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giovedì 7 febbraio 2019

Abu Mahdi Mohandes visita Sadr City e visiona le opere civili costruite dai miliziani Hashd al-Shaabi!

Ricordate le milizie irakene di Mobilitazione Popolare, le "Hashd al-Shaabi" che con l'aiuto russo e iraniano hanno distrutto l'ISIS in Mesopotamia, spaventando e preoccupando perciò "riccio" Mentana, amico dei takfiri come tutti i sionisti?

Bene, il loro storico leader Abu Mahdi Mohandes si é recato in visita nella zona sciita di Bagdad..."Sadr City"...una volta vero e proprio ghetto dove il regime di Saddam volutamente non migliorava le infrastrutture o proprio non le costruiva (un po' come fanno i sionisti verso i bantustan in cui segregano i Palestinesi).

martedì 16 settembre 2014

Moqtada al-Sadr: "Se gli americani tornassero sul suolo irakeno siamo pronti a fargli assaggiare nuovamente l'Inferno!"

Non ha alcun dubbio Moqtada al-Sadr, leader sciita, erede del celeberrimo Mohammed Sadeq al-Sadr (cui é intitolata l'area sciita di Bagdad, 'Sadr City') su quello che accadrebbe se Obama, approfittando del 'pretesto' dell'ISIS cercasse di far tornare truppe Usa sul suolo mesopotamico dopo la completa, ignominiosa ritirata del 31 dicembre 2011.

Esattamente come aveva promesso nell'autunno di tre anni fa, se soldati Usa dovessero tornare in Irak "Saremo pronti a fare assaggiar loro nuovamente l'Inferno". L'Esercito del Mahdi, la milizia sciita sadrista, era infatti riuscita a mandare in crisi il meccanismo di occupazione americano tra 2005 e 2007 e soltanto precipitosi accordi per la ritirata definitiva da completarsi nel triennio 2008-2011 (e non come vantato dai media menzogneri, alcun inutile 'surge' di truppe) avevano disinnescato l'insurrezione di Sadr City, di Bassora, di tutti gli sciiti irakeni.

Con l'avanzata dei takfiri dell'ISIS nel Nord del paese l'Esercito del Mahdi si é riattivato in forze e attualmente combatte valorosamente fianco a fianco con le truppe regolari a Nord di Amerli (zona turcommanna sciita), recentemente ha contribuito alla liberazione del villaggio di Al-Bouhassan.

mercoledì 19 giugno 2013

Hamas cerca di salvare i suoi rapporti con Hezbollah: "Non abbiamo uomini in armi presenti in Siria contro Assad!"

Secondo quanto riportato dal sito-web 'Al Monitor' nove giorni fa un meeting d'urgenza sarebbe stato organizzato tra i leader di Hamas in Libano e i capi di Hezbollah su esplicita richiesta dei primi, scopo dell'incontro sarebbe stato il tentativo di convincere il Movimento di Resistenza sciita che Hamas in quanto movimento non ha una presenza armata in Siria a favore dei terroristi e che membri dell'organizzazione che abbiano eventualmente partecipato agli attacchi contro il Governo e la popolazione locale lo abbiano fatto su base strettamente individuale senza alcuna sanzione ufficiale di Hamas.

La riunione avrebbe avuto successo visto che, dopo avere analizzato a lungo le prove e i documenti forniti da Hamas, Hezbollah avrebbe 'congelato' l'ultimatum recentemente emesso in merito all'abbandono del Libano e avrebbe fatto circolare un documento ai propri aderenti e simpatizzanti (che sarebbe arrivato anche nella redazione del quotidiano libanese 'Al-Akhbar') invitandoli a interrompere denunce e attacchi contro il movimento palestinese.

Di recente le Brigate Qassam avevano denunciato la linea pro-Ikhwan e anti-Assad adottata da certi dirigenti di Hamas, reiterando come l'aiuto siriano, iraniano e di Hezbollah aveva dato ad Hamas (e anche alla Jihad Islamica) le armi e l'addestramento per rispondere a tono all'aggressione sionista dello scorso novembre.

mercoledì 29 maggio 2013

Ultimatum di Hezbollah ad Hamas: "Fuori dal Libano o ne pagherete le conseguenze", la Jihad Islamica solidale con Hezbollah e Assad

Dopo lunghi e fruttuosi anni di solidarietà e coordinazione sembra che tra Hamas ed Hezbollah il tradimento consumato ai danni di Assad dai dirigenti del movimento islamico palestinese abbia scavato un solco insanabile
Un ufficiale della sicurezza di Hezbollah ha dichiarato alla stampa di Beirut come ad Ali Baraka, leader di Hamas in Libano, siano stati dati pochi giorni di tempo per evacuare tutti i dirigenti e i miliziani del suo movimento, considerati indesiderati e collusi coi takfiri alleati dei terroristi mercenari in Siria.

Vi sarebbero a riguardo prove inconfutabili sulla partecipazione di uomini Hamas alle operazioni terroriste in Siria; motivo per cui, dopo lo spostamento del Quartier Generale del movimento da Damasco a Doha il Governo di Assad aveva sequestrato tutte le ex-strutture di Hamas.
Hamas avrebbe chiesto alla Jihad islamica di mediare con Hezbollah la possibilità di farli restare in Libano per un certo periodo di tempo, in modo che possano preparare con cura l'esodo verso altra destinazione, ma la Jihad Islamica, fedele all'Asse della Resistenaz, ha rifiutato recisamente di collaborare coi traditori di Mishaal.

giovedì 8 novembre 2012

Le forze di Assad sequestrano le sedi di Hamas, dove per tredici anni ha vissuto il traditore Mishaal!

Per tredici anni Khaled Mishaal ha vissuto a Damasco, per tredici anni ha goduto dei vantaggi dell'ospitalità di Assad, per tredici anni ha ricevuto la protezione dei servizi segreti siriani. Per tutto questo periodo la Siria senza nessun tornaconto se non il prestigio di confermarsi sostenitrice 'senza se e e senza ma' della Causa Palestinese ha inviato denaro, aiuti, armi alla Resistenza di Hamas.

Hamas é un'organizzazione religiosa di stampo sunnita; la Siria un regime socialista laico, ma ad Assad non importava imporre la sua visione politica ai Palestinesi, lui voleva solo aiutarli, reputando i Palestinesi adulti e maturi abbastanza da scegliere per sé l'organizzazione ideologica, culturale e politica più adatta alle loro esigenze.

Adesso con un tradimento schifoso Mishaal e pochi altri dirigenti di Hamas hanno accettato i denari sauditi e qatarioti e si sono schierati con la feccia terrorista del rattume wahabita importato in Siria da Turchi, CIA, Mossad e politicanti del '14 Marzo' libanese. Per evitare che Hamas usasse le sedi e le strutture ancora presenti in Siria per aiutare il terrorismo assassino le forze di Assad hanno sequestrato ogni immobile, ogni ufficio, ogni veicolo precedentemente nelle disponibilità del movimento palestinese.

Un'ottima notizia che dimostra come non si possa impunemente abusare della generosità siriana.
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giovedì 11 ottobre 2012

Il traditore Khaled Mishaal vola in Qatar a recitare i nuovi 'mantra' graditi al suo grasso padrone Al-Thani!

Il traditore Khaled Mishaal, colui che dopo avere mangiato il pane di Bashir Assad e dell'Asse della Resistenza per tredici anni e avere goduto dell'ospitalità e della protezione di Damasco per altrettanto a lungo ha "pensato bene" insieme all'altro satrapo Marzouk di sputare sull'onestà, l'onore e la rispettabilità di un movimento che faceva della Resistenza 'senza se e senza ma' la propria bandiera per schierarsi con i corrotti emiri sunniti del petrolio é volato ieri a Doha per scodinzolare di fronte al suo nuovo padrone Al-Thani, assassino di riformisti barheini e di civili siriani.

Ridicola, grottesca, vergognosa (se al brizzolato cacicco fosse rimasto un organo capace di percepire e provare vergogna) la cicalata imbastita davanti alla platea di paffuti e corrotti vassalli dell'imperialismo americano, durante la quale si é sentito Mishaal affermare distintamente  che: "Hamas ha fallito nel coniugare Resistenza e Governo di Gaza".

A parte che ci sembra che a prezzo di grandissimi sacrifici il popolo di Gaza abbia resistito piuttosto bene ad anni di crudele assedio economico sionazista e di sfacciate provocazioni e aggressioni militari; ci si chiede Mishaal che é sempre stato fuori da Gaza per tutto questo decennio e oltre quali dati, quali elementi abbia per dichiarare questo e inoltre, anche quando lo si desse per assodato, che vorrebbe dire ciò? Sottendo forse Mishaal (per compiacere il suo nuovo rotondo compagnuccio di giochi) che non sia possibile 'Resistere' e 'Governare' allo stesso tempo?

Forse Mishaal e i suoi compari traditori vorrebbero cambiare il motto di Hamas da 'Movimento Islamico di Resistenza' a 'Movimento Islamico di Governo'? Ha presente Mishaal che quegli stessi alleati su cui lui ha sputato e che lui ha offeso (Repubblica Islamica Iraniana, Repubblica Araba Siriana, Movimento Hezbollah e Resistenza Libanese) hanno passato non un anno, non cinque, non dieci ma DECENNI E DECENNI a RESISTERE contro Israele, contro gli Usa, contro i loro agenti prezzolati e i voltagabbana arabi, turchi, sunniti, wahabiti e di altre nazionalità e sette e a GOVERNARE paesi che giustamente l'arroganza imperialista e sionista mondiale cerca di destabilizzare con il complotto e la violenza visto che non può affossarne o sminuirne il successo e l'ascendenza con altri mezzi?

Ci pensi il traditore Mishaal, le sue parole, oltre a svelarlo come il meschino insetto morale che é rendono evidente la sua pochezza intellettuale e di leadership, che invece non manca dalle parti di Dahiyeh, Damasco, Sadr City e Teheran.
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giovedì 9 febbraio 2012

Enorme manifestazione sadrista a Bagdad per celebrare la liberazione dell'Irak dagli occupanti americani e dai loro lacchè!



Alcune centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a Bagdad, capitale dell'Irak, per celebrare, secondo l'invito dell'influente leader politico e religioso sciita, Moqtada al-Sadr, la liberazione del loro paese dall'occupazione imperialista americana. Alcune fonti sadriste hanno parlato di "oltre un milione" di dimostranti scesi in strada, ma cifre più prudenti del Ministero dell'Interno parlano di cinque-seicentomila.

Quel che é certo é che, dal suo debutto sulla scena politica mesopotamica, giudicato troppo giovane per farsi largo in un mondo dove l'età anagrafica fa da sostegno e corroborante alla perizia nella giuresprudenza islamica, quasi schiacciato dall'ingombrantissima figura del padre (a cui é intitolato l'enorme sobborgo sciita della capitale, -'Sadr City' appunto-, ayatollah fatto assassinare da Saddam Hussein che ne temeva il carisma e il seguito), Moqtada al-Sadr, complice anche il periodo di studi e perfezionamento nella città sacra iraniana di Qom, sia divenuto una figura di certa rilevanza nazionale e di un certo quale spessore anche a livello regionale.

Le sue aspirazioni di diventare il 'Nasrallah Irakeno' sono ancora lontane dal realizzarsi ma forse non più così velleitarie come potevano sembrare nel 2007.

Anche il movimento sadrista é cresciuto, strutturandosi e organizzandosi, riuscendo a mettere in piedi e a condurre a buona riuscita un happening pubblico che per certi versi ha fatto sfigurare certi eventi ufficiali sponsorizzati dal Governo, mettendo all'opera una macchina spettacolare che ha di gran lunga superato quella vista in azione lo scorso 19 gennaio a Najaf.

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lunedì 8 agosto 2011

Al-Sadr: "Se gli Usa manterranno truppe in Irak a gennaio 2012 l'unica risposta sarà la resistenza armata!"


L'influente leader sciita irakeno Moqtada al-Sadr ha lanciato un avvertimento nel corso del week-end: se una qualunque forma di presenza militare Usa permarrà nel paese dopo il dicembre 2011, l'immediato e diretto risultato sarà "Una ripresa delle operazioni armate contro le truppe straniere; ogni forma di presenza militare straniera in Irak verrà trattata come un nemico e affrontata con mezzi militari". La notizia, riportata dall'Agenzia France Press, é rimbalzata presso tutti gli outlet nazionali e regionali.

Oltre a capeggiare una forza politica chiave per la sopravvivenza del Governo in carica, Al-Sadr può contare sulla fedeltà di una milizia (l'Esercito del Mahdi) che ha contrastato con successo le forze angloamericane tanto a Bagdad (nel sobborgo sciita della capitale, 'Sadr City') quanto a Bassora, nel sud del paese; solo quando sono addivenute a un accordo con Sadr, firmando una tregua, le truppe occupanti hanno potuto avere accesso a certe zone senza subite agguati, attentati, perdite.

Nonostante le recenti dichiarazioni di segno contrario del Ministro degli Esteri, circola con insistenza la voce che alcuni esponenti del Governo al-Maliki vorrebbero permettere la permanenza di una certa quota di truppe americane anche dopo il 2011. Secondo gli accordi firmati da Bush Jr. nel 2008 le truppe da combattimento americane hanno lasciato definitivamente l'Irak nell' agosto del 2010, quelle che restano dovrebbero seguirle entro il dicembre 2011.
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venerdì 27 maggio 2011

Come promesso, le masse sciite irachene si mobilitano contro ogni opzione di permanenza delle truppe Usa nel paese!

Una imponente manifestazione di protesta ha riempito le strade di 'Sadr City', il sobborgo sciita di Bagdad intitolato al religioso sciita fatto uccidere da Saddam Hussein il cui figlio Moqtada guida oggi una delle fazioni politiche più potenti e influenti del paese, controllando sette ministeri 'strategici' nel Governo guidato da Nouri al-Maliki; circa 70mila persone si sono radunate agitando bandiere nazionali e scandendo slogan contro gli Usa e contro il protrarsi della loro occupazione militare del paese mesopotamico, che dovrebbe avere termine, da accordi bilaterali siglati tre anni addietro, con il termine del 2011.


Moqtada al-Sadr, frustrando le aspettative dei suoi più accesi sostenitori, non ha presenziato, mandando in sua vece Salah al-Obeidi ad arringare la folla; l'intervento di Obeidi si é centrato sulla lode per la maniera composta e pacifica con cui l'immenso raduno si é svolto, prova chiara che il paese é stabile e non ha bisogno della 'sorveglianza' di truppe straniere sul suo territorio. Il Presidente del Parlamento irakeno, Ousama al-Nujaifi ha definito la marcia "una chiara e concreta prova dell'unità del popolo iracheno sulle questioni di interesse nazionale comune".


Con una simile mobilitazione popolare contro ogni prospettiva di estensione della missione per i quarantaseimila militari usa ancora in Irak le possibilità che i generali del Pentagono convincano un titubabte Maliki a sacrificare quasi certamente la sua carriera politica per questo scopo si fanno decisamente scarse, se non addirittura nulle.
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sabato 21 maggio 2011

Al-Sadr avverte gli americani: "Se non sarete fuori dall'Irak a Dicembre l'Esercito del Mahdi tornerà in armi per le strade!"


Moqtada al-Sadr, l'influente chierico sciita il cui movimento politico conta ben sette ministeri "chiave" nell'Esecutivo di Nouri al-Maliki ha esplicitamente messo in guardia i generali americani (e tramite loro la Casa Bianca) dalle conseguenze del prolungare oltre il termine stabilito tre anni fa la permanenza delle truppe di occupazione nel paese mesopotamico, invaso nel 2003 sull'onda dell'avventurismo militare bushevico fomentato dalla lobby neocon filosionista dei Perle, dei Wolfowitz e dei Rumsfeld.

L'avvertimento, lanciato nella Grande Moschea di Kufa durante le preghiere del venerdì é stato quindi reiterato da Dhiya al-Showki, capo del Comitato Sociale del movimento sadrista, che ha invitato il Primo Ministro Nouri al Maliki a dare seguito fino in fondo agli accordi sottoscritti nel 2008, all'ingresso di Obama alla Casa Bianca, secondo i quali tutte le forze militari Usa dovranno essere fuori dall'Irak al 1 gennaio 2012.

Per rendere più chiaro cosa accadrebbe in caso contrario, la milizia sciita leale ad Al-Sadr, l'Esercito del Mahdi, ha in programma una parata senza armi per le strade di Baghdad, riguardo la quale le autorità locali non hanno avuto altra scelta al di fuori della concessione immediata del nulla osta e relative autorizzazioni. Nelle parole di un comandante della milizia nei sobborghi sciiti della capitale (soprannominati 'Sadr City' in onore del padre di Moqtada, ucciso da Saddam Hussein) "Vogliamo dimostrare agli americani che rifiutiamo la loro occupazione, e che se tenteranno di estenderla vi saranno gravi conseguenze!".

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