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venerdì 24 agosto 2018

Duterte si fa beffe delle profferte di Pompeo e Mattis: "Le armi americane sono completamente inutili!"

Parlando nel corso di una cerimonia militare nella sua nativa Davao, il Presidente filippino Rodrigo Duterte ha dichiarato di aver recentemente ricevuto una lettera firmata dal Segretario di Stato Usa, Pompeo e dal Ministro della Guerra James Mattis nella quale lo si invita a comprare elicotteri da trasporto 'Bell' e cacciabombardieri 'F-16' in luogo di velivoli russi, per cui egli ha mostrato interesse nelle sue recenti visite e incontri con Putin e Medvedev.

Duterte ha silurato l'ipotesi dichiarando che le armi americane "sono completamente inutili" e che quello di cui hanno bisogno le forze filippine sono elicotteri d'attacco e aerei ad elica per compiere missioni di interdizione nelle giungle infestate da militanti estremisti come quelli che hanno attaccato Mindanao mesi orsono.

sabato 11 novembre 2017

Al vertice APEC in Vietnam Duterte incontra Putin e festeggia con lui la sconfitta dell'ISIS a Mindanao!

A fine maggio PALAESTINA FELIX aveva gettato un occasionale sguardo al di là del consueto scenario mediorientale per segnalare come, iniziando il dominio dell'ISIS tra Siria e Irak a scricchiolare in maniera sempre più preoccupante, i facilitatori e sostenitori dello stesso (cioé gli Usa) avevano già iniziato a 'indirizzarlo' verso un altro obiettivo da destabilizzare: le Filippine del vulcanico presidente Rodrigo Duterte.

giovedì 25 maggio 2017

Attacco dell'ISIS a Mindanao accorcia la visita moscovita di Duterte: le truppe filippine liberano 110 civili!

Una vasta operazione terroristica di cellule aderenti al cosiddetto "stato islamico" ha investito in questi giorni l'isola filippina meridionale di Mindanao ed E' INTERESSANTE notare come appena un paese MINACCI di voler uscire dal servaggio a stelle e strisce IMMEDIATAMENTE contro di esso si manifestino simili episodi (naturalmente è tutto un caso, vero?).

L'emergenza ha anche costretto il Presidente Rodrigo Duterte ad accorciare la visita a Mosca (dove comunque ha incontrato Vladimir Putin gettando le basi di future, interessanti possibilità di cooperazione) e a tornare rapidamente in patria dove si é subito interfacciato con gli alti comandi delle forze armate e delle agenzie di sicurezza.

mercoledì 24 maggio 2017

Gli Usa scatenano l'ISIS contro le Filippine e Duterte vola a Mosca a comprare armi dalla Russia!


Ancora una volta, come le trappole di Wile Coyote nei cartoni della WB, gli 'stratagemmi' di Washington per "punire" le Filippine (colpevoli di non volersi allineare alle provocazioni anticinesi, pur avendo esse stesse un contenzioso marittimo con Beijing), finiscono "a boomerang" a spingere sempre più il vulcanico Presidente di Manila verso i sostenitori del XXI Secolo Multipolare, come confermato dal suo ultimo viaggio diplomatico.

sabato 31 maggio 2014

La nazionale palestinese di calcio si qualifica per il Campionato d'Asia 2015 battendo le Filippine!

Storico risultato per la nazionale calcistica palestinese che nella giornata di ieri é riuscita nell'impresa di battere il quotatissimo undici di Manila e staccare così un biglietto per la Coppa d'Asia 2015, che si disputerà il prossimo gennaio in Australia. L'Australia infatti é inclusa dalla FIFA nella Confederazione Asiatica anziché in quella d'Oceania. Il goal decisivo é stato segnato come si vede dal frammento filmato su calcio di punizione di Ashraf al-Fawagrah al 59esimo minuto di gioco; i restanti 31 minuti di partita non sono bastati alla pur prestigiosa selezione filippina per ribaltare il risultato, difeso dai Palestinesi con ordine e sangue freddo.
La Palestina ha visto riconosciuto il suo diritto di schierare una squadra nazionale solo nel 1988 e, al contrario del regime sionista, ha già guadagnato una rappresentanza a un torneo internazionale maggiore, cosa che alla nazionale di Tel Aviv é sempre sfuggita.

domenica 10 aprile 2011

Israele 2011, benvenuti nella Terra dell'Apartheid. Israeliani razzisti minacciano di "dare fuoco" a quartiere di immigrati!



Mentre le "morali" ed "eroiche" truppe di Israele sono impegnate nella quotdiana opera di cannoneggiamento e bombardamento di civili palestinesi disarmati (con le fedeli 'truppe cammellate' dell'Hasbara pronte a gridare al 'tiro al bersaglio' se la Resistenza cerca di reagire contro basi militari e colonie illegali sioniste), mentre la 'democratica' Knesset passa a maggioranza assoluta leggi e provvedimenti che approfondiscono e aggravano le soperchierie e la misure segregatorie stilate su base etnica, razziale e religiosa contro gli abitanti originali dell'Erez Israel, (cioé della porzione di Palestina invasa e occupata dalla fine del Secolo XIX al 1948), anche sul "fronte interno" le frange estremistiche, xenofobe e intolleranti della popolazione ebraica non stanno certo con le mani in mano e, come già evidenziato da nostri articoli precedenti, si mobilitano sempre più spesso e con sempre più seguito contro i nuovi 'nemici' della purezza razziale israeliana: cioé i lavoratori immigrati che quotidianamente per un pugno di shekel falciano i prati e i giardini delle villette di Haifa, rigovernano le stoviglie e preparano i cibi serviti nei ristorantini 'upscale' di Tel Aviv, raccolgono e impacchettano i pompelmi e l'uva della Carmel-Agrexco, insomma, fanno tutti quei lavori faticosi e umilianti che, coerentemente col loro stato di 'HerrenVolk', gli appartenenti al Popolo Eletto non vogliono (o non hanno mai voluto fare) e, per ragioni di 'sihurezza', non si fidano più a far svolgere agli appartenenti alla minoranza araba o ai giornalieri che vengono dai territori occupati.

Tre giorni fa a Tel Aviv, la moderna, cosmopolita, avanzata, ottimista e anche 'gay-friendly' Tel Aviv che i filosionisti come Roberto Saviano amano tanto  da usarla continuamente come "poster" dei loro vomitevoli siparietti "Israele-ha-tanto-in-comune-con-le-città-europee-e-americane" ha avuto il dubbio 'onore' di fungere da quinta teatrale alla rappresentazione di un marchio di modernità tipicamente 'europeo' e 'nord-americano': cioé la vergognosa intolleranza xenofoba contro i migranti e i diversi, a cui ovviamente la "tolleranza" tipicamente occidentale per le 'opinioni' di coloro che detengono le leve del potere politico ed economico garantisce automaticamente spazi e modalità di espressione di tutto favore.

Il drappello di xenofobi sionisti si é radunato presso la 'linea di confine' di Neve Sha'anan, un quartiere a prevalente popolazione immigrata, africana e filippina, e lì ha iniziato a crogiolarsi nel suo odio e nel suo bigottismo, ripetendo slogan che avevano del lercio e dell'osceno come: "Benvenuti ad Africa-land", "Benvenuti a Filipino-town", "Duecentomila clandestini a piede libero come se fossimo negli Usa", "Al-Qaeda", "Se dovremo dare fuoco al paese daremo fuoco al paese", "Gli immigrati hanno rovinato l'Europa", "La cultura del Terzo Mondo non può integrarsi con la cultura occidentale" e via delirando.
Per la serie: "Israele é PROPRIO come noi!!", anche lo Stato ebraico ha i suoi Le Pen e i suoi Wilders.
Dopo aver gorgogliato e grufolato le loro schifose e rivoltanti parole d'ordine a sufficienza ed essersi "dati la carica" l'uno con l'altro i partecipanti all'evento si sono snodati in un serpente di diverse centinaia di persone attraverso i viali e le piazze del ghetto dei migranti, brandendo i loro cartelli e gridando slogan contro il Governo (del fascista e militarista Netanyahu) colpevole di essere 'troppo morbido' con i migranti e i clandestini tanto da 'costringerli' a prendere l'iniziativa contro di essi; i razzisti minacciavano di far mancare il loro consenso elettorale al Likud (Voti estremisti in offerta! Prego avvicinarsi!) mentre si aggiravano fra i mercatini degli immigrati che, secondo un copione conosciuto e colladuato campano la vita vendendo capi di abbigliamento made in china e altre povere mercanzie.

Una signora Ebrea particolarmente adorna di anelli e orecchini ha trovato un modo tutto nuovo e originale di stigmatizzare la 'scandalosa', per lei, presenza degli ambulanti immigrati berciando: "Qua é peggio di Gaza!" "Qua é peggio della Cisgiordania!", mentre altri suoi sodali agitavano, immancabile a fianco della denuncia "d'iddegrado", la preoccupante minaccia alla "sihurezza", postulando che, disperati come sono, i migranti africani potrebbero un giorno trasformarsi in una sorta di terroristi mercenari "facendo saltare in aria roba" a fronte di "solo mille dollari" (siamo certi che i militari sionisti siano pagati molto meglio per far saltare in aria Gaza), causando "centinaia e migliaia di morti" all'HerrenVolk.

Come Lot a Sodoma, però, alcuni coraggiosi cittadini israeliani, che ci piace pensare non soltanto provi sentimenti di umana solidarietà per i migranti africani e asiatici, ma magari li alberghino anche per i loro concittadini arabi e per gli abitanti di Gaza e Cisgiordania (sperare non costa niente), ha trovato la forza di affrontare la torma xenofoba e opporre al suo mugghiare belluino la candida, chiara voce della ragione e dell'umanità, spintonato e provocato dai convenuti, almeno fino a che al suo fianco non si é schierato a protezione uno dei poliziotti che sorvegliavano la manifestazione, ha detto che l'odio contro gli immigrati della zona é aizzato da speculatori edilizi che vorrebbero sfrattari per "riqualificare" la zona con condomini da arricchiti.

Infine, ai coraggiosi contestatori della manifestazione razzista si é unito un migrante africano che, con comprensibile rabbia ma anche con precisione di analisi e sintesi ha chiarito ai marciatori il senso e la ragione della presenza sua e dei suoi simili: "Noi facciamo i lavori merdosi che voi non volete più fare, ci sorbiamo la vostra merda, ma non siamo merda a nostra volta". A un certo punto, con una tragicomica mancanza di coscienza storica della nascita e dello sviluppo del movimento sionista internazionale uno degli israeliani xenofobi si é rivolto al giovane africano dicendogli: "Tornatene a casa", sentendosi replicare, per tutta risposta un chiaro, netto e preciso: "Dove? In Uganda? Ma non ci dovevate andare voi??".


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