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lunedì 21 agosto 2017

A Bengasi Haftar riceve un trasporto aereo siriano, sono armi per il suo esercito??

Per la prima volta dal 2011, un aereo da trsporto siriano é atterrato all'aeroporto di Benina a Bengasi, nella parte di Libia controllata dalle forze del Generale Khalifa Haftar.

Apparentemente si è trattato di un volo commerciale tra Damasco e Bengasi, ma oltre al carico, di cui non si conosce la natura, anche funzionari siriani sono arrivati nella "capitale" di Haftar.

Si ritiene che Mosca incoraggi Assad a intensificare gli scambi con i paesi arabi schierati contro il terrorismo islamista.

lunedì 10 luglio 2017

Il Generale Haftar si reca negli Emirati Arabi Uniti a negoziare nuovi aiuti militari per riunificare la Libia!

"Il pane devi farlo con la farina che trovi", questo adagio é il mantra onnicomprensivo delle alleanze e degli accordi che dettano la storia della politica mediorientale; oltre trenta anni di familiarità con questo teatro strategico me lo hanno insegnato molto bene e per questo rido (e di gusto) quando sento o leggo i giudizi e gli assunti di coloro che si accostano a tale arena pretendendo di applicarvi le categorie e gli stereotipi ideologici proprie della politica occidentale, europea o, peggio di tutti, quelli della politica italiana.

mercoledì 10 maggio 2017

Aeroplani da attacco a turboelica sarebbero stati ceduti dagli UAE alle forze del Generale Haftar!

Lo "Iomax Archangel" é un monoplano turboelica ad ala bassa prodotto da una compagnia aeronautica del Nord Carolina.

Diversi esemplari di questo apparecchio sarebbero stati avvistati recentemente nella base aerea di Al-Khadim, nella Libia orientale, sotto il controllo delle forze comandate dal Generale Khalifa Haftar, ex-Capo di SM di Gheddafi, poi esiliato dopo un periodo di prigionia in Ciad.

domenica 16 ottobre 2016

La Tripolitania precipita nel caos con la ribellione delle milizie islamiste di Al-Ghwell contro il Governo Al-Serraj!

Le milizie islamiste fedeli a Khalifa al-Ghwell, che nel corso della lotta contro il Parlamento libico in esilio interno a Tobruk si era proclamato "Premier" di un improbabile esecutivo tripolitano hanno ribaltato il tavolo che le vedeva cooperare con il nuovo "Primo Ministro" spalleggiato da ONU, Usa, Francia e (almeno nominalmente) Italia, Fayez al-Serraj lanciando tra venerdì e sabato un tentativo di ribellione armata. I jihadisti legati all'Ikhwan (la Fratellanza Musulmana sostenuta da Turchia e Qatar) hanno occupato per alcune ore alcuni ministeri a Tripoli, il Consiglio di Stato, diverse sedi amministrativi e una televisione, stabilendo poi il loro quartier generale all’Hotel Rixos. In un videomessaggio trasmesso dagli studi dell'emittente occupata i golpisti hanno detto di agire “Per la salvezza della Libia”.

Ieri mattina gli islamisti ikhwaniti controllavano un perimetro molto più ristretto, rimanendo trincerati attorno all’Hotel Rixos e pattugliando le strade circostanti con le loro "tecniche", gli ormai celebri pickup e fuoristrada dotati di mitragliere e cannoncini antiaerei, "ersatz" di veicoli militari più poderosi, troppo complessi da operare e mantenere nelle guerre a bassa intensità, avendo dovuto lasciare la sede del Consiglio di Stato e molti degli altri centri nevralgici inizialmente occupati.

mercoledì 14 settembre 2016

Gentiloni e Pinotti portano l'Italia in guerra per conto dei loro amici della Fratellanza Musulmana!

Il Talleyrand di Tolentino e la Regina dei Campi di Battaglia dell'AGESCI, alias Gentiloni e Pinotti, coppia comica degna dei fasti di Abbot e Costello, senza nemmeno un voto del Parlamento stanno trascinando truppe italiane a difendere gli islamisti di Misurata, gli ikhwaniti di Fajr Libya, gli estremisti di Abdel Hakim Belhadj, mettendo le Forze Armate italiane in rotta di collisione con le truppe del legittimo Ministro della Difesa libico, il Generale Khalifa Haftar.

"Sostenere un 'governo' ambiguo, partorito dalle maldestre operazioni dell'ONU non può portare a nessuno sviluppo positivo nell'arena libica", scrivevo ieri nel mio articolo sul quotidiano-web "L'Opinione Pubblica", e oggi ribadisco e anzi rafforzo la mia posizione, deplorando come, da partner privilegiati del più avanzato stato del Nordafrica noi Italiani ci siamo svenduti a portatori d'acqua e ascari della Fratellanza Musulmana.

martedì 26 aprile 2016

Il Generale Haftar riceve 1000 furgoni per marciare su Sirte, ma chi glieli ha inviati??

l’Esercito Nazionale Libico del Generale Khalifa Haftar ha ricevuto nel passato week-end una enorme fornitura di mezzi, quasi 1000 veicoli motorizzati, di cui la maggior parte semplici furgoncini passibili di venir trasformati in "tecniche", ma anche diverse dozzine di veicoli già blindati di grado militare.

Le foto in questione sarebbero state prese tre giorni fa al Porto di Tobruk e mostrano che chiunque sia il 'benefattore' della Libyan National Army non abbia voluto fare le cose a metà; tale flotta di mezzi unita alle forze già a disposizione dell'Ex-Capo di SM di Gheddafi lo rende sicuramente il più potente 'warlord' libico, rilanciando ulteriormente le sue chance di giocare un ruolo da protagonista negli eventi del paese nordafricano dopo che NATO e UE hanno cercato di 'scaricarlo' puntando su un improbabile Governo di Unità Nazionale tra gli islamici di Tripoli e parte del Governo legittimo di Tobruk.

martedì 23 dicembre 2014

Haftar in viaggio in Giordania per trovare sponsor e appoggi per la lotta contro gli islamisti!!

Il quotidiano londinese in lingua araba Rai al-Youm ha riportato che la scorsa settimana il Signore della Guerra libico Generale Khalifa Haftar si sarebbe recato in visita in Giordania dove avrebbe incontrato i vertici dell'Esercito e dell'Intelligence di Re Abdullah cercando aiuto e sostegno nella sua campagna anti-milizie, che sta conducendo a fianco delle forze fedeli al Governo internazionalmente riconosciuto.

Pare che durante il suo soggiorno transgiordano Haftar abbia anche incontrato dignitari degli Emirati Arabi Uniti (già sponsor e sostenitori delle sue operazioni militari insieme all'Egitto) e forse anche l'ambasciatore Usa.

Negli ultimi giorni un cargo attraccato a Tobruk avrebbe scaricato sedici veicoli corazzati immediatamente presi in consegna dalla milizia di Haftar, che si preparerebbe a utilizzarli nella difesa della zona petrolifera di Al-Hilal, i cui terminal di Sidra, Ras Lanuf e Mersa el-Brega stanno lavorando al minimo di output a causa della minaccia delle forze di Fajr Libya che li stringono d'assedio.

martedì 16 dicembre 2014

Le truppe di Haftar conquistano Ras Ajdir e Bokmash sul confine tra Libia e Tunisia!!

Dal calderone di caos e violenza in cui si é trasformata la Libia arrivano importanti notizie che parlano di un grave rovescio militare per la coalizione di milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia e lanciano una lama di luce sulle probabili intenzioni operative delle truppe governative e delle forze del Signore della Guerra Khalifa Haftar.

Le forze fedeli a quest'ultimo infatti anziché puntare direttamente verso Tripoli per riconquistare la capitale il cui controllo é passato dallo scorso agosto alle falangi ikhwanite e neo-ottomane di Fajr Libya si sono dirette alla frontiera tunisina dove hanno strappato ai miliziani le località di Ras Ajdir e Bokmash, coi relativi varchi di confine.

E' chiaro dunque che l'intenzione dei lealisti é quella di tagliare prima ogni via di scampo e ritirata agli islamisti e quindi procedere a circondarli e distruggerli. Vedremo se da Doha e da Ankara arriveranno aiuti sufficienti a ribaltare questa situazione; anche nei giorni scorsi si erano registrati attacchi e bombardamenti lealisti sul confine, evidentemente mirati ad 'ammorbidire' e valutare le capacità di resistenza del nemico.

Intanto l'amministrazione dei terminal petroliferi dell'area di Hilal ha comunicato che fino a che la minaccia contro le strutture non verrà allontanata in maniera definitiva le stesse lavoreranno a ritmo minimo; questo vuol dire che per danneggiare gravemente l'esportazione di petrolio dei filogovernativi i miliziani islamici non devono per forza  conquistare o distruggere i terminal ma solo riuscire a minacciarli credibilmente.