Murat Akpinar e Murat Agca, ufficiali delle linee aeree turche, oltre che dal nome sono accomunati dal fato che li ha voluti sequestrati il nove agosto scorso durante una loro sosta in Libano, presi in ostaggio da cittadini libanesi esasperati per il fato dei loro connazionali rapiti in Siria da terroristi mercenari sostenuti dal Governo di Ankara.
Adesso, in occasione dell'importante festività musulmana dell'Eid al-Adha i loro catturatori hanno fatto filtrare tramite la rete tv LBCI un breve video dei due che recitano i loro nomi, pronunciano la data corrente e si augurano di poter rivedere presto le loro famiglie oltre a comunicare di essere in buona salute.
Come già in precedenza, si aspetta la soluzione del caso dei pellegrini sciiti catturati dai terroristi filoturchi per una svolta nel caso di Akpinar ed Agca. In mancanza di sviluppi positivi in Siria é difficile pronosticare se e quando i due impiegati delle Turkish Airlines potrebbero essere rilasciati.
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mercoledì 16 ottobre 2013
Appaiono in televisione i due piloti turchi rapiti ad agosto in Libano: sono vivi e stanno bene!
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venerdì 27 settembre 2013
Comunicato delle Brigate Martiri di Al-Aqsa in Cisgiordania: "Risponderemo ai crimini sionisti contro il nostro popolo!"
Aggiornamento dalla West Bank occupata dal regime ebraico e dall'Anp illegalmente egemonizzata dal cacicco Abbas e dai suoi manutengoli dove, con un messaggio mediatico che non aveva smili dai tempi della "Seconda Intifada" un commando armato delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa" ha dichiarato che l'organizzazione é pronta a riprendere massicciamente le operazioni di Resistenza in maniera da dissuadere le forze sionaziste dal perserverare nella loro opera di persecuzione dei legittimi abitanti della Palestina.
Diverse attività di Resistenza armata, ascrivibili ora a individui isolati, ora a gruppi militari organizzati si sono susseguite negli ultimi giorni portando alla morte due soldati dell'occupazione ebraica e alla distruzione di un loro bulldozer Caterpillar corazzato (questo però saltato in aria presso la Striscia di Gaza).
Ultimamente proprio le Brigate dei Martiri di Al-Aqs si sono segnalate per il loro attivismo, forse segnale che nella fazione di Abbas sta crescendo il malcontento per la posizione succube a Washington e Tel Aviv ostinatamente tenuta dal leader Mahmud Abbas.
Diverse attività di Resistenza armata, ascrivibili ora a individui isolati, ora a gruppi militari organizzati si sono susseguite negli ultimi giorni portando alla morte due soldati dell'occupazione ebraica e alla distruzione di un loro bulldozer Caterpillar corazzato (questo però saltato in aria presso la Striscia di Gaza).
Ultimamente proprio le Brigate dei Martiri di Al-Aqs si sono segnalate per il loro attivismo, forse segnale che nella fazione di Abbas sta crescendo il malcontento per la posizione succube a Washington e Tel Aviv ostinatamente tenuta dal leader Mahmud Abbas.
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lunedì 23 settembre 2013
Un altro soldato sionazista ucciso dalla Resistenza palestinese ad Al-Khalil, cosa accade in Cisgiordania?
Un soldato delle forze di occupazione sioniste che illegalmente sono stanziate nella West Bank é stato colpito dal fuoco palestinese vicino alla città di Al-Khalil, morendo poco dopo essere stato trasferito via dalla zona del ferimento.
Il militare di cui non é stata ancora rivelata l'identità é il secondo membro delle forze armate sionaziste a perdere la vita nella Cisgiordania occupata dopo che nel week-end un cittadino palestinese di Qalqiliyah aveva ucciso un altro militare sperando di poterne scambiare il cadavere con il fratello ingiustamente detenuto senza accusa nelle galere del regime ebraico.
Qualche giorno fa le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa avevano annunciato un ritorno alla Resistenza Armata nei territori occupati; non si sa ancora se quest'azione possa essere fatta risalire a loro.
Il militare di cui non é stata ancora rivelata l'identità é il secondo membro delle forze armate sionaziste a perdere la vita nella Cisgiordania occupata dopo che nel week-end un cittadino palestinese di Qalqiliyah aveva ucciso un altro militare sperando di poterne scambiare il cadavere con il fratello ingiustamente detenuto senza accusa nelle galere del regime ebraico.
Qualche giorno fa le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa avevano annunciato un ritorno alla Resistenza Armata nei territori occupati; non si sa ancora se quest'azione possa essere fatta risalire a loro.
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domenica 22 settembre 2013
Cittadino palestinese esasperato dalla prigionia decennale del fratello (senza accuse!) uccide militare sionazista in Cisgiordania!
Secondo quanto riportato dall'emittente iraniana PressTV Nidal Amer, un cittadino palestinese abitante della Cisgiordania illegalmente sottoposta all'occupazione militare del regime ebraico avrebbe catturato e giustiziato un soldato sionazista, tale Tomr Hazan (foto sotto) nella speranaza di negoziare la restituzione del suo cadavere con la liberazione del fratello, Nureddin Amer, da oltre un decennio sottoposto a 'detenzione amministrativa'.
Tale mostruoso istituto, lo abbiamo già detto più volte, permette al regime sionista razzista di tenere in prigione a tempo indeterminato chiunque voglia senza dover produttre o giustificare uno straccio di prova.
Siamo certi che nella mandira di giornalisti-letamai allevati negli ultimi 20 anni a suon di shekel si troverà qualcuno disposto a piangere l'SS sionista, noi consideriamo semplicemente che il morto sia perito come conseguenza delle disumane politiche di occupazione e persecuzione del regime di Tel Aviv.
La lotta del cittadino di Qalqiliah, per noi, rimane coperta dal Naturale Diritto alla Resistenza di tutti i popoli oppressi.
Tale mostruoso istituto, lo abbiamo già detto più volte, permette al regime sionista razzista di tenere in prigione a tempo indeterminato chiunque voglia senza dover produttre o giustificare uno straccio di prova.
Siamo certi che nella mandira di giornalisti-letamai allevati negli ultimi 20 anni a suon di shekel si troverà qualcuno disposto a piangere l'SS sionista, noi consideriamo semplicemente che il morto sia perito come conseguenza delle disumane politiche di occupazione e persecuzione del regime di Tel Aviv.
La lotta del cittadino di Qalqiliah, per noi, rimane coperta dal Naturale Diritto alla Resistenza di tutti i popoli oppressi.
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lunedì 12 agosto 2013
Dopo il rapimento dei due ufficiali delle Turkish Airlines Erdogan ritira i Caschi Blu dal Libano!
Dopo che nelle primissime ore di venerdì scorso un ufficiale pilota delle Turkish Airlines e il suo secondo sono stati bloccati e rapiti a Beirut da uomini armati il Governo di Ankara ha precipitosamente deciso di ritirare il suo contingente di truppe di interposizione schierate nel Sud del Libano a monitorare il cessate-il-fuoco tra Paese dei Cedri e regime sionista di occupazione dopo la conclusione della guerra d'estate del 2006.
Il comunicato ufficiale del Ministero della Difesa di Ankara fa i salti mortali per negare l'evidenza che la decisione sia collegata col sequestro dei due ufficiali di volo, ma ovviamente la realtà dei fatti é sotto gli occhi di tutti. Come in tutte le compagnia di bandiera gli ufficiali di volo turchi sono sempre veterani dell'aviazione e ad essi spesso vengono affidate anche missioni d'intelligence nei paesi che toccano durante il loro lavoro.
Inoltre l'ambasciatore turco a Beirut Inan Ozyldiz ha annunciato che il centro culturale turco e la missione commerciale turca a Beirut saranno "chiusi a tempo indeterminato"
Il comunicato ufficiale del Ministero della Difesa di Ankara fa i salti mortali per negare l'evidenza che la decisione sia collegata col sequestro dei due ufficiali di volo, ma ovviamente la realtà dei fatti é sotto gli occhi di tutti. Come in tutte le compagnia di bandiera gli ufficiali di volo turchi sono sempre veterani dell'aviazione e ad essi spesso vengono affidate anche missioni d'intelligence nei paesi che toccano durante il loro lavoro.
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venerdì 9 agosto 2013
Piloti turchi sequestrati a Beirut: le autorità sospettano tentativo di 'scambio' coi pellegrini libanesi catturati per ordine di Erdogan!
Che dietro il rapimento avvenuto l'anno scorso di diversi pellegrini libanesi recatisi in Siria e Iran per visitare i santuari della devozione sciita vi fosse il Governo di Erdogan e la sua strategia "Neo-Ottomana" di sostegno alla 'Brigata Tawheed' e ad altri gruppi estremisti sunniti filo-Ankara non esiste il minimo dubbio, perciò, hanno pensato i responsabili dell'odierno sequestro di due piloti della compagnia di bandiera turca present ia Beirut, l'unico modo per ottenere il rilascio dei prigionieri ancora trattenuti é quello di colpire obiettivi sensibili collegati con gli interessi di Erdogan e complici.
Conseguentemente, alle tre di mattina, un minibus della Turkish Airlines é stato bloccato da uomini armati che ne hanno prelevato due ufficiali di volo (pilota e copilota) sparendo poi nell'oscurità. Finora non vi sono state richieste o rivendicazioni ma sembra abbastanza chiaro lo scopo del sequestro, visto che, a molti mesi dal rapimento dei pellegrini, alcuni di loro non sono ancora stati rilasciati.
Il portavoce di Ahmet Davutoglu, Levent Gumrucku, ha dichiarato che il Ministero degli Esteri turco é 'costantemente in contatto' con le autorità libanesi e che spera in una rapida risoluzione del sequestro, che eviti ogni conseguenza sui rapiti.
Conseguentemente, alle tre di mattina, un minibus della Turkish Airlines é stato bloccato da uomini armati che ne hanno prelevato due ufficiali di volo (pilota e copilota) sparendo poi nell'oscurità. Finora non vi sono state richieste o rivendicazioni ma sembra abbastanza chiaro lo scopo del sequestro, visto che, a molti mesi dal rapimento dei pellegrini, alcuni di loro non sono ancora stati rilasciati.
Il portavoce di Ahmet Davutoglu, Levent Gumrucku, ha dichiarato che il Ministero degli Esteri turco é 'costantemente in contatto' con le autorità libanesi e che spera in una rapida risoluzione del sequestro, che eviti ogni conseguenza sui rapiti.
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martedì 25 ottobre 2011
Saleh Al-Aruri dichiara: "Il regime sionista ha fatto un madornale errore esiliando alcuni dei prigionieri liberati!"
L'ufficiale di Hamas incaricato della questione dei Prigionieri politici, Saleh al-Aruri ha dichiarato che la "proterva e ostinata" insistenza del regime sionista per mandare in esilio alcuni degli oltre mille detenuti politici recentemente liberati "si trasformerà in un boomerang che lo colpirà quando meno se lo aspetta; l'esilio infatti non può spezzare la determinazione dei nostri combattenti, anzi, ricorderà loro ogni momento di impegnarsi alla ripresa delle attività di Resistenza, mentre, se fossero stati fatti tornare a casa, circondati dall'affetto di parenti, amici, familiari, forse la loro determinazione avrebbe potuto indebolirsi".
Aruri ha sottolineato che la seconda parte della liberazione dei prigionieri includerà quasi esclusivamente detenuti in 'carcerazione amministrativa' che rientreranno alle loro case direttamente, senza alcuno strascico o conseguenza. In un incidente correlato il tabloid sensazionalistico 'Maariv' ha dichiarato nella sua edizione di ieri che la totalità dei liberati nella prima parte dello scambio hanno rifiutato di firmare un'impegnativa proposta loro dalle autorità sioniste con la quale avrebbero promesso di non tornare ad attività di Resistenza in cambio di vari benefit economici e legali.
Poche ore dopo avere riunito i prigionieri liberandi ufficiali dello Shin Bet, la polizia politica del regime sionista, avrebbero proposto questi documenti ai Palestinesi, che, in blocco, li hanno rifiutati sdegnosamente, increduli che venisse loro chiesto di rinunciare alla lotta per la Causa nazionale palestinese in nome di qualche denaro e qualche privilegio burocratico.
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martedì 18 ottobre 2011
Gilad Schalit si trova al Cairo: "Hamas mi ha trattato bene, sono deluso dal comportamento di Israele"!
Con una procedura lunga, complicata e di altissima segretezza, Gilad Schalit é stato portato dalla Striscia di Gaza in Egitto, dove rimarrà ospite delle autorità locali, nella capitale Il Cairo, fino a che anche l'ultimo prigioniero politico della seconda 'tranche' di 550 detenuti non sarà stato rilasciato; a quel punto verrà preso in consegna dai rappresentanti israeliani.
"Hamas mi ha trattato con dignità e con le cure del caso", ha dichiarato il giovane Ebreo francese catturato dalle forze armate di Hamas mentre vestiva l'uniforme delle truppe sioniste di occupazione; "Sono deluso e indignato dalla condotta del Governo israeliano che ha atteso cinque anni prima di trovare un accordo coi Palestinesi".
Schalit ha anche augurato che non solo i 1027 detenuti rilasciati in questi giorni, ma presto tutti i prigionieri palestinesi tenuti lontano dai loro cari e dalle loro famiglie, possano tornare presto liberi.
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I primi 477 prigionieri politici in viaggio verso le loro destinazioni!
Riceviamo ora la notizia che tutti i 477 detenuti politici palestinesi inclusi nella prima tranche dello scambio con l'Ebreo francese Gilat Schalit (catturato da Hamas con un'operazione di sicurezza preventiva nel 2006) avrebbero lasciato le carceri dove l'arroganza dell'occupazione avrebbe voluto rinchiuderli per anni, decenni o persino per l'intera loro vita.
Fra di essi sono incluse vere e proprie icone della Resistenza come il veterano della detenzione Nael Barghouti (31 anni in carcere) o la bella e coraggiosa Ahlam al-Tamimi, una delle 27 donne che fino a ieri erano rinchiuse nelle carceri del regime dell'Apartheid; in questo momento non esistono più donne palestinesi nelle carceri israeliane.
Cento dei 477 liberandi verranno rilasciati in Cisgiordania, una trentina verranno accolti da altri paesi arabi (ma Hamas ha già annunciato che li farà rientrare in Palestina in un secondo momento) e il resto raggiungeranno la Striscia di Gaza. Una volta completato il loro ritorno sarà il turno di Schalit di venire restituito alle autorità ebraiche.
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