A lungo abbiamo mantenuta alta la soglia d'attenzione verso le manovre distruttive del regime ebraico di Tel Aviv contro l'Africa Nera: "Anti$emi$mo!" gridavano i soliti prezzolati 'A Sei Punte'; ma tutto quel che pubblicavamo era vero e verificato sette volte: sostegno a dittatori cialtroni come Salva Kiir, piani per rubare l'acqua all'Egitto tramite dighe, traffico di armi tramite la mafia ebraica ucraina, tutto controllato, tutto provato, irrefutabile, definitivo.
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martedì 3 marzo 2015
Emerge dossier sudafricano sull'influenza corrosiva di Tel Aviv in Africa: "Guerre e massacri fomentati, sistematico furto di risorse!"
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mercoledì 4 settembre 2013
Il reuccio ascemita congeda quattro generali per aver passato informazioni sui complotti sauditi e sionisti all'Esercito di Assad!
Il Re ascemita di Giordania, come ben sappiamo, é uno smidollato da rotocalco erede di una dinastia di traditori della Causa Araba vendutisi dapprima all'Inghilterra, quindi agli Stati Uniti e che fin dai tempi di Glubb Pasha e della sua 'Legione Araba' hanno sempre fatto finta di combattere Israele quando in realtà ci si sono sempre messi d'accordo (tanto che nel 1970, quando i beduini del nano Hussein sterminavano i Palestinesi nel famigerato 'Settembre Nero' Tel Aviv aveva messo in allarme la sua aviazione nel caso che i carri armati siriani di Salah al-Jadid avessero sfondato le difese verso Amman).
Ulteriori prove della subalternità di Abdullah II ai suoi burattinai sionisti e americani arrivano oggi con la comunicazioen che il reuccio di Amman avrebbe giubilato ben quattro generali dello Stato Maggiore giordano 'colpevoli' di avere passato a Damasco informazioni sensibili sulle attività di Sauditi, Americani e Israeliani. Evidentemente schifati dal vedere il loro paese usato da costoro come base per le operazioni terroristiche contro la Siria e ben consci che se mai il Governo di Assad a Damasco dovesse cadere la Giordania sarebbe risucchiata nell'instabilità e nel caos, i generali, mossi da spirito patriottico, si erano trasformati in 'spie' per difendere gli interessi nazionali che il re Abdullah aveva svenduto con terrificante miopia.
La Giordania non troverà mai pace, stabilità e prosperità fino a che gli ascemiti non verranno cacciati e al loro posto venga instaurato un sistema di Governo democratico e rappresentativo della volontà popolare.
Ulteriori prove della subalternità di Abdullah II ai suoi burattinai sionisti e americani arrivano oggi con la comunicazioen che il reuccio di Amman avrebbe giubilato ben quattro generali dello Stato Maggiore giordano 'colpevoli' di avere passato a Damasco informazioni sensibili sulle attività di Sauditi, Americani e Israeliani. Evidentemente schifati dal vedere il loro paese usato da costoro come base per le operazioni terroristiche contro la Siria e ben consci che se mai il Governo di Assad a Damasco dovesse cadere la Giordania sarebbe risucchiata nell'instabilità e nel caos, i generali, mossi da spirito patriottico, si erano trasformati in 'spie' per difendere gli interessi nazionali che il re Abdullah aveva svenduto con terrificante miopia.
La Giordania non troverà mai pace, stabilità e prosperità fino a che gli ascemiti non verranno cacciati e al loro posto venga instaurato un sistema di Governo democratico e rappresentativo della volontà popolare.
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giovedì 27 dicembre 2012
237 militari sionisti si sono tolti la vita negli ultimi mesi: schifo e disgusto per le stragi di civili portano le SS di Tel Aviv al suicidio!
Ben 237 militari sionisti negli ultimi mesi hanno preso l'arma di ordinanza, si sono messi la canna in bocca o alla tempia e hanno tirato il grilletto: questo il resoconto spietato del 'leak' dal Ministero della Guerra di Tel Aviv pubblicato ieri sulla testata "Haaretz". La 'gola profonda' che ha rivleato la notizia purtroppo é stata individuata dalla polizia segreta sionazista ed é stata arrestata.
La stessa fonte riferiva che il numero dei suicidi (circa 40 al mese nel decennio 1990-2000) ha subito una brusca impennata nell'ultimo decennio, a causa dell'esplodere della Seconda Intifada e dell'intensificarsi delle operazioni militari contro il Ghetto di Gaza. Come i nazisti idearono le camere a gas per porre un argine all'ondata di suicidi tra le unità delle SS ('Einsatzgruppen') inizialmente incaricate di mitragliare gli Ebrei rastrellati nei territori conquistati i generali sionisti cercano di rendere sempre più "anestetizzate" le operazioni militari che comportano stragi di civili, ad esempio usando jet e droni anziché elicotteri e fanteria (reparti che per loro natura possono vedere 'meglio' l'effetto dei colpi delle loro armi sulle vittime.
Il dato spiega ed esmplifica benissimo la decadenza dell'esercito israeliano, un tempo adeguato praticante e conoscitore della guerra manovrata, degradatosi nel corso degli ultimi 30 anni in forza di polizia militarizzata abituata a incrudelire vilmente contro popolazioni civili: vecchi, donne, bambini indifesi. Tale rilassamento operativo (e conseguente crollo del morale e dello spirito di corpo) viene a cadere in un momento critico in cui per la prima volta in decenni Israele ha bisogno di rafforzare la presenza militare a un confine considerato 'tranquillo' fino a quando regnava Mubarak: quello con l'Egitto.
E' di questi giorni che una terza 'Ugdah' (='Brigata') di truppe sioniste é stata spostata dal Comando Centrale nella zona di Eilat, al confine con il Sinai egiziano.
La stessa fonte riferiva che il numero dei suicidi (circa 40 al mese nel decennio 1990-2000) ha subito una brusca impennata nell'ultimo decennio, a causa dell'esplodere della Seconda Intifada e dell'intensificarsi delle operazioni militari contro il Ghetto di Gaza. Come i nazisti idearono le camere a gas per porre un argine all'ondata di suicidi tra le unità delle SS ('Einsatzgruppen') inizialmente incaricate di mitragliare gli Ebrei rastrellati nei territori conquistati i generali sionisti cercano di rendere sempre più "anestetizzate" le operazioni militari che comportano stragi di civili, ad esempio usando jet e droni anziché elicotteri e fanteria (reparti che per loro natura possono vedere 'meglio' l'effetto dei colpi delle loro armi sulle vittime.
Il dato spiega ed esmplifica benissimo la decadenza dell'esercito israeliano, un tempo adeguato praticante e conoscitore della guerra manovrata, degradatosi nel corso degli ultimi 30 anni in forza di polizia militarizzata abituata a incrudelire vilmente contro popolazioni civili: vecchi, donne, bambini indifesi. Tale rilassamento operativo (e conseguente crollo del morale e dello spirito di corpo) viene a cadere in un momento critico in cui per la prima volta in decenni Israele ha bisogno di rafforzare la presenza militare a un confine considerato 'tranquillo' fino a quando regnava Mubarak: quello con l'Egitto.
E' di questi giorni che una terza 'Ugdah' (='Brigata') di truppe sioniste é stata spostata dal Comando Centrale nella zona di Eilat, al confine con il Sinai egiziano.
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martedì 27 novembre 2012
Nuovo "colpo da maestro" della Jihad Islamica nella guerra informatica: rivelati nomi e dati di centinaia di soldati sionazisti!
Dopo l'impressionante operazione condotta durante il vivo della recente "Guerra degli Otto Giorni" contro l'aggressione armata sionazista contro il ghetto assediato di Gaza (con la quale 5000 SMS di minaccia erano stati inviati ad altrettanti componenti dell'Esercito sionazista promettendo loro morte o cattura se si fossero azzardati ad attraversare il confine con la Striscia) il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha di nuovo impressionato alleati e avversari con un "leak" veramente corposo e inaspettato.
I "pirati informatici" al servizio dell'organizzazione di Resistenza palestinese (la formazione più fedele all'Iran, quindi beneficiaria di aiuto non soltanto bellico e materiale, ma anche tecnico e scientifico) sono riusciti infatti a entrare in possesso dei dati riservati di centinaia (forse migliaia) di militari sionazisti e, per dimostrare le loro capacità di penetrazione e 'hackeraggio' ne hanno rivelato una parte, ammontante a oltre cento nomi, indirizzi, abitudini personali e così via, causando un gravissimo imbarazzo a 'Tsahal'.
Alcuni di loro, ovviamente, avevano reso facile il compito iscrivendosi a social network o pubblicando comunque in rete parte dei loro dati, ma altri, pure esposti a loro volta, erano stati molto più discreti. Ai microfoni di un intervistatore un militare sionazista appartenente a quest'ultima categoria si dice 'sorpreso' della quantità di dati pubblicati sul suo conto e 'stupito' di come la Jihad sia riuscita a tracciarli e metterli in pubblico.
I "pirati informatici" al servizio dell'organizzazione di Resistenza palestinese (la formazione più fedele all'Iran, quindi beneficiaria di aiuto non soltanto bellico e materiale, ma anche tecnico e scientifico) sono riusciti infatti a entrare in possesso dei dati riservati di centinaia (forse migliaia) di militari sionazisti e, per dimostrare le loro capacità di penetrazione e 'hackeraggio' ne hanno rivelato una parte, ammontante a oltre cento nomi, indirizzi, abitudini personali e così via, causando un gravissimo imbarazzo a 'Tsahal'.
Alcuni di loro, ovviamente, avevano reso facile il compito iscrivendosi a social network o pubblicando comunque in rete parte dei loro dati, ma altri, pure esposti a loro volta, erano stati molto più discreti. Ai microfoni di un intervistatore un militare sionazista appartenente a quest'ultima categoria si dice 'sorpreso' della quantità di dati pubblicati sul suo conto e 'stupito' di come la Jihad sia riuscita a tracciarli e metterli in pubblico.
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