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lunedì 23 maggio 2011

Azzam: "I Palestinesi non devono aspettarsi alcun ruolo positivo da parte di Obama o degli Stati Uniti!"


Lo Sceicco Nafedh Azzam (sopra), leader di Gaza del Movimento per la Jihad islamica in Palestina ha ammonito i suoi compatrioti a considerare il recente discorso del Presidente Usa Barack Obama come la prova definitiva che non sia possibile aspettarsi alcuna iniziativa positiva dalla Casa Bianca per la soluzione della questione palestinese, essendo questa totalmente incapace di assumere posizioni critiche credibili nei confronti del Regime dell'Occupazione.

Azzam ha chiesto ufficialmente che l'Anp si metta al lavoro per rafforzare il fronte interno tramite la rapida messa in atto di tutti i punti del protocollo di riconciliazione siglato al Cairo lo scorso aprile, in modo da presentare un'opposizione unita alle iniziative israeliane di insediamento e invasione di terra palestinese.

Ha anche aggiunto che i Palestinesi dovranno, più che su improbabili interventi Usa, contare sull'espansione dei movimenti popolari arabi per la cacciata dei tiranni filo-occidentali e per la democratizzazione, che, come nel caso dell'Egitto, si sono già mostrati capaci di cambiare i "principia politica" della Regione in senso pro-palestinese e anti-israeliano.
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martedì 15 febbraio 2011

Erekat, "negoziatore capo" di Fatah si é dimesso; sprezzante il commento della Jihad islamica


Fonti ufficiale di Fatah, la fazione al potere in Cisgiordania dal 2007, riportano che il "negoziatore capo" Saeb Erekat che rappresentava la cosiddetta 'Autorità nazionale palestinese' (dirottata da Fatah dopo il suo tentato Colpo di Stato contro Hamas) al tavolo di 'trattativa' con Israele, avrebbe presentato le proprie dimissioni. Come tutti sanno dopo il rilascio delle cosiddette "Palestine Papers" da parte del network giornalistico qatariano Al-Jazeera il ruolo di Erekat nei 'negoziati' era alquanto singolare: anziché cercare di strappare concessioni ai suoi antagonisti israeliani egli era incaricato di prevederne e prevenirne il minimo desiderio rinunciando via via a ogni pretesa rivendicazione palestinese, anche quelle sostenute in maniera più indiscutibile da decenni o addirittura secoli di giurisprudenza internazionale.

Sembra che, poco dopo lo scoppio dello scandalo dovuto a tale sensazionale 'scoop' Erekat sia stato persino indagato dalle autorità di Fatah, per capire se fosse stato coinvolto a qualunque titolo, per colpa o negligenza, nel passaggio delle riservatissime minute e trascrizioni delle sue 'sedute di trattativa' nelle mani dei reporter di Doha. Forse le dimissioni potrebbero essere legate a questa inchiesta interna, che potrebbe avere offeso o screditato il dignitario.

Il 'presidente' (col mandato scaduto da gennaio 2009) dell'Anp, Mahmud Abbas, non si é ancora pronunciato sull'accettazione delle dimissioni.

In compenso non si sono fatte attendere le reazioni al clamoroso gesto; in un comunicato della Jihad islamica il membro del Politburo Nafedh Azzam (a sinistra) ha commentato: "Le dimissioni di Saeb Erekat non ci hanno sorpreso, dopo le rivelazioni di Al-Jazeera e del Guardian la sua posizione era diventata, più che precaria, semplicemente intenibile. Siamo stati più sorpresi, invece, dall'annuncio delle cosiddette 'elezioni anticipate', con cui sembrerebbe che la cricca ai vertici di Fatah voglia provare a prevenire iniziative dirette della popolazione cisgiordana, che a malapena sopporta l'umiliante giogo impostole e guarda con speranza agli esempi delle rivolte vittoriose in Tunisia ed Egitto".

martedì 8 febbraio 2011

La Jihad islamica definisce "velenose e immorali" le trattative con Israele!


Il rappresentante dell'Ufficio politico del Movimento per la Jihad islamica in Palestina, lo Sceicco Nafedh Azzam, ha definito come "ingiusto e immorale" il comunicato rilasciato dal cosiddetto "Quartetto di negoziatori per la Pace" al termine della loro pomposa e sterile riunione a Monaco di Baviera.

In un Comunicato stampa rilasciato poche ore fa Azzam ha denunciato che la dichiarazione del "quartetto" è gravemente parziale a favore degli interessi sionisti, "dalla prima all'ultima sillaba" e pertanto non può suscitare alcun atteggiamento diverso da un suo netto e deciso rifiuto.

"Il richiamo ai Palestinesi affinché tornino al cosiddetto 'tavolo di trattativa' é vuoto e insignificante giacché nulla può essere oggetto di trattativa mentre le forze dell'occupazione israeliana continuano indisturbate a stringere l'assedio su Gaza, a demolire case e villaggi, a occupare e recintare terre che pure la trattativa assegnerebbe ai Palestinesi, a proseguire gli sforzi per giudaizzare Gerusalemme e il Negev".

"Lo stesso 'processo negoziale'", ha spiegato Azzam, "a questo punto é diventata un'impostura velenosa e immorale, che serve solo a legittimare le pratiche sioniste di persecuzione, pulizia etnica e genocidio".