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venerdì 12 dicembre 2014

L'Ex-premier tunisino Hamadi Jebali lascia il partito Ennahda e si ritira a vita privata

Hamadi Jebali, già Primo Ministro della Tunisia dopo le prime elezioni democratiche tenute a ridosso della caduta del Presidente-generale Ben Ali, ha annunciato le proprie dimissioni dal Movimento islamico Ennahda (di cui dopo aver lasciato la carica di Capo del Governo era rimasto comunque Segretario Generale) e il suo ritiro a vita privata.

Jebali ha maturato questa decisione dopo essere entrato in conflitto con gli altri dirigenti di Ennahda che hanno deciso di non presentare un candidato proprio alle elezioni presidenziali il cui primo turno si é già tenuto e il ballottaggio avrà luogo il 21 dicembre prossimo.

"Resterò comunque impegnato nella difesa delle conquiste della Rivoluzione che ci ha liberato dall'autocrazia di Ben Ali; perché oggi la Tunisia rischia un ritorno all'oppressione", ha dichiarato Jebali, riferendosi polemicamente alla presenza di personalità legate al partito di Ben Ali nella formazione 'Nidaa Tounes', il cui candidato probabilmente diventerà il prossimo Presidente del paese.

lunedì 16 settembre 2013

Il principe saudita 'Bandar Bush' sconfitto in Siria adesso vorrebbe rovesciare il Governo tunisino!

Differentemente da quanto é successo in Egitto, dove la caduta di Mubarak é stata seguita dal temporaneo predominio politico di una formazione settaria, asservita a interessi stranieri e ansiosa di accaparrarsi tutto il potere in una prospettiva di totale chiusura e scontro verso le altre forze che avevano contribuito alla ribellione contro l'autocrate in Tunisia come ha potuto rendersi conto chi abbia seguito i numerosi nostri articoli in merito, la predominanza del partito religioso Ennahda si é accompagnata con una mentalità aperta alla cooperazione con forze laiche (CPR ed Ettakatol).

Ovviamente questo non sta bene ai torvi principi sauditi finanziatori della branca più ottusa e oscurantista di Islam retrogrado che vorrebbero quindi fomentare l'instabilità e il terrore nel paese partendo dai gruppuscoli takfiri che purtroppo esistono nelle sacche più misere e marginali nella società tunisina.

E sarebbe proprio il capo dei servizi segreti 'Bandar Bush' bin Sultan, i cui piani per far intervenire militarmente gli Usa contro la Siria sono stati recentemente vanificati dall'inziativa diplomatica russa  a avere elaborato anche questo complotto che potrebbe portare morte, attentati, settarismo e miseria anche in Nordafrica, colpendo un popolo che fra mille difficoltà è riuscito a liberarsi da un tiranno e a costruire una Democrazia funzionale.

venerdì 17 maggio 2013

La polizia Tunisina cattura a Biserta due cittadini coinvolti con il Mossad israeliano!

Due cittadini tunisini che avevano accettato di diventare informatori del servizio di spionaggio sionista sono caduti in mano alle forze di polizia nei dintorni della città di Biserta. Il primo dei due 'sub-agenti' aveva ricevuto dai suoi 'handler' di Tel Aviv l'incarico di riportare informazioni sulla situazione di sicurezza nella zona montuosa di Chaambi, nel Governatorato di Kasserine. L'uomo si era recato sul posto e aveva compiuto osservazioni e ricognizioni fotografiche, i cui risultati stava inviando in Israele a mezzo internet quando é stato arrestato.

Il secondo agente dei sionisti aveva fornito aiuto e appoggio alla missione del primo ed era in contatto con Israele tramite un apparentemente innocuo 'social network' tramite il quale riceveva indicazioni e ordini sui suoi compiti di spionaggio. Il parlamentare Abderraouf Ayyadi, interrogato in merito alla questione, ha sottolineato la necessità di 'passare al pettine' gli apparati di polizia e sicurezza dello Stato per espellere tutti gli elementi compromessi col passato regime di Ben Ali, molto amichevole e cooperativo nei confronti di Israele.

Ayyadi ha altresì osservato che prima di venire contattati dagli agenti sionisti i due giovani erano disoccupati, indicando la necessità di misure drastiche per combattere l'emarginazione e la disoccupazione giovanile che possono venire sfruttate da forze ostili alla Rivoluzione come dimostrato anche da questo caso.

domenica 14 aprile 2013

Il Libano restituisce a Tunisi tramite l'ONU 28 milioni di dollar di "bottino" della moglie dell'ex-dittatore Ben Ali!

Leila Trabelsi, l'Ymelda Marcos araba, ex-sciampista divenuta (con l'inganno di una gravidanza all'epoca inesistente) seconda moglie dell' ex-Uomo Forte di Tunisi Ben Ali e diventata subito leggenda per l'incredibile avidità e la corruzione e il nepotismo da Basso Impero che fiorirono alla sua "corte" popolata perlopiù di parenti arraffoni e amiche interessate sta vivendo in esilio in Arabia Saudita (grande patronessa dei dittatori filo-occidentali in disuso) a fianco del marito, i giorni del fasto ormai lungi dietro di lei.

Uno dei molti conti bancari da lei disseminato in giro per il mondo in istituti di credito compiacenti, più precisamente nell'ex-Svizzera del Medio Oriente che é il Libano, non é più però nelle sue disponibilità; grazie alla cooperazione tra Beirut e l'Agenzia ONU per il recupero dei patrimoni illegalmente sottratti il conto é stato infatti confiscato e riconscegnato dal dirigente dell'Agenzia Ali bin Fetais al-Marri direttamente nelle mani dell'attuale presidente tunisino Morcef Marzouki.

Una piccola parte di un patrimonio ben più grande, che la rapacità del tiranno e della sua consorte ha volto a soddisfare l'avidità privata anziché investirlo per migliorare le condizioni dei cittadini e dei lavoratori tunisini, con la tacita, ipocrita complicità dell'Occidente, interessato solo a che Ben Ali prostituisse la sua nazione ai voleri dei paesi e dei gruppi economici imperialisti.

giovedì 28 marzo 2013

Il Ministro dell'Interno tunisino crea Unità di Crisi per affrontare i gruppi wahabiti nel paese e contrastare le loro attività!

Il Ministero dell'Interno tunisino Lofti Ben Jeddoh ha annunciato negli scorsi giorni "La formazione di una unità di crisi per combattere le attività di sostegno al terrorismo che possano coinvolgere cittadini o gruppi tunisini"; non é un mistero che, dopo la cacciata del dittatore Ben Ali e la creazione di un effettivo regime democratico, alcuni gruppi di frangia takfiro-wahabiti si siano formati nel paese e alcuni di essi si siano prestati all'invio di potenziali terroristi mercenari dapprima in Libia ma in seguito anche in Siria.

"Abbiamo lanciato questo nuovo strumento per controllare le attività di gruppi radicali e i movimenti al confine con la Libia e l'Algeria e nell'interno, nelle zone meno popolate e controllabili del paese" ha dichiarato il Ministro al Parlamento riunito in assemblea. "L'Alto Consiglio di Sicurezza si riunirà settimanalmente per seguire gli sviluppi delle attività in merito", aggiungendo poi che un nuovo Dipartimento di Polizia giudiziaria verrà formato per contrastare il crimine informatico, con particolare attenzione, anche qui, alle attività terroristiche di stampo salafita.

"Già il precedente Governo aveva abbozzato un progetto di legge per la crezione di una Agenzia Tecnica di Comunicazione che si occupasse degli aspetti legali e della criminalità informatica"

martedì 25 dicembre 2012

In Arabia Saudita manifestante si dà fuoco come Jan Palach, Quang Duc e Bouazizi!

Un uomo dalle generalità ancora sconosciute si é dato fuoco nella giornata di ieri in Arabia Saudita. Nonostante la ferrea cappa di censura che il corrotto regime di Riyadh ha immediatamente fatto calare sull'episodio ci sono buone probabilità che il fatto sia avvenuto nella restiva provincia orientale del paese e che il suo protagonista fosse uno sciita ingiustamente licenziato dal posto di lavoro per lo zelo con cui aveva preso parte alla proteste e alle manifestazioni contro l'autocrazia di Casa Saoud.

La sardanapalesca corte di Re Al-Saoud (probabilmente in coma irreversibile dopo il fallito intervento chirurgico alla schiena di qualche settimana fa) teme ovviamente che l'esempio di quest'uomo incendi le masse sciite invitandole a una rivolta ancora più aperta come quello di Mohamed Bouazizi fece nel due anni fa in Tunisia innescando la rivoluzione che ha cacciato il lacché dell'occidente Ben Ali, latitante proprio in Arabia Saudita!
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giovedì 12 luglio 2012

Mishaal con la delegazione di Hamas sbarca in Tunisia per presenziare al Nono Congresso di Ennahda!

Come in precedenza annunciato su queste pagine la delegazione del Movimento musulmano Hamas, guidata dal Segretario del Politburo Khaled Mishaal é arrivata oggi in Tunisia per prendere parte al Nono Congresso del Movimento del Rinascimento Musulmano "Ennahda", forza politica trionfatrice delle prime elezioni democratiche della storia del paese, un cui esponente (Hamadi Jebali) si trova attualmente alla guida del Governo ad Interim mentre l'Assemblea costituente eletta lo scorso autunno lavora a una Carta fondamentale su cui costruire la Tunisia post-Ben Ali: islamica, pluralista, democratica.

Ezzat Resheq, del Politburo di Hamas ha ringraziato, attraverso l'Agenzia stampa "Quds Press" il leader storico di Ennahda Rashid Ghannouchi per avere invitato la delegazione palestinese al Congresso, forgiando così una potente anche se silenziosa dichiarazione di solidarietà con la Causa antisionista che é il vero fulcro e il nucleo di tutti i problemi del Mondo Arabo, del Nordafrica e del Medio Oriente. Senza un 'israele' da sostenere non vi sarebbe bisogno per l'imperialismo occidentale di dovere insediare i propri pupazzi a capo di autocrazie arabe che neghino il diritto dei popoli a esprimersi democraticamente: senza israele non vi sarebbero stati Bourghiba, Ben Ali, Sadat, Mubarak, non vi sarebbe stato bisogno di annullare le elezioni algerine vinte dal FIS...

Resheq ha esteso le sue congratulazioni e la sua personale profonda stima e ammirazione per il popolo tunisino che, con la sua Rivoluzione, ha "spianato la strada per la Primavera Araba, gettando un ponte dal Mondo Arabo verso la Libertà, la Democrazia islamica, l'autodeterminazione e la dignità umana". Il portavoce di Hamas ha quindi augurato che la vicinanza e la cooperazione tra Tunisia e Palestina possano durare a lungo e portare copiosi e preziosi frutti".
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mercoledì 11 luglio 2012

Khaled Mishaal in partenza per Tunisi: ospite d'onore al Congresso del Movimento Ennahda!

Il Segretario del Politburo di Hamas Khaled Mishaal si sta preparando in queste ore a raggiungere la Tunisia per prendere parte come ospite di riguardo alla nona conferenza ufficiale del Movimento Ennahda, partito politico fondato da Rachid Ghannouchi uscito trionfatore dalle prime elezioni democratiche della Storia del paese, liberato dalla tirannia filo-imperialista e filo-sionista dell'Ex-generale Ben Ali dalla prima rivoluzione popolare della "Primavera Araba".
La conferenza di Ennahda si aprirà domani e durerà quattro giorni, fino al 15 luglio, nella capitale del paese, come comunicato dal Capo del Comitato di Preparazione, Riyadh Chaiba; sarà la prima occasione per Mishaal di visitare la Tunisia dalla caduta di Ben Ali, che per compiacere i propri burattinai occidentali e sionisti aveva dichiarato il leader di Hamas 'Persona Non Grata' a inizio anni 2000; finora l'unico esponente di Hamas che aveva visitato la nuova tunisia islamica e democratica era stato Ismail Haniyeh, Premier del legittimo Governo palestinese, a inizio 2012.
Nel novero dei lavori della Conferenza vi saranno simposi ed analisi della situazione politica, economica e strategica della Tunisia post-rivoluzionaria, cui parteciperanno oltre 200 ospiti internazionali, arabi, musulmani e anche europei; sono inoltre previste le elezioni di una nuova generazione di dirigenti che prenderanno il posto del leader storico Rachid Ghannouchi e di coloro che hanno intrapreso incarichi istituzionali e di Governo.
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venerdì 22 giugno 2012

Giornalista tunisina lancia l'allarme: "Il Mossad trama per scatenare violenze e disordini in Tunisia!"

Sihem Bensedrine, giornalista, attivista politica, portavoce del 'Consiglio Nazionale per le Libertà Civili' ha lanciato l'allarme in un recente comunicato stampa avvertendo che, a un anno e mezzo dopo la cacciata del dittatore Ben Ali e dopo l'insediamento di una Assemblea Costituente e di un Governo ad Interim democraticamente eletti (e dove il Partito del Rinascimento Musulmano -Ennahda- ha la maggioranza quasi assoluta) l'agenzia sionista di spionaggio, il Mossad, ha intensificato le proprie attività nel paese nordafricano, specialmente cercando di istigare elementi estremisti a causare incidenti e violenza per poter sostenere che la Tunisia "é precipitata nel caos" con la fine della dittatura.
L'assunto razzista dei rappresentanti del regime ebraico é sempre lo stesso del resto: "I Musulmani sono 'arretrati', I Musulmani non possono gestire la Democrazia, quindi vanno 'guidati' come bambini da dittatori e autocrati come Ben Ali, Mubara o gli Emiri del petrolio, che siano ottimamente connessi e amichevoli verso Israele e gli Usa". Per 'dimostrare' questa tesi attraverso incidenti e disordini 'cucinati' a dovere il Mossad può contare su due distinti e apparentemente incongrui gruppi di alleati: da una parte, ovviamente, i nostalgici di Ben Ali, personaggi che godevano di privilegi e prebende sotto il dittatore e dall'altra invece gli estremisti religiosi di marca wahabita, integralisti che non si riconoscono nell'Islam politico moderato di Ennahda e che guardano piuttosto all'Arabia Saudita, ottimo alleato di Israele.
In particolare la Bensedrine ha indicato la mano di agenti sionisti dietro l'attentato incendiario che dieci giorni fa ha colpito la Seconda Corte di Prima Istanza nella capitale tunisina, attentato compiuto chiaramente "su commissione" visto che tale tribunale si stava preparando a passare in rassegna casi di corruzione che vedevano coinvolti alcuni degli uomini d'affari più importanti del paese e più strettamente legati al regime di Ben Ali. Anche il Presidente del partito del Congresso per la Repubblica, Abderraouf Layyadi, si é detto "molto preoccupato" per le attività sioniste nel paese, che potrebbero mettere a rischio le conquiste della Rivoluzione e la Democrazia recentemente instaurata.
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giovedì 24 maggio 2012

Richiesta dal Tribunale militare di Tunisi la pena di morte per l'ex-tiranno Ben Ali, esule in Arabia Saudita!

La Corte militare tunisina che sta conducendo i procedimenti penali contro Zine el Abidine Ben Ali e gli altri rappresentanti del regime lacista e occidentalista che era al potere nel paese nordafricano fino al gennaio 2011 ha registrato ieri la richiesta della pena capitale espressa dal pubblico ministero nei confronti di tutti gli imputati (dall'Ex-presidente in poi) che verranno riconosciuti direttamente responsabili per le uccisioni di manifestanti che costellarono il corso della Rivoluzione che ha portato la Democrazia e all'esilio del tiranno in Arabia Saudita.
Sul contumace Ben Ali, rifugiatosi tra i corrotti sceicchi del petrolio ormai ultimi portabandiera di un'egemonia statunitense nel Mondo Arabo che ha subito durissimi colpi proprio a partire dalla Rivoluzione tunisina in avanti, pendono già condanne per secoli di carcere per un numero impressionante di reati, dala corruzione, al riciclaggio e al traffico di denaro sporco, all'appropriazione indebita di beni archeologici e proprietà dello Stato, fino al concorso in traffico internazionale di stupefacenti, ma ovviamente tutte queste condanne appariranno poca cosa quando confrontate con quella che scaturirà da questo processo.
Nella fallita repressione dei moti rivoluzionari circa 300 persone persero la vita, per la maggior parte colpite dal fuoco delle forze di sicurezza che vennero autorizzate dallo stesso Presidente a fare uso di munizioni letali. Nonostante la Tunisia ne abbia più volte richiesto l'estradizione il Governo saudita di Riyadh ha dichiarato di non volere obbedire al mandato di arresto internazionale che lo obbligherebbe a consegnare l'Ex-presidente di Tunisi perché affronti il processo.
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giovedì 10 maggio 2012

Il Ministero degli Esteri tunisino rimbecca l'ambasciatore Usa Gordon Gray, che aveva criticato la sentenza contro Nessma TV!

Il Governo tunisino ha fortemente stigmatizzato e respinto al mittente il tentativo dell'ambasciatore Usa a Tunisi, Gordon Gray III, il quale, con un comunicato stampa arrogante, inappropriato e offensivo aveva cercato di intromettersi nell'amministrazione della giustizia del paese nordafricano "condannando" la sentenza (peraltro estremamente lieve e leniente, tanto da avere suscitato il disappunto e le proteste di migliaia di cittadini di Tunisi) con cui é stato multato il proprietario di Nessma TV, Nabil Karoui, il quale aveva permesso di trasmettere un filmato di propaganda anti-islamica e anti-iraniana a poche ore dalle elezioni per la nomina dell'Assemblea Costituente lo scorso ottobre, dando il via a una rivolta dove la sua villa era stata devastata e incendiata.
Il film in questione, tratto dalle "memorie" della ex-prostituta drogata Marianne Satrapi era un esercizio di malevola e offensiva propaganda islamofoba e anti-iraniana e doveva avere l'effetto di spaventare i Tunisini riguardo la possibilità che (come poi puntualmente avvenuto) il Partito del Rinascimento Musulmano (Ennahda) conquistasse una solida maggioranza all'Assemblea Costituente.
Un comunicato ufficiale del Ministero tunisino degli Affari Esteri ha dichiarato che, per quanto ansioso di stabilire amichevoli relazioni con il Governo Usa la nazione tunisina ha ogni intenzione di mantenere la propria autonomia riguardo la giustizia, l'equità e l'appropriatezza delle sue strutture giudiziarie e dei criteri con cui esse valutano, operano ed agiscono; "Il desiderio di relazioni aperte e cordiali non deve mai venire confuso con la sudditanza psicologica o morale".
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venerdì 4 maggio 2012

Il popolo tunisino protesta contro la sentenza troppo morbida contro Nessma TV e il film di propaganda anti-islamica!

Il magnate televisivo Nabil Karoui, pochi giorni prima delle elezioni dell'Assemblea Costituente tunisina aveva acconsentito a mettere in onda tramite il suo canale Nessma TV il famigerato cartoon di propaganda anti-islamica e anti-iraniana 'Persepolis', "opera" tratta dalle memorie della prostituta drogata Marjane Satrapi che, in quanto calunniatrice e denigratrice della Repubblica Islamica é subito assurta a 'maitresse a penser' dei corrotti imperialisti occidentali, filosionisti e ammiratori dell'Apartheid.
La trasmissione aveva giustamente suscitato lo sdegno delle persone decenti, sia per il suo chiaro intento politico, sia per la volontà blasfema e offensiva della sua diffusione anche se poi alcune frange estremiste si erano lasciate andare a un attacco non giustificabile contro la casa del proprietario della TV incriminata (esso stesso condannato dal Partito del Rinascimento Musulmano risultato poi vincitore delle elezioni).

Adesso il Tribunale incaricato di punire Karoui per "Disturbo dell'Ordine Pubblico e Violazione dei Valori Morali" gli ha inflitto una multa di soli 2400 dinar (appena 1181 Euro), non certo una pena commisurata alla leggerezza dell'atto, che poteva scatenare gravi disordini con morti, la popolazione tunisina, quindi, si é di nuovo riunita per dimostrare il suo dissenso: "Qualunque condanna, in linea di principio, sarebbe stata accolta positivamente, ma una sentenza tanto lieve non fa nulla per porre un precedente e dissuadere altri dal ripetere in futuro simili offese".
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martedì 3 aprile 2012

Ghannouchi: "Non esiste la possibilità che la Tunisia liberata dalla Rivoluzione allacci alcun tipo di rapporto col regime sionista!"


Il leader storico del partito di maggioranza relativa della scena politica tunisina post-Ben Ali e leader della coalizione occupata a governare il paese mentre una Assemblea Costituente redige una nuova Carta dei diritti e dei doveri dei cittadini, Rachid Ghannouchi, che é tornato in Tunisia da poco più di un anno dopo duecentoquaranta mesi di esilio a Londra, ha reiterato in una intervista rilasciata all'agenzia stampa ufficiale TAP che "é del tutto impossibile" per il paese liberato dalla prima grande rivoluzione della 'Primavera Araba' "allacciare alcun tipo di relazioni bilaterali con il regime che occupa la Palestina".

Il fondatore dell'Ennahda (Il Partito del Rinascimento Musulmano) ha chiarito che i tunisini "non hanno alcun problema col giudaismo, o con gli Ebrei intesi come popolo e come religione" ma che non possono accettare di intrattenere relazioni con un regime fondato sugli assunti di un'ideologia (il Sionismo) che mostra chiarissimi segni discriminatori e razzisti e che in Palestina ha eretto un sistema iniquo, basato sullo sfruttamento e sulla segregazione degli abitanti originari a esclusivo beneficio di quanti sono stati trasportati da altrove a occupare terra non loro.

Ghannouchi ha aspramente criticato il dittatore in esilio Zine el Abidine Ben Ali per avere "tradito la Causa palestinese" ed essere diventato "un collaborazionista degli occupanti sionisti". L'intervista della TAP era stata ispirata da una recente marcia "di avvertimento" che aveva portato migliaia di dimostranti sotto il palazzo dell'Assemblea Nazionale per scoraggiare qualunque ipotesi, anche solo ventilata, di 'normalizzazione' dei legami con il regime ebraico. Sotto Ben Ali la Tunisia aveva aperto una rappresentanza a Tel Aviv (non proprio una vera ambasciata, ma comunque una sede con certe pertinenze diplomatiche), ma la aveva ritirata nel 2000 con l'esplosione dell'Intifada di Al-Aqsa.
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sabato 17 marzo 2012

Imponente manifestazione a Tunisi per chiedere l'applicazione della Legge Coranica nella nuova Costituzione!


Dozzine di migliaia di persone si sono radunate di fronte alla sede dell'Assemblea Costituente tunisina, eletta lo scorso 23 ottobre con la fortissima affermazione del Partito del Rinascimento musulmano (Ennahda), domandando il riconoscimento del Corano come 'Fonte primaria del Diritto' nella nuova Carta in fase di elaborazione per sostituire quella in uso al tempo delle dittature 'laiciste' di Bourghiba e di Ben Ali e per dichiarare a gran voce che, se il nuovo documento costituzionale non includerà chiari e limpidi riferimenti alla natura musulmana del Paese e al ruolo guida dell'Islam nella sua Storia e nella sua società allora la popolazione non vi riconoscerà alcuna legittimità e non si sentirà vincolata da essa.

"Vogliamo l'Islam, vogliamo la shariah" "Né laicista né secolare, la Tunisia chiede di essere islamica" e "Dal Sacro Corano, una Costituzione giusta" erano gli slogan scanditi e ritmati dalla moltitudine ed echeggiati anche dagli striscioni e dai cartelli portati dai dimostranti. Il processo di scrittura della Costituzione é in fase di sviluppo e il nuovo documento dovrebbe venire presentato nella seconda metà del 2012, secondo alcune fonti bene informate all'incirca durante l'estate.
Attualmente la Tunisia é guidata da una coalizione che vede l'Ennahda come partito di maggioranza con 90 seggi su 217 a sua disposizione, alleata con i partiti del Congresso della Repubblica (socialdemocratico) e del Forum del Lavoro e della Libertà 'Ettakatol' (Socialista e Nazionalista); queste due forze politiche benché non ispirate religiosamente riconoscono il primato dell'Islam nella Storia e nella Cultura tunisina e vogliono che i principii musulmani siano enunciati e rispettati nella vita pubblica.

I 'laicisti arrabbiati' del PDP, il fasullo partito di "opposizione di regime" tollerato da Ben Ali, duramente castigati al voto (ricevendo appena 17 seggi) si sono detti contrari a ogni riferimento alla religione nella Carta costituzionale ma non rappresentano niente a livello parlamentare o popolare.
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giovedì 8 marzo 2012

L'Arabia Saudita, nutrice premurosa di tutti i tiranni venduti a Washington e Tel Aviv, non vuole estradare Ben Ali e la moglie!


Confermando di essere la vera e propria "Mecca" (battutaccia offensiva totalmente voluta) di tutti i tiranni in disarmo del Mondo Arabo, ospizio dei vecchi per gli arnesi in disuso dell'Imperialismo occidentale l'Arabia di Casa Saoud ha reiterato ufficialmente di "non avere alcuna intenzione" di estradare verso la Tunisia l'ex dittatore Ben Ali e la sua seconda moglie, l'ex sciampista Leila Trabelsi talmente corrotta, vanitosa e spendacciona da venire soprannominata "la Ymelda Marcos d'Africa".

A casa i componenti della ex-"First Couple" tunisina non troverebbero ad attenderli un nido d'amore ma diversi magistrati ansiosi di addebitare loro il dovuto per corruzione, malversazione delle risorse del paese, contrabbando di manufatti archeologici, riciclaggio di denaro, persino narcotraffico. Messi in fuga dalla rivolta scatenatasi dopo la tragica autoimmolazione di un fruttivendolo di Sidi Bou Zid i due si sono diretti senza fallo dove sapevano che avrebbero sempre trovato ospitalità, tra le braccia dei Saoud servi fedeli dell'Imperialismo americano e sionista, di cui erano stati tanto a lungo i referenti principali in Nordafrica insieme a Mubarak.

Il Presidente tunisino democraticamente eletto dopo la loro fuga, Moncef Marzouki ha dichiarato: "Non ho mai creduto che i Sauditi ci avrebbero consegnato Ben Ali; essi sono inseriti in un meccanismo di potere nel quale l'accontabilità di fronte al popolo semplicemente non viene presa in considerazione; tuttavia continueremo a chiederne l'estradizione e a fare pressione su Riyadh in tal senso. I Tunisini che hanno patito sotto il tallone della dittatura e ancora soffrono per le sciagurate scelte di questo individuo che ha portato il Paese alla rovina ne hanno diritto".
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martedì 17 gennaio 2012

L'ex Premier tunisino rivela: "Ben Ali, furioso, voleva uccidere almeno mille manifestanti!"


L'ex Primo Ministro a interim tunisino Mohamed Ghannouchi (da non confondersi con il Racheed Ghannouchi leader storico del Partito del Rinascimento Musulmano) ha testimoniato ieri di fronte al Tribunale che sta processando l'ex dittatore Zine el Abidine Ben Ali (contumace in Arabia Saudita con moglie e parenti) e diversi suoi consiglieri e funzionari in merito alle morti della Rivoluzione di un anno fa, che si é conclusa con la sua cacciata dal paese e la transizione a un sistema democratico, suggellata dalle recenti elezioni del 23 ottobre per la nomina di una Assemblea costituente.

Attualmente il Tribunale, presieduto da militari, sta investigando le uccisioni di 22 persone avvenute nelle cittdine centro-occidentali di Thala e Kasserine, gli imputati che non sono latitanti vengono tenuti prigionieri a Le Kef, circa 170 Km a Nordovest della capitale. Nella sua deposizione Ghannouchi ha dichiarato che, furioso alle sue richieste di proibire alla polizia e ai corpi speciali del Ministero degli Interni di usare munizioni di piombo contro la folla in rivolta Ben Ali avrebbe dichiarato la sua intenzione anzi di inasprire la repressione e di: "uccidere anche mille persone se fosse necessario".

Oltre al contumace Ben Ali vi sono 23 altri imputati nel procedimento in corso.
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domenica 15 gennaio 2012

La Tunisia celebra il primo anniversario della cacciata di Ben Ali: il "La" della Primavera Araba!



"Se la Primavera Araba é una sinfonia di Libertà e Democrazia allora la rivoluzione tunisina ne é stato il primo accordo, quello da cui l'intera melodia é sgorgata fuori, sviluppandosi armoniosamente e diffondendosi ovunque", con queste parole un commentatore politico arabo ha omaggiato le commoventi immagini delle manifestazioni che ieri, dalla capitale Tunisi fino alle cittadine e ai borghi minori, hanno celebrato il primo anniversario della cacciata di Zine el Abidine ben Ali.

 "Abbiamo fatto questa rivoluzione per imporre la richiesta, la necessità di una vita più dignitosa, più giusta, anche più etica e morale, non per opportunismo, non per ambizione, non per altro", ha dichiarato Salem Zitoumi, uno dei manifestanti scesi nelle strade della capitale per celebrare il primo anniversario di quello storico evento. Vestiti quando possibile di bianco e rosso, con le bandiere nazionali in mano, migliaia e migliaia di cittadini, giovani e meno giovani si sono radunati in piazza cantando slogan e rendendo omaggio a tutti coloro che hanno dato la vita perché loro potessero scendere in piazza liberamente, a partire dal giovane fruttivendolo Mohamed Bouazizi che si diede fuoco morendo delle sue ferite a Sidi Bou Zid, dal cui gesto estremo e generoso é scaturito il più grande rivolgimento politico della storia tunisina.


Si calcola che durante le fasi più violente della repressione siano state circa 300 le persone martirizzate dagli sgherri del regime. A tutt'oggi l'ex autocrate tunisino si trova sempre in latitanza in Arabia Saudita, dove la corrotta Casa di Saoud si prende cura dei cacicchi e dei proconsoli dell'imperialismo americano, come dimostrano anche le offerte di ospitalità inviate a Gheddafi e ad Ali Abdullah Saleh.
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venerdì 6 gennaio 2012

Prosegue la visita del Premier palestinese Haniyeh in Tunisia: esclusive immagini dei suoi incontri coi vertici dello Stato!

Ismail Haniyeh durante la conferenza stampa congiunta col Primo Ministro tunisino Jebali, rappresentante del Partito del Rinascimento Musulmano - Ennahda.

Haniyeh e Jebali all'aeroporto internazionale di Tunisi.


Haniyeh con il Presidente tunisino ad interim Moncef Marzouki, rappresentante dell'Ettakatol, partito di Sinistra alleato con l'Ennahda.

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giovedì 5 gennaio 2012

Ismail Haniyeh arriva a Tunisi per una visita di due giorni, subito incontra il Premier del partito musulmano Ennahda!


Come annunciato in precedenza, il Premier palestinese Ismail Haniyeh é sbarcato stamane all'aeroporto di Tunisi, nuova tappa del suo tour diplomatico che finora lo ha portato a visitare Egitto, Sudan e Turchia. Accolto allo scalo dal collega tunisino Hamad Jebali, recentemente nominato Primo Ministro dopo la fortissima affermazione alle urne del Partito del Rinascimento musulmano (Ennahda), ha colloquiato con lui prima di recarsi a incontrare il Presidente Moncef Marzouki, rappresentante di uno dei due partiti minori della coalizione al Governo, il Congresso per la Repubblica.

Più avanti nella sua tappa tunisina Haniyeh renderà visita al Presidente dell'Assemblea Costituente, impegnata nei lavori preliminari per la stesura di una nuova Carta, Moustafa ben Jafaar dell'Ettakatol (partito di Sinistra e terza forza della maggioranza), leggendo poi un messaggio di saluto e congratulazioni per l'Assemblea stessa, dove renderà omaggio all'esempio che la Tunisia sta dando, di ordinato e pacifico passaggio dalla dittatura autoritaria e laicista di Ben Ali alla democrazia illuminata dai valori islamici.

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giovedì 1 dicembre 2011

Rachid Ghannouchi, fondatore di Ennahda, si trova adesso negli Stati Uniti in visita ufficiale!


Fonti tunisine confermerebbero la voce secondo la quale il fondatore e leader storico del Partito del Rinascimento musulmano, Rachid Ghannouchi si troverebbe in queste ore a Washington per una visita ufficiale; ulteriore testimonianza di quanto rapidamente cambi il panorama degli equilibri politici nel Nordafrica soggetto al benefico soffio della "Primavera Araba", soltanto pochi anni fa Ghannouchi era incluso in una lista di 'indesiderabili' cui era precluso l'accesso agli Usa, da cui é stato rimosso appena il suo movimento ha trionfato nelle elezioni per l'Assemblea costituente.

Secondo il commentatore politico Lutfi Hidouri: "E' certo che lo Sceicco Ghannouchi avrà incontri ai massimi livelli durante questo suo soggiorno americano". Non é chiaro tuttavia se la massima personalità che incontrerà sarà il Segretario di Stato Clinton o il Presidente Barack Hussein Obama in persona. Questa é la seconda visita americana da parte di un dirigente di Ennahda, in precedenza era toccato all'ora Neopremier Hamadi Jebali recarsi negli Usa.

L'amministrazione americana, messa di fronte al vero e proprio trionfo politico dei musulmani tunisini deve fare buon viso a cattivo gioco, dicendosi "felice" del risultato delle elezioni, anche quando era chiarissimo che la Casa Bianca aveva puntato (sbagliando disastrosamente) su una affermazione del PDP, la fasulla 'opposizione addomesticata' cui veniva concesso di esistere ufficialmente durante il regime di Ben Ali, ma che faceva comunque parte del suo sistema di potere.
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