza contare il costo immenso delle continue pattuglie militari che devono costantemente cordonare i loro insediamenti. Lady Ashton ha commentato: "L'Unione Europea ha ripetutamente intimato a Israele di arrestare immediatamente ogni attività di insediamento e trasferimento di popolazione verso la Cisgiordania e Gerusalemme, in quanto pratiche proibite e illegali ai sensi della legislazione internazionale".
La Ashton ha espresso la convinzione che la costruzione di nuove unità abitative renderà praticamente impossibile la ripresa costruttiva di qualsiasi dialogo e/o trattativa con le controparti palestinesi. I 'negoziati di pace' si erano definitivamente arenati nell'autunno 2010 quando il Governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu si era rifiutato di rinnovare un blocco parziale agli insediamenti, secondo il quale solo attività di "espansione" di insediamenti esistenti erano consentite. Da allora l'attività edilizia e di trasferimento di fanatici giudei in Cisgiordania e a Gerusalemme é stata praticamente frenetica e non accenna affatto a rallentare o, tantomeno, a fermarsi.
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mercoledì 27 luglio 2011
La Cina avverte Israele: "Necessario bloccare per sempre ogni attività di insediamento e trasferimento di popolazione in Palestina!"
Rivolgendosi a una sessione mensile del Consiglio di Sicurezza ONU sulla situazione nella Palestina occupata il vice-rappresentante della missione diplomatica cinese, Wang Min, ha espresso la netta e decisa opposizione della Repubblica Popolare a qualunque nuovo progetto di insediamenti ebraici in Cisgiordania, così come all'ampliamento di quelli purtroppo già esistenti, invitando il Governo di Tel Aviv a prendere iniziative decise per interrompere "una volta per tutte" le attività di insediamento e trasferimento di popolazione nei territori occupati. "Le attività israeliane in tal senso portano come diretta conseguenza l'arenarsi di ogni ipotesi di dialogo per la pace, che senso può avere discutere attorno a un tavolo mentre sul terreno nuovi insediamenti spuntano come funghi?".
L'agenzia stampa Xinhua ha riportato le parole di Wang Min dando particolare enfasi alla richiesta di immediata interruzione delle attività di insediamento che, come ricorderanno i nostri lettori di più lunga data sono letteralmente "decollate", esplodendo esponenzialmente, dopo la scadenza del 'blocco' di dieci mesi dichiarato da Netanyahu nel corso del 2010. In realtà, come é stato provato da più parti, anche durante il 'blocco' le attività costruttive fervevano, ma a ritmo più limitato e circoscritte in maggior parte ad estenzione ed allargamento di insediamenti ebraici già esistenti.
Invece, dall'autunno 2010 in poi, tutta la Cisgiordania é stata invasa da centinaia di bulldozer, ruspe e macchine operatrici che, spinanando e livellando orti, uliveti, mandorleti, villaggi e moschee degli abitanti originari, facevano posto agli orribili villozzi, ai desolanti pratini all'inglese, alle piscine e alle fontane riempite d'acqua rubata ai pozzi palestinesi "riservati", secondo le stringenti norme dell'Apartheid sionista ai violenti e intolleranti coloni 'paracadutati' in Palestina dagli Usa, dall'Inghilterra, dall'Ucraina e dall'Australia.
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mercoledì 8 giugno 2011
Teppisti ebrei incendiano moschea ad Al-Mughayyir, distruggono frumento e viti a Beit Ummar e Halhul!
Ancora campagne di vandalismi e distruzione da parte dei violenti miliziani ebrei che formano l'avanguardia delle politiche di annessione e giudaizzazione del Governo israeliano verso la Palestina occupata, in contrasto con tutte le norme del Diritto internazionale che proibiscono esplicitamente l'annessione unilaterale di territorio occupato militarmente. Durante la giornata di ieri coloni ebrei dell'insediamento illegale di Alei Ayin si sono resi responsabili della distruzione di una moschea presso il villaggio di Al-Mughayyir, vicino a Ramallah, compromettendo l'intera struttura.
Penetrati nel villaggio alle tre di mattina sotto scorta di una squadra di militari sionisti, che hanno assistito all'intero episodio armi alla mano, per assicurarsi che nessuno intervenisse a cacciare i fondamentalisti o a estinguere il fuoco, i coloni hanno dapprima vergato graffiti insultanti e blasfemi sulle mura dell'edificio sacro, per poi appiccargli fuoco. Il Ministero degli Affari Religiosi di Gaza, informato dell'accaduto lo ha classificato come "Una flagrante violazione delle norme internazionali sul mutuo rispetto degli edifici religiosi".
Nel frattempo altri coloni ebrei dell'insediamento di Karmi Tzur costruito su terra palestinese tra i villaggi di Halhul e Beit Ummar, nei pressi della cittadina di Al-Khalil, hanno appiccato il fuoco a campi di grano e vigneti da contadini palestinesi. Quando i proprietari si sono resi conto di quel che stava accadendo alle loro colture i coloni hanno aperto il fuoco con armi automatiche (consegnate loro e pagate col denaro del Governo israeliano) per impedire loro di intervenire. Gli iincidenti dimostrano la drammatica incapacità delle cosiddette 'forze di sicurezza cisgiordane' di proteggere adeguatamente i cittadini palestinesi della West Bank, tenuti letteralmente in ostaggio dai violenti e fanatici coloni ebrei e dalle truppe dell'occupazione sionista schierate a spalleggiarli e difenderli.
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mercoledì 18 maggio 2011
La Gioventù palestinese caccia coloni ebrei che volevano occupare terra a Gerusalemme, mettendo in fuga anche l'esercito sionista!
Giovani palestinesi di Gerusalemme hanno difeso con successo la terra di proprietà della famiglia Istanbuli da un proditorio tentativo di fanatici ebrei (armati e spalleggiati dal Regime dell'Occupazione sionista) di occuparla illegalmente e trasformarla in uno dei loro "avamposti", le cellule metastatiche della giudaizzazione coatta in corso nella Città Santa, con la regia palese di Tel Aviv e del suo governo di Estrema Destra.
Secondo quanto riportato da Rasem Abdulwahid all'agenzia di stampa Palestine Information Center, i miliziani ebrei, presenti in gran numero, con armi da fuoco bene in vista come loro costume, avevano iniziato a collocare paletti e filo spinato attorno all'appezzamento di terra degli Istanbuli, millecinquecento metri quadri nel sobborgo gerosolimitano di Al-Thawri, nel pomeriggio del 17 maggio, quando, improvvisamente, una folla di giovani palestinesi si é radunata e, lanciando pietre e bottiglie al grido di slogan che incitavano alla Terza Intifada e alla cacciata di tutti gli occupanti degli insediamenti illegali, hanno messo in fuga disordinata gli ebrei estremisti.
Costoro si sono subito nascosti dietro i ranghi dell'esercito sionista di occupazione, che ha iniziato ad aprire il fuoco e a lanciare gas vescicanti contro i manifestanti; ma lo slancio di questi ultimi é stato tanto irrefrenabile da costringere anche l'IDF a fare dietro-front, lasciando la folla di giovani giubilanti in completo controllo della scena: paletti e filo spinato sono stati immediatamente rimossi e la proprietà della famiglia Istanbuli difesa da chi voleva farne un ennesima avanguardia di occupazione e oppressione.
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mercoledì 11 maggio 2011
Israele ha rubato il 35 per cento di Gerusalemme Est per i suoi folli progetti di giudeizzazione forzata!
Un rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite, Ufficio per la Coordinazione degli Affari umanitari (OCHA), ha recentemente confermato come le forze dell'Occupazione sionista abbiano, dal 1967 a oggi, strappato ai suoi legittimi proprietari palestinesi il 35 per cento di terreni e immobili di Gerusalemme Est per permettere ai coloni ebrei fanatici "paracadutati" dai quattro angoli del mondo in territorio palestinese di insediarvisi.
Gerusalemme Est, secondo la Risoluzione ONU 242 deve essere considerata 'territorio sotto occupazione militare' e, di conseguenza, Israele non avrebbe alcun diritto di spostarvi o insediarvi popolazioni straniere.
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venerdì 6 maggio 2011
I carcerieri israeliani si rifiutano di liberare un leader del PFLP...anche dopo che il Tribunale glielo impone!!
La moglie dello scrittore, accademico e attivista per i Diritti Umani Ahmed Katamesh sta cercando in tutti i modi di richiamare l'attenzione dei media regionali e internazionali sulla vicenda kafkiana di cui é protagonista suo marito, dirigente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina da diverse settimane detenuto dagli israeliani.
Katamesh, é stato arrestato nel corso del selvaggio e violento "pogrom" inscenato contro i Palestinesi da soldati sionisti e miliziani ebrei fanatici, ufficialmente con la scusa di cercare il responsabile dello sgozzamento di cinque coloni fondamentalisti che indebitamente occupavano terra palestinese nell'insediamento di Itamar.
Il pogrom anti-palestinese ha permesso al vero assassino (un bracciante asiatico cui i fanatici ebrei avevano negato la giusta mercede per i lavori svolti, percuotendolo e cacciandolo dal loro insediamento illegale) di fuggire indisturbato, ma ciò che premeva al Regime dell'Apartheid sionista era poter incrudelire contro i legittimi abitanti di Awarta, non certo la cattura del reo.
Scaduti i termini di 'carcerazione preventiva' Katamesh doveva essere rimesso in libertà, in attesa che si decidesse se esistevano i presupposti per poter istruire un processo contro di lui. Ma l'autorità carceraria ha rifiutato di rilasciarlo, chiedendo invece un periodo di sei mesi di "detenzione amministrativa"; tale comportamento va totalmente contro la prassi giudiziaria israeliana, dove le autorità carcerarie non hanno alcun potere di 'rimpallare' gli ordini di rilascio all'autorità giudiziaria, né tantomento quello di esprimere "desiderata" su come o quanto trattenere in carcere un prigioniero.
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venerdì 29 aprile 2011
Qaradawi: "Mobilitiamoci in soccorso di Gerusalemme e del santuario di Al-Aqsa, assediati dalla giudeizzazione forzata!"
Il prestigioso e rispettato esegeta egiziano, lo Sceicco Youssef el-Qaradawi, che dirige la Commissione fiduciaria dell'Istituto internazionale Al-Quds ha lanciato un appello alle forze rivoluzionarie del mondo arabo affinché si mobilitino prontamente in soccorso di Gerusalemme, minacciata dal continuo e insidioso progetto di giudaizzazione forzata portato avanti dal regime di Tel Aviv.
"Siamo di fronte a un'escalation inaudita che vede la natura profondamente araba di Gerusalemme, strutturatasi attraverso i secoli, confrontata con un malvagio progetto di revisionismo storico e pulizia etnica, mirato prima e soprattutto contro il Nobile Santuario di Al-Aqsa. La possibilità di una violenta azione sionista contro questo punto focale della storia e della fede della comunità musulmana non può più venire trascurata e contro di essa bisogna tenere alta la guardia e impedire che le azioni e le aggressioni israeliane siano, come di consueto, circondate dal colpevole se non complice silenzio dei media internazionali".
"Si é già verificato che gruppi di fanatici ebrei si siano introdotti surrettiziamente nei cortili della moschea per tenervi cerimonie del loro culto: nessun musulmano né a Gerusalemme, né altrove in Palestina o nel mondo si intrufola nelle sinagoghe per tenervi suoi riti; questo stato di cose, reso possibile dalla connivenza della polizia e dell'esercito di Tel Aviv coi fanatici, deve immediatamente terminare".
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domenica 24 aprile 2011
Violenti scontri a Nablus causati da Coloni ebrei fondamentalisti!
Un occupante di insediamenti ebraici illegali é stato ucciso e altri tre feriti da ignoti attaccanti allorquando un gruppo di settler fanatici ha cercato di forzare il perimetro di Nablus a bordo di automobili, senza avere concordato il proprio transito né con la fazione collaborazionista di Fatah e nemmeno con le truppe sioniste di occupazione.
Evidentemente inebriati di propaganda ultranazionalista israeliana i coloni fanatici pensavano di poter farla da padroni nel territorio palestinese che, dal colpo di stato del 2007, é amministrato dagli 'ascari' di Abu Mazen, totalmente sottomessi ai desiderata degli occupanti israeliani, ma questa volta qualcosa é andato male.
Né l'agenzia britannica Reuters né fonti locali palestinesi hanno saputo riportare chi abbia aperto il fuoco contro il convoglio dei coloni anche se fonti di parte israeliana sarebbero ansiose di accusare del fatto le stesse forze di sicurezza di Fatah, che non si vede quale motivo avrebbero avuto di ricorrere alle armi.
Quello che é certo é che i militari sionisti intervenuti subito dopo stanno sparando con munizioni di piombo (non di gomma, non di plastica) e lanciando candelotti di gas CS urticante a profusione, mirando anche direttamente contro civili, molti dei quali sono feriti e in condizioni critiche.
Servile come sempre la fazione di Abbas ha annunciato la creazione di una "commissione di inchiesta mista" israeliana e di Fatah, supervisionata da osservatori statunitensi(!) per fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente. Sull'imparzialità di una simile commissione e sulla sua prontezza a sanzionare i coloni degli insediamenti ebraici illegali siete tutti invitati a trarre i vostri auspici e pronostici.
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venerdì 22 aprile 2011
Coloni ebrei fondamentalisti approfittano del massacro compiuto da un asiatico per rubare altra terra palestinese!
Sulla strage di coloni ebrei fondamentalisti che occupavano illegalmente una colonia costruita su terra palestinese a Itamar é stato scritto fin troppo.
Ovviamente, col procedere delle settimane la narrativa dell'Hasbara filosionista, che voleva "I violenti Palestinesi" responsabili delle uccisioni é crollata come il miserabile castello di bugie che era, anche se, nel caravanserraglio dei 'secondi protocollari', dei 'liberali per israele', degli 'informatori corretti', nonché nel laboratorio di Frankenstein della quasi omonima 'fiamma' (che nel Parlamento italiano siede fianco a fianco col fascista Ciarrapico), si possa ancora trovare qualcuno che cerchi di agitare l'uomo nero palestinese quando é stato provato oltre ogni ragionevole dubbio che i cinque coloni ebrei siano stati sgozzati da un bracciante asiatico che avevano avuto la bella idea di frodare delle mercede per lavori agricoli e di giardinaggio svolti nella loro colonia illegale (nonché di percuotere e insultare).
Ovviamente l'assassino, approfittando del trasporto fanatico con cui le forze di polizia, l'esercito sionista e le milizie armate dei coloni si sono da subito scagliate contro il vicino villaggio arabo di Awarta, ha avuto agio di far perdere le proprie tracce nella comunità di immigrati asiatici che in Israele svolgono ormai tutti i lavori più umili al posto del 'Popolo eletto' ed é ormai irraggiungibile per la Giustizia (se mai nel regime della segregazione razziale ebraica sia possibile parlare di 'Giustizia'), ma tutto questo ai burattinai dell'Apartheid non interessa affatto.
Molto più interessante, invece, é l'occasione di poter impiantare un nuovo "avamposto" di coloni fanatizzati e armati ancora più vicino ad Awarta, prodromo di una prossima 'metastasi' che dovrebbe questa volta causare la distruzione del villaggio e la dispersione della sua popolazione (perché ovviamente, sarebbe 'troppo vicina' alla nuova crescita cancerosa dell'insediamento di Itamar), portando il sogno sionista della totale Pulizia Etnica della Palestina un po' più vicino a realizzarsi, almeno nelle menti distorte di coloro che tali incubi covano e nutrono come figlioli prediletti.
Come riportato dall'agenzia di stampa Palestine Information Center bulldozer con la stella di davide hanno sradicato e distrutto alberi e orti attorno ad alcune squallide roulotte posizionate dai coloni fanatici nel bel mezzo di terre coltivate dagli abitanti di Awarta, che finora, a causa della continua campagna di invasione ed esproprio illegale portata avanti dai settler ebrei e sostenuta dalle forze militari di Israele hanno perso il 90% dei territori agricoli da cui traevano sostentamento e reddito.
| L'insediamento illegale di Itamar, dove sono stati uccisi i cinque coloni fondamentalisti |
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| Una "informatrice corretta" |
| Ormai più esperti in rastrellmenti delle SS di Himmler, i soldati dello Stato ebraico hanno avuto mano libera per violenze, devastazioni, saccheggi e torture per oltre dieci giorni contro il villaggio inerme di Awarta. |
Come riportato dall'agenzia di stampa Palestine Information Center bulldozer con la stella di davide hanno sradicato e distrutto alberi e orti attorno ad alcune squallide roulotte posizionate dai coloni fanatici nel bel mezzo di terre coltivate dagli abitanti di Awarta, che finora, a causa della continua campagna di invasione ed esproprio illegale portata avanti dai settler ebrei e sostenuta dalle forze militari di Israele hanno perso il 90% dei territori agricoli da cui traevano sostentamento e reddito.
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