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sabato 10 gennaio 2015

Charlie Hebdo: lavacro (di sangue) per la "revirginazione" dell'Occidente Peggiore

L'attentato di Parigi alla redazione di Charlie Hebdo sta venendo utilizzato per una oscena operazione di propaganda in cui tutto l'Occidente Peggiore si sta immergendo come in una sorta di lavacro per assumere la parte della 'verginella dal candido manto', insidiata e afflitta da un 'Male' ove essa riversa e proietta tutte le visioni del mondo difformi e contrarie alla propria profonda ipocrisia, convenientemente omettendo di ricordarsi che la prima forza istigatrice, formatrice, finanziatrice dell'estremismo islamico takfiro, wahabita e salafita é proprio lei stessa.

venerdì 4 aprile 2014

Il Comandante in capo della Milizia Basij caustico contro l'UE: "L'Iran non accetterà mai le vostre imposizioni!"


Se un paese vuole avere buoni rapporti con Europa e Stati Uniti ecco che loro impongono certe condizioni: costruire basi militari, diffondere l'immoralità e l'oscenità, pubblicizzare l'omosessualità, diventare servi del sionismo, farsi spiare e mettere fuorilegge i giovani ed i gruppi anti-imperialisti". Queste le parole del comandante in capo del Basij, l'esercito dei volontari dell'Iran, il generale Mohammad Reza Naqdì.

Secondo quanto riferisce l'agenzia Fars il generale Naqdì ha pure biasimato l'Ue per aver criticato la pena di morte assegnata ai narcotrafficanti arrestati in Iran. "Certo, ha detto riferendosi ai paesi occidentali, hanno reso dieci volte maggiore la produzione di oppio da quando sono giunti in Afghanistan e si capisce che sono i protettori dei narcotrafficanti".

Per quanto riguarda l'istituzione di un ufficio Ue in Iran, il generale Naqdì ha assicurato: "Ciò non avverrà mai. Questa nazione non e' terra di conquista". Per quanto riguarda le condizioni per avere buoni rapporti con l'Occidente egli ha proseguito: "Ed anche se accettassimo tutte le assurde condizioni che ci impongono per aver buoni rapporti con loro, la situazione precipiterebbe.

Tutti i paesi che hanno scelto questa strada oggi si trovano in una situazione drammatica dal punto di vista del benessere, dell'economica e della politica e nessun paese ha mai raggiunto il progresso dopo essere sceso a patti con l'imperialismo".

Il generale Naqdì ha concluso: "Nel giro di 35 anni abbiamo trasformato un paese del terzo mondo in una nazione progredita in tutti i settori e ciò e' l'esito dell'indipendenza e della lotta contro l'imperialismo americano ed europeo".

sabato 19 maggio 2012

Nonostante il diluvio di Hasbara, Israhell é meno popolare della Korea del Nord e del Pachistan!

Secondo un sondaggio condotto tra dicembre 2011 e febbraio 2012 su un campione di 24.090 intervistati in tutto il mondo occidentale il regime ebraico di occupazione della Palestina é risultato lo Stato meno popolare in assoluto, superando persino nazioni che sono vittima di costanti e continue campagne di denigrazione mediatica e tutto ciò nonostante i torrenti di propaganda commissionata dalla ricchissima e potentissima lobby filoisraeliana che ha in mano tutti i maggiori outlet di informazione mainstream e tiene alla catena quasi tutti i governi del continente.
Il 55 per cento degli intervistati ha dichiarato di ritenere che il regime dell'apartheid sia un fattore negativo ed eserciti una influenza maligna e nociva nel mondo, il 51 per cento ha detto la stessa cosa del Pachistan e il 50 per cento della Nord Korea. Il risultato é cresciuto di ben otto punti rispetto allo scorso sondaggio quando "solo" il 47 per cento degli intervistati si pronunciò negativamente nei confronti del regime ebraico. L'unico paese in cui una considerevole fetta di intervistati si é dichiarata favorevolmente nei suoi confrotni sono stati gli Usa e anche lì la percentuale é risultata in calo rispetto all'ultimo rilevamento mentre coloro che hanno espresso opinioni negative su Tel Aviv sono cresciuti sensibilmente.
Altri due paesi con opinioni favorevoli su Israhell sono stati il Kenya e la Nigeria, a causa dell'attività di predicatori evangelici americani che diffondono in quei paesi africani il 'sionismo cristiano' per incitare dissidi etnico-religiosi e scatenare scontri e violenze che possano "giustificare" le politiche di ingerenza militare americane e israeliane, contro le quali abbiamo già più volte lanciato l'allarme da queste pagine. In Francia il 65 per cento degli intervistati ha condannato Israele, in Germania il 69 per cento, in Inghilterra il 68 per cento e in Australia il 65.
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venerdì 8 luglio 2011

Ahlam al-Tamimi continua con coraggio il proprio sciopero della fame!


Mentre nell'Occidente edonista e disperato i corpi femminili sono 'campi di battaglia' tra gli opposti battage delle industrie del cibo e del dimagrimento (gemelle siamesi di un dualismo perverso che ogni anno consegna migliaia di donne e ragazze ai tormenti fisici e psicologici dei disordini alimentari) nelle prigioni del Regime dell'Apartheid donne di caratura morale molto diversa si negano volontariamente il cibo come arma di protesta contro coloro che pensano di poterle privare della loro dignità umana.

Continua ad essere questo il caso della prigioniera politica Ahlam al-Tamimi, che, pur rimossa dall'isolamento con cui i carcerieri israeliani pensavano di piegarne lo spirito non ha tuttavia interrotto lo sciopero della fame, annunciando anzi che lo continuerà fino a quando non le sarà consentito di visitare il fidanzato Nizar al-Tamimi (a sua volta prigioniero politico, detenuto dal 1993 nella galera di Beersheba) e a quando non le sarà consentito di telefonare ai genitori, profughi in Giordania.

Raggiunto dalle notizie riguardanti la sua promessa sposa anche Nizar al-Tamimi é entrato in sciopero della fame. Una precedente voce secondo la quale la Tamimi avrebbe interrotto la propria misura di protesta una volta rilasciata dall'isolamento é da considerarsi falsa e destituita di fondamento, probabilmente messa in giro dai secondini sionisti nel tentativo di 'disinnescare' il circuito di solidarietà attivatosi tra la popolazione carceraria palestinese (oltre 7000 detenuti politici), specialmente quella dei membri e simpatizzanti di Hamas.
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lunedì 4 luglio 2011

La Germania fornisce di armi i tiranni del petrolio! 200 carri Leopard in arrivo per Ryiadh!


Il magazine tedesco 'Der Spiegel' ha riportato durante il week-end scorso la notizia che la Repubblica Federale Tedesca ha intenzione di vendere 200 carri armati Leopard 2A7 al regime saudita, l'ultima monarchia assoluta ancora esistente al mondo. La decisione é sorprendente e dimostra una volta per tutte che di fronte al potere del denaro ogni presunta 'remora' occidentale ad armare con ordigni avanzati le dittature e i regimi illiberali si scioglie come neve al sole, esponendo al ludibrio pubblico ogni pretesa moralistica dell'avido e ipocrita Mondo Occidentale.

L'Arabia Saudita soltanto poche settimane fa si é segnalata per aver inviato truppe in Bahrein a compiere vere e proprie stragi contro i dimostranti che a Manama, in Piazza delle Perle e altrove, dimostravano e protestavano contro il Monarca locale e la sua cricca di parenti e generali. Le altre reazionarie monarchie del Golfo si adeguarono presto, rendendosi complici di un vero e proprio bagno di sangue.
Madama Merkel cerca di risollevare l'economia tedesca vendendo armi a tiranni assassini...altre cose, invece, non potranno MAI venire 'tirate su'...
L'acquisto di potenti armamenti offensivi si accoppia alle recenti dichiarazioni del Principe Faisal secondo cui Ryiadh sarebbe interessata a dotarsi di armamenti nucleari; mosse avventate che non potrebbero che avviare una corsa agli armamenti sia convenzionali che strategici nell'area del Golfo Persico, dove già in passato le monarchie petrolifere non esitarono a sostenere Saddam Hussein nella sua guerra aggressiva contro la Repubblica Islamica dell'Iran.
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mercoledì 19 gennaio 2011

Il Mal d'Occidente: paura della democrazia (in casa d'altri)



Il leader del più importante partito politico tunisino d'ispirazione musulmana, Rasheed Gannouchi (solo omonimo del burattino di regime che ha assunto l'interim del Governo in luogo del fuggiasco Ben Ali), sta programmando il suo ritorno in patria dopo la fuga dell'ex generale che ha tenuto in mano il paese per gli ultimi 23 anni, sprofondandolo nella corruzione, nel terrore, nella violenza e nella stagnazione economica e culturale.

Se si tenessero elezioni libere e democratiche il partito di Gannouchi, il Nahda, le vincerebbe a mano salva, nonostante sia rimasto fuorilegge per oltre due decenni e tutti gli intellettuali a esso collegati siano stati perseguitati, spesso imprigionati, sovente torturati, a volte uccisi.

Ovviamente, il fatto che il Nahda probabilmente vincerebbe libere e regolari elezioni fa intuire con quanta probabilità simili elezioni non si terranno, il "Diktat" dell'Occidente capitalista e imperialista é infatti ferreo: "La Democrazia é solo per i bianchi, popoli negri e bruni non saprebbero gestirla, meglio lasciarli alle cure di qualche tiranno a noi fedele".
Vittoria schiacciante di Hamas (in verde) alle elezioni politiche palestinesi del 2006. In omaggio all'Unità nazionale Hamas accettò un Governo di larga intesa con Fatah: ne guadagnò la coltellata alla schiena del 2007...
Nelle uniche tre occasioni in cui libere e regolari elezioni si sono tenute in paesi musulmani i partiti di ispirazione religiosa non hanno vinto hanno STRAVINTO: tanto in Algeria a inizio anni '90, quanto in Turchia e a Gaza più di recente.
Sostenitori del partito musulmano AK di Recep Erdogan festeggiano l'ennesima vittoria elettorale...la Turchia é il solo paese musulmano dove un partito religioso sia riuscito a conservare le proprie vittorie...
 Solo la Turchia, per una fortunata combinazione di circostanze, é riuscita a tenersi stretta il risultato delle urne e a beneficiarne con una esplosiva crescita economica e una miracolosa moltiplicazione del suo "clout" politico...in Algeria, l'esercito e i Servizi segreti controllati da Parigi organizzarono un brutale Colpo di Stato e fecero quasi affogare il Paese nel sangue con una serie di attentati da vera e propria "Strategia della tensione", attribuiti agli 'islamici' ma in realtà di totale responsabilità istituzionale, per domare col terrore la voglia di libertà e autodeterminazione del popolo.
Affermazione del Fronte Musulmano di Salvezza nelle elezioni algerine del 1992, in verde i collegi conquistati dal movimento religioso, che comprendono tutti i distretti più popolosi e importanti.
A Gaza, come sappiamo fin troppo bene, Usa e Israele si rivolsero agli sconfitti della fazione Fatah per organizzare un maldestro Colpo di Stato contro Hamas, vincitore incontestato della competizione elettorale, provvedendo quindi a sigillare la Striscia di Gaza con lo strangolamento economico aiutato dal vicino regime del satrapo Mubarak e giurandosi a vicenda di non commettere più lo stesso errore di lasciare ai Palestinesi libertà di voto democratico.

Ahmadinejad venne regolarmente rieletto nel 2009, ma la propaganda occidentale cercò di inficiare il risultato delle elezioni.
I partiti politici musulmani, presenti in ogni paese nordafricano e medio-orientale, non hanno nulla a che fare con Al-Qaeda o con il terrorismo, sono soltanto movimenti politici che vogliono applicare i principi del Corano nello sviluppo sociali, economico e civile delle loro società, rispettando le differenze e le minoranze, combattendo la corruzione, sottolineando principi di Giustizia e Solidarietà sociale, non dissimilmente da quanto accade oggigiorno nella Repubblica iraniana (che proprio per questo motivo viene costantemente attaccata e minacciata dai media asserviti agli interessi statunitensi e sionisti).
Elezioni fasulle che tra brogli e intimidazioni tengono al potere il satrapo locale...ecco il tipo di 'democrazia' preferita dall'occidente...
I partiti politici musulmani, radicati nella Storia e nella Cultura di tutti i paesi arabi e di molti altri paesi asiatici, erediteranno il potere via via che tutti i satrapi e i cacicchi dell'Occidente cadranno o verranno spazzati via da sommosse e rivoluzioni genuine (non quelle 'taroccate' organizzate dalla CIA e dal Mossad in Georgia e Ucraina, oppure tentate e sconfitte come in Iran) e, una volta al potere, sigilleranno quelle nazioni alla penetrazione e all'influenza occidentale esattamente come sotto Khomeini la Persia si é sigillata e isolata, per difendere la propria indipendenza dalla minaccia di un ritorno di un leader fantoccio come era lo Shah, con il loro continuo ricorrere a travicelli come Mubarak, re Abdallah, i generali algerini o gli sceicchi ed emiri del Golfo l'Occidente (o meglio: Usa, Francia, Inghilterra e Israele) stanno solo preparando la loro esclusione da un teatro geopolitico che nei prossimi novant'anni diventerà importantissimo se non vitale.