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sabato 21 dicembre 2019
Colpo da maestro dei servizi segreti di Hamas che ancora una volta mettono nel sacco il Mossad!
Le Brigate Ezzedine Qassam hanno recentemente pubblicato un documentario intitolato "The Mirage" che testimonia un duro colpo inflitto dalla Resistenza palestinese allo spionaggio sionista. I dettagli dell'operazione, che ha avuto luogo dal 2016 al 2018, sono descritti in 25 minuti. Secondo il documentario, l'intelligence di Tel Aviv ha usato un cittadino palestinese nella Striscia di Gaza come spia per raggiungere alcuni obiettivi, come tentare di far esplodere le scorte di missili a lungo raggio a Gaza, localizzare i missili e i siti di lancio nel tempo di conflitto, con lo scopo di indebolire le forze di resistenza missilistiche e il sistema di sicurezza della Striscia assediata.
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martedì 25 ottobre 2011
Saleh Al-Aruri dichiara: "Il regime sionista ha fatto un madornale errore esiliando alcuni dei prigionieri liberati!"
L'ufficiale di Hamas incaricato della questione dei Prigionieri politici, Saleh al-Aruri ha dichiarato che la "proterva e ostinata" insistenza del regime sionista per mandare in esilio alcuni degli oltre mille detenuti politici recentemente liberati "si trasformerà in un boomerang che lo colpirà quando meno se lo aspetta; l'esilio infatti non può spezzare la determinazione dei nostri combattenti, anzi, ricorderà loro ogni momento di impegnarsi alla ripresa delle attività di Resistenza, mentre, se fossero stati fatti tornare a casa, circondati dall'affetto di parenti, amici, familiari, forse la loro determinazione avrebbe potuto indebolirsi".
Aruri ha sottolineato che la seconda parte della liberazione dei prigionieri includerà quasi esclusivamente detenuti in 'carcerazione amministrativa' che rientreranno alle loro case direttamente, senza alcuno strascico o conseguenza. In un incidente correlato il tabloid sensazionalistico 'Maariv' ha dichiarato nella sua edizione di ieri che la totalità dei liberati nella prima parte dello scambio hanno rifiutato di firmare un'impegnativa proposta loro dalle autorità sioniste con la quale avrebbero promesso di non tornare ad attività di Resistenza in cambio di vari benefit economici e legali.
Poche ore dopo avere riunito i prigionieri liberandi ufficiali dello Shin Bet, la polizia politica del regime sionista, avrebbero proposto questi documenti ai Palestinesi, che, in blocco, li hanno rifiutati sdegnosamente, increduli che venisse loro chiesto di rinunciare alla lotta per la Causa nazionale palestinese in nome di qualche denaro e qualche privilegio burocratico.
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martedì 18 ottobre 2011
Israele, disperato, offrì 10 milioni di $ a un 'Giuda Palestinese' che rivelasse dov'era Schalit: ma nessuno ha tradito!
Una fonte delle Forze di Sicurezza di Hamas nella Striscia di Gaza ha rivelato che il 95 per cento delle segnalazioni di cittadini contattati da collaborazionisti al soldo dell'occupazione o da agenti della stessa negli ultimi anni aveva direttamente o indirettamente a che fare con le spasmodiche ricerche dello Shin Bet per il luogo di detenzione di Gilad Schalit, l'Ebreo francese catturato dai militanti della Resistenza nel 2006.
Secondo quanto riportato dal sito-web Al-Majd il regime ebraico, al colmo della disperazione, é arrivato persino a offrire la stratosferica ricompensa di 10 milioni di dollari Usa a chi avesse fornito informazioni decisive riguardo la locazione di Schalit; ma la ricerca di un 'Giuda Palestinese' che per una cifra tanto superiore ai trenta pezzi d'argento tradisse i propri fratelli e le proprie sorelle si é rivelata un buco nell'acqua.
Oltre lo Shin Bet anche l'Aman (altra branca dell'intelligence interna del regime ebraico) aveva ordinato ai suoi agenti di intensificare le attività di ricerca di Schalit, specialmente dopo il 'pogrom' militare di Piombo Fuso, quando si riteneva che potesse venire spostato con una certa frequenza per tenerlo al riparo dai bombardamenti. Durante la campagna militare contro Gaza la Resistenza catturò altri militari sionisti, dandone notizia ai comandi e segnalando dove venivano tenuti per evitare che fossero colpiti; gli ufficiali dell'occupazione preferirono ucciderli con un bombardamento apposito piuttosto che permettere che Hamas aumentasse il numero dei prigionieri in suo possesso.
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