Due militari delle forze di occupazione di Tel Aviv schierate alla frontiera con il Sinai egiziano sono rimasti feriti quando da oltreconfine ignoti aggressori hanno aperto il fuoco contro la loro pattuglia impiegando armi automatiche e almeno una granata a razzo anticarro.
Il veicolo semi-protetto su cui si trovavano i militari ha riportato estesi danni.
Finora non ci sono rivendicazioni dell'attacco e lo stesso comunicato del comando sionista non dà chiarimenti sull'entità delle ferite riportate dai due.
E' molto tempo che non si registravano attacchi armati contro l'occupazione sionista dal Sinai, uno degli ultimi, sicuramente il più intenso, fu circa tre anni fa contro la località marittima di Eilat; quell'attacco, in prima battuta attribuito a militanti palestinesi, in seguito si rivelò opera di beduini del Sinai.
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mercoledì 22 ottobre 2014
Due soldati sionisti feriti in un attacco con mitra ed RPG alla frontiera con l'Egitto!
giovedì 3 aprile 2014
Hosseini: "Il ridicolo incidente di 'Iron Dome' dimostra il nostro vantaggio strategico sull'entità sionista!"
Il Portavoce del Comitato dei Majlis (Parlamento) per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera, Hossein Naqavi Hosseini a commentato con toni aspramente sarcastici l'auto-bombardamento avvenuto ieri nella Palestina sottoposta ad occupazione sionista quando una batteria di "razzi anti-razzo" Iron Dome ha lanciato due o tre proiettili contro la cittadina turistica di Umm Rashrash (eilat).
L'avvenimento, secondo quanto dichiarato da Hosseini, dimostra con eloquenza come 'Iron Dome' non sia altro che un 'bluff' atto a proiettare un'illusione di forza che in realtà il regime ebraico di occupazione non possiede, un mero sforzo compensatorio per ammorbidire la dura realtà che ad ogni scambio di colpi tra forze di occupazione e Resistenza vede queste ultime allungare sempre di più il raggio e la potenza dei loro mezzi balistici.
Il legislatore iraniano ha indicato come, nonostante tutti gli sforzi profusi in merito ancora non possa dirsi che esistano sistemi di avvistamento precoce e intercettazione in grado di contrastare con puntualità ed efficacia un bombardamento balistico consistente
L'avvenimento, secondo quanto dichiarato da Hosseini, dimostra con eloquenza come 'Iron Dome' non sia altro che un 'bluff' atto a proiettare un'illusione di forza che in realtà il regime ebraico di occupazione non possiede, un mero sforzo compensatorio per ammorbidire la dura realtà che ad ogni scambio di colpi tra forze di occupazione e Resistenza vede queste ultime allungare sempre di più il raggio e la potenza dei loro mezzi balistici.
Il legislatore iraniano ha indicato come, nonostante tutti gli sforzi profusi in merito ancora non possa dirsi che esistano sistemi di avvistamento precoce e intercettazione in grado di contrastare con puntualità ed efficacia un bombardamento balistico consistente
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mercoledì 2 aprile 2014
Ennesima figuraccia per "Iron Dome", il catorcio sionista 'impazzisce' e spara tre razzi (anti-razzo!) contro Umm Rashrash!!
Umm-Rashrash (Eilat nel parlay sionazista) é stata colpita ieri da tre proiettili a razzo: immediatamente le forze ebraiche di occupazione della Palestina hanno lanciato l'allarme, hanno parlato di "razzi Grad lanciati dal Sinai", hanno costretto un aereo in avvicinamento alla cittadina a parcheggiarsi ad alta quota interrompendo le manovre di atterraggio.
Ore dopo il presunto attacco, l'imbarazzantissima ammissione, non erano stati militanti della Resistenza palestinese a prendere di mira la città ma la stessa batteria di inaffidabili (e costosissimi) razzi 'Iron Dome' che dovrebbe "proteggere" Umm Rashrash dai proiettili della Jihad Islamica, delle Brigate Qassam e delle altre organizzazioni per la liberazione della Palestina.
La batteria di razzi-anti-razzo sarebbe andata "in corto" per problemi dovuti alla scarsa qualità della sua componentistica elettronica e avrebbe 'lasciato andare' due salve verso la città, che sono piovute sulla periferia apparentemente causando solo danni materiali.
"Iron Dome" é il fallimentare e chimerico progetto che dovrebbe 'bloccare' gli attacchi balistici palestinesi (così come gli ancora più inutili 'Arrow' e 'Magic Wand' dovrebbero intercettare i missili iraniani); in realtà dopo centinaia di milioni di dollari spesi e anni di 'messa a punto' i suoi risultati sono del tutto trascurabili: ancora durante l'ultimo scambio di fuoco tra Gaza e regime ebraico esso avrebbe (e riportiamo cifre sioniste, quindi probabilmente ritoccate per eccesso) intercettato tre razzi su novanta.
Inoltre quando fa 'cilecca' Iron Dome causa ulteriori danni visto che, sparando a raggio cortissimo, i numerosi proiettili che mancano il bersaglio cadono tutti in territorio occupato, con gravi conseguenze anche per gli occupanti illegali sionisti (e ben gli sta).
Ore dopo il presunto attacco, l'imbarazzantissima ammissione, non erano stati militanti della Resistenza palestinese a prendere di mira la città ma la stessa batteria di inaffidabili (e costosissimi) razzi 'Iron Dome' che dovrebbe "proteggere" Umm Rashrash dai proiettili della Jihad Islamica, delle Brigate Qassam e delle altre organizzazioni per la liberazione della Palestina.
La batteria di razzi-anti-razzo sarebbe andata "in corto" per problemi dovuti alla scarsa qualità della sua componentistica elettronica e avrebbe 'lasciato andare' due salve verso la città, che sono piovute sulla periferia apparentemente causando solo danni materiali.
"Iron Dome" é il fallimentare e chimerico progetto che dovrebbe 'bloccare' gli attacchi balistici palestinesi (così come gli ancora più inutili 'Arrow' e 'Magic Wand' dovrebbero intercettare i missili iraniani); in realtà dopo centinaia di milioni di dollari spesi e anni di 'messa a punto' i suoi risultati sono del tutto trascurabili: ancora durante l'ultimo scambio di fuoco tra Gaza e regime ebraico esso avrebbe (e riportiamo cifre sioniste, quindi probabilmente ritoccate per eccesso) intercettato tre razzi su novanta.
Inoltre quando fa 'cilecca' Iron Dome causa ulteriori danni visto che, sparando a raggio cortissimo, i numerosi proiettili che mancano il bersaglio cadono tutti in territorio occupato, con gravi conseguenze anche per gli occupanti illegali sionisti (e ben gli sta).
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venerdì 30 agosto 2013
L'Egitto blocca nave israeliana nel Mar Rosso e invia ufficiali in Siria per aiutare Assad contro i wahabiti: rabbia a Riyadh!
Due notizie estremamente interessanti dal Cairo: l'Autorità del Canale di Suez, su esplicito ordine del Governo legato alla giunta militare di Al-Sisi, avrebbe negato il transito verso il Mediterraneo a una nave istaeliana provieniente da Eilat via Gibuti, estendendo anche al regime ebraico di occupazione l'Alt intimato qualche giorno fa ai vascelli Usa che sarebbero andati a rafforzare o rifornire la Sesta Flotta.
Ma ancora più eclatante e potenzialmente gravida di conseguenze sarebbe un'altra decisione egiziana, quella cioé di inviare una delegazione di 'consiglieri militari' in Siria al fine di osservare la realtà sul campo della campagna antiterroristica condotta dal Governo di Damasco e dalle sue forze armate e di sicurezza e quindi di prendere accordi per la "coordinazione e l'intensificazione degli sforzi comuni egizian-siriani per la lotta al radicalismo wahabita".
Una tale decisione suona come poco meno di una dichiarazione di guerra nei confronti di Riyadh, la cui corte saudita ha appoggiato il golpe militare di Al-Sisi contro Mohammed Mursi e la Fratellanza Musulmana, arrivando perfino a promettere fino a cinque miliardi di dollari di aiuti economici a copertura di qualunque finanziamento internazionale che possa venire negato al nuovo Governo, ma é anche pesantemente impegnata a sostenere le bande takfire che incrudeliscono contro il popolo siriano nella speranza di far cadere il Governo di Assad.
Anche la decisione di bloccare le navi Usa verso il Mediterraneo aveva fatto alzare più di un sopracciglio presso la Casa di Saoud; aspettiamo gli sviluppi e le reazioni del caso, godendoci, come sempre, l'ennesimo smacco subito dai beduini wahabiti di Riyadh.
Ma ancora più eclatante e potenzialmente gravida di conseguenze sarebbe un'altra decisione egiziana, quella cioé di inviare una delegazione di 'consiglieri militari' in Siria al fine di osservare la realtà sul campo della campagna antiterroristica condotta dal Governo di Damasco e dalle sue forze armate e di sicurezza e quindi di prendere accordi per la "coordinazione e l'intensificazione degli sforzi comuni egizian-siriani per la lotta al radicalismo wahabita".
Una tale decisione suona come poco meno di una dichiarazione di guerra nei confronti di Riyadh, la cui corte saudita ha appoggiato il golpe militare di Al-Sisi contro Mohammed Mursi e la Fratellanza Musulmana, arrivando perfino a promettere fino a cinque miliardi di dollari di aiuti economici a copertura di qualunque finanziamento internazionale che possa venire negato al nuovo Governo, ma é anche pesantemente impegnata a sostenere le bande takfire che incrudeliscono contro il popolo siriano nella speranza di far cadere il Governo di Assad.
Anche la decisione di bloccare le navi Usa verso il Mediterraneo aveva fatto alzare più di un sopracciglio presso la Casa di Saoud; aspettiamo gli sviluppi e le reazioni del caso, godendoci, come sempre, l'ennesimo smacco subito dai beduini wahabiti di Riyadh.
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giovedì 27 dicembre 2012
237 militari sionisti si sono tolti la vita negli ultimi mesi: schifo e disgusto per le stragi di civili portano le SS di Tel Aviv al suicidio!
Ben 237 militari sionisti negli ultimi mesi hanno preso l'arma di ordinanza, si sono messi la canna in bocca o alla tempia e hanno tirato il grilletto: questo il resoconto spietato del 'leak' dal Ministero della Guerra di Tel Aviv pubblicato ieri sulla testata "Haaretz". La 'gola profonda' che ha rivleato la notizia purtroppo é stata individuata dalla polizia segreta sionazista ed é stata arrestata.
La stessa fonte riferiva che il numero dei suicidi (circa 40 al mese nel decennio 1990-2000) ha subito una brusca impennata nell'ultimo decennio, a causa dell'esplodere della Seconda Intifada e dell'intensificarsi delle operazioni militari contro il Ghetto di Gaza. Come i nazisti idearono le camere a gas per porre un argine all'ondata di suicidi tra le unità delle SS ('Einsatzgruppen') inizialmente incaricate di mitragliare gli Ebrei rastrellati nei territori conquistati i generali sionisti cercano di rendere sempre più "anestetizzate" le operazioni militari che comportano stragi di civili, ad esempio usando jet e droni anziché elicotteri e fanteria (reparti che per loro natura possono vedere 'meglio' l'effetto dei colpi delle loro armi sulle vittime.
Il dato spiega ed esmplifica benissimo la decadenza dell'esercito israeliano, un tempo adeguato praticante e conoscitore della guerra manovrata, degradatosi nel corso degli ultimi 30 anni in forza di polizia militarizzata abituata a incrudelire vilmente contro popolazioni civili: vecchi, donne, bambini indifesi. Tale rilassamento operativo (e conseguente crollo del morale e dello spirito di corpo) viene a cadere in un momento critico in cui per la prima volta in decenni Israele ha bisogno di rafforzare la presenza militare a un confine considerato 'tranquillo' fino a quando regnava Mubarak: quello con l'Egitto.
E' di questi giorni che una terza 'Ugdah' (='Brigata') di truppe sioniste é stata spostata dal Comando Centrale nella zona di Eilat, al confine con il Sinai egiziano.
La stessa fonte riferiva che il numero dei suicidi (circa 40 al mese nel decennio 1990-2000) ha subito una brusca impennata nell'ultimo decennio, a causa dell'esplodere della Seconda Intifada e dell'intensificarsi delle operazioni militari contro il Ghetto di Gaza. Come i nazisti idearono le camere a gas per porre un argine all'ondata di suicidi tra le unità delle SS ('Einsatzgruppen') inizialmente incaricate di mitragliare gli Ebrei rastrellati nei territori conquistati i generali sionisti cercano di rendere sempre più "anestetizzate" le operazioni militari che comportano stragi di civili, ad esempio usando jet e droni anziché elicotteri e fanteria (reparti che per loro natura possono vedere 'meglio' l'effetto dei colpi delle loro armi sulle vittime.
Il dato spiega ed esmplifica benissimo la decadenza dell'esercito israeliano, un tempo adeguato praticante e conoscitore della guerra manovrata, degradatosi nel corso degli ultimi 30 anni in forza di polizia militarizzata abituata a incrudelire vilmente contro popolazioni civili: vecchi, donne, bambini indifesi. Tale rilassamento operativo (e conseguente crollo del morale e dello spirito di corpo) viene a cadere in un momento critico in cui per la prima volta in decenni Israele ha bisogno di rafforzare la presenza militare a un confine considerato 'tranquillo' fino a quando regnava Mubarak: quello con l'Egitto.
E' di questi giorni che una terza 'Ugdah' (='Brigata') di truppe sioniste é stata spostata dal Comando Centrale nella zona di Eilat, al confine con il Sinai egiziano.
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lunedì 19 novembre 2012
Al sesto giorno di 'pogrom' contro Gaza il regime ebraico é riuscito ad assassinare 90 civili del ghetto palestinese!
E' di 90 morti ed almeno 700 feriti il bilancio delle vittime civili, inermi e indifese, massacrate finora dal violento 'pogrom' militare scatenato da Netanyahu e dal suo Governo razzista contro l'enclave palestinese assediata di Gaza.
Nelle ultime ore gli attacchi sionazisti si sono concentrati contro sedi e uffici di emittenti e agenzie stampa locali e straniere, evidentemente con l'intenzione di imporre un "black out mediatico" che permetta a Tel Aviv di tenere nascosti all'opinione pubblica mondiale i suoi crimini e i suoi massacri: sono state colpite le sedi di Al-Quds TV, Al-Aqsa TV, della libanese Al-Manar, dell'Iraniana PressTV e di RussiaToday, guarda caso tutte televisioni al di fuori del controllo della lobby sionista mondiale dei mezzi di comunicazione.
Tuttavia la potenza e la crudeltà degli attacchi aerei sionazisti non ha potuto arrestare e nemmeno rallentare il ritmo e la precisione delle rappresaglie palestinesi; durante la notte razzi partiti dalla Striscia di Gaza hanno colpito Umm-Rashrash/Eilat, località costiera meridionale sul Mar Rosso, confermando la crescente capacità della Resistenza di colpire obiettivi sionisti sempre più lontani.
Nelle ultime ore gli attacchi sionazisti si sono concentrati contro sedi e uffici di emittenti e agenzie stampa locali e straniere, evidentemente con l'intenzione di imporre un "black out mediatico" che permetta a Tel Aviv di tenere nascosti all'opinione pubblica mondiale i suoi crimini e i suoi massacri: sono state colpite le sedi di Al-Quds TV, Al-Aqsa TV, della libanese Al-Manar, dell'Iraniana PressTV e di RussiaToday, guarda caso tutte televisioni al di fuori del controllo della lobby sionista mondiale dei mezzi di comunicazione.
Tuttavia la potenza e la crudeltà degli attacchi aerei sionazisti non ha potuto arrestare e nemmeno rallentare il ritmo e la precisione delle rappresaglie palestinesi; durante la notte razzi partiti dalla Striscia di Gaza hanno colpito Umm-Rashrash/Eilat, località costiera meridionale sul Mar Rosso, confermando la crescente capacità della Resistenza di colpire obiettivi sionisti sempre più lontani.
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venerdì 5 ottobre 2012
Sionista Usa in visita all'occupazione ebraica impazzisce e spara a un cameriere, viene poi massacrato da polizia ed esercito sionazista!
"Visitate Israele" é il caramelloso e ipocrita slogan con cui il regime ebraico di occupazione della Palestina cerca di convincere sionisti americani, inglesi, olandesi e di altri paesi a spendere denari per fare il 'giro turistico' della Palestina invasa, come se in effetti esistesse "qualcosa" chiamato 'Israele', ma questa volta l'ipocrisia dolciastra si é tramutata in tragedia quando un sionista americano, perduto il senno in un alterco con un cameriere d'hotel, ha impugnato un'arma mettendosi a sparare all'impazzata.
Il folle si trovava a Umm-Rashrash (chiamata 'Eilat' dall'occupazione) all'interno del "Leonardo Club Hotel", un nome che suona strano, non potevano, gli occupanti ebrei della Palestina, trovare un "tipico nome israeliano" per il loro albergo??? Comunque, l'Americano, arrivato nella Palestina occupata con un programma turistico sponsorizzato dalla lobby ebrea internazionale, ha perso il senno litigando con un cameriere e, afferrata la pistola di una guardia giurata che stava cercando di separarli lo ha ammazzato con numerosi colpi di pistola.
Barricatosi in una stanza dell'albergo é stato circondato da unità della polizia e dell'esercito sionazista che, non riuscendo a farlo uscire, hanno fatto irruzione massacrandolo. Come si usa dire in questi casi: E NIENTE DI VALORE ANDO' PERDUTO!
Il folle si trovava a Umm-Rashrash (chiamata 'Eilat' dall'occupazione) all'interno del "Leonardo Club Hotel", un nome che suona strano, non potevano, gli occupanti ebrei della Palestina, trovare un "tipico nome israeliano" per il loro albergo??? Comunque, l'Americano, arrivato nella Palestina occupata con un programma turistico sponsorizzato dalla lobby ebrea internazionale, ha perso il senno litigando con un cameriere e, afferrata la pistola di una guardia giurata che stava cercando di separarli lo ha ammazzato con numerosi colpi di pistola.
Barricatosi in una stanza dell'albergo é stato circondato da unità della polizia e dell'esercito sionazista che, non riuscendo a farlo uscire, hanno fatto irruzione massacrandolo. Come si usa dire in questi casi: E NIENTE DI VALORE ANDO' PERDUTO!
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sabato 5 maggio 2012
La Jihad Islamica si prepara a "tagliare i tentacoli della piovra sionista" a partire da Eilat!
Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, storica formazione della Resistenza contro l'occupazione sionista e la persecuzione del Popolo di Palestina ha da sempre riconosciuto la necessità di combattere l'entità ebraica di occupazione non solo 'sul campo', con azioni armate, o sul piano politico, ma anche su quello intellettuale, diffondendo la conoscenza degli scopi, degli schemi, dei complotti dei generali e politici di Tel Aviv e della potente lobby internazionale che li sostiene e porta avanti in tutto il mondo, prima di tutto e specialmente nell'Occidente superficiale e corrotto, i loro interessi.
Nell'ambito di questa 'guerra delle idee' che può portare tanti importanti risultati come (e forse anche più) della 'guerra delle armi' e di quella politica, l'organizzazione ha da poco dato alle stampe un saggio dal titolo "Umm Rashrash: Vita e Morte per l'Occupazione", agile volume di 159 pagine nelle quali tuttavia, con mirabile sintesi, si spiega e si articola la vitale importanza che la cittadini di Umm Rashrash (Eilat nella lingua dell'invasione sionista) rivesta nei piani di Tel Aviv contro l'Africa e i paesi musulmani di quel continente.
Situata in fondo allo stesso profondo seno di mare sul quale si affaccia Aqaba nella propaganda ebraica Umm Rashrash/Eilat viene raffigurata come una specie di Riccione sionista, tutta palmeti, promenade, bagni di mare e balere e invece essa costituisce in realtà il 'trampolino' da cui Sion lancia i suoi tentacoli verso la Somalia, il Sudan, il Kenya, il Sud Sudan, l'Uganda e tutti quegli altri paesi nei quali nel corso degli ultimi anni abbiamo denunciato traffici di armi, destabilizzazione, uso di droni per spionaggio e assassinio, tutte attività volte a destabilizzare i paesi musulmani africani e a portare avanti l'agenda delle multinazionali occidentali (molte a guida sionista) e dell'imperialismo più becero e rapace.
Intuendo ciò i coraggiosi fedayeen della Resistenza lanciarono la loro operazione contro i militari sionisti proprio a Umm Rashrash la scorsa estate e, quando blateravano di 'vittime civili' i corifei dell'Hasbara nascondevano dietro le loro menzogne i piani sionisti contro l'Africa, magari senza neppure saperlo! Chi combatte contro Sion oggi lo fa per tutto il Terzo Mondo, non solo per la Palestina, anche se la Palestina ovviamente é esposta più direttamente alle minacce e alle offese di quel regime. Leggere il volume della Jihad Islamica significa armarsi di conoscenza, la stessa conoscenza che la propaganda israeliana vorrebbe tenere distante dalle masse, soprattutto quelle anestetizzate e obnubilate dell'opinione pubblica occidentale.
Nell'ambito di questa 'guerra delle idee' che può portare tanti importanti risultati come (e forse anche più) della 'guerra delle armi' e di quella politica, l'organizzazione ha da poco dato alle stampe un saggio dal titolo "Umm Rashrash: Vita e Morte per l'Occupazione", agile volume di 159 pagine nelle quali tuttavia, con mirabile sintesi, si spiega e si articola la vitale importanza che la cittadini di Umm Rashrash (Eilat nella lingua dell'invasione sionista) rivesta nei piani di Tel Aviv contro l'Africa e i paesi musulmani di quel continente.
Situata in fondo allo stesso profondo seno di mare sul quale si affaccia Aqaba nella propaganda ebraica Umm Rashrash/Eilat viene raffigurata come una specie di Riccione sionista, tutta palmeti, promenade, bagni di mare e balere e invece essa costituisce in realtà il 'trampolino' da cui Sion lancia i suoi tentacoli verso la Somalia, il Sudan, il Kenya, il Sud Sudan, l'Uganda e tutti quegli altri paesi nei quali nel corso degli ultimi anni abbiamo denunciato traffici di armi, destabilizzazione, uso di droni per spionaggio e assassinio, tutte attività volte a destabilizzare i paesi musulmani africani e a portare avanti l'agenda delle multinazionali occidentali (molte a guida sionista) e dell'imperialismo più becero e rapace.
Intuendo ciò i coraggiosi fedayeen della Resistenza lanciarono la loro operazione contro i militari sionisti proprio a Umm Rashrash la scorsa estate e, quando blateravano di 'vittime civili' i corifei dell'Hasbara nascondevano dietro le loro menzogne i piani sionisti contro l'Africa, magari senza neppure saperlo! Chi combatte contro Sion oggi lo fa per tutto il Terzo Mondo, non solo per la Palestina, anche se la Palestina ovviamente é esposta più direttamente alle minacce e alle offese di quel regime. Leggere il volume della Jihad Islamica significa armarsi di conoscenza, la stessa conoscenza che la propaganda israeliana vorrebbe tenere distante dalle masse, soprattutto quelle anestetizzate e obnubilate dell'opinione pubblica occidentale.
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venerdì 13 gennaio 2012
Sorpresa, sorpresa, sorpresa! I militanti dell'attacco agostano ad Eilat erano beduini del Sinai
Come si ricorderà il nostro lettore più attento e assiduo lo scorso 18 agosto vicino a Eilat (più correttamente da indicarsi col suo nome arabo Umm el-Rishrash) corriere trasporto truppe dell'esercito sionista di occupazione vennero presa e bersaglio da militanti che, colpendole con granate a razzo e armi automatiche riuscirono a eliminare molti dei militari sionazisti a bordo. Mentre arrivavano di continuo aggiornamenti e flash non avemmo nessun dubbio ad attribuire quella audace e fortunata operazione a forze della Resistenza palestinese tanto da intitolare il nostro primo newsitem in merito: "Forze della Resistenza palestinese attaccano bus di soldati sionisti a Eilat".
Ebbene, dobbiamo chiedere scusa ai nostri lettori per esserci lasciati andare (in verità in buona compagnia, ma questo non ci scusa) a una affermazione non sostanziata e precipitosa; da quanto emerso dopo mesi e mesi di indagine dell'intelligence sionista, infatti, pare che i responsabili dell'azione non fossero affato Palestinesi e non fossero per nulla passati da Gaza nel Sinai egiziano e quindi da questo infiltratisi verso Umm Rishrash, affatto, essi, nel Sinai, ci avevano sempre vissuto essendo ormai praticamente certa (a quanto abbiamo potuto leggere sui media sionisti) la loro identità di Beduini egiziani, nativi e autoctoni della medesima penisola.
Questo fatto, a parte configurare i bombardamenti massicci effettuati dalle forze armate sioniste su Gaza "per rappresaglia" contro l'azione armata come un vero e proprio crimine di guerra, apre scenari fino a poco fa discussi solo a mezza bocca e sottovoce da pochi esperti di strategia e geopolitica (e anche allora, a mero livello di ipotesi in prospettiva) a un ben più vasto bacino di dibattito e considerazione. Finora i Beduini del Sinai non avevano mai preso le armi contro il regime sionista di occupazione. Il regime sionista, dal canto suo, era stato abbastanza furbo da non interferire troppo coi cicli di vita nomade dei beduini. Adesso però nel quadro della campagna sionista di pulizia etnica contro tutte le minoranze che vivono nella Palestina occupata i Beduini del Negev sono stati sottoposti, mese dopo mese, anno dopo anno a angherie e persecuzioni sempre più insopportabili.
Era così inaspettato e imprevedibile il caso che i loro compatrioti di oltreconfine si indignassero e si organizzassero per colpire Israele?
La prospettiva di attacchi e azioni armate dal Sinai verso la porzione meridionale di Palestina occupata distrugge, facendone letteralmente piazza pulita, quasi trent'anni di assunti, sillogismi e implicazioni di parte israeliana riguardo la mitica "sicurezza dello stato ebraico" (che come la rossiniana Araba Fenice "Che ci sia ciascun lo dice, dove stia nessun lo sa") che considerando il 'Versante Sud' sicuro in quanto garantito dall'Accordo di Camp David permetteva alle forze armate sioniste di concentrare tutte le loro attenzioni verso Nord, verso il Libano (invaso nel 1982 e nel 2006) e verso le Alture del Golan (illegalmente occupate fin dal 1967). Ora questo non é più vero e tutta la postura dell'Esercito israeliano e delle forze di polizia militare e paramilitare israeliane deve essere rivista in profondità, ci saranno forti spese e gravi difficoltà logistiche e organizzative da affrontare, in mezzo a un'atmosfera di crisi continua che vede costantemente peggiorare la statura politico-strategica dell'entità di occupazione.
Non vogliamo spingere la nostra analisi o le nostre previsioni troppo in là, ma, vedendo cosa é accaduto nel Sud del Libano con la comunità sciita e la nascita di Amal e di Hezbollah porgiamo al lettore volenteroso uno spunto di riflessione. Il 18 agosto ad agire contro le corriere dei militari sionisti sono stati alcuni Beduini giovani e coraggiosi; cosa succederebbe domani se tali azioni non venissero compiute da commando isolati ma da gruppi e squadre addestrate e coordinate da una struttura organizzata, in grado di dare alla comunità del Sinai un livello di coscienza, di motivazione e di forza non dico uguale o simile ma 'quantomeno' paragonabile a quello delle Forze della Resistenza nazionale libanese?
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giovedì 13 ottobre 2011
Il regime ebraico cede, chiederà scusa al Cairo per l'uccisione delle guardie di confine avvenuta ad agosto!
In quello che sembra un vero e proprio 'effetto-domino' di rese e capitolazioni quello che una volta era l'arcigno e 'macho' Governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu, Avigdor Lieberman e del Ministro della Guerra Ehud Barak si sta rivelando soffice come un panetto di marzapane, visto che, dopo aver ceduto sullo scambio di oltre mille prigionieri politici palestinesi contro la liberazione dell'Ebreo francese Schalit nei prossimi giorni renderà pubbliche e ufficiali scuse al Governo egiziano per l'uccisione, nell'ambito delle selvagge e cieche rappresaglie dello scorso agosto seguite al riuscito attacco della Resistenza palestinese contro soldati sionista ad Eilat, di una pattuglia di guardie di confine nel Sinai, raggiunte dal missile Hellfire sparato da un elicottero Apache delle forze armate di Tel Aviv.
La morte delle guardie di confine aveva alzato al livello di guardia la tensione tra i due paesi, già molto alta dopo la deposizione del faraone filosionista Mubarak; portando folle di migliaia di persone ad assediare la rappresentanza diplomatica israeliana al Cairo e spingendo il Consiglio delle Forze Armate a farla cingere da un muro di cemento, poi assaltato e abbattuto dalla popolazione che penetrò nell'ambasciata devastandone gli uffici e causando la fuga del personale. L'annuncio delle scuse ufficiali é stato dato da un Barak sempre più 'fantozzianamente' costretto a rimangiarsi le dichiarazioni di poche settimane fa, quando aveva giurato e spergiurato che "mai" lo Stato ebraico avrebbe chiesto scusa all'Egitto.
Ci viene in mente che, visto che non c'é due senza tre, Benji Netanyahu potrebbe far filotto accettando anche di scusarsi e di pagare compensazioni a familiari e parenti degli attivisti turchi della 'Freedom Flotilla' massacrati in alto mare dai commando della marina israeliana; anche in quel caso la 'parola d'ordine' del regime dell'Apartheid era stata "mai e poi mai scuse", anche a costo di causare la più grave crisi diplomatica con la Turchia mai finora registrata ma, visto il nuovo 'andazzo', la prospettiva di 'fare tutto un fagotto' di queste scuse e ritrattazioni ed in qualche modo 'stemperarne' l'impatto sulla pubblica opinione potrebbe perfino farsi allettante.
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mercoledì 31 agosto 2011
Come ti sgretolo Camp David: l'Esercito egiziano schiera 1500 uomini con blindati ed elicotteri nel Sinai 'demilitarizzato'
Sempre più in un fantozziano "marasma allucinante" il Ministro sionista della Guerra Ehud Barak ha compiuto quello che potrebbe rivelarsi come il più madornale errore di una carriera politico-militare non esattamente 'eccelsa' (era Primo Ministro nel 2000 quando l'Esercito di Tel Aviv venne costretto alla precipitosa ritirata dal Libano) consentendo, con decisione resa esecutiva in questi giorni, che l'Egitto riporti centinaia di truppe (1500 in un primo scaglione), mezzi blindati ed elicotteri nella Penisola del Sinai.
Un altro chiodo si aggiunge al coperchio del feretro in cui verrà seppellita la cosiddetta "Pace di Camp David" (in realtà un'umiliante capitolazione di Anwar Sadat ai diktat americani e sionisti), si potrebbe dire, ma quello che rende la circostanza eccezionale é che l'Egitto non ha dovuto nemmeno incomodarsi a forzare la mano; lo stesso regime ebraico, nella persona del suo malaccorto 'Kriegsminister' si é premurato di servire al Cairo, sul proverbiale 'piatto d'argento', la possibilità di riaffermare "con gli stivali sul terreno" la propria sovranità sul Sinai.
Il 'razionale' per la sorprendente decisione sta nella consapevolezza da parte israeliana (nonostante tutte le dichiarazioni riguardo la paternità di Gaza) che il recente attacco ai busi di militari presso Eilat é stato compiuto da un commando di combattenti entrato in Israele tramite il Sinai e che quindi, per "pattugliare la zona" sono necessarie truppe cairote nella zona. Quello che ci chiediamo, e la domanda la porgiamo retoricamente anche a tutti i nostri lettori, è questo: "Chi o cosa assicura Barak che le truppe egiziane nel Sinai agiranno nel migliore interesse dello Stato sionista? Ci troviamo di fronte a una eccessiva fiducia nei sentimenti filosionisti della Giunta Tantawi? E cosa accadrà quando, dopo le elezioni, le truppe dovranno obbedire a un Governo di segno molto diverso??".
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martedì 30 agosto 2011
Ragazzo palestinese straziato da missile israeliano muore dopo undici giorni di agonia, aveva solo 14 anni!
Poche ore fa abbiamo pubblicato il nostro articolo sulla lieta giornata odierna dell'Eid ul-Fitr, la festività musulmana che segna la fine del Ramadan, e come essa coinvolga particolarmente bambini e ragazzi, che ricevono regali, giocano e stanno insieme in questa occasione che ha un po' della Pasqua e un po' del Carnevale. Haitam Marouf, quattordicenne abitante di Gaza non solo non ha avuto occasione di ricevere alcun regalo o di incontrare amici e parenti coetanei per stare con loro, ma non avrà mai più modo di farlo, essendo morto nella notte tra ieri e oggi a causa delle gravissime ferite riportate in uno dei bestiali bombardamenti sionisti della scorsa settimana.
Haitam, che abitava con la famiglia nel quartiere di Beit Lahiya, rimase ferito nei bombardamenti del 19 agosto; undici giorni di agonia in uno degli ospedali di Gaza portati sull'orlo del disastro umanitario dal mostruoso e ingiustificabile strangolamento economico mantenuto da Israele contro il ghetto palestinese assediato sono serviti solamente a farlo 'sopravvivere' attaccato a macchine e respiratori fino alla fine del mese di Ramadan.
Haitam si aggiunge alle quasi trenta vittime fatte dagli attacchi aerei israeliani; attacchi che hanno seguito l'operazione di Resistenza di Eilat, dove un commando di combattenti ha ingaggiato forze militari sioniste dell'Occupazione. Nonostante sia certo che il gruppo combattente sia entrato in Israele dall'Egitto il Governo sionista ha subito accusato i Palestinesi di Gaza, nel tentativo, con questa ingiustificata presa di posizione di riuscire a eliminare il Primo Ministro Ismail Haniyeh (messo invece in salvo da una tempestiva 'soffiata' dei servizi di informazione egiziani).
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venerdì 26 agosto 2011
Sono undici i Palestinesi massacrati da Israele nelle ultime ore, Gaza martirizzata dai pirati aerei sionisti!
Toffah, Zeytoun e naturalmente ancora Rafah e i suoi 'tunnel della vita', indispensabili per contrastare almeno in parte gli effetti del brutale strangolamento israeliano, questi gli ultimi bersagli dell'offensiva aerea sionista che, in barba alla tregua semi-ufficiale concessa all'inizio della settimana dalle fazioni della Resistenza palestinese, é ripresa ieri con inusitata violenza, arrivando a fare undici vittime in appena 24 ore.
Oltre agli undici morti ci sono anche 30 feriti, alcuni dei quali in condizioni letteralmente disperate, che si uniranno ben presto alla lista dei decessi a causa della gravissima emergenza sanitaria che affligge l'enclave costiera, cortesia dello shylockiano assedio portato avanti contro il ghetto palestinese. In totale, sono già 22 i cittadini palestinesi massacrati da Israele nell'ultima settimana, dopo che un'operazione di Resistenza aveva eliminato otto soldati sionisti attorno alla cittadina di Eilat.
Israele, fin dalle prime ore dopo l'attacco, ha accusato la Resistenza di Gaza, e in particolare le Brigate Salah ad-Din dei Comitati di Resistenza Popolare, nonostante che sia questa fazione, che Hamas e la Jihad islamica abbiano negato recisamente ogni coinvolgimento nell'operazione. Sembra, da ricostruzioni più circostanziate emerse in questi giorni, che i combattenti responsabili dell'azione contro i militari sionisti siano stati invece egiziani, entrati nella Palestina occupata attraverso la penisola del Sinai.
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venerdì 19 agosto 2011
Israele continua a martellare la popolazione di Gaza: sale il conto delle vittime civili!
Per tutta la giornata, in tre "ondate" successive si é scatenata la cieca 'rappresaglia' sionista, che i media allineati (in Italia soprattutto gli 'stracci' conosciuti come La Repubblica e La Stampa) cercano di gabellare come 'ritorsione' per l'attacco di ieri ai pullman di soldati israeliani nei pressi di Eilat.
Senza una rivendicazione, senza un minimo indizio su chi abbia effettivamente attaccato i militari l'aviazione di Tel Aviv si é scatenata come i mastini della guerra di Shakespeariana memoria, a dilaniare ancora una volta la vittima di sempre, il ghetto palestinese assediato.
Nell'ultima 'tornata' di attacchi é stato soprattutto il sobborgo di Zeitoun a venire preso di mira, come confermato dalla televisione iraniana in lingua inglese PressTV. Secondo i rapporti di Adham Abu salmyia undici sono le vittime palestinesi, tra cui un ragazzino di tredici anni, uno di nove e un bambino di soli cinque (ma siamo certi che i redattori 'a sei punte' della stampa italiana allineata tenteranno di trasformarli in "pericolosi terroristi"), mentre tre guardie di confine egiziane avrebbero trovato la morte presso il confine con Israele, colpite da un razzo lanciato da un elicottero da guerra Apache.
Il Cairo non ha ancora annunciato risposte ufficiali a questo gravissimo atto, che potrebbe far traballare pericolosamente il cosiddetto "accordo di pace" (in realtà una vergognosa capitolazione a Israele), firmato da Sadat, che si reggeva sull'inviolabilità della Penisola del Sinai da azioni o attacchi militari.
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Israele bombarda i civili di Gaza, uccidendo sei persone!
Come "promesso" dal Ministro della Guerra Ehud Barak l'aviazione sionista, senza nemmeno aspettare di capire quale fazione della Resistenza abbia effettuato gli attacchi di ieri contro i pullman di soldati israeliani diretti verso Eilat, si é scatenata in una serie di indiscriminati bombardamenti contro obiettivi civili nella Striscia costiera assediata.
E' possibile apprezzare l'abisso morale che esiste tra le forze della Resistenza palestinese, che hanno diretto i loro attacchi contro legittimi obiettivi militari (soldati israeliani impegnati nell'occupazione della Palestina e nella persecuzione del suo popolo) e i politici e generali sionisti, per i quali ogni scusa, ogni pretesto é buono per incrudelire ciecamente contro le vittime inermi del ghetto palestinese assediato.
Hamas, forza animatrice del legittimo governo palestinese in carica a Gaza, ha negato di essere a qualunque livello coinvolto nell'operazione di Resistenza che ha avuto luogo ieri, mentre il Segretario generale ONU Ban Ki-Moon ha ammonito Israele ad "agire con circospezione", come se una cosa del genere fosse anche solo lontanamente possibile.
E' possibile apprezzare l'abisso morale che esiste tra le forze della Resistenza palestinese, che hanno diretto i loro attacchi contro legittimi obiettivi militari (soldati israeliani impegnati nell'occupazione della Palestina e nella persecuzione del suo popolo) e i politici e generali sionisti, per i quali ogni scusa, ogni pretesto é buono per incrudelire ciecamente contro le vittime inermi del ghetto palestinese assediato.
Hamas, forza animatrice del legittimo governo palestinese in carica a Gaza, ha negato di essere a qualunque livello coinvolto nell'operazione di Resistenza che ha avuto luogo ieri, mentre il Segretario generale ONU Ban Ki-Moon ha ammonito Israele ad "agire con circospezione", come se una cosa del genere fosse anche solo lontanamente possibile.
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giovedì 18 agosto 2011
Forze della Resistenza palestinese attaccano bus di soldati sionisti a Eilat!

Sono almeno sei i militari sionisti uccisi da commando della Resistenza palestinese che poche ore fa hanno attaccato due autobus di soldati che transitavano nei dintorni di Eilat sul Mar Rosso, nel Sud della Palestina occupata. Secondo quanto riportato da testimoni oculari un veicolo si é affiancato al primo autobus, a trenta chilometri dalla cittadina: da esso si é sporto un tiratore che, con un'arma automatica, ha aperto il fuoco sul trasporto militare.
Il secondo autobus, invece, é stato fatto segno di una granata-razzo, sparata dal lato della strada contro di esso. In questo momento tutta Eilat è in stato d'emergenza e gli accessi all'abitato sono stati tutti chiusi da dei posti di blocco.
Sembra inoltre che un veicolo sia stato inseguito da soldati sionisti, che hanno ingaggiato una sparatoria con i suoi occupanti.
Non é chiaro quale fazione della Resistenza palestinese abbia organizzato gli attacchi, ma il Ministro della Guerra sionista Ehud Barak ha già minacciato nuovi bombardamenti contro la Striscia di Gaza, senza nemmeno attendere una rivendicazione. Il Movimento musulmano Hamas, nel frattempo, ha dichiarato di essere estraneo alle azioni armate.
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