Più volte ho citato le parole di un mio carissimo amico siriano, erede della civiltà di Apollodoro Damasceno, di Zenobia di Palmyra, di Mavia e degli Ommayadi, che, per rimarcare la differenza antropologica tra i suoi augusti antenati e i nomadi predoni sauditi (da lui cordialmente definiti 'gli Arabacci che ci danno una cattiva fama') è solito canzonarli ricordando la loro proclività a consumare gli escrementi liquidi del cammello come bibita dissetante.
Orbene, questo costume, che ha origine appunto nel passato nomade dei beduini sauditi, é tuttora diffuso tra i sudditi di Casa Saoud tanto che esistono figure di commercianti dediti proprio alla raccolta e alla distribuzione della paglierina bevanda.
Tra di loro anche un Pachistano che esercitava tale commercio in quel di Jeddah, che recentemente ha attratto le attenzioni delle autorità.
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mercoledì 16 maggio 2018
"NAS" sauditi in azione a Jeddah! Venditore di 'piscio di cammello' vendeva invece orina umana!
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mercoledì 22 novembre 2017
Un acquazzone violento trasforma Jeddah in una piscina! E i Saoud vorrebbero fare guerra all'Iran??
Va bene, un nubifragio in Arabia Saudita non é "esattamente" un'evento comune.
Ma lo stato di manutenzione delle strade e dei sistemi fognari nella città saudita di Jeddah era talmente lamentabile e mal combinato che sono bastate alcune ore di precipitazioni per trasformare l'area urbana in una immensa piscina.
Ma lo stato di manutenzione delle strade e dei sistemi fognari nella città saudita di Jeddah era talmente lamentabile e mal combinato che sono bastate alcune ore di precipitazioni per trasformare l'area urbana in una immensa piscina.
Heavy rain triggers floods in Saudi Arabia’s #Jeddah pic.twitter.com/9pVZssyYzR
— Press TV (@PressTV) November 22, 2017
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domenica 8 ottobre 2017
Era un ventottenne saudita l'attentatore di Jeddah che ha ucciso due guardie reali! Sulla sua auto rinvenute granate e Kalashnikov!
Dettagli sospetti emergono da varie fonti riguardo all'attentato che ieri é costato la vita a due guardie di palazzo di Casa Saoud, uccise da un 'lupo solitario' che ha fatto fuoco davanti alla residenza reale Al-Salam, a Jeddah.
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sabato 7 ottobre 2017
Sospetto attacco a uno dei Palazzi Reali di Casa Saoud a Jeddah, proprio subito dopo il volo di Salman al Cremlino!
"A pensare male si commette peccato, però, spesso, ci si azzecca!".
Lo diceva uno che da giovane mentre il suo superiore stava compreso a parlare con Dio in fervida preghiera, passava il suo tempo a parlare col prete.
Uno che la sapeva lunga.
Chissà cosa avrebbe pensato leggendo che oggi, nella città saudita di Jeddah, un attaccante solitario, armato, si é diretto contro uno dei palazzi reali di Casa Saoud e ha aperto il fuoco contro gli uomini di guardia.
Due guardie sono cadute sotto i suoi colpi, prima che altre le vendicassero abbattendo l'attentatore.
Lo diceva uno che da giovane mentre il suo superiore stava compreso a parlare con Dio in fervida preghiera, passava il suo tempo a parlare col prete.
Uno che la sapeva lunga.
Chissà cosa avrebbe pensato leggendo che oggi, nella città saudita di Jeddah, un attaccante solitario, armato, si é diretto contro uno dei palazzi reali di Casa Saoud e ha aperto il fuoco contro gli uomini di guardia.
Due guardie sono cadute sotto i suoi colpi, prima che altre le vendicassero abbattendo l'attentatore.
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venerdì 28 ottobre 2016
Missile balistico yemenita "Borkan" colpisce e devasta l'aeroporto Re Abdulaziz a Nord di Jeddah!
Elementi dell'artiglieria missilistica della Guardia Repubblicana yemenita, col sostegno di combattenti Houthi dei Comitati Popolari sono riusciti a lanciare con successo dalle zone montagnose a Nord-Ovest della Provincia di Saada un vettore balistico SCUD modificato con tecnologia e manifattura locale, risultante nel già impiegato modello "Borkan-1".
Il missile ha volato senza nessun impedimento penetrando a fondo lo spazio aereo saudita fino a colpire il suo bersaglio: le strutture dell'aeroporto Re Abdulaziz che si trova 19 Km a Nord di Jeddah. L'aeroporto ospita molte strutture della Marina Reale Saudita, essendo Jeddah una città portuale.
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giovedì 18 settembre 2014
La 31ma Flottiglia Iraniana salva il mercantile cinese Xin Lian Yungang da cinque barche-pirata!!
Le forze navali della Trentunesima Flottiglia dell'IRIN sono entrate nuovamente in azione in funzione antipirati nel Golfo di Aden, quando cinque imbarcazioni ad alta velocità, cariche di predoni armati di lanciarazzi e armi automatiche si sono avvicinate, nelle prime ore di stamane, al cargo cinese Xin Lian Yungang.
Il cacciatorpediniere 'Bayandor' in particolare si é messo in luce nel corso dell'azione, puntando dritto verso le barche pirata e disperdendole con raffiche di fuoco dei suoi fucilieri di marina e calando in mare una squadra d'intervento.
Il mercantile cinese, in rotta da Singapore a Jeddah, in Arabia Saudita, ha potuto continuare il viaggio senza problemi; l'intervento della flottiglia iraniana conferma come il ruolo crescente della Repubblica Islamica nell'Oceano Indiano garantisca libertà di transito e commercio per tutti, non solo per le navi iraniane o dirette in Iran.
Già due anni e mezzo fa l'IRIN aveva messo in salvo un'altra nave cinese, al largo delle coste dell'Oman, meritandosi i ringraziamenti ufficiali di Beijing.
Il cacciatorpediniere 'Bayandor' in particolare si é messo in luce nel corso dell'azione, puntando dritto verso le barche pirata e disperdendole con raffiche di fuoco dei suoi fucilieri di marina e calando in mare una squadra d'intervento.
Il mercantile cinese, in rotta da Singapore a Jeddah, in Arabia Saudita, ha potuto continuare il viaggio senza problemi; l'intervento della flottiglia iraniana conferma come il ruolo crescente della Repubblica Islamica nell'Oceano Indiano garantisca libertà di transito e commercio per tutti, non solo per le navi iraniane o dirette in Iran.
Già due anni e mezzo fa l'IRIN aveva messo in salvo un'altra nave cinese, al largo delle coste dell'Oman, meritandosi i ringraziamenti ufficiali di Beijing.
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venerdì 6 luglio 2012
Hasan Khakrand: "L'Arabia Saudita si mostra espansionista e interventista per cercare di nascondere i mali che la minano all'interno!"
Il commentatore politico Hasan Khakrand, nel corso di una lunga intervista rilasciata all'agenzia stampa iraniana ABNA.IR ha discusso a lungo riguardo agli atteggiamenti e alle iniziative regionali e internazionali del reame d'Arabia Saudita, indicando come, per quanto esso cerchi di mostrarsi risoluto, interventista, espansionista sulla scena esterna, in realtà le sue azioni e le sue dichiarazioni non siano altro che 'bluff', mascherate e distrazioni che tendono a dissimulare e nascondere lo stato di avanzato disgregamento che serpeggia al suo interno, dovuto a una struttura eccessivamente autoritaria, vetusta e incapace di affrontare la richiesta di riforma e rinnovamento che arriva ormai da tutti i ranghi della cittadinanza, stufa di venire considerata come un gregge di sudditi senza Diritti o dignità.
"Abdullah al Saoud é in pessime condizioni fisiche, poche settimane fa si temeva che il decesso fosse imminente tanto che alcune agenzie e testate giornalistiche avevano già preparato i 'lanci' riguardanti la sua morte, si figuri, ormai la politica di passarsi il trono da un fratello all'altro tra i figli di Re Abdulaziz non può portare da nessuna parte, e la questione della successione disintegrerà Casa Saoud e forse l'intero reame: esercito e polizia stanno sul chi vive cercando di tenersi pronti a ogni evenienza ma così facendo si logorano, non si può stare in tensione a tempo indefinito". Khakrand indica nei rampolli di Casa Saoud con educazione internazionali e visioni riformiste un gruppo di possibili pretendenti al potere ma mette in guardia: anche un Saoud riformista potrebbe non essere abbastanza per placare la richiesta di rinnovamento che sale dalla società civile.
"Tradizionalmente i conservatori di Casa Saoud imputano ogni movimento di protesta nel paese alla minoranza sciita, che accusano di agire su istigazione iraniana, ma ormai ci sono proclamazioni anti-Saoud e proteste anche nell'Ovest del paese, e nelle maggiori metropoli, come Jeddah, dove non vi é alcuna presenza sciita; la verità é che la popolazione é stufa e la politica di silenziare le richieste di riforma coi proventi petroliferi non funziona più anche perché in questo periodo di crisi economica il popolo sente di avere diritto a più e a meglio e la disoccupazione é una piaga ancora più diffusa e insopportabile". L'Arabia Saudita, inoltre, é vista come un baluardo del servilismo a Usa e indirettamente anche a Israele in Iran, in Siria, in Bahrein, in Libano e adesso anche in Egitto.
"Abdullah al Saoud é in pessime condizioni fisiche, poche settimane fa si temeva che il decesso fosse imminente tanto che alcune agenzie e testate giornalistiche avevano già preparato i 'lanci' riguardanti la sua morte, si figuri, ormai la politica di passarsi il trono da un fratello all'altro tra i figli di Re Abdulaziz non può portare da nessuna parte, e la questione della successione disintegrerà Casa Saoud e forse l'intero reame: esercito e polizia stanno sul chi vive cercando di tenersi pronti a ogni evenienza ma così facendo si logorano, non si può stare in tensione a tempo indefinito". Khakrand indica nei rampolli di Casa Saoud con educazione internazionali e visioni riformiste un gruppo di possibili pretendenti al potere ma mette in guardia: anche un Saoud riformista potrebbe non essere abbastanza per placare la richiesta di rinnovamento che sale dalla società civile.
"Tradizionalmente i conservatori di Casa Saoud imputano ogni movimento di protesta nel paese alla minoranza sciita, che accusano di agire su istigazione iraniana, ma ormai ci sono proclamazioni anti-Saoud e proteste anche nell'Ovest del paese, e nelle maggiori metropoli, come Jeddah, dove non vi é alcuna presenza sciita; la verità é che la popolazione é stufa e la politica di silenziare le richieste di riforma coi proventi petroliferi non funziona più anche perché in questo periodo di crisi economica il popolo sente di avere diritto a più e a meglio e la disoccupazione é una piaga ancora più diffusa e insopportabile". L'Arabia Saudita, inoltre, é vista come un baluardo del servilismo a Usa e indirettamente anche a Israele in Iran, in Siria, in Bahrein, in Libano e adesso anche in Egitto.
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domenica 5 febbraio 2012
La Diciottesima Flottiglia della Marina Iraniana attracca nel porto saudita di Jeddah!
Il Comandante in Capo delle forze navali della Repubblica Islamica, Contrammiraglio Habibollah Sayyari ha dichiarato che i vascelli della 18esima flottiglia dell'IRIN hanno attraccato nel porto saudita di Jeddah, portando "un messaggio di fratellanza e pace" ai vicini della Penisola araba e proseguendo negli sforzi di Teheran per assicurare libertà di transito e navigazione nelle strategiche acque del Mar Rosso, del Golfo di Aden e del Golfo Persico.
Sayyari ha dichiarato che la flottiglia, che annovera come unità principali la nave-appoggio Khark (foto sotto a sx) e i cacciatorpedinieri della classe Shaheed Naqdi (a dx) é giunta a Jeddah "per ordine esplicito della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei", nel quadro della prolungata e intensificata presenza dell'IRIN nelle acque internazionali."La missione ha preso il via alcuni giorni fa per iniziare a contrastare la campagna iranofobica stimolata da alcune arroganti potenze imperialiste che vorrebbero dividere la regione del Golfo fra filo-iraniani e anti-iraniani per meglio sfruttarne le risorse naturali".
E' dal 2011 che la Marina iraniana ha iniziato a 'mostrare la bandiera' sempre più spesso fuori dalle sue acque territoriali, con crociere e pattugliamenti nel Golfo di Aden, nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Indiano orientale. Nel corso delle loro missioni anti-pirateria le flottiglie di Teheran hanno salvato dozzine di cargo e petroliere dagli assalti di battelli africani e il Segretario Generale dell'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) Efthimios Mithropoulos ha descritto lo scorso maggio la presenza iraniana nella zona del Bab el-Mandeb come "Molto efficace".
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martedì 14 giugno 2011
Il dittatore Ben Ali sarà processato in contumacia, nelle sue ville trovati milioni di dollari e chili di droga!
L'ex "uomo forte" di Tunisi, il filo-imperialista e filo-sionista Zine el Abidine Ben Ali, cacciato a inizio anno dalle massicce proteste di piazza iniziate con l'autoimmolazione di un giovane fruttivendolo abusivo che aveva avuto le merci confscate dalla sbirraglia del regime sarà processato in contumacia da un tribunale criminale e da uno militare.
Numerose le accuse levate contro l'autocrate in esilio (ospite dell'ultimo monarca assoluto del mondo, Abdallah Saoud) nel procedimento che inizierà ufficialmente la prossima settimana: abuso di potere, omicidio di oppositori e dissidenti, contrabbando di antichità romane e cartaginesi, e, addebito inusuale per i Capi di Stato (a meno che uno non si chiami Manuel Noriega), persino narcotraffico.
Nei suoi palazzi, che condivideva con l'avida e ambiziossima moglie, l'ex sciampista Leila Trabelsi infatti sono stati rinvenuti "chili e chili" di stupefacenti (semrba soprattutto cannabis e hashish), visto che, apparentemente Ben Ali non seguiva i dettami del rastafarianesimo o lo stile di vita dello 'stoner', sembra proprio che lui o quantomeno il suo clan di parenti fosse impegnato anche nel contrabbando di droga. In 'denaro spicciolo' invece le residenze dell'ex padre padrone della Tunisia hanno rivelato la presenza di "soli" ventisette milioni di dollari (circa 18 milioni e 700 mila Euro).
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giovedì 26 maggio 2011
Isahnoglu lancia la campagna anti-Hasbara dell'OIC, l'Organizzazione della Conferenza Islamica!
Ekmeleddin Ihsanoglu, Segretario Generale dell'OIC (Organizzazione della Conferenza islamica) ha manifestato la necessità che i media degli stati membri siano mobilitati per la produzione e la diffusione di prodotti e testimonianze realizzate in cooperazione con i loro colleghi palestinesi per rivelare al pubblico del mondo (troppe volte anestetizzato dalla potentissima lobby della propaganda filoisraeliana) la profondità e l'iniquità delle misure di segregazione e persecuzione sotto cui vivono i Palestinesi residenti sotto il Regime dell'Apartheid e quelli dei territori occupati di Cisgiordania o di quelli assediati di Gaza.
"L'OIC si é appellata ripetutamente ai paesi membri perché questi provvedano assistenza e sostegno all'ANP per lo sviluppo di sempre più efficaci reti di comunicazione, per compensare lo squilibrio dovuto al massiccio controllo dei media, soprattutto in Occidente, esercitato da gruppi filosionisti ed ebraici", ha dichiarato il Segretario Generale, presentando un rapporoto al Comitato supervisore a lato dell'ottava sessione della Conferenza dei Ministri dell'Informazione, tenutasi nella città saudita di Jeddah lo scorso 22 maggio.
![]() |
| OVVIAMENTE se pensate che gruppi di interesse sionisti ed ebraici esercitino una sproporzionata influenza sui media é perché siete tutti rabbiosi antisemiti! |
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domenica 8 maggio 2011
Mentre il corrotto regime saudita processa (dopo 4 anni!) gli oppositori, nuove proteste infiammano le province sciite dell'Est!
In Arabia Saudita si é tenuto a Jeddah il processo a sedici attivisti per le riforme democratiche e i diritti umani, arrestati nel 2007 e tenuti per quattro anni detenuti in attesa di giudizio, in totale violazione della stessa giurisprudenza del regno, che prevede al massimo una detenzione di sei mesi prima del processo.
Abusi e vessazioni sono la norma nell'ultimo reame assoluto del pianeta, che ovviamente non viene attaccato dai media occidentali ipocriti e venduti, prontissimi a inventarsi fittizie "rivoluzioni colorate" nei paesi invisi agli interessi imperialistici di Washington e Tel Aviv, ma del tutto tetragoni a denunciare le tirannidi dei corrotti sceicchi del petrolio, buoni alleati degli Usa.
| Re Abdullah bin Saoud col suo amicone Obama, "pimpato" da un bel catenone d'oro da vero gangsta... |
Tuttavia le persecuzioni poliziesche non bastano a tacitare la voce del dissenso che, ispirata dai successi dei movimenti popolari in Tunisia ed Egitto e dalla eroica lotta del vicino popolo del Bahrein, continua a levarsi, specialmente nelle province orientali del paese, le più ricche di petrolio e popolate a maggioranza da sciiti, una fascia di popolazione sistematicamente esclusa dai benefici dell'enorme ricchezza su cui poggia i piedi.
Centinaia di manifestanti sono scesi in strada a Qatif, nonostante l'imponente schieramento di polizia, convergendo sulla città da sette diversi centri dell'Est; motivo scatenante della protesta sono le condizioni di detenzione delle 160 persone catturate dalle forze di polizia negli ultimi due mesi, durante i quali le marce e i sit-in si sono ripetuti a intervalli regolari nonostante l'azione violenta e brutale dell'apparato repressivo di Casa Saoud.
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