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martedì 16 luglio 2019

Mahmoud Zahar lavora 24 ore su 24 per sanare il 'rift' tra Hamas e la Siria, causato anni fa da Khaled Mishaal!


Mahmoud Zehhar, uno dei leader del Movimento musulmano di Resistenza palestinese (Hamas), ha apprezzato il sostegno della Siria e di Bashar al-Assad per la Palestina e la Resistenza e ha parlato degli sforzi per riavviare i rapporti tra Hamas e Siria, affermando di ritenere che tale riavvicinamento sarebbe nel migliore interesse di tutti.

Secondo il rapporto dell'agenzia di stampa palestinese Al-Yevm, Mahmoud Zahar ha ricordato che dovrebbero essere stabilite relazioni con la Palestina e tutti i nemici di Israele. Zehhar ha sottolineato che buone relazioni con tutti i paesi ostili al regime sionista, in particolare Iran, Libano e Siria, andrebbero a vantaggio della resistenza.

martedì 29 agosto 2017

Sinwar: "Hamas riprenderà i contatti ufficiali col Governo di Damasco appena la crisi siriana sarà risolta!"

Il nuovo Premier di Gaza (e, a rigore della legalità, Primo Ministro di tutta la Palestina, anche se la Cisgiordania rimane fuori dal suo controllo a causa del golpe di Fatah di oltre 10 anni fa) Yahya Sinwar, ex-prigioniero politico dei sionisti ed ex-Capo del controspionaggio di Hamas, ha dichiarato che il Movimento Palestinese di Resistenza é pronto a riprendere i contatti ufficiali col Governo di Damasco non appena la crisi siriana sarà risolta.

sabato 25 marzo 2017

Ai funerali di Mazen Fuqaha Mahmoud Zahar invita Hamas e Gaza a vendicare il giovane martire!


C'era Yahya Sinwar, nuovo leader di Hamas nella Striscia di Gaza, a marciare alla testa del corteo funebre per il giovane dirigente Mazen Fuqaha, assassinato ieri da sicari dotati di armi silenziate, ma c'era al suo fianco anche il predecessore Ismail Haniyeh, né mancavano Rawi Mostafa e Mahmud Zahar.

Questo schieramento di alti e altissimi dirigenti di Hamas dimostra che il Movimento Palestinese di Resistenza considera l'assassinio di Fuqaha un vero e proprio atto di guerra ed é pronto a reagire di conseguenza.

lunedì 14 dicembre 2015

Mahmoud Zahar ai microfoni della FARS tenta di salvare i rapporti tra Hamas ed Iran!

Il fondatore e leader storico di Hamas Mahmoud Zahar si conferma uno dei più sensati e saggi dirigenti del movimento palestinese di Resistenza, continuando a lavorare sotto traccia per il superamento del crollo nei rapporti con la Repubblica Islamica dell'Iran dovuto alle azioni irresponsabili di Haniyeh, Marzouk e Mishaal, che hanno cercato di traslare il partito nel campo turco-qatariota-ikhwanita-filo ISIS con una maldestra congiura di palazzo.

venerdì 14 agosto 2015

Zahar dichiara: "Le capacità tecniche di Hamas sono sempre in aumento! La cattura del drone sionista lo dimostra!"

Nel corso di un'intervista televisiva rilasciata poche ore orsono il Leader Storico di Hamas, Mahmoud Zahar ha dichiarato che le capacità tecniche del movimento di Resistenza palestinese sono in continua crescita e sviluppo.
"Poco prima dell'attacco militare sionista dell'anno scorso, Hamas aveva annunciato l'entrata in servizio di nuovi più potenti modelli di razzo; quando poi li ha lanciati su obiettivi sionisti il loro raggio e i loro impatti hanno sorpreso amaramente il nemico".

domenica 22 marzo 2015

Zahar: "Hamas ha più di una carta da giocare contro lo strangolamento sionista della Striscia di Gaza!"

Mahmoud al-Zahar, fondatore e leader storico di Hamas nel corso di un'orazione pronunciata a Gaza ha dichiarato che il Movimento di Resistenza palestinese non rimarrà inerte verso il continuo pervicace strangolamento della Striscia praticato dal regime ebraico nell'indifferenza mondiale.

lunedì 16 marzo 2015

Zahar: "Hamas guarda con fiducia all'appello di fine marzo sulla sentenza egiziana!"

Mahmoud Zahar, storico leader del Movimento di Resistenza Hamas, in un suo dialogo con rappresentanti dei media, ha espresso le aspettative (condivise da buona parte della dirigenza del suo gruppo) che l'appello del 28 marzo contro la sentenza egiziana che definiva l'organizzazione palestinese 'un'entità terrorista' segni una svolta nei rapporti tra il Cairo e Gaza.

mercoledì 4 febbraio 2015

Mahmoud Zahar: "L'Egitto non può incolpare Hamas, Gaza o i Palestinesi per le sue difficoltà interne!"

Il leader storico e co-fondatore di Hamas Mahmoud Zahar (che qualche lettore forse recentemente arrivato sulle nostre pagine, non conosceva bene...) nel corso di un'intervista rilasciata al sito-web Arabi 24 ha dichiarato che l'attuale dirigenza egiziana sta cercando maldestramente di incolpare Hamas, o Gaza o i Palestinesi delle sue gravi difficoltà coi terroristi dell'Ikhwan e di altre organizzazioni estremiste presenti sul suo territorio, specialmente nella Penisola del Sinai.

domenica 26 ottobre 2014

Mahmoud Zahar a Beirut per riparare la reputazione danneggiata di Hamas presso la dirigenza iraniana!!

Le ripercussioni dell'ultima aggressione militare sionista contro Gaza sembrano aver distrutto qualunque residua speranza dei dirigenti di Hamas rimasti 'ipnotizzati' dalle sirene neo-ottomane e qatariote sulla effettiva possibilità di sostituire il sostegno dell'Iran con quello di Turchia e Qatar: se Teheran ha fornito dal 1991 al 2010 somme di denaro sempre crescenti al Movimento musulmano di Resistenza fino ad arrivare ai 250 milioni di $ annui, Ankara e Doha, che nei momenti 'facili' avevano largheggiato in promesse, appena hanno sentito l'odore del napalm e della polvere da sparo si sono letteramente volatilizzate.

Ancora una volta é toccato a Mahmoud Zahar, fondatore e leader storico del Movimento, volare a Beirut per cercare di rattoppare la sbrindellata credibilità di Hamas presso i dirigenti della Repubblica Islamica, che negli ultimi anni avevano iniziato a favorire maggiormente la Jihad Islamica Palestinese e i Comitati Popolari di Resistenza nei loro emolumenti e nel loro trasferimento di armi, tecnologie e know-how tecnico-tattico.

Persino quella che era diventata l'ala filo-qatariota ha benedetto la missione di Zahar, Moussa Abu Marzouk (che noi da queste pagine abbiamo chiamato -e ne siamo fieri- 'traditore' e 'voltagabbana') ha dichiarato che "Senza l'Iran non sarebbe stato possibie portare avanti l'Operazione Al-Asf Al-Maakoul'. Le mosse conciliatorie verso l'Iran seguono quelle già fatte verso l'Egitto del Presidente Al-Sisi, delle quali abbiamo già dato notizia.

Ahmed Youssef, dell'Ufficio Politico di Hamas, ha smentito che l'assenza dell'Iran dalla cosiddetta 'Conferenza per la Ricostruzione di Gaza' abbia molta importanza. "Che Teheran partecipasse non era necessario, visto che, come in passato, ci ha garantito il suo sostegno e il suo contributo per le operazioni di ricostruzione e della parola dell'Iran ci si può sempre fidare".

Esatto, caro Youssef! Vedi che importanza ha, specialmente nell'ambiente Mediorientale, una reputazione specchiata e una parola su cui nessuno possa sollevare dubbi?

venerdì 3 ottobre 2014

Mahmoud Zahar dichiara: "Le incomprensioni tra Egitto e Gaza sono state superate!"

Con una estenuante, lunghissima e faticosa trattativa segreta il Governo egiziano patrocinato dal nuovo Presidente Al-Sisi e i rappresentanti della Striscia di Gaza sono finalmente riusciti a comporre diffidenze, incomprensioni ed equivoci che finora avevano caratterizzato le relazioni tra l'Egitto post-Ikhwan e il ghetto palestinese assediato.

Il fondatore e leader storico di Hamas Mahmoud Zahar, di madre egiziana, é stato al centro di questo negoziato ed é venuto allo scoperto solo ieri, dichiarando ai media che esso é avviato a concludersi positivamente: gli effetti si avranno sull'atteggiamento egiziano nei confronti dei tunnel del Sinai (i "Tunnel della Vita" che garantiscono l'arrivo a Gaza di beni essenziali) e anche sulle aperture del varco di frontiera di Rafah.

Hamas ha riconosciuto l'importanza essenziale di mantenere buoni rapporti con il Governo egiziano, chiunque lo guidi e qualunque siano le sue posizioni in politica regionale e internazionale. Lo 'svarione' gravissimo dei dirigenti come Mishaal, Marzouk e in parte anche Ismail Haniyeh che avevano cercato di rendere Hamas un'organizzazione pro-Qatar schierata con la Fratellanza Musulmana al potere in Egitto durante il regime di Mohammed Mursi aveva causato un backlash devastante nel momento in cui il Generale Al-Sisi rispondendo alle invocazioni della piazza esasperata dagli abusi dell'Ikhwan lo aveva deposto.

Ulteriori incontri per dirimere i dettagli degli accordi si terranno sempre in Egitto dopo la festività dell'Eid al-Adha.

domenica 7 settembre 2014

Mahmoud Zahar dichiara: "Con un quarto delle armi di Gaza la Cisgiordania potrebbe cacciare i Sionisti occupanti!!"

Confermandosi come uno dei dirigenti di Hamas più lucidi, realisti e fedeli all'ideale della Resistenza Armata Mahmoud Zahar, parlando ai fedeli riuniti per la preghiera di venerdì alla moschea di Al-Shahid Abdullah Azzam ha detto: "La Resistenza Palestinese in Cisgiordania, se avesse a disposizione anche solo un quarto delle armi che sono oggi in possesso di Gaza, saprebbe mettere in crisi e quindi in fuga gli occupanti sionisti".

Zahar ha quindi aggiunto che, qualora i resistenti palestinesi della West Bank possedessero una potenza di fuoco uguale a quella di Gaza l'occupazione sionista non durerebbe nemmeno un altro giorno; il dirigente di Hamas ha quindi denunciato la cooperazione tra l'Autorità Palestinese egemonizzata e occupata da Fatah e gli invasori del regime ebraico.

Zahar ha indicato la scelta folle di Netanyahu di precipitare il recente confronto mlitare con Gaza come un vero e proprio suicidio politico che presto potrebbe costare al Premier del regime sionista la sua poltrona; tornando all'argomento di armare la Cisgiordania ha fatto capire come sforzi in tal senso sono già in atto, soprattutto grazie alla capacità acquisita dalla Resistenza di Gaza di costruire e perfezionare autonomamente i propri armamenti.

venerdì 29 novembre 2013

Zahar ad Al-Manar: "I Palestinesi vittime della presunta 'primavera araba', la Resistenza rifiuta il takfirismo!"

Una condanna netta e senza appello delle cosiddette "Primavere Arabe" che secondo la sua analisi personale hanno fatto da testa d'ariete per la sobillazione degli elementi settari, divisivi, takfiri e wahabiti del mondo musulmano, utili a indebolire e polarizzare le nazioni che americani e sionisti vogliono far crollare nella loro folle ricerca del 'Caos creativo' che sminuisca gli effetti del loro progressivo indebolimento.

Questa la sintesi dell'intervento del leader storico di Hamas Mahmoud Zahar ai microfoni dell'emittente libanese di Hezbollah 'Al-Manar' durante il quale ha specificato come sia preciso dovere dei movimenti di Resistenza rifiutare le spinte takfire e concentrare i propri sforzi direttamente contro gli interessi Usa e sionisti.

"Le differenze politiche e ideologiche devono passare in secondo piano, Hamas deve essere fratello e alleato di tutti coloro che combattono Tel Aviv e la sua occupazione", aggiungendo inoltre che di fronte all'obiettivo di liberazione della Palestina ogni altra considerazione deve essere subordinata e quei takfiri che preferiscono dedicarsi al terrorismo in Siria e in Irak (ma anche altrove) fanno il gioco degli occupanti imperialisti.

sabato 22 giugno 2013

Nelle fila di Hamas cresce il risentimento verso i traditori di Assad e della Resistenza, si cerca di salvare il rapporto con Hezbollah!

Continuano le evoluzioni interne al Movimento musulmano di Resistenza Hamas che, dopo la 'sbandata' per il campo qatariota-wahabita presa da alcuni suoi dirigenti circa un paio d'anni fa, sembra (complice anche la palese sconfitta degli insorgenti takfiri in Siria, che si sono consumati invano contro l'Asse della Resistenza) comincia a contestare come azzardato il passo fatto da Mishaal, Marzouk, Haniyeh ed altri e vede rafforzarsi sempre più una 'opposizione interna' centrata intorno a Mahmoud Zahar e alla figura del martire Jaabari, già comandante delle Brigate Qassam, assassinato dai sionisti all'inizio dell'ultima fase di scontro tra l'entità sionista e Gaza, si sospetta con la cooperazione dei servizi segreti del Qatar.

Questa fazione pro-Resistenza sarebbe molto forte nei territori Palestinesi, mentre ovviamente i dirigenti traditori avrebbero la maggioranza dei quadri burocratici di Hamas fuori dalla Palestina ma, soprattutto, sarebbe maggioritaria tra i militanti delle Brigate Qassam, che hanno bisogno del sostegno tattico, logistico e addestrativo dell'Iran, che ultimamente é andato di preferenza alla Jihad Islamica Palestinese e alle sue Saraya Al-Quds e persino al marxista PFLP e alle sue Brigate Abu Ali Mustafa.

La parte di Hamas fedele alla Resistenza starebbe cercando di salvare in tutti i modi la sua relazione privilegiata con Hezbollah, inviando a Beirut prove che la guardia del corpo di Mishaal andata a combattere in Siria lo avrebbe fatto solo dopo essere stata espulsa dal Movimento e come adesso essa si troverebbe persino in stato di arresto nelle mani dei wahabiti di Al-Nusra.

lunedì 10 giugno 2013

EXTRA! Le Brigate Qassam hanno scelto da che parte stare! "Non tradiremo l'alleanza con Hezbollah e Teheran!!"

Capita, a volte, nel gravoso compito di redarre e aggiornare questo blog giornalistico, l'occasione di essere pienamente ed entusiasticamente coinvolti dall'argomento di cui si sta scrivendo, desiderando con tutto il cuore di riuscire a tradurre in parole il fremito emotivo e la gioia che sentiamo attraversarci l'anima e la mente mentre ripensiamo al soggetto o all'argomento della notizia in essere.

Ecco, questo é uno di quei casi, visto che il fatto di cui stiamo dando notizia ha costituito per non breve tempo l'oggetto non dico delle nostre preghiere, ma certamente delle nostre speranze, anche se in certi momenti sembrava risiedere più che altro nel regno delle fantasie irrealizzate.

Adesso possiamo e dobbiamo dirlo: secondo quanto riportato  da Walid Awad e  Saad Elias sul quotidiano Al-Quds al-Arabi le brigate Qassam, ala militare del movimento Hamas, hanno deciso di fare di testa propria prendendo posizione a favore dell’alleanza con il libanese Hezbollah e l’Iran e denunciando quindi le scelte di Khaled Mishaal, Moussa Abu Marzouk, Ismail Haniyeh e altri che negli ultimi mesi si sono riposizionati su linee filo-saudite, filo-qatariote, filo-wahabite sostenendo a parole (e forse anche con supporti materiali) i terroristi mercenari scatenati contro la Siria.

Questo rivolgimento aveva portato i libanesi Hezbollah a dare l'ultimatum al personale di Hamas presente nel Paese dei Cedri, specialmente nella zona di Dahyieh, come avevamo puntualmente segnalato con un nostro articolo. Le Brigate Qassam, secondo l'articolo di 'Al-Quds' sarebbero state portate alla rottura con la leadership di Hamas dalla recente esperienza della 'Guerra degli Otto Giorni' quando l'intera capacità di risposta e rappresaglia contro Israele é stata dovuta al sostegno passato iraniano, siriano e di Hezbollah mentre poco o nulla ha contribuito ad aiutare i difensori di Gaza la recente 'amicizia' di Casa Saoud e dell'Emiro Al-Thani.

A benedire la scelta delle Brigate Qassam sarebbe uno dei più alti e prestigiosi dirigenti di Hamas nella Striscia, quel Mahmoud Zahar che del Movimento é stato uno dei fondatori; per dare alle parole il sostegno dei fatti una delegazione dell'ala militare di Hamas, guidata nientemeno che dal Comandante Marwan Issa si troverebbe attualmente a Teheran per rassicurare i dirigenti della Repubblica Islamica sulla solidità della scelta appena compiuta e garantire il rinnovo dei piani di armamento e addestramento dei propri militanti con equipaggiamenti iraniani.

lunedì 6 maggio 2013

Mahmoud Zahar condanna senza termini l'aggressione sionista alla Repubblica Siriana!

Anche la parte di Hamas che non ha abdicato alla Resistenza senza 'se' e senza 'ma' contro l'occupazione sionista, quella parte sana che sente profonda riconoscenza verso il Presidente Assad e l'ospitalità altruista e disinteressata offerta per ben tredici anni al Movimento musulmano, ai suoi leader e ai suoi quadri, quella parte che ha fatto buon uso delle armi siriane (e iraniane e di Hezbollah) nel corso dei giorni di guerra di inizio 2009 e di fine 2012, ha espresso severe parole di condanna per l'attacco aereo sionazista contro Damasco.

E' stato ovviamente Mahmoud Zahar, leader storico e co-fondatore di Hamas, oggi faro per l'ala non compromessa con il Qatar, con l'Arabia Saudita e con i viscidi e vergognosi "ratti" mercenari wahabiti attivi sul suolo siriano a prendere la parola definendo l'attacco di ieri "Una continuazione delle piratesca politica di terrore che Israele non ha mai smesso di perseguire da prima della sua fondazione a oggi".

Zahar ha proseguito il suo messaggio indicando ai popoli e alle dirigenze dei vari paesi arabi la necessità di mettere da parte ogni differenza settaria e politica e unirsi contro la minaccia sionista e imperialista, la quale in primo luogo cerca di inserire cunei e divisioni tra le varie anime del Mondo Arabo per poter continuare indisturbata le proprie violazioni e i propri abusi delle leggi e delle consuetudini della politica internazionale.

venerdì 29 marzo 2013

Anche Mahmoud Zahar prende la parola nella guerra dei comunicati tra Hamas e la stampa egiziana anti-governativa!

Anche il leader storico di Hamas Mahmoud Zahar (non sappiamo, né possiamo dire, quanto 'spontaneamente' e quanto invece 'tirato per la manica') ha preso la parola nella "Guerra mediatica" che oramai da diverse settimane contrappone i dirigenti e i portavoce del Movimento musulmano palestinese (nonché per volontà degli elettori titolari dell'unico legittimo mandato di Governo sulla Palestina) ai media egiziani (la maggior parte di essi ancora pesantemente infiltrati di uomini selezionati dal passato regime di Mubarak) riguardo alle attività di Hamas in territorio egiziano.

Zahar si é riferito esplicitamente alle accuse recentemente mosse dall' "Al-Ahram al-Arabi" che in una sua scorsa edizione aveva accusato esplicitamente Ayman Nofal, Mohamed Ibrahim Abu-Shamala (alias Abu Khalil) e Raed Attar di avere organizzato l'attacco dell'anno scorso al checkpoint di Rafah costato la vita a molte guardie di confine egiziane.

La 'sparata' di "Al-Ahram al-Arabi" era ancora più grave di quella recente di "Al-Youm al-Sabeh", che pur asserendo la stessa cosa perlomeno non faceva nomi precisi. Zahar ha dichiarato di sapere bene chi "imbecchi" tali fasulli 'scoop' alla stampa egiziana nostalgica di Mubarak e preoccupata dei buoni rapporti tra Hamas e l'attuale Governo egiziano, lasciando intendere che si tratti di Palestinesi vicini a Fatah, probabilmente transfughi in Egitto da Gaza a seguito del fallimento del loro golpe da operetta del 2007.

lunedì 11 marzo 2013

Hamas ancora sulla difensiva con Abu Zuhri: "Nessun coinvolgimento di nostri affiliati nei torbidi egiziani!"

Ancora affanni sul fronte mediatico per il Movimento Hamas che nella giornata di luned 11 marzo ha dovuto estendere tramite il suo portavoce Sami Abu Zuhri una ulteriore smentita riguardo l'addebito di essere coinvolto, tramite l'invio di centinaia dei suoi quadri armati in Egitto, nelle operazioni di repressione dei torbidi e dei tumulti che in questi giorni stanno scuotendo il Paese delle Piramidi.

La voce, come ben ricorderanno i nostri lettori, era emersa qualche giorno addietro ed era subito stata smentita ma, ritenendo necessario un nuovo pronunciamento in merito, forse i responsabili della comunicazione di Hamas hanno ritenuto necessario un 'richiamo', visto che diversi outlet mediatici egiziani avevano continuato a ripetere le voci in merito.

Zuhri nel suo appello ha invitato i responsabili dell'informazione egiziana a cercare sempre conferma in fonti originali alle notizie che rimandano, anziché limitarsi a citare l'un l'altro le dichiarazioni del primo a lanciare uno 'scoop' di dubbia sincerità. ZUhri é arrivato a dichiarare che Hamas "Non é coinvolto nelle questioni interne egiziane esattamente come non é coinvolto in quelle di nessun altro paese arabo".

Chi sa se, quando lanciavano i loro appelli a favore dei terroristi wahabiti contro il legittimo Governo di Assad i dirigenti di Hamas traditori dell'Asse della Resistenza pensavano di "non coinvolgersi" nelle questioni interne di un paese arabo?

sabato 2 marzo 2013

Moussa Marzouk afferma che Hamas: "Non ha mandato in Egitto nessun militante per prendere parte alla repressione delle proteste!"

Altra giornata di affannose dichiarazioni per Moussa abu Marzouk, dirigente di Hamas e 'timoniere' insieme a Khalid Meshaal della vigliacca "inversione a U" che ha portato l'ex 'Movimento musulmano di Resistenza' ad accoccolarsi pacioso ai piedi degli emiri wahabiti del petrolio, ad abbandonare la Siria e l'Asse della Resistenza, a schierarsi coi terroristi salafiti scatenati contro la nazione che li ha ospitati e difesi per 13 anni e ad allinearsi con l'Ikhwan egiziana e il mullah Qaradawi che nulla hanno fatto e sembra voglian fare per aiutare Gaza a uscire dall'emergenza dell'assedio.

Ma se in precedenza Marzouk ha dovuto prendere la parola per smentire le insistenti voci di una prossima accettazione da parte di Hamas della 'Soluzione a Due Stati' e del cosiddetto 'Diritto di Israele a esistere' adesso il leader di Hamas ha dovuto smentire la voce riportata dai media egiziani d'opposizione che Mishaal abbia inviato nel Paese delle Piramidi 500 miliziani fanatici da impiegare a difesa di Mursi e del suo Governo contro i pacifici manifestanti del Fronte di Salvezza Nazionale.

Dopo che per mesi se non per anni Hamas e gli altri corifei dei terroristi wahabiti in Siria hanno accusato "ad minchiam" Hezbollah, l'IRGC e le 'Niruye Qods' iraniane di avere inviato quantità fantastiche di presunte 'truppe' in Siria per aiutare l'alleato Assad (manovra che sarebbe legittimissima visto che Assad difende il suo popolo da un'aggressione straniera) ecco venire alla luce la possibilità che invece sia Hamas ad aver fatto proprio ciò di cui 'accusava' i vecchi alleati e sostenitori, ma non per difendere un Governo legittimo, ma in aiuto a una frangia di estremisti settari che vorrebbero uccidere loro stessi concittadini e compatrioti!

Questo é Hamas ora? Ma allora TUTTI I MEMBRI DECENTI di Hamas e delle Brigate Qassam dovrebbero SUBITO scindersi e formare un loro nuovo movimento o piuttosto confluire nella Jihad Islamica o nei Comitati di Resistenza Popolare!

giovedì 21 febbraio 2013

Il traditore Marzouk grida ai media: "Hamas non sta pensando di riconoscere Tel Aviv e accettare i 'Due Stati'", ma che credito può avere una bocca come la sua?


Il famigerato dirigente di Hamas Moussa abu Marzouk, corresponsabile con Khaled Mishaal dell'incredibile "Inversione a U" che ha visto il già 'Movimento di Resistenza Musulmano' sganciarsi dalle potenze dell'Asse della Resistenza e aggiogarsi al declinante carrozzone dei principati petroliferi del Golfo e dell'estremismo wahabita ha ritenuto necessario, dopo settimane da quando venne annunciato un prossimo "riconoscimento" di Israele e/o una accettazione della 'Soluzione a Due Stati', tornare a ripetere in pubblico che nulla di tutto questo é attualmente sull'agenda di Hamas e del suo Governo.

Ma il solo fatto che se ne parli ancora e che il traditore Marzouk senta necessaria una nuova smentita indica di per sé quanto pregnante sia diventata la questione. Del resto l'abbandono delle posizioni intransigenti della Resistenza senza 'se' e 'ma' non avrebbe senso, alcun senso, senza una contemporanea accettazione delle condizioni sioniste per "l'ammissibilità" come partner di Fatah nell'amministrazione coloniale dei Territori Occupati.

E senza la co-gestione della Cisgiordania non avrebbero senso gli sforzi di 'riconciliazione' con la fazione di Mahmud Abbas, visto che chiunque voglia controllare la Cisgiordania deve farlo, stante le condizioni attuali, preservando gli insediamenti illegali ebraici dei coloni fanatici giudei e "coordinandosi" con le forze militari di occupazione del regime ebraico.

Quindi é chiaro che le parole del traditore Marzouk sono o in toto false o vere nella misura in cui "attualmente" sull'agenda di Hamas non sono ancora apparsi i temi del riconoscimento e dell'accettazione dei cosiddetti "Due Stati" ma in futuro sicuramente compariranno entrambe.

sabato 9 febbraio 2013

Riprendono i tentennamenti di Hamas, questa volta sarebbe sul punto di "Riconoscere Israele!"

Ci risiamo, a nemmeno due settimane dalla notizia della 'possibilità' che Hamas accettasse ufficialmente la 'Soluzione a Due Stati' (praticamente evirandosi, perdendo il sostegno di quasi tutta la base di militanza armata e del gruppo storico dei dirigenti vicini a Mahmoud Zahar) "Re Tentenna" Carlo Alberto Mishaal ha ricominciato a pencolare in direzione dell'altro Tabù Massimo di Hamas dei tempi della Resistenza Dura e Pura. Questa volta Mishaal e sodali suoi sarebbero addirittura sul punto di 'Riconoscere Israele'.

Se pure la decisione di Fatah di riconoscere israele nel momento in cui storicamente fu presa aveva una certa qual sorta di logica (la logica delle iene e degli sciacalli, va bene, ma pur sempre logica) vista l'allora apparentemente inarrestabile preminenza degli Usa e il declino dell'Urss che faceva presagire un futuro del Medio Oriente tutto all'insegna dei diktat di Washington, saltare OGGI sul carrozzone di Fatah e dei palestinesi 'addomesticati' verso Tel Aviv é un vero controsenso visto che tutto il Medio Oriente sta rivoltandosi contro l'ordine imperialista e i pochi bastioni filo-americani (e filo-sionisti) come Arabia Saudita, Barhein, Qatar, Turchia sono ogni giorno più malfermi per le continue sconfitte che incassano e le proteste interne che li agitano.

Sarebbe, a nostro modesto avviso, come riuscire a garantirsi, all'ultimo secondo, un biglietto per la crociera inaugurale...DEL TITANIC!
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