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venerdì 20 novembre 2015

Le indagini della magistratura militare libanese collegano sempre più episodi terroristici recenti e remoti!

Il Procuratore Militare libanese Giudice Saqr Saqr ha incriminato recentemente nove individui per associazione a delinquere con finalità terroristiche, collegandoli alla rete dell'ISIS in Libano e in Siria, in particolare uno degli incriminati risulta essere Mohammed Ibrahim al-Hujairi, arrestato durante una retata precedente ma ora certamente collegato alle cospirazioni che hanno portato all'attentato alla sede del Comitato Saggi Musulmani del Qalamoun, ad Arsal (nella foto), che é costato la vita allo Sceicco Othman Mansour.

Infatti poco prima del suo arresto, Al-Hujairi avrebbe incaricato il terrorista Abou Ali Yabroudi di monitorare i movimenti intorno alla sede del Comitato per poterlo colpire facendo vittime tra i suoi frequentatori più illustri, come poi (purtroppo) effettivamente successo. Al-Hujairi poi avrebbe organizzato anche il successivo attentato contro personale dell'Esercito, scattato il giorno seguente.

martedì 3 novembre 2015

Sparatoria 'hollywoodiana' in strip-club di Beirut porta alla morte di due sospetti terroristi!

Un raid in piena notte in un nightclub del quartiere di Maameltein, uno dei distretti più "mondani" di Beirut, ha visto gli operativi dell'Intelligence Militare libanese accolti dalle pallottole dei sospetti terroristi e di alcuni loro associati, trasformando l'operazione in un vasto conflitto a fuoco tra luci stroboscopiche, musica e ragazze poco vestite in fuga da palchi e privé; una scena che sarebbe stata bene in un film di Walter Hill, maestro del 'western metropolitano'.

Secondo quanto rivelato dai media libanesi due operativi della task-force antiterrorismo sono rimasti uccisi, oltre ai due ricercati Mahdi Hossein Zoaiter e Ahmed Ali Ammar e a quattro persone che si trovavano con loro e che con loro hanno estratto armi e aperto il fuoco.

domenica 19 ottobre 2014

L'Armee Libanaise conduce 'blitz' attorno a Sidone arrestando undici sospetti e confiscando un arsenale esplosivo!

L'Armee Libanaise, da tempo in prima linea contro le ramificazioni terroriste nel Paese dei Cedri, ha condotto una serie di raid e perqusizioni nella zona di Sidone in seguito alla scoperta di cache di armi ed esplosivi vicino alla casa del Capo della Surete Generale, Maggior Generale Abbas Ibrahim.

Unità dell'Armee stazionate presso Monte Libano e Iqlim al-Kharroub hanno effettuato le operazioni di controllo soprattutto presso i punti di raccolta di profughi siriani a Bisri, vicino a Jezzine, e a Marj Bisri, arrestando nove persone.

Oltre a questi nove arresti, tutti di cittadini siriani, anche un egiziano e un undicesimo individuo le cui generalità non sono note sono stati arrestati. Tutti e undici sono stati immediatamente passati alle competenti autorità giudiziarie militari.

Tra i materiali ritrovati dall'esercito vi sarebbero: esplosivi di diverso potenziale, bombe a mano, sistemi di telecomunicazione, e munizionamenti per vari tipi di arma.

sabato 22 febbraio 2014

La sureté libanaise ha arrestato i famigerati cugini Abu Afleh poco prima dell'attentato di Beir Hasam!

Senza esclusione di colpi la lotta tra gli apparati di vigilanza e sicurezza del Paese dei Cedri e i capi delle cellule terroriste wahabite che finora hanno goduto degli appoggi e del sostegno dei Servizi Segreti sauditi e dei partiti filoamericani e filo-Riyadh in Libano.

E' emerso che proprio poche ore prima del duplice attentato a Beir Hasam contro il Centro Culturale iraniano, che soltanto grazie alla solerzia estrema del responsabile della sicurezza Mohammed Dandesh, sacrificatosi nel compiere il suo dovere, ha evitato gravi danni, le forze di sicurezza di Beirut avevano arrestato due importanti terroristi della rete "Abdullah Azzam".

Hassan abu Afleh e Mohamed abu Afleh sono caduti nelle mani degli investigatori nelle prime ore dell'alba, ma la loro cattura non ha impedito che l'attacco esplosivo di Beir Hasam si svolgesse. Comunque le loro prime ammissioni sono servite a ricostruire origine e percorso delle auto e dell'esplosivo usato.


mercoledì 19 febbraio 2014

Onore a Mohammed Dandesh, eroe del Centro Culturale iraniano, sacrificatosi per sventare l'attentato!

Quello che vedete in foto é Mohamed Dandesh, responsabile della sicurezza del Centro Culturale iraniano di Beirut (ritratto a casa di amici cristiani durante le scorse feste natalizie); notando l'atteggiamento sospetto dell'autista di una BMW X5 che si dirigeva verso il suo luogo di lavoro, non ha esitato a lanciarsi contro la vettura costringendo il codardo attentatore che si trovava al suo volante ad attivare anzitempo la carica esplosiva che trasportava.

Grazie al suo pronto intervento, il computo totale delle vittime, nonostante la zona estremamente affollata, é per ora fermo a cinque morti (più sette feriti molto gravi); purtroppo, nel novero dei caduti, si conta lo stesso Dandesh, martirizzato nell'adempimento del suo dovere.

Il Giudice Saqr Saqr, che ha visitato la zona delle due esplosioni ha rivelato che la BMW era carica di almeno cento chili di esplosivi, mentre la seconda autobomba, una Mercedes di modello recente, ne portava meno, attorno ai settantacinque chili.

martedì 15 ottobre 2013

Il giudice libanese Sakr Sakr accusa sette persone per le autobombe di Tripoli Siriaca; quattro sono ancora latitanti!

Youssef Diab, Hussein Jaafar, Anas Hamzi, Hayyan Ramadan, Ahmad Merhi, Khodr Jdoud e Salman Assaad, sono i nomi degli accusati indicati dal Procuratore antiterrorismo libanese Sakr Sakr come responsabili della duplice autobomba che a Tripoli Siriaca poche settimane fa fece una vera e propria strage con dozzine di morti e centinaia di feriti.

Diab, Jafaar e Hamzi sono già in custodia delle autorità libanesi (e il loro arresto pochi giorni fa é stato fondamentale per ricostruire il quadro generale in cui sono maturati gli attentati)  mentre gli altri quattro si troverebbero ancora in stato di latitanza.

Gli attentati estivi di Tripoli Siriaca, così come il precedente di Dahiyeh, sono stati i più sanguinosi eventi del genere in Libano da almeno vent'anni a questa parte, da quando, cioé, é terminata nel 1990 la Guerra Civile. Chi li ha organizzati vorrebbe far precipitare il paese nel vortice del settarismo in maniera da poter organizzare un suo "feudo" dal quale fornire assistenza e aiuto alle cellule terroriste mercenarie attive oltreconfine in Siria.


martedì 3 settembre 2013

Il Giudice Sakr Sakr svela i responsabili dell'attacco aereo sionista contro Naameh: "Erano provocatori wahabiti!"

Nuova importante prova del fatto che i militanti dell'estremismo sunnita finanziato dall'Arabia Saudita agiscono, in tutto il Medio Oriente, come Quinta Colonna sionista portando avanti gli interessi di Tel Aviv come gli stolti burattini che sono; il Procuratore Militare libanese Giudice Sakr Sakr, già più volte al centro della lotta del Paese dei Cedri contro questi rozzi e superficiali estremisti che vorrebbero far precipitare il paese nel caos di una nuova guerra civile ha condannato Youssef Fleiti e Mohammed al-Atrash per aver lanciato razzi artigianali contro la Palestina Occupata, dando quindi al regime ebraico la 'scusa' per condurre il suo piratesco bombardamento aereo contro il Quartier Generale del PFLP-GC a Naameh.

I due terroristi wahabiti sono stati catturati dalla Surete di Beirut nella scorsa giornata di sabato e, una volta interrogati, sono stati processati per direttissima, un loro terzo complice, attualmente latitante, é stato giudicato e condannato in absentia grazie alle ammissioni dei due arrestati. I razzi usati dal trio sarebbero stati assemblati in un laboratorio in una zona a maggioranza sunnita e quindi trasportati fino a sud di Tiro, dove sono stati lanciati contro la Palestina.

I colpevoli dell'atto sarebbero parte di una organizzazione takfira chiamata 'Brigata Abdullah Azzam'. Notare come, una volta raggiunta dai tre razzi (che non hanno colpito alcunché e danneggiato nulla) l'entità sionista illegale si sia scatenata contro un'organizzazione palestinese nota per il suo sostegno al legittimo governo siriano, anziché contro i veri responsabili dell'attentato.

martedì 17 luglio 2012

La figlia del disertore Saad Haddad indagata in Libano per spionaggio e collaborazionismo con Israele!

Il Commissario Governativo Libanese alla Corte Militare, Giudice Saqr Saqr ha sporto denuncia contro Arza Haddad, la figlia del noto traditore e collaborazionista Saad Haddad, accusandola di avere preso parte ad attività di spionaggio contro il suo paese natale a favore dell'entità sionista di occupazione della Palestina, contribuendo a indebolire la sicurezza nazionale di Beirut e mettendo in pericolo i suoi leali cittadini.
Nella sua più recente edizione il quotidiano libanese Al-Akhbar ha citato fonti giudiziarie seconde le quali il nome della figlia di Haddad sarebbe già stato iscritto nel registro degli indagati. Saad Haddad, Cristiano di rito greco-melkita, disertò dall'Esercito libanese il 18 aprile 1979, e, nonostante all'epoca non avesse che appena il grado di Maggiore, ribattezzò le truppe sotto il suo controllo (appena un battaglione) "Esercito del Libano Libero" e quindi "Esercito del Sud del Libano" (SLA), mettendole al servizio dei sionisti, controllando a loro nome una parte di territorio originariamente tra Marjayoun e Qlayaa.
Nella sua esistenza l'SLA di Haddad si rese tristemente celebre per la gestione dell'infame 'Lager' di Khiam, dove i suoi boia si esercitavano nelle tecniche di tortura apprese dai 'maestri' del Mossad...
Con l'invasione del 1982 l'SLA divenne il lacché preferito dei sionisti, che lo finanziarono e rifornirono nelle sue battaglie settarie contro le milizie palestinesi, le formazioni armate di Amal e i primi gruppi di ciò che veniva allora definito 'Amal Islamico' e che in seguito diventerà Hezbollah. Haddad, conosciuto per la sua vita intemperante e sregolata, morirà nel 1984 lasciando la sua milizia di traditori in mano ad Antoine Lahad, essa verrà poi distrutta da Hezbollah in occasione della liberazione totale del Sud del Libano nel 2000.
Arza Haddad, figlia di questo traditore, vive attualmente nella Palestina occupata dai sionisti, non essendoci posto per lei nel Libano liberato e difeso dalla Resistenza; qualora cadesse in mano delle competenti autorità militari, secondo gli articoli 278 e 285 del Codice Penale libanese, per lei si spalancherebbero le porte del carcere per un periodo non inferiore a 15 anni.
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