giovedì 1 dicembre 2016

Altro che 'rovesciare Assad'; Erdogan deve trovare un modo per arrestare il tracollo della Lira turca!

Nel corso delle ultime due settimane la Lira turca ha perso il 16 per cento del proprio valore rispetto al Dollaro USA e il 13 per cento rispetto all'Euro; questo vero e proprio tracollo è dovuto al crescente clima di instabilità perpetuato dalle continue "vendette" del Governo contro oppositori interni e 'golpisti' veri o presunti in conseguenza del tentato putsch dello scorso luglio e dell'avventurismo esterno con gli sconfinamenti di truppe di Ankara sia in Irak che in Siria.

Con la sua condotta in Irak Erdogan ha già dimostrato di essere più uno sciacallo disposto ad approfittare finché può delle difficoltà in cui versano i Governi di paesi a lui vicini piuttosto che ad affrontarli in campo aperto (le truppe turche in Provincia di Ninive appena iniziata l'operazione di riconquista irakena hanno fatto dietro-front), ma dopo le sue dichiarazioni riguardo ad Assad l'ansia degli investitori internazionali si é solamente rafforzata.



Riguardo a queste però c'é da dire che tali dichiarazioni, come si sono affrettate a dichiarare fonti ufficiali turche non erano 'dirette' ma parafrasate da un discorso tenuto privatamente e non inteso per la diffusione, il che fa credere che si trattasse di una "sparata" verbale ad uso interno piuttosto che una dichiarazione di guerra al legittimo Presidente siriano.

15 commenti:

  1. Dichiarazione di guerra o no, Erdogan resta una merda. Segnalo cmq sconcertanti articoli che cercano di riabiltare la figura di questo psicopatico, in particolare mi riferisco alla rivista "Eurasia", che senza alcuna vergogna rilancia la spazzatura dell'indecente Korybko, ormai un duginista avvocato difensore di "merdogan"

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    1. Eurasia sta prendendo una cantonata colossale, consiglio a tutti di smettere di leggere quella testata e concentrarsi su "Scenari Internazionali".

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    2. Dugin è una merda, una colossale merda, uno che candidamente si spaccia per "consigliere di Putin" (si, vabbè come no...), che intrattiene rapporti stretti in Turchia con ambienti dell'AKP, che si maschera da "amico della Russia" e pro-Eurasiatista, mentre in realtà ne è un nemico, così come è un nemico della Russia indipendente, pienamente sovrana, e integrata nel progetto Euroasiatico e nell'Asse di Resistenza. Uno che non manca mai, anche se in modi ambigui e subdoli di criticare Siria, Iran, Cina, Russia e anche India. Insomma, il solito gatekeeper alla Giulietto Chiesa (quello che tra l'altro scriveva per la RAND Corporation, uno dei più grossi e influenti think tank americani legati al Pentagono e al comparto militare/industriale).

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  2. Per valutare bene la situazione finanziaria turca, occorre ricordare che Erdogan ha emesso la NUOVA LIRA TURCA, al valore di un milione delle vecchie lire per una nuova lira.
    Dunque al momento per un Euro abbiamo diritto ad avere 3.650.000 lire turche.
    Non male per prendere un caffè ☕ alla turca.
    Invece di invadere i vicini, il tiranno Erdogan pensi a questo.
    Federico

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  3. i turchi se la sono filata prima di ricevere qualche pillola non prevista dal cielo!
    Gli irackeni hanno parlato chiaro ed anche il ministro irackeno Al Jaafari ha detto chiaro che i turchi non devono sollevare problemi militari nella zona di Ninive/ Mosul perchè quella è zona degli irackeni!

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  4. Io personalmente mi sono fatta tutt'altra idea riguardo cosa siano i mercati e sono arrivato al punto di pensare che non esiste quella pseudo entità che la narrativa ufficiale chiama "i mercati", a partire dalle banke centrali sino alla bri che sarebbe la banca centrale delle banke centrali, per arrivare alle società con maggiore capitalizzazione, in occidente e non solo, tutto è posseduto attraverso la proprietà delle quote di controllo e i più ambigui incroci proprietari dalla cosca sionista che fa capo alla famiglia rotschild, quindi sono più propenso a pensare che o si tratta di mera speculazione oppure che "i padroni dell'universo" vogliono togliersi l'inaffidabile psico-sultano dai coglioni, dopo aver fallito con lo strano golpe estivo, ammesso che non si trattasse di una messinscena.

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    1. Salve Gianus, ho letto il suo commento è credo lei abbia più che ragione. Personalmente ho vissuto la svalutazione creata del Dinar, a Belgrado si entrava al supermercato con una sporta piena di mazzette nuove dac 100 o 500 ancora con la fascetta e uscivi con poche cose e ogni giorno peggiorava fino ad arrivare alla stampa di banconote da 1 miliardo. La cosa peggiore era lo stato d'animo che questa situazione causava. Senso di fallimento, frustrazione, depressione e più che altro rabbia. Io vedo la svalutazione come un'arma micidiale in mano ai soliti oligarchi. Scusami se sono stato prolisso e per il mio italiano scadente.
      Walter

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    2. ..."a Belgrado si entrava al supermercato con una sporta piena di mazzette nuove dac 100 o 500 ancora con la fascetta e uscivi con poche cose e ogni giorno peggiorava fino ad arrivare alla stampa di banconote da 1 miliardo."...

      Accidenti caro Walter, avrebbero potuto competere con lo Zimbabwe, in quanto a iper-inflazione. :)

      Comunque concordo con Gianus, sono tendenzialmente della stessa opinione.

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  5. penso anche io la stessa cosa dei "mercati"

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  6. Spero anche io che lo "psico-sultano", sia mandato a farsi f...; i mercati, o chi per essi, forse ne hanno le scatole piene. Ottima disquisizione Gianus.-

    Marcus Claudius Marcellus

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  7. La cosa più divertente è che in questi giorni RADIO 24 del "sole 24 ore" propone convenientissimi bond MESSICANI E TURCHI che rendono rispettivamente il 4% ed il 6% dire che hanno la faccia come il posteriore è poco!
    Per l'amico Serbo Walter.
    Prima di tutto il tuo italiano è ottimo e poi gli italiani erano contrari all'aggressione alla Serbia del 1999, io personalmente sto male pensando a cosa era la Yugoslavia rispetto alla situazione attuale, basti pensare che in Yugoslavia il consumo di carne pro-capite negli anni '80 era superiore a quello italiano, non resta che sperare di Vedere i T-14 a Zagabria ed a Lubjana sperando che si fermino solo alle pendici delle Alpi occidentali.
    Il mio piccolo cuore all'Eroica Serbia
    Ivan

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    1. Concordo in pieno con quanto dici Ivan, l'aggressione alla Yugoslavia è stata per me una ferita che non si è mai cicatrizzata, vedere gli aerei italiani mandati dall'infame dalema a bombardare Belgrado è stata una delle cose più assurde che ho vissuto nella mia intera vita, senonchè sono riusciti a ripetere gli stessi orrendi crimini contro la bellissima e civilissima Syria e la Lybia, almeno l'aggressione all'Irak, a parte tutto, ci aveva portato la gioia di vedere cocciolone piagnucolare davanti alle telecamere, spettacolo impagabile, approfitto per dire a Walter che il suo italiano è corretto e non è stato affatto prolisso.
      P.S. conoscevo uno dei primi tecnici di computer che nei primi anni 70 aveva lavorato in Yugoslavia, di cui aveva un bellissimo ricordo, mi diceva che in quanto a gioia e convivialità la Yugoslavia non era seconda a nessun paese al mondo.

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    2. Grazie Ivan, sono tornato da Kikinda (a nord di Novi Sad) pochi giorni fa, mancano ancora tante cose ed è ancora in salita la strada, ma credo ci sia ottimismo.

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    3. La Yugoslavia era un grande Paese, con un ottimo Stato, ben avviato sulla strada dello sviluppo, ed effettivamente l'infamissima agressione Usa/Nato è una cosa da voltastomaco perenne, una macchia indelebile, su questo non c'è alcun dubbio. Ma credo comunque che la Serbia sia sulla buona strada, e nonostante vari ostacoli, credo che nonostante tutto c'è la possa fare.

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  8. Dopo l'aggressione alla Serbia ho smesso per sempre di comprare La Repubblica.
    Fabio

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