"E' completamente impossibile anche solo immaginare l'apertura di una trattativa per il rilascio dei prigionieri sionisti in mano alla Resistenza se prima non verranno rilasciati i detenuti politici ri-arrestati con pretesti dall'occupazione".
Anche il portavoce di Hamas Sami abu Zuhri ha ribadito questo concetto, espresso da Ismail Haniyeh in occasione della fine del Ramadan alcuni giorni fa.
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mercoledì 22 luglio 2015
Sami abu Zuhri ribadisce posizione di Hamas: "Rilascio degli ri-arrestati é precondizione per poter riaprire ogni trattativa"
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domenica 19 luglio 2015
Hamas: "Nessun dialogo per il rilascio dei sionisti catturati senza prima liberazione dei Palestinesi ri-arrestati!"
Il dirigente di Hamas Ismail Haniyeh, parlando in pubblico in occasione del termine del Ramadan ha smentito recisamente la possibilità che si aprano a qualunque livello negoziati tra l'organizzazione di Resistenza e il regime ebraico per la liberazione degli invasori presi prigionieri durante l'ultima aggressione armata di Tel Aviv contro la Striscia di Gaza.
Haniyeh ha spiegato che condizione imprescindibile anche solo per iniziare a parlare di questo dossier é la liberazione immediata di tutti i 54 prigionieri politici palestinesi liberati in cambio del rilascio dell'invasore ebreo francese Gilad Schalit e successivamente ri-arrestati.
Haniyeh ha spiegato che condizione imprescindibile anche solo per iniziare a parlare di questo dossier é la liberazione immediata di tutti i 54 prigionieri politici palestinesi liberati in cambio del rilascio dell'invasore ebreo francese Gilad Schalit e successivamente ri-arrestati.
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lunedì 23 marzo 2015
Haniyeh commemora lo Sceicco Yassin inaugurando il sito-web ufficiale di Hamas!
Nella giornata di ieri il Vicesegretario del Politburo di Hamas, Ismail Haniyeh, ha tenuto a battesimo dalla casa dove visse lo Sceicco Yassin, fondatore del Movimento di Resistenza Palestinese, il sito-web ufficiale di Hamas.
Haniyeh ha eulogizzato il fondatore, la sua opera e il suo martirio affermando: "L'ideologia creata da Yassin con il suo esempio di tutta una vita é divenuta più profonda e raicata nei cuori e nelle menti dei membri di Hamas, dei Palestinesi e dei Musulmani, con il progressivo passare del tempo [...] nell'anniversario del suo sacrificio noi affermiamo la nostra dedizione ai suoi principii di Resistenza e di Diritto al Ritorno".
Haniyeh ha eulogizzato il fondatore, la sua opera e il suo martirio affermando: "L'ideologia creata da Yassin con il suo esempio di tutta una vita é divenuta più profonda e raicata nei cuori e nelle menti dei membri di Hamas, dei Palestinesi e dei Musulmani, con il progressivo passare del tempo [...] nell'anniversario del suo sacrificio noi affermiamo la nostra dedizione ai suoi principii di Resistenza e di Diritto al Ritorno".
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sabato 16 novembre 2013
Il Municipio di Gaza decide di intitolare importante boulevard cittadino al martire Ahmed Jabari!
In quello che potrebbe costituire uno dei primi segnali di un riposizionamento graduale sul versante della resistenza armata e sul rifiuto di qualunque accomodamento con l'occupazione magari 'mediato' dagli uffici di qualche danaroso emiro petrolifero il Municipio di Gaza (amministrato da Hamas) ha deciso di intitolare un'importante arteria cittadina ad Ahmed Jabari, già comandante delle Brigate Qassam, martirizzato dai sionisti con l'aiuto dei qatarioti.
Ansiosi di eliminare un personaggio noto per i suoi legami con l'Iran e con la Siria, del tutto tetragono a ogni passaggio nel campo anti-Assad e filo-Qatar e Ikhwan, i servizi segreti di Doha sistemarono un tracciatore in un orologio regalato a Jabari permettendo quindi ai boia sionisti di individuarlo e assassinarlo col solito vigliacco missile lanciato da un robot.
Il fatto che adesso, a oltre un anno dalla sua morte, la figura di Jabari venga rivalutata ed eternata con una via a suo nome dimostra come la bussola politica di Hamas stia rapidamente cambiando segno a causa dell'abdicazione del vecchio emiro Al-Thani, al disingaggio del suo successo dalla 'crociata' anti-Assad e dalla sconfitta dei gruppi terroristi in Siria.
Ansiosi di eliminare un personaggio noto per i suoi legami con l'Iran e con la Siria, del tutto tetragono a ogni passaggio nel campo anti-Assad e filo-Qatar e Ikhwan, i servizi segreti di Doha sistemarono un tracciatore in un orologio regalato a Jabari permettendo quindi ai boia sionisti di individuarlo e assassinarlo col solito vigliacco missile lanciato da un robot.
Il fatto che adesso, a oltre un anno dalla sua morte, la figura di Jabari venga rivalutata ed eternata con una via a suo nome dimostra come la bussola politica di Hamas stia rapidamente cambiando segno a causa dell'abdicazione del vecchio emiro Al-Thani, al disingaggio del suo successo dalla 'crociata' anti-Assad e dalla sconfitta dei gruppi terroristi in Siria.
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giovedì 23 maggio 2013
Mursi e Qandil vanno a "fare la ruota" davanti alle telecamere coi poliziotti liberati ma non chiedono scusa a Gaza!

Cercando di beneficiare al massimo dalla partecipazione a questo apparente successo delle operazioni di ricerca scatenate dall'Esercito nella Penisola desertica negli ultimi giorni, il Presidente Mohamed Mursi e il Premier Hisham Qandil si sono precipitati (come si vede in foto) alla base aerea di Almaza dove gli uomini rilasciati sono stati condotti.
Nelle conferenze stampa rilasciate finora Mursi ha negato recisamente che vi siano state 'trattative' coi sequestratori, ma, con apparente dissonanza cognitiva ha detto che la liberazione degli ostaggi "segna il punto di partenza per la soluzione definitiva dei problemi del Sinai e dei suoi abitanti". Non sono pervenute parole di scusa verso il ghetto di Gaza, o verso le centinaia di Palestinesi lasciati isolati al di là di Rafah per tutti i giorni della sua chiusura.
domenica 19 maggio 2013
L'Egitto chiude arbitrariamente il varco di Rafah bloccando ottocento Palestinesi!
Che la gestione della Cosa Pubblica da parte dell'Ikhwan musulmana allineata con Sauditi e Qatarioti (e sotto sotto ansiosa di riconoscimenti e accordi con Israele e Usa) nell'Egitto post-Mubarak si stia rivelando un clamoroso e colossale fallimento lo dimostrano molte cose: la crisi economica, il fermento delle forze rivoluzionarie deluse dal tran-tran del duetto Morsi-Qandil, i continui rimpasti governativi, e, ultimo ma non meno importante, la totale perdita di controllo sul Sinai.
Lo scorso giovedì, per esempio, un certo numero di poliziotti egiziani che lavoravano al varco di Rafah sono stati rapiti da non meglio precisati 'beduini' del Sinai; puntualmente, piuttosto che lanciare operazioni a vasto raggio per individuare i prigionieri e liberarli i loro colleghi hanno preferito la più facile opzione di serrare i cancelli dell'unico valico che permette agli abitanti di Gaza il transito fuori dal ghetto assediato da israhell, bloccando peraltro ottocento cittadini della Striscia che dovevano rientrare alle loro case dopo essere stati in Egitto.
Questa 'rappresaglia' insensata (i beduini del Sinai certo non hanno collegamenti con Gaza) dimostra l'arroganza e l'impotenza della corrente amministrazione egiziana e speriamo faccia riflettere profondamente i Mishaal, i Marzouk e gli Haniyeh che hanno pensato frettolosamente di abbandonare l'Asse della Resistenza per allearsi con i Fratelli Musulmani e i loro finanziatori wahabiti.
Lo scorso giovedì, per esempio, un certo numero di poliziotti egiziani che lavoravano al varco di Rafah sono stati rapiti da non meglio precisati 'beduini' del Sinai; puntualmente, piuttosto che lanciare operazioni a vasto raggio per individuare i prigionieri e liberarli i loro colleghi hanno preferito la più facile opzione di serrare i cancelli dell'unico valico che permette agli abitanti di Gaza il transito fuori dal ghetto assediato da israhell, bloccando peraltro ottocento cittadini della Striscia che dovevano rientrare alle loro case dopo essere stati in Egitto.
Questa 'rappresaglia' insensata (i beduini del Sinai certo non hanno collegamenti con Gaza) dimostra l'arroganza e l'impotenza della corrente amministrazione egiziana e speriamo faccia riflettere profondamente i Mishaal, i Marzouk e gli Haniyeh che hanno pensato frettolosamente di abbandonare l'Asse della Resistenza per allearsi con i Fratelli Musulmani e i loro finanziatori wahabiti.
sabato 17 novembre 2012
Il seguito dell'Emiro Al-Thani ha fatto la spia per Sion: che begli "amici" che si sono scelti Mishaal e Marzouk!
Riportiamo la notizia diffusa recentemente dall'outlet all-news in lingua inglese PressTV secondo la quale nel corso della recente visita del despota qatariota al ghetto palestinese assediato di Gaza diversi membri del suo seguito avrebbero approfittato dell'occasione per raccogliere il maggior numero di informazioni riguardo la collocazione delle infrastrutture militari di Hamas e le residenze protette di alcuni suoi leader e le abbiano poi passate all'intelligence militare sionazista, all'epoca già impegnata a programmare il nuovo 'pogrom' militare contro l'enclave costiera.
Questo il risultato del codardo voltafaccia di pochi dirigenti venduti come Khaled Mishaal e Moussa abu Marzouk, che hanno preferito i petrodollari dei sovrani fannulloni sunniti come l'Emiro Al-Thani e Re Saoud all'impegno a sostenere sempre e comunque la Resistenza armata offerto dall'Iran, dalla Siria e da Hezbollah. In questi giorni di martirio e di gloria tutte le armi che stanno facendo pagare cara a israhell la sua aggressione militare sono arrivate nella Striscia grazie all'Asse della Resistenza mentre da Doha e Riyadh sono arrivate, come al solito solo vacue, generiche e inefficaci parole.
Questo il risultato del codardo voltafaccia di pochi dirigenti venduti come Khaled Mishaal e Moussa abu Marzouk, che hanno preferito i petrodollari dei sovrani fannulloni sunniti come l'Emiro Al-Thani e Re Saoud all'impegno a sostenere sempre e comunque la Resistenza armata offerto dall'Iran, dalla Siria e da Hezbollah. In questi giorni di martirio e di gloria tutte le armi che stanno facendo pagare cara a israhell la sua aggressione militare sono arrivate nella Striscia grazie all'Asse della Resistenza mentre da Doha e Riyadh sono arrivate, come al solito solo vacue, generiche e inefficaci parole.
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mercoledì 24 ottobre 2012
Il grasso emiro Al-thani gira per Gaza, mentre gli abitanti del ghetto assediato maledicono lui e i traditori al vertice di Hamas!
Mentre continuano gli attacchi omicidi e i bombardamenti sionisti contro la popolazione civile della Striscia di Gaza i detenuti della più grande prigione a cielo aperto del mondo hanno potuto vedere coi loro occhi increduli il grasso principe qatariota Al-Thani scendere ballonzolando dal jet che lo ha portato in visita ai suoi nuovi 'amici' di Hamas, i dirigenti che egli ha corrotto a suon di petrodollari nel quadro dell'offensiva imperialista che, come ha trasformato i guerriglieri di Al-Fatah in uno stuolo di servili camerieri vuole ora cooptare ai suoi desiderata anche i capi di quello che fino a pochi mesi fa si definiva "Movimento di Resistenza Musulmano" ma che ora per bocca del Giuda Mishaal ha già iniziato a ritrattare dicendo che "non si può resistere e governare insieme" (chissà come mai Hezbollah e Amal in Libano ce la fanno e ce la fa anche la leadership della Repubblica Islamica).
Le immagini sono eloquenti: sotto gli sparuti filari di bandierine qatariote si riuniscono medo dei proverbiali 'quattro gatti' che viste le nuove propensioni anti-Assad di Mishaal e Marzouk potremmo tranquillamente ribattezzare QUATTRO RATTI. Intanto ai microfoni dell'iraniana PressTV il popolo di Gaza non ha paura di denunciare come inutile e propagandistica la visita dell'Emiro Al-Thani che non avvicinerà di un secondo la rottura dell'assedio sionista e non allontanerà di un millimetro i mirini dei cannoni e dei missili sionisti dai bambini e dalle donne della Striscia.
Le immagini sono eloquenti: sotto gli sparuti filari di bandierine qatariote si riuniscono medo dei proverbiali 'quattro gatti' che viste le nuove propensioni anti-Assad di Mishaal e Marzouk potremmo tranquillamente ribattezzare QUATTRO RATTI. Intanto ai microfoni dell'iraniana PressTV il popolo di Gaza non ha paura di denunciare come inutile e propagandistica la visita dell'Emiro Al-Thani che non avvicinerà di un secondo la rottura dell'assedio sionista e non allontanerà di un millimetro i mirini dei cannoni e dei missili sionisti dai bambini e dalle donne della Striscia.
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