martedì 14 dicembre 2010

Libero! Libero!! Adeeb Abu Rahma é libero!! Una vittoria della Resistenza, contro Israele, i suoi muri e l'Apartheid!!



Adeeb Abu Rahma esce dalla galera di Ofer, dove é stato rinchiuso per un anno e mezzo e la sua gente é lì, pronta a salutarlo e festeggiarlo, ci sono scoppi, ma sono soltanto petardi e mortaretti, c'é battito di mano e canto ritmico di slogan, bandiere palestinesi che garriscono e un frenetico alzarsi di dita a "V", perché questo giorno é una grande vittoria, conseguita da Abu Rahma e dai suoi vicini e conpatrioti di Bi'lin, che ogni settimana hanno affrontato i manganelli, i lacrimogeni e i proiettili di plastica con anima in metallo della sbirraglia israeliana, per protestare contro l'illegale muro di segregazione, strumento con cui Israele pensa di sgretolare la comunità palestinese e piegarla alle sue ubbìe paranoiche e alla sua fame di espropri e annessioni illegali di terre da aggiungere al sistema delle colonie e degli insediamenti.

Ogni settimana, ogni singola settimana, benedetta o maledetta che fosse, Abu Rahma e gli altri abitanti di Bi'lin si sono preparati e si sono presentati davanti alle barriere e agli sbarramenti presidiati dai militari sionisti: agitando bandiere, cantando slogan, facendo rumore con coperchi e contenitori di metallo...e si poteva vedere lo sguardo fra lo stupito e lo stolido negli occhi di questi "rambo" dalle mani superarmate e dai cervelli desolantemente vuoti, la materia grigia ottusa e inquinata dalla propaganda razzista e dall'abitudine all'uso della violenza su vittime indifese...e quei giovanotti in uniforme sembravano compatirli, sembravano dire: "Ma cosa vogliono questi Palestinesi? Cosa pensano di ottenere? Perché vengono qui tutti i venerdì, non vedono che abbiamo le armi, che siamo i più forti? Che potremmo ammazzarli tutti se solo volessimo?".



E invece, nonostante tutto, Abu Rahma ogni settimana era lì, con gli altri e non solo agitava la bandiera di Palestina, cantava gli slogan, faceva rumore, ma si staccava anche dal gruppo dei manifestanti e avanzava fino al cordone di truppe, parlava, urlava, inveiva a volte...dimostrando a quei soldati di essere un Uomo anche lui.

Per questo 'crimine', e per il suo ruolo di Coordinatore nel Comitato popolare di Resistenza contro il Muro e gli Insediamenti Abu Rahma era stato infine arrestato il 10 luglio 2009 per "avere ostruito il lavoro dell'esercito" (che da vent'anni ormai é diventato solo e soltanto il guardiano e custode dell'Apartheid, ogni altra missione essendo stata scartata e abbandonata).

Condannato a quattro anni di reclusione ne ha scontato uno e mezzo, prima di essere rilasciato con una improvvisa e irrituale decisione delle autorità carcerarie israeliana; evidentemente i giudici e gli ufficiali dello Stato ebraico hanno deciso che la campagna internazionale di pressione e solidarietà nei confronti dell'attivista palestinese stava costando troppo "punti immagine" al regime di Tel Aviv, risolvendosi quindi per un 'contenimento del danno' che é passato attraverso la sua liberazione.

La liberazione di Abu Rahma é una vittoria, una grande vittoria, ma la lotta ora deve riprendere, più intensa e serrata che mai, per dare valore alle sue sofferenze di questi 18 mesi, e per onorare la memoria di tutti coloro e di tutte coloro che sono stati percossi, feriti, intossicati, colpiti da proiettili durante la campagna di Bi'lin e quelle di altri villaggi e cittadine cisgiordane, una marcia alla volta, uno slogan alla volta, un sacrificio alla volta, l'Apartheid può essere vinto, come hanno insegnato Gandhi e Martin Luther King, anche dalla pacifica e serena determinazione della non-violenza.

2 commenti:

  1. Dunque gli Israeliani sono più clementi dei Palestinesi che tengono prigioniero Shalit da anni e contro tutti i codici di diritto internazionale!

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  2. Se iniziassimo a spulciare codici e diritti internazionale Israele dovrebbe essere invaso e occupato da una coalizione internazionale dal 1967...

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