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sabato 10 aprile 2021

L'Iran vicino ad acquisire i caccia cinesi J-10C? Sembra di sì, grazie all'accordo "monstre" firmato recentemente tra Teheran e Pechino!

Si iniziano a vedere sul piano miliare gli effetti dell’accordo di $ 400 miliardi tra Cina e Iran. Questo accordo di lungo termine, otre ai settori energetici, potrebbe aprire la strada alle vendite di caccia cinesi J-10C la cui adozione da parte dell’aviazione iraniana permetterebbe un sostanziale progresso e ammodernamento della sua aviazione.

Come ormai noto il 3 aprile Cina e Iran hanno firmato un accordo da 400 miliardi di dollari per ingenti investimenti cinesi nel paese mediorientale per oltre 25 anni in cambio di vendite di petrolio. L’accordo segue un precedente patto militare ed economico sino-iraniano firmato nel luglio 2020 , e arriva quando gli Stati Uniti hanno cercato di impedire all’Iran di esportare petrolio con ampie sanzioni economiche unilaterali e azioni offensive contro il trasporto mercantile iraniano .

Il tentativo di assedio degli USA sull’Iran è completamente fallito, come ammesso dagli stessi esponenti dell’Amministrazione USA. Con quello è venuta meno anche anche la scadenza di un embargo sulle armi delle Nazioni Unite nei confronti dell’Iran dell’ottobre 2020, che da tempo si prevede sarà seguito da una grande vendita di armi al paese.

giovedì 20 ottobre 2016

Si sono concluse con successo le intense esercitazioni dell'aeronautica iraniana: preludio a un intervento?

Si sono concluse con il raggiungimento di tutti gli obiettivi preventivati le vaste e complesse esercitazioni aeronautiche "Devoti del Santuario di Velayat 6" che hanno impegnato il meglio della forza aerea della Repubblica Islamica Iraniana per tre giorni consecutivi.
Fulcro delle manovre e delle missioni simulate sono stati soprattutto gli attacchi aria-terra che hanno visto protagonisti i vecchi F-5 e le loro versioni avanzate di produzione nazionale "Saeqeh", ma anche i MiG-29, i Su-24 e gli F-4 Phantom.

lunedì 17 ottobre 2016

L'Aeronautica Iraniana si esercita intensamente negli attacchi al suolo con munizioni intelligenti!

Nonostante segnali in tal senso si siano avuti a più riprese in passato l'Aviazione della Repubblica Islamica non si é ancora presentata ufficialmente nei cieli siriani, limitando il proprio aiuto al paese alleato nei trasferimenti di numerosi Sukhoi-22 riparati e rimodernati dal lotto originariamente confiscato ai piloti irakeni che nel 1991 "fuggirono" oltreconfine per evitare i bombardamenti della coalizione attaccante guidata dagli USA.

Tuttavia l'IRIAF ha già preso parte a combattimenti in cieli stranieri, in Irak, e non é detto che presto non possa rifarlo o invece presentarsi una buona volta anche nel teatro siriano: evidentemente per affinare le proprie capacità operative aria-terra in queste ore i piloti iraniani sono impegnati nell'esercitazione "Devoti del Santuario della Velayat 6".

domenica 6 settembre 2015

La Provincia di Isfahan teatro di una vasta e complessa esercitazione aerea dell'Aviazione iraniana!

Si sono tenuti ieri secondo i programmi le esercitazioni aeree "Fadaeyan-e-Harim-e-Velayat 5", che hanno avuto luogo nei cieli della provincia di Isfahan, nell'Iran centrale; caccia, intercettori, cacciabombardieri, bombardieri e aerei da trasporto, più numerosi modelli di UAV e UCAV hanno preso parte alle manovre.
Particolare risalto hanno avuto i Su-24, gli F-4 Phantom, gli F-5 (e modelli derivati), gli F-14, i MiG-29, i Boeing 707 e 747 e gli Hercules C-130 in forza all'IRIAF. Il Generale Ali Reza Barkhor, parlando il giorno prima dell'inizio dell'esercitazione aveva annunciato che essa si sarebbe svolta in tre fasi distinte.

venerdì 7 agosto 2015

Ventiquattro Chengdu J-10 per l'aviazione militare di Teheran? La prospettiva alletta i dirigenti iraniani!

A seguito della positiva conclusione delle trattative per la chiusura del 'dossier nucleare' con le potenze del 5+1 la Repubblica Islamica dell'Iran si starebbe interessando all'acquisto di due squadriglie di cacciabombardieri multiruolo Chengdu J-10B dalla Repubblica Popolare Cinese.

L'aeronautica militare della Repubblica Islamica e il comparto aereo della Guardia Rivoluzionaria mantengono in efficienza un vasto parco di apparecchi in parte eredità dell'aviazione dello Scià (F-4 Phantom, F-5 Tiger II, F-14 Persian Cat), in parte confiscati all'Irak o acquistati negli anni '90 (MiG-29, Su-24, Mirage F1) o costruiti autonomamente secondo la dottrina della Jihad di Autosufficienza (Saeqeh-1 e -2, derivati dall'F-5)

giovedì 27 marzo 2014

Il missile antinave 'Qader', ora disponibile anche nella versione aviolanciata, moltiplica la potenza di interdizione di Teheran!!

Abbiamo sempre tenuto aggiornato il nostro pubblico sugli sviluppi dell'arsenale militare della Repubblica Islamica, baluardo dell'anti-imperialismo e faro per tutti i popoli, i partiti, i movimenti che sperano di costruire una società più equa e giusta sulle rovine del vecchio ordine atlantista-capitalista-sionista.

Tra questi sviluppi interessantissimo é stato quello del vettore balistico antinave 'Qader' che con la sua altissima mobilità e precisione ha spostato il bilancio delle forze nel Golfo Persico a favore dei difensori iraniani contro le possibili manovre aggressive della Quinta Flotta yankee di base nell'Isola di Barhein.

Grazie al 'Qader' infatti anche un camion camuffato da veicolo civile che si muova sulle strade costiere del Golfo, magari vicino allo Stretto di Ormuz può costituire una mortale minaccia anche per la più grande unità di superficie USA.

Adesso, come si vede chiaramente dalla foto qui riportata, il Qader é disponibile anche in versione aviolanciata, moltiplicando esponenzialmente il proprio raggio, non solo in virtù dell'autonomia operativa degli F-4 e dei Su-24 iraniani, ma anche del fatto che, confinando a Ovest con una serie di paesi amici (Irak, Siria, Libano) gli apparecchi di Teheran possono teoricamente spingersi fino al Mediterraneo Orientale.

Lasciamo immaginare ai nostri lettori che cosa possa voler dire una simile possibilità in termini strategici e militari.

lunedì 18 novembre 2013

Le difese aeree di Assad scoprono tre F-16 turchi provenienti da Alessandretta e li mettono in fuga!

I radar militari siriani hanno intercettato ieri un terzetto di F-16 'Falcon' dell'aviazione turca che avevano violato lo spazio aereo di Damasco provenienti da Alessandretta (ma probabilmente decollati da Incirlik o da Amasya).

Una volta identificati gli intrusi come modello e nazionalità sono bastati dieci secondi agli operatori radar di Assad per mettere i tre 'banditi' nei mirini dei loro missili antiaerei di produzione russa; a quel punto, vedendosi "pitturati" dai radar siriani i tre jet hanno rapitamente fatto dietrofront riguadagnando la frontiera.

Nel corso dei mesi di campagna antiterrorismo le difese aeree siriane hanno abbattuto un F-4 turco, alcuni F-16 israeliani e, sembrerebbe, persino un F-22 americano che alla vigilia del programmato (poi sfumato) attacco 'punitivo') di Obama aveva provato a saggiare le difese aeree di Assad.

martedì 14 maggio 2013

F-16 di Ankara si schianta al suolo a 50 km dal confine con la Siria! Non chiare le cause dell'evento!

Dopo avere perso un F-4 da ricognizione incautamente mandato a invadere lo spazio aereo siriano l'aviazione militare turca ha subito un'altra perdita quando nel corso della giornata di ieri un F-16 di fabbricazione statunitense é precipitato tra le rocce della Provincia di Osmaniye, a circa una cinquantina di chilometri dal confine con la Siria.

L'aereo, che si era levato in volo dalla base di Amasya, era apparentemente impegnato in una esercitazione e il pilota si sarebbe messo in salvo eiettandosi col seggiolino una volta verificato di aver perso il controllo del mezzo. Tuttavia una volta effettuata l'eiezione tutti i contatti col pilota si sarebbero interrotti ed egli nonostante gli sforzi delle square S&R non sarebbe ancora stato localizzato.

Riportando le dichiarazioni di fonti militari l'emittente NTV ha parlato di 'guasto tecnico' come causa dell'incidente, senza approfondire la sua natura o le sue origini.

mercoledì 25 luglio 2012

La flotta da sbarco russa diretta in Siria é entrata nel Mediterraneo e punta verso Tartous!

Seguendo quanto puntualmente annunciato su queste pagine poco meno di quindici giorni orsono il distaccamento della flotta russa guidato dall'incrociatore antisom "Ammiraglio Chabanenko" dopo essere entrato nel Mediterraneo a mezzogiorno di ieri é in procinto di incontrarsi con le unità provenienti dal Mar Nero (Il pattugliatore Mudry e una nave-appoggio) per poi fare scalo nel porto siriano di Tartous.

L'agenzia Itar-Tass ha annunciato ieri il transito della flottiglia costituita dalla 'Chabanenko' e da tre navi da sbarco attraverso lo Stretto di Gibilterra; le unità, provenienti dal porto artico di Severomorsk, effettueranno manovre ed esercitazioni nel Mediterraneo orientale sfruttando la base navale in territorio siriano come punto d'appoggio e rifornimento.
Già numerose volte negli ultimi mesi flotte russe hanno raggiunto la Siria come misura cautelativa contro possibili 'colpi di mano' della NATO contro la Repubblica Araba del Presidente Assad, nonché, come asserito da alcuni osservatori internazionali, per portare rinforzi e personale specializzato in aiuto agli sforzi anti-terrorismo dell'Esercito e delle forze di sicurezza di Damasco.
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mercoledì 11 luglio 2012

Flottiglia russa in rotta verso la base siriana di Tartous: Mosca non abbandona l'alleato Assad e mostra i muscoli a NATO e USA!

Proseguendo coerentemente nella sua politica di sostegno e protezione verso lo Stato e il popolo siriano il Cremlino ha recentemente ordinato all'Incrocatore antisom 'Ammiraglio Chabanenko' (foto sopra) e a tre navi da sbarco di lasciare la base navale artica di Severomorsk e puntare la prora verso il Mediterraneo, dove, una volta avuto un 'rendez-vous' con il pattugliatore 'Yaroslav Mudry' (sotto) e con una nave-appoggio, entrambe provenienti dal Mar Nero, insieme le unità della flottiglia attraccheranno nella base navale siriana di Tartous.
"Il programma della crociera prevede un'ampia gamma di esercitazioni e manovre, una parte delle quali verranno tenute nelle acque territoriali siriane come d'accordo con le autorità locali", ha confermato una fonte anonima dal comando navale di Mosca. Già negli ultimi mesi più di una volta la Russia ha inviato proprie navi in Siria, per dimostrare coi fatti la propria vicinanza a Damasco e al Presidente Assad, per dissuadere fisicamente le potenze occidentali da "colpi di mano militari" contro la Siria e per proteggere i propri interessi navali, commerciali e diplomatici nella regione.
Negli ultimi giorni le forze navali e costiere siriane si sono impegnate in una vasta esercitazione difensiva, dimostrando la loro prontezza a mobilitarsi e resistere contro eventuali minacce NATO provenienti dal mare.
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domenica 8 luglio 2012

Esercitazione missilistica siriana dimostra la prontezza di Damasco nell'affrontare minacce aeree e navali contro le sue coste!

Le forze della difesa navale e costiera della Repubblica Araba di Siria hanno lanciato nella giornata di ieri una intensa esercitazione che le ha viste impegnate a contrastare un improvviso attacco dal mare, simulato nei minimi dettagli; le manovre, che hanno incluso il lancio di numerosi tipi di missili terra-aria, aria-superficie e superficie-superficie hanno visto la supervisione e la partecipazione di alti ufficiali delle forze armate e del nuovo Governo, compreso il Ministro della Difesa Generale Dawood Rajha, e continueranno oggi e domani secondo quanto comunicato dall'Agenzia SANA.
Agli osservatori internazionali non sfugge la concomitanza tra questa esercitazione e il recente abbattimento del jet turco sorpreso a violare lo spazio aereo siriano; scopo evidente della manovra é dimostrare ai paesi della NATO che, grazie al sostegno e agli armamenti e ai radar di Mosca la Siria é in grado di difendere efficacemente non solo i suoi cieli ma anche il suo mare da qualunque 'Armada' gli Americani e i loro lacché europei potessero inviare a bloccare le coste siriane e i porti di Tartous e Latakia.
Proprio ieri Igor Korotchenko, Segretario del Consiglio Sociale del Ministero della Difesa ha affermato ufficialmente che Mosca ha "le prove inconfutabili" che il 'Phantom' di Ankara recentemente abbattuto sopra Latakia fosse in una missione di ricognizione visiva a favore dei gruppi di mercenari e terroristi ancora attivi nel territorio siriano e che, pur avendo preso la precauzione di volare estremamente basso, l'apparecchio é stato sorpreso dalla precisione e intensità del fuoco antiaereo con esiti fatali all'equipaggio.
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mercoledì 16 maggio 2012

Nuovi cacciabombardieri "Saeqeh" si aggiungono alle forze aeree della Repubblica Islamica dell'Iran!

Il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica Brigadier Generale Ahmad Vahidi ha annunciato che una nuova squadriglia di cacciabombardieri "Saeqeh", gli aeroplani ottenuti dagli ingegneri di Teheran dall'ammodernamento e dall'evoluzione dei vecchi F-5 Northrop acquistati dallo Scià Reza Palhevi si é unita alla linea di volo dell'IRIAF, l'aviazione iraniana.
"La costruzione e la consegna di sempre nuovi caccia 'Saeqeh' procede senza alcun problema e testimonia dei passi avanti compiuti dall'industria aeronautica nazionale, ormai matura per realizzazioni più complesse ed ardite", ha affermato Vahidi in un comunicato esteso al principio della settimana, sottolineando come i 'Saeqeh' si integrino perfettamente nei nuovi piani per la difesa dello spazio aereo nazionale e per la coordinazione aria-terra, l'appoggio tattico alle formazioni dell'Esercito e della Guardia Rivoluzionaria e gli attacchi al suolo.
Il Vicecomandante dell'IRIAF, Aziz Nasrizadeh ha dichiarato recentemente che i prossimi Saeqeh includeranno notevoli migliorie ai sistemi radar e potranno montare munizioni teleguidate e 'intelligenti' di nuova generazione. I primi esemplari dell'aereo, che può considerarsi pariclasse dell'F-18 americano, sono entrati in servizio venti mesi fa, nel settembre 2010.
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lunedì 30 aprile 2012

L'Iran si prepara a produrre nuove versioni del 'Saeqeh', aereo derivato dai vecchi caccia Northrop dello Scià!

Il Brigadier Generale Aziz Nasirzadeh, autorevole e rispettato comandante dell'Aviazione della Repubblica Islamica ha recentemente dichiarato che le industrie aeronautiche iraniane sono ormai pronte a produrre una nuova generazione di 'Saeqeh' ('Folgore', in Farsi), il jet militare ottenuto dai vecchi F-5 Tiger dello Scià di Persia, trampolino utilizzato da Teheran verso nuove e più ardite realizzazioni aeree.

Nasirzadeh ha dichiarato che le migliorie maggiori dei 'nuovi' Saeqeh riguarderanno i sistemi radar e il controllo di nuove gamme di munizioni e armi avanzate, come missili e bombe a guida laser e televisiva, dettaglio che testimonia come l'attenzione dei tecnici e degli ingegneri iraniani sia rimasta ben salda sull'obiettivo di rendere il 'Saeqeh' sempre più efficace come interdittore e sostegno alle forze di terra visto che per l'intercezione aria-aria vi sono altri modelli più portati nell'arsenale aereo della Repubblica Islamica (F-14, Mig-29, Mirage F1...).

Il Brigadier Generale ha anche aggiunto che mentre proseguono i programmi di adeguamento e rinnovo delle linee di volo (si attendono i risultati di un progetto per aggiornare e modificare gli F-4 Phantom II anch'essi ereditati dall'aviazione di Palhevi) contemporaneamente si portano avanti altri progetti per incrementare il raggio dei missili iraniani, migliorarne la precisione contro bersagli aerei e infittire ancora di più le maglie della barriera radar di sorveglianza dello spazio aereo domestico, già molto fitta, come ha dimostrato la recente cattura del drone-spia americano.
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