Continuano le evoluzioni interne al Movimento musulmano di Resistenza Hamas che, dopo la 'sbandata' per il campo qatariota-wahabita presa da alcuni suoi dirigenti circa un paio d'anni fa, sembra (complice anche la palese sconfitta degli insorgenti takfiri in Siria, che si sono consumati invano contro l'Asse della Resistenza) comincia a contestare come azzardato il passo fatto da Mishaal, Marzouk, Haniyeh ed altri e vede rafforzarsi sempre più una 'opposizione interna' centrata intorno a Mahmoud Zahar e alla figura del martire Jaabari, già comandante delle Brigate Qassam, assassinato dai sionisti all'inizio dell'ultima fase di scontro tra l'entità sionista e Gaza, si sospetta con la cooperazione dei servizi segreti del Qatar.
Questa fazione pro-Resistenza sarebbe molto forte nei territori Palestinesi, mentre ovviamente i dirigenti traditori avrebbero la maggioranza dei quadri burocratici di Hamas fuori dalla Palestina ma, soprattutto, sarebbe maggioritaria tra i militanti delle Brigate Qassam, che hanno bisogno del sostegno tattico, logistico e addestrativo dell'Iran, che ultimamente é andato di preferenza alla Jihad Islamica Palestinese e alle sue Saraya Al-Quds e persino al marxista PFLP e alle sue Brigate Abu Ali Mustafa.
La parte di Hamas fedele alla Resistenza starebbe cercando di salvare in tutti i modi la sua relazione privilegiata con Hezbollah, inviando a Beirut prove che la guardia del corpo di Mishaal andata a combattere in Siria lo avrebbe fatto solo dopo essere stata espulsa dal Movimento e come adesso essa si troverebbe persino in stato di arresto nelle mani dei wahabiti di Al-Nusra.
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sabato 22 giugno 2013
Nelle fila di Hamas cresce il risentimento verso i traditori di Assad e della Resistenza, si cerca di salvare il rapporto con Hezbollah!
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giovedì 23 maggio 2013
Mursi e Qandil vanno a "fare la ruota" davanti alle telecamere coi poliziotti liberati ma non chiedono scusa a Gaza!
Dopo la pantomima (che sarebbe stata ridicola se non avesse creato una tragedia per quasi mille cittadini Palestinesi) della chiusura arbitraria del varco di Rafah dopo il rapimento di sette poliziotti da parte di beduini armati nella Penisola del Sinai il Governo egiziano ha riaperto i collegamenti con Gaza dopo che i sequestrati sono stati liberati; ovviamente senza che emergesse alcun collegamento tra i rapitori e l'enclave palestinese strozzata da Israele (e spesso ormai anche dall'Egitto).Cercando di beneficiare al massimo dalla partecipazione a questo apparente successo delle operazioni di ricerca scatenate dall'Esercito nella Penisola desertica negli ultimi giorni, il Presidente Mohamed Mursi e il Premier Hisham Qandil si sono precipitati (come si vede in foto) alla base aerea di Almaza dove gli uomini rilasciati sono stati condotti.
Nelle conferenze stampa rilasciate finora Mursi ha negato recisamente che vi siano state 'trattative' coi sequestratori, ma, con apparente dissonanza cognitiva ha detto che la liberazione degli ostaggi "segna il punto di partenza per la soluzione definitiva dei problemi del Sinai e dei suoi abitanti". Non sono pervenute parole di scusa verso il ghetto di Gaza, o verso le centinaia di Palestinesi lasciati isolati al di là di Rafah per tutti i giorni della sua chiusura.
domenica 19 maggio 2013
L'Egitto chiude arbitrariamente il varco di Rafah bloccando ottocento Palestinesi!
Che la gestione della Cosa Pubblica da parte dell'Ikhwan musulmana allineata con Sauditi e Qatarioti (e sotto sotto ansiosa di riconoscimenti e accordi con Israele e Usa) nell'Egitto post-Mubarak si stia rivelando un clamoroso e colossale fallimento lo dimostrano molte cose: la crisi economica, il fermento delle forze rivoluzionarie deluse dal tran-tran del duetto Morsi-Qandil, i continui rimpasti governativi, e, ultimo ma non meno importante, la totale perdita di controllo sul Sinai.
Lo scorso giovedì, per esempio, un certo numero di poliziotti egiziani che lavoravano al varco di Rafah sono stati rapiti da non meglio precisati 'beduini' del Sinai; puntualmente, piuttosto che lanciare operazioni a vasto raggio per individuare i prigionieri e liberarli i loro colleghi hanno preferito la più facile opzione di serrare i cancelli dell'unico valico che permette agli abitanti di Gaza il transito fuori dal ghetto assediato da israhell, bloccando peraltro ottocento cittadini della Striscia che dovevano rientrare alle loro case dopo essere stati in Egitto.
Questa 'rappresaglia' insensata (i beduini del Sinai certo non hanno collegamenti con Gaza) dimostra l'arroganza e l'impotenza della corrente amministrazione egiziana e speriamo faccia riflettere profondamente i Mishaal, i Marzouk e gli Haniyeh che hanno pensato frettolosamente di abbandonare l'Asse della Resistenza per allearsi con i Fratelli Musulmani e i loro finanziatori wahabiti.
Lo scorso giovedì, per esempio, un certo numero di poliziotti egiziani che lavoravano al varco di Rafah sono stati rapiti da non meglio precisati 'beduini' del Sinai; puntualmente, piuttosto che lanciare operazioni a vasto raggio per individuare i prigionieri e liberarli i loro colleghi hanno preferito la più facile opzione di serrare i cancelli dell'unico valico che permette agli abitanti di Gaza il transito fuori dal ghetto assediato da israhell, bloccando peraltro ottocento cittadini della Striscia che dovevano rientrare alle loro case dopo essere stati in Egitto.
Questa 'rappresaglia' insensata (i beduini del Sinai certo non hanno collegamenti con Gaza) dimostra l'arroganza e l'impotenza della corrente amministrazione egiziana e speriamo faccia riflettere profondamente i Mishaal, i Marzouk e gli Haniyeh che hanno pensato frettolosamente di abbandonare l'Asse della Resistenza per allearsi con i Fratelli Musulmani e i loro finanziatori wahabiti.
martedì 5 febbraio 2013
Haniyyeh dichiara: "Hamas si batterà per il Diritto al Ritorno dei Rifugiati!" Se lo dice lui...
Secondo una recente dichiarazione del Premier palestinese Ismail Haniyyah, Hamas ha ogni intenzione di battersi per garantire il Diritto al Ritorno dei palestinesi resi profughi dalle invasioni sioniste del 1948 e del 1967, nonché, coerentemente, di tutti i loro discendenti.
Pochi mesi fa Ismail Haniyyeh non avrebbe nemmeno avuto bisogno di "pensare" di fare una simile dichiarazione. Che Hamas avrebbe lottato per il Diritto al Ritorno era logico, così come era logico che Hamas, 'Movimento Musulmano di Resistenza' avrebbe lottato contro la colonizzazione e la giudaizzazione dei Territori Occupati, contro le demolizioni di villaggi, pozzi e infrastrutture palestinesi, contro le minacce ebraiche al Sacro Tempio di Al-Aqsa e alla Città Santa di Al-Quds.
Ma, quando una parte della dirigenza di Hamas ha TRADITO gli ideali di Resistenza e i loro sostenitori e si sono cominciate a rincorrersi voci sull'accettazione della fallace 'Soluzione a Due Stati' allora é divenuto necessario anche ripetere ovvietà come queste visto che, con una dirigenza di voltagabbana e traditori a libro-paga degli Emiri del petrolio filo-americani, ormai tutto é possibile, anche che Hamas abbandoni al loro fato i profughi della diaspora...
Pochi mesi fa Ismail Haniyyeh non avrebbe nemmeno avuto bisogno di "pensare" di fare una simile dichiarazione. Che Hamas avrebbe lottato per il Diritto al Ritorno era logico, così come era logico che Hamas, 'Movimento Musulmano di Resistenza' avrebbe lottato contro la colonizzazione e la giudaizzazione dei Territori Occupati, contro le demolizioni di villaggi, pozzi e infrastrutture palestinesi, contro le minacce ebraiche al Sacro Tempio di Al-Aqsa e alla Città Santa di Al-Quds.
Ma, quando una parte della dirigenza di Hamas ha TRADITO gli ideali di Resistenza e i loro sostenitori e si sono cominciate a rincorrersi voci sull'accettazione della fallace 'Soluzione a Due Stati' allora é divenuto necessario anche ripetere ovvietà come queste visto che, con una dirigenza di voltagabbana e traditori a libro-paga degli Emiri del petrolio filo-americani, ormai tutto é possibile, anche che Hamas abbandoni al loro fato i profughi della diaspora...
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mercoledì 23 gennaio 2013
La Jihad Islamica beneficia del crescente sostegno iraniano conseguente allo 'scollamento' tra Teheran e Hamas!
Fino all'anno scorso, lo si può vedere benissimo persino da molti articoli pubblicati su queste pagine, la Repubblica Islamica dell'Iran era senza alcun dubbio il principale finanziatore e sponsor dei gruppi palestinesi che facevano della Resistenza anche tramite la lotta armata il manifesto principale della loro attività: Hamas e la Jihad Islamica palestinese.
Adesso la situazione é molto cambiata: col voltafaccia consumato da dirigenti di primo piano come Mishaal e Marzouk non è abbastanza la pur commendevole e sincera fedeltà all'ideale di Lotta di Mahmoud Zahar e delle Brigate Qassam a cancellare l'offesa fatta ad Assad e all'Asse della Resistenza dai vertici di Hamas, i rapporti tra Iran e Hamas sono in fase di riflusso e, come facilmente si può intuire la prima a beneficiarne é l'organizzazione di Ramadan Shallah: la Jihad Islamica palestinese.
Recenti immagini arrivate dalla Striscia di Gaza già confermano le prime avvisaglie di questa nuova realtà: alle colonne in camo/nero/oro armate con il 'classico' kit AK-74 e RPG-16 si affiancano sempre più numerosi militanti dotati di elmetti di kevlar, protezioni balistiche, widget elettronici satellitari, avanzati fucili d'assalto in carbonio e plastiche: tutti "Made in Teheran". Un deciso salto in avanti per le Brigate Al-Quds! (Braccio armato della Jihad).
Il dignitario della Jihad Khader Habeeb ha dichiarato che l'incremento del sostegno iraniano alla sua fazione dipende dalla soddisfazione con cui sono stati recepiti i suoi recenti successi anche durante la recente aggressione militare sionista contro Gaza.
Il tempo e la pazienza ci diranno se, nonostante il grave 'vulnus' inflitto dall'ala "filo-wahabita", il rapporto Hamas-Iran potrà in qualche modo essere salvato o se, a causa del piccolo calcolo egoista di alcuni burocrati rimasti in vita per tredici anni grazie alla protezione iraniana e siriana, tutto il sostegno dell'Asse della Resistenza verrà riposizionato solo e ultimamente sugli uomini di Shallah, Habeeb e Al-Mudalal.
Adesso la situazione é molto cambiata: col voltafaccia consumato da dirigenti di primo piano come Mishaal e Marzouk non è abbastanza la pur commendevole e sincera fedeltà all'ideale di Lotta di Mahmoud Zahar e delle Brigate Qassam a cancellare l'offesa fatta ad Assad e all'Asse della Resistenza dai vertici di Hamas, i rapporti tra Iran e Hamas sono in fase di riflusso e, come facilmente si può intuire la prima a beneficiarne é l'organizzazione di Ramadan Shallah: la Jihad Islamica palestinese.
Recenti immagini arrivate dalla Striscia di Gaza già confermano le prime avvisaglie di questa nuova realtà: alle colonne in camo/nero/oro armate con il 'classico' kit AK-74 e RPG-16 si affiancano sempre più numerosi militanti dotati di elmetti di kevlar, protezioni balistiche, widget elettronici satellitari, avanzati fucili d'assalto in carbonio e plastiche: tutti "Made in Teheran". Un deciso salto in avanti per le Brigate Al-Quds! (Braccio armato della Jihad).
Il dignitario della Jihad Khader Habeeb ha dichiarato che l'incremento del sostegno iraniano alla sua fazione dipende dalla soddisfazione con cui sono stati recepiti i suoi recenti successi anche durante la recente aggressione militare sionista contro Gaza.
Il tempo e la pazienza ci diranno se, nonostante il grave 'vulnus' inflitto dall'ala "filo-wahabita", il rapporto Hamas-Iran potrà in qualche modo essere salvato o se, a causa del piccolo calcolo egoista di alcuni burocrati rimasti in vita per tredici anni grazie alla protezione iraniana e siriana, tutto il sostegno dell'Asse della Resistenza verrà riposizionato solo e ultimamente sugli uomini di Shallah, Habeeb e Al-Mudalal.
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