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martedì 8 settembre 2015

Il Qatar ospita meeting di ricercati irakeni nell'evidente tentativo di istigarli contro Bagdad!

Una vera e propria 'convention' di pendagli da forca e ceffi da galera si é tenuta recentemente a Doha, in Qatar, e non parliamo di una riunione di famiglia di Casa Al-Thani! Il meeting di cattivi soggetti infatti riguardava ricercati appartenenti al partito di Saddam Hussein e al suo regime, che si sono dati alla macchia dopo il 2003 (spesso scappando con grandi quantità di denaro o attingendo a conti segreti aperti negli emirati del Golfo Persico).

Alla riunione partecipavano anche esponenti dei servizi segreti qatarioti (creatori e finanziatori dell'ISIS), della famiglia reale Al-Thani e di altre agenzie e Governi del GCC; insomma una bella collezione di burattini e burattinai del terrorismo takfiro che da anni imperversa tra Mesopotamia e Siria, per eseguire gli ordini di Washington e Tel Aviv!.

venerdì 30 gennaio 2015

Hariri e i suoi alleati non conoscono vergogna! Agitano lo spauracchio "dell'ISIS" per far entrare gli Usa in Libano!!

L'Alleanza 14 Marzo, carrozzone di vendipatria, mafiosi, filowahabiti e altre bestie feroci del panorama politico libanese, nominalmente guidata dal Renzo Bossi del Paese dei Cedri, Saad Hariri, non conosce veramente alcuna decenza e alcun senso di vergogna. Con il Libano assediato da Est e da Sud, rispettivamente dai takfiri agli ordini di Washington e dalle truppaglie del regime giudaico, con la Resistenza nazionale impegnata in prodigi di valore e abnegazione per combattere la peste estremista in Siria e l'arroganza sionista nel Golan e nelle Fattorie di Sheba (terra libanese ancora invasa e occupata), i politicanti disingenui e ipocriti di Hariri ne 'approfittano' per cercare di aprire surrettiziamente la porta a nuove influenze imperialiste a Beirut, con la 'scusa' di una possibile minaccia dell'ISIS!

lunedì 29 aprile 2013

Al Cairo dimostranti denunciano le ingerenze qatariote in Egitto: "Al-Thani, qui non sei gradito!"

Con una imponente manifestazione nel corso della quale la bandiera dell'Emirato di Doha é stata associata al vessillo sionista ed é stata a più riprese con esso calpestata e data alle fiamme migliaia di cittadini egiziani hanno serrato d'assedio l'ambasciata del Qatar rendendo ben chiaro al corpo diplomatico asserragliato al suo interno, protetto da uno spesso cordone di sicurezza di gendarmi antisommossa, quanto i tentativi dell'Emiro Al-Thani e famiglia di influenzare in senso filo-wahabita la politica interna egiziana anche attraverso la grande ricchezza dei suoi petrodollari, non siano affatto apprezzati o graditi da una larga fetta di popolazione.

All'inizio del 2013 il Qatar aveva offerto due miliardi e mezzo di dollari al Cairo come "aiuto" contro la sua crisi monetaria (500 milioni di prestito e due miliardi di deposito, eventualmente raddoppiabili in seguito); l'offerta aveva scandalizzato l'opinione pubblica legata ai partiti  di opposizione che aveva gridato al tentativo di Doha di "comprare" la Rivoluzione egiziana.

Il fatto che la bandiera qatariota sia stata associata a quella israeliana nel corso della protesta deriva dal servizio che Doha sta rendendo a Tel Aviv nel corso degli ultimi due anni, foraggiando e sostenendo i terroristi qaedisti attivi in Siria nel tentativo di abbattere il legittimo Governo del Presidente Assad, avversario implacabile del regime ebraico di occupazione della Palestina.

sabato 19 maggio 2012

Nonostante il diluvio di Hasbara, Israhell é meno popolare della Korea del Nord e del Pachistan!

Secondo un sondaggio condotto tra dicembre 2011 e febbraio 2012 su un campione di 24.090 intervistati in tutto il mondo occidentale il regime ebraico di occupazione della Palestina é risultato lo Stato meno popolare in assoluto, superando persino nazioni che sono vittima di costanti e continue campagne di denigrazione mediatica e tutto ciò nonostante i torrenti di propaganda commissionata dalla ricchissima e potentissima lobby filoisraeliana che ha in mano tutti i maggiori outlet di informazione mainstream e tiene alla catena quasi tutti i governi del continente.
Il 55 per cento degli intervistati ha dichiarato di ritenere che il regime dell'apartheid sia un fattore negativo ed eserciti una influenza maligna e nociva nel mondo, il 51 per cento ha detto la stessa cosa del Pachistan e il 50 per cento della Nord Korea. Il risultato é cresciuto di ben otto punti rispetto allo scorso sondaggio quando "solo" il 47 per cento degli intervistati si pronunciò negativamente nei confronti del regime ebraico. L'unico paese in cui una considerevole fetta di intervistati si é dichiarata favorevolmente nei suoi confrotni sono stati gli Usa e anche lì la percentuale é risultata in calo rispetto all'ultimo rilevamento mentre coloro che hanno espresso opinioni negative su Tel Aviv sono cresciuti sensibilmente.
Altri due paesi con opinioni favorevoli su Israhell sono stati il Kenya e la Nigeria, a causa dell'attività di predicatori evangelici americani che diffondono in quei paesi africani il 'sionismo cristiano' per incitare dissidi etnico-religiosi e scatenare scontri e violenze che possano "giustificare" le politiche di ingerenza militare americane e israeliane, contro le quali abbiamo già più volte lanciato l'allarme da queste pagine. In Francia il 65 per cento degli intervistati ha condannato Israele, in Germania il 69 per cento, in Inghilterra il 68 per cento e in Australia il 65.
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giovedì 5 maggio 2011

Il Generale Jafaari: "Riyadh inviando truppe in Bahrein ha commesso grave errore, di cui pagherà presto le conseguenze!"

Il Maggior Generale Mohammed Ali Jafaari, comandante in capo dell'IRGC, la Guardia rivoluzionaria iraniana, ha dichiarato in una intervista all'agenzia di stampa FARS che la decisione saudita di inviare truppe da combattimento nell'isola di Bahrein per aiutare la dinastia Al-Khalifa a reprimere nel sangue le manifestazioni popolari per la democrazia é stata "un clamoroso e imperdonabile errore, per cui l'Arabia Saudita pagherà presto un prezzo salatissimo".

Interrogato in merito al fatto se la decisione dell'intervento militare in Bahrein possa essere stata presa in funzione anti-iraniani Jafaari ha dichiarato che ciò é certamente possibile, visto che, nonostante lo specchiato record della Repubblica islamica nel non interferire con gli affari interni dei paesti circonvicini, le corrotte dinastie petrolifere del Golfo sono costantemente vittima della disinformazione di Washington che usa Teheran come 'uomo nero' per spaventare i pavidi sceicchi e legarli a doppio filo alle proprie ingerenze politiche e militari.

Il Comandante dell'IRGC ha sostenuto che sarebbe possibilissimo per Teheran compiere mosse simili all'intervento saudita in Bahrein, per sostenere o collocare al potere forze amiche in paesi confinanti (si pensi soltanto all'Irak), ma che la dottrina politica e diplomatica della Repubblica islamica non é interessata a tali manovre, preferendo promuovere un clima di intesa nel rispetto reciproco di libertà, autonomia e indipendenza.

Riguardo alla potenza dei rispettivi apparati militari il Maggior Generale ha detto che, nonostante le sue spese pazze in ogni sorta di hardware militare americano e occidentale l'esercito saudita rimane sempre un gradino sotto alle capacità delle forze armate iraniane: innanzi tutto perché i modelli e i sistemi d'arma che gli Stati Uniti e i loro alleati vendono ai paesi 'satelliti' non sono mai paragonabili a quelli che essi riservano alle sue truppe, con il risultato che i loro alleati si riempiono gli arsenali di attrezzature con un gap tecnologico da dieci a quindici anni rispetto alle esigenze di una forza armata moderna, secondariamente perché, se mai volessero usarle per scopi non totalmente condivisi dai loro 'benefattori' occidentali, i Sauditi si troverebbero improvvisamente senza assistenza tecnica, munizioni e parti di ricambio.

La Repubblica iraniana, invece, ha brillantemente superato ogni problema di dipendenza dall'estero mediante la vittoriosa "Jihad per l'Autonomia nella Difesa", grazie alla quale é attualmente in grado di produrre tutti i tipi di armi ed equipaggiamenti necessari alle proprie forze aeree, terrestri, navali, missilistiche e di difesa civile.


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