Visualizzazione post con etichetta Afghan Resistance. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Afghan Resistance. Mostra tutti i post

domenica 16 settembre 2012

Grande successo di militanti della Resistenza afghana che a Lashkargah distruggono ben sei jet americani!

Non voleranno mai più nei tersi e azzurri cieli afghani come condor mostruosi pronti a recare morte e distruzione tra i villaggi di montagna, bombardando e cannoneggiando donne indifese, lasciando dietro di sé bambini orfani e mutilati, i sei 'A-8 Harrier' che sono andati in fiamme e brandelli in seguito alla coraggiosissima operazione della Resistenza afghana che attaccando la base aerea di Lashkargah ('camp bastion' nel ridicolo gergo militare yankee) ha distrutto apparecchi per 150 milioni di dollari abbattendo per sovrappiù anche due militari invasori e ferendone altri nove.

Gli attaccanti erano divisi in tre diverse squadre e hanno agito con estremo ardimento e precisissima coordinazione, riuscendo, oltre a distruggere i sei jet a decollo verticale, anche a danneggiare gravemente tre stazioni di rifornimento, sei hangar e a recare notevoli danni ad altri due apparecchi che non si sa se potranno venire riparati. Il coraggioso attacco della Resistenza afghana porta i morti tra le forze di invasione della NATO alla cifra di 332 nel corso di questo anno. Nel 2011 in Afghanistan morirono più di 500 invasori, ma i contingenti erano più numerosi visto che molti paesi hanno già iniziato le procedure di ritiro.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 11 ottobre 2011

La Repubblica Iraniana é pronta ad equipaggiare l'esercito libanese e a espandere gli accordi con Beirut nel settore Difesa!


L'ambasciatore della Repubblica Islamica in Libano, Ghazanfar Roknabadi ha dichiarato che il suo paese é pronto a rifornire ed equipaggiare le forze armate libanesi, supplendo al mancato rispetto di obblighi e impegni contrattuali stipulati da Francia e Stati Uniti durante il periodo di presidenza del consiglio di Saad Hariri e bruscamente archiviati quando, in seguito al rovesciamento della maggioranza parlamentare, la guida del paese é stata assunta dall'attuale premier Najib Mikati e dalla coalizione di forze progressiste di cui fanno parte gli sciiti di Amal ed Hezbollah, i cristiani dell'LMP e del Marada, il Partito socialista della Nazione siriana ed altre forze ancora.

Roknabadi ha incontrato il Ministro della Difesa libanese Fayez Ghoson (un cristiano ortodosso del partito Marada), e insieme a lui ha vagliato varie ipotesi di rafforzamento degli accordi di cooperazione militare, anche alla luce della necessità di dotare il Paese dei Cedri di un buon deterrente per scoraggiare le continue intrusioni aeree e le violazioni dei confini navali e terrestri da parte delle forze militari sioniste, a cui l'UNIFIL e le Nazioni Unite non sanno mettere fine.

Ghoson si é dichiarato entusiasta della prospettiva di rinnovati e approfonditi accordi con l'Iran e ha manifestato il desiderio di visitare Teheran quanto prima, per incontrare il Presidente Ahmadinejad e il suo collega Ministro della Difesa, il Generale Vahidi. Poco tempo addietro era stato il Presidente della Repubblica Michel Suleiman a dichiarare che il Libano attendeva con fiducia la risposta di Teheran alle sue precedenti richieste di espansione degli accordi militari bilaterali.


Come annunciato su queste pagine, la miopia delle potenze arroganti (che speravano, armando un Libano guidato da Hariri, di creare una forza anti-Hezbollah e anti-Resistenza) si é tradotta in maggiori opportunità per l'Iran e per lo sviluppo ulteriore dei suoi rapporti di alleanza col Libano e coi difensori della sua autonomia e indipendenza.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 26 agosto 2011

Teheran, Beirut, Il Cairo, la Giornata internazionale di Al-Quds chiama i musulmani ad aiutare la Palestina: "Contro ogni compromesso e ogni riconoscimento!"


"Non vi é speranza per la Palestina, se non nella Lotta e nella Resistenza", é tempo che tutti gli illusi, i cantori di Camp David e di Oslo, gli eterni sognatori, gli ipocriti incorreggibili si sveglino e prendano coscienza della Realtà; i sionisti di Tel Aviv e di Washington (e di tante altre parti ancora) non hanno mai concesso nulla ai tavoli della trattativa; ogni successo, ogni passo avanti nella creazione di una patria palestinese é stato guadagnato col sangue e con le lacrime, con le armi e con gli scioperi, con le manifestazioni e con gli scioperi della fame, sempre, e soltanto, in un'ottica di contrasto e conflitto.

Questo, in sintesi, il messaggio che echeggia da tutte le città e le nazioni che, rispondendo per l'ennesima volta all'invito lanciato originariamente dall'Ayatollah Ruollah Khomeini, hanno celebrato oggi la trentaudesima "Giornata Internazionale Al-Quds" dedicata alla solidarietà con le tribolazioni del popolo palestinese e alla condivisione degli ideali e degli obiettivi della sua pluridecennale lotta di liberazione.

Particolarmente imponenti, ovviamente, sono le manifestazioni a Teheran, nei quartieri sciiti di Bagdad e Beirut, nella Valle della Bekaa, nel Sud del Libano, a Bassora; ma non solo, non é necessario essere sciiti per condividere il richiamo e l'invito del fondatore della Repubblica Islamica, prova ne sia che anche Al Cairo, a Tunisi, dove la maggior parte della popolazione é sunnita, ma ha languito fino a poco tempo fa sotto il tallone dell'oppressione filo-imperialista, la Giornata di Al-Quds ha riscontrato vasta eco e partecipazione, in attesa che, così come Sanaa e Manama, tuttora in lotta contro i satrapi locali venduti all'imperialismo, anche la Città Santa possa presto festeggiare la Liberazione da occupanti e oppressori.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 8 agosto 2011

In Afghanistan piovono elicotteri! Un secondo "chopper" NATO precipita al suolo: muoiono 33 soldati occupanti


A meno di due giorni dall'abbattimento del CH-47 Chinook nella valle di Tanji, nella provincia del Wardak, un nuovo birotore delle forze di occupazione NATO é precipitato al suolo presso la cittadina di Zarmat, nella provincia di Paktia. Le forze militari degli occupanti occidentali, riferiscono testimoni locali, hanno circondato la zona e stanno impedendo l'avvicinarsi di qualunque osservatore.

Secondo il portavoce della Resistenza afghana Zabihullah Mojahid sono stati i combattenti locali ad abbatterlo, come quello precipitato a Tanji, causando la morte di almeno di una trentina di militari "tra occupanti e collaborazionisti". La NATO per ora non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma sta cercando di far circolare la voce dell'ennesimo "guasto tecnico" (se fosse vero bisognerebbe proprio licenziare qualche meccanico Nato!).

Sempre nella provincia di Paktia, ma ad est di Zarmat, un altro "velivolo ad ala mobile" (eufemismo militaresco per elicottero) sarebbe stato costretto a un atterraggio di emergenza da un attacco della Resistenza. Secondo i comunicati NATO, in questo secondo incidente non si riporterebbero vittime.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 7 agosto 2011

Ventitré autocisterne NATO distrutte in due attacchi della Resistenza afghana!


Vanno di male in peggio le cose per gli occupanti NATO dell'Afghanistan; ieri una abile e coraggiosa operazione della Resistenza ha eliminato un elicottero birotore 'Chinook' nella provincia di Wardak, facendolo schiantare al suolo con tutti i suoi 38 passeggeri (in massima parte Navy Seals americani), nel corso del weekend, tuttavia, altri attacchi meno clamorosi hanno tuttavia inflitto danni maggiori all'apparato logistico degli invasori occidentali.

A Peshawar (Pachistan) e Shahr-e Safa (Afghanistan meridionale), membri della Resistenza afghana sono riusciti a distruggere 16 e 7 autocisterne cariche di gasolio e combustibile diretto a nord, per rifornire la macchina bellica occupante; attraverso l'uso di cariche esplosive a tempo i combattenti afghani sono riusciti a minare i parcheggi dove erano sistemate le autobotti e ad allontanarsi prima di fare brillare il tutto.

Proprio perché "tecnologicamente avanzati" gli eserciti occidentali occupanti hanno bisogno di un treno logistico complesso e vulnerabile, che la Resistenza del popolo afghano ha imparato a prendere di mira per appiedare ed atterrare i veicoli e i velivoli della NATO. Forse, grazie al coraggio dei Resistenti, nei prossimi giorni qualche bombardiere, qualche elicottero e qualche drone-robot assassino non sarà in grado di levarsi in volo, e questo vorrà dire che le vite di dozzine di civili afghani saranno salvate.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 6 agosto 2011

Colpo grosso nel Wardak! La Resistenza afghana abbatte un CH-47 Nato ed elimina 38 occupanti stranieri!!


Un CH-47 delle forze NATO (organizzazione terrorista del nordatlantico) é stato colpito e distrutto dai resistenti afghani che da oltre dieci anni si oppongono strenuamente all'occupazione del loro paese da parte delle truppe imperialiste americane e da quelle dei loro deboli e ipocriti lacché europei. I morti fra i passeggeri sono almeno 38; in massima parte americani ed europei anche se alcune voci affermano che a bordo potevano esserci alcuni scherani del governo collaborazionista di Hamid Karzai, l'ex dipendente della multinazionale Usa UNOCAL, nominato 'Presidente dell'Afghanistan' a furia di brogli elettorali e bustarelle pagate ai clan del narcotraffico.

Il velivolo NATO é stato colpito da un "proiettile" lanciato dalla Valle di Tanji, nella provincia del Wardak; nonostante che il comando degli occupanti abbia cercato inizialmente di attribuire la causa all'ennesimo "guasto meccanico", prove e testimonianze evidenti hanno subito tolto ogni credibilità a tale pretesa, costringendo i militari occidentali ad ammettere che il merito dell'azione va al coraggio e all'intraprendenza delle forze della Resistenza. Persistono tuttavia contrasti sulle modalità dell'abbattimento; la NATO parla semplicemente di una 'granata a razzo' (come quelle delle armi anticarro RPG-7 o -16) sparata contro il birotore da trasporto ma, tra gli osservatori, non manca chi ipotizza che il proiettile usato sia stato un ben più sofisticato missile spalleggiabile modello 'Stinger' (americano) o 'Igla' (russo), in grado di ingaggiare un bersaglio a quote medio alte e di centrarlo anche a dispetto di manovre evasive.

Sia come sia, l'attacco é il maggiore successo delle forze della Resistenza in dieci anni; mai così tanti militari occupanti erano stati eliminati in un colpo solo; l'inquilino nero della Casa Bianca, dopo il gravissimo imbarazzo del 'declassamento' del debito americano da parte degli sciacalli di Standard and Poor's (un evento inaudito fin dalla fondazione dell'agenzia, nel 1917) ha dovuto affrontare una nuova crisi, estendendo messaggi di condoglanze a destra e a manca. I primi mesi del 2011 hanno finora portato circa 400 morti alle truppe NATO, contro i circa cinquecento del 2010 (finora l'anno più sanguinoso), seguendo un trend che vede le perdite degli eserciti occupanti in costante crescita dal 2003 in avanti.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 4 agosto 2011

La Resistenza afghana abbatte drone assassino NATO sopra Jalalabad!


Un drone assassino di fabbricazione americana, parte dell'armata di robot-terminator con cui Washington vorrebbe cercare di imporre la legge del terrore sull'Afghanistan, sul Pachistan, sullo Yemen e dovunque i generali del Pentagono si vedano assegnare dalla Casa Bianca la 'missione impossibile' di sostenere un dominio imperiale in via di rapida e irreversibile decomposizione, é stato abbattuto sopra i sobborghi della città di Jalalabad, nella provincia di Nagarhar, nella giornata di mercoledì 3 agosto.

La notizia, riportata dall'emittente iraniana di lingua inglese PRESSTV, ha trovato rapidamente conferma sia tra i portavoce delle forze di Resistenza afghane che presso gli uffici stampa degli invasori occidentali. Naturalmente questi ultimi hanno cercato di smentire che la macchina assassina sia stata abbattuta dai Partigiani di Jalalabad, parlando genericamente di "problemi tecnici".

Pure, la spiegazione degli occupanti stranieri é difficilmente accettabile, visto l'alto numero di 'incidenti' che hanno portato alla perdita non solo di droni senza pilota, ma anche di elicotteri e diversi aerei, tutti negli ultimi 6-10 mesi. Forse che improvvisamente i meccanici della NATO non sappiano più fare il loro lavoro? Oppure sono i guerriglieri afghani ad aver sviluppato nuove tattiche contro le macchine volanti degli invasori, magari integrandole con missili terra-aria più precisi e letali di quelli a disposizione in precedenza?





Siamo certi che nei comandi e negli stati maggiori NATO diverse fronti abbiano cominciato a imperlarsi di sudori freddi al solo pensiero: del resto, se la Storia deve esserci maestra, fu proprio quando i Mujahedeen afghani cominciarono a imparare come abbattere gli elicotteri e i trasporti truppe sovietici negli anni '80 che iniziò il conto alla rovescia per il contingente di occupazione dell'Armata Rossa...
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.