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venerdì 17 gennaio 2014

Con una valanga di "Sì" il 60 per cento degli Egiziani approva la nuova Costituzione: ormai l'Ikhwan é alle corde!

Ai dispersi, frammentati residui di quella che una volta era la potentissima Fratellanza Musulmana, che ha egemonizzato il potere politico nei primi mesi del 'Dopo-Mubarak' ma che anche sotto il regime del dittatore filo-usa e filo-israele godeva di grandissimo potere in quanto opposizione 'accettta' e strumento di sfogo delle pulsioni estremiste delle masse popolari deprivate dei frutti del socialismo nazionalista instaurato da Nasser, non rimaneva che una speranza: quella cioé che il referendum costituzionale conclusosi ieri dopo due giorni di votazioni si concludesse con un quorum basso, attorno al cinquanta per cento e sperabilmente anche meno in modo da poter chiocciare che 'la maggioranza' dei cittadini aveva aderito all'appello al boicottaggio delle urne lanciato dagli imam al soldo dell'Ikhwan.

Non é andata così, e i risultati elettorali dimostrano che circa il sessanta per cento degli aventi diritto si é recato alle urne; comparato con i risultati delle elezioni presidenziali e parlamentari questo significa che molto probabilmente anche molti di coloro che avevano in prima battuta sostenuto il Partito di Libertà e Giustizia e Mohammed Mursi hanno cambiato rapidamente idea dopo aver visto la maniera settaria e inefficiente con cui i Fratelli Musulmani hanno gestito la Cosa Pubblica in quasi un anno di predominanza.

Ora, col 95 per cento dei consensi a favore della nuova Carta Costituzionale che garantisce ampie autonomie e poteri alle Forze Armate si attende di vedere se il Generale Al-Sisi annuncerà ufficialmente la sua candidatura alla poltrona presidenziale oppure se continuerà a fungere da 'garante' al nuovo Egitto che si avvia verso nuove elezioni e, si spera, una gestione del potere più lineare ed efficiente.

domenica 1 dicembre 2013

L'Egitto del dopo-Ikhwan mette al bando ogni genere di partito politico a base religiosa

Con il voto a maggioranza di quasi tutti i suoi membri la Commissione Costituzionale egiziana che sta preparando una nuova Carta da sottoporre a Referendum popolare all'inizio dell'anno venturo ha già approvato oltre centoventi articoli del documento, tra cui una particolare norma che esclude esplicitamente dalla competizione politica "partiti o formazioni con base religiosa".

Tutti penseranno immediatamente all'FJP, Partito di Libertà e Giustizia fondato dall'Ikhwan musulmana per poter competere nelle elezioni del dopo-Mubarak, ma a essere colpito dal provvedimento saranno anche i radicali sunniti semi-wahabiti di Al-Nour.

Questo provvedimento farà molto per dimostrare l'effettivo seguito nella società dei partiti religiosi: se nelle prossime consultazioni l'affluenza alle urne dovesse mostrarsi incredibilmente più bassa del solito sarà segno sicuro che i sostenitori delle fazioni religiose si saranno astenuti dal voto.

mercoledì 23 ottobre 2013

Viene ripetuto in Egitto il processo agli imputati per la 'Strage dello Stadio' di Port Sad che causò 74 vittime 20 mesi fa!

Il tribunale egiziano competente ha ricominciato nella giornata di ieri il procedimento contro undici tifosi accusati di aver preso parte ai disordini che il primo febbraio 2012 allo stadio di Port Saido portarono alla morte di 74 persone e al ferimento di oltre 1000 subito dopo la conclusione del match Al Masry contro Al Alhy, terminato 3 a 1.

La squadra dell'Al Alhy é sempre stata considerata 'favorita' durante il vecchio regime autocratico di Mubarak e molti suoi "ultràs" avevano fatto da picchiatori per il regime durante i giorni di rivolta di gennaio e febbraio 2011, fino all caduta del 'faraone'. Inizialmente 73 persone furono portate in giudizio di cui 28 (quasi tutti poliziotti o funzionari di sicurezza) vennero assolte e le altre condannate a pene detentive anche molto lunghe.

Dopo la caduta in estate del Presidente Morsi e del Governo da lui sponsorizzato il potere giudiziario ha deciso di ripetere il processo a 11 persone, che avevano subito violazioni ai loro diritti e alle loro prerogative nel corso del primo procedimento a loro carico.

domenica 25 agosto 2013

I tre massimi leader dell'Ikhwan egiziana entro oggi davanti al giudice con l'accusa di avere incitato gli scontri di piazza!

Mohamed Badieh, già leader supremo della Fratellanza Musulmana egiziana, non deve aver ancora ben capito quanto sia mutata la sua posizione in seguito allo scioglimento forzoso del Governo del PLG e della Presidenza Mursi da parte della giunta militare capeggiata dal Generale Al-Sisi e continua a comportarsi, questo Stamboliskij egiziano, come se rappresentasse ancora qualcosa.

In realtà egli non rappresenta altro che un movimento fallito che non ha saputo difendere il potere conquistato, dimostrandosi così inadatto a mantenerlo. Dopo il suo recente arresto avvenuto in un sobborgo del Cairo Badieh avrebbe rifiutato di rispondere all'interrogatorio dei magistrati, questionandone la legittimità, cosa che non ha per nulla impedito il proseguire delle procedure del suo processo, che dovrebbe vederlo comparire di fronte al giudice prima di oggi in serata.

Insieme a lui finiranno davanti al giudice Khairat al-Shater e Rashad Bayoumi, anch'essi arrestati nelle recenti retate di dirigenti dell'Ikhwan che hanno letteralmente decapitato i 'quadri' dell'organizzazione contribuendo tra l'altro a far fallire il venerdì di mobilitazione indetto per la giornata di avantieri.


venerdì 7 dicembre 2012

Le parole di Mursi non persuadono gli oppositori: si preannuncia un weekend di scontri al Cairo e nel resto d'Egitto!

Come annunciato nel nostro ultimo articolo in merito il Presidente egiziano Mohammed Mursi si é rivolto alla nazione con un messaggio teletrasmesso, durante il quale ha garantito la propria disponibilità a incontrare i leader dell'opposizione (adesso compattatasi in un organismo unico detto 'Fronte Nazionale di Salvezza') per discutere della crisi scatenata dal decreto costituzionale e dall'annuncio del referendum approvativo della nuova Carta programmato per il prossimo 15 dicembre.

Tuttavia i liberali di El Baradei, i nasseriti di Hamdeen Sabahi, gli ex-Mubarakiani di Amr Moussa e il Wafd di Sayed al-Badawi hanno respinto al mittente l'apertura presidenziale, il 'Movimento 6 Aprile' avrebbe diramato ai suoi aderenti la rinnovata richiesta di scendere di nuovo in piazza nel corso del week-end per portare nuovamente la situazione al punto di rottura.

Con un bilancio di morti e feriti che potrebbe aumentare esponenzialmente e la minaccia di vedere l'Esercito intervenire al fianco dei militanti dell'Ikhwan e dei sostenitori del Partito FJP, espressione politica della Fratellanza Musulmana, si aspetta col fiato sospeso, non soltanto al Cairo, ma in tutto il paese, che abbiano termine le preghiere del venerdì.
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domenica 2 dicembre 2012

Il Presidente egiziano Mursi sottoporrà la nuova Costituzione a un referendum tra 13 giorni!

Sarà un Referendum popolare a dire l'ultima parola sullo scontro costituzionale tra il Presidente egiziano Mohamed Mursi e gli oppositori (cascami dell'ex-regime, intellettuali laicisti, liberali e scontenti vari) che ultimamente hanno contestato anche con la violenza i provvedimenti presi dal primo capo di Stato democraticamente eletto dopo la cacciata di Mubarak.

Saranno i risultati delle urne, dove i cittadini egiziani verranno chiamati a giudicare la nuova Costituzione uscita dai lavori della Commissione appositamente convocata (e prontamente abbandonata da laicisti, liberali e 'progressisti' perché rispecchiava fedelmente gli indirizzi delle elezioni, dove i partiti religiosi avevano la maggioranza), che ha recentemente concluso i suoi lavori.

La nuova Costituzione riconosce nel Corano e nell'Islam la principale fonte di Diritto del Paese, coerentemente con la Storia e la Cultura dell'Egitto, musulmano fin dal tempo del Califfo Omar, ma, al contrario di quanto detto da alcuni outlet mendaci e fonte di propaganda occidentalista e islamofoba non "istituisce la sharia".
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domenica 25 novembre 2012

In Egitto i Giudici si mobilitano contro Mursi mentre le piazze si riempono di sostenitori e di oppositori al Presidente!

Si scalda e si complica sempre più la situazione in Egitto con il "pronunciamento" del Potere Giudiziario che, per bocca dell'Ex-procuratore Generale Abdel Maguid Mahmoud, ha sfidato apertamente il 'blitz' costituzionale del Presidente dichiarando l'illiceità del suo licenziamento.

Tuttavia bisogna sempre tenere a mente che Mursi ha dietro di sé la legittimità di una elezione democratica a stragrande maggioranza mentre i giudici sono tutti vecchi arnesi nominati dal regime di Mubarak quindi é quantomeno singolare la loro pretesa di ergersi adesso, dopo aver servito per trent'anni un regime illiberale, a "paladini di Democrazia".

Inoltre non é stato certo volere di Mursi o del suo Partito o dell'Ikhwan di cacciare i rappresentanti 'laici', 'liberali', 'progressisti' etc dall'assemblea di esperti che stanno scrivendo la nuova Costituzione; sono stati questi stessi ad andarsene quando si sono resi conto di essere in minoranza rispetto agli esponenti religiosi, che piaccia o non piaccia esprimono il volere della maggioranza della popolazione (il 70 per cento del voto democraticamente espresso é andato a partiti religiosi nelle prime elezioni libere dell'Egitto).
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venerdì 23 novembre 2012

Egitto: Il 'blitz' costituzionale del Presidente Mursi mette il paese in travaglio e compatta l'opposizione contro di lui

E' stata una giornata travagliata al Cairo, tra marce, manifestazioni, raduni e dimostrazioni di segno opposto che dimostrano quanto profonda sia la frattura tra gruppi e movimenti che, uniti diciotto mesi fa per abbattere il regime di Mubarak, si sono divisi aspramente dopo che, vittoriosa con amplissimo margine in tutte le competizioni elettorali tenutesi da allora, l'Ikhwan, la Fratellanza Musulmana, si appresta a cambiare l'architettura costituzionale del paese secondo i suoi voleri.

Con una "dichiarazione costituzionale" annunciata subito dopo l'entrata in vigore del Cessate il Fuoco a Gaza, Mohammed Mursi ha garantito la completa imperseguibilità giudiziaria ai giuristi incaricati di redigere la nuova costituzione, nonché ai membri della Camera Alta del Parlamento (nonostante il suo status incerto dopo lo 'scioglimento' ordinato dal Maresciallo Tantawi quando era ancora capo dello SCAF).

Inoltre Mursi ha ordinato di celebrare nuovi processi per tutti gli ex-dignitari del passato regime, anche quelli mandati assolti in procedimenti giudiziari già celebrati, e ha promulgato una 'Legge di Protezione della Rivoluzione' con cui si é assegnato il potere di "Proteggere la Nazione e la sua Rivoluzione da ogni pericolo, adottando le necessarie misure a garantirne la sicurezza, l'integrità e a superare gli ostacoli che ne minaccino il progresso".

Immediatamente tutto il polverume dei partiti e dei rappresentanti 'progressisti', 'secolari' e 'liberali' si é messo in agitazione anche con manifestazioni violente gridando al 'Colpo di Stato' alla 'Dittatura' e accusando Mursi di voler diventare 'Nuovo Faraone'; ma folle di migliaia e migliaia di persone aderenti all'Ikhwan o simpatizzanti per essa si sono altresì riversate in strada per acclamarlo e celebrarlo.
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martedì 28 agosto 2012

Clamorosa connection tra Libano ed Egitto: il fascista mafioso Samir Geagea istiga i Copti contro il Presidente Mursi a suon di 'mazzette'!

Una denuncia formale é stata sporta presso la Procura egiziana per la Sicurezza dello Stato contro l'ex-parlamentare dell'Era Mubarak Mohamed abu Hamed riguardo suoi tentativi di istigare manifestazioni e disordini contro la figura e la legittimità del Presidente Mohamed Mursi, esponente del Partito di Libertà e Giustizia risultato vincitore lo scorso giugno delle prime elezioni presidenziali della Storia del paese.

 Latore della denuncia un cittadino di nome Mahmoud Abdelrahman che, nel suo esposto contro il politco lo ha formalmente accusato di avere percepito fondi illegali trasferitigli dal capo falangista libanese Samir Geagea, già carcerato condannato all'ergastolo per i suoi crimini negli anni '70 e '80, liberato nel corso della gazzarra organizzata dal Dipartimento di Stato Usa dopo l'assassinio di Rafik Hariri a opera del Mossad.

Scopo di Geagea (che evidentemente ha agito su impulso di Tel Aviv e Washington) era quello di istigare la minoranza Copta contro Mohamed Mursi e il suo partito, in maniera da dare adito ai propagandisti sionisti e imperialisti per accusare la Fratellanza Musulmana di 'perseguitare i cristiani' (vecchio gioco quando si tratta di diffamare un paese musulmano che non obbedisca di 'diktat' occidentali).

Parte del complotto avrebbe anche coinvolto il magnate televisivo Tawfiq Okasha, noto per le sue posizioni anti-Mursi e anti-Ikhwan.
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domenica 29 luglio 2012

Il Presidente egiziano Mursi ha accettato l'invito del Premier Haniyeh a visitare la Striscia di Gaza!

Il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha concluso ieri la propria visita in Egitto invitando il Neopresidente Mohammed Mursi e i suoi colleghi del Partito di Libertà e Giustizia e dell'Ikhwan egiziana a recarsi quanto prima in visita nella Striscia di Gaza.

L'invito, che é stato esplicitamente esteso al leader supremo della Fratellanza Musulmana Mohammed Badieh, al suo Vice Kheirat Shater e ad altri dignitari é stato "entuasiasticamente accettato" da Mursi e dal suo staff, nonché dai dirigenti musulmani.

Haniyeh ha conferito a lungo con Badieh presso il Quartier Generale della Fratellanza Musulmana; il colloquio, durato oltre due ore, é ruotato attorno agli sviluppi politici palestinesi, alle condizioni di vita nella Striscia assediata, ai mezzi per estendere aiuto alla sua popolazione.

L'intero boulevard che portava alla sede dell'Ikhwan era stato completamente festonato di ghirlande verdi, bandiere palestinesi, striscioni di benvenuto e ritratti del Primo Ministro Haniyeh.
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giovedì 19 luglio 2012

Il Presidente egiziano Mursi riceve al Cairo delegazione di alto livello di Hamas, capitanata dallo stesso leader Khaled Mishaal!

Mohammed Mursi, esponente della Fratellanza Musulmana recentemente eletto alla carica di Presidente egiziano dalle prime consultazioni democratiche nella Storia del paese sta per incontrare una delegazione di alto livello del Movimento di Resistenza musulmano Hamas, guidata dal Segretario dell'ufficio politico in persona: Khaled Mishaal. La visita di Mishaal si concreta la settimana successiva a quelle con cui egli ha recentemente incontrato i vertici del Movimento del Rinascimento musulmano (Ennahda) a Tunisi e con l'attuale premier marocchino, a sua volta esponente di una forza politica islamista.
La notizia del meeting, diffusa dal vice di Mishaal, Moussa abu Marzouk, sembra dare corpo e veridicità all'annuncio, recentemente reso da Ousama Hamdan, capo delle relazioni estere di Hamas, secondo il quale il Movimento palestinese avrebbe intenzione di perseguire "ad ampio spettro e in profondità" rapporti sempre più stretti con le dirigenze politiche emerse dai moti e dalle rivoluzioni della 'Primavera Araba'. Tuttavia Marzouk ha negato recisamente che Mursi debba fare da 'tramite' per la ripresa del processo di riconciliazione tra Hamas e Fatah e che la coincidenza tra l'incontro tra Mishaal e Mursi e quello di poco precedente tra quest'ultimo e Mahmoud Abbas di Fatah é dovuta soltanto "all'agenda fitta di impegni del neopresidente egiziano".

Ezzet Resheq, del Politburo di Hamas ha dichiarato che lo scopo principale della visita della delegazione guidata da Mishaal é "semplicemente quello di congratularsi per la vittoria riportata al ballottaggio elettorale e augurare a Mohammed Mursi buon lavoro come primo presidente dell'Egitto democratico", anche se non ha escluso che "eventualmente il discorso possa ampliarsi fino a includere questioni legate alle condizioni della Striscia di Gaza e al perdurante stato di assedio dell'enclave litoranea".
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sabato 14 luglio 2012

I Presidenti d'Egitto e Tunisia, Mursi e Marzouki, dichiarano a una voce: "Sostegno totale alla Causa e ai Diritti palestinesi!"

In una conferenza stampa congiunta che la cronaca ricorderà come uno degli eventi-chiave del dispiegamento delle forze democratiche scatenata nel Nordafrica arabo e musulmano dalla dirompente carica rinnovatrice della "Primavera Araba" i neo-presidente egiziano (Mohammed Mursi, esponente del Partito di Libertà e Giustizia della Fratellanza Musulmana) e il suo collega di poco più anziano di carica, il tunisino Morcef Marzouki del Congresso per la Repubblica (formazione più laica ma altrettanto dedita all'ideale della Democrazia e della Libertà di scelta politica) hanno dichiarato fianco a fianco la loro dedizione al sostegno della Causa palestinese.
Mursi ha messo bene in chiaro che non é intenzione sua o della sua amministrazione entrare nel merito della politica interna palestinese sostenendo questa o quella fazione o partito ma in maniera altrettanto esplicita e netta ha fatto capire che la sua determinazione a sostenere il Diritto palestinese all'autodeterminazione, alla Democrazia e a un proprio Stato dove esercitarla libertamente sarà totale.
Marzouki, da parte sua, ha detto come già in precedenti occasioni che la Tunisia é unita e solidale con la Palestina e i Palestinesi e che cercherà in tutti i modi di spingere avanti il processo di riavvicinamento e ricomposizione politica tra Hamas e Fatah, strada privilegiata per portare avanti una piattaforma di rivendicazioni unitaria e omogenea. Marzouki si trovava al Cairo impegnato in una due giorni di visita ufficiale all'Egitto.
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mercoledì 11 luglio 2012

Il Parlamento egiziano, ristabilito dal decreto presidenziale, si riunisce di nuovo al Cairo!

Seguendo l'invito del Presidente Mohammed Mursi e sfidando apertamente la sentenza emessa dalla Suprema Corte manipolata e pilotata dai Generali dello SCAF del Maresciallo Tantawi, il Parlamento egiziano si é riunito nella giornata di ieri per la prima volta dopo che, a metà del mese scorso, un pronunciamento della Corte costituzionale aveva invalidato le elezioni di novembre 2011 nelle quali il Partito di Libertà e Giustizia della Fratellanza Musulmana aveva ottenuto quasi il 50 per cento dei voti.

"Ci siamo riuniti oggi per rivedere la sentenza della Corte costituzionale" ha dichiarato il Presidente della Camera Saad Ketatni "Voglio sottolineare che non stiamo contraddicendo la sentenza, o sfidando l'autorità che l'ha emessa, ma semplicemente cercando un meccanismo per implementarla nel rispetto della volontà popolare e della legalità; non vi é altra agenda per oggi". La giustificazione con cui la Suprema Corte avrebbe annullato le elezioni sarebbe stata la dubbia validità di alcuni articoli della legge elettorale ma é chiaro che i generali dello SCAF, sperando in una vittoria di Ahmad Shafiq al ballottaggio, volevano togliere di mezzo il Parlamento dominato dall'Ikhwan per mettere in piedi una dittatura in stile turco.
Fortunatamente Mohammed Mursi é riuscito a battere il candidato della restaurazione mubarakista, attualmente latitante negli Emirati Arabi Uniti inseguito da mandati di cattura per corruzione e malversazione, e nella giornata di domenica scorsa ha ribaltato la sentenza della Cote, invitando il Parlamento a riunirsi. E' importante che il Parlamento eletto a novembre rimanga valido perché in qualunque scenario di nuove elezioni per sostituirlo le monarchie petrolifere sunnite ex-alleate di Mubarak verserebbero milioni di dollari agli Egiziani più poveri per comprare il loro voto, come già hanno fatto nel corso delle elezioni presidenziali per sostenere Ahmed Shafiq.
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sabato 30 giugno 2012

Il Presidente Mursi dichiara in Piazza Tahrir: "Nessuno potrà più permettersi di dare ordini all'Egitto democratico e islamico!"

Il Presidente egiziano Mohammed Mursi ha rivolto un discorso alla nazione dalla celeberrima Piazza Tahrir, luogo simbolo e fulcro della Rivoluzione che ha liberato il paese dalla tirannia filoamericana e filosionista di Mubarak, Rivoluzione che non avrebbe mai potuto avere successo se non fosse stato per il decisivo sostegno dell'Ikwhan, la Fratellanza Musulmana il cui Partito di Libertà e Giustizia ha prima fatto la parte del leone (47.9 per cento dei voti) nelle elezioni parlamentari di dicembre 2011 (recentemente annullate per le pressioni della Junta militare di Tantawi) e poi ha conquistato la Presidenza proprio con Mursi, battendo il candidato della restaurazione Ahmed Shafiq, attualmente latitante negli emirati del Golfo Persico per accuse di malversazione e corruzione.
"Grazie al vostro sostegno completeremo la transizione a uno stato completamente democratico e civile che sarà nazionalista, costituzionale, moderno e islamico!" ha dichiarato Mursi a centinaia di migliaia di sostenitori in visibilio che affollavano la piazza.
Il neopresidente ha giurato di raggiungere gli obiettivi della Rivoluzione affermando che il suo potere e la sua legittimità risiede nel popolo e che nessuno, personaggio o istituzione, può dirsi assoluto dal popolo e dal suo volere. Mursi ha anche assicurato che "nessuno darà più ordini all'Egitto" e che l'autonomia del Cairo sullo scenario internazionale sarà il faro guida del suo mandato.
Mursi giurerà oggi di fronte alla Corte Costituzionale, lo stesso organo che su pressione dei Generali ha annullato le elezioni e sciolto il Parlamento poco prima del ballottaggio delle presidenziali. In seguito comunicherà la lista dei Ministri per il suo primo Governo.
Uno dei primi impegni che si assumerà sarà quello di convincere il Consiglio Supremo delle Forze Armate ad abbandonare i poteri che si é arrogato recentemente e ad accettare di sciogliersi senza esitazioni o procrastinazioni in maniera che si possano organizzare nuove elezioni politiche in un clima sereno e senza spade di Damocle che incombano sul loro risultato.
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mercoledì 27 giugno 2012

Commentatori politici dichiarano: "La vittoria di Mursi é un guadagno per i Palestinesi e una nuova sconfitta per Usa e sionisti!"

Secondo le dichiarazioni rilasciate da Kamel Wazni, commentatore politico di origine libanese, nel corso di una sua recente intervista da parte dell'emittente iraniana "all news" PressTV vi sarebbero ben pochi dubbi su come interpretare l'affermazione del capo del Partito di Libertà e Giustizia Mohammed Mursi al ballottaggio presidenziale egiziano, che lo ha portato sulla poltrona più alta del paese col sostegno inequivoco della maggioranza assoluta degli elettori. "Gli Egiziani sono chiaramente ostili e avversi a qualunque genere di rapporto tra il loro paese e l'entità sionista di occupazione della Palestina e vorrebbero 'rivedere profondamente' nel migliore dei casi i cosiddetti Accordi di Camp David firmati da Sadat nel 1979. Il popolo egiziano si sente vicino ai Palestinesi, specialmente ai residenti di Gaza e, se l'Ikhwan e il suo partito vogliono restare in sintonia con gli umori popolari dovranno tenere conto di queste cose". Anche Saeb Shaat, analista residente in Irlanda, concorda sul significato ultimo dell'affermazione di Mursi: il bilancio del potere e dell'influenza in Medio Oriente sta cambiando precipitosamente, ogni mese che passa gli Usa e Israele hanno sempre meno amici e alleati, sempre meno appigli per la loro ragnatela di influenze e interessi, stanno perdendo e stanno perdendo malamente, reagendo in maniera avventata e irriflessiva come mostrano le recenti mosse della Junta militare Tantawi, che ovviamente sono state 'suggerite' dal Dipartimento di Stato Usa probabilmente spinto da qualche burattinaio della Lobby filosionista Usa, che controlla con pugno di ferro le mosse di Madame Clinton. Il candidato della restaurazione mubarakista, l'Ex-Premier Ahmed Shafiq, sarebbe fuggito dall'Egitto in direzione degli Emirati Arabi Uniti poco dopo la dichiarazione della sua sconfitta, ansioso di mettersi sotto la protezione dei corrotti sceicchi del petrolio che fino all'ultimo hanno sostenuto la sua campagna con finanziamenti illegali, bustarelle e voto di scambio, quando ha saputo che la Procura Generale dello Stato al Cairo aveva aperto un fascicolo su di lui per le sue attività sotto Mubarak, sia come Generale, che in seguito come Ministro dell'Aviazione Civile e come Premier. Sembra che approfittando delle sue posizioni di potere e dell'impunità accordata ai membri della "cerchia interna" di Mubarak Shafiq abbia malversato qualcosa come quattro miliardi di lire egiziane, oltre cinquecento milioni di Euro.
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lunedì 18 giugno 2012

Mohammed Mursi vince le elezioni presidenziali egiziane; il popolo canta: "Tantawi, annulla anche queste se hai coraggio!"

Il leader del Partito di Libertà e Giustizia (FJP), braccio politico della Fratellanza Musulmana, Mohammed Mursi, é il nuovo Presidente dell'Egitto; il primo eletto democraticamente dal popolo. Secondo il suo comitato elettorale, le cui affermazioni sono sostanziate dai più autorevoli osservatori internazionali, il candidato si é conquistato il 51,8 per cento del voto popolare al ballottaggio contro Ahmed Shafiq, l'uomo della restaurazione sostenuto dalla junta militare di Tantawi e da tutti i sopravvissuti del vecchio regime.

Scene di celebrazione e gioia si susseguono in tutto l'Egitto, dove la popolazione si é mobilitata a sostegno di Mursi per non permettere che la Rivoluzione di Piazza Tahrir venisse snaturata e 'scippata' dai provvedimenti dei militari che poco prima del ballottaggio hanno obbilgato la Corte Costituzionale a dichiarare invalide le elezioni dello scorso novembre.

"Tantawi, annulla anche queste!" canta la gente in piazza, riferendosi ironicamente alle presidenziali che ancora una volta, nonostante tutti i tentativi di favorire Shafiq in maniere palesi ed occulte (anche con l'aiuto dei fondi delle monarchie petrolifere del Golfo) hanno visto prevalere il rappresentante del partito islamico moderato, già protagonista delle politiche dove raccolse il 47,9 per cento dei voti.
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sabato 16 giugno 2012

In Egitto si aprono le urne tra rabbia popolare e timori di brogli: adesso tutti sostengono Mursi contro la restaurazione di Shafiq!

L'Egitto é al culmine della tensione nel week-end in cui si aprono i seggi per la due-giorni elettorale che vedrà il leader del Partito di Libertà e Giustizia Mohammed Mursi contendere all'Ex-premier di Mubarak Ahmed Shafiq la poltrona di Presidente nella prima elezione democratica per la massima carica egiziana. Gli animi della popolazione sono infiammati dalla sentenza della Corte Suprema che ha sciolto il Parlamento e respinto la legge di esclusione elettorale che avrebbe messo fuori gioco Shafiq dal ballottaggio ma, forse, l'iniziativa dei giudici pilotati dal Maresciallo Tantawi e dai suoi colleghi é stata prematura e mal calcolata visto che adesso, in sua conseguenza, anche fasce di elettorato che prima non sostenevano Mursi o l'Ikhwan si sarebbero decisi a votarlo per sbarrare la strada alla restaurazione del vecchio regime di cui Shafiq é l'incarnazione e il principale volto pubblico. Certi rappresentanti della Fratellanza Musulmana sono arrivati persino a "congratularsi" ironicamente con Tantawi e lo SCAF per aver 'consegnato' loro nuovi sostenitori. Mursi ad ogni modo era già dato ampiamente favorito nella disfida contro Shafiq, come avevano annunciato anche i voti degli egiziani all'estero, tra cui il candidato dell'FJP ha fatto registrare preferenze all'80 per cento contro il rivale. Intanto nella giornata di ieri dopo la fine delle preghiere nelle moschee si sono registrate imponenti manifestazioni al Cairo ma anche ad Alessandria, durante le quali migliaia di persone hanno gridato la loro opposzione a ogni tentativo di 'ritorno al passato' agitando scarpe e bruciando effigi del candidato presidenziale e dei leader dello SCAF. Intervistato dall'emittente iraniana PressTV, Waleed Haddad, portavoce dell'FJP ha espresso la sua convinzione che il popolo egiziano, di fronte ai maldestri tentativi dei militari di deviare a loro favore il corso degli eventi e di contenere e snaturare la libera espressione della volontà popolare reagirà dando ancora più forza e sostegno a quei rappresentanti, a quei partiti, a quei candidati che promettono un completo cambio di rotta rispetto al passato, finendo per premiare ulteriormente l'Ikwhan e la sua espressione politica, appunto, il Partito di Libertà e Giustizia.
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venerdì 15 giugno 2012

La Corte Suprema egiziana scioglie il Parlamento con pretesti capziosi, il popolo insorge: "Vogliono rubarci la Rivoluzione!"

La Suprema Corte Costituzionale egiziana ha ordinato lo scioglimento del Parlamento eletto a novembre 2011 con le prime elezioni democratiche della storia del paese, adducendo motivazioni deboli e ipocrite, chiaramente 'suggerite' dai generali dello SCAF, la giunta militare guidata dal Maresciallo Tantawi che da oltre un anno cerca di impedire e limitare le necessarie trasformazioni di una società che vuole chiudere i conti con l'era Mubarak ed effettuare un profondo e accurato repulisti. In pratica la Corte ha stabilito che le elezioni sarebbero da considerarsi irregolari per via del fatto che rappresentanti dei partiti politici avrebbero vinto seggi in teoria riservati a candidati 'indipendenti'. Ancora una volta assistiamo al tentativo di forze legate all'imperialismo Usa di 'cancellare' una elezione democratica il cui risultato 'scomodo' ha premiato l'Islam politico (il partito della Fratellanza Musulmana aveva ottenuto quasi il 50 per cento dei voti e i musulmani ortodossi di Al-Nour quasi il 30 per cento). In seguito al decreto della Corte lo SCAF ha dichiarato che annuncerà la costituzione di un'assemblea di 100 membri incaricata di scrivere una nuova Costituzione in luogo di quella a cui stava lavorando la commissione nominata dal Parlamento. Aggiungendo al danno la beffa, la Corte ha anche respinto la legge di isolamento politico varata dal Parlamento per escludere dal ballottaggio presidenziale Ahmed Shafiq, l'ex-Premier nominato da Mubarak poco prima delle sue dimissioni. Immediatamente dopo il pronunciamento manifestanti si sono riuniti nel quartiere meridionale di Maadi, cantando slogan contro Shafiq e Tantawi e denunciando il pericolo di una contro-rivoluzione che annulli i passi verso la Democrazia fatti nell'ultimo anno. Intanto, dai primi risultati del voto degli egiziani all'estero, sembra che il candidato del Partito di Libertà e Giustizia, Mohammed Mursi, abbia ottenuto quasi l'80 per cento dei suffragi depositati presso consolati e ambasciate.
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mercoledì 13 giugno 2012

Rashid Ghannouchi in visita in Egitto discute con l'Ikhwan e coi partiti della questione palestinese!

Il fondatore e leader supremo del Movimento tunisino per il Rinascimento Musulmano -Ennahda-, Rashid Ghannouchi, ha confermato nel corso della sua recente visita in Egitto di avere tenuto incontri al vertice con i rappresentanti di alcuni partiti politici e con alcuni ex-candidati presidenziali, durante i quali sono state discusse "Questioni riguardanti il problema palestinese, i costanti pericoli che minacciano Gerusalemme e Gaza e le minacce del regime sionista".

Ghannouchi, parlando del suo incontro con i membri del Partito di Libertà e Giustizia, legato alla Fratellanza Musulmana, ha dichiarato ai microfoni del Palestine Information Center che: "La questione palestinese é stata al top dell'agenda di discussione con l'Ikhwan e i suoi rappresentanti, con i membri dell'FJP e con gli ex-candidati presidenziali". "

Vi é un largo consenso riguardo alla questione palestinese e il ruolo dei gruppi dirigenti sorti dalla Primavera Araba riguardo essa, la battaglia rivoluzionaria del risveglio musulmano non potrà dirsi veramente completa fino a quando Gerusalemme non sarà libera e la Moschea di Al-Aqsa salva da ogni tentativo giudeizzatore e distruttore, perché la Palestina é veramente il cuore della nazione araba e dell'Umma musulmana".

 Ghannouchi ha anche dichiarato che: "La Primavera Araba, in senso più ampio, é stata ispirata dalle Intifade palestinesi e dall'abilità dei Palestinesi di sopportare e affrontare l'ingiustizia sionista anche contro i rapporti di forza più iniqui e nonostante che il regime ebraico goda dell'appoggio acritico e ipocrita di tutte le potenze occidentali".
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sabato 9 giugno 2012

L' Ikhwan definisce l'elezione di Mohammed Mursi a Presidente egiziano tappa obbligata per la liberazione della Palestina!

Il candidato della Fratellanza Musulmana alla presidenza dell'Egitto sta rapidamente mobilitando il favore popolare nei suoi confronti, anche fidando nel fatto che se coloro che hanno sostenuto la Rivoluzione e la cacciata di Mubarak un anno e quattro mesi fa non voteranno per lui la prospettiva sarebbe quella della salita al soglio presidenziale di un ex-generale d'aviazione uomo del regime al 110% (Ahmad Shafiq) che potrebbe quindi proteggere i residui della dittatura e mettersi di traverso a qualunque tentativo di "repulisti". Quindi tutti coloro che al primo turno hanno scioccamente sprecato il loro voto scegliendo Amr Moussa, Aboul Fotouh o altre inconsistenti 'non-entità' come i vari candidati 'laici' sanno benissimo di non avere scelta e dover sostenere l'uomo dell'Ikhwan e dell'FJP.

Ovviamente, per mobilitare le coscienze nella maniera più penetrante e integrale Mursi sa benissimo come esista solo uno e un solo tasto da premere: quello filopalestinese e antisionista, essendo il sentimento di fratellanza con i legittimi abitanti della vicina Palestina e l'odio per i suoi invasori e occupanti illegali il grande collante del sentire popolare egiziano, che nemmeno trenta e passa anni di dittatura filoimperialista e filosionista sono riusciti a cancellare, anzi, se mai, hanno avuto l'effetto opposto di rafforzarlo e approfondirlo. 
 Nel corso di un recente raduno elettorale, tenutosi della cittadina del Delta di Mahalla, che ha visto la partecipazione della Guida Suprema dell'Ikhwan Mohammed Badei e di una nutrita rappresentanza degli Stati Maggiori della Fratellanza e del Partito di Libertà e Giustizia il predicatore Sawfat Hagazy ha dichiarato che l'elezione di Mursi a Presidente dell'Egitto sarà "Il primo passo verso la liberazione della Palestina e di Gerusalemme, al canto di 'Milioni di Martiri in Marcia verso Al-Aqsa'!", con palese riferimento alla moschea messa in pericolo dai costanti tentativi israeliani di provocarne il crollo minandone le fondamenta con la scusa di "scavi archeologici".
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