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lunedì 2 luglio 2018

"Studiosi" sionisti lanciano l'allarme sul 'grave pericolo' rappresentato per il regime israhelliano dallo Yemen!

A volte mi dico che sono pazzo.

DEVO ESSERE PAZZO, perché sto qui, attaccato a un vecchio computer, lavorando come un forsennato ogni giorno dell'anno, lanciando messaggi opposti e contrari a quelli che ogni stesso giorno testate con a disposizione MILIONI E MILIONI DI EURO e dozzine se non centinaia di professionisti della propaganda lautamente e profumatamente pagati diffondono a decine di milioni di persone, raccontando loro che Putin é dittatore, Assad é dittatore, l'Iran é cattivo e islamico, tutti i musulmani sono terroristi (a meno che non servano Usa e Tel Aviv), gli Ebrei (specie se sionisti) sono sempre vittime e martiri e sono circondati da aureole e odori di santità...etc...etc...etc...

e poi, rifletto e mi dico che se esistono persone come quelle in foto, che non combattono nemici dotati di armi per miliardi e del sostegno di tutto l'apparato di propaganda che ho appena descritto, allora, PER SENTIRMI ALMENO UOMO, di fronte a queste persone che ogni giorno sfidano la morte, il MINIMO che posso fare é continuare il mio lavoro, anche se disperato.

Poi arrivano notizie come quella che ho appena trovato online.

venerdì 16 marzo 2018

Stupefacente metamorfosi di Saad Hariri! Adesso dichiara che israhell é la maggiore minaccia al Libano!

Se c'é una cosa divertente in politica internazionale deve essere quella di vedere un ex-avversario diventare, magari non proprio un tuo alleato, ma quantomeno qualcuno i cui immediati interessi convergono con i tuoi.

In questo caso dobbiamo immaginare che gli ultimi mesi del Presidente Michel Aoun, di Sayyed Hassan Nasrallah, di Nabih Berri e in generale di tutti i componenti dell'Alleanza 8 Marzo devono essere stati molto, molto divertenti.

Infatti, dopo le sue disavventure saudite, tra sequestro, imbarazzanti interviste sotto sedativi, minacce e patimenti vari, Saad Hariri, da cagnolino di Riyadh e Tel Aviv, é diventato, se non proprio un sostenitore della Resistenza, quantomeno un assertore della sovranità nazionale libanese e del suo diritto all'autodifesa.

domenica 21 giugno 2015

Al-Thaleh celebra la ritirata dei terroristi con una partita di calcio al locale centro sportivo!

Da quando la Repubblica Araba Siriana é caduta nel mirino della cospirazione internazionale che ha lanciato contro di essa la feccia del terrorismo takfiro e wahabita mondiale non vi é stata in tutta Italia una testata giornalistica più pronta, dedita, preparata e ansiosa di fornire al proprio pubblico una cronaca fedele e dettagliata degli eventi nel paese arabo, fondamentale snodo dell'Asse di Resistenza antisionista e anti-imperialista.

Abbiamo calcolato che ogni giorno degli ultimi quattro anni abbiamo mediamente dedicato almeno due articoli al giorno agli sviluppi della situazione siriana, ovviamente concentrandoci prima e soprattutto sugli aspetti militari.

Tuttavia in questi quattro anni la vita in Siria non é stata scandita solo da scontri, sparatorie, bombardamenti e battaglie, la vita in Siria é continuata attraverso il lavoro dei contadini, degli operai e dei funzionari civili e amministrativi dello Stato e del Partito Baath, é continuata con le preghiere dei fedeli delle dozzine di religioni praticate in quel paese, é continuata coi sogni e le speranze di milioni di cittadini...

venerdì 16 gennaio 2015

Il Generale Naqdi: "L'ISIS non é in grado di minacciare i confini iraniani!"

Il Comandante della milizia popolare iraniana 'Basij' (Mobilitazione degli Oppressi); il Generale Mohammed Reza Naqdi ha commentato, rivolgendosi ai microfoni di un'agenzia stampa iraniana, che il cosiddetto 'Califfato' dell'ISIS non ha i mezzi e le capacità per porre credibili minacce ai confini dell'Iran.

martedì 16 dicembre 2014

Le truppe di Haftar conquistano Ras Ajdir e Bokmash sul confine tra Libia e Tunisia!!

Dal calderone di caos e violenza in cui si é trasformata la Libia arrivano importanti notizie che parlano di un grave rovescio militare per la coalizione di milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia e lanciano una lama di luce sulle probabili intenzioni operative delle truppe governative e delle forze del Signore della Guerra Khalifa Haftar.

Le forze fedeli a quest'ultimo infatti anziché puntare direttamente verso Tripoli per riconquistare la capitale il cui controllo é passato dallo scorso agosto alle falangi ikhwanite e neo-ottomane di Fajr Libya si sono dirette alla frontiera tunisina dove hanno strappato ai miliziani le località di Ras Ajdir e Bokmash, coi relativi varchi di confine.

E' chiaro dunque che l'intenzione dei lealisti é quella di tagliare prima ogni via di scampo e ritirata agli islamisti e quindi procedere a circondarli e distruggerli. Vedremo se da Doha e da Ankara arriveranno aiuti sufficienti a ribaltare questa situazione; anche nei giorni scorsi si erano registrati attacchi e bombardamenti lealisti sul confine, evidentemente mirati ad 'ammorbidire' e valutare le capacità di resistenza del nemico.

Intanto l'amministrazione dei terminal petroliferi dell'area di Hilal ha comunicato che fino a che la minaccia contro le strutture non verrà allontanata in maniera definitiva le stesse lavoreranno a ritmo minimo; questo vuol dire che per danneggiare gravemente l'esportazione di petrolio dei filogovernativi i miliziani islamici non devono per forza  conquistare o distruggere i terminal ma solo riuscire a minacciarli credibilmente.

venerdì 21 novembre 2014

Assad a Tartous loda il popolo siriano e dice: "La sua lealtà e la sua abnegazione plasmeranno il futuro della regione!"

Il Presidente della Repubblica Araba Siriana, Bashir el-Assad, in visita alla città portuale di Tartous, é intervenuto di fronte ai leader locali del Partito Arabo Socialista Baath, soffermandosi sull'importanza del momento attuale per il futuro della Siria e dell'intera regione, articolando che l'ago della bilancia per i futuri sviluppi nazionali e mediorientali risiede quasi interamente nella lealtà e nella determinazione del popolo siriano.

Grazie a queste risorse, unite al prezioso sostegno dei paesi amici (Russia e Iran in primis) e al riconoscimento internazionale dei pericoli posti dal terrorismo estremista a livello regionale e mondiale, si potrà. ha spiegato il Presidente, raggiungere una reale, genuina e soprattutto efficace atmosfera di coperazione internazionale contro questo flagello.

Assad ha anche lodato "l'elevato senso patriottico" incarnato dai Siriani di tutte le fasce sociali e di tutte le regioni, tra cui primegga Tartous con la sua Provincia; questo senso di unità patria si manifesta nei sacrifici e nella prontezza con cui questo governatorato e i suoi abitanti abbiano generosamente accolto i molti profughi in fuga da regioni più tormentate, dividendo prontamente con questi il poco che avevano.

sabato 19 aprile 2014

Catturato in Libano il leader terrorista Bilal Kayed, probabilmente arrivato dalla valle di Qalamoun!!

Il Direttorato Generale del Comando dell'Armee Libanaise ha confermato che nelle ultime ore il leader ricercato della 'Brigata Abdullah Azzam' Bilal Kayed é stato arrestato nella cittadina di Arsal.

Con ogni probabilità Kayed si trovava nella Valle di Qalamoun, da cui però, a causa della trionfante avanzata delle forze governative siriane sostenute dagli alleati di Hezbollah, é dovuto fuggire tornando in Libano, pur sapendo di essere noto e segnalato alle autorità locali.

Questo dimostra come la distruzione del network terrorista mercenario impiantato in Siria aiuti anche il Paese dei Cedri a liberarsi della minaccia di tensione settaria e di attentati sanguinosi come quelli che lo hanno colpito negli ultimi mesi.

lunedì 10 marzo 2014

Il Ministro libanese Bassil dichiara: "Abbiamo tutto il diritto di difenderci contro Tel Aviv e di recuperare i territori occupati!"

Il neoministro degli Esteri libanese Gebran Bassil parlando alla Lega Araba riunita al Cairo ha dichiarato che Beirut, il suo Governo e il suo Popolo hanno tutto il diritto di resistere a ogni attacco, minaccia o ingerenza proveniente dal regime di occupazione della Palestina  e ha ripetuto che il pericolo del terrorismo settario di matrice takfira finanziato dall'Estero non é ancora del tutto sconfitto.

Bassil ha aggiunto che é altresì diritto del Libano e di tutti i Libanesi battersi per la liberazione delle Fattorie di Sheba, delle Colline di Kfar Shouba e del villaggio di Ghajar, che rimangono ancora oggi in mano sionista, esattamente come tutti gli altri Stati e Popoli arabi che affrontano oggi un regime di occupazione possono ricorrere a tutti i mezzi legittimi oer ottenere i risultati conformi ai Diritti storici.

Bassil ha concluso sottolineando come l'impegno principale del nuovo Governo Salam sarà quello di affermare i Diritti e le rivendicazioni del Libano nella comunità internazionale e di impedire contemporaneamente che il Paese dei Cedri ceda al settarismo violento dei terroristi stranieri.

giovedì 4 ottobre 2012

L'arroganza imbecille di Erdogan porta la Turchia vicina alla guerra civile! Scontri in piazza ad Ankara!

Come lo stupido che lancia pietre contro le case dei vicini quando quella che occupa é fatta di fragile vetro Recep Erdogan ha pensato di poter utilizzare l'incidente di confine avvenuto presso Akcakale per poter uscire dall' "impasse" in cui il totale tracollo della guerriglia armata dei terroristi wahabiti in Siria aveva fatto impantanare i suoi sogni di gloria: non aveva calcolato, lo stolto neo-ottomano, che il popolo turco non ha nessuna voglia di aggredire Damasco e, per ricordaglierlo, una immensa manifestazione é stata subito improvvisata tra le strade della capitale Ankara.

"Non vogliamo nessuna guerra!" "I Siriani sono nostri fratelli!" erano alcuni degli slogan scanditi dalle migliaia di dimostranti fuori dal Parlamento, che sono stati allontanati dalla polizia con uso di idranti e di gas lacrimogenti, come una folla di rivoltosi. L'avventurismo militare di Erdogan sta spaccando profondamente l'opinione pubblica turca dove ormai soltanto una minoranza sostiene l'operato del Premier.

 Paradossalmente il profilarsi di una minaccia militare turca non farà che ricompattare ulteriormente i ranghi siriani dove anche coloro che ideologicamente o politicamente non sono favorevoli ad Assad certo non vogliono vedere una Siria invasa e asservita ai disegni espansionisti dell'aspirante 'sultano' Erdogan.
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