Leila Trabelsi, l'Ymelda Marcos araba, ex-sciampista divenuta (con l'inganno di una gravidanza all'epoca inesistente) seconda moglie dell' ex-Uomo Forte di Tunisi Ben Ali e diventata subito leggenda per l'incredibile avidità e la corruzione e il nepotismo da Basso Impero che fiorirono alla sua "corte" popolata perlopiù di parenti arraffoni e amiche interessate sta vivendo in esilio in Arabia Saudita (grande patronessa dei dittatori filo-occidentali in disuso) a fianco del marito, i giorni del fasto ormai lungi dietro di lei.
Uno dei molti conti bancari da lei disseminato in giro per il mondo in istituti di credito compiacenti, più precisamente nell'ex-Svizzera del Medio Oriente che é il Libano, non é più però nelle sue disponibilità; grazie alla cooperazione tra Beirut e l'Agenzia ONU per il recupero dei patrimoni illegalmente sottratti il conto é stato infatti confiscato e riconscegnato dal dirigente dell'Agenzia Ali bin Fetais al-Marri direttamente nelle mani dell'attuale presidente tunisino Morcef Marzouki.
Una piccola parte di un patrimonio ben più grande, che la rapacità del tiranno e della sua consorte ha volto a soddisfare l'avidità privata anziché investirlo per migliorare le condizioni dei cittadini e dei lavoratori tunisini, con la tacita, ipocrita complicità dell'Occidente, interessato solo a che Ben Ali prostituisse la sua nazione ai voleri dei paesi e dei gruppi economici imperialisti.
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domenica 14 aprile 2013
Il Libano restituisce a Tunisi tramite l'ONU 28 milioni di dollar di "bottino" della moglie dell'ex-dittatore Ben Ali!
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giovedì 24 maggio 2012
Richiesta dal Tribunale militare di Tunisi la pena di morte per l'ex-tiranno Ben Ali, esule in Arabia Saudita!
La Corte militare tunisina che sta conducendo i procedimenti penali contro Zine el Abidine Ben Ali e gli altri rappresentanti del regime lacista e occidentalista che era al potere nel paese nordafricano fino al gennaio 2011 ha registrato ieri la richiesta della pena capitale espressa dal pubblico ministero nei confronti di tutti gli imputati (dall'Ex-presidente in poi) che verranno riconosciuti direttamente responsabili per le uccisioni di manifestanti che costellarono il corso della Rivoluzione che ha portato la Democrazia e all'esilio del tiranno in Arabia Saudita.
Sul contumace Ben Ali, rifugiatosi tra i corrotti sceicchi del petrolio ormai ultimi portabandiera di un'egemonia statunitense nel Mondo Arabo che ha subito durissimi colpi proprio a partire dalla Rivoluzione tunisina in avanti, pendono già condanne per secoli di carcere per un numero impressionante di reati, dala corruzione, al riciclaggio e al traffico di denaro sporco, all'appropriazione indebita di beni archeologici e proprietà dello Stato, fino al concorso in traffico internazionale di stupefacenti, ma ovviamente tutte queste condanne appariranno poca cosa quando confrontate con quella che scaturirà da questo processo.
Nella fallita repressione dei moti rivoluzionari circa 300 persone persero la vita, per la maggior parte colpite dal fuoco delle forze di sicurezza che vennero autorizzate dallo stesso Presidente a fare uso di munizioni letali. Nonostante la Tunisia ne abbia più volte richiesto l'estradizione il Governo saudita di Riyadh ha dichiarato di non volere obbedire al mandato di arresto internazionale che lo obbligherebbe a consegnare l'Ex-presidente di Tunisi perché affronti il processo.
Sul contumace Ben Ali, rifugiatosi tra i corrotti sceicchi del petrolio ormai ultimi portabandiera di un'egemonia statunitense nel Mondo Arabo che ha subito durissimi colpi proprio a partire dalla Rivoluzione tunisina in avanti, pendono già condanne per secoli di carcere per un numero impressionante di reati, dala corruzione, al riciclaggio e al traffico di denaro sporco, all'appropriazione indebita di beni archeologici e proprietà dello Stato, fino al concorso in traffico internazionale di stupefacenti, ma ovviamente tutte queste condanne appariranno poca cosa quando confrontate con quella che scaturirà da questo processo.
Nella fallita repressione dei moti rivoluzionari circa 300 persone persero la vita, per la maggior parte colpite dal fuoco delle forze di sicurezza che vennero autorizzate dallo stesso Presidente a fare uso di munizioni letali. Nonostante la Tunisia ne abbia più volte richiesto l'estradizione il Governo saudita di Riyadh ha dichiarato di non volere obbedire al mandato di arresto internazionale che lo obbligherebbe a consegnare l'Ex-presidente di Tunisi perché affronti il processo.
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giovedì 8 marzo 2012
L'Arabia Saudita, nutrice premurosa di tutti i tiranni venduti a Washington e Tel Aviv, non vuole estradare Ben Ali e la moglie!
Confermando di essere la vera e propria "Mecca" (battutaccia offensiva totalmente voluta) di tutti i tiranni in disarmo del Mondo Arabo, ospizio dei vecchi per gli arnesi in disuso dell'Imperialismo occidentale l'Arabia di Casa Saoud ha reiterato ufficialmente di "non avere alcuna intenzione" di estradare verso la Tunisia l'ex dittatore Ben Ali e la sua seconda moglie, l'ex sciampista Leila Trabelsi talmente corrotta, vanitosa e spendacciona da venire soprannominata "la Ymelda Marcos d'Africa".
A casa i componenti della ex-"First Couple" tunisina non troverebbero ad attenderli un nido d'amore ma diversi magistrati ansiosi di addebitare loro il dovuto per corruzione, malversazione delle risorse del paese, contrabbando di manufatti archeologici, riciclaggio di denaro, persino narcotraffico. Messi in fuga dalla rivolta scatenatasi dopo la tragica autoimmolazione di un fruttivendolo di Sidi Bou Zid i due si sono diretti senza fallo dove sapevano che avrebbero sempre trovato ospitalità, tra le braccia dei Saoud servi fedeli dell'Imperialismo americano e sionista, di cui erano stati tanto a lungo i referenti principali in Nordafrica insieme a Mubarak.
Il Presidente tunisino democraticamente eletto dopo la loro fuga, Moncef Marzouki ha dichiarato: "Non ho mai creduto che i Sauditi ci avrebbero consegnato Ben Ali; essi sono inseriti in un meccanismo di potere nel quale l'accontabilità di fronte al popolo semplicemente non viene presa in considerazione; tuttavia continueremo a chiederne l'estradizione e a fare pressione su Riyadh in tal senso. I Tunisini che hanno patito sotto il tallone della dittatura e ancora soffrono per le sciagurate scelte di questo individuo che ha portato il Paese alla rovina ne hanno diritto".
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venerdì 4 novembre 2011
Corte d'appello di Tunisi conferma le condanne ai parenti contumaci dell'ex dittatore Ben Ali e di sua moglie!
Un tribunale tunisino di Corte d'Appello ha confermato le sentenze passate in giudicato nei confronti dei parenti dell'ex generale ed ex dittatore di Tunisi Zine el Abidine Ben Ali e della sua consorte e complice Leila Trabelsi, la "Imelda Marcos del Nordafrica", come venne soprannominata per la sua avidità e le sue spese stravaganti e faraoniche.
Delusione da parte dell'avvocato difensore, tale Hosni Beji, che subito dopo la lettura della sentenza ha dichiarato ai microfoni della France Press di essere "scontento" dell'esito dell'appello. Il genero di Ben Ali, Sakhr al-Materi é stato condannato a 4 anni, Imed Trabelsi, nipote della First Lady e suo cugino Moez hanno avuto condanne a due e sei anni rispettivamente.
Le accuse verso di loro variavano dal traffico di valuta al contrabbando di droga, gioielli e tesori archeologici cartaginesi e romani. L'ex "first couple" di Tunisi si trova da gennaio in Arabia Saudita, dove é stata presto raggiunta dagli altri parenti contumaci.
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lunedì 3 ottobre 2011
Parte in Tunisia la campagna elettorale per le consultazioni costituenti: appuntamento alle urne il 23 ottobre!
L'Assemblea Costituente Nazionale, che dovrà redigere il nuovo documento su cui si baserà lo Stato tunisino del Dopo-Ben-Ali, sarà eletta il 23 ottobre 2011, esattamente tra venti giorni. Dallo scorso week-end fino al 21 tutta la Tunisia sarà polarizzata dalla campagna elettorale, nella quale circa 80 tra listini, partiti, coalizioni e candidati indipendenti si daranno battaglia nelle 33 province del Paese per accaparrarsi uno o più dei 217 scranni nel consesso costituente.
Molto importante risulterà anche il voto dei tunisini all'estero, per conteggiare adeguatamente il quale sono state prese misure già in vigore (gli emigrati possono già votare presso le sedi diplomatiche e consolari, le loro schede saranno secretate e poi conteggiate insieme a quelle delle elezioni in patria). Una Alta Autorità Elettorale Indipendente é stata creata per supervisionare la regolarità delle operazioni di campagna elettorale, di voto e di scrutinio; questo corpo si interfaccerà con gli osservatori internazionali per garantire la natura trasparente e democratica della consultazione.
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| Ben Ali, il dittatore cacciato a gennaio 2011 dalla sollevazione popolare. |
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martedì 21 giugno 2011
Il contumace Ben Ali condannato insieme alla consorte a trenta anni di galera per corruzione e appropriazione indebita!
Tre decadi in prigione, oltre a un'ammenda di 46 milioni di Euro, tanto ha inflitto la corte al termine del processo "in absentia" tenutosi oggi in Tunisia contro l'ex-Uomo Forte filo-occidentale e filo-sionista Zine el Abidine Ben Ali e contro la sua seconda moglie, la rampante ex-parrucchiera Leila Trabelsi, accusati di un vasto ventaglio di crimini che spaziano dalla corruzione all'appropiazione indebita di fondi statali, fino al contrabbando di reperti archeologici alla detenzione di stupefacenti.
Ancora più interessante é il fatto che la pena in questione riguarda soltanto i ventisette milioni di dollari trovati nei palazzi del tiranno dopo la sua precipitosa fuga a Jeddah; il resto delle accuse verranno analizzate in sessioni tribunalizie separate, quindi é praticamente certo che Ben Ali, ormai settantaquattrenne nonostante le damigiane di 'Grecian' che riversa imperterrito sulla sua chioma, non tornerà mai più in patria, dove verrebbe messo dietro le sbarre per il resto della vita appena mettesse un piede a terra.
Intanto, dal suo esilio saudita, Ben Ali cerca di guadagnare qualche "punto-pasticcino" cercando di convincere gli intervistatori che lo vanno a trovare di essere stato portato nel paese di Re Saoud "con l'inganno" dal suo ex-capo della sicurezza, Ali al-Soryati, che lo convinse della necessità di portare all'estero la moglie e alcuni familiari a causa di "pericolo di attentati imminenti" e poi, una volta scesa la famiglia Ben Ali dal jet, "lo fece ripartire in tutta fretta", lasciandoli isolati nella Penisola Arabica. Chissà come commentano questa storiella i 35 parenti di Ben Ali e di Mrs. Trabelsi che, invece, non sono riusciti a evitare l'arresto dopo la Rivoluzione e, al contrario del loro congiunto, devono affrontare in prima persona i processi per gli abusi e le prevaricazioni perpetrate negli scorsi decenni.
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martedì 14 giugno 2011
Il dittatore Ben Ali sarà processato in contumacia, nelle sue ville trovati milioni di dollari e chili di droga!
L'ex "uomo forte" di Tunisi, il filo-imperialista e filo-sionista Zine el Abidine Ben Ali, cacciato a inizio anno dalle massicce proteste di piazza iniziate con l'autoimmolazione di un giovane fruttivendolo abusivo che aveva avuto le merci confscate dalla sbirraglia del regime sarà processato in contumacia da un tribunale criminale e da uno militare.
Numerose le accuse levate contro l'autocrate in esilio (ospite dell'ultimo monarca assoluto del mondo, Abdallah Saoud) nel procedimento che inizierà ufficialmente la prossima settimana: abuso di potere, omicidio di oppositori e dissidenti, contrabbando di antichità romane e cartaginesi, e, addebito inusuale per i Capi di Stato (a meno che uno non si chiami Manuel Noriega), persino narcotraffico.
Nei suoi palazzi, che condivideva con l'avida e ambiziossima moglie, l'ex sciampista Leila Trabelsi infatti sono stati rinvenuti "chili e chili" di stupefacenti (semrba soprattutto cannabis e hashish), visto che, apparentemente Ben Ali non seguiva i dettami del rastafarianesimo o lo stile di vita dello 'stoner', sembra proprio che lui o quantomeno il suo clan di parenti fosse impegnato anche nel contrabbando di droga. In 'denaro spicciolo' invece le residenze dell'ex padre padrone della Tunisia hanno rivelato la presenza di "soli" ventisette milioni di dollari (circa 18 milioni e 700 mila Euro).
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lunedì 21 febbraio 2011
Trovate le differenze tra alcuni leader mediorientali!
| Ben Ali riceve gli ambasciatori stranieri nello studiolo del suo palazzo |
| Ben Ali..."modello giuditta"! |
| Abidine Ben Ali e Leila Trabelsi in una reinterpretazione dei protagonisti del serial "Hart to Hart"... |
| Mubarak e signora coi due figli Alaa (con la moglie) e Gamal... |
| Lo "Al-Hurryia", yacht di Casa Mubarak, l'ideale per crocierine rilassanti nel Mar Rosso e nel Mediterraneo Orientale... |
| Particolare del modesto giardinetto del Palazzo dove risiedeva la famiglia Mubarak fino all'11 febbraio 2011... |
| Gheddafi con l'usuale coterie di bodyguard-amazzoni... |
| Gheddafi tenta di convincere 'Jacko' che il trademark per il look 'Generalissimo da operetta' appartenga a lui... |
| Qui il Colonnello sfoggia un ninnolo di misurato buon gusto... |
| Ismail Hanyieh con la gente che frequenta più spesso: gli abitanti dei quartieri popolari e dei campi profughi di Gaza |
| La tipica 'colazione di lavoro' di Hanyieh e collaboratori... |
| Un'esclusiva! La cucina della casa di Ismail Hanyieh filmata da Al-Jazeera! |
| Una cena a casa Ahmadinejad... |
| ...ma chi mangia con tanto appetito? |
| E' Evo Morales, il Presidente boliviano che alcuni anni fa stava per essere spodestato e ucciso da mercenari israeliani al soldo delle multinazionali! La cena offerta da Ahmadinejad, a casa sua, a sue spese, é un 'ricevimento di Stato'...che non costa nulla agli iraniani! |
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