sabato 14 dicembre 2013

L'Esercito siriano stermina il gruppo saudita responsabile di una strage settaria ad Adra!

Con una operazione fuliminea e letale che dimostra come ormai i militanti wahabiti presenti in Siria non possano più sfuggire alle truppe regolari nemmeno dandosi ad atti di cieca e insensata violenza contro la popolazione civile, l'Esercito arabo siriano ha distrutto il gruppo di sauditi che avevano compiuto un massacro di Drusi e Alawiti ad Adra.

I terroristi erano entrati nella cittadina a Nordovest di Damasco aprendo il fuoco indiscriminatamente contro lavoratori del locale distretto industriale, donne e bambini, uccidendo molte persone. Questo 'pattern' non era sconosciuto nella situazione siriana, coi gruppi terroristi che cercano, con questi atti di violenza, di 'dimostrare' la loro esistenza di fronte alle continue sconfitte sul campo di battaglia quando vengono affrontati dall'Esercito e dalle milizie popolari siriane.

Questa volta però le forze armate, dimostrando una prontezza e una reattività aumentate rispetto al passato, si sono immediatamente mobilitate per vendicare i martiri di Adra e sono riuscite in poche ore a circondare i responsabili della strage e a sterminarli. Dall'analisi di equipaggiamenti e documenti é risultato che tutti quanti provenissero dall'Arabia Saudita, detenuti e galeotti liberati dai principi di Riyadh per venire inviati a tormentare il popolo siriano.

Il Tribunale libanese del giudice Generale Ibrahim infligge dure condanne a collaborazionisti del Mossad!

Una corte militare libanese presieduta dal Brigadier Generale Khalil Ibrahim ha condannato due fratelli, Farouk e Zuhair Shukair, rispettivamente a dieci anni di carcere duro e a morte (la seconda sentenza emessa in absentia) per "Collaborazionismo col nemico sionista e i suoi servizi di informazione".

I due avrebbero segnalato ai propri controllori del Mossad la posizione di installazioni di Hezbollah e dell'Esercito nazionale libanese a ridosso del confine con l'illegittimo regime ebraico in preparazione dell'aggressione proditoria che scatenò la Guerra d'Estate del 2006.

La sentenza si inserisce nella lunga serie di provvedimenti ufficiali che le istituzioni libanesi hanno adottato dal 2009 in avanti per porre fine alle ingerenze sioniste negli affari interni del Paese dei Cedri, di cui abbiamo più volte menzionato la profondità e l'accuratezza.

venerdì 13 dicembre 2013

Di ritorno da Teheran Sergei Lavrov parla al telefono con Ismail Haniyeh: Hamas cerca di uscire dall'angolo?

Poco dopo la sua visita diplomatica in Iran il capo della diplomazia di Putin, Sergei Lavrov, ha chiamato al telefono il Premier palestinese Ismail Haniyeh, trattenendosi con lui in una conversazione durata oltre mezz'ora.

Il Portavoce del Gabinetto di Haniyeh, Taher al-Nunu ha dichiarato che la chiamata di Lavrov costituisce la prima comunicazione diretta col Primo Ministro palestinese da diversi mesi (da quando cioé Hamas aveva voltato le spalle ad Assad sostenendo per qualche tempo le posizioni dei terroristi wahabiti attivi in Siria).

Lavrov avrebbe ascoltato con interesse la descrizione fattagli da Haniyeh delle misure intraprese per assorbire i peggiori effetti dello strangolante assedio sionista contro Gaza e si sarebbe impegnato a spendere l'accresciuta influenza russa in ambito mediorientale (magari col Generale Al-Sisi?) perché il blocco al ghetto palestinese venga per quanto possibile ammorbidito.

Il fantoccio Selim Idris fugge dalla Siria e si rifugia in Qatar dopo che Al-Nusra gli conquista il 'quartier generale'

Selim Idris era la 'non-entità' messa dal Governo Obama a 'capo' del cosiddetto FSA (free syrian army) dopo che il plurisconfitto e gran mutilato Riad Asaad aveva dato prova della sua totale incapacità di contrastare non soltanto le punitive avanzate delle forze di Damasco ma persino l'erosione dei propri ranghi a opera di formazioni wahabite sostenute dalla corte saudita.

Asaad é stato probabilmente ucciso a ottobre lasciando al suo successore una vera e propria patata bollente di cui lui, individio meno che marziale come si vede dalla foto, non ha saputo letteralmente che fare fino al momento in cui le forze di Al-Nusra, conquistata Bab Hawa lo scorso weekend hanno marciato direttamente sul suo quartier generale al confine turco-siriano.

Preso dal panico Idris é fuggito di gran carriera rifugiandosi a Doha, dove ultimamente trovano asilo gli sconfitti di tutto il Medio Oriente (da Khaled Mishaal in poi...).

Ventiquattro jet addestratori koreani per l'aviazione irakena (ma senza il radar sionista!)

Il Governo di Bagdad guidato da Nouri al-Maliki ha siglato le ultime clausole dell'accordo con la sudkoreana KAI per la fornitura, nel giro di tre anni a partire da ora, di ventiquattro jet addestratori avanzati T-50 al costo per unità di 45 milioni di dollari usa.

L'accordo specifica che gli apparecchi forniti a Bagdad NON saranno equipaggiati col radar EL-2032 della compagnia sionista Elta ma non é ancora chiaro all'attuale stato delle cose, di quale unità radar saranno dotati in sostituzione (opzioni probabili sono radar Lockheed Martin, Selex o Raytheon).

Addestratore avanzato con la capacità di compiere missioni di bombardamento e supporto il T-50 é un apparecchio in tutto paragonabile allo Yak-130 recentemente acquisito dall'aviazione siriana o alla sua copia occidentale, l'Aermacchi 346 e costituisce la base necessaria di un'aviazione moderna proiettata nel XXI Secolo.

Il contratto siglato dall'Irak comprende clausole di assistenza, rifornimento e supporto per 20 anni a un ulteriore costo di un miliardo di dollari.


giovedì 12 dicembre 2013

Raid delle forze speciali egiziane nella sede di Al-Jazeera scopre armi e apparecchiature illegali: undici arresti!

Con rapido ed efficace "blitz" le forze di sicurezza egiziane sono penetrate poche ore fa negli uffici dell'emittente tv 'all-news' Al Jazeera; segnando un punto a favore del Cairo nell'aspra querelle con il Governo di Doha e il suo sostegno all'Ikhwan musulmana anche dopo la destituzione dell'Ex-presidente Mursi, la chiusura degli uffici dell'emittente nel paese e lo scioglimento coatto dell'organizzazione islamista.

Undici cittadini del Qatar sono stati trovati nei locali di 'Al-Jazeera', che avrebbero dovuto essere deserti; essi erano intenti a maneggiare 'armi, valuta e apparecchiature satellitari per la trasmissione clandestina'. Alcuni degli arrestati, sembra certo, sono ufficiali dell'Esercito qatariota.

Gli uffici di al Jazeera la Cairo sono stati chiusi il 3 luglio alcune ore dopo la destituzione dell'allora presidente Mohammed Morsi, anche se il canale, che trasmette dal Qatar, è visibile in Egitto. Le relazioni tra Qatar e Egitto si sono deteriorate con l'intervento diretto dei militari guidati dal Generale Al-Sisi nelle questioni politiche nazionali.


Il Governo algerino ribadisce alla riunione OIC di Conakry la sua totale solidarietà verso la Causa palestinese

Nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'OIC, l'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, (già Organizzazione della Conferenza Islamica) attualmente in atto a Conakry, il titolare del dicastero algerino Madjid Bougherra ha colto l'occasione per riaffermare la totale solidarietà del suo Paese e del suo Governo con il Diritto dei Palestinesi a liberare tutte le terre attualmente occupate dai Sionisti e a dichiarare uno stato autonomo, indipenente con Al-Quds (Gerusalemme) come sua capitale.

Madjid ha giustamente osservato che laddove é interesse dell'occupazione sionista e dei suoi padrini imperialisti americani ed europei fomentare settarismi e divisioni tra i musulmani, dovere morale ancora più grande per loro diventa la promozione di programmi di solidarietà, a base locale, nazionale, internazionale, che rendano possibile a tutta l'Umma di mobilitarsi efficentemente a favore del popolo oppresso di Palestina.

L'intervento del dignitario algerino si é concluso con l'osservazione del fatto che il progetto di genocidio culturale in atto ad Al-Quds con il tentativo spurio e insincero di 'giudaizzae' la città della Cupola della Roccia e del Nobile Santuario di Al-Aqsa, rappresenta un attacco al retaggio culturale di milioni di seguaci del Profeta Maometto e della sua rivelazone.

Dopo Al-Maliki e Karzai anche Sergei Lavrov visita Teheran: accordi e divergenze tra Russia e Iran!

A conferma di quanto la capitale della Repubblica Islamica sia sempre di più e sempre fortemente un 'passaggio obbligato' della diplomazia non solo Mediorientale e centrasiatica, ma 'tout court' di quella globale, dopo le visite del Premier irakeno e del Presidente afghano che si sono avvicendati a Teheran nel giro di una decina di giorni il Premier iraniano Zarif ha ricevuto ieri il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov.

Se Mosca e Teheran sono vicinissime su moltissime questioni, sostenendo punti di vista identici, e si sostengono l'una con l'altra (vedi l'insistenza russa sul fatto che l'Iran debba partecipare agli incontri ginevrini sulla situazione siriana), pure rimangono alcune questioni su cui i due paesi rimangono distanti o sono in corso di affontare e ridurre le loro divergenze.

Ad esempio, come rimarcato proprio da Zarif in chiusura della conferenza stampa congiunta con Lavrov, l'annosa questione della fornitura dei missili S-300, promessi da Mosca e oggetto di regolare contratto, inopinatamente bloccato dall'Ex-presidente Medvedev.

Il ricorso internazionale di Teheran é stato accolto e una salatissima multa attenderebbe il colosso russo dell'export militare (Rosoboronexport), tantopiù che con i missili ormai saldamente in mano ad Assad é solo questione di tempo prima che piani ed esemplari vengano consegnati da Damasco all'Iran a parziale compensazione degli sforzi militari e finanziari fin qui espressi a favore della Siria.

La Russia, per ottenere il ritiro della denuncia internazionale nei suoi confronti, sarebbe disposta a "upgradare" la fornitura aggiungendo dei modelli S-300MV, ottimizzati per l'intercettazione di missili balistici, alla originaria richiesta iraniana, limitata ai modelli antiaerei.