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domenica 16 novembre 2014

Passo avanti in Burkina Faso: il Colonnello Zida ristabilisce la Costituzione civile!!

Il Colonnello Zida, ex-Comandante della Guardia Presidenziale di Blaise Compaore, adesso Presidente ad interim, ha ristabilito la validità della Costituzione, che era stata sospesa dopo la cacciata dell'Ex-autocrate ora esule in Costa d'Avorio.

Zida in una dichiarazione ufficiale ha specificato che il ritorno in vigore della vecchia Costituzione serve: "A dare un segno concreto di transizione al di fuori dello Stato d'Emergenza".

Come già segnalato dal nostro articolo precedente dopo 27 anni di dittatura dal tradimento e dall'assassinio di Thomas Sankara, il Burkina Faso dovrebbe tornare alla Democrazia grazie a un Consiglio di Transizione (Parlamento provvisorio) di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari).

Il Consiglio di Transizione gestirà l'amministrazione corrente degli affari di Stato in attesa che un Parlamento eletto a novembre 2015 prenda pieni poteri. Il Governo però non sarà espresso dal Consiglio di Transizione (chiediamo scusa per aver incorrettamente sostenuto ciò nell'altro articolo, ma le agenzie in merito erano ambigue), ma sarà invece selezionato da un pannello di 23 membri, che selezionerà Premier a interim ed Esecutivo.

martedì 12 agosto 2014

Maliki e i suoi alleati respingono gli arbitrii di Masum: "Haider Abadi rappresenta solo sé stesso!"

"La Corte Federale si esprimerà presto sul gesto arbitrario del Presidente Masum, nel frattempo Nouri al-Maliki é a rigor di legge il Primo Ministro irakeno e rimane l'unico candidato legittimamente accettabile per tentare di formare un nuovo esecutivo, il Signor Abadi, nonostante sia stato nominato dal Presidente Masum per questo incarico, non può svolgerlo e, attualmente rappresenta soltanto sé stesso".

Con  queste nette e terse parole la coalizione parlamentare maggioritaria uscita dalle elezioni irakene dello scorso 30 aprile ha chiarito la propria posizione rispetto all'irrituale e illegale "entrata a gamba tesa" del neopresidente curdo Fouad Masum nell'impasse politico che, favorito dagli allarmismi e dalle ingerenze americane nel paese, ha finora bloccato la formazione di un nuovo Governo.

A Bagdad la situazione é calma e unità militari fedeli al Premier legittimo controllano la città e i suoi snodi principal, in un esempio di dichiarazioni contraddittorie e imbarazzanti Il Segretario di Stato Usa John Kerry ha prima salutato l'illegittimo Abadi come 'nuovo premier' irakeno, soltanto per venire smentito poco dopo da un comunicato del suo stesso dicastero dove si dichiarava che, allo stato dei fatti, soltanto Nouri al-Maliki può tentare di comporre un nuovo gabinetto di Governo.

lunedì 11 agosto 2014

Il Presidente irakeno viola la Costituzione seguendo gli ordini del nero della Casa Bianca!

La nomina effettuata dal Presidente irakeno Fouad Masum di un Premier in pectore DIVERSO DA NOURI AL-MALIKI é, ai sensi della Costituzione irakena, un gesto ARBITRARIO E ILLEGALE. Secondo quanto stabilito dalla Costituzione la prima persona a venire incaricata di tentare di formare un nuovo esecutivo deve per forza essere il capo del blocco parlamentare maggioritario uscito dalle urne. In questo caso, Nouri al-Maliki. Il Presidente Fouad Masum si sta facendo strumento delle pressioni politiche americane per scippare il popolo irakeno della libertà di scegiere autonomamente i propri governanti.

sabato 26 luglio 2014

Fouad Masum diventa nuovo Presidente dell'Irak: l'impasse politico é ormai una cosa del passato!

Una notizia che é importante quanto le recenti vittorie sul campo di battaglia che respingono e restringono il territorio controllato dai takfiri dell'ISIL/Daash giunge in questi giorni dalla capitale irakena Bagdad. Fouad Masum é stato unanimemente eletto nuovo Presidente dello stato mesopotamico.

Dopo la recente nomina di Selim Jabbouri come Presidente del Parlamento bisognava nominare il Capo dello Stato e, secondo gli accordi informali che garantiscono la rappresentatività istituzionale se il rappresentante delle Camere doveva essere sunnita il Presidente doveva essere giocoforza curdo.

Adesso rimane solo da nominare il Premier, che deve essere uno sciita e per la cui carica sembra che non ci siano alternative di sorta alla riconferma di Nouri al-Maliki.

domenica 1 dicembre 2013

L'Egitto del dopo-Ikhwan mette al bando ogni genere di partito politico a base religiosa

Con il voto a maggioranza di quasi tutti i suoi membri la Commissione Costituzionale egiziana che sta preparando una nuova Carta da sottoporre a Referendum popolare all'inizio dell'anno venturo ha già approvato oltre centoventi articoli del documento, tra cui una particolare norma che esclude esplicitamente dalla competizione politica "partiti o formazioni con base religiosa".

Tutti penseranno immediatamente all'FJP, Partito di Libertà e Giustizia fondato dall'Ikhwan musulmana per poter competere nelle elezioni del dopo-Mubarak, ma a essere colpito dal provvedimento saranno anche i radicali sunniti semi-wahabiti di Al-Nour.

Questo provvedimento farà molto per dimostrare l'effettivo seguito nella società dei partiti religiosi: se nelle prossime consultazioni l'affluenza alle urne dovesse mostrarsi incredibilmente più bassa del solito sarà segno sicuro che i sostenitori delle fazioni religiose si saranno astenuti dal voto.

mercoledì 26 dicembre 2012

Con il 63 per cento di consensi il Presidente egiziano Mursi convalida il referendum e mette in vigore la nuova Costituzione egiziana!

La certezza matematica si é avuta ieri ma già dalla chiusura dei seggi nella nottata del 22 dicembre le proiezioni preliminari, sommate ai risultati della prima 'tornata' referendaria del 15 davano i "Sì" alla nuova Costituzione egiziana come preponderanti.

Nonostante le proteste di una opposizione policefala e sfilacciata é bene mettersi in testa che un paese che si é islamizzato ai tempi del Califfo Omar giocoforza riconoscerà nel Corano la primaria fonte di Diritto e questo, pacificamente accettato, non vuole dire automaticamente l'instaurazione della teocrazia o della dittatura religiosa come qualche islamofobo europeo vorrebbe dare a intendere.

Certo, all'Egitto guidato dalla Fratellanza Musulmana e dal partito politico sua diretta espressione si aprono varie vie attraverso le quali interpretare questa volontà popolare: alcune portano all'alleanza con gli emirati petroliferi filo-wahabiti, filo-usa e filo-israele (perché ricordiamo, il wahabismo altro non é che il grimaldello con cui gli Usa creano le 'emergenze terroristiche' da risolvere poi con bombardamenti, occupazioni e 'interventi umanitari'), ed é la strada più semplice.

L'altra, molto più ardua, aspra, difficile, porta a una reale autonomia e indipendenza e all'Asse della Resistenza contro l'arroganza americana, europea e sionista. Mohamed Mursi non sembra incline verso quest'ultima strada, ma essa é l'unica che prometta effettivi vantaggi per il futuro dell'Egitto.
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sabato 22 dicembre 2012

Dopo le deludenti manifestazioni di ieri si concludono in Egitto le procedure referendarie!

Doveva essere un fiammeggiante "venerdì di rabbia" quello promesso ieri dalle raccogliticce ed eterogenee forze del cosiddetto "Fronte di Salvezza Nazionale", con manifestazioni di piazza assimilabili a quelle dei giorni della Rivoluzione anti-Mubarak; si é trattato, invece, di una serie di adunanze sottotono ed estremamente deludenti anche per i più infiammati sostenitori dell'opposizione al Presidente Mursi e al partito politico dell'Ikhwan musulmana (FJP).
Di fronte a questo grave smacco rimediato dall'opposizione naturalmente il campo filogovernativo ha tratto baldanza e sicurezza e oggi si sta registrando una ampia affluenza a tutti i seggi dei distretti elettorali in cui lo scorso 15 dicembre non si era votato per l'approvazione della nuova Carta Costituzionale. La maggioranza dei convenuti ai microfoni dei media rivela con orgoglio di volere approvare il documento redatto in questi mesi dalla Commissione di Esperti appositamente nominata.

Avendo ricevuto alcuni rimarchi in merito vogliamo chiarire che la redazione di Palaestina Felix non ascrive alcun proprio sostegno o entusiasmo verso la parte politica di Mohammed Mursi o verso l'FJP e l'Ikhwan in quanto tali, ma fedele alla sua missione di cronaca giornalistica rileva come il Movimento 6 Aprile, i liberali di stampo laico e i socialisti più o meno nasseriti, a cui pure va riconosciuto il merito di avere iniziato la Rivoluzione non la avrebbero MAI portata a termine vittoriosamente senza l'intervento decisivo dei partiti religiosi (Ikhwan in testa) e che, alleandosi nella loro polemica anti-Mursi coi rimasugli dei fedeli di Mubarak, hanno perso molta credibilità e molta popolarità nel paese.
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domenica 16 dicembre 2012

Le proiezioni sul referendum egiziano danno le opposizioni ancora sconfitte: i "sì" sarebbero al 56%!

Dai dati preliminari arrivati dai 6300 seggi in dieci governatorati in cui si sono tenute le operazioni di voto per l'approvazione della Carta Costituzionale elaborata in questi mesi dall'apposita commissione apparirebbe che la multicefala e variopinta congrega di 'oppositori' all'Ikhwan e al Presidente Mursi abbia rimediato una nuova sconfitta.
Divisa tra un iniziale appello alla diserzione delle urne e poi un tardivo 'dietro front' con la raccomandazione di votare "No" sembra che solo meno del 44 per cento dei votanti abbia seguito tale appello, lasciando la maggioranza assoluta ai sostenitori della nuova Carta.

Il resto dei seggi non coinvolti dalla tornata referendaria di ieri verrà chiamato al voto il prossimo sabato, 22 dicembre. Dopo il ritiro del Decreto che gli avrebbe garantito ampi poteri sembra finalmente che il Presidente Mursi sia riuscito a segnare un punto a suo favore.
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sabato 15 dicembre 2012

Dopo giornate di scontri, feriti e appelli incrociati dovrebbe iniziare oggi il Referendum sulla nuova Costituzione egiziana!

Mohammed Mursi ha rinunciato al Decreto che gli avrebbe attribuito poteri amplissimi, ma ha tenuto duro sul referendum costituzionale previsto per oggi, concedendo solo un supplemento di votazione (inizialmente non previsto) che prolungherà le operazioni anche al prossimo sabato.

Ma la situazione all'ombra delle Piramidi non é affatto tranquilla e, con l'opposizione (ricordiamo composta da frange mubarakiste, nasseriti, progressisti, laicisti e "liberali" vari) che con El Baradei e Amr Moussa chiede ai suoi (molti?) sostenitori di boicottare ogni operazione di voto e con le moschee che ieri si sono trasformate in centri di propaganda pro-Mursi e pro-Referendum, si sono registrati scontri anche violenti al Cairo e ad Alessandria per tutto il pomeriggio e la serata di ieri. Il tasso di affluenza segnerà la popolarità della linea presidenziale e, per estensione, dell'appeal dei partiti religiosi su un'opinione pubblica che é ormai profondamente diversa da quella che esisteva nel paese solo sei mesi fa.

Allora i sostenitori della Rivoluzione scelsero Mursi contro l'Ex-dignitario di Mubarak Ahmed Shafiq, ora invece un rift incolmabile sembra separi l'Ikhwan e il suo partito dai cosiddetti "moderati" che non hanno battuto ciglio all'accozzarsi coi sopravvissuti del regime.
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domenica 9 dicembre 2012

Mursi ha mollato! Il Presidente egiziano ritira il decreto contestato dagli oppositori...su consiglio di Obama?

Mohammed Mursi ha mostrato di che pasta é fatto: di pastafrolla, il Presidente d'Egitto, espressione della potentissima Fratellanza Musulmana e leader del Partito di Libertà e Giustizia da essa fondato ha annullato, tramite un annuncio fatto leggere dal suo consigliere Mohamed Selim El-Awa il decreto che gli garantiva amplissimi poteri per poter finire di smantellare gli ultimi rimasugli di mubarakismo presenti nel paese e consacrare la sua fazione come solo detentore del potere nell'Egitto post-rivoluzionario.

Mursi, scelta di ripiego per la corsa presidenziale (infatti in origine il candidato della Fratellanza doveva essere il ben più popolare e capace Khairat al-Shater, poi escluso da un colpo di mano della giunta militare di transizione), non si é rivelato capace di ripetere ciò che Khomeini e Lenin hanno fatto prima di lui, garantire alla propria parte politica l'egemonia totale in uno scenario post-rivoluzionario.

 Mursi avrebbe potuto portare le cose al punto di rottura: imporre la legge marziale, costringere l'Esercito a scendere in campo contro gli oppositori minacciando di ritirare l'immunità garantita a generali e ufficiali e invece come un tiepido, malleabile pupazzetto si é fatto convincere a 'mollare'...ma é stata poi una sua decisione oppure nella questione ha messo il becco qualcun altro?
L'improvviso viaggio in Usa del suo consigliere Essam el-Erian suggerisce che l'inquilino nero della Casa Bianca e il suo staff di lobbisti sionisti (da Biden a Lieberman alla Clinton) non siano alieni a questo rammollimento: i fini dell'imperialismo Usa sono serviti meglio se a capo dell'Egitto c'é un Presidente-travicello che non uno con veri poteri...giusto nel caso che a Mursi possa succedere qualcuno dotato di cojones!
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giovedì 6 dicembre 2012

Tra morti, centinaia di feriti e tank attorno al suo palazzo, il Presidente Mursi si prepara a parlare all'Egitto

E' di sei morti e non meno di trecento feriti il bilancio degli scontri che sono infuriati nella capitale egiziana da quando, a contraltare delle proteste dei vari "enragès" contro il Decreto Costituzionale emesso dal Presidente Mursi, anche le migliaia di sostenitori dell'Ikhwan musulmana e del Partito di Libertà e Giustizia hanno cominciato a scendere in strada.

Adesso, con un decreto d'emergenza, l'Esercito ha schierato le proprie forze, tra cui molti veicoli blindati e corazzati, tutto attorno al palazzo presidenziale e ha comunicato che, in caso di ulteriori adunate, anche a favore del Presidente, la Guardia Repubblicana si riserva di intervenire per disperdere ogni assembramento.

Il frasario del comunicato, volutamente 'bipartisan' non deve tuttavia ingannare; le sfere militari sono, come spiegato nel nostro precedente articolo, profondamente debitrici a Mursi e lo sosterranno contro qualunque moto popolare; intanto, in una calma irreale dopo tanti giorni di tensione e scontri il Presidente egiziano si prepara a tenere un discorso alla nazione durante il quale, sembra probabile, annuncerà le proprie intenzioni riguardo il decreto del contendente e il referendum confermativo della Costituzione che dovrebbe tenersi ormai tra poco più d'una settimana.
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domenica 8 luglio 2012

Violenze, roghi, sparatorie e proteste: la Libia fallisce nell'obiettivo di dare un'immagine 'normalizzata' del paese con le elezioni!

Atti di violenza, proteste, sabotaggi e persino incendi hanno costretto le autorità libiche a sospendere le operazioni di voto in oltre cento seggi, massimamente localizzati nella restiva parte orientale del paese, portando grave imbarazzo al Consiglio di Transizione che sperava di poter dare un'immagine di normalità e tranquillità del paese nordafricano chiamato alle urne per la prima volta nella sua Storia. Il Segretario della Commissione elettorale Nuri al-Abbar ha cercato di dare una lettura normalizzatrice e rassicurante ammettendo solo che "alcune stazioni di voto non hanno potuto dare il via alle operazioni non essendo state raggiunte per tempo dai materiali necessari, per motivi di sicurezza". Ma le sue parole, attentamente analizzate, dimostrano che il Governo transitorio di Tripoli a oltre otto mesi dalla morte di Gheddafi non controlla il territorio di tutta la nazione.

Inoltre, testimoni diretti contattati a Bengasi dichiarano di avere chiaramente inteso il crepitio delle armi automatiche subito dopo che circa 200 dimostranti si erano riuniti in piazza per chiedere maggiore rappresentatività in Parlamento per la regione della Cirenaica; "culla" del movimento violento anti-Gheddafi che é riuscito ad avere la meglio sulle forze del Colonnello solo dopo mesi di 'tira e molla' e con la copertura aerea della NATO e dei paesi filoimperialisti del Golfo Persico l'Est della Libia tuttavia sarà rappresentato, secondo i programmi elettorali, da soli 60 rappresentanti nella futura Assemblea Nazionale che dovrebbe uscire dalle urne, a malapena 20 in più di quelli assegnati all'enorme e disabitato meridione del paese, contro i ben 102 eletti in Tripolitania.

Un impiegato della Commissione Elettorale che stava trasportando via elicottero materiali di voto a sud di Bengasi é rimasto ucciso quando il velivolo di cui si trovava a bordo é stato fatto segno di fuoco da terra da parte di miliziani scontenti e, nella giornata di ieri, il deposito dei materiali di voto ad Agedabia ha preso fuoco per cause che pare certo siano state dolose. Si attende con ansia il termine delle operazioni di voto, mentre non é escluso che nuove violenze possano punteggiare anche la giornata di oggi.
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venerdì 6 luglio 2012

Si aprono domani le urne in Libia per le prime elezioni del 'Dopo-Gheddafi'!

Dopo un rinvio di alcune settimane dovute a ritardi nella preparazione delle necessarie strutture, tutto sembra ormai pronto in Libia, a quasi otto mesi dalla morte dell'ex-uomo forte del paese e suo padre-padrone per oltre 4 decenni, Muammar Gheddafi, per dare il via alle prime elezioni nella storia del paese che, passato dallo status di possedimento ottomano a quello di colonia italiana, da campo di battaglia della Seconda Guerra Mondiale a monarchia conservatrice (legata a doppio filo agli interessi anglo-americani) e infine a 'Jamahiryia araba e socialista' (per chi era disposto a crederci...), non ha mai avuto modo di sperimentare una chiamata alle urne.

Dalle elezioni di sabato dovrebbe uscire un Congresso Generale Nazionale che nominerà un nuovo Governo in sostituzione di quello guidato finora da Abdurrahim el-Kib, nominato dall'NTC di Mustafa Abdul Jalil, e anche una apposita commissione per redigere una Costituzione adeguata alle aspettative e alle richieste del popolo libico. Le procedure di registrazione dell'elettorato si sono svolte speditamente e circa 2 milioni e 700mila persone le hanno completate. Il numero degli elettori possibili era di poco superiore ai tre milioni quindi circa l'85 per cento degli aventi diritto si é effettivamente registrato.

Il Congresso eletto domani avrà 200 seggi e a essi concorreranno qualcosa come 2500 candidati indipendenti e i rappresentanti di ben 140 formazioni politiche. La Libia é un paese musulmano al 100 per cento, dove non esistono minoranze religiose di rilievo; esistono quindi pochi dubbi che la Shariah sarà riconosciuta come sorgente principale del Diritto e delle sue articolazioni legislative.
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venerdì 25 maggio 2012

Il Presidente Assad augura buon lavoro al Parlamento insediatosi ieri!

Il Presidente siriano Bashir Assad, congratulandosi con la nuova assemblea parlamentare per il proprio insediamento e l'inizio ufficiale dei lavori le ha esteso un messaggio in cui loda la calma, la pazienza e la fiducia con cui la popolazione siriana "Ha saputo affrontare e superare le pressioni, i ricatti, le minacce e gli attacchi che sono state portate contro di lei grazie alla sua forza e alla sua dedizione ai valori dell'unità e dell'indipendenza".
Da marzo scorso terroristi prezzolati, mercenari e provocatori stranieri al soldo di interessi imperialisti diretti da Riyadh, Doha, Ankara, Washington e Tel Aviv sono all'opera nel paese, ma ogni loro tentativo di far precipitare la Siria nell'instabilità e nella guerra civile é stato contrastato e sventato, soprattutto grazie alla fiducia accordata dai cittadini, di ogni classe e strato sociale, al programma di riforme istituzionali voluto dal Presidente che, attraverso i passi del Referendum costituzionale prima e delle elezioni politiche ora, ha portato il paese sul sentiero della pluralità e di una maggiore Democrazia interna.
Assad, nella giornata di ieri, ha incontrato un inviato del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il titolare del Ministero delle Comunicazioni e della Tecnologia Informatica della Repubblica Islamica Reza Taqipour ed é stato proprio nel corso di questo incontro che ha indirizzato al Parlamento il suo messaggio d'auguri. Nel corso della prima giornata di lavori parlamentari é stato eletto il Presidente dell'Assemblea: Mohammad Jihad al-Laham, oltre a venire nominati tre giudici della nuova Corte Suprema Costituzionale, che hanno subito prestato giuramento.
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giovedì 24 maggio 2012

Prima riunione per il nuovo Parlamento siriano: con le elezioni il popolo ha detto "No!" a violenze e terrorismo!

Il nuovo Parlamento siriano si é riunito a Damasco per iniziare i suoi lavori e segnare così il totale trionfo del processo di riforma istituzionale voluto dal Presidente Assad come opera di contrasto effettivo delle provocazioni e delle stragi operate nel paese da piccoli gruppi di provocatori wahabiti al soldo di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Usa e Israele, che in oltre un anno di campagna di terrore non sono riusciti a indebolire nemmeno di un grano la determinazione dei cittadini a respingere i loro tentativi di far precipitare il paese nel caos.
Secondo quanto comunicato dall'agenzia SANA questa mattina, esattamente secondo il programma stabilito, il nuovo Parlamento, la cui composizione é state decisa con le elezioni politiche del 7 maggio scorso, si é riunito nella capitale e attualmente é impegnato nelle operazioni di elezione del proprio Presidente. Oltre 7100 candidati hanno preso parte alle elezioni da cui sono usciti 250 deputati, 172 rappresentanti degli operai e dei contadini e 78 degli altri settori della società.
Uno dei compiti del nuovo Parlamento siriano sarà la creazione di una Corte Costituzionale Suprema di sette membri, ciascuno in carica per 4 anni (rinnovabili), che formerà l'embrione di un Potere Giudiziario indipendente e slegato dalle altre strutture dello Stato.
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giovedì 17 maggio 2012

Eccezionale documento in esclusiva per PALAESTINA FELIX! La LISTA COMPLETA degli eletti al nuovo parlamento siriano!



In esclusiva per l'Italia la redazione di PALAESTINA FELIX é lieta di presentare la lista COMPLETA e ordinata per collegi di tutti gli eletti al Parlamento di Damasco rinnovato con le recenti elezioni politiche tenutesi in Siria come passo fondamentale del processo di riforma istituzionale voluto dal Presidente Assad e coronato dalla partecipazione della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, segno evidente della volontà incrollabile del popolo siriano di non cedere all'intimidazione terrorista dei gruppi wahabiti sobillati e finanziati da Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Usa e Israele.


Collegio di Damasco
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Mohammad Ammar Saati
-Mohammad Izzat Arabi Katibi
-Majida Ktait
-Mona Sukkar
-Atef al-Zaibaq
-Wafaa Khalifa
-Jamal Kadiri
-Omar Ousi
-Sharif Shahada
-Mohammad Akram al-Ajlani

 Altre Sezioni (B)
-Khaled Abboud
-Khalil Mishhadyyah
-Hnain Nimr
-Fayez al-Sayegh
-Ammar Bakdash
-Nader Bayra
-Hazar al-Diqr
-Yousef Asaad
-Najmeddin Shamdin
-Mohammad Subhi Abu al-Shamat
-Mohammad Jihad al-Lahham
-Mohammad Amer Qabbani
-Mohammad Hamsho
-Qadri Jameel
-Ahmad Nour Eddin Shlash
-Ahmad Kizbari
-Samer al-Dibs
-Maria Sa'adeh
-Wael al-Ghabra


Collegio di Damasco - Provincia
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-George Mtanious Nakhleh
-Nabil Deeb Darwish
-Mosaab al-Halabi
-Georgina Yousef Rizq
-Mohammad Bikhait
-Nazih Rashed Abboud
-Raja' al-Na'al -Kamal Mustafa Aqsimi
-Ali al-Sheikh -Mohammad Kheer Jasem al-Nader

 Altre Sezioni (B)
 -Khalil Ahmad Khaled
 -Adbul-Aziz Mohammad Areeda
 -Mohammad Ahmad Abdul-Nabi
 -Mustafa Laila
 -Ziad Shaaban Sukari
 -Mustafa Hammoud
 -Mohammad Shahada al-Said
 -Khaled Mohammad Karbouj
 -Mohammad Diab

  Collegio di Homs
  Sezioni (A) -Operai e Contadini-
 -Iyad Ibrahim Suleiman
 -Jamal Ahmad Raba'
 -Shaaban Abdo al-Hassan
 -Ra'ef Abdullah Ali
 -Fadia Yousef Deeb
 -Omyma Suleiman Khaddour
 -Saji Younis Tima
 -Sanaa Nima Abu Zaid
 -Meshaal Mohammad al-Hammoud
 -Zuhair Ahmad Tarraf
 -Mohammad Deeb Mohammad al-Khalid al-Yousef

  Altre Sezioni (B)
 -Ilyas Mtanious Shaheen
-Ibrahim Mustafa al-Mahmoud
 -Mohammad Abdul-Aziz al-Shami
 -Nadia Mohammad Adeeb Kaseebi
 -Abdul-Aziz Tarrad al-Milhem
 -Abdul-Qader Mohammad al-Ja'our
 -Abdul-Mouti Mohammad Mashlab
 -Maher Abdul-Qader al-Jajeh
 -Wael Ahmad Milhem
-Badee' Burhan al-Droubi
 -Abdo Abbas al-Najeeb
 -Mohammad Zuhair Abdul-Latif Ghannoum

 Collegio di Hama
 Sezioni (A) -Operai e Contadini-
 -Ghada Mohammad Ibrahim
 -Nawras Mustafa al-Amir Mirza
 -Hamed Ali Ibrahim
 -Abdul-Kareem Ahmad al-Sabsabi
 -Abdul-Rahman Yousef Azkahi
 -Nizar Ismael Mousa
 -Bilal Hassan Deeb
 -Maher Mahfouz Qaorma
 -Mohammad Diab al-Ghadda
 -Ali Ismael al-Sheikh Haydar
 -Yasser Mustafa al-Bakeer
 -Basem Ali Ibrahim
 -Ali Fares Ristum

Altre Sezioni (B)
 -Mihsen Mahmoud Ghazi
 -Bashar Abdul-Qader Jnaid
 -Salam Abdul-Qader Sinqur
 -Ayman Mohammad Malandi
 -Mahmoud Abdul-Hameed Jukhadar
 -Mohammad Wael Bashar Ajneed
 -Akram Awad Khalil
 -Akram Adnan Hawash
 -Warees Fayyad al-Younis


Collegio di Aleppo
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
 -Mohammad Bahaa Badinjki
 -Najlaa Mohammad Waleed Hafez
 -Iman Omar Bablli
 -Kifah Saad Eddin Lababidi
 -Mohammad Abbas Turkmani
 -Maher Mohammad Khayyata
 -Mohammad Anas al-Shami

Altre Sezioni (B)
-Abdul-Minim Khalil al-Sawwa
-Abdullah Ahmad Qayrouz
-Fayssal Abdul-Qader Azzouz
-Omar Mustafa Hallaq
-Suhail Nafi' Farah
-Jamal Mohammad Eid Hassani
-Mohammad Marwan Ilabi
-Al-Hassan Mohammad Shaaban Berri
-Maher Abdul-Hafeez Hajjar
-Bishr Riad Waleeb Yazaji
-Bitrus Yousef Murjana
-Ahmad Mustafa Jraikh
-Mohammad Ahmad Sahreej


Collegio di Aleppo, Provincia
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Ali al-Abd al-Sattouf
-Hassan Kamal Khallilo
-Ali Mohammad al-Bish
-Eid Khalil al-Khalawi
-Ahmad Saleh Ibrahim
-Hussein Ahmad Hassoun
-Abdullah Ameen al-Hamad
-Hussein Jasem Hamad
-ma'en Mohammad Assaf
-Mer'i hassoun al-Tima-Mustafa Ahmad al-Jader
-Qasim Mohammad Hassan
-Mohammad Khair al-Mashi
-Fehmi Mohammad Hassan
-Akl Hamadeen al-Ibrahim
-Abdullah Ibrahim Shlash
-Jamal Eddin Abdo


Altre Sezioni (B)
-Alyaa Ahmad Waleed Qabbani
-Shams Eddin al-Shaddad
-Ikhlas Ahmad Badwi
-Shaheen Naasan Naasan
-Abdullah Sallome Abdullah
-Ibrahim al-Haj Mohammad
-Mustafa Ammar koush
-Mohammad Adnan Arbo
-Mohammad Fadi al-Qaraan
-Omar Mahmoud al-Hamdo
-Ismael al-Hassan al-Rabee'
-Mohammad Saleh al-Mashi
-Mujeeb al-Rahamn al-Dandan
-Ahmad al-Ali al-Hamra
-Nassr al-Haj Jnaid


Collegio di Idlib
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Nahed Ali al-Moallem
-Subhi Ahmad Ibrahim al-Abdullah
-Ahmad Deeb Qabbani
-Ahmad Mohammad al-Faraj
-Fatima Mohammad Basheer Khamees
-Ghassan Ahmad Lutfi al-Qanatiri
-Zakwan Mohammad Haseeb Assi
-Ahmad Mohammad al-Mubarak
-Abdo Mohammad Allo
-Fayssal Mohammad Mahmoud
-Ahmad al-Hassan al-Hilal
-Mohammad Mutee' Moayad


Altre Sezioni (B)
-Abdul-Wahed Mohammad Razzouk
-Safwan Mohammad Qurabi
-Abdul-Razzaq Abdul-Rahman al-Qutaini
-Mohammad Hussein al-Hussein
-Mohammad Riad Hasri
-Sawsan Sayyed Wahbeh


Collegio di Latakia
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Ammar Badee' al-Assad
-Wafaa Said Moalla
-Nadeem Ahmad mansoura
-Sameer Ibrahim al-Khateeb
-Saadallah Mohammad Nour Safita
-Mohammad Abdullah Ajeel
-Fayhaa Ali Tarifa
-Fawaz Bahjat Nassour
-Badee' Ali Sakkour


Altre Sezioni (B)
-Maysaa Mohammad Saleh
-Nabhan Hassan Issa
-Mohammad Hassan Bilal
-Ayham Najdat Jrykous
-Ali Jameel Mohammad
-Kamel Said Zantout
-Iskander Jirjous Jrada
-Ali Bassam Makhlouf


Collegio di Tartous
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Sameer Mohammad Juhara
-Sabah Mahmoud Ahmad
-Maha Hassan al-Omar
-Mohammad Abbdullah Wahhoud
-Basel Salman Issa
-Suhail Salam Khidr


Altre Sezioni (B)
-Issam Ali Khalil -Rami Mohammad Saleh
-Toni Aziz Hanna
-Yousef Mohammad Asaad
-Ali Yousef Naddah
-Mahmoud Ali Bilal Bilal
-Khidr Mohammad Hussein


Collegio di Raqqa
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Maha Mohammad al-Ojaili
-Khidr Mousa al-Saleh
-Abdul-Hakeem Hassoun al-Mousa
-Khalil Ibrahim al-Qasha


Altre Sezioni (B)
-Ahmad Matar al-Humaidi
-Abdul-Aziz Issa al-Issa
-Qasem Mohammad al-Matar
-Immad Khalaf Haji Mohammad


Collegio di Deir Ezzour Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Turki Mahmoud al-Zayed al-Mustafa
-Burhan Abdul-Jabbar al-Abd al-Wahab
-Ibtisam Mohammad Said al-Dibs
-Abdul-Salam Mohammad Rashed al-Dahmoush
-Ma'en Subhi al-Abboud
-Muhanna Fayssal Sheikh Fayyad al-Nasser
-Najm Abdullah al-Abdullah
-Jasem Mohammad al-Badr


Altre Sezioni (B)
-Mejhim Jabreen Ibrahim al-Saho
-Asaad Hamada al-Mohammad
-Bandar Mohammad al-Daif
-Dar' Maizar al-Dandal
-Riad Othman al-Abdullah
-Riad Bandar al-Issa


Collegio di Hasaka
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Hamad Ibrahim al-Jasem
-Abboud Issa al-Shawwakh
-Sattam Jadaan al-Dandah
-Adnan Mohammad Suleiman
-Said Dawood Ilya
-Hammad Abboud al-Saud
-Catherine Michel Deeb
-Alaa Eddin Hamad al-Hamad


Altre Sezioni (B)
-Khaled Satam al-Atyyah
-Hamouda Yousef Sabbagh
-Abdul-Rahman Yousef Issa
-Hussein Jasem al-Mohammad
-Mohammad Abdul-Razzaq al-Ta'i
-Mohammad Hilo al-Hilo


Collegio di Daraa
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
 -Wafaa Yousef al-Ouda
 -Waleed Mohammad al-Saleh
 -Mahmoud Khalil al-Hariri
 -Waleed Mohammad al-Zoubi
 -Tayseer Irsan al-Jaghini


Altre Sezioni (B)
-Fawaz Hussein al-Shara
-Nedal Adnan al-Fitaih
-Shukryyeh Mohammad Amen Mahameed
-Fayssal Shaker al-Khouri
-Mohammad Ali al-Khibbi

Collegio di Sweida
Sezioni (A) -Operai e Contadini-
-Arkan Salman al-Shoufi
-Shamikh Salem Salha
-Hammoud Ali Khair
-Yahya Nawaf Amer

Altre Sezioni (B)
-Waleed Fadel Abu Asli
-Arkan Ajjwad Nassr
 
Collegio di Quneitra 
Sezioni (A) -Operai e Contadini- 
-Hanaa Auad al-Sayyed
 -Mahi Eddin Ahmad Ibrahim
 -Rifaat Yousef Hussein

  Altre Sezioni (B)
 -Sheikh Saleh Shaher al-Tahhan al-Nuimi
 -Tarek Zaid al-Affash
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mercoledì 9 maggio 2012

Si attendono i risultati delle elezioni siriane: cosa cambia con le riforme di Assad?

Regolarmente e con una buona affluenza ai seggi si sono tenute negli ultimi due giorni le operazioni di voto per le elezioni politiche siriane, indette dal Presidente Assad come passo fondamentale del processo di riforma istituzionale in corso in Siria dopo la fondamentale modifica della Costituzione proposta e accettata dal popolo con il Referendum confermativo di febbraio scorso e confermate anche nel momento più grave di caos e violenza dovuta all'azione dei terroristi stranieri proprio per ribadire la ferma volontà popolare di resistere a ogni tentativo di intimidazione e destabilizzazione sponsorizzata da Obama, Sarkozy, dall'Emiro Al-Thani, da Re Abdullah e da Netanyahu.
Con la rimozione degli articoli costituzionali che decretavano lo status speciale del Partito Baath come "Leader e Guida della Società Siriana" vi é stata per la prima volta la possibilità di un confronto a tutto campo tra diverse formazioni politiche tra i quali candidati si sceglieranno i membri del nuovo Parlamento. La provincia che ne eleggerà di più é Aleppo, con 32 seggi in ballo, seguita a ruota dalla capitale Damasco, con 29. Le formazioni che dovrebbero risultare più premiate dal voto dovrebbero essere i Baathisti, i Comunisti, i Socialisti della Nazione Siriana e un raggruppamento di esponenti anti-Assad ma fermamente distaccati da qualunque vicinanza ai terroristi e provocatori stranieri, le cui azioni hanno stigmatizzato a più riprese.
Che l'aria sia cambiata in Siria é evidente fin dai seggi: in anni passati vi stazionavano regolarmente e apertamente emissari dei più influenti mercanti e affaristi della città o della provincia, pronti ad accostarsi a elettori giovani o indigenti per convincerli a vendere il loro voto per una manciata di lire siriane; adesso tali mezzani sono scomparsi, non solo, per calmierare il potere economico dei candidati più ricchi o dotati di più aderenze tra la comunità degli imprenditori e dei ricchi commercianti il Governo ha fatto rispettare un limite alle spese elettorali di tre milioni di lire siriane per ciascun candidato. I risultati delle elezioni saranno resi noti dal Ministero dell'Interno nei prossimi giorni.
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lunedì 26 marzo 2012

Il Governo siriano approva la nascita di un nuovo partito che concorrerà alle elezioni del 7 maggio!


Nell'ambito del processo di riforme istituzionali che stanno portando la Siria verso una struttura più pluralista e democratica il panorama politico nazionale si é arricchito di un nuovo soggetto nella giornata di ieri quando, nel corso di una conferenza stampa a Damasco, il Ministro degli interni Mohammad al-Shaar ha dichiarato che, dopo avere analizzato le credenziali e la richiesta di autorizzazione le autorità governative hanno dato l'OK alla fondazione di un nuovo partito: l'Al-Watan siriano, che si presenterà alle prossime elezioni politiche fissate per il 7 maggio 2012.

Shaar ha reso l'annuncio subito dopo l'incontro settimanale del comitato rilevante, dichiarando che altre simili richieste di autorizzazione sono tuttora in fase di studio, ma quella dell'Al-Watan era la più completa e meglio sostenuta nei requisiti essenziali, cosa che le ha garantito l'approvazione quasi immediata. La nuova Costituzione approvata dal referendum di fine febbraio, riscrivendo quasi completamente l'articolo 8 della vecchia Carta ha tolto al partito Ba'ath la preminenza di cui godeva come "Guida dello Stato e della società siriana", effettivamente dando il via a una nuova era di competizione politica nel paese.

Oltre al Partito Ba'ath in Siria erano accettati e riconosciuti altri movimenti politici quali: l'Unione Socialista Araba, il Partito Comunista Siriano (nella fazione di Wissal Farha e in quella di Yusuf Faysal), il Movimento del Giuramento Nazionale, il Partito Unionista Socialdemocratico, i Socialisti Uniti, il Partito Democratico Arabo, il Movimento Arabo Socialista, il Partito Socialista della Nazione Siriana.
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domenica 18 marzo 2012

Nominata dal Parlamento egiziano la Costituente che dovrà scrivere una nuova Carta di principii e garanzie per l'epoca post-Mubarak!


Il Parlamento Egiziano recentemente eletto (dove il FJP della Fratellanza Musulmana ha il 47 per cento dei seggi e l'Al-Nour dei musulmani ortodossi il 29) ha deciso la prossima nomina di una Commissione Costituente di 100 membri (50 parlamentari e 50 della società civile) incaricata di redigere una nuova Carta per il paese, che sappia incarnare i valori e le aspirazioni della Rivoluzione di Piazza Tahrir che all'inizio del 2011 é riuscita in poche settimane di proteste a cancellare trent'anni di autocrazia filo-americana e filo-sionista.

La Costituzione che era in vigore al tempo di Mubarak é attualmente sospesa e questa é proprio una delle 'giustificazioni' accampate dai militari dello SCAF per giustificare la permanenza del loro 'ruolo di controllo e supervisione' del processo politico nazionale; ci si aspetterebbe che, una volta prodotta e approvata una nuova Costituzione le dimissioni di Tantawi e soci dovrebbero essere, se non proprio immediate, quanto meno prossime.

I membri della Costituente verranno scelti tra sei giorni, il 24 marzo, e saranno scelti al 50 per cento tra gli stessi parlamentari e al 50 per cento tra figure della società civile, accademici, opinion leader e altre figure di spicco che possano dare utili contributi al processo di redazione. Vista la fortissima prevalenza dei partiti religiosi all'interno dell'assise parlamentare ci si aspetta naturalmente che la nuova Carta dichiari esplicitamente il Corano "Fonte primaria del Diritto" nel paese e, pur garantendo i dritti delle minoranze (ad esempio la componente copta della popolazione) inserisca chiari riferimenti al ruolo guida della religione musulmana nella Storia e nella società egiziana.
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sabato 17 marzo 2012

Imponente manifestazione a Tunisi per chiedere l'applicazione della Legge Coranica nella nuova Costituzione!


Dozzine di migliaia di persone si sono radunate di fronte alla sede dell'Assemblea Costituente tunisina, eletta lo scorso 23 ottobre con la fortissima affermazione del Partito del Rinascimento musulmano (Ennahda), domandando il riconoscimento del Corano come 'Fonte primaria del Diritto' nella nuova Carta in fase di elaborazione per sostituire quella in uso al tempo delle dittature 'laiciste' di Bourghiba e di Ben Ali e per dichiarare a gran voce che, se il nuovo documento costituzionale non includerà chiari e limpidi riferimenti alla natura musulmana del Paese e al ruolo guida dell'Islam nella sua Storia e nella sua società allora la popolazione non vi riconoscerà alcuna legittimità e non si sentirà vincolata da essa.

"Vogliamo l'Islam, vogliamo la shariah" "Né laicista né secolare, la Tunisia chiede di essere islamica" e "Dal Sacro Corano, una Costituzione giusta" erano gli slogan scanditi e ritmati dalla moltitudine ed echeggiati anche dagli striscioni e dai cartelli portati dai dimostranti. Il processo di scrittura della Costituzione é in fase di sviluppo e il nuovo documento dovrebbe venire presentato nella seconda metà del 2012, secondo alcune fonti bene informate all'incirca durante l'estate.
Attualmente la Tunisia é guidata da una coalizione che vede l'Ennahda come partito di maggioranza con 90 seggi su 217 a sua disposizione, alleata con i partiti del Congresso della Repubblica (socialdemocratico) e del Forum del Lavoro e della Libertà 'Ettakatol' (Socialista e Nazionalista); queste due forze politiche benché non ispirate religiosamente riconoscono il primato dell'Islam nella Storia e nella Cultura tunisina e vogliono che i principii musulmani siano enunciati e rispettati nella vita pubblica.

I 'laicisti arrabbiati' del PDP, il fasullo partito di "opposizione di regime" tollerato da Ben Ali, duramente castigati al voto (ricevendo appena 17 seggi) si sono detti contrari a ogni riferimento alla religione nella Carta costituzionale ma non rappresentano niente a livello parlamentare o popolare.
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