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giovedì 12 agosto 2021

Fallisce nel villaggio di Shwaya il tentativo di un collaborazionista sionista di aizzare una folla drusa contro coraggiosi militanti di Hezbollah!

 

I villaggi di confine in generale, sunniti drusi cristiani e sciiti contribuiscono tutti alla prima linea di difesa del Libano contro qualsiasi invasione israeliana e alla fine fanno parte dei piani di resistenza.

Shwaya, che sembra essere un villaggio a maggioranza drusa, è uno dei tanti villaggi di confine in Libano e capita che la sua campagna sia una perfetta area di sosta per missili da 122 mm verso il bersaglio designato da Hezbollah. E in questa luce, ha operato un lanciarazzi Hezbollah nascosto.

L'operazione di lancio di razzi di Hezbollah ha apparentemente coinvolto circa 8 individui distribuiti in due gruppi. Uno è responsabile del lanciatore, mentre l'altro è responsabile della protezione di esso e del suo percorso verso l'area di tiro e ritorno.

Al gruppo è stato ordinato da Hezbollah di sparare esattamente 20 razzi, e questo è il numero effettivo che è stato sparato. Il lanciatore aveva più razzi, ma erano extra e non destinati al lancio.

Dopo l'operazione, il camion ha lasciato l'area, indisturbato dall'IDF.

sabato 11 agosto 2018

Che cosa ci possiamo aspettare dalla battaglia per Idlib?

Le foto della preparazione per la liberazion di Idlib continuano ad arrivare, senza sosta.

Colonne di 'tecniche' (fuoristrada e pickup equipaggiati con cannoncini, lanciarazzi, mitragliere...), di camion che trasportano carri armati, blindati per truppe, cingolati antiaerei muniti di cannoncino quadruplo...continuano a venire postate e pubblicate online.

mercoledì 27 settembre 2017

Il Colle di Al-Sultan in Provincia di Taizz colpito da un razzo pesante "Zelzal-2"!

Il razzo pesante "Zelzal-2" é l'arma balistica di produzione autonoma yemenita maggiormente usata per combattere gli invasori sauditi e i loro lacché vendipatria yemeniti e mercenari africani e pachistani all'interno dei confini dello Yemen.

Infatti per colpire obiettivi direttamente su terreno saudita i missilisti dell'Esercito di Sanaa e i combattenti dei Comitati Popolari Ansarullah preferiscono usare i più poderosi Qaher e Borkan.

giovedì 21 settembre 2017

Razzo pesante "Zelzal" di produzione yemenita colpisce gli invasori sauditi e alleati nella Provincia di Taizz!

Ancora una volta i provetti artiglieri dell'Esercito Yemenita, aiutati dai combattenti dei comitati popolari (Ansarullah) sono riusciti a infliggere perdite pesanti alla coalizione di invasori che dal marzo 2015 ha colpito crudelmente il loro paese, prima bombardandolo, poi occupandone una parte.

Un razzo pesante da battaglia modello "Zelzal-2", costruito autonomamente nelle officine della Guardia Repubblicana, é stato lanciato con successo contro forze di invasione e loro fiancheggiatori che si trovavano nella zona di Al-Hemeli, in Provincia di Taizz.

domenica 28 maggio 2017

Oggi come ieri L'ORGANO DI STALIN PORTA LA GUERRA NEL CAMPO DEL NEMICO!!!

Un classico del thrash metal per un "classico" della tecnologia militare sovietica e russa: il lanciarazzi multiplo, sviluppato a partire dagli anni '20 e '30 (un elemento dalla molto poco conosciuta cooperazione tra Repubblica di Weimar e URSS) e usato per la prima volta nel 1941 poco distante da Mosca é diventato oltre che una parte indispensabile dell'ordine di battaglia di ogni esercito russo o alleato o cliente della Russia, un vero e proprio simbolo.

 Già vedere un singolo MRL aprire il fuoco contro il nemico é uno spettacolo mozzafiato, ma assistere a una volata lanciata da più batterie è qualcosa di veramente grandioso ed eccezionale; vi offriamo questo spettacolo grazie a un video esclusivo, per il quale ringraziamo come al solito i nostri preziosi contatti siriani.

mercoledì 15 febbraio 2017

Al Nusra vende armi all'ISIS! Cargo di proiettili e razzi sequestrato nell'Est della Provincia di Hama prima della compravendita tra takfiri!

Un carico di munizioni spedito dai takfiri di Al Nusra a quelli dell'ISIS; una trattativa quantomeno inusuale, ma significativa, perché dimostra che (come abbiamo sempre sostenuto noi, del resto) un certo grado di cooperazione esista tra i diversi gruppi takfiri attivi in Siria (come del resto é logico che sia, visto che sono finanziati dalle stesse entità e agiscono per gli stessi padroni, cioé gli Usa e il regime ebraico di occupazione).

lunedì 20 luglio 2015

Immagini della distruzione della torre saudita di Al-Hasira!

Proponiamo al nostro pubblico una brevissima sequenza filmata che immortala il preciso momento in cui la torre di osservazione saudita di Al-Hasira, nella Provincia di confine di Jizan, é stata colpita crollando sotto l'impatto dei razzi Grad e Zelzal lanciati dalle truppe yemenite dichiaratesi per la Rivoluzione Nazionale e dai combattenti dei Comitati Popolari loro alleati. Questo nostro sforzo si inserisce nel tentativo di offrire a voi, che siete un pubblico sempre più numeroso, attento, fidelizzato, che in certi casi segue questo nostro outlet informativo e giornalistico fin dalla sua creazione ormai quasi cinque anni fa, contenuti sempre più integrati e multimediali, sperando in un prossimo (ma non troppo lontano) futuro, di riuscire a produrne in proprio.

domenica 19 luglio 2015

Razzi e missili di Sanaa continuano a piovere sulle basi militari saudite! Distrutto punto d'osservazione ad Al-Hasira!

Con l'offensiva aerea saudita che si avvicina ai quattro mesi di durata, senza che per questo gli obiettivi militari di Casa Saoud siano un solo centimetro più vicini a realizzarsi, l'Esercito Yemenita dichiaratosi per la Rivoluzione e i combattenti dei Comitati Popolari hanno lanciato un nuovo attacco con razzi Grad, Zelzal e FROG contro installazioni militari del regime di Riyadh.

La base saudita di Al-Moazab é stata colpita dieci volte e quella di Al-Khoube almeno sei, secondo quanto riportato dal Brigadier Generale Sharaf Luqman in una conferenza stampa nella giornata di ieri; ambedue le installazioni hanno riportato 'gravi danni' mentre la torre d'osservazione di Al-Hasira, nella Provincia di Jizan, é stata a sua volta colpita e 'completamente distrutta'.

martedì 30 giugno 2015

Collasso totale per le forze terroriste intorno a Daraa!

Intorno a Daraa l'Esercito Siriano e le sue formazioni ausiliarie hanno eliminato 30 terroristi recuperando il completo controllo della fascia circostante la centrale elettrica; i morti identificati erano quasi tutti giordani e sauditi, anche 3 'tecniche' armate di cannoncini e due furgoni con installati sopra lanciamissili TOW sono state distrutte.

Un bombardamento di 'Grad' vicino alla Moschea di Omar ha distrutto altre due 'tecniche' e un furgoncino armato di lanciamissili americano, i razzi sono arrivati con precisione sul trio di veicoli in quanto osservati e diretti dalla popolazione locale, esasperata dalla presenza dei terroristi.

sabato 27 giugno 2015

I razzi dello Yemen continuano a volare sulle basi saudite a tre mesi dall'inizio dell'attacco di Riyadh!

Forze dei Comitati Popolari e dell'Esercito Yemenita hanno lanciato dozzine di razzi 'Grad' da 122mm contro installazioni militari saudite nelle province di Najran e Jizan.

Sono ormai tre mesi che il piccolo paese della Penisola Araba viene sottoposto a continui bombardamenti da parte del regno wahabita di Riyadh e dai suoi miserabili alleati, tuttavia la capacità militare di Sanaa non sembra essere stata intaccata.

Tutto il confine yemeno-saudita é sotto il controllo delle forze Houthi e delle brigate dell'Esercito dichiaratesi per la Rivoluzione, come testimoniano i continui raid e le incursioni che si sono spinte anche dozzine di chilometri in profondità nel territorio saudita.

giovedì 25 giugno 2015

Sessantaquattro razzi yemeniti colpiscono le basi militari saudite a Qa'em, Nahoofa, Al-Zoor e Salh!

Installazioni militari saudite nella Provincia di Asir e di Najran a Qa'em, Nahoofa, Al-Zoor e Salh sono state colpite da un torrente di razzi da 122mm modello 'Grad' lanciati dalle forze congiunte dei Comitati Popolari yemeniti e dell'Esercito di Sanaa dichiaratosi per la Rivoluzione.

36 razzi sono caduti sulla  base di Qa'em, di gran lunga la struttura più importante tra quelle nominate, mentre i restanti 28 sono stati suddivisi tra gli altri tre bersagli. Non é disponibile un bilancio preciso dei danni inferti all'apparato militare saudita, ma appare credibile che essi siano stati ingenti.

mercoledì 17 giugno 2015

Quaranta razzi e missili yemeniti piombano sulla base saudita di Amish, vicino a Dhaharan!

Esercito yemenita e Comitati Popolari hanno ancora una volta unito le forze lanciando 40 razzi Grad e Zelzal e alcuni razzi da battaglia FROG-7/Luna-M contro l'installazione militare saudita di Al-Amish, vicino a Dhaharan nella provincia meridionale dell'Asir.

Come al solito non vi sono dichiarazioni ufficiali da parte saudita (come sempre quando le forze di Riyadh vengono sottoposte a improvvisi e devastanti attacchi di sorpresa) ma fonti di Sanaa parlano di alcune dozzine di militari nemici uccisi e diversi veicoli danneggiati e distrutti.

giovedì 4 giugno 2015

'Zelzal' e 'Grad' yemeniti continuano a piovere sulle basi saudite! Colpite Mazhaf e Zahran Sud!!

I crudeli e insensati bombardamenti sauditi sullo Yemen non piegano la volontà di Resistenza del piccolo, coraggioso paese della Penisola Araba, che continua a impiegare al meglio le sue risicate forze armate, provate da lunghi anni di disordini interni, colpendo senza requie le basi e le strutture militari a Nord del confine.

Almeno 30 razzi pesanti hanno colpito la base militare di Zahran Sud, località della provincia di Asir, causando ingenti danni all'installazione. Quasi contemporaneamente un'altra raffica di 'Grad' e 'Zelzal' (i lanciarazzi 'artigianali' di produzione propria yemenita) sono piovute sul centro di comunicazioni militari di Mazhaf, nella regione di Jizan.

sabato 15 novembre 2014

Gli Sciiti Houthi cacciano Al-Qaeda dalla zona di Khobza usando i lanciarazzi 'Katyusha' e l'artiglieria!!

Ancora buone notizie dallo Yemen dove oramai i combattenti sciiti di Ansarullah sembrano proprio avere "ingranato la quarta" e procedere inesorabilmente alla bonifica di ogni angolo di 'Arabia Felix' sotto il loro controllo dall'infestazione qaedista foraggiata dai petrodollari di Riyadh e usata dal Nobel per la Guerra di Washington come scusa per riempire di droni e robot-assassini i suoi cieli.

Questa volta i militanti Houthi hanno scacciato i lacché di Casa Saoud dall'area di Khobza, nei dintorni della città di Radaa, dopo un intensissimo combattimento che li ha visti ricorrere a lanciarazzi multipli di tipo 'Grad' (colloquialmente noti come 'Katyushe', per l'associazione col più classico modello di MRL russo della 2a Guerra Mondiale) e all'artiglieria pesante.

Questo dimostra due cose: prima di tutto che il livello medio di 'alfabetizzazione militare' di Ansarullah si é alzato drammaticamente visto che per usare correttamente questi armamenti pesanti non bastano lo zelo e la buona volontà (vedi i takfiri in Siria e Irak che si ammazzano a dozzine quando cercano di usare qualche mezzo sottratto agli Eserciti regolari). Secondariamente che almeno una parte dell'Esercito yemenita é passato a sostenere attivamente la milizia sciita.

I terroristi wahabiti, messi in fuga dal torrente di fuoco, si sono rifugiati nella zona di Yakla, sul confine con la Provincia di Marib.

domenica 2 novembre 2014

Come l'Asse della Resistenza é passato dal "mandare pesci" a Gaza a insegnare ai Palestinesi a "pescare" per conto proprio!

"Dai un pesce a un uomo, e questi mangerà per un giorno; insegnali a pescare e si sfamerà per tutta la vita". 

La veridicità di questo adagio é esemplificata dai progressi delle organizzazioni armate palestinesi che nel corso di meno di un decennio sono passate dal dover dipendere dalla solidarietà dell'Asse della Resistenza per i loro rifornimenti di razzi con cui difendersi dalle aggressioni sioniste a riuscire autonomamente (grazie agli insegnamenti forniti dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana, dal corpo di artiglieria dell'Esercito Siriano e dagli Hezbollah libanesi) a fabbricare vettori in grado di arrivare a Tel Aviv, a Gerusalemme e persino ad Haifa.

La Resistenza palestinese iniziò a colpire obiettivi sionisti dalla Striscia di Gaza con l'Intifada delle Moschee: inizialmente il bersaglio principale era Sderot, insediamento illegale preso di mira con razzi rudimentali e colpi di mortaio.

La Guerra d'Estate tra sionisti ed Hezbollah, nel 2006, fece apparire evidente ai Palestinesi, che intanto nel 2004 erano riusciti a cacciare gli occupanti sionisti dalla Striscia, come un forte arsenale di razzi fosse un'arma potente tanto dal punto di vista militare quanto da quello politico; nessun elemento della guerra di otto anni fa rese evidente la totale sconfitta sionista quanto il fatto che "i razzi continuavano ad arrivare" sulla Galilea Occupata fino all'ultima ora prima dell'Armistizio.

Un programma di addestramento venne subito lanciato dalle potenze dell'Asse della Resistenza: militanti palestinesi uscivano dalla Striscia, viaggiavano fino al Libano o alla Siria e qui venivano 'presi in consegna' da ufficiali dell'IRGC iraniana, che li portavano nella Repubblica Islamica e li istruivano sulle basi della balistica, sulla chimica dei materiali necessari ai razzi, e controllavano il loro apprendimento facendogli costruire razzi di prova che poi venivano lanciati in zone deserte.

I punti di arrivo di quei razzi venivano accuratamente segnalati e riportati e gli 'studenti' venivano incoraggiati a produrre 'rose' di impatti sempre più ristrette e precise. In seguito altri 'corsi' vennero istituiti in Siria e persino quando si verificarono incidenti (anche con feriti) Assad non fece mai venire meno il suo appoggio a quelle iniziative.

Ma i razzi prodotti a Gaza erano di cattiva qualità e quindi si iniziò un programma di rifornimento via mare e via tunnel, con i vettori iraniani e siriani che venivano spostati in Sudan, poi in Egitto e qui attraversavano il Sinai fino a Gaza oppure venivano caricati su imbarcazioni che poi gettavano contenitori ermeticamente chiusi in mare in zone accuratamente scelte, dove le correnti li avrebbero spinti verso le spiagge della Striscia fino a che un semplice sommozzatore fosse stato in grado di identificarli e trascinarli a riva.

Ma i razzi, soprattutto i modelli più potenti e a lungo raggio, erano molto ingombranti e scomodi da trasferire, persino se smontati in tanti componenti, il loro propellente poi rischiava di deteriorarsi nel lungo viaggio, quindi la parte di know-how e addestramento non venne mai interrotta.

A Gaza arrivavano componenti critici ma tutto quello che i Palestinesi potevano costruirisi o prodursi da soli veniva incoraggiato e anzi aumentato: dapprima i razzi venivano rimontati a Gaza e riempiti di propellente fabbricato in loco, poi fu la volta dell'esplosivo, in breve, quando la metallurgia delle officine clandestine fu abbastanza avanzata, anche gli involucri dei razzi (di certo la parte più pesante e ingombrante) vennero fatti realizzare a Gaza.

Questa scelta si rivelò vincente con la caduta di Mubarak: il dittatore egiziano era un servo di Israele e Washington ma il suo regime aveva il 'bonus' di essere corrottissimo, quindi per ben finanziati ufficiali di Hezbollah e dell'IRGC era facile trovare il modo con adeguate 'mazzette' di far passare nel Sinai o nei porti egiziani i carichi.

Il regime ikhwanita di Morsi si adoperò subito per ostacolare in ogni modo i transiti di componenti per razzi, su ordine dei suoi padroni di Doha che volevano escludere l'Iran dalla scena della Resistenza Palestinese, ma per allora Gaza era già in grado di fabbricare da sola razzi quasi avanzati come i migliori disponibili a Siria e Iran e la dimostrazione ci fu dopo la Guerra degli Otto Giorni nel 2012, quando l'intero arsenale di razzi sparati contro obiettivi ebraici venne non solo ricostituito ma addirittura aumentato in pochissimo tempo.

Nell'ultima Guerra di Gaza, al contrario di quella precedente, non solo i razzi Fajr "di importazione" erano in grado di raggiungere Tel Aviv, ma anche i loro equivalenti 'locali, come gli M-75, i Buraq-70, i Buraq-100. Senza tutti i costi di trasporto e addentellati vari i razzi 'Made in Gaza' sono estremamente più economici e la quantità prodotta può aumentare esponenzialmente.

Tanto per fare un esempio, un razzo Type-107 quando veniva contrabbandato poteva richiedere la spesa di 800 dollari usa, mentre un razzo identico fatto a Gaza costa un ottavo di quella cifra. Un Fajr-5 in grado di arrivare all'Aeroporto Ben Gurion costava 15.000 $, un razzo fatto a Gaza con le stesse caratteristiche appena 5.000.

Gli esperti in grado di manipolare le sostanze chimiche, i metalli, le componenti di precisione necessarie a queste armi sono tra gli 'assetti' più gelosamente custoditi dalle Brigate della Resistenza, forse anche più dei comandanti. Ogni volta che si recano al lavoro vengono prelevati da militanti armati di sicura fiducia e portati ai laboratori sotterranei della loro organizzazione bendati, in maniera che anche se venissero catturati (Dio non voglia) non potrebbero nemmeno rivelare la posizione del loro luogo di lavoro.

sabato 12 luglio 2014

Beersheba, Tel Aviv e Gerusalemme occupata costantemente sotto il fuoco dei razzi palestinesi! Gaza non si piega!!

Sono oramai sei giorni che i bombardamenti sionazisti infuriano su Gaza ma la determinazione del suo popolo a resistere e a far pagare il massimo prezzo al regime sionista non si é affievolita per nulla, anzi, più si alza il bilancio dei martiri civili e militari e più aumenta in raggio e intensità la risposta palestinese.

Una salva di  ben quindici razzi 'Grad' da 122 millimetri sono piovuti su Beersheba nel Negev mentre una jeep militare sionazista si é rovesciata mentre cercava di evitare razzi palestinesi in arrivo: a Beersheba si é registrato un ferito gravissimo mentre i due militari sulla jeep sono morti.

Una grande esplosione si é sentita nella zona di Ghoush Dan a Tel Aviv mentre quattro razzi M-75 sono piovuti dritti sull'aeroporto di Tel Aviv danneggiandone le strutture. Ancora una volta i sistemi di 'intercettazione' sionisti si sono dimostrati perfettamente inutili a bloccare i vettori palestinesi.

venerdì 11 luglio 2014

L'arsenale di razzi della Resistenza palestinese: cronaca di un successo senza precedenti!!

Ancora una volta troviamo utilissimo un articolo pubblicato sul sito-web del Partito Socialista della Nazione Siriana che fa il punto sulle risorse balistiche a disposizione dei gruppi armati della Resistenza Palestinese attualmente impegnati a far pagare il massimo prezzo: umano, economico e militare, al regime giudaico di occupazione per la sua ingiustificata aggressione militare contro la Striscia di Gaza.

Possiamo immaginare l'arsenale balistico della Resistenza Palestinese come una Ziqqurat o un Teocalli, una piramide a gradoni di cui ogni scalino rappresenta un maggiore livello di raggio d'azione e letalità della testata, con il caveat che tanto più potenti diventano i razzi in tanti meno esemplari sono disponibili.

Alla base vi sono i razzi artigianali (Qassam, Al-Quds, Nasser...) costruiti con materiali di recupero e il cui propellente e la cui testata esplosiva sono ricavati da basi tanto comuni quanto facilmente reperibili (fertilizzanti, insetticida, detergenti, persino zucchero...) queste armi per quanto poco precise e di raggio limitato sono importanti perché permettono di saturare le inefficienti ed erratiche 'difese' sioniste tipo 'iron dome'.

Al secondo livello stanno i razzi 'Grad' da 122mm...inzialmente di totale importazione esterna (tramite Hezbollah, Siria, Iran e Sudan) piano piano le conoscenze e le tecniche di costruzione e assemblaggio di vettori simili sono state trasferite nella Striscia e ora si può affermare con ragionevole sicurezza che razzi intermedi da 107, 120, 122 e 150mm sono nelle possibilità costruttive della Resistenza, anche se magari certi materiali devono venire portati da fuori (comunque é più facile portare materiali sciolti piuttosto che ingombranti razzi pre-assemblati).

Poi vi sono gli M-302, di origine iraniana ma raffinati e perfezionati in Siria che hanno permesso di cambiare l'equazione strategica e di mettere nel raggio della Resistenza Palestinese obiettivi come Gerusalemme e Tel Aviv. Con 40 chili di testata e 100-120 Km di raggio queste armi sono l'ossessione dei politici sionisti che ne temono il grande potenziale pratico e psicologico.

Infine abbiamo i Fajr-5, elaborazione iraniana di un razzo cinese capaci di portare 80 Kg di esplosivo a 150 Km di distanza, grazie a queste armi nessuna località delle terre occupate dal '48 può più dirsi 'al sicuro' dalla rappresaglia armata di Gaza. Si spera, nel prossimo futuro che anche gli M-302 e i Fajr possano venire autonomamente prodotti nella Striscia.

mercoledì 9 luglio 2014

Ventuno morti e cento feriti a Gaza: Sionisti! Pagherete Caro, PAGHERETE TUTTO!!

Il bilancio dei continui bombardamenti sionazisti contro la popolazione civile di Gaza é costantemente salito durante tutta la giornata fino a raggiungere la cifra di ventuno morti, l'ultimo confermato solo pochi minuti fa e oltre cento feriti.

Proprio per suscitare il massimo di consapevolezza nei nostri lettori abbiamo deciso di pubblicare la fortissima immagine d'apertura: nel continuo sgranarsi di cifre riguardo le vittime palestinesi può sembrare che i 'feriti' siano quasi una perdita 'minore' quando invece in molte occasioni sono proprio i feriti a invidiare, letteralmente, i morti.

Abbiamo però anche buone notizie: ormai sono oltre cento i razzi scagliati dalle brigate della Resistenza armata contro l'occupazione ebraica e, nonostante gli sforzi del deficitario e costosissimo sistema 'iron dome' ormai molti sono caduti sui sobborghi di Tel Aviv, dove le sirene risuonano in continuazione e ogni attività é ormai impossibile.

martedì 8 luglio 2014

ORMAI E' GUERRA!!! Altri sette civili palestinesi massacrati dai sionisti: quaranta razzi colpiscono fino ad Ashdod!!!

Dopo mesi e mesi di stillicidio, di provocazioni, di aggressioni e bombardamenti da parte sionista é tornato ormai ufficialmente lo stato di aperta ostilità tra l'entità di invasione ebraica e l'enclave di Gaza liberata dall'eroica resistenza armata del Popolo di Palestina.

Da stamane oltre dodici bombardamenti aerei si sono succeduti contro bersagli esclusivamente civili in una serie di 'Terrorangriff' che dovrebbero spezzare la solidarietà tra la popolazione della Striscia e le organizzazioni armate.

Ma i boia di Tel Aviv non hanno fatto bene i loro conti visto che da tutte le sezioni della società di Gaza si leva alto e forte il richiamo alla Resistenza affinché faccia pagare un alto prezzo ai sionazisti per i loro crimini.

Finora sono sette i morti e venticinque i feriti tra i civili palestinesi, ma sono oltre quaranta i razzi, molti dei quali a lungo raggio, che sono piovuti indisturbati su obiettivi nei territori del '48, giungendo fino ad Ashdod.

Quando la Resistenza deciderà di tirare fuori i vettori di maggio calibro e gittata nemmeno Yafo e Tel Aviv saranno più al sicuro!