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martedì 6 marzo 2018

Abdollahian dichiara: "Il Generale Qassem Soleimani ha LE PROVE dell'aiuto fornito all'ISIS dagli Americani!"

Quando Mosul languiva sotto il tallone dell'ISIS, mentre stupri, decapitazioni, torture, persecuzioni erano all'ordine del giorno, un aeroplano modello A330 atterrò (incredibile a dirsi), all'aeroporto del capoluogo di Ninive, trasformato in 'capitale' dell'orrore e del sangue.

Ne uscirono "diversi generali americani", 'placidi e tranquilli come se si fossero trovati al Pentagono o alla Casa Bianca'; per tre ore e ventitré minuti essi si intrattennero con tutti i principali leader dell'ISIS della città, mentre dozzine di pesanti casse venivano scaricate dal jet bimotore.

lunedì 8 gennaio 2018

Diversi Generali siriani sono caduti sul campo negli ultimi giorni, onore a loro!!

Comunichiamo ai nostri lettori che il Generale Haider Hassan della Guardia Repubblicana (nella foto sopra in primo piano, col fucile), rimasto gravemente ferito nella battaglia per la riconquista della Motorizzazione di Harasta, nel Ghouta Orientale, nonostante gli sforzi dei clinici che si occupavano di lui, ha raggiunto poche ore fa le Schiere dei Martiri.

martedì 26 settembre 2017

La morte del Generale Asapov é risultato inevitabile delle politiche americane in Siria, ambigue e ipocrite!


Il Viceministro russo degli Esteri, Sergei Ryabkov, ha dichiarato: "Il sacrificio del Generale Valery Asapov costituisce la conseguenza inevitabile, potremmo quasi dire il 'prezzo'p dell'ipocrisia continuamente mostrata dagli Americani con le loro azioni in Siria".

"Gli Usa dichiarano di essere interessati all'eliminazione dell'ISIS, del cosiddetto 'Stato Islamico', ma alla prova dei fatti troppe loro azioni vanno in direzione completamente contraria a tale scopo e servono invece scopi politici e geopolitici ambigui, che, evidentemente per la Casa Bianca rivestono importanza ben maggiore".

domenica 24 settembre 2017

Rendiamo onore al sacrificio del Generale russo Valery Asapov: andato ad aiutare i colleghi siriani, ha saputo morire come loro!

Valery Asapov, Brigadier-Generale dell'Esercito russo si era recato in Siria come consigliere militare.

Avrebbe potuto rimanere a Hymemim o a Damasco consultando comodamente i rapporti e i filmati che in quest'era di telecomunicazioni digitali possono raggiungere qualunque centro di comando per quanto distante dall'area di operazioni nel giro di secondi, realizzando pienamente il sogno di Napoleone III che pretendeva di dirigere la Guerra di Crimea da Parigi grazie all'allora fantascientifica invenzione del telegrafo.

domenica 13 marzo 2016

IMPATTO DELL'AGGRESSIONE TERRORISTICA SULLA DOTTRINA MILITARE SIRIANA: VALUTAZIONI E CONSEGUENZE (3)

Continua in questo spazio la pubblicazione "a puntate" del mio saggio sulla reazione della dottrina operativa delle Forze Armate siriane all'aggressione terroristica subita dal 2011 ad oggi.
Ci stiamo avvicinando al primo, importante "fatto" della nostra piccola indagine: qualcosa di 'buono' (efficace, durevole, adeguato) esisteva nell'EAS e, nonostante le sparate propagandistiche dei primi momenti dell'aggressione alla Siria, quando su testate sioniste, turche, europee e americane si potevano leggere stime catastrofiche su presunte "defezioni" nei ranghi delle truppe siriane(10), questo 'qualcosa' ha impedito che l'Esercito si disfacesse, che sostanziali porzioni di esso passassero al nemico, o persino (come é accaduto in Egitto) che di fronte alla lotta tra Governo legittimo e 'insurrezione' esso si dichiarasse neutrale (cosa che sarebbe stata possibile se tale insurrezione fosse stata genuinamente nazionale e siriana e non guidada da un coacervo di miliziani terroristi raccolti dal Marocco all'Asia Centrale). Questo 'qualcosa' era lo zoccolo duro dei militari di professione: parliamo di qualcosa come 80-100mila persone su una forza stimata di circa 250mila effettivi all'inizio del 2011. Le defezioni in questo 'nerbo' di veterani, ufficiali di complemento e sottufficiali, comandanti di reparto e di grande unità, sono state praticamente nulle(11).

Questo ha confermato la bontà della decisione di Hafiz al-Assad (padre dell'attuale Presidente Siriano), di rendere le forze armate un'effettiva agenzia di promozione sociale all'interno della società siriana, che al tempo della sua scalata al potere politico era ancora fortemente frazionata in senso settario e censuario, con rigide barriere tra ceti privilegiati e diseredati e fortissimi comportamenti clanici e familisti. Per aggirare ed eludere queste barriere Hafez Assad usò la carriera militare in aeronautica -scelta dato che la sua povera famiglia non poteva pagargli i desiderati studi medici- e una serie di rapide promozioni e borse di studio e corsi di addestramento in Egitto(12) e in Unione Sovietica(13).

mercoledì 4 settembre 2013

Il reuccio ascemita congeda quattro generali per aver passato informazioni sui complotti sauditi e sionisti all'Esercito di Assad!

Il Re ascemita di Giordania, come ben sappiamo, é uno smidollato da rotocalco erede di una dinastia di traditori della Causa Araba vendutisi dapprima all'Inghilterra, quindi agli Stati Uniti e che fin dai tempi di Glubb Pasha e della sua 'Legione Araba' hanno sempre fatto finta di combattere Israele quando in realtà ci si sono sempre messi d'accordo (tanto che nel 1970, quando i beduini del nano Hussein sterminavano i Palestinesi nel famigerato 'Settembre Nero' Tel Aviv aveva messo in allarme la sua aviazione nel caso che i carri armati siriani di Salah al-Jadid avessero sfondato le difese verso Amman).

Ulteriori prove della subalternità di Abdullah II ai suoi burattinai sionisti e americani arrivano oggi con la comunicazioen che il reuccio di Amman avrebbe giubilato ben quattro generali dello Stato Maggiore giordano 'colpevoli' di avere passato a Damasco informazioni sensibili sulle attività di Sauditi, Americani e Israeliani. Evidentemente schifati dal vedere il loro paese usato da costoro come base per le operazioni terroristiche contro la Siria e ben consci che se mai il Governo di Assad a Damasco dovesse cadere la Giordania sarebbe risucchiata nell'instabilità e nel caos, i generali, mossi da spirito patriottico, si erano trasformati in 'spie' per difendere gli interessi nazionali che il re Abdullah aveva svenduto con terrificante miopia.

La Giordania non troverà mai pace, stabilità e prosperità fino a che gli ascemiti non verranno cacciati e al loro posto venga instaurato un sistema di Governo democratico e rappresentativo della volontà popolare.

lunedì 12 agosto 2013

Scambio di accuse tra i generali golpisti del Cairo e il Governo di Gaza: Hamas respinge addebiti su attività nel Sinai!

Un nuovo episodio nella ormai consueta schermaglia verbale tra la giunta militare golpista che al Cairo ha rimosso Mohammed Mursi e installato un Governo di transizione e il Movimento Hamas che governa la Striscia di Gaza. Ancora una volta i Generali di Al-Sisi hanno accusato Hamas di prendere parte ad 'attività armate' nel Sinai.

Con queste accuse i Generali vogliono ovviamente presentarsi come leali alleati di Tel Aviv che tengono sotto controllo i 'terroristi' di Hamas nel Sinai, ma non bisogna scordare che poche settimane fa alcuni dirigenti del Movimento Hamas erano prontissimi a buttare al macero l'intera idea della Resistenza Armata permettendo che il loro alleato qatariota Al-Thani mettesse al polso del loro principale comandante militare un orologio con GPS usato poi dai militari sionisti per tracciarlo e assassinarlo.

Ancora una volta, la polemichetta tra i migliori alleati di Israele per trent'anni (i generali Mubarakisti) e coloro che volevano 'superarli a destra' schierandosi con l'Emiro più filosionista del Medio Oriente é una battaglia di retroguardia che non incide minimamente sulle sofferenze o sulle prospettive del Popolo di Palestina.

giovedì 6 dicembre 2012

Tra morti, centinaia di feriti e tank attorno al suo palazzo, il Presidente Mursi si prepara a parlare all'Egitto

E' di sei morti e non meno di trecento feriti il bilancio degli scontri che sono infuriati nella capitale egiziana da quando, a contraltare delle proteste dei vari "enragès" contro il Decreto Costituzionale emesso dal Presidente Mursi, anche le migliaia di sostenitori dell'Ikhwan musulmana e del Partito di Libertà e Giustizia hanno cominciato a scendere in strada.

Adesso, con un decreto d'emergenza, l'Esercito ha schierato le proprie forze, tra cui molti veicoli blindati e corazzati, tutto attorno al palazzo presidenziale e ha comunicato che, in caso di ulteriori adunate, anche a favore del Presidente, la Guardia Repubblicana si riserva di intervenire per disperdere ogni assembramento.

Il frasario del comunicato, volutamente 'bipartisan' non deve tuttavia ingannare; le sfere militari sono, come spiegato nel nostro precedente articolo, profondamente debitrici a Mursi e lo sosterranno contro qualunque moto popolare; intanto, in una calma irreale dopo tanti giorni di tensione e scontri il Presidente egiziano si prepara a tenere un discorso alla nazione durante il quale, sembra probabile, annuncerà le proprie intenzioni riguardo il decreto del contendente e il referendum confermativo della Costituzione che dovrebbe tenersi ormai tra poco più d'una settimana.
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martedì 27 marzo 2012

Senza limiti l'arroganza yankee! Feierstein in Yemen accusa l'Iran di 'intromettersi' nel paese, ma non é Teheran a usare droni ogni giorno contro gli yemeniti!


Gli Stati Uniti, massima potenza imperialista e neocolonialista della Storia, hanno basi militari in ogni angolo del Medio Oriente, ogni giorno usano le loro forze armate per attaccare, assassinare, minacciare, intimidire tutti coloro che nella regione non vogliano sottomettersi alle loro mire egemoniche eppure, con sfacciata e quasi candida impudenza, il filosionista Gerald Feierstein, ambasciatore di Washington nello Yemen, dove ogni giorno cittadini Houthi e sciiti vengono attaccati e massacrati dai robot-assassini del 'Nobel per la Pace' Obama, membro di tre cotte della cricca filosionista che detta legge nella politica estera Usa, ha osato accusare la Repubblica Islamica dell'Iran di 'interferenze nel paese'.
La prossima dichiarazione di Feierstein: "Gli Iraniani vogliono attaccarci! Guardate quanto vicino HANNO MESSO IL PAESE alle NOSTRE BASI MILITARI!!!"
Non é la Repubblica Islamica che mantiene basi e navi in Yemen, non é la Repubblica Islamica che fa volare i suoi droni senza pilota nei cieli dell'Arabia Felix o che fa loro scaricare bombe e missili contro i suoi abitanti, non é la Repubblica Islamica che nel 1994 diede 'luce verde' ad Ali Abdullah Saleh per attaccare militarmente e annettere con la forza lo Yemen del Sud (socialista e filosovietico), tutte queste cose le hanno fatte e le continuano a fare gli Stati Uniti d'America eppure il sionista Feierstein accusa Teheran di 'ingerenze'! Quando manca il senso della misura certe dichiarazioni, per quanto minacciose, fanno veramente ridere, anche se in realtà dovrebbero spaventare.
La politica estera imperialista spiegata con le favole: "Superior stabat Lupus..."
Feierstein, parlando all'agenzia stampa Reuters (altro baluardo del filosionismo mediatico, ovviamente quindi interessata a riprendere e diffondere dichiarazioni calunniose e infiammatorie contro l'Iran) ha dichiarato che "Gli iraniani vorrebbero aumentare la loro influenza nella Penisola Araba" (come se questo fosse un delitto) "Hamas ed Hezbollah sostengono questo sforzo iraniano" (affermazione ridicola visto che Hamas ha il suo daffare a contrastare gli effetti dell'assedio economico sionazista contro Gaza e Hezbollah non é mai stato interessato ad operazioni fuori dai confini nazionali libanesi), "Ci sarebbe una presenza di uno yemenita di origine meridionale a Beirut che indirizza fondi e aiuti iraniani per una presenza ostile nel Sud del paese" (magari potevate pensarci prima di fare invadere e annettere lo Yemen del Sud dal vostro giannizzero Saleh!).

Vista l'arroganza e la rozzezza degli argomenti di Feierstein capiamo benissimo l'odio che prova per lui la popolazione yemenita, che lo ha sempre accusato di essere il 'burattinaio' dietro Saleh prima e dietro il suo vice recentemente promosso 'Presidente' Abd Rabbo Mansour Hadi adesso.
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martedì 21 febbraio 2012

Ferri corti a Tel Aviv tra Generali e Ministero delle Finanze: i tagli al bilancio fanno volare accuse e parole grosse!


E'ormai 'guerra aperta' fra i gallonati generali del regime ebraico di occupazione e i ragionieri del Ministero delle Finanze e, con grande stupore di molti osservatori, sembra proprio che saranno i secondi a uscirne vincitori, avendo pressoché ridotto i propri avversari all'angolo, assediandoli sotto il tiro di raffiche e raffiche di tagli sempre più severi che hanno letteralmente "spolpato" fino all'osso il programma di faraoniche acquisizioni, generosi emolumenti e ampi programmi di esercitazioni e manovre proposto dai capi militari di Tsahal per l'anno fiscale 2012.

Non solo, ma, non gradendo i borbottii e i 'mugugni' che si erano levati dai Militari all'Indirizzo del Ministero della Difesa e del Capo di Stato Maggiore dell'IDF il Ministro delle Finanze Yuval Steinitz ha accusato i comandi delle Forze Armate di incitare risentimento e ribellione contro il Governo, ribadendo che le decisioni prese per i capitoli spesa dell'anno in corso sono definitive e vanno accettate senza ulteriori discussioni.

A seguito di queste riduzioni delle spese l'IAF ha annunciato lo 'stop' agli acquisti di certi modelli di aeroplano, il congelamento dello sviluppo e dei test di tutti i sistemi anti-missile (quattro nuove batterie 'Iron Dome' non verranno comprate) e il blocco degli acquisti dalle industrie militari Rafael. Nemmeno gli enormi aiuti militari americani, aumentati sotto l'amministrazione Obama nonostante il disprezzo e la viva ostilità del Governo Netanyahu verso il Presidente Usa, sono in grado di supplire a questa situazione, anzi, senza di essi il sistema bellico di Tel Aviv sarebbe praticamente in coma profondo.

Ma i militari non si danno per vinti: agitano lo spettro dell'Iran e di Hezbollah, citano minacciosi le dichiarazioni egiziane sul trattato di Camp David, e sperano, diffondendo paura, di riuscire a fare allentare i cordoni della borsa a un esecutivo la cui gestione dell'economia é stata disastrosa almeno quanto quella della politica estera e, nel tentativo di porre rimedio ai guasti in un campo, sta forse gettando le basi per una irreparabile 'scollatura' in un settore dello Stato che fino al recente passato era garantito e foraggiato come pochi altri.

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venerdì 6 gennaio 2012

Verrà processato per "Associazione a Delinquere" il Generale Basbug, ex-Capo Supremo delle Forze Armate turche!


Un tribunale turco ha dato "luce verde" alla richiesta di prosecuzione nei confronti del Generale Ilker Basbug, Ex-Capo supremo delle Forze Armate, accusato di associazione a delinquere finalizzata al Colpo di Stato. Basburg é stato imprigionato nel corso dell'inchiesta contro la rete "Ergenekon/Gladio" che nel 2003 avrebbe cercato di scatenare un golpe contro il primo Governo di Recep Erdogan, non dissimile dai Colpi di Stato del 1960, 1971 e 1980 che videro i Generali al soldo degli Usa e della NATO interferire coi normali processi democratici della nazione.

Circa 200 ufficiali superiori delle tre armi sono stati arrestati o interrogati riguardo alle varie fasi del complotto che comprendeva attacchi alle moschee e alle sedi del partito di ispirazione religiosa AKP, nonché un progressivo innalzamento delle tensioni con la Grecia; al culmine del clima di terrore interno e con la prospettiva di un confronto violento contro Atene l'Esercito avrebbe dichiarato "necessario" il proprio intervento, arrivando a sfiduciare le autorità civili e a prendere in mano le redini del paese.

Altri 400 sospettati non militari (avvocati, accademici, giornalisti), tutti riconducibili a posizioni ultranazionaliste, laiciste e militariste sono stati messi sotto accusa. Il processo di "repulisti" della casta militare, con la nomina di ufficiali fedeli alla Costituzione e leali servitori dello Stato e dei suoi rappresentanti eletti é uno dei passi fondamentali per la trasformazione della Turchia da una 'semi democrazia' sotto tutela militare a uno Stato di Diritto.
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mercoledì 10 agosto 2011

L'ambasciatore (sionista-)americano a Sanaa propone passaggio di poteri da Saleh al vice: a USrael serve un nuovo burattino in Arabia Felix!


Gerald Feierstein (foto sopra), ebreo sionista e membro "di ferro" della cabala filoisraeliana che tiene in pugno il Governo degli Usa qualunque sia il figurante seduto nello Studio Ovale, si incontrerà presto con ministri e generali del convalescente Ali Abdullah Saleh (padre-padrone dello Yemen fino all'attentato che lo ha quasi ucciso lo scorso giugno) per decidere quali mosse implementare per combattere i moti di piazza che da febbraio chiedono l'abbattimento del regime autoritario filo-occidentale e la transizione a una democrazia di fatto, con libere elezioni e un Parlamento realmente rappresentativo in luogo della 'Duma' messa su da Saleh per vidimare le proprie decisioni.

Feierstein, che ha girato tutto il Medio Oriente e l'Asia Centrale in questi ultimi venticinque anni, sempre con la missione di portare avanti gli interessi sionisti prima e soprattutto rispetto a quelli americani, é dallo scorso settembre ambasciatore (formalmente per conto di Washington, in realtà al soldo di Tel Aviv) a Sanaa. Secondo quanto riportato dall'agenzia britannica Reuters Feierstein ha intenzione di proporre agli yemeniti una transizione di potere completa (oltre quella effettiva già avvenuta) tra Saleh, attualmente ospite del Palazzo delle Conferenze di Ryiadh e il suo vice Abd el Rabbo Mansour(foto sopra). Non si capisce come questa dovrebbe modificare la situazione sul terreno, visto che é chiaro a chiunque che Saleh é escluso ormai da oltre un mese e mezzo dai circuiti del potere e Mansour non fa che obbedire alle imbeccate che gli vengono da Dama Clinton e da Benji Netanyahu, per conto dei quali il regime yemenita "fa la guardia" all'imbocco meridionale del Mar Rosso (Bab el Mandeb), ora che quello settentrionale é sfuggito alla presa sionista con la caduta di Mubarak in Egitto.
Il Ministro degli Esteri yemenita Al-Qirby in compagnia dell'Ebreo sionista Franco Frattini
I continui incontri tra Feierstein e i membri del Governo yemeita (solo qualche giorno fa si era tenuto l'ultimo, con il Ministro degli Esteri Abu Bakr al-Qirby, ritratto qui sopra), non fanno che infuriare sempre di più gli esponenti del fronte delle opposizioni e del gruppo Giovani per la Rivoluzione, che denunciano la tutela americana, israeliana e saudita sulle istituzioni di quello che formalmente sarebbe uno Stato indipendente e che loro vorrebbero far diventare un paese libero e autonomo.
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