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domenica 1 gennaio 2017

E' mancato all'età di 94 anni sua Eccellenza Hilarion Capucci, Arcivescovo di Cesarea della Chiesa Melkita!

Nato nel 1922 e ordinato sacerdote nell'Ordine Basiliano d'Aleppo (parte della Chiesa Melkita) all'età di 25 anni, Yilarion Capucci, originario della metropoli del Nord siriano, é sempre stato un fiero avversario dell'invasione sionista e un prelato formidabile, deciso, generoso, appassionato, carismatico; diciotto anni dopo essere stato ordinato divenne Arcivescovo di Cesarea e nel 1974 venne arrestato dai sionisti e incarcerato.

Ricordiamo le parole pronunciate in quell'occasione dal Patriarca Maksimos: "Quest'uomo é da incarcerare per avere aiutato la lotta di liberazione palestinese? Nel passato molti Vescovi e Arcivescovi hanno infranto la lettera delle leggi per prestare soccorso agli oppressi, anche agli Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale...".

sabato 24 dicembre 2016

MA GUARDA UN PO', la strage dei cento civili massacrati ad Aleppo é stata commessa dai 'ribelli moderati'!!


La Guardia Repubblicana siriana stanziata ad Aleppo ha emesso un comunicato secondo il quale il gruppo takfiro che ha compiuto il massacro degli oltre cento civili e prigionieri militari trucidati nelle ultime ore prima della definitiva evacuazione dei terroristi dalla città orientale sarebbe stato identificato come "Fateh Halab", milizia che fino a poco tempo fa appariva cospicuamente nelle liste di "ribelli moderati" compilate dal Dipartimento di Stato USA.

venerdì 23 dicembre 2016

RIVOLTANTE! I takfiri portati fuori da Aleppo prima di arrendersi hanno ucciso oltre cento cittadini ostaggi!

La crudezza di questa immagine, specialmente pubblicandola a ridosso di una importante festa civile e religiosa, potrebbe turbare qualcuno dei nostri lettori più sensibili, eppure é una crudezza non gatuita, una crudezza che deve servire da monito perché tutti ricordino che nemico inumano sia il takfirismo wahabita o fratellomusulmano, e come non vi sia altra soluzione per chi lo predica e lo diffonde di quella adottata da Ercole contro l'Idra di Lerna.

sabato 17 dicembre 2016

Dozzine di takfiri arrestati dalle forze siriane: cercavano di lasciare Aleppo con armi e ostaggi!

Il tentato accordo coi takfiri che ancora infestavano zone di Aleppo é nuovamente crollato grazie alla doppiezza e alla disonestà di questi sciacalli che evidentemente non ritengono di dover adempiere alle stesse clausole che hanno sottoscritto per poter salvare le proprie sporche vite.

I terroristi infatti non hanno rilasciato prigionieri siriani e civili presi in ostaggio, ma anzi, han tentato di portarli con sé nei "bus verdi"; inoltre hanno aperto il fuoco a Suqaylabiyah contro il corridoio di sicurezza e i loro complici intorno a Fouaa e Kafraya non hanno lasciato partire feriti e civili bisognosi verso le linee governative.

venerdì 2 dicembre 2016

Cittadino di Aleppo maledice Erdogan e l'Emiro del Qatar: "Possa Dio disfare le loro case come loro hanno disfatto la mia!"

Ad Aleppo ogni giorno é un'occasione diversa per i reporter e i cronisti dei media che ancora sono interessati alla verità dei fatti per abbattere e disvelare la cortina di menzogne e propaganda che le grandi testate e i network occidentali hanno calato sopra alla tragedia della metropoli industriale siriana.

Altro che "civili assediati", altro che "ribellione al dittatore"; ad Aleppo tranne le famiglie degli scarafaggi stranieri c'erano solamente leali cittadini siriani che hanno avuto la sfortuna di non poter fuggire per tempo e che sono stati tenuti in ostaggio per anni dai takfiri wahabiti.

Guardate lo sfogo di quest'uomo:

martedì 1 marzo 2016

L'ISIS ammazza otto suoi militanti a Raqqa per tenere a bada il 'contingente olandese' che vorrebbe disertare!

Ci sarebbero circa 70 "olandesi" tra le fila dei fanatici dell'ISIS a Raqqa; diciamo "circa" perché, dalle nostre fonti, i capi dell'organizzazione takfira ne avrebbero fucilati otto come "misura precauzionale" per dissipare una certa voglia di 'diserzione' che avevano captato serpeggiare nel contingente di oriundi europei.

mercoledì 25 marzo 2015

L'Intelligence libanese arresta due estremisti takfiri; uno di essi accusato di aver ucciso un soldato prigioniero!!

Omar e Bilal Mikati, questi i nomi dei due estremisti wahabiti che sono stati arrestati dall'Intelligence del Paese dei Cedri con l'accusa di aver preso parte ad attività terroristiche; i due sono stati fermati a un posto di blocco vicino ad Arsal, nei pressi del confine con la Siria e nonostante i documenti falsi che avevano con sé sono stati riconosciuti e arrestati.

martedì 6 gennaio 2015

Sono liberi gli Egiziani Copti sequestrati avantieri in Libia!

Possiamo confermare con grande sollievo che i lavoratori egiziani di fede copta sequestrati tra sabato e domenica nella zona di Sirte; la rapida liberazione fa pensare a un sequestro non motivato politicamente (l'Egitto infatti sostiene il Governo legittimo esule a Tobruk contro le milizie islamiste molto potenti attorno a Sirte) né religiosamente (i Copti sono Cristiani d'Egitto) ma probabilmente effettuato da 'semplici' banditi.

sabato 20 dicembre 2014

I terroristi takfiri in Libano ai ferri corti coi loro protettori politici, li minacciano via video!!

I terroristi wahabiti che nei loro covi del Nord del Libano ancora tengono prigionieri dei militari di Beirut  dopo gli intensi scontri che si sono ripetuti dallo scorso agosto in avanti sentono ormai che non hanno più nessuna speranza di trasformare le zone di Arsal e di Tripoli Siriaca nei "rifugi sicuri" che tanto farebbero comodo ai loro complici attivi in Siria e ai loro finanziatori in Arabia Saudita, Turchia e Qatar e per questo inviano messaggi minacciosi ai loro referenti politici nel Paese dei Cedri, i rappresentanti dell'Alleanza filosaudita, filoamericana, filosionista, compradora, antipatriottica e antinazionale del '14 Marzo'.

I terroristi accusano Saad Hariri, Samir Geagea e Walid Jumblatt di non aver 'fatto abbastanza' per dividere l'Armee Libanaise secondo linee etniche e settarie e di non aver impedito che il Governo del paese la scatenasse contro di loro infliggendo cocenti sconfitte e sostanziose perdite alle loro fila e per questo lanciano oscuri presagi di vendetta.

Nello sconnesso e ridicolo video i takfiri fumanti di rabbia accusano i loro (ex-?)alleati libanesi di "Aver lasciato che Hezbollah usasse l'Esercito libanese contro di noi", forse tralasciando di capire come l'Esercito Libanese sia determinato (anche per via della sua sempre più profonda integrazione e collaborazione con Hezbollah) a combattere qualunque forza occupante sul territorio nazionale, che sia sionista, takfira o altro.

Non sappiamo come reagirà l'Alleanza 14 Marzo ma fidiamo che l'accaduto serva come ulteriore prova che essa é sempre stata una forza contrari agli interessi nazionali libanesi e provochi un ulteriore emorragia di voti e consensi, specie dai partiti cristiano maroniti.

martedì 9 dicembre 2014

Continuano i bombardamenti libanesi contro i terroristi nella zona di Arsal: i takfiri rispondono con un'autobomba!!

Solo un ferito, questo il segno che la "rappresaglia" terrorista contro le forze militari libanesi che stanno conducendo le operazioni nella zona di Arsal per schiacciare definitivamente i gruppi estremisti wahabiti presenti in zona (che vorrebbero trasformare il Libano del Nord in una specie di 'retrofronte' per le loro operazioni contro la Siria) sono sempre più disperati, pressati, costretti a misure d'emergenza prive di efficacia.

Dopo l'avvertimento lanciato dal Generale Qahwaji, i reparti dell'Armee Libanaise  hanno iniziato a bombardare con l'artiglieria sentieri e percorsi che permettono a militanti armati di muoversi avanti e indietro dalla frontiera siriana. In risposta a ciò i takfiri avevano ucciso il militare Ali al-Bazzal, caduto nelle loro mani in precedenza.

Ma le operazioni militari dell?Esercito di Beirut non si sono arrestate anzi; per cui i takfiri hanno imbottito di esposivo l'auto di un tale Hassan Ezzeddine e hanno cercato di usarla come arma, ma come abbiamo detto senza nessun successo, considerando quanti morti e danni é in grado di fare un'autobomba competentemente confezionata e collocata.

domenica 7 dicembre 2014

Intensi scontri tra Armee Libanaise e terroristi, mentre l'ostaggio Al-Bazzal viene sgozzato!

Dopo l'intenso bombardamento scatenato contro Al-Rahwa dall'artiglieria libanese (dopo le dichiarazione del Generale Qahwaji) le forze armate di Beirut hanno iniziato ad avanzare verso la zona di Al-Dib, attorno ad Arsal, per neutralizzare le cellule terroriste wahabite legate ad Al-Nusra che si nascondono in quella zona e che ultimamente si erano rese attive con attentati e agguati.

Subito sono scoppiati furiosi combattimenti con numerosi morti, sul cui numero, fazione e identità non disponiamo ancora di informazioni accurate, che cercheremo di riportarvi in seguito man mano che arriveranno nuovi dispacci e dati.

Il fuoco di copertura dell'artiglieria é stato intenso anche in questi scontri, comunque. Purtroppo si é poi diffusa la notizia che l'ostaggio Ali Al-Bazzal, catturato dai takfiri nel corso degli scontri di agosto, é stato ucciso dai suoi carcerieri. Sarebbero più di 20 i militari libanesi ancora prigionieri dei terroristi.

Stupido raid dei 'Rambo' di Obama in Yemen causa la morte di due ostaggi in mano ad Al-Qaeda!

"Tranquilla signora, suo marito sarà a casa per Natale!", avevano sbruffonamente promesso gli ufficiali americani alla Sudafricana Yolande Korkie, promettendole  festività al sole australe (nell'emisfero meridionale Natale é d'estate) insieme al suo amato consorte, insieme al quale era stata catturata dai wahabiti di Al-Qaeda nella Penisola Araba nel maggio 2013.

Sappiamo benissimo che Al-Qaeda nella Penisola Araba non esisterebbe senza i finanziamenti e gli aiuti dell'Arabia Saudita, alleatissima di Washington, e che quindi la sua presenza é solo una scusa per giustificare le ingerenze americane nell'Ex-Arabia Felix.

Ma questa volta il 'blitz' dei superarmati e superaddestrati 'Rambo' di Obama é andato malissimo e Pierre Korkie sarà in effetti a casa per Natale, ma morto e in una cassa.

I combattenti sciiti di Ansarullah hanno conquistato oltre metà dello Yemen in circa tre mesi, spingendo tra l'altro anche le truppe regolari di Sanaa a 'raddrizzare i loro numeri' e impegnarsi sul serio in efficaci operazioni antiterrorismo, come quella che ha liberato otto ostaggi circa una dozzina di giorni fa.

Oltre a Korkie anche un altro ostaggio dei terroristi é rimasto ucciso nel 'flop' dei berretti verdi Usa, il suo nome era Luke Somers; il tentativo di liberazione é avvenuto nella regione meridionale yemenita di Shabwa, precisamente presso il Wadi Abdan Al Daqqar. La cellua qaedista che tratteneva gli ostaggi era guidata da Mubarak al-Harad.

giovedì 27 novembre 2014

I parenti dei soldati ancora in mano ai terroristi si rivolgono a Nasrallah: "Libera i nostri figli come hai fatto con Ayyad!"

La notizia dell'ottenuta liberazione del militante di Hezbollah volontario in Siria Imad Ayyad, che era stato catturato dai terroristi takfiri, ha impresso in Libano una svolta alla vicenda dei militari dell'Armee Libanaise ancora prigionieri nella zona di Arsal.

Catturati in seguito a una delle battaglie dell'estate tra l'Esercito di Beirut e i militanti wahabiti, a differenza di un primo gruppo subito rilasciato, diversi altri membri dell'Armee sono ancora prigionieri.

I loro parenti si sono rivolti ufficialmente a Nasrallah, il Capo supremo del Partito di Dio sciita, pregandolo di produrre gli stessi sforzi fatti in Siria per ottenere la liberazione dei loro cari: figli, fratelli, mariti, padri.

"Il Governo dovrebbe prendere decisioni e iniziative chiare, di forza o di diplomazia, per risolvere questa questione: Hezbollah non é certo uno Stato eppure ha ottenuto la liberazione del suo uomo con rapidità ed efficienza"; così si é espresso uno dei parenti dei militari prigionieri.

mercoledì 26 novembre 2014

Forze armate yemenite liberano otto ostaggi di Al-Qaeda tra cui uno straniero!

Evidentemente stanchi di venire costantemente paragonati sfavorevolmente ai militanti sciiti di Ansarullah che in meno di tre mesi hanno preso il controllo di metà del paese cacciandone e neutralizzandovi la minaccia wahabita di Al-Qaeda nella Penisola Araba, i militari di Sanaa si sono impegnati in una missione per la liberazione di ostaggi sequestrati proprio dai terroristi takfiri, riportando un chiaro e limpido successo.

L'azione che si é svolta ieri é stata riportata dai media locali senza eccessivi dettagli: si sa solamente che un militare é rimasto lievemente ferito, che gli otto ostaggi (tra cui uno straniero) sono tutti sani e salvi e che sette qaedisti sono rimasti uccisi nello scontro.

All'inizio di Novembre un ingegniere della Sierra Leone, che lavorava a un progetto fognario venne liberato dopo oltre un anno di prigionia da parte di militanti non identificati.

venerdì 4 aprile 2014

Quarantotto cittadini siriani ostaggio dei mercenari wahabiti liberati dalle truppe di Assad vicino a Raqqah!!

Quarantotto civili che erano trattenuti contro la loro volontà da bande di estremisti takfiri sono stati liberati dall'Esercito Arabo Siriano nella zona di Raqqa. Nonostante i proclami della propaganda imperialista tutta la provincia in questione non é affatto 'sotto il controllo' delle bande mercenarie, ma é sottoposta a regolari e profondi pattugiamenti delle truppe regolari, come quello appunto durante il quale sono stati liberati questi prigionieri.

L'operazione, che ha visto coinvolto anche un contingente di miliziani delle Forze di Difesa Nazionale, ha portato alla liberazione di ostaggi che in alcuni casi erano stati catturati un anno fa: "Sono così felice di essere libero e ancora di più per il fatto che non sia stata necessaria alcuna trattativa, che i miei rapitori non abbiano beneficiato di nessun 'riscatto', il mio massimo orgoglio é essere stato liberato, armi in pugno, dai militari del glorioso Esercito Siriano che é nelle preghiere e nei pensieri di tutti gli abitanti di Raqqa", ha dichiarato, entusiasta uno dei prigionieri redenti.

Speriamo che questa brillante operazione preluda a nuovi spettacolari progressi dell'EAS, che ha da poco schiantato le posizioni wahabite nel Qalamoun e ha riconquistato il punto d'osservazione 45 attorno a Latakia/Laodicea, oltre che avere quasi terminato la liberazione di Aleppo.

mercoledì 16 ottobre 2013

Appaiono in televisione i due piloti turchi rapiti ad agosto in Libano: sono vivi e stanno bene!

Murat Akpinar e Murat Agca, ufficiali delle linee aeree turche, oltre che dal nome sono accomunati dal fato che li ha voluti sequestrati il nove agosto scorso durante una loro sosta in Libano, presi in ostaggio da cittadini libanesi esasperati per il fato dei loro connazionali rapiti in Siria da terroristi mercenari sostenuti dal Governo di Ankara.

Adesso, in occasione dell'importante festività musulmana dell'Eid al-Adha i loro catturatori hanno fatto filtrare tramite la rete tv LBCI un breve video dei due che recitano i loro nomi, pronunciano la data corrente e si augurano di poter rivedere presto le loro famiglie oltre a comunicare di essere in buona salute.

Come già in precedenza, si aspetta la soluzione del caso dei pellegrini sciiti catturati dai terroristi filoturchi per una svolta nel caso di Akpinar ed Agca. In mancanza di sviluppi positivi in Siria é difficile pronosticare se e quando i due impiegati delle Turkish Airlines potrebbero essere rilasciati.


lunedì 12 agosto 2013

Dopo il rapimento dei due ufficiali delle Turkish Airlines Erdogan ritira i Caschi Blu dal Libano!

Dopo che nelle primissime ore di venerdì scorso un ufficiale pilota delle Turkish Airlines e il suo secondo sono stati bloccati e rapiti a Beirut da uomini armati il Governo di Ankara ha precipitosamente deciso di ritirare il suo contingente di truppe di interposizione schierate nel Sud del Libano a monitorare il cessate-il-fuoco tra Paese dei Cedri e regime sionista di occupazione dopo la conclusione della guerra d'estate del 2006.

Il comunicato ufficiale del Ministero della Difesa di Ankara fa i salti mortali per negare l'evidenza che la decisione sia collegata col sequestro dei due ufficiali di volo, ma ovviamente la realtà dei fatti é sotto gli occhi di tutti. Come in tutte le compagnia di bandiera gli ufficiali di volo turchi sono sempre veterani dell'aviazione e ad essi spesso vengono affidate anche missioni d'intelligence nei paesi che toccano durante il loro lavoro.

Inoltre l'ambasciatore turco a Beirut Inan Ozyldiz ha annunciato che il centro culturale turco e la missione commerciale turca a Beirut saranno "chiusi a tempo indeterminato"


venerdì 9 agosto 2013

Piloti turchi sequestrati a Beirut: le autorità sospettano tentativo di 'scambio' coi pellegrini libanesi catturati per ordine di Erdogan!

Che dietro il rapimento avvenuto l'anno scorso di diversi pellegrini libanesi recatisi in Siria e Iran per visitare i santuari della devozione sciita vi fosse il Governo di Erdogan e la sua strategia "Neo-Ottomana" di sostegno alla 'Brigata Tawheed' e ad altri gruppi estremisti sunniti filo-Ankara non esiste il minimo dubbio, perciò, hanno pensato i responsabili dell'odierno sequestro di due piloti della compagnia di bandiera turca present ia Beirut, l'unico modo per ottenere il rilascio dei prigionieri ancora trattenuti é quello di colpire obiettivi sensibili collegati con gli interessi di Erdogan e complici.

Conseguentemente, alle tre di mattina, un minibus della Turkish Airlines é stato bloccato da uomini armati che ne hanno prelevato due ufficiali di volo (pilota e copilota) sparendo poi nell'oscurità. Finora non vi sono state richieste o rivendicazioni ma sembra abbastanza chiaro lo scopo del sequestro, visto che, a molti mesi dal rapimento dei pellegrini, alcuni di loro non sono ancora stati rilasciati.

Il portavoce di Ahmet Davutoglu, Levent Gumrucku, ha dichiarato che il Ministero degli Esteri turco é 'costantemente in contatto' con le autorità libanesi e che spera in una rapida risoluzione del sequestro, che eviti ogni conseguenza sui rapiti.

giovedì 21 marzo 2013

Mentre Samir Issawi langue ancora nelle galere sionaziste Sharawna a Gaza riceve la visita della madre!

Il detenuto politico palestinese Samir Issawi, sull'orlo della morte a causa del suo prolungato sciopero della fame, é stato giudicato dai medici del carcere sionazista nella cui clinica si trova ricoverato, come troppo debole ed esausto per poter assistere alla prevista udienza durante la quale il suo caso (di detenuto rilasciato nell'ambito della trattativa indiretta con Hamas lo scorso autunno, poi illegalmente ri-arrestato dal regime ebraico) sarebbe stato rivisto e aggiornato, ma l'udienza si terrà comunque in sua assenza.
 Invece Ayman Sharawna, recentemente rilasciato in cambio del suo trasferimento coatto a Gaza per 10 anni, ha potuto finalmente ricevere la visita di sua madre, Laila Ghannam, la quale, per solidarietà con suo figlio, si era a sua volta sottoposta a uno sciopero della fame che l'aveva costretta al ricovero in ospedale. Anche Sharawna, esattamente come Issawi, era stato illegalmente ri-arrestato dalla polizia sionista alcuni mesi dopo il proprio rilascio. Anche da qui si vede con evidenza come sia impossibile imporre a Tel Aviv il rispetto della parola data se non si ha un leverage di forza da usare come pegno; anche per questo in una recente dichiarazione Sharawna ha invitato la Resistenza palestinese a catturare "molti altri" soldati sionisti da tenere come ostaggi all'uopo.

mercoledì 20 marzo 2013

Ayman Sharawna: "Due, Tre, molti altri 'gilad schalit' necessari per garantire la libertà a tutti i prigionieri politici palestinesi!"

Dopo essersi quasi ucciso a forza di digiunare, causando gravissimi danni ai propri reni e al suo metabolismo, l'eroico ex-prigioniero politico Ayman Sharawna, nella clinica della Striscia di Gaza in cui é stato immediatamente ricoverato dopo la sua espulsione coatta dalla Cisgiordania occupata dai sionisti, sta facendo del proprio meglio, sotto attenta osservazione medica, per rimettersi in forma. Sarà un processo lungo e faticoso, ma, dal punto di vista mentale e morale, la situazione é già migliorata grandemente e l'ex-detenuto ha offerto ai reporter della Striscia la sua personale visione di come sia possibile ottenere il rilascio di tutti gli altri detenuti politici palestinesi.

Il segreto, secondo Sharawna, sta nel portare a termine nuove operazioni di rapimento di soldati sionisti, simili a quella dell'Ebreo francese Gilad Schalit, per il cui rilascio, originariamente anche lui, ingiustamente condannato a una pena detentiva di 38 anni, era stato inizialmente liberato lo scorso autunno 2012. Era stata la cronica mancanza di rispetto per la parola data a causare, in seguito, il ri-arresto di Saharawna da parte delle forze del regime ebraico, in protesta contro le quali lui diede quindi inizio all'epopea del proprio sciopero della fame.

Anziché pensare a illusorie "riconciliazioni" con Fatah o a disastrosi "riconoscimenti" di Israele la leadeship di Hamas farebbe bene a prendere esempio dalle parole dell'ex-detenuto e cominciare a preparare una nuova operazione di liberazione di massa di prigionieri: magari questa volta con due o tre ostaggi sionisti, da liberare in sequenza. In questo modo, se dopo la prima liberazione Tel Aviv cominciasse a ri-arrestare ex-prigionieri a farne le spese potrebbero essere gli ostaggi rimanenti.