Visualizzazione post con etichetta Metanodotto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Metanodotto. Mostra tutti i post

lunedì 19 dicembre 2011

E Dieci! Nuovo attentato esplosivo al metanodotto che dal Sinai va verso Israele


Il tratto di tubature metanifere che da Al-Arish va verso Israele é stato sottoposto al decimo attacco dinamitardo dallo scorso febbraio, circa cinque chilometri a Sud della cittadina.

Secondo una dichiarazione di ufficiali locali cariche attivate a distranza da "sconosciuti attentatori arrivati in fuoristrada" avrebbero squarciato i tubi senza tuttavia provocare incendi visto che le stazioni di pompaggio verso l'entità ebraica sono ferme da molte settimane.

Nessuna rivendicazione del gesto é stata segnalata; tuttavia le autorità sospettano clan beduini e attivisti opposti ai legami commerciali con Tel Aviv, come quelli già arrestati nel recente passato.

Intanto, al Cairo e nelle maggiori città egiziane la folla rimprovera violentemente al Consiglio Supremo delle Forze Armate di non essersi sufficientemente distaccato dalle politiche e dagli atteggiamenti del passato regime di Mubarak.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 29 novembre 2011

Nono attacco esplosivo ai gasdotti del Sinai, ancora in fiamme le tubature!


L'agenzia stampa britannica Reuters riporta che, per la nona volta dal gennaio 2011, le tubature del metanodotto che veniva usato per rifornire a costo zero di gas il regime ebraico (secondo le clausole dell'umiliante capitolazione di Camp David) sono state soggette a un attacco esplosivo.

Una sezione di tubazioni a Ovest di Al-Arish é saltata in aria nella giornata di lunedì; pochi minuti dopo la prima esplosione una seconda, circa un centinaio di metri più avanti, ha fatto alzare ulteriori fiamme.

Gli attacchi sarebbero stati portati a termine nell'area di Al-Sabel; non ci sarebbero state rivendicazioni.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 26 novembre 2011

Ottavo attacco esplosivo nel Sinai contro il gasdotto che riforniva Israele; pochi i danni, i tubi sono ormai a secco!


Ignoti sabotatori hanno nuovamente colpito, per l'ottava volta da febbraio, il gasdotto che attraverso la penisola del Sinai riforniva, durante il regno di Hosni Mubarak, il regime ebraico di occupazione con il metano egiziano, praticamente 'regalato' a prezzi assurdamente inferiori al suo valore di mercato, secondo quanto imposto dagli Usa con le clausole dell'umiliante capitolazione di Camp David, accettata da Anwar Sadat al momento di prostituire sé stesso, la sua carica e l'eredità della rivoluzione Nasserita alle misere prebende promesse dall'imperialismo occidentale, da pagarsi con l'umiliazione della nazione e l'impoverimento del popolo schiacciato dalle 'liberalizzazioni' e dalle privatizzazioni a favore di pochi boiardi ammanigliati col potere (che si ingraziavano a furia di mazzette e bustarelle).

Tornando all'attacco, testimoni oculari hanno visto diversi sabotatori mascherati collocare cariche esplosive sotto le tubazioni a 60 chilometri a Ovest di Al-Arish, nel Nord del Sinai, prima di dileguarsi e fare brillare il tutto con comandi a distanza, secondo quanto riportato dall'Agence France Presse nella serata di ieri. Nonostante il gran numero di esplosivi collocati le esplosioni hanno causato incendi limitati visto che ormai nelle tubature praticamente non passa più metano.

Gli Egiziani, fin dal trionfo della Rivoluzione di Piazza Tahrir hanno chiesto apertamente lo smantellamento di ogni impianto di pompaggio in direzione del regime sionista; secondo un sondaggio effettuato da Synovate per conto dell'emittente iranian PressTV e pubblicato lo scorso 3 ottobre 73 cittadini egiziani su 100 vogliono l'eliminazione del gasdotto verso Israele, il 9 per cento é a favore e il 12 per cento non ha espresso opinioni in merito.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 15 novembre 2011

Le forze di sicurezza egiziane arrestano due degli attentatori responsabili delle esplosioni di venerdì scorso al metanodotto!


Le forze di sicurezza del Cairo avrebbero catturato due membri del commando che pochi giorni orsono ha portato a termine il settimo attentato esplosivo contro il metanodotto che smista il gas egiziano verso la Giordania e che fino a qualche tempo fa provvedeva anche a rifornire il regime ebraico. L'agenzia stampa mediorientale (MENA) ha rivelato i nomi degli arrestati: sarebbero Abdel Karim Mohammed Ahmed e Ahmed Salem Awad, ambedue parti di un gruppo denominato 'Al Takfeer wal Hijra' e sarebbero stati fermati e quindi tratti in arresto durante una retata a Al-Arish.

I due avrebbero rivelato che a capo del gruppo impegnato ad attaccare il metanodotto in questi ultimi mesi vi sarebbe un certo Mohammed al-Teehi. Il comunicato ufficiale delle forze di sicurezza recita che quest'ultima operazione smentisce chi sosteneva che il Governo di transizione abbia problemi a mantenere il controllo sul suo territorio e che, anche grazie all'intensificazione delle misure di sicurezza, presto tutti i tratti del gasdotto del Sinai saranno al sicuro da proditori attentati esplosivi come quelli che si sono ripetuti da febbraio a oggi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 11 novembre 2011

Ancora in fiamme i metanodotti del Sinai! Settimo attacco esplosivo in nove mesi


Doppia esplosione nella giornata di ieri lungo le tubature e le condotte che servono a portare il metano dall'Egitto alla Giordania e che, prima della deposizione di Mubarak, erano servite a rifornire a prezzi assurdamente bassi anche il regime ebraico, come imposto dalle clausole della ignominiosa capitolazione firmata a Camp David da Anwar Sadat (e che gli valse la condanna a morte tre anni più tardi dopo la sua sigla, con l'attentato del 1982). La prima esplosione, all'una antimeridiana di giovedì 10 novembre, si é registrata a 40 chilometri Ovest da Al-Arish, nel Nord del Sinai, secondo quanto riportato dalla France Presse.

La seconda, presso una stazione di pompaggio vicino a Mazar, ha scatenato un vasto incendio con altissime fiamme che é stato possibile prima contenere e infine domare soltanto molto tardi nella giornata. Testimoni oculari riportano di aver visto una squadra di uomini scendere da un camion e piazzare cariche esplosive lungo il gasdotto, che sono poi state fatte brillare tramite controllo a distanza, dopo che il commando era risalito sul mezzo e si era allontanato.

Il Ministro dell'Energia del Governo ad interim, Abdullah Ghorab, ha dichiarato che "quanto prima" l'Egitto installerà avanzati pacchetti di sorveglianza e sicurezza lungo il metanodotto; per cercare di arginare questi attacchi distruttivi, attribuiti alla popolazione beduina della penisola.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 4 ottobre 2011

Sondaggio d'opinione rivela che tre egiziani su quattro vorrebbero 'tagliare il gas' per sempre al regime sionista!


Secondo un sondaggio svolto su base nazionale da Synovate circa il 73 per cento dei cittadini egiziani ha dichiarato la propria assoluta e totale contrarietà a proseguire sotto qualunque forma le forniture di gas a Israele, solo il 9 per cento del campione statistico era di opinione contraria (favorevole quindi al proseguire le esportazioni) e il 12 per cento non ha azzardato un'opinione in merito.

Tanto nella fascia d'età dai 18 ai 25 che in quella dai 26 ai 35 le percentuali relative rimangono coerenti (72 percento i contrari tra i più giovani, 74 tra i più maturi); per gli Egiziani il fatto di dover esportare gas verso il regime ebraico ha sempre scatenato reazioni molto vibrate, esso infatti, fu uno dei punti più contesi tra le condizioni della cosiddetta 'Pace di Camp David' (in realtà una supina accettazione da parte di Sadat delle condizioni dettate da Tel Aviv e Washington), su cui Carter e Begin furono particolarmente adamantini.

In seguito alla capitolazione di Sadat quello che era stato il più grande avversario di Israele, l'Egitto, si trovò a fornire allo Stato dell'Apartheid quantità enormi di gas combustibile, peraltro svenduto a prezzi del tutto irrealistici, con grave danno per l'erario del Cairo. Laute 'bustarelle' distribuite da politici e uomini d'affari sionisti alla famiglia Mubarak, a ministri e sottosegretari energetici egiziani, garantivano la regolarità e il volume del flusso di metano attraverso i gasdotti del Sinai.

Secondo gli accordi rinnovati nel 2005 Tel Aviv si affidava all'Egitto per il 40 per cento del suo fabbisogno di metano. Da quando il flusso si é quasi del tutto smorzato, risultato della rivoluzione anti-Mubarak e degli attentati esplosivi dei beduini del Sinai contro le stazioni di pompaggio, Israele é stato costretto ad alzare vertiginosamente i prezzi delle bollette (contribuendo così a scatenare le proteste degli 'indignati') e ad aumentare lo sfruttamento dei giacimenti marini di metano, fino ad esaurire il pozzo di Yam Thetys.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 27 settembre 2011

Quinto attacco esplosivo in pochi mesi contro il gasdotto egiziano ad Al-Arish, nella Penisola del Sinai!


Dopo l'esplosione che ha squassato l'aria nelle prime ore di martedì 27 settembre, una nuova lingua ruggente di gas in fiamme segna il punto in cui ignoti attentatori hanno dinamitato, per la quinta volta consecutiva, la stazione di pompaggio del metanodotto del Sinai presso Al-Arish.

L'impianto garantisce l'afflusso di gas combustibile egiziano verso la Giordania e, fino a pochi mesi fa, anche verso il regime dell'occupazione sionsita. In seguito alle proteste che hanno causato la caduta di Mubarak, tuttavia, questo secondo flusso si é praticamente arrestato, anche se non si arrestano gli attentati contro gli impianti.

Naturalmente tali gesti devono essere inquadrati in dinamiche complesse, dove entrano in gioco anche le condizioni delle popolazioni beduine native del Sinai e il loro trattamento da parte delle autorità egiziane. L'interruzione del flusso di metano verso Israele ha spinto il regime sionista a intensificare lo sfruttamento dei giacimenti offshore, uno dei quali si é recentemente esaurito, e causando comunque un deciso aumento della bolletta energetica.

Sotto la dittatura di Mubarak l'Egitto riforniva lo Stato ebraico di metano a prezzi incredibilmente più bassi di quelli praticati pure dai più grandi esportatori di gas mondiale (come Algeria, Qatar, Russia o Iran) grazie al versamento di copiose mazzette che finivano in tasca anche ai due figli del 'Faraone'.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 14 luglio 2011

Tuqan: "Dieci giorni per ristabilire il flusso del metano tra Egitto e Giordania!"


Ci vorranno circa dieci giorni per completare le riparazioni al metanodotto del Sinai colpito recentemente dal quarto attentato esplosivo dall'inizio dell'anno. Così ha dichiarato in una intervista rilasciata all'agenzia di stampa ufficiale "Petra" il Ministro dell'Energia del regno ascemita di Giordania, Khalid Touqan.



Anche se avvenuto ad El-Arish, letteralmente sul confine israeliano e inteso come atto di protesta e avvertimento alle reiterate dichiarazioni del governo di transizione per la ripresa delle forniture metanifere allo Stato ebraico l'attentato (e il conseguente vasto e distruttivo incendio) hanno interrotto il flusso del combustibile anche verso Amman.

I governanti giordani avranno sudato certo freddo per l'interruzione delle forniture visto che tra dicembre e gennaio, proprio nel periodo tra la caduta del tunisino Ben Ali e quella di Mubarak Amman era stata teatro di forti proteste scatenate proprio dal rincaro dei generi di prima necessità, tra cui il gas combustibile. Nonostante confini con due dei più formidabili esportatori di greggio e metano del pianeta (Irak e Arabia Saudita) il piccolo regno di Re Abdallah é pressoché sprovvisto di giacimenti di idrocarburi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.