Il Colonnello Zida, ex-Comandante della Guardia Presidenziale di Blaise Compaore, adesso Presidente ad interim, ha ristabilito la validità della Costituzione, che era stata sospesa dopo la cacciata dell'Ex-autocrate ora esule in Costa d'Avorio.
Zida in una dichiarazione ufficiale ha specificato che il ritorno in vigore della vecchia Costituzione serve: "A dare un segno concreto di transizione al di fuori dello Stato d'Emergenza".
Come già segnalato dal nostro articolo precedente dopo 27 anni di dittatura dal tradimento e dall'assassinio di Thomas Sankara, il Burkina Faso dovrebbe tornare alla Democrazia grazie a un Consiglio di Transizione (Parlamento provvisorio) di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari).
Il Consiglio di Transizione gestirà l'amministrazione corrente degli affari di Stato in attesa che un Parlamento eletto a novembre 2015 prenda pieni poteri. Il Governo però non sarà espresso dal Consiglio di Transizione (chiediamo scusa per aver incorrettamente sostenuto ciò nell'altro articolo, ma le agenzie in merito erano ambigue), ma sarà invece selezionato da un pannello di 23 membri, che selezionerà Premier a interim ed Esecutivo.
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domenica 16 novembre 2014
Passo avanti in Burkina Faso: il Colonnello Zida ristabilisce la Costituzione civile!!
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lunedì 10 novembre 2014
Tentativo di accordo in Burkina Faso tra Esercito e Società Civile per il passaggio dei poteri!!
Sembra che in Burkina Faso partiti politici, esercito e società civile stiano cercando un avvicinamento e un accordo per gestire la transizione dei poteri in senso democratico dopo la cacciata dell'autocrate Blaise Compaore e l'ascesa temporanea alla presidenza del Colonnello Zida, già comandante delle sue guardie del corpo.
Avantieri Zida aveva rifiutato le scadenze proposte dall'Unione Africana ma nella giornata di ieri sarebbe stato firmato un protocollo d'intesa che prevederebbe la formazione di un Parlamento provvisiorio di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari) che reggerà la nazione prima delle elezioni libere che si terranno esattamente tra dodici mesi.
Il Parlamento esprimerà un Governo di 25 Ministri, che amministrerà la nazione senza prendere iniziative di riforma, demandate al prossimo Parlamento.
Avantieri Zida aveva rifiutato le scadenze proposte dall'Unione Africana ma nella giornata di ieri sarebbe stato firmato un protocollo d'intesa che prevederebbe la formazione di un Parlamento provvisiorio di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari) che reggerà la nazione prima delle elezioni libere che si terranno esattamente tra dodici mesi.
Il Parlamento esprimerà un Governo di 25 Ministri, che amministrerà la nazione senza prendere iniziative di riforma, demandate al prossimo Parlamento.
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martedì 13 dicembre 2011
L'Assemblea costituente tunisina elegge come da accordi Moncef Marzouki Presidente ad Interim!
Come annunciato dagli accordi post-elettorali, il leader del Congresso per la Repubblica, formazione alleata del Partito Ennahda nell'attuale schiacciante maggioranza che domina l'Assemblea Costituzionale uscita dalle urne del 23 ottobre é stato nominato Presidente ad Interim della Tunisia, perlomeno fin quando, con la promulgazione della nuova Costituzione, non si andrà a elezioni oltre che per il Parlamento anche per quest'altra importante carica.
Moncef Marzouki, 66enne, storico oppositore della dittature di Ben Ali ha ricevuto 153 voti su 217 rappresentanti dell'Assemblea, dei 202 presenti solo 3 hanno votato contro la sua nomina, 2 si sono astenuti e si sono contate 44 schede bianche. Non vi sono state candidature concorrenti visto che le minoranze non sono riuscite a produrre un solo candidato in grado di allineare tutti i requisiti richiesti: cioé quelli di essere tunisino, nato in Tunisia, di almeno 35 anni e di religione musulmana.
Il Presidente Marzouki sarà Comandante-in-Capo delle Forze Armate, detterà le linee-guida della politica estera del Paese e nominerà o licenzierà i dirigenti statali in accordo col Primo Ministo Hamadi Jebali, rappresentante dell'Ennahda.
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venerdì 18 febbraio 2011
I cacicchi di Fatah vogliono trombare Salam Fayyad prima che lui trombi loro!
Il quotidiano giordano Al-Ghad ha recentemente riportato che esponenti della fazione Fatah hanno ufficialmente protestato presso il Presidente 'de facto' (nonostante la sua carica sia ufficialmente scaduta oltre due anni fa) dell'Autorità palestinese, Mahmud Abbas, chiedendo che al 'Primo Ministro' di Ramallah, Salam Fayyad, venga imposto di scegliere tra la poltrona di capo dell'Esecutivo e quella di Ministro delle Finanze, di cui continua a mantenere l'interim da quando é stato nominato e che sembrerebbe intenzionato a mantenere anche attraverso il maldestro 'rimpasto' tentato da Abu Mazen per distrarre l'attenzione dei cittadini dai cronici fallimenti e imbarazzi in cui si dibatte Fatah e con essa tutta la Cisgiordania, sottoposta dal 2007 alla sua egemonia.
Il quotidiano di Amman ha articolato come la pressante e perentoria richiesta sia venuta dal Consigli rivoluzionario di Fatah, organismi il cui nome richiama i lontani giorni in cui Fatah era un'organizzazione rivoluzionaria di guerriglieri infiammati di ideali che indossavano kefieh e tute militari, piuttosto che una congrega di pasciuti burocrati le cui pinguedini sforzano il lino e il fresco di lana dei loro gessati di ottimo taglio.
La richiesta, con ogni probabilità, é una reazione 'preventiva' alla manifesta intenzione di Fayyad di compiere un po' di "repulisti" fra gli scranni ministeriali e gli ambulacri dei sottosegretari, estromettendo dal Governo di Ramallah (e quindi dal flusso di aiuti copiosamente e ciecamente versati dai 'paesi donatori') quegli elementi che più si sono segnalati per corruzione e incompetenza. Pronta però é arrivata la replica di fayyad, il quale ha dichiarato che la concentrazione di cariche é "necessaria alla sua azione di Governo" e che, se venisse costretto a dare le dimissioni "la sua assenza da un qualunque Governo dell'Anp significherebbe l'immediato arresto del flusso degli aiuti".
Smargiassata o bluff calcolato? Solo portando Fayyad a scoprire le sue carte potrebbe essere possibile scoprirlo ma chi, all'interno di Fatah e dei 'Consigli rivoluzionari' avrà abbastanza cojones da pronunciare la parola: "vedo"?
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