Visualizzazione post con etichetta Diaspora. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Diaspora. Mostra tutti i post

venerdì 4 gennaio 2019

I media "liberal" cinguettano per l'elezione di una immigrata palestinese al Congresso...

Che ACCIDENTI ci sarebbe da "festeggiare"?

Il fatto che i Palestinesi siano stati cacciati dalla loro terra e fatti diventare l'ennesima micro-minoranza del vomitevole "melting pot" a stellestrisce SE MAI è qualcosa che dovrebbe far gioire i sionisti.

Che col potere dell'Onnipotente Dollaro e della Federal Reserve possono giustamente "fregarsene di chi fa le leggi in un paese", come diceva il Vecchio Rotschild.

domenica 5 febbraio 2017

Il Ministro degli Esteri Nicaraguegno attacca l'impunità con cui israhell compie i suoi crimini!

Quando circa un anno fa sono stato ospite alla conferenza internazionale "I Partiti per una Nuova Società" a Città del Messico mi sono stupito di quanta attenzione prestassero alle vicende mediorientali i compagni e colleghi della Latinoamerica, in un vero esempio di solidarietà anti-imperialista internazionale. (Nel link, la mia foto coi compagni Yousef e Hazan del DFLP)

Ospite a un evento pubblico ("Costruire Ponti con la Diaspora Palestinese in Centro America) a favore della Palestina il Ministro degli Esteri Nicaraguegno Denis Moncada ha vivamente e aspramente criticato l'impunità con cui il regime di occupazione sionista della Palestina conduce le sue pratiche di colonizzazione e persecuzione dei legittimi abitanti di quella zona.

sabato 27 giugno 2015

Il leader Druso Wahhab visita la Siria, loda gli abitanti di Majdal Shams per la loro Resistenza!

Wiam Wahhab, leader druso libanese capo del Partito dell'Unificazione sta facendo del suo meglio per tenere unita la propria comunità sotto la bandiera della Resistenza e della Dignità, mentre il PSP di Jumblatt, invece, si umilia nella sua connivenza con i terroristi.

Ieri egli ha attraversato il confine con la Siria, incurante del pericolo dei combattimenti che infuriano tra Sweida e Daraa, per visitare la comunità drusa di Hadar, sulle pendici del Monte Hermon, per portare di persona un messaggio di speranza e dignità agli abitanti della zona.

lunedì 15 giugno 2015

Il leader del Partito Tawhid dichiara: "I Drusi libanesi devono mobilitarsi per proteggere i loro fratelli!"

Le voci di atrocità e stragi commesse contro la minoranza drusa nelle aree della Siria occupate dai terroristi stranieri e i recenti intensi combattimenti nella zona di Sweida, dove é presente una numerosa comunità drusa hanno spinto il leader del Partito druso dell'Unificazione (Tawhid) Wiam Wahhab a dichiarare pubblicamente che la comunità drusa libanese ha il dovere di mobilitare le proprie risorse e far scattare la rete di solidarietà della diaspora drusa nel mondo per fornire armi e volontari per una milizia drusa che intervenga in Siria a protezione dei suoi confratelli.

Sappiamo benissimo che i Drusi sono presenti a migliaia nelle forze armate siriane (a partire dal popolare e abile Generale Issam Zahr Eddine)  e proprio intorno a Sweida nelle ultime settimane si é formata una milizia drusa organizzata dal Generale in pensione Nayaf al-Aaql, che comandò la 104esima Brigata della Guardia Repubblicana in Libano, respingendo i sionisti nella Battaglia di Beirut Est (1982).

martedì 10 settembre 2013

Il leader del PFLP-GC ribadisce la sua lealtà alla Siria e ad Assad: "Colpiremo Israele in caso di provocazione o attacco!"

Ahmed Jibril, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - Comando Generale ha dichiarato: “Le fazioni della resistenza palestinese risponderanno a qualsiasi aggressione contro la Siria. La Siria è stata la custode della Rivoluzione e della lotta armata palestinese contro Israele. La Siria resisterà agli attacchi.”

Jibril, nel corso di una ntervista televisiva ha aggiunto: " Dopo quello che è successo in Iraq con l’occupazione di terra araba, il Presidente siriano Bashar al –Assad si è rifiutato di rompere l’alleanza con Hezbollah, come voleva l’Occidente, lo ha confermato anche il suo segretario generale, Sayyed Hassan Nasrallah, che ha esaltato il sostegno della Siria nel 2006 contro Israele".

Jibril ha rivelato che “c'è stato un tentativo segreto di colpo di stato in Siria, guidato da un gruppo di ufficiali e, dopo il suo fallimento, la Siria ha continuato a rafforzare i legami con l'Iran, Hezbollah e la resistenza in Palestina. Dopo tutti questi tentativi falliti di eliminare la Siria, l'Occidente ha creato questa insorgenza mercenaria per indebolirla.”

Jibril ha ribadito che “il popolo palestinese nelle terre occupate, quelli della diaspora del 48 e 67 e nella Striscia di Gaza è con la Siria.”

" Sarebbe legittimo – ha concluso Jibril - da parte del Fronte popolare colpire tutti gli obiettivi di Israele in caso di aggressione alla Siria.”

Le dichiarazioni del Segretario Generale Jibril sono state tradotte a opera della redazione di "Liberiamo la Palestina" .

giovedì 8 agosto 2013

Il PFLP denuncia ancora le fasulle 'trattative' a cui si piega Fatah: "Resistenza e Diritto al Ritorno, altro che 'negoziati'!"

A dimostrazione di come la stragrande maggior parte degli abitanti legittimi della Palestina, sia nei territori occupati che nella Diaspora, siano completamente contrari a qualunque 'ripresa dei negoziati' (Un'impostura voluta da John Kerry per permettere a Israele di ampliare le proprie colonie e procedere quietamente con il genocidio della popolazione beduina mentre a Ramallah si perde tempo nella Sala della Pallacorda) il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ancora una volta ha denunciato la completa inutilità di questi fittizi 'dialoghi', tramite il suo rappresentante in esilio Maher Taher.

Membro del Politburo del PFLP e leader della sua sezione in esilio,  Taher ha recisamente rifiutato la decisione della ripresa dei negoziati e la considera inaccettabile in qualsiasi forma e incompatibile con la posizione presa da istituzioni palestinesi. Sottolineando che si possa raggiungere l'indipendenza e il Diritto al Ritorno, tutto il resto non sono che parole che hanno lo scopo di ingannare e fuorviare il Popolo palestinese.

Taher ha anche affermato che il Fronte continuerà la sua attività in segno di protesta contro i negoziati, invitando il popolo palestinese in tutti i campi profughi a manifestare, per dimostrare a tutto il mondo la condanno contro questo passo inaccettabile.

martedì 5 febbraio 2013

Haniyyeh dichiara: "Hamas si batterà per il Diritto al Ritorno dei Rifugiati!" Se lo dice lui...

Secondo una recente dichiarazione del Premier palestinese Ismail Haniyyah, Hamas ha ogni intenzione di battersi per garantire il Diritto al Ritorno dei palestinesi resi profughi dalle invasioni sioniste del 1948 e del 1967, nonché, coerentemente, di tutti i loro discendenti.

Pochi mesi fa Ismail Haniyyeh non avrebbe nemmeno avuto bisogno di "pensare" di fare una simile dichiarazione. Che Hamas avrebbe lottato per il Diritto al Ritorno era logico, così come era logico che Hamas, 'Movimento Musulmano di Resistenza' avrebbe lottato contro la colonizzazione e la giudaizzazione dei Territori Occupati, contro le demolizioni di villaggi, pozzi e infrastrutture palestinesi, contro le minacce ebraiche al Sacro Tempio di Al-Aqsa e alla Città Santa di Al-Quds.

Ma, quando una parte della dirigenza di Hamas ha TRADITO gli ideali di Resistenza e i loro sostenitori e si sono cominciate a rincorrersi voci sull'accettazione della fallace 'Soluzione a Due Stati' allora é divenuto necessario anche ripetere ovvietà come queste visto che, con una dirigenza di voltagabbana e traditori a libro-paga degli Emiri del petrolio filo-americani, ormai tutto é possibile, anche che Hamas abbandoni al loro fato i profughi della diaspora...
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 30 marzo 2012

Centinaia di migliaia di Palestinesi onorano la "Giornata della Terra" marciando da tutta la Striscia verso Beit Hanoun!


Una enorme partecipazione popolare ha contraddistinto le manifestazioni odierne per la "Giornata della Terra Palestinese", che ha coinvolto milioni di persone, Palestinesi, Arabi, Musulmani e sostenitori del Diritto e della Libertà di ogni nazione e continente, ma in nessun'altra zona della Terra la partecipazione é stata vasta e commovente come a Gaza.

Forse i generali e i politici sionisti credevano che lo stato di prostrazione e sofferenza in cui il ghetto palestinese versa a causa dello strangolamento economico da loro imposto verso di esso avrebbe scoraggiato i suoi abitanti dal marciare e dal manifestare, ma, ancora una volta, si sono ingannati.

 I sionazisti non hanno imparato nulla dalle lezioni di vent'anni di sconfitte e ritirate inflitte loro dalla Resistenza, più essi stringono la presa, più coscienze volontà sfuggono alla loro morsa e si levano pronte a Resistere e combattere con tutte le loro forze; qualcosina sulla volontà e determinazione del popolo che da sessant'anni cercano ostinatamente e senza alcun successo di umiliare, piegare, deportare, sterminare gliela insegneranno le immagini di oggi di dozzine, centinaia di migliaia di abitanti dell'enclave costiera assediata che con qualsiasi mezzo, ma soprattutto a piedi, vista la devastante penuria di gasolio e carburanti, si sono avviati verso Beit Hanoun, punto più vicino a Gerusalemme dell'intera Striscia.

Anche i membri della delegazione parlamentare egiziana hanno presenziato alla manifestazione, che ha avuto echi in Egitto, Giordania, Libano, Siria e altri paesi circonvicini, specialmente quelli che ospitano comunità palestinesi della Diaspora.

AGGIORNAMENTO: Siamo stati raggiunti ora (h 17.08) da agenzie che dicono che ci sarebbero almeno sei persone ferite tra i dimostranti di Gaza, raggiunti dal codardo fuoco di cecchini sionisti. Vi forniremo nuovi dettagli sulla cosa mano a mano che verranno ad emergere.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 19 marzo 2012

Sarà il Presidente tunisino Marzouki a tenere a battesimo la prossima Conferenza della Diaspora palestinese in Europa, a fine aprile a Copenhagen!


Il Presidente tunisino Moncef Marzouki del Forum del Lavoro e delle Libertà (Ettakatol), alleato laico (ma non laicista) del Partito del Rinascimento musulmano (Ennahda) farà da padrino alla annuale Conferenza dei Palestinesi in Europa, che si terrà il prossimo 28 aprile nella capitale danese Copenhagen. Lo ha annunciato il Segretario Generale della Conferenza Europea dei Palestinesi, Adel Abdullah, parlando con esponenti dell'Agenzia Quds Press, dopo avere incontrato lo stesso Marzouki per ricevere la sua solidarietà nei confronti della Diaspora palestinese.

Abdullah ha dichiarato che la posizione di Marzouki non lo ha sorpreso, ma é stata anzi la conferma delle sue note posizioni antisioniste e pro-Palestina, derivanti dal suo impegno umanitario e dal suo innato rifiuto di ogni regime di oppressione e occupazione coloniale. Abdullah ha dichiarato che il sostegno per la Palestina e i Palestinesi é diffuso a ogni livello nella società e nel mondo politico tunisino e che, con i cambiamenti e rinnovamenti dovuti alla Rivoluzione del gennaio 2011 tale solidarietà é pronta a esprimersi in molti modi.

La Conferenza di Copenhagen sarà il momento di incontro di migliaia e migliaia di Palestinesi dai paesi europei più diversi, che potranno ascoltare seminari e conferenze sulla situazione in patria e sui progetti e le prospettive per l'immediato e il prossimo futuro su come affermare, rivendicare e infine esercitare il Diritto al Ritorno, contemporaneamente all'abbattimento e al superamento del regime ebraico di occupazione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 21 dicembre 2011

Hamas chiama alla creazione di un Esercito Arabo di Liberazione che marci su Gerusalemme!


Il Dipartimento di Hamas per gli Affari dei Rifugiati ha esortato il Governo Haniyeh a mettersi all'opera per dare il via alla formazione di un Esercito Arabo di Liberazione che debba, nel prossimo futuro, marciare sulla capitale palestinese di Gerusalemme per scacciarne gli occupanti sionisti e metterne al sicuro il patrimonio storico, artistico e archeologico dalle mire devastatrici e giudaizzatrici del regime dell'apartheid.

In un comunicato stampa il Dipartimento ha sottolineato il bisogno di rendere le comunità palestinesi della diaspora parte integrante e fondamentale di un simile progetto, chiedendo in particolare ai paesi che recentemente hanno sperimentato le rivoluzioni della Primavera Araba di dare il "la" ai passi preparatori della formazione di una simile forza armata.



Prima tra questi passi dovrebbe essere la formazione di "Brigate Al-Quds" in ogni paese arabo, invitando i profughi palestinesi a farne parte fin dal principio, nonché costituire un Centro di Comando internazionale che possa supervisionare l'Esercito e le sue varie componenti. Il Dipartimento ha dichiarato che una simile iniziativa sarebbe l'unica reazione sensata ai crescenti pericoli che assediano la città araba di Gerusalemme e i suoi abitanti.

"Siamo confidenti che la battaglia per la liberazione di Al-Quds sia ormai alle porte e che da essa debba scaturire una grande vittoria per le armi e la Causa nazionale palestinese".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 11 febbraio 2011

Hamas: "Le 'elezioni' indette da Fatah non avranno alcun valore o significato"



Il Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha rinnovato il proprio netto e totale rifiuto di qualunque ipotesi elettorale non preceduta da una saldatura dell'unità nazionale palestinese, perdutasi a causa del tentativo di Fatah di rovesciare con la forza gli equilibri politici,volti a suo sfavore con l'esito delle regolari elezioni politiche del 2006.

"Una decisione unilaterale in tal senso", ha affermato da Gaza un portavoce della Resistenza, "si risolverebbe unicamente in un vantaggio per Israele e in un vulnus e un danno all'interesse nazionale palestinese, già gravemente messo alla prova dal contegno collaborazionista e servile assunto dalla fazione Fatah in Cisgiordania".

"Il tentativo di organizzare delle presunte elezioni sotto la minaccia degli apparati repressivi di Fatah dimostra come il potere di Mahmud Abbas e del suo 'primo ministro' Fayyad si regga unicamente sulle baionette, un regno di terrore che viene alimentato col denaro straniero che fluisce dalle casse dei 'paesi donatori' ai conti corrente e alle cassette di sicurezza dei boiardi della cosiddetta Anp, senza beneficiare per nulla il popolo sottoposto alle persecuzioni sioniste e alle angherie della gendarmeria indigena di Ramallah".
Da quando Fatah ha preso in mano la Cisgiordania l'unica cosa che é migliorata o incrementata é il ritmo e la frequenza con cui militanti e sostenitori di Hamas vengono rapiti e torturati, come mostra questo sconvolgente video.
"Lo scandalo dei documenti segreti rivelati da Al-Jazeera ha reso pubblico ed evidente a tutti quanto i militanti della Resistenza e i sostenitori sinceri della Causa palestinese sospettavano ormai da molto tempo: Abbas e i suoi complici sono interessati solamente nella saldezza delle loro poltrone e nel continuo afflusso di denaro straniero per loro personale beneficio, a questi obiettivi sarebbero in grado di sacrificare ogni cosa, ivi compresi i diritti di tutti i Palestinesi del 1948, della Nakba, dell'occupazione e della Diaspora; il tentativo di imbastire un'impostura elettorale dovrebbe servire da specchietto per le allodole, ma non é altro che un maldestro tentativo di mascherare la stagnazione di ogni processo 'negoziale' e l'abiezione morale di coloro che si sono abituati ad esercitare il Potere per il Potere, senza alcuna considerazione o preoccupazione per le istanze e le necessità del Popolo".

Hamas ha invitato Abu Mazen e il suo 'premier' a riconsiderare la cosa e ad allentare la morsa dell'oppressione sui cittadini cisgiordani, in caso contrario, si legge nel comunicato, entrambe i leader, insieme a tutti i loro sodali e alleati, saranno prima o poi chiamati a rendere conto delle loro azioni di fronte alla Giustizia umana, divina e della Storia.

martedì 25 gennaio 2011

Amayreh: "Se i documenti rivelati da Al-Jazeera non verranno smentiti allora Abbas e i dirigenti di Fatah sono tutti dei traditori"


Se le incredibili rivelazioni fatte domenica sera sugli schermi della tv satellitare Al-Jazeera sulla piaggieria e il servilismo dei dirigenti di Fatah coinvolti nei "negoziati" con lo Stato sionista dovessero risultare veritiere e confermate (e non sembra che nessuno, in oltre 24 ore, si sia fatto avanti per confutarle e/o smentirle), la naturale e logica conclusione dovrebbe essere quella di definire chiunque sia stato coinvolto in quegli episodi di abietto collaborazionismo come nient'altro che un traditore.

Un traditore della Palestina, della sua causa nazionale, del suo popolo, dei suoi martiri e dei prigionieri che languono nelle celle delle galere sioniste, sottoposti a crudeltà fisiche e mentali.

Al-Jazeera ha dichiarato di avere ottenuto tra i 1600 e i 1700 documenti, per la maggior parte minute di incontri fra funzionari di Fatah, esponenti sionisti e "mediatori" americani. Secondo questi documenti i 'negoziatori' palestinesi avrebbero proposto a Israele di mantenere il controllo di tutti gli insediamenti ebraici illegali costruiti sulla terra palestinese rubata e occupata tramite gli sfratti, le demolizioni, gli espropri irregolari, compiuti in spregio alle risoluzioni ONU che assegnano la parte orientale della Città Santa come capitale del costruendo Stato palestinese.

Fatah avrebbe accettato entusiasticamente il ruolo di "subappaltatore" delle persecuzioni e torture sioniste contro i militanti della Resistenza, compito che ha già iniziato a svolgere, come testimoniano le incarcerazioni illegali di simpatizzanti e militanti di Hamas dal 2007 a oggi. Al-Jazeera, ansiosa di capitalizzare l'attenzione e lo scandalo suscitato dalle sue rivelazioni, ha annunciato per i prossimi giorni altri 'scoop' riguardanti il Diritto al Ritorno e la 'coordinazione' con le agenzie di intelligence israeliane e occidentali.

Questi documenti espongono in piena luce l'irresponsabilità, la stupidità, la corruzione e l'egoismo del gruppo dirigente di Fatah, avvolto così profondamente nel sogno oppiaceo del "negoziato" da diventare complice volenteroso e carnefice entusiasta dello stesso popolo che ufficialmente proclama di rappresentare, in un caso rivoltante di identificazione col suo stesso persecutore sionista, come quei kapò che, in mezzo alla tragedia dei campi di sterminio, diventavano col passare del tempo sempre più ammiratori delle SS e sempre più insensibili alle sofferenze dei loro compatrioti e correligionari.

Persino se tutti i Palestinesi fossero d'accordo, persino se si tenesse un referendum chiaro, trasparente e democratico in tutta la Cisgiordania e in tutta la Striscia di Gaza e in tutti i campi profughi mediorientali e in tutte le comunità della Diaspora palestinese in tutto il mondo, e persino se tale referendum fosse vinto da Fata al 99,99999999999_%, nemmeno in quel caso Abbas e Qureyah e Erekat e Fayyad avrebbero il diritto di consegnare Al-Quds, Gerusalemme (o 'Yerushalahim', come in un apice di servilismo Erekat riuscì a chiamarla nel corso di una discussione con gli israeliani) allo Stato ebraico.

Nemmeno in quel caso.

Perché Gerusalemme non può appartenere solo a un popolo, solo a una cultura, Gerusalemme é un gioiello sacro per i musulmani e per i cristiani di ogni setta e denominazione e deve essere mantenuta accessibile e integra e fruibile per tutte queste comunità: Israele ha intenzione di giudaizzarla completamente, sventrandone gli antichi quartieri crociati, armeni, musulmani, spianandone gli antichi cimiteri, riempendola di crassi e volgari "parchi di divertimenti" per ignoranti turisti americani; questo processo é già iniziato, ne sentiamo gli annunci, i gerosolimitani arabi (cristiani e musulmani) ne soffrono già le conseguenze.

In ultimo, in una goffa mossa di tentata giustificazione, certi esponenti di Fatah hanno cercato di sostenere di avere sempre condiviso i documenti in questione con gli Egiziani, i Giordani, i Sauditi. Come si usa dire "peggio la toppa del buco", perché ammettere una tale 'condivisione' cancella le ultime differenze che, apparentemente, rimanevano fra un Abu Mazen e un Mubarak, un Re Abdallah o un monarca della Casa di Saud: piccoli principotti e dittatorelli ingrassatisi con la corruzione e la svendita degli interessi nazionali a Stati Uniti, Inghilterra, Israele...chi sceglierebbe mai di farsi rappresentare da gente simile? Nessuno e infatti Mubarak e Re Abdallah fanno molta attenzione a truccare con cura ogni 'elezione' che indicono, i Monarchi di Saud, invece, non si pongono proprio il problema. Che strada sceglierà Abu Mazen? Rimarrà in eterno a occupare abusivamente la poltrona di Presidente dell'ANP senza mai indire nuove elezioni (la sua carica é scaduta esattamente due anni orsono), oppure si farà "incoronare" re? Qualunque strada prenda, essa conduce alla sconfitta e all'umiliazione dei palestinesi.

lunedì 24 gennaio 2011

Senza vergogna! I calabraghe di Fatah erano pronti a vendersi tutta Gerusalemme!!


Altro che le 'rivelazioni' addomesticate e filoisraeliane del biondastro Assange e della sua CIAleaks, in questo scampolo di 2011 il primo vero "botto" di informazione 'corsara' attraverso la rete é stato messo a segno da Al-Jazeera, l'emittente satellitare qatariana che, con un magistrale "scoop" ha messo le mani su 1696 documenti riservati della risibile e screditata 'Autorità nazionale palestinese', il provvisorio organo di autogoverno dei territori occupati caduto in mano a Fatah dopo il fallimento del suo Colpo di Stato contro il legittimo Governo di Hamas nel 2007.

Il contenuto dei documenti rilasciati dal network é, letteralmente, devastante; da essi traspare completamente e impietosamente dettagliata l'immagine di una dirigenza di Fatah unicamente e completamente assorbita dall'assillante problema di come rimanere in sella e mantenere aperto il rubinetto degli aiuti americani ed europei ad esclusivo beneficio dei suoi dirigenti, problemi per risolvere i quali é disposta a sacrificare senza pensarci troppo su qualunque diritto del popolo palestinese.

Cooperazione con le forze armate sioniste colpevoli dell'assassinio di centinaia di cittadini cisgiordani, intelligenza con i servizi segreti britannici in funzione anti-Gaza e anti-Hamas, concessione di tutta Gerusalemme Est a eccezione dell'area di Jabal Abu Ghneim, rinuncia al sacrosanto Diritto al Ritorno per i Palestinesi della diaspora, persino la disponibilità a ricevere una quota di popolazione araba di Israele in occasione di una futura (ma evidentemente già pianificata) "Pulizia etnica".

La mole delle rivelazioni é tanto ampia e talmente devastante da distruggere completamente qualunque aspirazione di legittimità o credibilità che il 'governo' di Abu Mazen (lo pseudo-presidente) e Salaam Fayyad (lo pseudo-primo ministro) avessero sperato di conservare dopo le loro già numerosissime genuflessioni in direzione di Tel Aviv e di Washington. Una cosa, infatti, é venire accusati di connivenza e collaborazionismo dai propri avversari politici come Hamas, la Jihad Islamica, il PFLP e altre formazioni palestinesi del Fronte del Rifiuto; ben altra é "incastrarsi" da soli, con le proprie parole registrate.

Dai file di Al-Jazeera emergono espressioni di piaggeria e servilismo che sarebbero perfino ridicole, se prima di tutto non ispirassero revulsione e orrore nelle menti di ogni sincero amico della Palestina e, ne siamo certi, persino in quelle innocenti e naif dei sostenitori della "Road map" e della "Soluzione a due Stati".
Come reagire infatti di fronte ad affermazioni come: "Se potessi voterei per voi", fatta da Abu Mazen alla criminale di guerra Tzipi Livni (con le mani macchiate del sangue di Gaza), poco prima delle ultime elezioni politiche israeliane? O come: "Vi stiamo offrendo la più grande 'Yerushalahim' della Storia", frase pronunciata dal 'capo-negoziatore' Saeb Erekat al momento di offrire l'abdicazione di qualunque pretesa palestinese sui terreni occupati dagli insediamenti ebraici illegali?

Come avrebbe reagito il mondo di fronte a uno "Judenrat" che, in pieno Olocausto, si fosse umiliato e genuflesso davanti alle SS per conservare fino all'ultimo il proprio potere sui loro compatrioti vittime della follia razzista del Terzo Reich? Perché il comportamento ipocrita e viscido di Fatah dovrebbe suscitare meno orrore e riprovazione?