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venerdì 5 dicembre 2014

Altri ottantacinque terroristi si arrendono ad Aleppo, Comitati di Riconciliazione Nazionale in piena attività!

Riceviamo la notizia che il Comitato di Riconciliazione Nazionale di Aleppo ha iniziato a prendere in esame i file di ottantacinque persone di cittadinanza siriana che nel corso degli ultimi tre anni hanno militato in bande armate di terroristi (per la maggior parte legate al cosiddetto FSA); costoro hanno abbandonato le armi e si sono arresi alle autorità siriane, chiedendo grazia, il Comitato di Riconciliazione esaminerà i loro casi uno per uno e nel caso di coloro che non si sono resi colpevoli di gravi reati potrebbe anche restituirli alla vita civile dopo un periodo di rieducazione (principalmente nel lavoro per riparare i guasti e i danni della guerra stessa).

Queste attività sono un portato diretto del processo di trattativa che si concluderà come anticipato a Mosca sotto gli auspici di Putin e di Lavrov, con cui la cosiddetta 'opposizione moderata' tanto cara a Obama e McCain cesserà di esistere come forza armata e rimarranno solo i gruppi takfiri di mercenari stranieri a libro paga di Turchia, Arabia Saudita e Qatar.

Ovviamente senza le importantissime vittorie ottenute sui campi di battaglia la cosiddetta opposizione dell'FSA non sarebbe mai stata 'folgorata sulla via di Damasco' capendo di dover trovare un accordo con Assad prima di venire spazzata via o dalle truppe del Governo siriano o dai suoi ex-istigatori. Tra queste vittorie quella di Aleppo é stata una tappa fondamentale.

Altri 525 terroristi di nazionalita principalmente siriana (ma anche qualche straniero) si erano arresi alle forze regolari lo scorso lunedì.

giovedì 4 dicembre 2014

Shaabani e Lukashevic annunciano che sarà a Mosca che si chiuderanno le trattative tra Governo siriano e 'oppositori moderati'

Nella mente stravolta degli "Imperialisti da Basso Impero" a stelle e strisce e in quelle ristrette e asfittiche dei loro lacché europei non esiste più lo spazio per coltivare l'idea e la pratica della antica, onorata arte della Diplomazia, nata quando nel Levante e in Mesopotamia sorsero Ur, Uruk, Lagash, Eridu e i loro sovrani, principi e sacerdoti, iniziarono a incontrarsi in pace per vergare accordi e patti su tavole di argilla.

Adesso nella paranoia occidentalista esiste solo la resa incondizionata o sconnesse minacce di sanzioni, agitar di sciabole spuntate e arrugginite e fiumi maleodoranti di propaganda mediatica con cui cercare di imporre le proprie volontà a Stati, Nazioni e Culture troppo orgogliose e solide per poterle mai accettare.

Dove sopravvive e fiorisce l'arte della Diplomazia (insieme a tante altre 'arti' dimenticate e disperse nell'arido panorama di decadenza europea) é a Mosca, la Terza Roma che alla potenza delle sue armi, alla forza della sua gente accompagna anche la suasione dolce, il potere morbido della trattativa e dell'accordo, nei Tempi di Putin e Lavrov come in quelli di Kosighin e Gromyko, o in quelli di Alessandro I e Nesselrode.

Arriva contemporaneamente dalla capitale russa e da quella siriana per bocca di personalità come Bouthaina Shaabani e Aleksandr Lukashevic la notizia che sarà proprio sulle rive della Moscova che si terranno gli incontri decisivi per la 'soluzione politica' della situazione siriana: dopo i meeting ginevrini, caratterizzati dalle asinesche pretese di Usa ed Europa fanaticamente fissati sulle (impossibili e irricevibili) 'Dimissioni di Assad', adesso con la situazione militare totalmente volta a  favore del Governo legittimo, gli 'oppositori moderati' (i meno scemi dei quali si sono resi conto di aver giocato il ruolo delle marionette della NATO e del GCC e non vogliono affatto 'finire nel fuoco' una volta inutili) si sono decisi a venire a miti consigli e lo faranno proprio 'a casa' del più grande alleato e sponsor di Assad, senza il cui benedetto intervento, forse ormai la Siria sarebbe un calderone di caos e violenza come la Libia.

Molti dei nostri lettori più "sanguigni" si chiederanno perché mai il Presidente Assad, legittimato dai voti del suo popolo e dal sangue dei martiri che si sono immolati sui campi di battaglia perché la Siria viva anche domani, dovrebbe sprecare il tempo dei suoi collaboratori inviando una delegazione a trattare con personaggi come il tardivo ravveduto Moaz Qatib  ebbene noi invece vi anticipiamo che la conferenza a Mosca si farà, che Damasco parteciperà coi suoi rappresentanti di punta e che accordi verranno stretti anche con quanti tre anni fa innalzarono la bandiera dei servi e cercarono con menzogne e sangue di strappare la libertà ai Siriani.

Questo perché, politicamente, un accordo con la ridicola "opposizione moderata" dei fuoriusciti venduti come Qatib toglierà argomenti a Obama e al suo probabile successore Bush Jr. II (la vendetta della famiglia degli scemi, roba che 'Non Aprite quella Porta' era 'The Sound of Music') la 'scusa' di bombardare Damasco per conto e a nome di questi figuri.

E questo é negli interessi della Siria e dei Siriani.

giovedì 20 novembre 2014

L'ex-capo della 'rivoluzione' anti-Assad confessa: "Mi sono sbagliato su tutto, siamo stati manipolati dai nemici della Siria!"

L'ex capo del Consiglio Nazionale Siriano, Ahmad Moaz al-Qatib, ha confessato di aver avuto torto sul governo siriano e Bashar al-Assad arrivando persino a definirlo un Presidente popolare che combatte i terroristi. Queste dichiarazioni sono state rilasciate al sito web del canale turco 'Ulusal'.

"Confesso che mi sono sbagliato quando ho pensato che la Turchia, alcuni paesi occidentali e arabi volessero tentare di aiutare la Siria e la sua gente", ha dichiarato l'ex leader dell'opposizione armata in Siria tramite i suoi account social media.

Al-Qatib ha sottolineato che i cosiddetti "Amici della Siria" sono in realtà "Nemici della Siria" e che sostengono i terroristi nelle loro azioni distruttive.

Egli ha aggiunto di essere convinto che il Governo siriano sta combattendo il terrorismo e faccia del suo meglio, vista la situazione nel continuare a fornire servizi essenziali ai suoi cittadini. "Tutto ciò dimostra che il Governo agisce a favore del popolo e non unicamente per la propria sopravvivenza", ha ribadito.

I successi continui dell'esercito siriano contro i terroristi che combattono il governo di Damasco e la rielezione di Assad nelle elezioni presidenziali del 3 giugno, hanno causato la divisione dell'opposizione armata, sostenuta dall'estero.

sabato 17 agosto 2013

Hurriyet Daily News annuncia che la centrale della sedizione mercenaria in Siria si sposta dal Cairo in Turchia!

Nonostante fosse noto anche ai sassi che uno dei più importanti 'centri di supporto' per l'insorgenza mercenaria takfira che attenta alla pace e alla stabilità della Siria sia sempre stata (fin da principio) la Turchia di Erdogan, forse la volontà di mostrare una fasulla 'autonomia' aveva suggerito ai suoi sponsor, non soltanto Turchi ma anche Sauditi e Qatarioti, di tenere il 'quartier generale' della cosiddetta 'opposizione siriana' (che di siriano, ricordiamolo, ha poco e nulla) non a Riyadh e non a Doha e nemmeno ad Ankara o a Istanbul ma bensì al Cairo.

La scelta comunque aveva senso perché già negli anni '80 il Cairo era stato il crocevia per lo smistamento di ogni scappato di casa  (e di testa) islamista da convogliare in Afghanistan per la 'jihad' antisovietica da cui sarebbe nata Al-Qaeda, inoltre l'Egitto era un comodo condotto per il contrabbando delle armi dalla Libia.

Adesso, a quanto dice l'edizione inglese della testata turca Hurriyet il quartier generale dei takfiri, vista la malsana aria del Cairo per gli estremisti sunniti, sta rapidamente facendo le valige con destinazione proprio il paese di Erdogan, anche se non é chiaro se la meta sarà Istanbul, Ankara o magari qualche centro vicino proprio al confine con la Siria stessa.

lunedì 25 marzo 2013

La falsa e venduta "opposizione siriana" perde pezzi e rischia di disgregarsi...tutti i dettagli!

Non appena venne scatenato l'attacco terrorista straniero a base di mercenari wahabiti infiltrati in territorio siriano e foraggiati da Turchi, Sauditi, Qatarioti e paesi NATO per conto degli interessi israeliani, nei paesi imperialisti sorsero varie "sigle" di traditori, fuoriusciti, vendipatria e altri simili personaggi che millantavano di rappresentare l'inesistente 'rivoluzione siriana'; man mano che il tempo passava e il Governo di Assad guadagnava una vittoria sui terroristi infiltrati dopo l'altra queste sigle vennero riunite in un organismo policefalo e totalmente autoreferenziale.

Pochi giorni fa su ordine dell'inquilino nero della Casa Bianca tale organismo ha nominato un texano filosionista con lontani parenti siriani "Premier" del 'Governo siriano in esilio'. Appena nominatolo un polverìo di sigle aderenti al policefalo organismo di cui sopra hanno annunciato le loro dimissioni dallo stesso, in protesta contro la scelta a loro dire arbitraria e 'antidemocratica' (ma che democrazia possono volere i sostenitori di al-qaeda e al-nusra?).

Adesso il portavoce Moaz Qatib, rappresentante dei traditori, ha annunciato le proprie dimissioni dall'organismo, a sua volta urtato da critiche e lotte interne che, a sentire dire lui, "stanno disgregando l'organizzazione prima ancora che qualunque risultato possa essere ottenuto sul terreno". Con la cattura o l'eliminazione dei pochissimi ufficiali siriani che avevano tradito e si erano messi al servizio della cospirazione risulta sempre più evidente che quella che si combatte tra Aleppo, Homs, Hama e Daraa é la lotta della Siria contro i suoi nemici storici e recenti.