Il portavoce dell'Esercito sudanese Sawarmi Khaled Saad ha dichiarato che le navi della 30esima Flottiglia dell'IRIN hanno gettato l'ancora a Port Sudan (principale scalo sudanese a 667 Km a Nordest della capitale Khartoum) per rifornirsi di carburante.
I civili sudanesi saranno liberi di visitare i vascelli iraniani durante la loro sosta.
Prima di dirigersi verso il Sudan le navi iraniane avevano soccorso una petroliera indiana che stava venendo aggredita da motoscafi pirata, consentendole di riprendere indisturbata la propria rotta verso Suez.
Il Comandante in Capo della Marina sudanese Abdullah al-Matri, durante il suo tour delle navi iraniane ha espresso felicità per le ottime relazioni tra la Repubblica Islamica e il Sudan, chiedendo apertamente che la cooperazione in campo navale tra le due marina venga ampliata e approfondita.
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martedì 6 maggio 2014
La 30esima Flottiglia della Marina Iraniana fa scalo tecnico a Port Sudan nell'ambito delle relazioni Teheran-Khartoum!!
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lunedì 5 maggio 2014
La petroliera indiana 'Jok Lok' salvata nel Mar Rosso dall'intervento tempestivo della 30esima Flottiglia iraniana!
La 30esima flottiglia dell'IRIN, centrata attorno al Cacciatorpedieniere 'Alvand' e alla Nave-Appoggio 'Bushehr' ha con successo effettuato un'intervento antipirati salvando la petroliera indiana 'Jok Lok' che stava venendo assaltata da barche corsare nel Mar Rosso.
Erano almeno sette i motoscafi equipaggiati di cannoncini e lanciarazzi che stavano sciamando attorno al grande natante commerciale, ha dichiarato il Vicecomandante delle Operazioni dell'IRIN, Siavash Jareh, nella conferenza stampa con cui ha annunciato il vittorioso intervento della flottiglia.
La flottiglia iraniana, dopo avere aiutato la petroliera indiana a rimettersi in sicurezza sulla sua rotta attraccherà a Port Sudan nell'ambito delle visite di cortesia al regime del Presidente Omar Bashir.
Erano almeno sette i motoscafi equipaggiati di cannoncini e lanciarazzi che stavano sciamando attorno al grande natante commerciale, ha dichiarato il Vicecomandante delle Operazioni dell'IRIN, Siavash Jareh, nella conferenza stampa con cui ha annunciato il vittorioso intervento della flottiglia.
La flottiglia iraniana, dopo avere aiutato la petroliera indiana a rimettersi in sicurezza sulla sua rotta attraccherà a Port Sudan nell'ambito delle visite di cortesia al regime del Presidente Omar Bashir.
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domenica 9 dicembre 2012
Attracca a Port Sudan la 23esima flottiglia della Marina militare iraniana! L'Ammiraglio Al-Matri accoglie gli ospiti!
Come annunciato pochi giorni fa su queste stesse pagine la 23esima flottiglia della Marina Iraniana, composta dal Cacciatorpediniere 'Jamaran' e dalla Nave-appoggio portaelicotteri 'Bushehr' hanno finalmente raggiunto Port Sudan dopo avere pattugliato attentamente le acque del Golfo di Aden e dello stretto di Bab el-Mandeb, entrata meridionale del Mar Rosso.
Appena gettata l'ancora i capitani delle due unità hanno accolto a bordo rappresentanti del Governo locale e i massimi rappresentanti della marina sudanese, guidati dall'Ammiraglio Abdullah al-Matri. Al-Matri al culmine delle celebrazioni ha annunciato che altre flottiglie iraniane saranno "sempre le benvenute" a Port Sudan e che il servizio navale del paese africano guarda con favore a un'espansione dei rapporti marittimi tra Khartoum e Teheran che comprenda anche trasferimenti di tecnologia, expertise e know how.
L'Iran anche recentemente ha dichiarato di essere in grado oltre che di migliorare e aumentare il numero e l'efficienza delle proprie unità navali, di fornire unità di superficie, sottomarine e sistemi di avvistamento, navigazione e combattimento agli stati amici che ne faranno richiesta.
Appena gettata l'ancora i capitani delle due unità hanno accolto a bordo rappresentanti del Governo locale e i massimi rappresentanti della marina sudanese, guidati dall'Ammiraglio Abdullah al-Matri. Al-Matri al culmine delle celebrazioni ha annunciato che altre flottiglie iraniane saranno "sempre le benvenute" a Port Sudan e che il servizio navale del paese africano guarda con favore a un'espansione dei rapporti marittimi tra Khartoum e Teheran che comprenda anche trasferimenti di tecnologia, expertise e know how.
L'Iran anche recentemente ha dichiarato di essere in grado oltre che di migliorare e aumentare il numero e l'efficienza delle proprie unità navali, di fornire unità di superficie, sottomarine e sistemi di avvistamento, navigazione e combattimento agli stati amici che ne faranno richiesta.
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domenica 2 dicembre 2012
Verso il Sudan la 23esima flottiglia navale iraniana: sempre più strette le relazioni tra Teheran e Khartoum!
Dopo la visita di cortesia e solidarietà effettuata a ottobre dalla 22esima flottiglia della Marina Iraniana, attraccata a Port Sudan pochi giorni dopo il proditorio e piratesco attacco aereo sionazista contro Khartoum (un raid "di preparazione" al 'pogrom' militare scatenato in seguito contro la Striscia di Gaza e interrotto solo dalla coraggiosa Resistenza armata dei Palestinesi) é ora il turno della 23esima flottiglia navale di Teheran di mostrare la bandiera nel Mar Rosso.
Il Cacciatorpediniere "Jamaran" e la nave "Bushehr" arriveranno presto nel paese del Presidente Omar Bashir e il significato simbolico della visita é chiarissimo: "L'Iran non abbandona gli alleati ed é pronto a fornire a Khartoum tutti i mezzi necessari a difendersi da prossime aggressioni del regime ebraico".
Anche in quest'ottica devono leggersi le recenti dichiarazioni del Contrammiraglio Mahmoud Moussavi, vice di Habibollah Sayyari, che ha dichiarato come, oltre a rafforzare i propri ranghi e ampliare la propria linea di navigazione l'Iran sia "perfettamente in grado" di aiutare paesi amici a rinforzare i loro arsenali marittimi.
Il Cacciatorpediniere "Jamaran" e la nave "Bushehr" arriveranno presto nel paese del Presidente Omar Bashir e il significato simbolico della visita é chiarissimo: "L'Iran non abbandona gli alleati ed é pronto a fornire a Khartoum tutti i mezzi necessari a difendersi da prossime aggressioni del regime ebraico".
Anche in quest'ottica devono leggersi le recenti dichiarazioni del Contrammiraglio Mahmoud Moussavi, vice di Habibollah Sayyari, che ha dichiarato come, oltre a rafforzare i propri ranghi e ampliare la propria linea di navigazione l'Iran sia "perfettamente in grado" di aiutare paesi amici a rinforzare i loro arsenali marittimi.
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martedì 27 novembre 2012
Nuova visita in Sudan per la Marina militare iraniana! Sempre più stretti i rapporti tra Teheran e Khartoum!!
A meno di un mese dalla precedente visita della 22esima Flottiglia della Marina militare iraniana a Port Sudan il portavoce militare di Khartoum Sawarmi Khaled Saad, parlando ai microfoni dell'agenzia stampa ufficiale SUNA ha dichiarato che tra tre giorni un nuovo distaccamento navale di Teheran calerà l'ancora presso le banchine di Port Sudan.
Secondo le dichiarazioni di Saad la visita iraniana sarà inquadrata nei rapporti di "cooperazione marittima e militare" tra i due paesi; particolarmente intensi dopo il proditorio attacco aereo sionista che nel corso di ottobre ha colpito una fabbrica alla periferia della capitale sudanese.
Durante la loro permanenza i vascelli iraniani verranno "riforniti di carburante e altri elementi logistici che consentano loro di continuare con efficienza la loro missione di pattugliamento anti-pirati al di qua e al di là delle bocche di Bab-el-Mandeb".
Secondo le dichiarazioni di Saad la visita iraniana sarà inquadrata nei rapporti di "cooperazione marittima e militare" tra i due paesi; particolarmente intensi dopo il proditorio attacco aereo sionista che nel corso di ottobre ha colpito una fabbrica alla periferia della capitale sudanese.
Durante la loro permanenza i vascelli iraniani verranno "riforniti di carburante e altri elementi logistici che consentano loro di continuare con efficienza la loro missione di pattugliamento anti-pirati al di qua e al di là delle bocche di Bab-el-Mandeb".
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sabato 3 novembre 2012
Suggestive immagini esclusive della visita della flotta iraniana a Port Sudan!
Ecco immagini esclusive per "Palaestina Felix" della sosta sudanese della 22esima flottiglia dell'IRIN, composta dal Cacciatorpediniere "Ammiraglio Naqdi" e dalla portaelicotteri di supporto "Kharg".
La visita della flottiglia iraniana segue l'infame attentato aereo sionista che ha proditoriamente colpito la capitale sudanese Khartoum; gli eccellenti sistemi antiaerei di Teheran potrebbero fornire al Governo di Omar Bashir gli strumenti adatti per proteggere il suo paese.
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martedì 30 ottobre 2012
La flotta iraniana visita le coste del Sudan recando solidarietà per l'aggressione sionista: dura dichiarazione di Mehmanparast!
Con una prontezza veramente indicativa dell'ascesa delle azioni e del prestigio della Repubblica Islamica nello scacchiere dell'Africa Orientale subsahariana la 22esima flottiglia della Marina Iraniana, composta dal cacciatorpediniere "Admiral Naqdi" e dalla portaelicotteri/nave appoggio "Kharg" (foto rispettivamente sopra e sotto) ha gettato l'ancora a Port Sudan, fermandosi per rifornirsi nel corso di una delle ormai frequenti missioni oltre lo Stretto di Bab el-Mandeb.
Gli ufficiali della Marina di Teheran incontreranno i colleghi delle forze navali sudanesi e, con ogni probabilità, anche dignitari e funzionari governativi durante il loro soggiorno africano; non dubitiamo che al centro delle loro discussioni vi sarà la recente proditoria aggressione sionista contro Khartoum e le prospettive e potenzialità per una più salda alleanza politico/militare tra i due paesi.
Come l'Iran anche il Sudan ha dovuto affrontare campagne d'odio e di fango organizzate dalla lobby ebraica internazionale coi suoi media e persino col sostegno delle 'star' imbecilli di Hollywood (George Clooney e Angelina Jolie su tutti), in concomitanza con l'ingiustificabile, assurda partizione del suo territorio sovrano che lo ha consegnato a un dittatore brutale e corrotto come Salva Kiir.
Ramin Mehmanparast, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha dichiarato, in un comunicato di solidarietà con il Governo guidato dal Presidente Omar Bashir, che le nazioni africane e mediorientali, a prescindere dai loro atteggiamenti politici e dai loro schieramenti, dovrebbero "immediatamente" chiudere i loro cieli a qualunque velivolo proveniente dal regime ebraico in rappresaglia contro il gesto di pirateria aerea compiuto contro il Sudan.
Gli ufficiali della Marina di Teheran incontreranno i colleghi delle forze navali sudanesi e, con ogni probabilità, anche dignitari e funzionari governativi durante il loro soggiorno africano; non dubitiamo che al centro delle loro discussioni vi sarà la recente proditoria aggressione sionista contro Khartoum e le prospettive e potenzialità per una più salda alleanza politico/militare tra i due paesi.
Come l'Iran anche il Sudan ha dovuto affrontare campagne d'odio e di fango organizzate dalla lobby ebraica internazionale coi suoi media e persino col sostegno delle 'star' imbecilli di Hollywood (George Clooney e Angelina Jolie su tutti), in concomitanza con l'ingiustificabile, assurda partizione del suo territorio sovrano che lo ha consegnato a un dittatore brutale e corrotto come Salva Kiir.
Ramin Mehmanparast, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha dichiarato, in un comunicato di solidarietà con il Governo guidato dal Presidente Omar Bashir, che le nazioni africane e mediorientali, a prescindere dai loro atteggiamenti politici e dai loro schieramenti, dovrebbero "immediatamente" chiudere i loro cieli a qualunque velivolo proveniente dal regime ebraico in rappresaglia contro il gesto di pirateria aerea compiuto contro il Sudan.
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giovedì 24 maggio 2012
Ahmed Karti denuncia: "C'é una mano sionista dietro l'autobomba di Port Sudan!"
Il Ministro degli Esteri sudanese Ali Ahmed Karti ha dichiarato nella giornata di ieri che "senza alcuna ombra di dubbio" vi é la mano dei servizi segreti israeliani dietro l'attacco terroristico che con una autobomba ha ucciso un uomo d'affari di Port Sudan. "Le nostre forze di sicurezza purtroppo sono ormai familiari con le tecniche terroristiche dei provocatori ebraici" ha annunciato Karti ai microfoni dell'emittente sudanese Al-Shoroug "La maniera in cui la vettura é detonata é del tutto identica a quella di altre autobombe sioniste che hanno colpito negli ultimi anni il nostro paese".
Karti ha affermato che l'imprenditore ucciso si chiamava Nasser Awad Ahmed Saed e lavorava nell'import-export nell'importante centro portuale del Mar Rosso. L'attentato dimostra quanto profondamente l'entità sionista cerchi di infiltrare i propri tentacoli nel continente africano, dove é attivamente impegnata a sostenere alcuni stati-fantoccio e ad aggredirne altri che invece si oppongono ai suoi avidi disegni imperialisti mirati a controllare le ricche risorse idriche, energetiche e minerarie del Continente Nero. Solo nel mese scorso il Sudan aveva inflitto una dura sconfitta al pupazzo sionista Salva Kiir, dittatore di Juba, che aveva cercato, col suo esercito e le sue milizie terroriste, di sottrarre a Khartoum il controllo di una importante provincia petrolifera ad Heglig, nel Sud Kordofan.
Il Ministro Karti ha dichiarato che il regime ebraico é uso prendere di mira strutture e cittadini sudanesi (nel silenzio complice e ipocrita della comunità internazionale, pronta però a prendere per buone le campagne di diffamazione anti-sudanesi 'ragliate' da qualche ignorante star holliwoodiana) a causa del sostegno fornito da Khartoum alla Resistenza anti-imperialista e anti-sionista. Tuttavia l'uomo assassinato non faceva parte di alcun gruppo politico o militare ed era unicamente proprietario di alcuni hotel e palazzi nella zona litoranea.
Karti ha affermato che l'imprenditore ucciso si chiamava Nasser Awad Ahmed Saed e lavorava nell'import-export nell'importante centro portuale del Mar Rosso. L'attentato dimostra quanto profondamente l'entità sionista cerchi di infiltrare i propri tentacoli nel continente africano, dove é attivamente impegnata a sostenere alcuni stati-fantoccio e ad aggredirne altri che invece si oppongono ai suoi avidi disegni imperialisti mirati a controllare le ricche risorse idriche, energetiche e minerarie del Continente Nero. Solo nel mese scorso il Sudan aveva inflitto una dura sconfitta al pupazzo sionista Salva Kiir, dittatore di Juba, che aveva cercato, col suo esercito e le sue milizie terroriste, di sottrarre a Khartoum il controllo di una importante provincia petrolifera ad Heglig, nel Sud Kordofan.
Il Ministro Karti ha dichiarato che il regime ebraico é uso prendere di mira strutture e cittadini sudanesi (nel silenzio complice e ipocrita della comunità internazionale, pronta però a prendere per buone le campagne di diffamazione anti-sudanesi 'ragliate' da qualche ignorante star holliwoodiana) a causa del sostegno fornito da Khartoum alla Resistenza anti-imperialista e anti-sionista. Tuttavia l'uomo assassinato non faceva parte di alcun gruppo politico o militare ed era unicamente proprietario di alcuni hotel e palazzi nella zona litoranea.
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sabato 28 gennaio 2012
Intollerabile arroganza del vile dittatore Salva Kiir! Spalleggiato da Obama e Netanyahu non vuole pagare il transito negli oleodotti!
Il corrotto e crudele 'dittatore cowboy' messo da Israele e Usa a capo del fittizio Stato del Sud-Sudan, strappato a viva forza dal corpo della nazione sudanese con un fasullo 'referendum' organizzato sull'onda della propaganda di presunte inesistenti 'repressioni' contro le popolazioni meridionali da parte del Governo centrale, adesso 'alza la cresta' durante i colloqui col Presidente sudanese Omar Bashir, che lo ha incontrato ad Addis Abbeba, in Etiopia, per dirimere la questione dell'uso degli oleodotti sudanesi per esportare il petrolio del Sud.
In realtà non vi sarebbe nulla da dirimere: il transito del petrolio negli oleodotti, da che mondo é mondo, si paga, e salato assai; le tariffe per l'uso degli impianti sudanesi, inoltre, erano già state stabilite e controfirmate al momento della cosiddetta 'indipendenza' del Sud, quindi Salva Kiir dovrebbe solo mettere mano al portafoglio e pagare, senza fiatare.
Ma il vaccaro di Giuba si é messo a fare le bizze e siccome é spalleggiato da Obama e Netanyahu allora bisogna incontrarlo e riverirlo, per poi sentirgli dire, senza traccia di autoironia, che anziché i 36 dollari per barile stipulati in origine, lui vorrebbe pagare 60-70 centesimi di dollaro a barile.
SETTANTA CENTESIMI INVECE DI 36 DOLLARI!
E' chiaro che Salva Kiir é pazzo, pazzo come lo erano l'"Imperatore" Bokassa I e il "Re di Scozia" Idi Amin Dada, personaggi da barzelletta che si atteggiavano a leader e statisti, Kiir non é da meno e, come Bokassa e Amin, anche lui ha alle spalle potenze arroganti che gli consentiranno di fare tutti i suoi comodi fino a che non avrà portato la sua gente e la sua nazione allo sfacelo, come lo scandalo per le fastosissime nozze della figlia e il disastro umanitario delle stragi nello Jonglei hanno già ampiamente dimostrato.
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mercoledì 28 dicembre 2011
Drone sionista assassina due persone a Port Sudan, Khartoum accusa ufficialmente il regime ebraico!
Un drone senza pilota israeliano ha lanciato un missile contro un'auto che stava viaggiando dall'aeroporto di Port Sudan verso il centro abitato nella giornata di ieri, uccidendo entrambe gli occupanti e provocando una forte e decisa reazione diplomatica di Khartoum che ha chiarito come non accetterà che alcuna azione armata del regime ebraico rimanga impunita ed é pronta a perseguire a ogni livello i responsabili del proditorio attacco a tradimento.
Il Ministro degli Esteri sudanese, Ali Ahmad Karti, di recente confermato in carica, ha affrontato la cosa di petto, rilasciando un comunicato stampa nel quale si accusa senza mezzi termini Tel Aviv di essere dietro all'omicidio, che ha avuto come obiettivi un cittadino sudanese e una persona di nazionalità ancora non chiara, forse un Palestinese.
L'attacco é avvenuto a circa 15 chilometri di distanza da Port Sudan, lungo la strada per l'aeroporto. Più volte il governo sionista dell'apartheid ha accusato il Sudan di sostenere la Causa della Resistenza palestinese. Anche adesso, Khartoum, dopo aver ricevuto poche settimane fa la visita di Khalid Mishaal di Hamas, si sta preparando all'arrivo del Premier palestinese Ismail Haniyeh che visiterà il paese una volta lasciato l'Egitto.
Il ministro Karti ha dichiarato all'Agenzia France Presse che i morti nell'auto colpita erano "semplici civili innocenti" e che le autorità competenti stanno per identificare la seconda vittima. "Siamo assolutamente sicuri della matrice sionista dell'attentato e chiederemo in ogni aula e ogni assemblea che potremo raggiungere che Tel Aviv paghi per il suo crimine".
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