E' la prima volta che un missile talmente grande e pesante viene accoppiato con successo a un caccia multiruolo come piattaforma di lancio; originariamente il piano del consorzio BRAHMOD (una joint-venture tra la russa NPO Mashinostroeyenia e il DRDO indiano) era quello di usare gli Ilyushin-38 e i Tupolev-142 indiani come piattaforme aeree di lancio dei missili, ma per le caratteristiche degli aerei in questione ciò non si rivelò fattibile.The BrahMos-A supersonic cruise missile, air-launched version of #BrahMos, was successfully flight-tested for first time from Indian Air Force's Sukhoi Su-30MKI fighter jet.#India #Russia pic.twitter.com/S7pszmHIHS— Military Advisor (@miladvisor) November 22, 2017
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giovedì 23 novembre 2017
Ecco la joint-venture che fa bene all'industria e all'economia indiana (e all'Eurasia!); il missile russo-indiano BRAHMOS lanciato con successo da un jet Sukhoi!
Con quella curiosa "sincronicità" che spesso ci mette in grado di correlare notizie apparentemente al di fuori del 'focus' informativo di questo portale, siamo in grado di annunciare al nostro numeroso e interessato pubblico che in un test condotto ieri un missile da crociera supersonico "BRAHMOS" (derivato dall' "Oniks" russo, ma ancora più veloce) é stato lanciato con successo utilizzando un Sukhoi-30 MKI come piattaforma.
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mercoledì 16 novembre 2016
PALAESTINA FELIX localizza il sito di lancio dei missili "Bastion" utilizzati dai Siriani nella giornata di ieri!
Osservate attentamente il filmato che proponiamo nella finestra qui sopra, dal secondo 0:46 in avanti. Vedrete chiaramente il TEL dei missili P-800 Bastion lanciati dall'Esercito Siriano contro obiettivi takfiri a terra che entra in azione. Grazie a una foto inviataci da un nostro contatto possiamo affermare di sapere dove si trovasse il veicolo nel momento in cui ha effettuato l'attacco.
La presenza di una inconfondibile antenna radar P-14 (TALL KING in codice NATO), limita la possibilità a non più di cinque locazioni, tutte nella Siria occidentale, la foto satellitare con la vegetazione e i tracciati delle strade ben visibili ci fa sospettare che il sito in questione fosse quello vicino al confine libanese nei pressi dell'autostrada M-5 a 34°4'57"N 36°52'44"E.
La presenza di una inconfondibile antenna radar P-14 (TALL KING in codice NATO), limita la possibilità a non più di cinque locazioni, tutte nella Siria occidentale, la foto satellitare con la vegetazione e i tracciati delle strade ben visibili ci fa sospettare che il sito in questione fosse quello vicino al confine libanese nei pressi dell'autostrada M-5 a 34°4'57"N 36°52'44"E.
martedì 15 novembre 2016
Anche le batterie missilistiche "Bastion" siriane impegnate a bersagliare obiettivi takfiri!
A lanciare missili da crociera contro bersagli delle organizzazioni takfire non sono solamente le unità di superficie della squadra navale russa presente davanti alle coste siriane; abbiamo avuto notizia, rafforzata da fotografie eloquenti e addirittura da un breve filmato che anche le batterie terrestri siriane equipaggiate con lanciatori P-800 "Bastion" (missile antinave ancora più sofisticato e potente dei P-700 montati nel ponte della portaerei Ammiraglio Kuznetsov) hanno ricevuto ordine di lancio contro bersagli terrestri.
Se i P-800 possono inquadrare e centrare un'unità navale in piena manovra evasiva a tutta macchina, si capisce benissimo come centrare un obiettivo statico sia un vero scherzo per questi ordigni. I lanci sono perfettamente riusciti e dimostrano, anche a certe capitali vicine o lontane, che gli anni di guerra e controinsorgenza non hanno PER NIENTE logorato la capacità dei missilisti siriani di utilizzare con successo questi sistemi altamente sofisticati.Mobile coastal defence system "Bastion" launch cruise missile P-800 Oniks from NW Syria towards targets pic.twitter.com/3svibBaVde
— Military Advisor (@miladvisor) November 15, 2016
sabato 18 maggio 2013
I missili di Putin (Yakhont e Triumf) proteggono le coste e i cieli della Siria dagli avventurismi imperialisti e sionisti!
Dopo la notiziadel prossimo arrivo a Damasco e dintorni di batterie e radar antiaerei del sistema missilistico S-300 'Triumf' é arrivata anche la conferma che, dopo la prima consegna avvenuta nel 2011, di cui questo stesso blog aveva dato dettagliate notizie, un'ulteriore fornitura di missili 'Yakhont' da difesa costiera é partita dalla Russia in direzione della Siria.
Questo sviluppo conferma come gli impegni e gli sforzi moscoviti a favore di Assad non siano 'residuali' o episodici ma testimonino di un forte e costante impegno russo per proteggere i propri interessi nell'area mediorientale, area che Vladimir Putin considera un bastione avanzato del Caucaso e dell'Asia Centrale.
Esattamente come Mosca non esitò un solo istante cinque anni fa a mettere in moto le sue forze armate contro il Presidentucolo da operetta georgiano per difendere i Russi dell'Ossezia é chiaro che piuttosto che vedere l'internazionale qaedista nuovamente all'opera in Cecenia o magari a Mosca il Presidente russo é prontissimo a fornire ad Assad tutte le armi e gli strumenti necessari a consumare e distruggere i terroristi che NATO, Usa, Israele e ascari arabi e turchi fanno affluire sul suo territorio.
Questo sviluppo conferma come gli impegni e gli sforzi moscoviti a favore di Assad non siano 'residuali' o episodici ma testimonino di un forte e costante impegno russo per proteggere i propri interessi nell'area mediorientale, area che Vladimir Putin considera un bastione avanzato del Caucaso e dell'Asia Centrale.
Esattamente come Mosca non esitò un solo istante cinque anni fa a mettere in moto le sue forze armate contro il Presidentucolo da operetta georgiano per difendere i Russi dell'Ossezia é chiaro che piuttosto che vedere l'internazionale qaedista nuovamente all'opera in Cecenia o magari a Mosca il Presidente russo é prontissimo a fornire ad Assad tutte le armi e gli strumenti necessari a consumare e distruggere i terroristi che NATO, Usa, Israele e ascari arabi e turchi fanno affluire sul suo territorio.
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giovedì 6 dicembre 2012
Navi da sbarco della flotta russa nuovamente attraccate al porto siriano di Tartous!
Come già riportato più volte in passato nel corso degli ultimi mesi ancora una volta una flottiglia della Marina Russa ha gettato l'ancora nel porto siriano di Tartous, strategico attracco di Mosca nelle calde acque del Mediterraneo Orientale.
La nave trasporto truppe 'Novocherkassk' e la nave pesante da sbarco 'Saratov', capace di portare un'intera compagnia di blindati come cargo, si sono fermate per due giorni presso i moli siriani e, nottetempo, un intenso traffico di veicoli di carico e scarico é stato riportato attorno ad esse.
La versione ufficiale parla di "imbarco di provviste fresche e carburante" da parte dei vascelli russi in visita ma tra gli osservatori di cose mediorientali non manca chi sia disposto a scommettere che, per esplicita volontà del Presidente Vladimir Putin, la flottiglia abbia in realtà portato alle forze del Presidente Assad aiuti "speciali" destinati a rafforzare le difese del paese e dissuadere ogni avventurismo militare della NATO in direzione di Damasco: come sofisticati missili antiaerei e munizioni per le batterie costiere antinave capaci di minacciare unità maggiori di superficie come incrociatori e portaerei.
La nave trasporto truppe 'Novocherkassk' e la nave pesante da sbarco 'Saratov', capace di portare un'intera compagnia di blindati come cargo, si sono fermate per due giorni presso i moli siriani e, nottetempo, un intenso traffico di veicoli di carico e scarico é stato riportato attorno ad esse.
La versione ufficiale parla di "imbarco di provviste fresche e carburante" da parte dei vascelli russi in visita ma tra gli osservatori di cose mediorientali non manca chi sia disposto a scommettere che, per esplicita volontà del Presidente Vladimir Putin, la flottiglia abbia in realtà portato alle forze del Presidente Assad aiuti "speciali" destinati a rafforzare le difese del paese e dissuadere ogni avventurismo militare della NATO in direzione di Damasco: come sofisticati missili antiaerei e munizioni per le batterie costiere antinave capaci di minacciare unità maggiori di superficie come incrociatori e portaerei.
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mercoledì 25 luglio 2012
La flotta da sbarco russa diretta in Siria é entrata nel Mediterraneo e punta verso Tartous!
Seguendo quanto puntualmente annunciato su queste pagine poco meno di quindici giorni orsono il distaccamento della flotta russa guidato dall'incrociatore antisom "Ammiraglio Chabanenko" dopo essere entrato nel Mediterraneo a mezzogiorno di ieri é in procinto di incontrarsi con le unità provenienti dal Mar Nero (Il pattugliatore Mudry e una nave-appoggio) per poi fare scalo nel porto siriano di Tartous.
L'agenzia Itar-Tass ha annunciato ieri il transito della flottiglia costituita dalla 'Chabanenko' e da tre navi da sbarco attraverso lo Stretto di Gibilterra; le unità, provenienti dal porto artico di Severomorsk, effettueranno manovre ed esercitazioni nel Mediterraneo orientale sfruttando la base navale in territorio siriano come punto d'appoggio e rifornimento.
Già numerose volte negli ultimi mesi flotte russe hanno raggiunto la Siria come misura cautelativa contro possibili 'colpi di mano' della NATO contro la Repubblica Araba del Presidente Assad, nonché, come asserito da alcuni osservatori internazionali, per portare rinforzi e personale specializzato in aiuto agli sforzi anti-terrorismo dell'Esercito e delle forze di sicurezza di Damasco.
L'agenzia Itar-Tass ha annunciato ieri il transito della flottiglia costituita dalla 'Chabanenko' e da tre navi da sbarco attraverso lo Stretto di Gibilterra; le unità, provenienti dal porto artico di Severomorsk, effettueranno manovre ed esercitazioni nel Mediterraneo orientale sfruttando la base navale in territorio siriano come punto d'appoggio e rifornimento.
Già numerose volte negli ultimi mesi flotte russe hanno raggiunto la Siria come misura cautelativa contro possibili 'colpi di mano' della NATO contro la Repubblica Araba del Presidente Assad, nonché, come asserito da alcuni osservatori internazionali, per portare rinforzi e personale specializzato in aiuto agli sforzi anti-terrorismo dell'Esercito e delle forze di sicurezza di Damasco.
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mercoledì 11 luglio 2012
Flottiglia russa in rotta verso la base siriana di Tartous: Mosca non abbandona l'alleato Assad e mostra i muscoli a NATO e USA!
Proseguendo coerentemente nella sua politica di sostegno e protezione verso lo Stato e il popolo siriano il Cremlino ha recentemente ordinato all'Incrocatore antisom 'Ammiraglio Chabanenko' (foto sopra) e a tre navi da sbarco di lasciare la base navale artica di Severomorsk e puntare la prora verso il Mediterraneo, dove, una volta avuto un 'rendez-vous' con il pattugliatore 'Yaroslav Mudry' (sotto) e con una nave-appoggio, entrambe provenienti dal Mar Nero, insieme le unità della flottiglia attraccheranno nella base navale siriana di Tartous.
"Il programma della crociera prevede un'ampia gamma di esercitazioni e manovre, una parte delle quali verranno tenute nelle acque territoriali siriane come d'accordo con le autorità locali", ha confermato una fonte anonima dal comando navale di Mosca. Già negli ultimi mesi più di una volta la Russia ha inviato proprie navi in Siria, per dimostrare coi fatti la propria vicinanza a Damasco e al Presidente Assad, per dissuadere fisicamente le potenze occidentali da "colpi di mano militari" contro la Siria e per proteggere i propri interessi navali, commerciali e diplomatici nella regione.
Negli ultimi giorni le forze navali e costiere siriane si sono impegnate in una vasta esercitazione difensiva, dimostrando la loro prontezza a mobilitarsi e resistere contro eventuali minacce NATO provenienti dal mare.
"Il programma della crociera prevede un'ampia gamma di esercitazioni e manovre, una parte delle quali verranno tenute nelle acque territoriali siriane come d'accordo con le autorità locali", ha confermato una fonte anonima dal comando navale di Mosca. Già negli ultimi mesi più di una volta la Russia ha inviato proprie navi in Siria, per dimostrare coi fatti la propria vicinanza a Damasco e al Presidente Assad, per dissuadere fisicamente le potenze occidentali da "colpi di mano militari" contro la Siria e per proteggere i propri interessi navali, commerciali e diplomatici nella regione.
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domenica 8 luglio 2012
Esercitazione missilistica siriana dimostra la prontezza di Damasco nell'affrontare minacce aeree e navali contro le sue coste!

Agli osservatori internazionali non sfugge la concomitanza tra questa esercitazione e il recente abbattimento del jet turco sorpreso a violare lo spazio aereo siriano; scopo evidente della manovra é dimostrare ai paesi della NATO che, grazie al sostegno e agli armamenti e ai radar di Mosca la Siria é in grado di difendere efficacemente non solo i suoi cieli ma anche il suo mare da qualunque 'Armada' gli Americani e i loro lacché europei potessero inviare a bloccare le coste siriane e i porti di Tartous e Latakia.
Proprio ieri Igor Korotchenko, Segretario del Consiglio Sociale del Ministero della Difesa ha affermato ufficialmente che Mosca ha "le prove inconfutabili" che il 'Phantom' di Ankara recentemente abbattuto sopra Latakia fosse in una missione di ricognizione visiva a favore dei gruppi di mercenari e terroristi ancora attivi nel territorio siriano e che, pur avendo preso la precauzione di volare estremamente basso, l'apparecchio é stato sorpreso dalla precisione e intensità del fuoco antiaereo con esiti fatali all'equipaggio.
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domenica 27 febbraio 2011
Il Cremlino vende alla Siria avanzati sistemi missilistici antinave, nonostante gli sforzi della lobby sionista!
Nonostante l'incessante pressione della robusta e ricchissima "lobby a sei punte" russa portavoce del Cremlino hanno confermato come l'accordo di trasferimento per cinque unità lanciamissili e quindici vettori P-800 Bastion/Yakhon per ciascuna, evoluzione del sistema missilistico antinave "Oniks" (detto SS-N-26 nel codice Nato). La dichiarazione, rilasciata dal Ministro della Difesa Anatoly Serdyukov, é arrivata nel corso di sabato 26 febbraio e ha causato grande sensazione, specialmente da parte israeliana.
Lo Stato ebraico, infatti, sperava di avere avuto successo nei suoi sforzi di sabotare l'accordo, evidentemente ingagliardito dal successo ottenuto nel negare all'Iran l'avanzato sistema antiaereo S-300 (che comunque ha raggiunto Teheran per vie traverse), ma, questa volta, gli storici legami tra Mosca e Damasco, risalenti ai tempi dell'Unione sovietica, si sono rivelati più forti di qualunque lobby di oligarchi.
La trattativa per la vendita del sistema antinave andava avanti dallo scorso settembre. Il sistema antinave P-800, è in grado di lanciare un missile da crociera spinto da un reattore 'ramjet' che viaggia a quasi tre volte la velocità del suono con un raggio di 120 chilometri (in modalità lo-lo) o 350 (in modalità hi-lo), quando raggiunge il suo obiettivo il missile è letteralmente a pelo d'acqua.
Fu proprio nelle acque mediorientali, durante le molte guerre scatenate da Israele tra gli anni '50 e '70, che gli osservatori militari internazionali dichiararono aperta l'era del missile come arma decisiva degli scontri navali, mandando definitivamente in pensione protagonisti storici degli scontri tra i flutti come il cannone di grosso calibro e il siluro. Ultimamente, però, come ha dimostrato il caso della Corvetta israeliana "Hanit", messa fuori combattimento da Hezbollah nella guerra del 2006 con un missile cinese "Yingji-82", il vantaggio sembra essere sfuggito alla marina sionista, che a lungo, grazie ai copiosi aiuti militari Statunitensi, aveva goduto di una superiorità incontrastata.
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