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martedì 15 agosto 2017

Aerei ed elicotteri irakeni martellano Tal Afar, annunciando un prossimo attacco di terra!

Attorno all'abitato di Tal Afar, uno degli ultimi capisaldi dell'ISIS in terra mesopotamica l'aviazione militare di Bagdad ha iniziato coi suoi Sukhoi-25 e coi suoi Mi-28 e Mi-35 a scatenare una intensa serie di incursioni e bombardamenti; chiaro preludio a un deciso momento offensivo.

Quest'attività aerea fa da ideale 'seguito' e sviluppo alla colossale esplosione avvenuta circa due giorni fa che, secondo voci riprese dai canali giornalistici irakeni, avrebbe segnato la distruzione di un enorme deposito di armi e munizioni del cosiddetto "califfato".

sabato 12 settembre 2015

Oltre cinquanta terroristi dell'ISIS disertano e scappano da Shirqat! Il califfato perde sempre più pezzi!

Dozzine di ex-militanti dell'ISIS, apparentemente più di 50, hanno deciso di averne abbastanza del 'califfato' e hanno abbandonato la località di Shirqat, a 300 Km a Nord della capitale irakena Bagdad, alla notizia che questa stava per essere raggiunta dall'offensiva delle milizie irakene di mobilitazione popolare.
La notizia é l'ultima di una serie che conferma come il 'Daash' non sia affatto monolitico come vuole apparire e che la chiusura delle frontiere con la Turchia sul lato irakeno e sul lato Nordorientale della Siria inizi a far sentire pesantemente i suoi effetti sull'organizzazione terrorista.

domenica 8 febbraio 2015

A Bagdad i cittadini festeggiano la fine del coprifuoco notturno che durava da oltre dieci anni!

Cittadini della capitale irakena Bagdad hanno potuto finalmente girare liberamente per le strade dopo oltre dieci anni di continuo coprifuoco notturno: cortei di auto con bandiere nazionali e ritratti del Primo Ministro Abadi hanno percorso le strade dando libero sfogo alla gioia con ripetuti colpi di clacson e canti di gioia.

giovedì 19 dicembre 2013

Suda freddo Salva Kiir! I seguaci di Machar prendono la città-chiave di Bor!!

Ha poco da rallegrarsi il ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, messo da Obama e Netanyahu a capo dello stato-fantoccio strappato al corpo vivo della nazione sudanese con la complicità di Hollywood e delle sue star imbecilli, ammaestrate dalla propaganda sionista internazionale; le milizie Nuer di Riek Machar, apparentemente allontanate da Juba dopo scontri costati oltre 500 morti e quasi tredicimila profughi in fuga dalla capitale, sono riuscite a prendere il controllo di Bor, cittadina chiave dell'industria petrolifera nazionale (attualmente però impossibilitata a funzionare).

La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".

Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?

mercoledì 18 dicembre 2013

Oltre cinquecento morti a Juba in una faida interna tra Salva Kiir e l'ex-vice Riek Machar!

Una vera e propria strage quella che nella totale indifferenza dei media imperialisti asserviti si é consumata ieri nella capitale dello stato-fantoccio creato da Obama e Netanyahu smembrando illegittimamente il suolo di una grande nazione araba e musulmana, quella del Sudan di Khartoum.

Non solo il cosiddetto Sud-Sudan del ridicolo dittatore Salva Kiir si é da subito dimostrato uno stato-fallito in cui imperano corruzione, miseria, spreco aberrante, macelleria etnica e inflitrazioni economiche, militari e criminali sioniste; adesso il paese si trova addirittura sull'orlo della guerra civile coi seguaci dell'Ex-vicepresidente Riek Machar che hanno tentato un colpo di mano militare contro Kiir.

I combattimenti di ieri si sono concentrati nella capitale attorno all'Università e all'Aeroporto, che é stato chiuso a ogni genere di volo. Apparso davanti alle telecamere in uniforme militare anziché nel consueto ridicolo completo da 'cowboy', Salva Kiir ha annunciato che la situazione "é calma" ma ha anche dichiarato il coprifuoco per la notte tra ieri e oggi.


mercoledì 14 agosto 2013

Cento morti in Egitto, la giunta di Al-Sisi dichiara il coprifuoco in tutto il paese!

Dopo aver temporeggiato peggio di Quinto Fabio Massimo finalmente la giunta militare al comando del Generale Al-Sisi ha trovato la risolutezza necessaria per sgomberare le piazze del Cairo dai sostenitori del deposto Presidente Morsi e dell'Ikhwan. Negli scontri seguiti, nonostante i deliri dei Fratelli Musulmani che parlano di 2.200 morti, si sono comunque riportate circa un centinaio di perdite umane, alcune anche tra i poliziotti e i militari che sono stati presi a colpi di arma da fuoco da alcuni esaltati.

Anche un cameraman della Televisione SKY, di proprietà del sionista Rupert Murdoch sarebbe stato ucciso durante gli scontri, non é ancora chiaro da chi e in quali circostanze. Non potendo confrontarsi alla pari con Esercito e polizia i 'democratici' Fratelli Musulmani hanno pensato bene di prendersela con la minoranza cristiana tentando di dare fuoco a tre chieste copte. Almeno quattro poliziotti sarebbero morti nel tentativo di difenderle.

Si sarebbero riportati scontri anche nelle città di Suez, Alessandria, nelle cittadine di Minya, Assiut e nella Provincia del Fayyoum. Non si hanno però ancora cifre ufficiali per eventuali bilanci di morti e feriti in queste località. Le autorità militari hanno emanato lo Stato di Emergenza in tutto il Paese e imposto il coprifuoco dalle sette di questa sera (quindi ora é già iniziato) fino alle sei di domani mattina.

sabato 12 marzo 2011

Nablus: uccisi cinque coloni ebrei di un insediamento illegale in terra Cisgiordana, le truppe israeliane si scatenano


Raid, retate, arresti in massa effettuati sulla base di semplici sospetti, spesso solo sulla base del sospetto etnico-razzista, istituzione di posti di blocco, coprifuoco, questa la violenta e scomposta reazione delle forze di occupazione dello Stato ebraico a Nablus e Jenin, dopo che, nella notte tra ieri e oggi, una famiglia di fondamentalisti ebrei che vivevano nell'insediamento illegale di Itamar é stata sterminata da ignoti aggressori.

I media israeliani, naturalmente, battono subito sul tamburo del presunto "attacco terrorista" anche se nessuna organizzazione palestinese ha rivendicato l'attacco, le cui modalità differiscono molto dalle tecniche normalmente impiegate dalle fazioni della Resistenza.

Nel frattempo, "per non saper leggere né scrivere" le famigerate truppe dell'esercito più (im)morale del mondo sono scattate in azione con blindati, elicotteri, unità cinofile e tutto il parafernalia della segregazione e dell'Apartheid: posti di blocco mobili e fissi e altri accorgimenti per poter soffocare le circostanti comunità palestinesi e iniziare a far pagare loro il 'prezzo' dell'offesa recata alla 'razza padrona' secondo gli usuali schemi della punizione collettiva.
Dopo il passaggio delle truppe sioniste: famiglia palestinese riordina la propria casa devastata

Particolarmente colpito, finora, é stato il villaggio palestinese di Orta, in cui le truppe sioniste si sono lasciate andare a una vera e propria sarabanda da "Notte dei Cristalli", irrompendo in case e negozi, devastando e distruggendo mobili, suppellettili, merci e quant'altro poteva fungere da bersaglio alla loro rabbia impotente, trascinando via uomini e ragazzi malmenati e percossi, lasciandosi dietro donne e ragazze in lacrime.

Altri cinque villaggi nell'area circostante stanno subendo in queste stesse ore lo stesso fato.

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domenica 13 febbraio 2011

Ousama Hamdan commenta la cacciata di Mubarak: "Un avvertimento per Abu Mazen e Fatah"


Ousama Hamdan, responsabile delle relazioni estere di Hamas in Libano ha dichiarato che le dimissioni di Mubarak e il conseguente passaggio di poteri in Egitto non sono solo uno storico momento per il Paese delle Piramidi, ma anche un importante punto di svolta per il Movimento musulmano di Resistenza e per l'intera Causa nazionale palestinese.

La caduta di Mubarak, ovviamente, ha causato panico e disappunto tra le fila della fazione Fatah, compromessa e venduta agli interessi americani e sionisti, ma ha scatenato l'entusiasmo di Hamas e dei cittadini palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.

"Ogni sviluppo che dà potere al popolo in Medio Oriente incontra il favore di Hamas e il disappunto di Fatah, perché Hamas é custode della volontà popolare palestinese, espressa liberamente nelle urne, mentre Fatah ormai rappresenta solo gli interessi di una piccola casta di burocrati e sgherri al soldo dell'imperialismo".

L'Egitto, che per mano dell'autocrate Sadat firmò una 'pace' abietta e svilente con lo Stato ebraico nel 1979, ha partecipato fin dall'inizio all'imposizione del brutale strangolamento economico di Gaza, con cui i generali dell'IDF intendono punire collettivamente tutta la popolazione di Gaza per aver osato sfidare i desiderata di Washington e Tel Aviv.

"In una normale situazione di democrazia non vi sarebbero dubbi che il popolo egiziano si schiererebbe tutto a favore dei suoi fratelli di Gaza e nessuno penserebbe di mantenere l'assedio attraverso il confine di Rafah".

Interrogato su come la situazione palestinese potrebbe essere influenzata dagli eventi Hamdan é categorico: "Abbas e gli altri 'oltranzisti della trattativa' devono trarre le dovute conseguenze su cosa capiti a chi trascuri la volontà popolare per inseguire i propri interessi personali". In Cisgiordania, intanto, i cittadini, impossibilitati a manifestare pubblicamente la loro solidarietà coi cittadini egiziani a causa del coprifuoco indetto da Fatah, stanno ricorrendo in maniera massiccia agli SMS per tenersi in contatto e commentare gli eventi: i server di telecomunicazione della zona registrano picchi di traffico simili a quelli delle grandi ricorrenze religiose, quando é normale mandare grandi quantitativi di SMS augurali ad amici e parenti.