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lunedì 3 dicembre 2018

Sei condanne a morte e otto ai lavori forzati per Palestinesi traditori che aiutavano il regime ebraico!


Un tribunale militare nella Striscia di Gaza assediata ha condannato a morte sei persone accusate di spionaggio a favore del regime di Tel Aviv.

Secondo il ministero degli interni di Gaza, lunedì, 14 persone sono state condannate per "collaborazione con l'occupazione", con sei destinati a essere impiccati e il resto inviato ai lavori forzati.

lunedì 20 agosto 2018

I lacché terroristi degli invasori sauditi ed emiratini si vantano di avere ucciso 56 "disertori" che avevano abbandonato le linee!

Per i vendipatria c'é un girone riservato all'Inferno.

Ne sono profondamente convinto.

In Yemen diversi gruppi (tra cui anche i Separatisti del Sud) si sono schierati coi Sauditi e gli Emiratini, alcuni anche rimangiandosi promesse e accordi, nella convinzione che i corrotti e ricchissimi reami del Golfo avrebbero presto avuto ragione dell'Esercito di Sanaa e degli Houthi di Ansarullah.

Dopo quaranta mesi, questi traditori cominciano a capire di aver puntato sul cavallo sbagliato.
Guardacaso, il leader separatista Baoum ha invitato i suoi seguaci ad abbandonare le linee e tornare ad Aden.

domenica 19 agosto 2018

Continuano le diserzioni tra i miliziani del Sud Yemen che non vogliono più combattere contro i loro fratelli!

In Yemen la coalizione degli invasori guidati dal reazionario regime saudita sta letteralmente perdendo i pezzi.

Dopo l'annuncio (di cui grazie alle nostre fonti abbiamo saputo dare tempestiva notizia) del leader sepraratista sudista Hassan Baoum con cui si invitavano i miliziani del Sud a disertare le fila degli invasori e a tornare ad Aden e dintorni, centinaia e centinaia di combattenti si sono dati alla macchia, lasciando gravemente sguarnite linee e posizioni.

In molti casi questi disertori sono aiutati dagli Houthi e dall'Esercito Yemenita che sono solo contenti di vedere questi ex-nemici andarsene.

Come questi cinque ritratti nella foto qui sopra.

lunedì 6 agosto 2018

Offensiva nella regione di Al-Durahyimi distrugge 10 veicoli ed elimina 150 soldati invasori, mentre gli Yemeniti del Sud si ritirano o si arrendono!!

La guerra in Yemen potrebbe essere a un punto di svolta.
Ansiosi di vendicare le dozzine di vittime del recente massacro compiuto a Hodeidah dai jet della coalizione saudi-emiratina i combattenti dell'Esercito di Sanaa e della milizia dei Comitati Popolari hanno scatenato un contrattacco nella regione di Al-Durahyimi proprio nel momento in cui centinaia se non migliaia di Yemeniti del Sud, fino a ieri burattini degli UAE, abbandonavano le loro posizioni obbedendo all' "ukase" lanciato dal loro leader separatista, Hassan Baoum.

domenica 5 agosto 2018

Il leader dei separatisti yemeniti del Sud, Hassan Baoum, ordina ai suoi uomini di abbandonare ogni collaborazione con gli occupanti sauditi ed emiratini!

Esisteva, una volta, lo Yemen del Sud.
Un Paese che aveva molte cose positive, prime tra tutte quelle di essere Socialista e alleato dell'URSS.
Poi quando a causa del traditore Gorbachev essa si disintegrò gli imperialisti cercarono di assorbire lo Yemen del Sud come la DDR venne annessa alla Germania Ovest...al contrario dei Tedeschi dell'Est gli Yemeniti del Sud tentarono di resistere con le armi ma vennero sconfitti.
Questo per la storia.

Esiste un movimento separatista dello Yemen del Sud, il quale però ha fatto l'enorme errore di diventare un burattino degli UAE che lo hanno usato come riserva di collaborazionisti e come 'contrappeso' all'influenza saudita nella loro occupazione dell'ex-Arabia Felix.

venerdì 20 giugno 2014

Sionazisti scatenati: bombe su Gaza, strage di civili in Cisgiordania...la barbarie di Tel Aviv impunita e tollerata!!

Un'orgia di sangue e distruzione, ecco come il regime giudaico di occupazione della Palestina Invasa sta "approfittando" della coraggiosa operazione della Resistenza cisgiordana che ha catturato tre miliziani ebrei degli insediamenti illegali e con grande abilità ne nasconde la locazione, per colpire indiscriminatamente la popolazione civile sia della West Bank che della Striscia di Gaza.

Almeno sette civili del ghetto litoraneo assediato, tra cui quattro bambini piccoli, sono rimasti feriti nei bombardamenti scatenati da jet, droni ed elicotteri sionisti contro Gaza, che hanno concentrato i loro razzi e i loro missili ESCLUSIVAMENTE su aree residenziali, come confermato dal portavoce del Ministero della Salute, Ashraf al-Qudra.

Intanto questa crisi ha portato alla luce la totale incompatibilità tra gli obiettivi di Abbas e dei cacicchi dell'Anp e qualunque prospettiva di lotta nazionale come quella caldeggiata da Hamas, rendendo poco più che accademico l'ultimo protocollo di 'riconciliazione' tra le due organizzazioni palestinesi.

lunedì 16 giugno 2014

Mentre Abbas in persona coopera con gli invasori per trovare i 'settler' catturati i sionazisti massacrano un altro palestinese!!

Una ulteriore prova della stupidità e inutilità di ogni tentativo di 'riconciliazione' con Fatah e di tentativo di ricostruzione di una "piattaforma di liberazione nazionale" con una classe dirigente ormai totalmente snaturata ed asservita: anziché aiutare gli uomini della Resistenza che con una coraggiosa operazione hanno rapito tre settler miliziani degli insediamenti illegali in Cisgiordania i massimi dirigenti di Fatah, tra cui, come evidenziato, lo stesso Mahmud Abbas, si fanno ospitare dagli Alti Comandi sionazisti e cooperano attivamente ai loro sforzi per ritrovare i tre.
Intanto questa mattina il ventitreenne Ahmad Essabarine, abitante del campo profughi di Jalazoon a Nord di Ramallah é rimasto ucciso quando truppe dell'occupazione sionazista sono entrate tra le baracche del campo sparando ad altezza d'uomo. Una dirigenza politica veramente dedita agli ideali di Liberazione Nazionale farebbe di tutto per fare pagare a Tel Aviv il fio del suo crimine: il sangue palestinese non é più a buon mercato del sangue giudaico, uomini in possesso di tutte le loro facoltà e di tutti i loro attributi avrebbero già emanato il richiamo all'insurrezione nazionale, alla Terza Intifada.

Sappiamo però che Mahmud Abbas e i suoi colleghi cacicchi da almeno vent'anni hanno rinunciato a ogni attributo virile, trasformandosi in docili eunuchi guardiani d'harem al servizio del 'popolo eletto'...speriamo che tutti i Palestinesi che credono nella Lotta e nella Resistenza se ne rendano conto quanto prima e provvedano a fare un radicale 'repulisti'.

giovedì 6 febbraio 2014

L'ultimo tranello di Netanyahu! Vuol resuscitare il "cadavere politico" di Mohamed Dahlan, ex-'squalo' di Fatah, spiaggiato a Dubai!

Il Premier del regime ebraico Benji Netanyahu avrebbe inviato pochi giorni fa il suo inviato personale Yithzak Molcho a Bur Dubai per farlo incontrare con l'ex-'Squalo' di Fatah Mohamed Dahlan, già 'ras' della corrotta e inefficiente Autorità Nazionale Palestinese, preso a calci da Hamas fuori dalla sua 'roccaforte' di Gaza e quindi coinvolto nella preparazione dell'attentato del Mossad (proprio a Dubai!) in cui trovò il martirio Mahmoud el-Mabouh.

Cacciato dall'ANP e da Fatah per manifesta corruzione e per presunte trame ai danni dell'attuale cacicco-capo dei collaborazionisti palestinesi, Mahmud Abbas, Dahlan si é rifugiato dai suoi amici emiri, dove ha avuto contatti equivoci con membi dell'ex-entourage di Mubarak e ha inviato i suoi agenti in lungo e in largo nel Medio Oriente alla disperata ricerca di qualche occasione di tornare utile ai suoi vecchi padroni.

Netanyahu sembrerebbe essersi convinto che Dahlan, opportunamente "installato" a capo dell'ANP al posto di Abbas, sarebbe il 'travicello' perfetto con cui concludere un aborto di 'accordo' che garantisca al regime dell'Apartheid di Tel Aviv il continuo controllo dei suoi insediamenti illegali in Cisgiordania.

sabato 21 dicembre 2013

La Jihad islamica avverte Tel Aviv: "Pagherete per l'assassinio del martire di Jenin e per tutti i vostri crimini in Cisgiordania!"

Il Movimento per la Jihad Islamica Palestinese ha emesso un comunicato col quale, onorando la memoria del martire Nafaa al-Saedi, barbaramente ucciso mentre difendeva la residenza dello Sceicco Jamal abu al-Hija nel campo profughi di Jenin, denuncia le forze militari di occupazione come uniche responsabili della sua uccisione e annuncia che "tutte le misure necessarie" per vendicare la morte di Al-Saedi saranno prese dall'organizzazione e dal suo braccio militare.
Al comunicato della Jihad ha fatto eco Hamas, che ha avvertito Tel Aviv come raid e omicidi tanto verso la Striscia di Gaza quanto verso la Cisgiordania non rimarranno senza risposta e che il regime sionista verrà ritenuto responsabile per ogn crimine contro il Popolo di Palestina, la sua Terra e i suoi Luoghi Sacri.

Hamas ha rinnovato i suoi inviti alla popolazione cisgiordana e di Gerusalemme (Al-Quds) affinché si mobiliti a ogni passo per contrastare le politiche annessionistiche, colonizzatrici, giudaizzatrici dell'occupazione sionista, dei suoi militari e dei suoi miliziani.

giovedì 19 dicembre 2013

Ecco in esclusiva per PALAESTINA FELIX le immagini dei funerali del martire di Jenin Nafaa al-Saedi!

Naffa al-Saedi, ennesima vittima della cieca violenza sionazista, si appresta a venire deposto nell'Eterno Riposo.
Suo padre lo saluta per l'ennesima volta in un'immagine carica di "pietas".
Al-Saedi era un coraggioso militante della Resistenza armata con le Brigate Al-Quds della Jihad Islamica Palestinese, il gruppo filo-iraniano che attualmente detiene l'arsenare più avanzato di Gaza e la cui influenza si estende anche in Cisgiordania.
Tutta la popolazione dell'immenso campo profughi di Jenin si é stretta attorno al giovane martire, per piangerlo e onorarne la memoria.

Agguato assassino in Cisgiordania, forze sioniste massacrano un agente dell'Anp!!

Le "forze di sicurezza" dell'Anp dovrebbero far rispettare la legge in Cisgiordania, invece, come abbiamo notato a più riprese, sono usate dai cacicchi di Ramallah per perseguitare e offendere quei Palestinesi che rifiutano l'umiliazione delle 'trattative' che in 20 anni non hanno portato a nulla se non alla continua annessione di terreni e risorse palestinesi alle colonie illegali sioniste.

Ma quello che é successo stanotte a Qalqiliya nel Nord della West Bank dimostra che nemmeno rendersi complici e servi dell'occupazione sionista garantisce questi militi un minimo di rispetto dai loro 'bwana' a Sei Punte; infatti é bastato il solo sospetto (non supportato che si sappia da alcun genere di prova) che uno di loro fosse coinvolto in attività di Resistenza per far preparare alle SS di Tel Aviv un vero e proprio agguato in stile mafioso, dove la vittima é stata uccisa a tradimento.

Saleh Yasin, 29enne ufficiale della Sicurezza Preventiva dell'Anp é morto sotto il fuoco sionista contemporaneamente a un'altra sparatoria (questa volta Jenin) dove ha trovato la morte Nafaa al-Saedi, combattente della Jihad Islamica. Fino a quando gli uomini dell'Anp non capiranno che il loro posto é a fianco dei combattenti della Resistenza la sorte dei legittimi abitanti della West Bank non potrà cambiare.

sabato 14 dicembre 2013

Il Tribunale libanese del giudice Generale Ibrahim infligge dure condanne a collaborazionisti del Mossad!

Una corte militare libanese presieduta dal Brigadier Generale Khalil Ibrahim ha condannato due fratelli, Farouk e Zuhair Shukair, rispettivamente a dieci anni di carcere duro e a morte (la seconda sentenza emessa in absentia) per "Collaborazionismo col nemico sionista e i suoi servizi di informazione".

I due avrebbero segnalato ai propri controllori del Mossad la posizione di installazioni di Hezbollah e dell'Esercito nazionale libanese a ridosso del confine con l'illegittimo regime ebraico in preparazione dell'aggressione proditoria che scatenò la Guerra d'Estate del 2006.

La sentenza si inserisce nella lunga serie di provvedimenti ufficiali che le istituzioni libanesi hanno adottato dal 2009 in avanti per porre fine alle ingerenze sioniste negli affari interni del Paese dei Cedri, di cui abbiamo più volte menzionato la profondità e l'accuratezza.

sabato 9 novembre 2013

Ultimatum della Jihad Islamica a Fatah: "Basta con la persecuzione dei nostri uomini in Cisgiordania!"

Che alla vigilia di quella che potrebbe rivelarsi come la Terza Intifada del popolo palestinese contro i suoi oppressori sionisti vi siano ancora dei palestinesi che cooperino con il regime ebraico in funzione di suoi utili sgherri e gendarmi coloniali dell'Apartheid fa veramente specie; il movimento per la Jihad Islamica in Palestina, esasperato per il continuo harassment e gli arresti di suoi militanti in Cisgiordania ha emesso un comunicato in cui avverte le agenzie dell'Anp e Fatah che le egemonizza a cessare una buona volta queste pratiche.

La Jihad Islamica rimarca che le sue attività in West Bank sono esclusivamente mirate contro i rappresentanti dell'occupazione sionista, militari e miliziani armati delle colonie illegali, e che sarebbe dovere morale di tutti gli altri Palestinesi aiutare e facilitare queste operazioni anziché agire contro di esse. Il documento condanna poi l'ostinazione di Fatah a perseguire la fallace via dei 'negoziati' con Israele che non hanno portato ad alcun risultato e vengono proseguiti solo per gli interessi personali degli alti dirigenti che sguazzano nell'appropriazione indebita degli 'aiuti' occidentali.

Il duro documento di denuncia si chiude con l'avvertimento che la pazienza della Jihad Islamica "si sta esaurendo".


venerdì 11 ottobre 2013

Al-Saadi, leader della Jihad Islamica a Jenin: "I collaborazionisti di Fatah non prevarranno sulla Resistenza!"

Il capo riconosciuto della Jihad Islamica palestinese nel campo profughi cisgiordano di Jenin, Sceicco Mahmoud al-Saadi, ha emanato un comunicato ufficiale nel quale denuncia i tentativi reiterati delle 'forze di sicurezza' collaborazioniste di Fatah, gendarmi coloniali dell'occupazione ebraica, di eliminare le attività di Resistenza nel campo.

Saadi ha dichiarato che non si consegnerà e che, a qualunque costo, lavorerà fino all'ultimo respiro per impedire che gli 'askari' di Abbas riescano non solamente a fermare ma persino a ridurre o smorzare gli sforzi della Resistenza nei territori occupati, a partire dal campo profughi in cui é rifugiato.

Attraverso il proprio profilo facebook lo Sceicco ha invitato i militanti della Jihad Islamica a prendere "ogni precauzione" per evitare gli arresti e gli agguati dei miliziani asserviti a Tel Aviv.

venerdì 19 aprile 2013

Il Ministro degli Interni palestinese annuncia la quasi totale distruzione della rete di spie sioniste in Gaza!

Nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Gaza City il Ministro degli Interni e della Sicurezza Nazionale del legittimo Governo palestinese Fathi Hammad ha dichiarato che, una volta spirati i termini dell'offerta di amnistia per spie e collaboratori del regime ebraico nell'enclave palestinese costiera, "un grandissimo numero" di quanti fra loro non avevano approfittato della generosa offerta governativa sono stati 'intrappolati e arrestati'.

Contemporaneamente Hammad ha lodato il civismo e il senso di responsabilità di quanti hanno invece aderito all'appello alla resa, contribuendo attivamente allo smantellamento della rete di intelligence sionista a Gaza e beneficiando della clemenza che invece verrà negata a quanti sono stati recentemente arrestati. Il Ministro ha anche annunciato che un primo scaglione di rei confessi che hanno già rivelato tutto quello che sapevano alle autorità palestinesi verranno prossimamente rimessi in libertà e restituiti alle loro famiglie appena avranno scontato almeno i due terzi della loro pena detentiva.

Da quando il Movimento Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza in reazione al tentativo di golpe della Fazione Fatah (a inizio 2007) i contatti locali dei servizi israeliani sono precipitati in conseguenza di una vasta e fortunatissima campagna di controspionaggio, la cui prova più grande é stata la continua incapacità del Mossad e servizi affini di localizzare il luogo di detenzione dell'Ebreo francese Gilad Schalit, un fallimento che ha motivato poi la decisione sionista di liberare in cambio della sua restituzione oltre mille prigionieri politici palestinesi.

giovedì 14 marzo 2013

Il Ministro degli Interni di Gaza replica ad accuse sioniste: "Israele confuso e rabbioso per i nostri successi nel neutralizzare le sue talpe!"

Fathi Hamad, Ministro degli Interni del Governo legittimo palestinese insediato a Gaza ha rotto la serie di dichiarazioni di responsabili di Hamas tentennanti e perennemente sulla difensiva che ci aveva tediato nel corso delle ultime settimane, rilasciando in una conferenza stampa tenuta oggi un comunicato conciso e ficcante con cui ha rispedito al mittente gli addebiti sionisti secondo cui Hamas sarebbe stato impegnato a preparare 'attacchi' contro l'occupazione della Cisgiordania.

Intendiamoci, sapere che il già "Movimento musulmano di Resistenza" fosse apertamente impegnato a programmare appunto 'atti di resistenza' (meglio se condotti con la forza delle armi, l'unica che Israhell capisce) non ci avrebbe certo fatto dispiacere, ma, comunque, sentire un esponente palestinese che prende di petto dichiarazioni sioniste e ne svela i profondi motivi ulteriori, spiegando come esse siano frutto di meschina rabbia impotente, é comunque una soddisfazione.

Secondo Hamad infatti Israele sarebbe ansioso di accusare Hamas di qualcosa visto il successo del programma governativo per la neutralizzazione delle talpe collaborazioniste nella Striscia di Gaza, che sono state invitate a rendersi alle autorità con la promessa della vita salva in cambio della disponibilità a fornire ai loro 'controllori' del regime ebraico informazioni false e seguire poi un percorso di riabilitazione.

sabato 2 febbraio 2013

Venditore ambulante palestinese arrestato a Ramallah prima che si dia fuoco per protesta contro i gendarmi di Abbas!

Nella centralissima Piazza Al Manara di Ramallah un giovane venditore ambulante, nel corso di un violento scontro con la gendarmeria coloniale dell'Anp che anziché difendere i villaggi palestinesi dai Bulldozer sionisti preferisce incrudelire contro i venditori di strada, ha tentato di emulare il gesto estremo di Mohamed Bouazizi, il giovane fruttivendolo tunisino che immolandosi diede il via alla Rivoluzione anti-Ben Ali.
E chi lo sa, forse é stato più il timore che una morte clamorosa potesse sollevare le masse cisgiordane contro l'amministrazione da Bantustan della fazione Fatah, che non il legittimo spirito umanitario, a spingere i gendarmi di Abu Mazen a impedire che il rogo umano si consumasse. Subito dopo il venditore ambulante é stato arrestato, sparendo in qualche galera della 'sicurezza preventiva'.

I venditori di strada stavano protestando occupando Piazza Al-Manara lamentandosi di venire impossibilitati a compiere i loro commerci, che spesso costituiscono le uniche entrate delle loro famiglie.
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giovedì 17 gennaio 2013

I tiranni sauditi tirano fuori 100 milioni di dollari con cui "comprarsi" Abbas, Fatah e l'Anp!

100 milionicini di dollari, tanto sono disposti a spendere i petro-monarchi sauditi nel tentativo di "comprarsi" Mahmoud Abbas, la fazione Fatah e l'Anp, 'lock, stock e barrel', come dicono gli Inglesi; l'agenzia WAFA ha riportato l'intenzione del Ministro delle Finanze di Riyadh Ibrahim al-Wassaf di autorizzare un trasferimento di 100 milioni a Ramallah per permettere a Fatah di colmare il buco di bilancio pauroso scavato dai suoi avidi 'cacique' nelle casse dell'Anp (sentina di sperperi e corruzione) e di pagare almeno qualche stipendio arretrato ai dipendenti pubblici della sclerotica e inefficiente amministrazione.

Ancora una volta le tirannie petrolifere del Golfo, ottime alleate di Usa e Israele cercano di usare la loro ricchezza per imbrigliare la Resistenza palestiense in catene d'oro. Sta al Popolo di Palestina e alle organizzazioni fedeli ai principi non-negoziabili della sua Causa chiarire agli emiri wahabiti che come di fronte all'oro di Sion il sangue e la terra tra il Giordano e il Mediterraneo non sono in vendita nemmeno di fronte all'oro dei servi di Sion.
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lunedì 2 aprile 2012

Fatah accusa il Fronte Popolare-Comando Generale di volere assassinare Mahmoud Abbas!


Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina - Comando Generale, organizzazione scissionista creata da Ahmed Jibril dal PFLP nell'ormai lontano, climaterico anno del 1968, quando sentiva la necessità di un gruppo che si dedicasse più intensamente alla prassi della guerriglia e della resistenza armata contro l'occupazione sionista e meno alla teoria politica marxista-leninista, starebbe, secondo l'"allarme" lanciato nel corso del week-end dai dirigenti di Fatah a Ramallah, progettando 'niente meno' che l'assassinio del baffuto leader del gruppo che fu di Arafat ed Ex-presidente dell'Anp (con il mandato scaduto da tre anni, ma tuttora artigliato alla poltrona dopo il fallito Colpo di Stato del 2007), Mahmoud Abbas.

L'allarmante starnazzata di Fatah arriva dopo che, in una recente dichiarazione, Ahmed Jibril (foto qui sopra), a quarantaquattro anni dalla scissione tuttora al timone della sua organizzazione, ha dichiarato che Abbas, come Arafat prima di lui deve essere considerato "Un traditore del Popolo di Palestina e della sua Causa" per avere l'uno firmato e l'altro confermato gli Accordi di Oslo del 1993, che non hanno portato alcun beneficio ai territori occupati della Cisgiordania o ai loro abitanti. Per tutta risposta i cacicchi di Ramallah hanno dato fiato alle trombe della loro propaganda griando "al lupo" in merito ai presunti progetti omicidi di Jibril, da loro definito "Un agente al soldo di Damasco".

Ora, prima di dare dell'asservito a CHICCHESSIA i ridicoli satrapetti di Fatah e dell'ANP dovrebbero farsi un bell'esame di coscienza e guardarsi a lungo allo specchio (se tale operazione gli é possibile senza sputarsi in faccia dopo pochi secondi), visto che, seppure é vero che Jibril e il PFLP-GC hanno accettato l'ospitalità e il sostegno della Repubblica Araba di Siria, di certo con essi non hanno accumulato nemmeno un centesimo delle prebende e dei finanziamenti Usa ed Europei che Fatah si é sistematicamente messa in tasca in tredici anni di moribondo, asfittico, inutile "processo di pace" prima che intervenisse la vittoria elettorale di Hamas a scuoterli, temporaneamente dagli scranni.

Riguardo alla possibilità che qualcuno faccia fuori Mahmoud Abbas, la prospettiva non fa venire i lucciconi a nessuno che possa dirsi sinceramente amico della Palestina e dei Palestinesi, e, se un domani chi scrive dovesse trovarsi a redigere un epitaffio per il cacicco-capo di Fatah, state pur certi che lo trovereste estremamente conciso e parco di complimenti ed elogi del defunto.
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mercoledì 1 febbraio 2012

Ecco i volti dei traditori che hanno preso parte alla conferenza sionista di Herzliya: servi e camerieri, sciacalli, assassini e puttane!


Abbiamo già parlato qualche giorno fa della sconcia e infame "conferenza sulla sicurezza" organizzata a Herzliya dal regime ebraico di occupazione della Palestina; conferenza che, vertendo appunto sulla 'sicurezza' dell'entità occupante ha tutta la statura morale di una conferenza organizzata da stupratori su come meglio (più 'sicuramente' appunto) compiere agguati e violenze sessuali, tutto il valore umano di un seminario tenuto da pedofili su come meglio adescare e molestare fanciulli e fanciulle.

Abbiamo anche dovuto registrare, con nostro vivo dolore e disappunto, il fatto che a detta conferenza avrebbero partecipato anche esponenti arabi, in primis qatariani, e avevamo dato conto dello stigma e della riprovazione che la cosa aveva suscitato tra i ranghi del movimento di Resistenza libanese Hezbollah, che aveva denunciato la loro presenza come segno di sudditanza psicologica e asservimento ai diktat e ai desiderata degli invasori e degli imperialisti.

Adesso abbiamo la lista completa degli ospiti arabi alla malnata e maledetta 'conferenza' e la pubblichiamo, con nomi cognomi e foto, affinché ogni amico sincero e sostenitore della Palestina e del suo Popolo possa studiarla attentamente e rammentarla, in futuro. Nessuno che dichiari amore e devozione per la Causa palestinese può prendere parte a simili eventi.

1) Principe al-Hassan ben Talal. Reggente di Giordania dal 1965 e figlio più giovane di Re Talal e della Regina Zein ash-Sharaf. Ha preso parte al meeting sionista tramite un intervento in video trasmesso in diretta. Figlio di un idiota e di una sgualdrina.





2) Saeb Erekat, uomo di Fatah, a lungo coinvolto nelle malversazioni, nella profonda corruzione e nelle violenze perpetrate dai complici di Mahmud Abbas. Ex-"premier" dello pseudo governo eretto da Fatah nella Cisgiordania occupata da israele dopo il fallimento del Colpo di Stato con cui nel 2007 aveva tentato di rovesciare l'esito delle elezioni dell'anno prima. Servo di servi.



3) Riyadh el-Khouri, economista giordano, servo del Centro Studi Carnegie per il Medio Oriente, consulente del cosiddeto 'Programma di Aiuti' USAID (tramite il quale gli Usa foraggiano Israele), membro del Consiglio Internazionale Questscope, fondazione britannica che mira al 'cambiamento e mescolamento' (sarebbe meglio dire alla 'distruzione e disintegrazione') delle 'comunità'. Mangiatore al trogolo che nutre i maiali sionisti.



4) Salman Sheik, qatariano, servo del 'Centro Saban per il Medio Oriente', finanziato dal produttore sionista Chaim Saban, ha cercato a lungo senza successo di spostare Hamas su posizioni antisiriane e di convincerla a 'riconoscere' il regime ebraico, presenta un intervento che sembra rubato dalle pagine escrementizie del 'Foglio' di 'Libero' o dalla latrina internettiana di Fiamma Nirenstein: "Islam politico attraverso il Medio Oriente: Primavera Araba o Inverno Estremista?". Incommentabile.

5) Tony Badran, libanese-americano servo dela 'Fondazione per la Difesa delle Democrazie' (interessante, perché il Qatar é una monarchia assoluta), organo sponsorizzato dalla lobby sionista mondiale e dai neocon americani, in contatto coi filoimperialisti libanesi guidati dal Renzo Bossi locale Saad Hariri e considerato il loro "ambasciatore" in America. Si vanta di avere personalmente ucciso donne e bambini a Sabra e Chatila. Presenta un intervento eccessivamente ottimista sulla "Siria Post-Assad". Un macellaio che andrebbe abbattuto come un cane idrofobo.

       6) Sherif el-Diwany, economista egiziano, servo del 'Forum Economico di Davos', affamatore di lavoratori e ingrassatore di capitalisti, parassiti e sfruttatori. Da mandare ai lavori forzati.





7) Bashaer Fahoum Jayoussi, collaborazionista palestinese di israele, una che viene trattata nella sua terra da cittadino di seconda classe e a cui va bene così finché riesce a mendicare una crosta di pane dal 'massah' sionista, esemplare femminile di schifoso 'Zio Tom' che porge al padrone la frusta con cui verrà sferzata. Vorrebbe 'normalizzare' i rapporti fra Ebrei e Palestinesi in Palestina il che é come voler normalizzare i rapporti tra SS e detenuti ad Auschwitz. Se tutti i Palestinesi fossero come questa puttana il regime ebraico potrebbe durare mille anni.
8) Nahed Khazem, sindaco di Shafa Amr, nel Nord della Palestina Occupata, noto collaborazionista palestinese e amico personale del Ministro sionista Gideon Saar, anche lui vorrebbe "normalizzare" i rapporti tra SS sioniste e loro vittime palestinesi. Un altro rettile indegno del sangue che per caso scorre nelle sue vene.



9) Mohammad Darawshe, collaborazionista palestinese, servo del "Fondo Abramo", organizzazione sionista impegnata a eliminare le tracce e le testimonianze della millenaria presenza palestinese nelle terre occupate dai sionisti. Le pietre dei villaggi distrutti nella Nakba reclamano il suo sangue.





10) Masad Barhoum, altro collaborazionista palestinese, servo dell'Histadrut, il sindacato sionista, noto per i suoi rapporti coi Ministri della Salute di vari esecutivi di Tel Aviv. Un altro pidocchio che si ingrassa servendo chi mutila e ammazza i suoi fratelli.




11) Ayman Seif: direttore del 'Centro per lo Sviluppo della Minoranza Araba' presso l'ufficio del Primo Ministro di Tel Aviv Benji Netanyahu, un organismo creato apposta per separare e marginalizzare i legittimi abitanti della Palestina Occupata. Un ceffo da Judenrat, un vero e proprio kapò palestinese che aiuta l'Apartheid sionista.



12) Khaled Abu Asbah, collaborazionista palestinese, psicologo comportamentalista autori di "indicatori familiari e scolastici per prevenire il coinvolgimento dei giovani arabi nella violenza". Un ratto schifoso che cerca di aiutare gli oppressori della sua gente a reprimere chi ha il coraggio che lui non ha mai avuto, quello di impugnare le armi per liberare la propria patria.



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