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giovedì 12 agosto 2021

Fallisce nel villaggio di Shwaya il tentativo di un collaborazionista sionista di aizzare una folla drusa contro coraggiosi militanti di Hezbollah!

 

I villaggi di confine in generale, sunniti drusi cristiani e sciiti contribuiscono tutti alla prima linea di difesa del Libano contro qualsiasi invasione israeliana e alla fine fanno parte dei piani di resistenza.

Shwaya, che sembra essere un villaggio a maggioranza drusa, è uno dei tanti villaggi di confine in Libano e capita che la sua campagna sia una perfetta area di sosta per missili da 122 mm verso il bersaglio designato da Hezbollah. E in questa luce, ha operato un lanciarazzi Hezbollah nascosto.

L'operazione di lancio di razzi di Hezbollah ha apparentemente coinvolto circa 8 individui distribuiti in due gruppi. Uno è responsabile del lanciatore, mentre l'altro è responsabile della protezione di esso e del suo percorso verso l'area di tiro e ritorno.

Al gruppo è stato ordinato da Hezbollah di sparare esattamente 20 razzi, e questo è il numero effettivo che è stato sparato. Il lanciatore aveva più razzi, ma erano extra e non destinati al lancio.

Dopo l'operazione, il camion ha lasciato l'area, indisturbato dall'IDF.

venerdì 6 luglio 2018

Anche nell'Operazione Basalt si conferma l'estrema affidabilità degli obici cingolati sovietici Gvodzika ed Akatsiya! Conosciamoli meglio!!

La Seconda Guerra Mondiale dimostrò con ampia evidenza che un esercito era in grado di svolgere con efficacia operazioni mobili in profondità tanto più e tanto meglio quanto era in grado di far accompagnare le proprie unità di punta (ricognitori blindati, truppe corazzate, fanteria meccanizzata...) da un supporto fuoco potente, preciso ed affidabile, che potesse tenere il passo con l'avanzata di queste forze mobili.

L'aviazione d'assalto non sempre è la risposta giusta a questo problema, essendo il suo impiego condizionato alle condizioni atmosferiche ed essendo inoltre estremamente dispendiosa a parità di carico bellico sganciato sugli obiettivi.

L'artiglieria semovente, invece, é una soluzione molto più agevole, pratica, economica ed affidabile.

Tra la fine degli anni '60 e i primi '70 l'Armata Rossa sovietica introdusse due diversi modelli di obice cingolato che da allora sono diventati protagonisti di dozzine e dozzine di conflitti grandi e piccoli, tra cui, ovviamente, anche la Guerra al Terrorismo combattuta in Siria in questi ultimi sette anni.

Stiamo parlando del modello 2S1 'Gvodzika', da 122mm di calibero e del 2S3 'Akatsiya' da 152mm.

domenica 18 febbraio 2018

Ulteriori testimonianze video del concentramento di truppe meccanizzate e della Forza Tigre in direzione di Damasco!

Una testimonianza video in due parti di valore inestimabile é quanto vi presentiamo con questo post di PALAESTINA FELIX. Questo vuol dire correre verso il Ghouta Est di Damasco in cima a un carro armato. Ridere e scherzare insieme ai commilitoni con cui si é rischiata la vita dozzine di volte. Sedere su un cuscino, solo superficialmente fuori posto sulla torretta verde scuro del mostro d'acciaio. Accendersi una sigaretta mentre la teoria di camion-trasporto e altri autoveicoli interrompe la sua marcia per svoltare a un incrocio.

Batterie di obici blindati e carri armati si dirigono verso Damasco...è in arrivo la battaglia finale per il Ghouta Est?

Da diversi giorni 'gira' la voce di un concentramento di unità siriane nel Governatorato di Damasco, in particolare intorno a ciò che rimane della sacca del Ghouta Orientale.

In particolare tutti i reparti della Forza Tigre, precedentemente schierati nel Sud di Idlib, sarebbero stati ritirati e inviati verso il nuovo teatro, dove dovrebbero giocare il ruolo principale nella liquidazione definitiva dell'enclave takfira.

Ora, molte di queste voci venivano da fonti che noi riteniamo meno che meritevoli di attenzione.
Però stamane abbiamo ricevuto (invece da un 'contatto' più che affidabile) segnalazione di un VIDEO che vi riportiamo qui di seguito.

domenica 28 maggio 2017

Oggi come ieri L'ORGANO DI STALIN PORTA LA GUERRA NEL CAMPO DEL NEMICO!!!

Un classico del thrash metal per un "classico" della tecnologia militare sovietica e russa: il lanciarazzi multiplo, sviluppato a partire dagli anni '20 e '30 (un elemento dalla molto poco conosciuta cooperazione tra Repubblica di Weimar e URSS) e usato per la prima volta nel 1941 poco distante da Mosca é diventato oltre che una parte indispensabile dell'ordine di battaglia di ogni esercito russo o alleato o cliente della Russia, un vero e proprio simbolo.

 Già vedere un singolo MRL aprire il fuoco contro il nemico é uno spettacolo mozzafiato, ma assistere a una volata lanciata da più batterie è qualcosa di veramente grandioso ed eccezionale; vi offriamo questo spettacolo grazie a un video esclusivo, per il quale ringraziamo come al solito i nostri preziosi contatti siriani.

martedì 2 maggio 2017

Direttamente dalla Siria, ecco un nuovo modello di lanciarazzi multiplo cingolato, basato sullo chassis del BMP-1!

Nuovi esclusivi documenti registrati sul campo di battaglia contro il takfirismo (Siria, trincea d'Eurasia contro l'imperialismo talassocratico a stelle di david e strisce angloamericane) impreziosiscono le pagine di PALAESTINA FELIX che come sempre deve ringraziare i suoi attentissimi e impareggiabili contatti in loco.

venerdì 17 luglio 2015

Comitati Popolari ed Esercito Yemenita smentiscono le panzane takfire riguardo una 'conquista' di Aden!

Nella giornata di ieri aveva cominciato a circolare la voce riguardo una pretesa 'conquista' di Aden da parte dei wahabiti di Al-Qaeda nella Penisola Araba e dei traditori sostenitori dell'ex-presidente Hadi fuggiasco a Riyadh. Ovviamente il fatto che tale 'vittoria' fosse reclamata solo da fonti terroristiche ha subito insospettito diversi osservatori di cose mediorientali.

In seguito sia i Comitati Popolari Rivoluzionari sia fonti dell'Esercito Yemenita hanno smentito questa voce che era stata lanciata in occasione di una piccola penetrazione terroristica nel sobborgo di Aden chiamato Khor Maskar. Evidentemente i takfiri speravano con la notizia della 'caduta' di Aden di dare il via a un 'effetto domino' spargendo il panico tra i difensori di Khor Maskar, facendoli fuggire e potendo così conquistare il quartiere senza difficoltà.

sabato 27 giugno 2015

I razzi dello Yemen continuano a volare sulle basi saudite a tre mesi dall'inizio dell'attacco di Riyadh!

Forze dei Comitati Popolari e dell'Esercito Yemenita hanno lanciato dozzine di razzi 'Grad' da 122mm contro installazioni militari saudite nelle province di Najran e Jizan.

Sono ormai tre mesi che il piccolo paese della Penisola Araba viene sottoposto a continui bombardamenti da parte del regno wahabita di Riyadh e dai suoi miserabili alleati, tuttavia la capacità militare di Sanaa non sembra essere stata intaccata.

Tutto il confine yemeno-saudita é sotto il controllo delle forze Houthi e delle brigate dell'Esercito dichiaratesi per la Rivoluzione, come testimoniano i continui raid e le incursioni che si sono spinte anche dozzine di chilometri in profondità nel territorio saudita.

lunedì 2 febbraio 2015

L'Irak inizia a ricevere il secondo lotto di letali elicotteri russi Mi-28! L'ISIS se li troverà presto sopra la testa!

A bordo dei giganteschi jet-cargo Antonov 124 'Kondor' sono arrivati a Bagdad i primi esemplari del secondo lotto di elicotteri d'attacco russi Mi-28. L'arrivo in Irak degli elicotteri prodotti dal consorzio 'Mil' ('padre' già dei famosissimi Mi-24 e -35, diffusi in tutti i cinque continenti) é stato uno dei fattori essenziali per il rovesciamento della situazione militare contro il cosiddetto 'Califfato' dell'ISIS. La capacità degli elicotteri di portare pronto e preciso supporto aereo alle truppe sul terreno, in maniera semplicemente impensabile per gli aerei d'attacco, ha causato gravissime perdite ai takfiri del Daash.
Dotato di un cannone automatico Shipunov da 30mm, capace di sparare 800 proiettili al minuto, il Mi-28 ha inoltre quattro piloni laterali che possono portare ciascuno 4 missili anticarro "Ataka", oppure 5 razzi da 122mm oppure 20 razzi da 80mm.

martedì 2 dicembre 2014

Le forze irakene riconquistano quel che resta degli 'arsenali chimici' di Saddam: l'ISIS non ci si é nemmeno avvicinato!

L'Esercito Irakeno ha riconquistato il controllo della vecchia struttura usata nel regime di Saddam Hussein come arsenale chimico; la zona era stata investita dall'avanzata dell'ISIS ma, al momento in cui le forze regolari l'hanno ripresa é apparso evidente che gli sgozzatori del 'califfato' non erano nemmeno riusciti a entrarvi.

Questo perché i vari bunker e depositi erano circondati da campi minati e altri ostacoli passivi che erano stati sufficienti a tenere lontani i takfiri del Daesh. Secondo le rivelazioni del Viceministro degli Esteri Mohammad Jawad al-Doraky la zona non conteneva alcun genere di 'arma chimica' ma piuttosto residui contaminati che anche qualora fossero caduti in mano all'ISIS non avrebbero potuto in alcun modo venire usati per nuocere.

Nel cosiddetto 'bunker 13' erano presenti razzi da 122mm una volta caricati a Sarin, ma da lungo tempo deattivati nell'ambito della cooperazione del regime di Saddam con l'ONU (quella che non evitò la speciosa e illegale invasione angloamericana del 2003). Nel 'bunker 41' invece erano contenute 2000 granate da 155mm una volta caricate a fosgene (e ora vuote) e 605 bidoni vuoti una volta pieni di fosgene, più materiali da costruzione contaminati.

sabato 15 novembre 2014

Gli Sciiti Houthi cacciano Al-Qaeda dalla zona di Khobza usando i lanciarazzi 'Katyusha' e l'artiglieria!!

Ancora buone notizie dallo Yemen dove oramai i combattenti sciiti di Ansarullah sembrano proprio avere "ingranato la quarta" e procedere inesorabilmente alla bonifica di ogni angolo di 'Arabia Felix' sotto il loro controllo dall'infestazione qaedista foraggiata dai petrodollari di Riyadh e usata dal Nobel per la Guerra di Washington come scusa per riempire di droni e robot-assassini i suoi cieli.

Questa volta i militanti Houthi hanno scacciato i lacché di Casa Saoud dall'area di Khobza, nei dintorni della città di Radaa, dopo un intensissimo combattimento che li ha visti ricorrere a lanciarazzi multipli di tipo 'Grad' (colloquialmente noti come 'Katyushe', per l'associazione col più classico modello di MRL russo della 2a Guerra Mondiale) e all'artiglieria pesante.

Questo dimostra due cose: prima di tutto che il livello medio di 'alfabetizzazione militare' di Ansarullah si é alzato drammaticamente visto che per usare correttamente questi armamenti pesanti non bastano lo zelo e la buona volontà (vedi i takfiri in Siria e Irak che si ammazzano a dozzine quando cercano di usare qualche mezzo sottratto agli Eserciti regolari). Secondariamente che almeno una parte dell'Esercito yemenita é passato a sostenere attivamente la milizia sciita.

I terroristi wahabiti, messi in fuga dal torrente di fuoco, si sono rifugiati nella zona di Yakla, sul confine con la Provincia di Marib.

domenica 2 novembre 2014

Come l'Asse della Resistenza é passato dal "mandare pesci" a Gaza a insegnare ai Palestinesi a "pescare" per conto proprio!

"Dai un pesce a un uomo, e questi mangerà per un giorno; insegnali a pescare e si sfamerà per tutta la vita". 

La veridicità di questo adagio é esemplificata dai progressi delle organizzazioni armate palestinesi che nel corso di meno di un decennio sono passate dal dover dipendere dalla solidarietà dell'Asse della Resistenza per i loro rifornimenti di razzi con cui difendersi dalle aggressioni sioniste a riuscire autonomamente (grazie agli insegnamenti forniti dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana, dal corpo di artiglieria dell'Esercito Siriano e dagli Hezbollah libanesi) a fabbricare vettori in grado di arrivare a Tel Aviv, a Gerusalemme e persino ad Haifa.

La Resistenza palestinese iniziò a colpire obiettivi sionisti dalla Striscia di Gaza con l'Intifada delle Moschee: inizialmente il bersaglio principale era Sderot, insediamento illegale preso di mira con razzi rudimentali e colpi di mortaio.

La Guerra d'Estate tra sionisti ed Hezbollah, nel 2006, fece apparire evidente ai Palestinesi, che intanto nel 2004 erano riusciti a cacciare gli occupanti sionisti dalla Striscia, come un forte arsenale di razzi fosse un'arma potente tanto dal punto di vista militare quanto da quello politico; nessun elemento della guerra di otto anni fa rese evidente la totale sconfitta sionista quanto il fatto che "i razzi continuavano ad arrivare" sulla Galilea Occupata fino all'ultima ora prima dell'Armistizio.

Un programma di addestramento venne subito lanciato dalle potenze dell'Asse della Resistenza: militanti palestinesi uscivano dalla Striscia, viaggiavano fino al Libano o alla Siria e qui venivano 'presi in consegna' da ufficiali dell'IRGC iraniana, che li portavano nella Repubblica Islamica e li istruivano sulle basi della balistica, sulla chimica dei materiali necessari ai razzi, e controllavano il loro apprendimento facendogli costruire razzi di prova che poi venivano lanciati in zone deserte.

I punti di arrivo di quei razzi venivano accuratamente segnalati e riportati e gli 'studenti' venivano incoraggiati a produrre 'rose' di impatti sempre più ristrette e precise. In seguito altri 'corsi' vennero istituiti in Siria e persino quando si verificarono incidenti (anche con feriti) Assad non fece mai venire meno il suo appoggio a quelle iniziative.

Ma i razzi prodotti a Gaza erano di cattiva qualità e quindi si iniziò un programma di rifornimento via mare e via tunnel, con i vettori iraniani e siriani che venivano spostati in Sudan, poi in Egitto e qui attraversavano il Sinai fino a Gaza oppure venivano caricati su imbarcazioni che poi gettavano contenitori ermeticamente chiusi in mare in zone accuratamente scelte, dove le correnti li avrebbero spinti verso le spiagge della Striscia fino a che un semplice sommozzatore fosse stato in grado di identificarli e trascinarli a riva.

Ma i razzi, soprattutto i modelli più potenti e a lungo raggio, erano molto ingombranti e scomodi da trasferire, persino se smontati in tanti componenti, il loro propellente poi rischiava di deteriorarsi nel lungo viaggio, quindi la parte di know-how e addestramento non venne mai interrotta.

A Gaza arrivavano componenti critici ma tutto quello che i Palestinesi potevano costruirisi o prodursi da soli veniva incoraggiato e anzi aumentato: dapprima i razzi venivano rimontati a Gaza e riempiti di propellente fabbricato in loco, poi fu la volta dell'esplosivo, in breve, quando la metallurgia delle officine clandestine fu abbastanza avanzata, anche gli involucri dei razzi (di certo la parte più pesante e ingombrante) vennero fatti realizzare a Gaza.

Questa scelta si rivelò vincente con la caduta di Mubarak: il dittatore egiziano era un servo di Israele e Washington ma il suo regime aveva il 'bonus' di essere corrottissimo, quindi per ben finanziati ufficiali di Hezbollah e dell'IRGC era facile trovare il modo con adeguate 'mazzette' di far passare nel Sinai o nei porti egiziani i carichi.

Il regime ikhwanita di Morsi si adoperò subito per ostacolare in ogni modo i transiti di componenti per razzi, su ordine dei suoi padroni di Doha che volevano escludere l'Iran dalla scena della Resistenza Palestinese, ma per allora Gaza era già in grado di fabbricare da sola razzi quasi avanzati come i migliori disponibili a Siria e Iran e la dimostrazione ci fu dopo la Guerra degli Otto Giorni nel 2012, quando l'intero arsenale di razzi sparati contro obiettivi ebraici venne non solo ricostituito ma addirittura aumentato in pochissimo tempo.

Nell'ultima Guerra di Gaza, al contrario di quella precedente, non solo i razzi Fajr "di importazione" erano in grado di raggiungere Tel Aviv, ma anche i loro equivalenti 'locali, come gli M-75, i Buraq-70, i Buraq-100. Senza tutti i costi di trasporto e addentellati vari i razzi 'Made in Gaza' sono estremamente più economici e la quantità prodotta può aumentare esponenzialmente.

Tanto per fare un esempio, un razzo Type-107 quando veniva contrabbandato poteva richiedere la spesa di 800 dollari usa, mentre un razzo identico fatto a Gaza costa un ottavo di quella cifra. Un Fajr-5 in grado di arrivare all'Aeroporto Ben Gurion costava 15.000 $, un razzo fatto a Gaza con le stesse caratteristiche appena 5.000.

Gli esperti in grado di manipolare le sostanze chimiche, i metalli, le componenti di precisione necessarie a queste armi sono tra gli 'assetti' più gelosamente custoditi dalle Brigate della Resistenza, forse anche più dei comandanti. Ogni volta che si recano al lavoro vengono prelevati da militanti armati di sicura fiducia e portati ai laboratori sotterranei della loro organizzazione bendati, in maniera che anche se venissero catturati (Dio non voglia) non potrebbero nemmeno rivelare la posizione del loro luogo di lavoro.

lunedì 7 luglio 2014

Gaza martoriata dalle bombe sionaziste! Undici morti nella notte, ma la Resistenza ribatte colpo su colpo!!


Undici morti; questo il tragico bilancio delle vigliacche aggressioni aeree del regime ebraico di occupazione che nella notte ha scatenato i suoi piloti assassini e i suoi droni contro il ghetto assediato di Gaza; due militanti della Resistenza erano stati uccisi in serata in un bombardamento vicino a un campo profughi nella zona centrale della Striscia.

A queste prime vittime si sono poi uniti altri sei eroici martiri della Resistenza colpiti a Rafah, nel Sud dell'enclave costiera; altri tre morti si sono avuti in bombardamenti separati nel corso della notte; a queste vittime bisogna aggiungerne altre quattro probabili, che verosimilmente sono tombate sotto un edificio crollato.

 Di fronte alla bestiale violenza sionista tutte le organizzazioni armate di resistenza hanno fatto fronte comune e si sono impegnate a far pagare il massimo prezzo all'entità di occupazione: dozzine di razzi, tra cui molti 'Grad' da 122mm, e un centinaio di colpi di mortaio sono già stati esplosi all'indirizzo delle colonie militarizzate di Ashkelon e Sderot.

Tanto grande é la preoccupazione dei generali di Tel Aviv che batterie del ridicolo e inefficace sistema 'iron dome' sarabbero state spostate attorno all'aeroporto Ben Gurion.

giovedì 3 luglio 2014

Gaza colpita dai raid sionazisti resiste eroicamente: pioggia di razzi e bombe di mortaio su Sderot e Ashkelon!!

Droni e jet sionisti anche stasera sono tornati a colpire il ghetto assediato di Gaza, dove ormai sono dozzine e dozzine i feriti, alcuni dei quali gravissimi, molti impossibilitati a ricevere le cure adeguate a causa della perdurante emergenza umanitaria nella Striscia.

Il Capo dei Servizi di Emergenza di Gaza, Ashraf al-Qidra, ha dichiarato che uno dei feriti é "in stato terminale" e che una donna incinta é stata ferita molto gravemente. Ma "Palaestina Felix" non fa geremiadi, non elenca danni e perdite se non può anche fornire il resoconto della Resistenza e della risposta e nel caso di Gaza, Terra di Palestina liberata con le armi e con la lotta la risposta é stata particolarmente pronta ed efficace.

Al contrario della West Bank, dove la supina sottomissione di Fatah e dell'ANP rende impossibili le azioni armate a esclusione di qualche episodio eclatante come la cattura e l'esecuzione (per noi perfettamente legittima e giusfiticata) dei tre invasori delle colonie illegali, a Gaza le organizzazioni militari palestinesi dispongono di basi sicure e di arsenali riforniti con cui far vedere i sorci verdi ai miliziani delle vicine colonie.

Dozzine e dozzine di razzi, tra cui anche alcuni 'Grad' da 122mm e una valanga di colpi di mortaio si sono riversati in questi giorni contro Sderot e Ashkelon, causando gravi danni materiali e una serie di black out nella colonia illegale di Sderot, anche in quest'occasione il vantato 'intercettatore' sionista di Iron Dome si é rivelato per il colossale 'bluff' che é non riuscendo a bloccare che due delle decine e decine di proiettili lanciati dalla Resistenza.

AGGIORNAMENTO: Veniamo informati adesso che il bombardamento di rappresaglia della Resistenza Palestinese ha incendiato la sede del 'consiglio regionale' di Eshkwol dove, inoltre, un militare sionista é rimasto ferito alla gamba da schegge di un'esplosione.

venerdì 23 novembre 2012

'Oltre la Beffa il Danno!' Un razzo 'Iron Dome' fallendo il bersaglio piovve su una autostrada israeliana poco prima della tregua!

Imbarazzante rivelazione da parte della stampa sionista che, a poco più di 24 ore dall'inizio della tregua, rivela come il 21 novembre un razzo 'Iron Dome' lanciato per tentare di intercettare un 'Grad' da 122mm sparato dalla Resistenza palestinese in risposta ai bombardamenti sionisti sul ghetto assediato non soltanto abbia mancato il bersaglio, ma sia andato a esplodere proprio sopra un'autostrada nei pressi di Ashdod.

Il caso ha voluto che il proiettile fuori rotta impattasse a circa 30 metri dalle corsie asfaltate ma una vera e propria strage sarebbe risultata se fosse caduto anche solo poco più vicino alla sede stradale o addirittura al centro di essa. Fin dall'inizio di questa nostra avventura giornalistico-editoriale noi di Palaestina Felix ci siamo sempre schierati tra i detrattori dei 'sogni oppiacei' di politici e generali sionisti che, ubriacati dalle panzane fabbricate dagli Usa durante la Guerra del Golfo (a loro volta mutuate dalle allucinazioni alzheimeriane di Ronnie Regan sugli 'scudi stellari') hanno pensato di poter bloccare razzi e missili palestinesi, libanesi o iraniani con costosi quanto inefficaci sistemi di intercettazione.

Ancora una volta i fatti provano la giustezza delle nostre convinzioni.
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martedì 20 novembre 2012

A Gaza é tregua! Gratitudine dei Palestinesi all'Iran e alla Siria per le armi che hanno fermato l'escalation folle di Netanyahu!

Riportiamo in tempo reale la notizia (speriamo di poterla confermare il prima possibile) del raggiungimento di una tregua tra il regime ebraico di occupazione e i Palestinesi del ghetto martoriato di Gaza; secondo quanto riportato dalle agenzie internazionali il cessate-il-fuoco dovrebbe diventare ufficiale dalla mezzanotte di oggi.
Rispetto al precedente "pogrom" militare di 'Piombo Fuso' voluto dai criminali di guerra Ehud Olmert e Tzipi Livni salta subito agli occhi che questo attacco voluto da Netanyahu, Barak e Lieberman non ha avuto una componente terrestre, mentre quattro anni fa le truppe sionaziste avevano imperversato per giorni nel territorio di Gaza.
La risposta va cercata nel totale fallimento della campagna aerea che non é riuscita a garantire gli obiettivi "minimi" dal punto di vista di indebolimento dell'infrastruttura militare dell'enclave costiera; l'unico risultato raggiunto dai raid aerei é stato quello di massacrare molti civili (oltre 110) ma per tutta la durata dei bombardamenti obiettivi sionisti sono stati colpiti e martellati dai razzi della Resistenza, con intensità e con portate finora inaudite: Beersheba, Dimona, Gerusalemme, Rishon Letzion, Tel Aviv, sono finite sotto il tiro dei Grad, dei Fajr-3 e dei Fajr-5 donati ai Palestinesi da Siria e Iran.
Di fronte all'idea di un proseguire del martellamento, di fronte al totale fallimento delle batterie "intercettatrici" di 'Iron Dome', che sono state traforate ripetutamente da proiettili singoli che viaggiavano oltre la capacità dei radar di tracciarli, ma anche da sciami di razzi più piccoli che ne saturavano i computer balistici, la prospettiva di vedere i soldati di Tsahal cadere vittime di imboscate e agguati (magari venendo presi prigonieri e mostrati in tv!) mentre i proiettili continuavano a cadere sulle città israeliane ha fatto desistere i pur sanguinari gerarchi di Tel Aviv dai propositi bellicosi.
Come ha dichiarato il Vicesegretario Generale della Jihad Islamica in Palestina, Ziad Al-Nakhala, "Ogni componente della struttura militare palestinese in Gaza é da ricondurre alla volontà iraniana di rifornire generosamente i combattenti della Striscia: dal singolo proiettile ai razzi ai missili anticarro e antiaerei, tutto viene dall'Iran, dalla Siria e dall'Asse della Resistenza". Oltre ai 'Fajr' iraniani da 333mm (i veri 'eroi' di questi giorni di fuoco) le milizie palestinesi hanno lanciato 'Grad' da 122mm, razzi multipli da 107mm e i nuovi razzi prodotti in loco ma migliorati e modificati secondo le tecniche e gli insegnamenti iraniani (come i nuovi M-75 di Hamas e delle Brigate Qassam).
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venerdì 16 novembre 2012

Le Brigate Qassam abbattono UAV ricognitore sionista mentre i razzi Grad e Fajr continuano a colpire obiettivi nel regime ebraico!

Una nuova incoraggiante notizia arriva dal ghetto palestinese di Gaza sottoposto al brutale assalto sionazista: agendo con coraggio e abilità i miliziani delle Brigate Ezzedine Al-Qassam, braccio armato di Hamas (la parte di Hamas che non ha abbandonato l'ideale della Resistenza armata a oltranza) sono riusciti ad abbattere e catturare un drone ricognitore "Skylark" (allodola) che stava cercando nuovi obiettivi civili da far raggiungere ai missili e alle cannonate di 'tsahal'.

La notizia dimostra quanto (grazie all'aiuto ricevuto da Hezbollah, dall'Iran, dalla Siria di Assad) le capacità di contrasto delle milizie palestinesi siano cresciute in poco meno di quattro anni: durante tutto il sanguinoso carosello di "Piombo Fuso" tra il 2008 e il 2009 nessun UAV sionazista era caduto in mano alla Resistenza.
Intanto continua ininterrotta la pioggia di 'Grad' e 'Fajr' contro il regime ebraico: Ashkelon, Ashdod, Beersheba e Tel Aviv sono scosse nel profondo dall'eco delle sirene d'allarme. Le autorità della capitale sionazista sono state costrette a riaprire tutti i rifugi sotterranei dove la popolazione, sconvolta, si accalca come non era successo nemmeno nel 2006. Bisogna tornare al 1991 per rivedere simili scene di panico, un panico che certo non gioverà alle quotazioni politiche di Netanyahu, Barak e Lieberman.
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mercoledì 20 giugno 2012

Le Brigate Qassam rispondono ai bombardamenti israeliani con una raffica di razzi; "Iron Dome" fa ancora una volta 'cilecca'!

Ci sono voluti gli ennesimi bombardamenti assassini con cui il regime ebraico dell'Apartheid ha ucciso sette civili palestinesi nella Striscia di Gaza negli ultimi due giorni per dare una "svegliata" alla dirigenza di Hamas, evidentemente troppo rabbonita dalle numerose visite di suoi dirigenti alle dorate regge qatariote e di altri ricchi emiri del petrolio e da troppe chiacchiere inani riguardo ventilate 'riconciliazioni' con Fatah e a convincerla alla necessità di chiedere che le Brigate Ezzedine al-Qassam rispondessero a tono alle provocazioni omicide di parte sionista. Fedeli alla consegna di combattere con le armi la minaccia sionista e di rispondere a essa colpo su colpo, i miliziani di Al-Qassam non se lo sono fatti ripetere due volte e, messo mano al loro arsenale di razzi d'artiglieria, per la prima volta hanno lanciato una salva di "Grad" da 122 millimetri contro le installazioni militari israeliane e contro gli insediamenti illegali di miliziani ebrei armati che stringono da presso il ghetto palestinese assediato. I proiettili, beffandosi come al solito dell'elefantiaco, costosissimo e totalmente inefficiente "scudo antirazzo" del sistema 'Iron Dome', sono arrivati tutti a bersaglio, causando forti distruzioni materiali.
E' la prima volta che le Brigate Al-Qassam fanno ricorso ai 'Grad' da oltre un anno, più precisamente dall'aprime 2011. La portata della rappresaglia é più che giustificata dal ritmo del recente stillicidio di vittime palestinesi: due civili sono stati uccisi a Deir el-Balah nella giornata di ieri, quattro sono morti lunedì a Beit Hanoun, inoltre, nelle prime ore di martedì 19 giugno miliziani ebrei armati hanno dato fuoco a una moschea a Jaba.
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