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domenica 1 gennaio 2017

E' mancato all'età di 94 anni sua Eccellenza Hilarion Capucci, Arcivescovo di Cesarea della Chiesa Melkita!

Nato nel 1922 e ordinato sacerdote nell'Ordine Basiliano d'Aleppo (parte della Chiesa Melkita) all'età di 25 anni, Yilarion Capucci, originario della metropoli del Nord siriano, é sempre stato un fiero avversario dell'invasione sionista e un prelato formidabile, deciso, generoso, appassionato, carismatico; diciotto anni dopo essere stato ordinato divenne Arcivescovo di Cesarea e nel 1974 venne arrestato dai sionisti e incarcerato.

Ricordiamo le parole pronunciate in quell'occasione dal Patriarca Maksimos: "Quest'uomo é da incarcerare per avere aiutato la lotta di liberazione palestinese? Nel passato molti Vescovi e Arcivescovi hanno infranto la lettera delle leggi per prestare soccorso agli oppressi, anche agli Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale...".

lunedì 1 aprile 2013

Si riaprono ufficialmente i collegamenti aerei Egitto-Iran: gli imprenditori del Cairo più lungimiranti dei politici dell'Ikhwan??

Mentre l'Egitto 'ufficiale' dell'Ikhwan musulmana, del Presidente Mursi e del Governo attualmente in carica sembra tutto proiettato a volersi confermare volenteroso e sussiegoso interlocutore di Usa, Israele e di tutto il campo imperialista, dalla Banca Mondiale all'IMF, la società civile egiziana sembra molto più interessata alle possibilità che la Rivoluzione e la caduta di Mubarak hanno aperto invece per ristabilire legami culturali, commerciali, tecnici e chissà, forse anche politici (in futuro) con la Repubblica Islamica dell'Iran che molti osservatori del Paese delle Piramidi indicano come esempio di un paese musulmano che ha saputo affrancarsi dalla perniciosa influenza occidentale e garantirsi uno spazio di autonomia e indipendenza.

A testimonianza di ciò riportiamo come nel corso del week-end pasquale per iniziativa del tycoon dei trasporti Ramy Lakah il primo Airbus battente bandiera della "Air Memphis" sia decollato dal Cairo per Teheran, ritornando nella giornata di ieri ad Aswan. Alla partenza gli unici passeggeri erano due diplomatici iraniani che hanno approfittato della finora rarissima occasione per poter tornare in patria senza dover cambiare aereo a Damasco o Bagdad (Egitto e Iran ruppero tutti i collegamenti aerei dopo la Rivoluzione Islamica del 1979), al ritorno invece l'Airbus era carico di ben 50 turisti iraniani ansiosi di visitare i classici monumenti egiziani.

Anche se non sono state pubblicate tabelle di volo certe i collegamenti Egitto-Iran della Air Memphis dovrebbero coinvolgere aeroporti 'secondari' del circuito aeronautico egiziano come Luxor, Aswan e Abu Simbel, località però 'strategiche' per il traffico turistico che sembra essere per ora il principale obiettivo di Lakah e della sua compagnia.

domenica 18 settembre 2011

Il sionista Rafi Barak "irritato" dai richiami del Premier Sharaf per la "revisione" di Camp David!


Il Direttore generale del Ministero degli Esteri dello regime ebraico, Rafi Barak (foto sopra), ha espresso "l'irritazione" di Tel Aviv per i ripetuti richiami e riferimenti emessi in questi ultimi giorni dall'Ufficio del Premier ad interim del Cairo, Essam Sharaf (ultima foto in basso), riguardo a eventuali "modifiche" e "revisioni" del Trattato di pace di Camp David, siglato nel 1979 dal traditore del Nasserismo Anwar al-Sadat e dall'ex terrorista dell'Irgun Menachem Begin.

Secondo Barak, a cui consigliamo fin d'ora di far scorta di pomate e lenitivi per le sue 'irritazioni', "Non vi é alcun bisogno di riaprire la questione dei trattati di pace; una questione che certo non può venire sollevata unilateralmente". La piccata reazione sionista segue le ultime dichiarazioni di Sharaf (rilasciate giovedì) riguardo al fatto che "Il Trattato di Camp David non é un bue sacro ed é sempre aperto alla discussione, posto che questa abbia come obiettivo il bene collettivo dei contraenti e della stabilità nella regione; garantiti questi presupposti nessuna revisione o modifica deve essere considerata tabù".

Diversi partiti e movimenti politici egiziani hanno recentemente chiesto revisioni e modifiche ai trattati di Camp David, alcuni arrivano addirittura a chiederne l'abrogazione e il ripudio da parte egiziana. Curiosamente, un dettaglio che molta stampa occidentale ha trascurato di notare, é il fatto come i più veementi richiami alla rescissione e alla cancellazione del trattato vengano da partiti laici e secolari, mentre invece la Fratellanza Musulmana e il suo Partito di Libertà e Giustizia siano silenziosi sulla questione, in quanto non hanno bisogno di eccitare gli animi per incrementare il loro, già enorme, seguito popolare, cosa invece che i partiti non-religiosi sentono estremo bisogno di fare.
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sabato 19 febbraio 2011

Navi da guerra iraniane stanno attraversando il Canale di Suez verso la Siria!


Il Ministero della Difesa egiziano ha comunicato nella giornata di venerdì 18 febbraio di avere concesso l'autorizzazione ai due vascelli navali iraniani "Kharg" e "Alvand" di transitare attraverso il Canale di Suez; é la prima volta, dalla Rivoluzione del 1979, che navi militari della Repubblica iraniana attraversano la strategica arteria marittima.
IRIN Kharg
La Kharg e l'Alvand stanno facendo rotta verso il porto di Aleppo, in Siria, dove dovrebbero attraccare. Al momento esse non sono ancora giunte a Porto Said, ma la loro richiesta di transito, comunicata per tempo alle Autorità egiziane, é stata comunque accettata.
IRIN Alvand
La decisione egiziana ha sorpreso molti analisti e osservatori di cose politiche e militari che ancora giovedì davano per 'irricevibile' la richiesta iraniana di transito, come testimoniato da diversi articoli e commenti apparsi in rete e su altri mezzi di comunicazione. Certamente, con Hosni Mubarak ancora al potere, la crociera delle due navi iraniane non sarebbe stata possibile.
Ehud Barak in compagnia del famigerato rabbino razzista Ovadia Yossef
Stupore e rabbia sono state suscitate in Israele dalla decisione egiziana, che segnala, pur nella fluida e incerta situazione politica attuale, un deciso "cambio di passo" rispetto ai giorni in cui il faraone Mubarak teneva gli interessi e strategici e politici del suo paese vincolati alla catena della sottomissione allo Stato ebraico. Il Ministro della Guerra Ehud Barak ha definito la decisione come "ostile a Israele" e l'ultranazionalista razzista Avigdor Lieberman, titolare del dicastero degli Esteri ha detto che essa rappresenta una "provocazione degli Iraniani la cui sicurezza e audacia crescono di giorno in giorno".
L'ultranazionalista razzista Avigdor Liberman, Ministro degli Esteri dello Stato ebraico
La Kharg e l'Alvand, stazzanti rispettivamente 33.000 e 1.500 tonnellate sono un vascello di rifornimento e una fregata pattugliatrice leggera, la Kharg, con 250 marinai a bordo porta imbarcati tre elicotteri, l'Alvand, con un complemento di 125 uomini, è equipaggiata con missili antinave cinesi "Yingji-82", batterie da 20 e da 35 millimetri per la difesa di punto, armi antisom e siluri da 323mm.

lunedì 14 febbraio 2011

Ayman Nour: "Camp David ormai é lettera morta!"


Ayman Nour, leader storico dell'opposizione egiziana e capo del partito "Al Ghad" (Il Domani) ha dichiarato nelle scorse ore che: "Il ruolo dei cosiddetti Accordi di Camp David é finito per sempre", commentando così un comunicato dell'Esercito che assicurava come l'Egitto della transizione rispetterà i trattati firmati dal precedente regime filoimperialista e filosionista di Sadat e Mubarak.

In una intervista a un'emittente radio libanese Nour, che ha passato gli anni dal 2005 al 2009 "ospite" delle galere e delle camere di tortura gestite da Omar Suleiman (il burattino che Mubarak aveva cercato di elevare alla vice-presidenza) ha affermato: "L'Egitto é un grande paese con una grande Storia e un meritato prestigio internazionale, certamente rispetterà gli accordi legittimi e giusti, ma il Trattato di Camp David é una questione a parte e il popolo egiziano ha idee molto chiare in merito; a tutti deve essere chiaro che fin d'ora Camp David é kaputt, é lettera morta e sarà rinegoziato, se si troverà un interlocutore volenteroso a farlo, altrimenti sarà unilateralmente abrogato".

Il leader di Al Ghad ha quindi concluso: "I diritti del popolo egiziano devono essere migliorati ed elevati di qualità, perché sotto gli attuali termini di Camp David appaiono molto modesti".