Questa faccia con l'occhio a mezz'asta, espressiva come quella di un Big Jim qualunque, è quella di Gonen Segev, che in passato ricoprì la carica di "Ministro dell'Energia" nel regime sionista di occupazione della Palestina.
E' stato rivelato oggi che Segev sia stato arrestato dallo Shin Bet (la branca 'interna' del Mossad) per "spionaggio".
E' inoltre trapelato che questa attività di spionaggio Segev l'avrebbe esercitata a favore della Repubblica Islamica dell'Iran.
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lunedì 18 giugno 2018
L'Ex-ministro sionista Gonen Segev arrestato per "spionaggio a favore dell'Iran"!
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lunedì 15 maggio 2017
Vergogna all'OMS! Rapporto sulla morte di Ahmed Shubeir omette il ruolo della polizia segreta sionista!
A proposito dell'assassinio di Ahmed Shubeir abbiamo già pubblicato un articolo che alcuni di voi (speriamo molti), ricorderanno bene; adesso dobbiamo segnalare, col consueto rigore e con la precisione che ha sempre contraddistinto il nostro blog giornalistico, un fatto increscioso.
L'OMS (WHO - World Health Organization), ha pubblicato un rapporto sul fatto dove, scandalosamente, VIENE SOTTACIUTO il tentativo degli sbirri sionisti dello Shin Bet di "reclutare" il giovane Shubeir in cambio della concessione del visto per recarsi a ricevere le cure necessarie alla sua sopravvivenza.
L'OMS (WHO - World Health Organization), ha pubblicato un rapporto sul fatto dove, scandalosamente, VIENE SOTTACIUTO il tentativo degli sbirri sionisti dello Shin Bet di "reclutare" il giovane Shubeir in cambio della concessione del visto per recarsi a ricevere le cure necessarie alla sua sopravvivenza.
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mercoledì 15 febbraio 2017
Mostruoso! Gli Shylock sionisti hanno chiesto a un ragazzo di Gaza di diventare spia in cambio dell'operazione che lo avrebbe salvato!
Il ragazzo che vedete in foto si chiamava Ahmed Shubeir ed é morto.
A causarne la morte è stato un difetto cardiaco congenito, ma ad ucciderlo sono stati i servizi segeti di Tel Aviv, insieme al bestiale assedio contro Gaza.
Questo perché l'assedio ha impedito che ai bravissimi clinici di Gaza (i Palestinesi hanno un tasso di lauree in medicina molto più alto dei 'famigerati' sionisti) fossero disponibili le apparecchiature e gli strumenti necessari per la plastica alla valvola cardiaca che avrebbe permesso ad Ahmed di avere finalmente una vita normale.
Ma é stato lo Shin Bet, bloccando il ragazzo al varco di frontiera di Erez mentre era diretto a un ospedale nella Cisgiordania amministrata dai bachi-bozouk di Fatah, a decretarne la morte.
A causarne la morte è stato un difetto cardiaco congenito, ma ad ucciderlo sono stati i servizi segeti di Tel Aviv, insieme al bestiale assedio contro Gaza.
Questo perché l'assedio ha impedito che ai bravissimi clinici di Gaza (i Palestinesi hanno un tasso di lauree in medicina molto più alto dei 'famigerati' sionisti) fossero disponibili le apparecchiature e gli strumenti necessari per la plastica alla valvola cardiaca che avrebbe permesso ad Ahmed di avere finalmente una vita normale.
Ma é stato lo Shin Bet, bloccando il ragazzo al varco di frontiera di Erez mentre era diretto a un ospedale nella Cisgiordania amministrata dai bachi-bozouk di Fatah, a decretarne la morte.
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lunedì 3 novembre 2014
Continua la 'colonizzazione' degli apparati repressivi sionisti: estremista giudeo promosso a capo dello Shin Bet!
Lo Shin Bet, il servizio di repressione interna e tortura del regime ebraico, in mano a un estremista giudeo nato e allevato all'odio fanatico nelle colonie illegali dei territori occupati; continua a ritmo sempre più serrato la trasformazione degli apparati di aggressione militare e persecuzione politica da parte della violenta, razzista minoranza dei settler, coccolati come parte imprescindibile della costituenza politica di Benji 'merda di gallina'.
Come abbiamo messo l'obiettivo sul Colonnello Winter della Ugda Givati così bisogna seguire da vicino Roni Alsheikh, nuovo capo di Shin Bet, sotto la cui egida, siamo certi, la caccia alle streghe contro i Palestinesi sia all'interno della Palestina occupata dal '48 che nei territori illegalmente occupati dal '67 aumenterà.
Il pugno di ferro diventerà ancora più stretto. La guerra di religione a Gerusalemme, sarà portata al punto di ebollizione. Precedentemente figure marginali come Moshe Feiglin e Yehudah Glick (che speriamo muoia presto) daranno il via alla conquista del Monte del Tempio. Al Aqsa sarà sigillato più spesso e a Gerusalemme Est, centinaia e migliaia di legittimi abitanti saranno espulsi.
Speriamo che questo faccia esplodere il prima e il più violentemente possibile la Terza Intifada, in modo che gli orribili insediamenti, ammassi di bruttura architettonica e morale, possano trasformarsi in macerie fumanti.
Come abbiamo messo l'obiettivo sul Colonnello Winter della Ugda Givati così bisogna seguire da vicino Roni Alsheikh, nuovo capo di Shin Bet, sotto la cui egida, siamo certi, la caccia alle streghe contro i Palestinesi sia all'interno della Palestina occupata dal '48 che nei territori illegalmente occupati dal '67 aumenterà.
Il pugno di ferro diventerà ancora più stretto. La guerra di religione a Gerusalemme, sarà portata al punto di ebollizione. Precedentemente figure marginali come Moshe Feiglin e Yehudah Glick (che speriamo muoia presto) daranno il via alla conquista del Monte del Tempio. Al Aqsa sarà sigillato più spesso e a Gerusalemme Est, centinaia e migliaia di legittimi abitanti saranno espulsi.
Speriamo che questo faccia esplodere il prima e il più violentemente possibile la Terza Intifada, in modo che gli orribili insediamenti, ammassi di bruttura architettonica e morale, possano trasformarsi in macerie fumanti.
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martedì 6 dicembre 2011
Tribunale sionista costretto per la prima volta ad ammettere: "Torture ai prigionieri palestinesi per estorcere confessioni false!"
Importantissimo precedente alla Corte Marziale di Ofer, dove, per la prima volta nella Storia, un giudice del regime ebraico di Apartheid é stato costretto ad ammettere ufficialmente in un procedimento che gli agenti coinvolti nell'interrogatorio di Ayman Hamida, trentasettenne di Izariya, hanno usato su di lui "violenza e torture" per costringerlo a firmare una falsa confessione mentre si trovava rinchiuso in 'detenzione amministrativa' nella prigione di Ashkelon.
| La 'tortura della banana', praticata dallo Shin Bet contro i prigionieri politici palestinesi, provoca la progressiva rottura delle vertebre. |
Il legale, di nome Tareq Barghouti, ha dichiarato che, oltre agli abusi e alle sofferenze fisiche i tormentatori sionisti hanno anche impedito ad Hamida, sofferente di problemi psicologici, di prendere regolarmente le sue medicine. Per esercitare ulteriore pressione di lui lo minacciavano di arrestare la sua famiglia e di rapire suo fratello minore e poi torturarlo di fronte ai suoi occhi.
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martedì 25 ottobre 2011
Saleh Al-Aruri dichiara: "Il regime sionista ha fatto un madornale errore esiliando alcuni dei prigionieri liberati!"
L'ufficiale di Hamas incaricato della questione dei Prigionieri politici, Saleh al-Aruri ha dichiarato che la "proterva e ostinata" insistenza del regime sionista per mandare in esilio alcuni degli oltre mille detenuti politici recentemente liberati "si trasformerà in un boomerang che lo colpirà quando meno se lo aspetta; l'esilio infatti non può spezzare la determinazione dei nostri combattenti, anzi, ricorderà loro ogni momento di impegnarsi alla ripresa delle attività di Resistenza, mentre, se fossero stati fatti tornare a casa, circondati dall'affetto di parenti, amici, familiari, forse la loro determinazione avrebbe potuto indebolirsi".
Aruri ha sottolineato che la seconda parte della liberazione dei prigionieri includerà quasi esclusivamente detenuti in 'carcerazione amministrativa' che rientreranno alle loro case direttamente, senza alcuno strascico o conseguenza. In un incidente correlato il tabloid sensazionalistico 'Maariv' ha dichiarato nella sua edizione di ieri che la totalità dei liberati nella prima parte dello scambio hanno rifiutato di firmare un'impegnativa proposta loro dalle autorità sioniste con la quale avrebbero promesso di non tornare ad attività di Resistenza in cambio di vari benefit economici e legali.
Poche ore dopo avere riunito i prigionieri liberandi ufficiali dello Shin Bet, la polizia politica del regime sionista, avrebbero proposto questi documenti ai Palestinesi, che, in blocco, li hanno rifiutati sdegnosamente, increduli che venisse loro chiesto di rinunciare alla lotta per la Causa nazionale palestinese in nome di qualche denaro e qualche privilegio burocratico.
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martedì 18 ottobre 2011
Israele, disperato, offrì 10 milioni di $ a un 'Giuda Palestinese' che rivelasse dov'era Schalit: ma nessuno ha tradito!
Una fonte delle Forze di Sicurezza di Hamas nella Striscia di Gaza ha rivelato che il 95 per cento delle segnalazioni di cittadini contattati da collaborazionisti al soldo dell'occupazione o da agenti della stessa negli ultimi anni aveva direttamente o indirettamente a che fare con le spasmodiche ricerche dello Shin Bet per il luogo di detenzione di Gilad Schalit, l'Ebreo francese catturato dai militanti della Resistenza nel 2006.
Secondo quanto riportato dal sito-web Al-Majd il regime ebraico, al colmo della disperazione, é arrivato persino a offrire la stratosferica ricompensa di 10 milioni di dollari Usa a chi avesse fornito informazioni decisive riguardo la locazione di Schalit; ma la ricerca di un 'Giuda Palestinese' che per una cifra tanto superiore ai trenta pezzi d'argento tradisse i propri fratelli e le proprie sorelle si é rivelata un buco nell'acqua.
Oltre lo Shin Bet anche l'Aman (altra branca dell'intelligence interna del regime ebraico) aveva ordinato ai suoi agenti di intensificare le attività di ricerca di Schalit, specialmente dopo il 'pogrom' militare di Piombo Fuso, quando si riteneva che potesse venire spostato con una certa frequenza per tenerlo al riparo dai bombardamenti. Durante la campagna militare contro Gaza la Resistenza catturò altri militari sionisti, dandone notizia ai comandi e segnalando dove venivano tenuti per evitare che fossero colpiti; gli ufficiali dell'occupazione preferirono ucciderli con un bombardamento apposito piuttosto che permettere che Hamas aumentasse il numero dei prigionieri in suo possesso.
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mercoledì 17 agosto 2011
Il regime sionista eleva accuse pretestuose contro Samir Allawi, reporter palestinese che ha detto "no" al Mossad!
Samir Allawi, il reporter palestinese di Al-Jazeera, capo della redazione della rete qatariana in Afghanistan che é stato arrestato dalle forze dell'occupazione dopo una breve visita ai suoi parenti, viene accusato dallo Shin Bet (la polizia segreta sionista) di "fare parte di Hamas"; ci si chiede che faccia di bronzo abbiano gli '007' di Tel Aviv visto che é noto che egli viva e lavori per la maggior parte del suo tempo al di fuori delle zone in cui Hamas porta avanti la sua lotta contro l'occupazione.
In realtà, come già evidenziato dal nostro precedente articolo, l'arresto e la detenzione di Allawi sono nient'altro che una rappresaglia contro il suo rifiuto di divenire un 'confidente' e informatore del Mossad, evidentemente interessato all'area afghana-centroasiatica. Allawi ha negato tutti gli addebiti definendo 'fraudolente' le accuse mossegli dai suoi carcerieri.
La sua difesa, fornitagli dalla Società dei Prigionieri Palestinesi, nega con convinzione che le accuse contro di lui possano essere provate; Samir Allawi é stato arrestato il 9 agosto dopo aver passato un periodo di tre settimane in Palestina, nel villaggio di Sebastya, nella Cisgiordania occupata, dove era stato ospite della sua famiglia; durante questo soggiorno era stato avvicinato da uomini del Mossad che gli avevano proposto di diventare informatore del servizio di spionaggio estero israeliano.
In realtà, come già evidenziato dal nostro precedente articolo, l'arresto e la detenzione di Allawi sono nient'altro che una rappresaglia contro il suo rifiuto di divenire un 'confidente' e informatore del Mossad, evidentemente interessato all'area afghana-centroasiatica. Allawi ha negato tutti gli addebiti definendo 'fraudolente' le accuse mossegli dai suoi carcerieri.
La sua difesa, fornitagli dalla Società dei Prigionieri Palestinesi, nega con convinzione che le accuse contro di lui possano essere provate; Samir Allawi é stato arrestato il 9 agosto dopo aver passato un periodo di tre settimane in Palestina, nel villaggio di Sebastya, nella Cisgiordania occupata, dove era stato ospite della sua famiglia; durante questo soggiorno era stato avvicinato da uomini del Mossad che gli avevano proposto di diventare informatore del servizio di spionaggio estero israeliano.
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sabato 6 agosto 2011
Lo Sceicco Hassan Youssef, deputato palestinese più votato di sempre, é stato liberato dalla prigione militare di Ofer!
Le forze sioniste di occupazione hanno finalmente liberato lo storico leader di Hamas nonché deputato del Consiglio legislativo palestinese, lo Sceicco Hassan Youssef. Youssef é stato rilasciato dalla prigione militare di Ofer, a sud di Ramallah, dove é stato detenuto per ben sei anni. Le forze di occupazione si erano rifiutate di liberare Youssef mesi addietro, quando la condanna inflittagli sarebbe dovuta scadere, accampando la scusa che le riduzioni di pena cui avrebbe avuto diritto tramite la sua esemplare condotta durante tutto il periodo di detenzione "erano state annullate".
Attraverso la mobilitazione di agenzie locali e internazionali per la difesa dei Diritti Umani, tuttavia, i carcerieri sionisti hanno dovuto recedere dal loro proposito e lo hanno infine liberato insieme ad altri 76 prigionieri politici palestinesi. Arrestato nel 2005 e condannato ingiustamente a sei anni di detenzione, Youssef si era candidato alle elezioni politiche del 2006, risultando il candidato più votato in assoluto; leader storico di Hamas fin dalla sua fondazione, Youssef é stato vittima di una fallita operazione congiunta americana e israeliana di 'guerra psicologica' quando CIA e Mossad tentarono di sfruttare il suo figlio primogenito, estraniatosi dalla famiglia e trasferitosi in California, facendogli dichiarare di essere stato una spia dello Shin Bet.
Le affermazioni di Musab (questo il nome del figlio di Youssef), vennero immediatamente esposte da Hamas come un goffo tentativo di minare la popolarità e il seguito di una delle figure più carismatiche della Resistenza musulmana in Palestina; lo Sceicco, duramente colpito dal comportamento irresponsabile e meschino del figlio, lo ripudiò immediatamente, impegnandosi a vivere il resto della sua esistenza senza mai più parlare o riferirsi a Musab.
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sabato 16 aprile 2011
Ken O'Keefe accusa: "L'omicidio di Vittorio Arrigoni é stato voluto, organizzato, facilitato dai servizi segreti israeliani!"
In questo commovente video, realizzato in fretta e furia con mezzi artigianali poche ore dopo il ritrovamento della salma dell'attivista italiano Vittorio Arrigoni, il volontario e attivista americano Ken O'Keefe, veterano della Freedom Flotilla rende omaggio alla figura, all'opera e all'impegno del nostro concittadino, onorando il coraggio che lo fece rimanere nella Striscia durante tutto lo svolgersi del 'pogrom' militare sionista dell'operazione "Piombo Fuso" quando la quasi totalità dei volontari stranieri vennero invitati ad abbandonare il territorio attaccato, divenendo la voce della verità e del dolore con i suoi preziossisimi reportage.
| 'Vik' e Ken insieme all'arrivo di una piccola flotta di aiuto a Gaza assediata |
Israele, per decenni, é riuscito a evitare stigma e sanzioni per le sue politiche grazie alla disinformazione e alla distrazione delle opinioni pubbliche occidentali, Arrigoni, come altri volontari occidentali, poneva con la sua opera un grave pericolo, diffondendo informazioni dirette, certe e di prima mano in merito ai crimini del regime ebraico. Uccidere Vittorio vuol dire, oltre che silenziare la sua voce, spaventare e minacciare gli altri volontari internazionali, spingerli a tornare a casa, dissuadere nuovi dal trasferirsi a Gaza. "Segretamente Israele e i suoi alleati stanno festeggiando la sua morte".
Con linguaggio colorito che certamente ha a che fare col suo passato di militare nei Marines degli Stati Uniti O'Keefe dichiara che una delle molle principali per l'omicidio di Vittorio é certamente la Freedom Flotilla 2, in procinto di partire dai porti dell'Europa alla volta di Gaza e a causa della quale Israele (per citare le precise parole del messaggio) "se la sta letteralmente facendo nei pantaloni", visto che quest'anno un attacco militare in acque internazionali, come fu nel caso della Mavi Marmara, non sarebbe assolutamente ripetibile.
In una notizia correlata, il comitato organizzatore della nuova flotta di aiuti umanitari ha deciso di ribattezzare il proprio convoglio "Freedom Flotilla - Stay Human", riprendendo il motto personale di Vittorio, che grazie al suo impegno, al suo coraggio, alla dedizione alla Causa della Palestina e della Giustizia é ormai sulla bocca e sulle labbra di migliaia e decine di migliaia di attivisti filopalestinesi in tutto il mondo.
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venerdì 15 aprile 2011
Vittorio Arrigoni ucciso a Gaza, i rapitori non avrebbero rispettato il loro stesso ultimatum
Ce l'hanno fatta Vittorio, ti hanno chiuso la bocca.
Ovviamente, per riuscirci, hanno dovuto ammazzarti.
Probabilmente dove sei ora ti importa poco delle nostre miserie.
Ti importa poco del luccichio negli occhietti di coloro che annunciano la tua morte e che, dentro, in realtà sorridono e pensano: "se l'é cercata".
Ti importa poco del fatto che sui giornali e i tg indecenti dove chi assedia e massacra viene chiamato 'democratico' e chi reagisce e si difende 'terrorista' da domani non si parlerà più di te.
Ti importa poco del fatto che i burattini del potere non spenderanno per te, vero eroe, un decimo delle parole che spendono per coloro che sono andati in Irak e Afghanistan per ammazzare a pagamento e mettersi al servizio di occupanti e invasori.
Ti importa poco, ma deve importare molto a noi.
Perché ora che anche tu, come tanti altri, hai dato la vita in Palestina per la Causa della Verità e della Giustizia, sta a noi continuare la tua opera per dare un senso più pieno e più vero al tuo sacrificio.
Dicono che ti hanno ammazzato "gli estremisti islamici", Vittorio, ma noi che sappiamo a chi davi fastidio, che sappiamo chi ti aveva inserito nelle liste degli "omicidi mirati", non ci crediamo,
Le forze di sicurezza di Hamas, che venivano in tuo soccorso, ti hanno trovato cadavere, quale gruppo di 'rapitori' lancia un ultimatum e poi non lo rispetta?
Come pensavano i tuoi 'rapitori' di vedere soddisfatta la loro richiesta, se tu eri già morto, se non avevano più 'merce di scambio'?
Ci lasci una pesante eredità Vittorio, ma se avessimo paura delle sfide, o delle responsabilità, non ci saremmo mai presi a cuore le sorti della Palestina e del suo popolo.
Da dove sei, se ti riesce, ogni tanto guarda verso di noi.
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giovedì 14 aprile 2011
Vittorio Arrigoni rapito a Gaza, guarda caso, da nemici da Hamas, Israele e lo Shin Bet sono coinvolti?
Vittorio Arrigoni, l'attivista pacifista italiano che da oltre tre anni testimoniava quotidianamente le pene e le sofferenze della popolazione palestinese rinchiusa da Israele nell'enorme "ghetto" della Striscia di Gaza é stato rapito a Gaza.
Si troverebbe in mano a 'estremisti salafiti' che, in cambio del suo rilascio, vorrebbero che il Governo palestinese di Hamas liberasse alcuni loro esponenti incarcerati. Hamas, come suolsi dire, si trova tra l'incudine e il martello: lungi dall'essere militanti della Resistenza palestinese i rapitori di Arrigoni si collocano nella categoria dei 'terroristi per davvero', coloro che sull'esempio di Bin Laden sono dediti alla violenza e alla strage fini a sé stesse, senza alcun ulteriore programma politico o velleità di riscatto.
Si parla di gente non dissimile dall'organizzazione "Fatah al-Islam" che in Libano venne smantellata con una sanguinosa operazione che ebbe il pieno appoggio e sostegno di Hezbollah e delle fazioni della Resistenza come il PFLP e PFLP-GC. Spessissimo questi gruppuscoli sono manipolati dalle intelligence occidentali proprio perché, nel loro nichilismo, sono molto facili a venire 'instradati' verso falle lasciate apposta negli apparati di sicurezza per attacchi 'di comodo' o che 'sotto falsa bandiera' vengono poi attribuiti ad altri gruppi e organizzazioni che si vogliono screditare.
Fedeli alla raccomandazione andreottiana sul pensare male ci viene naturale chiederci se dietro al rapimento di Arrigoni non ci sia la 'longa manus' di Israele e dei suoi servizi, evidentemente irritati per le precise, pognanti e commoventi testimonianze che Vittorio quasi quotidianamente diffondeva in Italia e in Europa attraverso i canali dell'informazione indipendente. Chiudiamo queste righe con un video del miglior Vittorio, che speriamo di rivedere, leggere e ascoltare al più presto possibile come quando le ha mirabilmente "cantate" all'ipocrita e untuoso Roberto Saviano, ausiliario dell'Hasbara e lodatore di criminali di guerra.
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mercoledì 13 aprile 2011
Generali ed ex-capi dell'Intelligence a Netanyahu: "Assumiti le responsabilità del caso Shalit"
Ex-capi delle agenzie di sipionaggio sioniste hanno rivolto al Primo Ministro Benji Netanyahu l'invito ad accettare le condizioni di Hamas e liberare 1400 prigionieri della Resistenza palestinese in cambio del rilascio di Gilad Shalit, il militare che, rapito mentre partecipava ai preparativi di un raid di Tsahal contro la Striscia di Gaza, ha passato gli ultimi 58 mesi in mano ai suoi catturatori.
Alla conferenza stampa hanno preso parte amche Ami Ayalon (foto sopra, a sinistra) e Karmi Gilon (a destra), a loro volta capi dello Shin Bet (rispettivamente nel 1996-2000 e nel 1995-96), dal Maggior-Generale della riserva Amnon Lipkin-Shahak (sotto al centro), già Capo di SM, dal Maggior-Generale della Riserva Alik Ron (a sinistra) e dal Generale della riserva Avigdor Kalahani (a destra).
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martedì 12 aprile 2011
Shaul Mofaz striglia lo Shin Bet: "La nostra campagna contro Hamas é un fallimento totale!"
In un gustoso "leak" che non ha avuto bisogno di maldestri dongiovanni biondastri per raggiungere gli organi di stampa internazionali é stato rivelato che, durante una seduta del Comitato di Sicurezza della Knesset il presidente Shaul Mofaz (ex-Generale dell'esercito sionista e sospetto criminale di guerra per la sua parte nelle invasioni e aggressioni armate che hanno costellato la storia contemporanea e recente dello Stato ebraico) si sia scagliato contro i responsabili del "totale fallimento" della progettata campagna di destabilizzazione del fronte interno di Gaza.
| Dai raid assassini allo strangolamento economico, fino all'aggressione armata di "Piombo Fuso" Israele non ha lasciato niente di intentato per tentare di rendere Hamas inviso ai civili di Gaza... |
| ...ma ha sempre miseramente fallito nei suoi intenti! |
Israele, ha spiegato Al-Batta, ha collezionato una grave serie di sconfitte a Gaza in tutto l'ambito dell'intelligence e della raccolta di notizie: talpe, informatori e collaboratori dei servizi israeliani sono stati quasi completamente individuati e sradicati, senza fonti di informazioni chiare e attendibili ai sionisti rimane soltanto la "Sigint", che, nonostante le sue indubbie e innegabili potenzialità é molto più facile a venire contrastata e persino, a volte, rivolta contro i suoi stessi utilizzatori.
Sembra proprio che Shaul Mofaz e i suoi sodali dovranno continuare a masticare amaro per un bel po'.
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giovedì 7 aprile 2011
Coraggiosi studenti americani contestano e zittiscono il torturatore e assassino Avi Dichter, ex-capo dello Shin Bet
Dozzine di studenti della Brandeis University, presso Boston, hanno organizzato e messo in atto una riuscita contestazione contro la programmata 'lezione' di Avi Dichter, parlamentare sionista del partito fondato dal macellaio di Sabra e Chatila, a sua volta dotato di un curriculum di assassino di tutto "rispetto", avendo guidato dal 2000 al 2005 l'agenzia di spionaggio interno, repressione, tortura e omicidio denominata 'Shin Bet'.
Sotto la sua guida lo Shin Bet eseguì numerosi omicidi di militanti e leader della Resistenza palestinese, portati a termine senza nessuna pietà o riguardo per le vittime civili, che regolarmente restavano coinvolte nelle esplosioni delle bombe e dei missili che erano lo strumento di assassinio preferito di Dichter e dei suoi sodali; per uccidere Salah Shehada Dichter non esitò a ordinare un bombardamento aereo in un'affollata strada di Gaza, causando la morte di ben quindici persone.
Durante la sollevazione conosciuta come 'Seconda Intifada' o 'Intifada di Al-Aqsa' Dichter diede 'via libera' a una sistematica campagna di sevize e torture contro tutti i Palestinesi abbastanza sfortunati da cadere in mano agli sgherri dello Shin Bet.
"Criminale, ci rivedremo all'Aia!" é stato uno dei molti espletivi lanciati dagli studenti, molti di loro attivisti per i Diritti umani e la difesa del Popolo di Palestina, all'indirizzo di Dichter, nella speranza che, nonostante il lavorio delle potenti e pasciute "Lobby a sei punte" disseminate in tutto il mondo finalmente la comunità internazionale apra gli occhi e cominci a istruire processi e stilare mandati di cattura per i responsabili di atrocità a marca israeliana che oggi, purtroppo, hanno ancora facoltà di girare a piede libero per il mondo e andare a tenere 'lezioni' in atenei compiacenti.
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mercoledì 6 aprile 2011
Hamas: "Juliano Mer-Khamis ucciso da Fatah per conto dello Shin Bet!"
Sami Abu Zuhri, portavoce del Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha dichiarato in una recente conferenza stampa che, con ogni probabilità, l'assassinio del famoso attore, regista e attivista politico palestinesi Juliano Mer-Khamis é stato portato a termine da un killer già affiliato alla fazione Fatah (che controlla la Cisgiordania dal 2007), che ha agito in accordo con la stessa Fatah e lo Shin Bet israeliano.
Costui, conosciuto come Mujahid Kaneiri, sarebbe stato arrestato da Fatah pochi giorni addietro e, mentre si trovava 'ospite' delle galere di Abu Mazen, avrebbe ricevuto l'incarico di eliminare Mer-Khamis; con ogni probabilità Fatah agendo in questo modo ha voluto 'rivendere' a un suo ex-membro un compito 'scomodo', probabilmente ricevuto come 'diktat' dallo Shin Bet israeliano.
Fatah già in passato aveva ricevuto 'ordine' da Israele di eliminare figure della Resistenza, alcune legate persino a organizzazioni filiate dalla stessa Fatah, come nel caso di Hasan al-Madhoun, militante delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa (ucciso poi da Israele con la collaborazione di Fatah).
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martedì 5 aprile 2011
Juliano Mer-Khamis ucciso a Jenin: si sospetta la mano dello Shin Bet dietro la sua morte
Juliano Mer-Khamis, geniale e rivoluzionario attore, regista e attivista politico palestinese, é stato ucciso ieri nel campo profughi cisgiordano di Jenin, dove viveva e lavorava. Secondo il comunicato rilasciato dalla polizia di Fatah per bocca del commissario Mohammed Tayyim, ignoti killer avrebbero colpito l'artista con cinque colpi di arma da fuoco, mentre questi si trovava al volante della sua auto con la baby-sitter che si occupava di suo figlio (e che é rimasta ferita); le indagini sarebbero indirizzate contro "gruppi di militanti".
La Resistenza palestinese, tuttavia, rifiuta questa lettura dei fatti come il tentativo della fazione Fatah di addebitarle la morte di un artista che non aveva nessuna ragione di esserle inviso, anzi, e indica in un commando della stessa Fatah o in una 'squadra omicidi' dello Shin Bet israeliano i più probabili colpevoli dell'omicidio.
Prolifico e innovatore, Mer-Khamis si dedicava sia all'attività cinematografica che a quella teatrale, portando avanti una collaborazione col locale Teatro di Jenin, che venne fondato da sua madre trentuno anni fa, nel 1980; insieme a Zakariya Zubeidi, ex-capo delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa aveva aperto anche il nuovo "Teatro della Libertà".
Di padre palestinese e madre ebraica Mer-Khamis secondo le leggi razziste del regime dell'Apartheid avrebbe avuto diritto alla cittadinanza israeliana, ma l'aveva sempre rifiutata, preferendo vivere e lavorare in mezzo ai diseredati della Nakba, il pogrom del 1948 in seguito al quale venne fondato il regime etnocratico di Israele.
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mercoledì 30 marzo 2011
Netanyahu nomina un nuovo capo per lo Shin Bet, la "Anonima omicidi" del regime dell'Apartheid si rimetterà in moto?
Tornato di recente dal suo viaggio in Russia il capo del Governo sionista di ultradestra Benji Netanyahu si é subito messo al lavoro, selezionando Yoram Cohen come prossimo Direttore dello Shin Bet, la famigerata agenzia di spionaggio e repressione interna del regime di Tel Aviv.
Cohen sostituirà Yuval Diskin sulla poltrona di 'zar' dello spionaggio interno israeliano, una posizione che non vedeva l'ora di occupare, avendo servito per gli ultimi anni proprio come vice del Direttore giubilato.
La sostituzione, nonostante un'apparenza "poco fantasiosa" potrebbe dare il via ai preparativi per la ripresa della campagna di aggressioni terroristiche contro i leader e i militanti della Resistenza palestinese da parte dell'agenzia ebraica. Camuffati con l'insincero eufemismo di "omicidi mirati" questi assassinii hanno causato negli ultimi anni non solo perdite ai Movimenti di Resistenza (che, in quanto tali, sono disposti a dare la vita combattendo per il riscatto nazionale palestinese), ma soprattutto morti fra i civili visto che i mezzi preferiti di omicidio dello Shin Bet sono la bomba nascosta e il razzo o il missile sparato da elicotteri, jet e droni.
Solo per l'omicidio del fondatore e leader storico di Hamas, lo Sceicco Yassin, i killer dello Shin Bet non esitarono a uccidere nove civili palestinesi che si trovavano vicino all'uscita della moschea dalla quale stava transitando. Pochi giorni fa era stato l'ex-Generale criminale di guerra Shaul Mofaz, suscettibile di mandato di cattura internazionale per il suo ruolo nelle guerre contro il Libano e contro Gaza tra il 2006 e il 2009, a suggerire di riprendere la campagna di omicidi contro personalità e militanti palestinesi.
Oltre che dei tristemente famosi omicidi 'mirati' gli sgherri dello Shin Bet sono responsabili di rapimenti, abusi, violenze e torture contro coloro che siano tanto sfortunati da finire nelle loro mani, come per esempio la famosa tortura della "banana", in cui il prigioniero, assicurato a una sedia, ha la spina dorsale piegata all'indietro fino alla rottura di una o più vertebre.
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martedì 1 marzo 2011
Tribunale sionista estende la carcerazione preventiva dello Sceicco Salah, nonostante non esistano possiblità di fuga o reiterazione del 'reato'!
Un tribunale sionista ha esteso il periodo di "detenzione preventiva" dello Sceicco Raed Salah, storico leader del Movimento musulmano in Israele fino a mercoledì 2 marzo. Il collegio difensivo dello Sceicco ha dichiarato che tale misura é del tutto gratuita e non-necessaria, visto che non é affatto intenzione del suo assistito di fuggire o in qualunque altro modo sottrarsi alla contestazione mossagli dalle autorità dello Stato ebraico, che pretenderebbero di averlo 'arrestato' (con una operazione più degna di un sequestro di persona) per il 'crimine' di aver dato fuoco a dei cespugli durante una sua trasferta nel Negev, dove doveva partecipare a una cerimonia di solidarietà con gli abitanti beduini di Araqib, il cui villaggio é stato demolito per ben venti volte dai militari israeliani.
"Ridicola e inconsistente" é stata definita l'accusa dagli avvocati di Salah, che evidenziano come il suo arresto sia stato totalmente pretestuoso e arbitrario, essendo avvenuto il 22 febbraio 2011 per un 'crimine' che sarebbe stato commesso il 7 dello stesso mese. "Evidentemente" spiegano i legali "le forze di spionaggio israeliane hanno 'visto' la possibilità di rapire lo Sceicco Salah mentre tornava verso casa in compagnia di un solo collaboratore dopo aver presenziato al sit-in a Gerusalemme e l'hanno presa al volo; dopo hanno dovuto ingegnarsi per trovare un'accusa con cui tenerlo in custodia, ma grazie all'esemplare condotta del nostro assistito si sono dovute 'accontentare' del presunto incendio di cespugli, un addebito che cadrà alla prima udienza in aula".
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venerdì 25 febbraio 2011
Ragazzino palestinese aggredito in carcere da stupratori israeliani!
Secondo la testimonianza di alcuni avvocati per i Diritti umani, che avrebbero raccolto testimonianze in proposito durante le loro visite a detenuti minorenni nelle carcere israeliane, un ragazzino palestinese tenuto nel carcere di Etzion avrebbe subito un tentativo di violenza sessuale da parte di agenti dello Shin Bet, la polizia politica del regime sionista.
Dopo il tentativo, gli agenti dello Shin Bet avrebbero detto al ragazzino che non sarebbe riuscito a sottrarsi alle loro "attenzioni" per sempre e che se avesse voluto firmare una confessione dove accusava altri suoi coetanei di avere 'lanciato pietre' contro le forze di occupazione israeliane, sarebbe potuto uscire di prigione in brevissimo tempo.
Il regime dell'Apartheid israeliano é famigerato per le condizioni umilianti e disumane in cui tiene i detenuti palestinesi, anche minorenni, costretti in celle piccolissime, buie e malsane, negando loro le visite di genitori e parenti nemmeno fossero ergastolani pericolosi.
Accusati di 'lancio di pietre', la maggior parte dei detenuti minorenni palestinesi sono in realtà stati fermati mentre giocavano in strada, mentre andavano a scuola o addirittura rapiti durante raid sionisti nelle loro case. Gli israeliani si meritano benissimo l'appellativo di "ladri di bambini".
Diverse associazioni internazionali per i Diritti umani hanno confermato che secondini e agenti dello Shin Bet spesso usano la prospettiva della violenza sessuale come arma di tortura psicologica per estorcere confessioni preconfezionate ai detenuti palestinesi, anche bambini e ragazzi.
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