Sugli 'Accordi di Oslo' credo che sia abbastanza evidente come possiamo pensarla.
Diciamo pure che quei fedayeen che un quarto di secolo fa in questa stessa data nel campo di Ain Hilweh davano fuoco ai poster di Arafat chiamandolo 'traditore', non stavano facendo nulla di sbagliato.
E non per crudeltà nei confronti del 'Padre della Palestina', ma basta vedere gli effetti di quella disastrosa resa senza condizioni, nel presente, per capire quanto tragico sia stato quell'errore.
Bisognava avere una sconfinata fiducia nella capacità degli Usa di ricattare il regime sionista, (perché solo col ricatto e la minaccia si poteva ottenere qualcosa) per fidarsi della 'soluzione' proposta a Madrid (Oslo ne fu la ratifica), ma la lobby a sei punte si mosse in maniera massiccia alle elezioni del 1992 e garantà che a Bush Sr succedesse il governatore dell'Arkansas, totalmente in mano 'eletta' (come ha confermato il matrimonio di sua figlia, "giocata" come una pedina nel 'Game of Thrones' della Dinastia Clinton...capite ora perché la democrazia é una truffa e un inganno?).
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giovedì 13 settembre 2018
ANNIVERSARI FUNESTI: 25 anni fa venivano firmati i disastrosi 'Accordi di Oslo'!
martedì 30 gennaio 2018
"Poche idee ma confuse", movimento che si vorrebbe presentare come 'anti-imperialista' candida a Bologna ultrà filosionista della Prima Repubblica!
6 novembre 1985.
Il Presidente del Consiglio e Segretario del Partito Socialista Italiano BETTINO CRAXI riferisce in Parlamento sulla posizione italiana riguardante la questione sionista-palestinese.
Pur contestandone da un punto di vista politico-diplomatico l'efficacia egli riconosce la PIENA LEGITTIMITA' del ricorso alle armi da parte dell'OLP e delle organizzazioni nazionali palestinesi, tracciando un giusto parallelo tra quella lotta e i moti del Risorgimento Italiano.
Viene disturbato con grida e berci dalla canaglia sion-atlantista almirantiana, in particolare da un Carneade chiamato Filippo Berselli, a cui il leader socialista tappa la bocca con un perentorio: "Ma stai zitto e lasciami parlare!".
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giovedì 3 dicembre 2015
Truppe siriane hanno conquistato Katf Hamidah e stanno già combattendo a Katf al-Ghadder!!
Dopo la conquista di Arafat e la marcia vittoriosa sulle cime "1182" e "1254", le forze siriane impegnate sul Jabal al-Akrad (della 103esima Brigata della Guardia Repubblicana, della Resistenza Siriana, della milizia NDF di Qurdaha e i volontari del partito SSNP) hanno conquistato il villaggio di Katf Hamidah.
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mercoledì 2 dicembre 2015
Kabani e Ikko sotto il tiro delle forze siriane! Terroristi in ritirata dal Jabal Akrad e altre alture!
Dopo la conquista del villaggio di Arafat, di Raweesat Sheikhou e Katf al-Salat le forze governative siriane impegnate al confine tra le province di Latakia ed Idlib sono avanzate fino ai dintorni dei villaggi di Kabani e di Ikko.
Dalle loro posizioni, in special modo quelle intorno alle cime 1182 e 1254 nel Jabal al-Akrad le forze della 103esima Brigata della Guardia Repubblicana, della Resistenza Siriana, della milizia NDF di Qurdaha e i volontari del partito SSNP sono in grado di colpire le posizioni dei terroristi di Al-Nusra ed Ahrar Sham e, sperabilmente, di proiettarsi nel retrofronte di località come Mughairiyah e Kadin, ancora occupate dai takfiri.
Dalle loro posizioni, in special modo quelle intorno alle cime 1182 e 1254 nel Jabal al-Akrad le forze della 103esima Brigata della Guardia Repubblicana, della Resistenza Siriana, della milizia NDF di Qurdaha e i volontari del partito SSNP sono in grado di colpire le posizioni dei terroristi di Al-Nusra ed Ahrar Sham e, sperabilmente, di proiettarsi nel retrofronte di località come Mughairiyah e Kadin, ancora occupate dai takfiri.
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martedì 1 dicembre 2015
Le Alture di Kashkar e il villaggio di Arafat conquistati dalle forze siriane che combattono nel NE di Latakia!
Nelle ultime 24 ore le forze delle varie organizzazioni siriane che combattono nel NordEst del governatorato di Latakia (Laodicea), cioé la 103esima Brigata della Guardia Repubblicana, la milizia NDF di Qurdaha, i volontari dell'SSNP e della Resistenza Siriana sono riuscite a ottenere due importantissimi risultati contro la congerie di milizie terroriste FSA, Al-Nusra e Ahrar Sham che occupano il confine collinoso e montagnoso con la Provincia di Idlib.
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sabato 25 gennaio 2014
Mahmud Abbas: campione mondiale di salto in lungo....sul 'carro dei vincitori'!!
Nel corso della passata settimana lo scadutissimo 'presidente' (col mandato terminato nel gennaio 2009, cinque annetti giusti di occupazione abusiva della poltrona!) dell'ANP e leader di Fatah, Mahmud Abbas ha dato un nuovo saggio di camaleontico servilismo esprimendo la speranza che "La Russia giochi un ruolo centrale nella soluzione dei problemi del Medio Oriente".
Senza la benché minima traccia di ironia lo stesso cacicco che fece di tutto per convincere il vecchio Arafat della necessità di tagliare ogni rapporto dell'OLP con Mosca e di prostrarsi alle condizioni poste dagli Usa, nel 1991 freschi coniatori del termine 'Nuovo Ordine Mondiale' ha avuto il coraggio di dire: "Siamo felici di vedere i successi politici della Russia in questi giorni, siamo contenti del grande peso politico che la Russia possiede," incontrando il Presidente Putin a Mosca.
Tra i successi della Russia, Abbas ha elencato le conferenze internazionali sulla Siria "Ginevra-1" e " Ginevra-2", l'aver sventato l'aggressione militare Usa alla Siria e l'accordo sulla questione nucleare iraniana.
Putin, politico di abilità indiscussa, ha ascoltato la servile geremiade senza lasciar trasparire troppo fastidio: tra i leali alleati che Mosca conta in Medio Oriente l'ondivago Abbas sicuramente non figura.
Senza la benché minima traccia di ironia lo stesso cacicco che fece di tutto per convincere il vecchio Arafat della necessità di tagliare ogni rapporto dell'OLP con Mosca e di prostrarsi alle condizioni poste dagli Usa, nel 1991 freschi coniatori del termine 'Nuovo Ordine Mondiale' ha avuto il coraggio di dire: "Siamo felici di vedere i successi politici della Russia in questi giorni, siamo contenti del grande peso politico che la Russia possiede," incontrando il Presidente Putin a Mosca.
Tra i successi della Russia, Abbas ha elencato le conferenze internazionali sulla Siria "Ginevra-1" e " Ginevra-2", l'aver sventato l'aggressione militare Usa alla Siria e l'accordo sulla questione nucleare iraniana.
Putin, politico di abilità indiscussa, ha ascoltato la servile geremiade senza lasciar trasparire troppo fastidio: tra i leali alleati che Mosca conta in Medio Oriente l'ondivago Abbas sicuramente non figura.
sabato 7 dicembre 2013
In Memoriam
"Ho tre amici al mondo e costoro sono: Fidel Castro, Yasser Arafat e Muammar Gheddafi, adesso che posso li andrò a trovare tutti e tre..."
Nelson Mandela alla sua liberazione, rispondendo al reporter che gli domandava quali programmi avesse subito dopo la scarcerazione.
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venerdì 8 novembre 2013
"I Comitati di Resistenza Popolare dalla Seconda Intifada all'alba della Terza" un dossier speciale di PALAESTINA FELIX!
Mentre si moltiplicano le provocazioni e le tensioni nei territori palestinesi illegalmente occupati dal regime ebraico e le aggressioni contro la Striscia di Gaza e appare sempre più probabile l'esplosione di una nuova insurrezione generalizzata a tredici anni dall'inizio dell'Intifada delle Moschee abbiamo realizzato su richiesta esplicita di Stefano Bonilauri di "Stato & Potenza" una sintetica storia dei Comitati Popolari di Resistenza, organizzazione palestinese nata proprio in seguito allo scoppio della rivolta del 2000.
Jamal Abu Samhadana, già membro di Al-Fatah e ufficiale dei Battaglioni Tanzim creò i primi embrioni di ciò che divennero in seguito i "Comitati Popolari di Resistenza" dopo lo scoppio dell'Intifada delle Moschee precipitata dalla provocazione di Ariel Sharon contro Al-Aqsa per difendere i campi profughi della Striscia di Gaza dalle incursioni armate sioniste (ricordiamo che all'epoca il regime ebraico manteneva una presenza in tutta la Striscia e vi controllava numerose colonie militarizzate piene di miliziani armati).
Samhadana era originario di Rafah, nel Sud estremo della Gaza Strip e anche per questo i gruppi più forti dei Comitati Popolari si formarono proprio in quella zona ma ben presto le adesioni al gruppo si estesero ben al di là di quella 'culla', (a tutt'oggi la roccaforte del gruppo si trova nel campo profughi di Jabalyia, nell'estremo Nord della Striscia) e cellule vennero formate anche nella West Bank.
Jamal Abu Samhadana, già membro di Al-Fatah e ufficiale dei Battaglioni Tanzim creò i primi embrioni di ciò che divennero in seguito i "Comitati Popolari di Resistenza" dopo lo scoppio dell'Intifada delle Moschee precipitata dalla provocazione di Ariel Sharon contro Al-Aqsa per difendere i campi profughi della Striscia di Gaza dalle incursioni armate sioniste (ricordiamo che all'epoca il regime ebraico manteneva una presenza in tutta la Striscia e vi controllava numerose colonie militarizzate piene di miliziani armati).
Samhadana era originario di Rafah, nel Sud estremo della Gaza Strip e anche per questo i gruppi più forti dei Comitati Popolari si formarono proprio in quella zona ma ben presto le adesioni al gruppo si estesero ben al di là di quella 'culla', (a tutt'oggi la roccaforte del gruppo si trova nel campo profughi di Jabalyia, nell'estremo Nord della Striscia) e cellule vennero formate anche nella West Bank.
Il reclutamento, anche per le necessità contingenti, diede da subito buoni risultati, fornendo un'amalgama di 'veterani' reduci da precedenti esperienze di militanza in altri gruppi (formazioni di Sinistra, ma soprattutto Fatah, specie dopo la morte di Yasser Arafat) e di 'nuove leve' che si affacciavano per la prima volta all'esperienza della Resistenza armata.
Organizzata la loro componente militare nelle 'Brigate Salah ad-Din' i Comitati Popolari si segnalarono da subito per l'estrema flessibilità dei loro metodi operativi, dimostrandosi in grado di mutuare alcuni protocolli da altre organizzazioni e contemporaneamente di introdurne di nuovi e insospettati, dimostrandosi molto efficienti nelle operazioni combinate portate avanti con altri gruppi.
Come d'uso con le organizzazioni della Resistenza palestinese, solo le loro operazioni più distanti nel tempo possono essere attribuite con certezza, i dettagli su quelle più recenti sono trattenuti per evitare di aiutare le forze sionaziste nei loro sforzi di repressione, comunque gli attacchi dei Comitati e delle loro Brigate agli insediamenti sionisti illegali hanno avuto molta parte nella decisione del boia Sharon di ritirarsi dalla Striscia di Gaza.
Con la scomparsa di Arafat e la totale 'svendita' di ogni prospettiva di Resistenza da parte di Fatah i Comitati Popolari hanno visto aumentare molto il loro seguito in Cisgiordania ma hanno anche dovuto confrontarsi con gli arresti e le persecuzioni da parte degli apparati di sicurezza dell'ANP ormai collaborazionista con Israele, specialmente dopo il fallito golpe del 2006 che però ha lasciato Abbas e complici in controllo della West Bank.
E' quasi certo che i Comitati Popolari abbiano organizzato sia l'attentato esplosivo contro il convoglio americano a Beit Hanoun e abbiano organizzato l'assalto alla residenza di Moussa Arafat, congiunto del defunto Yasser, nel quale egli venne ucciso per aver perseguitato a lungo gli uomini della Resistenza in Cisgiordania.
Si dice che i Comitati popolari abbiano tra i 2000 e i 3000 aderenti a tempo pieno e un numero molto maggiore di membri part-time e simpatizzanti; tra i membri full-time l'adesione alle Brigate Salah ad-Din é altissima tanto che alcuni osservatori indicano come 'meramente cosmetica' la distinzione tra aderenti a tempo pieno e militanti dell'ala armata.
Anche se presi di mira dalle imboscate sioniste (il fondatore Samhadana é stato martirizzato nel 2006, il suo successore Al-Qaisi nella primavera 2012) i Comitati Popolari hanno trovato modo di rafforzarsi, stabilendo una fruttuosa collaborazione con Hezbollah, di cui ammirano apertamente metodi e risultati, arrivando a omaggiarne persino il glifo sulla loro bandiera ufficiale.
Nel corso degli otto giorni di scontro con l'Esercito sionista l'anno scorso a novembre 2012, tredici loro militanti sono caduti come martiri, ma in compenso dalle loro posizioni di Gaza i membri dell'organizzazione hanno lanciato razzi e colpi di mortaio verso le posizioni dell'Esercito di Tel Aviv fino all'ultimo minuto di conflitto.
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