Una delle principali unità della Mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi) irakena é la "Divisione da Combattimento Al-Abbas" (Firqa al-Abbas al-Qitaliyah), la quale dispone di una forza di valutata (da fonti che il vostro amorevole Kahani considera assolutamente affidabili) intorno ai diecimila uomini, di cui due terzi nelle unità di prima linea e 2500-3000 in uno scaglione di 'riserve'.
Come articolato in una nostra precedente inchiesta, la Divisione Al-Abbas é tra le poche forze delle Hashd al-Shaabi a disporre di unità corazzate e meccanizzate.
Adesso, siamo orgogliosi, grazie alle nostre fonti amichevoli e affidabili di poter comunicare al nostro pubblico che la 'brigata Al-Kafeel' della Divisione Al-Abbas é in corso di "upgradare" tutti i propri carri armati T-55, portandoli allo standard della modernizzazione autoctona irakena di quel venerando mezzo, che abbiamo presentato in esclusiva alcuni mesi fa con questo articolo.
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domenica 14 giugno 2020
La milizia popolare irakena "Firqa al-Abbas al-Qitaliyah" adotterà i T-55 modernizzati "Al-Kafeel" nel suo battaglione corazzato!
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domenica 21 luglio 2019
Vi presentiamo 'Al-Kafeel 1', modernizzazione irakena dell' "immortale" T-55 sovietico!
Qui su PALAESTINA FELIX non abbiamo mai e poi mai nascosto il nostro vivo e presente interesse nelle questioni di tecnologia militare.
Un campo ingiustamente negletto nel venduto, fasullo e ipocrita panorama del giornalismo italiano, che, imbevuto di spocchia "liberal chic" e "de sunustra" considera con sospetto chiunque sappia distinguere un carro principale da battaglia da una motozappa cingolata, col ditino indice pronto a levarsi nell'accusa di "fascismo" come quello di un imam wahabita con l'iperattività e in crisi d'astinenza da Ritalin.
Un campo ingiustamente negletto nel venduto, fasullo e ipocrita panorama del giornalismo italiano, che, imbevuto di spocchia "liberal chic" e "de sunustra" considera con sospetto chiunque sappia distinguere un carro principale da battaglia da una motozappa cingolata, col ditino indice pronto a levarsi nell'accusa di "fascismo" come quello di un imam wahabita con l'iperattività e in crisi d'astinenza da Ritalin.
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domenica 3 marzo 2013
Continua la modernizzazione della flotta aerea iraniana! Dopo F-5 e MiG-29 tocca ai "Phantom"!!

In attesa che si raffini e giunga a completa maturazione la capacità di produrre e mantenere in proprio aeromobili moderni (arrivata ormai sulla soglia di un vero e proprio "punto critico" con la presentazione del "Qaher-313") l'unico modo per riuscirci é quello di continuare a modificare e migliorare le airframe disponibili (F-14, F-4, F-5, MiG-29, Mirage F-1...) per consentire a quegli ottimi mezzi di generazione 3.5 o 4 di scavalcare con successo l'orizzonte del Ventesimo Secolo e proporsi credibilmente come avversari di ipotetici "banditi" di generazione 4.5 (giacché i vari claim americani che F-22 ed F-35 siano apparecchi di 'quinta generazione" altro non sono che baggianate propagandistiche).
Dopo avere messo mano con successo ai vecchissimi e usurati MiG-29 ex-irakeni mandati "in esilio" oltreconfine dai generali di Saddam poco prima della 'debacle' del 1991 e averli con viva sorpresa e ammirazione degli osservatori internazionali riportati alla piena efficienza operativa. Abbiamo ora notizia che l'IRIAF si stia dedicando al ricondizionamento e all'aggiornamento dei suoi F-4 Phantom II, macchine in un certo senso venerabili che stanno però entrando in una vera e propria 'seconda giovinezza'.
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martedì 3 maggio 2011
L'Iran perfeziona armamenti e sistemi aerei, preparandosi a un impegnativo progetto di rimodernamento dei suoi "Phantom"!
Il vice-Comandante delle Forze aeree della Repubblica iraniana, Brigadier-Generale Mohammed Alavi ha dichiarato all'Agenzia di Stato IRNA che l'arma aerea di Teheran ha di molto moltiplicato e magnificato le sue capacità di combattimento nel corso dell'ultima decade, grazie soprattutto ai continui sforzi tecnici e scientifici per tenere le forze armate al passo con gli sviluppi e le minacce presenti nella regione.
Alavi si é detto conscio che la situazione in Irak e Afghanistan sia ancora ricca di incognite per gli interessi della Repubblica iraniana, così come ha riconosciuto che, vedendo gli equilibri regionali mutare in maniera a lui sfavorevole, il regime sionista di Tel Aviv potrebbe, preso da disperazione, tentare un colpo di mano contro l'Iran nel timore di perdere l'occasione favorevole per attaccarlo impunemente.
Le possibilità che tali minacce possano però colpire l'Iran e il suo popolo sono controbilanciate dai notevoli progressi nella produzione di armi intelligenti e sistemi di avvertimento precoce e sorveglianza elettronica, che ha contraddistinto l'output del settore Difesa di Teheran negli ultimi anni, con particolare riferimento a "bombe e missili a guida laser e televisiva, sistemi di guerra elettronica e difesa aerea e radar e altre componenti per aumentare e migliorare le capacità operative notturne dei nostri apparecchi".
In una notizia correlata, fonti attendibili all'interno del Ministero della Difesa di Teheran e nello Stato Maggiore dell'IRIAF (l'Aeronautica militare) avvertono che il prossimo progetto maggiore in cui l'arma aerea iraniana si impegnerà sarà un completo 'overhaul' per l'estensione della vita di servizio e il drammatico miglioramento delle capacità di tutti gli F-4 Phantom II attualmente in linea di volo, cioé oltre sessanta apparecchi.
Acquistati dallo Shah filo-americano e filo-occidentale negli anni '70, i Phantom II hanno servito ottimamente per oltre 30 anni, combattendo valorosamente nella guerra Iran-Irak (durante la quale compirono imprese prodigiose come il bombardamento della munitissima base 'segreta' di H-3 oltre a numerosi attacchi in pieno giorno su Bagdad), ma sono ormai sulla soglia dell'obsolescenza.
Grazie all'esperienza acquisita modernizzando gli F-5 nel modello Saeqeh, svelato ormai quattro anni fa e attualmente in servizio i tecnici iraniani hanno stilato due possibili opzioni per il rimodernamento dei Phantom americani: ambedue progetti ambiziosi che prevedono modifiche più estese di quelle subite dai più piccoli F-5. Nel primo caso si eliminerebbe l'intera sezione caudale sostituita da due piani verticali a V (questi simili a quelli del Saeqeh) e da due alettoni a lato dei motori, superfici 'canard' aggiuntive fornirebbero ulteriore manovrabilità. In questo caso l'F-4 diventerebbe un ancor più piccolo e maneggevole intercettore per la difesa dello spazio aereo nazionale, sacrificando quasi tutte le sue potenzialità da bombardamento.
La seconda soluzione prevede invece un notevole allungamento della fusoliera e lo spostamento dei motori, ma la lunghezza complessiva del velivolo non supererebbe di troppo gli attuali 19,2 metri grazie di nuovo alla rimozione della sezione di coda per i consueti piani verticali a V e, questa volta, superfici più ampie ai lati dei motori; ciò darebbe origine a un velivolo simile al Su-30, mentre la prima scelta darebbe origina a una macchina del tipo del Rafale, del J-10 o dell'Eurofighter Typhoon (che però hanno una singola superfice verticale in coda e ali a delta puro).
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