Il Partito Socialista della Nazione Siriana, formazione politica attiva in Libano, in Siria e anche in Palestina (dove le sue Brigate hanno recentemente preso parte ai combattimenti di Gaza) e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale, storica formazione della Resistenza, hanno istituito un programma di interventi sanitari gratuiti per gli abitanti dei campi profughi palestinesi in Libano.
Sappiamo che pur presenti da oltre settant'anni nel Paese dei Cedri a causa di resistenze da parte dei partiti conservatori (che 'temono' l'aumento della minoranza palestinese) i profughi non godono di nessun diritto nel paese che li ospita, nemmeno quello all'assistenza sanitaria, che viene malamente e sporadicamente gestita dalla Croce e Mezzaluna rossa e dall'UNWRA.
Domenica 26, dalla mattina fino alle 13, gli abitanti di Shatila potranno valersi dei consulti, delle diagnosi e delle prescrizioni del personale medico fornito dalle due organizzazioni, che distribuirà anche presidi farmaceutici secondo le necessità dei profughi.
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sabato 25 ottobre 2014
Lodevole iniziativa di solidarietà verso i profughi palestinesi in Libano dell'SSNP e del PFLP-GC
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sabato 12 gennaio 2013
Roknabadi dichiara: abbiamo le prove che nostri diplomatici siano da oltre trent'anni prigionieri di Tel Aviv!
Trent'anni di prigionia in mano al regime ebraico di occupazione: questo il fato di Ahmad Motevaselian, Seyyed Mohsen Mousavi, Taqi Rastegar Moqaddam e Kazem Akhavan, inviati diplomatici di Teheran in Libano, risucchiati dal gorgo della Guerra Civile Libanese il 4 luglio 1982 quando furono sequestrati da una milizia fascista maronita, sotto il comando del noto criminale di guerra Samir Geagea e prontamente "ceduti" alle forze armate sioniste, che in quel periodo occupavano il Paese dei Cedri.
Questa la ricostruzione fatta dall'attuale ambasciatore della Repubblica Islamica a Beirut, Ghazanfar Roknabadi, nel corso di un appello pubblico col quale ha invitato le organizzazioni internazionali, in specie la Croce Rossa, di rinnovare gli sforzi per accertare la loro esistenza in vita e organizzare la loro liberazione o in altro caso almeno la restituzione delle spoglie. Yorg Montani, Capo del Comitato della Croce Rossa in Libano, ha assicurato la propria collaborazione.
Nel corso degli anni il criminale Geagea ha dato versioni differenti e contrastanti dell'avvenimento, dapprima sostenendo di avere consegnato gli iraniani ai suoi 'padrini' e protettori sionisti, in seguito rinnegando quanto detto e sostenendo invece di averne visto i corpi, vittime di un'esecuzione sommaria di cui non ha indicato gli autori. Dopo la sua vittoria contro il tentativo di invasione sionista dell'estate 2006 il movimento di Resistenza sciita Hezbollah aveva provato a includere la liberazione dei quattro diplomatici iraniani nelle condizioni per il ritiro delle truppe di Tel Aviv, ma senza successo.
Questa la ricostruzione fatta dall'attuale ambasciatore della Repubblica Islamica a Beirut, Ghazanfar Roknabadi, nel corso di un appello pubblico col quale ha invitato le organizzazioni internazionali, in specie la Croce Rossa, di rinnovare gli sforzi per accertare la loro esistenza in vita e organizzare la loro liberazione o in altro caso almeno la restituzione delle spoglie. Yorg Montani, Capo del Comitato della Croce Rossa in Libano, ha assicurato la propria collaborazione.
Nel corso degli anni il criminale Geagea ha dato versioni differenti e contrastanti dell'avvenimento, dapprima sostenendo di avere consegnato gli iraniani ai suoi 'padrini' e protettori sionisti, in seguito rinnegando quanto detto e sostenendo invece di averne visto i corpi, vittime di un'esecuzione sommaria di cui non ha indicato gli autori. Dopo la sua vittoria contro il tentativo di invasione sionista dell'estate 2006 il movimento di Resistenza sciita Hezbollah aveva provato a includere la liberazione dei quattro diplomatici iraniani nelle condizioni per il ritiro delle truppe di Tel Aviv, ma senza successo.
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domenica 15 aprile 2012
Ashraf al-Qudra avverte: "L'assedio sionista priva i pazienti di Gaza di farmaci essenziali!"
Il Dr. Ashraf al-Qudra, portavoce del Ministero della Salute di Gaza ha lanciato l'allerta per un nuovo, imprevisto impoverimento delle scorte di farmaci e medicinali nei magazzini del ghetto palestinese assediato, dove circa 180 tipi di preparati e poco più di 200 tipi di generi consumabili sono pressoché esauriti tra gli scaffali del Direttorato Generale per la Farmacia.
Qudra ha affermato che la deteriorazione della situazione é di certo la più grave tra tutte quelle sperimentate finora nella Striscia costiera confermando come l'assedio sionista abbia i suoi effetti più immediati e devastanti proprio contro la fascia più bisognosa e indifesa della popolazione palestinese, quella dei malati e dei ricoverati. Oltre ai farmaci attualmente esauriti o quasi esauriti altri 150 tipi di medicinali lo saranno entro i prossimi 90 giorni, se non vengono prese misure efficaci e risolutive.
Insieme alla situazione dell'energia elettrica, che coi suoi frequenti ammanchi e blackout mette in pericolo il funzionamento di apparecchiature salvavita, la penuria di farmaci e medicine é sicuramente il problema più grande della Striscia assediata, problema che si riflette soprattutto su malati cronici bisognosi di terapie regolari e prolungate per migliorare la propria qualità della vita. Al-Qudra ha espresso la speranza che il Comitato Internazionale della Croce e Mezzaluna Rossa e l'Organizzazione Sanitaria Mondiale si incarichino di affrontare rapidamente l'emergenza.
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martedì 1 marzo 2011
Il Ministero della Salute di Gaza: "Entro 90 giorni l'assedio sionista ci avrà riportato indietro di secoli!"
La Croce rossa internazionale ha promesso che provvederà al "necessario sostegno e supporto" al settore sanitario della Striscia di Gaza, le cui condizioni, in conseguenza della brutale e insensata insistenza di Israele nella sua politica sanzionatoria al limite della persecuzione, sono perennemente in bilico sull'orlo del disastro.
Il Dr. Madhat Abbas, Direttore generale del Centro medico Al-Shifa, il più grande ospedale della Striscia, ha dato il benvenuto al Direttore delle Operazioni della Croce rossa in Medio Oriente, Beatrice Megevand Roggo, accompagnata da un entourage che comprendeva, fra gli altri, Arafat Sulaimani, Capo-missione della Croce rossa internazionale a Gaza e il Manager del Programma sanitario di Gaza Curley Clark.
Il Ministero della Salute del legittimo Governo di Hamas ha annunciato che ben 147 farmaci di base e 152 generi di attrezzature e provviste mediche sono "totalmente esauriti" e che 65 farmaci e 148 generi accessori e provviste si esauriranno entro 90 giorni; "a quel punto a Gaza sarà impossibile fornire alcun genere di prestazione sanitaria, l'assedio dello Stato ebraico ci avrà fatto tornare all'epoca della medicina pre-moderna".
Ma la responsabilità per la crisi sanitaria di Gaza non ricade solo sul regime dell'Apartheid, una parte infatti va addebitata a Fatah e al cosiddetto 'governo di Ramallah', che intercetta la maggior parte delle spedizioni di materiale sanitario dirette alla Striscia e vi fa sopra una "generosa cresta"; tanto per fare un esempio, dei medicinali inviati a Gaza nel corso del 2010 Fatah e il suo 'governo' ne hanno trattenuto il 63%.
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