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giovedì 25 maggio 2017

Donna Bahreini grida agli sgherri di Re Saoud: "Andatevene in Yemen e vedrete che cosa vi faranno gli Houthi!"

Chi ci legge da tempo sa benissimo come in Bahrein una corrotta dinastia sunnita messa al potere secoli fa dagli Inglesi tiranneggi e opprima un popolo fiero e coraggioso a stragrande maggioranza sciita, che nonostante i continui soprusi e abusi degli Al-Khalifa non cessa di organizzarsi e lottare per vedere riconosciuti i suoi Diritti più elementari.

Ovviamente a sostenere gli Al-Khalifa e i loro tirapiedi, ci sono in prima fila i Sauditi, che temono che una rivoluzione vittoriosa dalle parti di Manama possa ispirare gli Sciiti dell'Est del loro regno a insorgere contro il dispotico dominio di Riyadh.

giovedì 8 gennaio 2015

Lo Sceicco Salman al popolo Bahreini: "Sono orgoglioso di voi, continuate la mobilitazione!"

Il Segretario generale del partito Wefaq, formazione di opposizione Bahreini alla tirannide filoamericana e filosaudita di Casa Al-Khalifa, nel corso di una breve telefonata effettuata dal suo luogo di incarcerazione, ha lodato il popolo dell'Isola delle Perle per le massicce proteste avvenute fin dal giorno successivo al suo rapimento da parte delle autorità reali.

martedì 30 dicembre 2014

Guarda un po'! Per la corte degli Al-Khalifa il "regime change" é un crimine!!

Quando va in senso contrario agli interessi anglosionisti il "regime change" é un crimine da perseguire con arresti preventivi! E' quanto abbiamo scoperto leggendo che in Bahrein, tormentata 'Isola delle Perle' menzionata anche da Marco Polo, il capo del partito di opposizione Al-Wefaq, Sceicco Salman, che da anni si batte per la Democrazia contro la bestiale repressione portata avanti dai sunniti Al-Khalifa (messi sul trono dagli Inglesi nel XIX sec.) é stato arrestato.

Convocato al Ministero degli Interni vi si era recato in buona fede, pensando di dover discutere di qualche questione legata al suo ruolo pubblico; i suoi legali hanno riferito, increduli, che le accuse mossegli riguardano "aver incitato odio contro il regime" e "aver cercato di istigare cambiamenti politici"; improvvisamente se non accontenta la Casa Bianca e il sinedrio sionista internazionale il 'regime change' non é più quell'attività meritoria di cui gorgheggiano i pennivendoli a libro paga Soros/CIA!

Il partito Wefaq ha descritto l'arresto dello Sceicco Ali Salman come "Un pericoloso arbitrio che complica seriamente la scena politica del Bahrein e che avrà pesanti ripercussioni anche sulla sicurezza e l'ordine pubblico".

mercoledì 11 dicembre 2013

L'Oman si ribella e dice "NO!" a qualunque progetto di annessione del GCC da parte del regno saudita!

"Palaestina Felix" aveva lanciato l'allarme oltre un anno e mezzo fa riguardo agli insani propositi dei gerontocrati di Riyadh che, per tentare di stabilizzare lo status quo regionale una volta a loro favorevole e ora fortemente in fase di erosione rispetto all'emersione di nuovi 'player' locali e internazionali (sviluppo solamente conseguente al globale riposizionamento delle sfere di influenza con il passaggio dall'unipolarismo americano dell'ultimo ventennio a un panorama policentrico), avevano avuto la 'bella pensata' di annettersi tout court gli altri regnucoli ed emirati sunniti del GCC sotto le viste di una epidermica e cosmetica "integrazione".

All'epoca una forte voce di dissenso si levò dalla corte dell'Emiro Al-Thani del Qatar, in quel momento impegnato a sostenere in ogni dove la Fratellanza Musulmana come suo personale 'piede di porco' per crearsi una sfera d'influenza personale in funzione anti-saudita; visto che da allora il vecchio rubicondo Emiro ha abdicato in favore del suo più remissivo figliolo, apparentemente disinteressato a rincorrere disegni egemonici, sarebbe sembrato che adesso il progetto saudita potesse avanzare indisturbato: ma così non é stato.

Infatti, durante l'ultima riunione del 'GCC Dialogue Forum' é stato il Ministro degli Esteri Omani Youssef bin Alawi ad annunciare la sua intenzione di opporsi con ogni mezzo a una simile annessione, fino a uscire dall'organismo se tale progetto venisse ulteriormente spinto avanti da Riyadh.

Con il suo "melange" etnico (arabi, zanzibariti, baluci...) e religioso (sciiti, sunniti, ibadhi...) l'Oman ha una società troppo variegata ed equilibrata per non temere che a seguito di una sciagurata 'unione' come quella prospettata dai Sauditi tutti i partner minori del GCC si troverebbero a essere poco più che province di Riyadh.


martedì 20 agosto 2013

Il popolo Barheini avverte il tiranno Al-Khalifa: "Il tuo regime abusivo e illegale ha i giorni contati!"

Le localictà di Dair, Tubli, Kawarah e Ma'ameer si sono animate nella giornata di ieri con migliaia e migliaia di manifestanti determinati a far capire al corrotto tiranno Al-Khalifa che nessuna misura di repressione, non importa se sostenuta dai suoi senili sodali sauditi, dai rozzi mercenari wahabiti pachistani, non importa se passata sotto silenzio dagli insinceri mass-media occidentali, riuscirà mai ad estinguere l'anelito di libertà delle masse popolari che troppo a lungo hanno languito sotto il tallone di una dinastia aliena alla Storia e alla Cultura dell'Isola delle Perle, installata al potere per i calcoli imperialisti dell'Ammiragliato inglese.

Nella località di Buri si sono registrati pesanti scontri con massiccio uso di gas tossici  da parte delle forze del regime, che tuttavia non sono riuscite a domare la manifestazione, dovendosi in ultimo ritirare. Il fatto che le manifestazioni continuino ininterrotte da due anni senza che nessuna delle misure repressive della tirannide degli Al-Khalifa riesca a soffocarle dimostra la determinazione del popolo a cacciare gli usurpatori e instaurare un vero regime democratico.

Il partito Al-Wefaq, cardine della coalizione anti Al-Khalifa, ha comunicato che nel corso del mese di luglio sono state 200 le persone arrestate dalla sbirraglia di regime, tra essi persino diciannove bambini.

martedì 16 luglio 2013

Gli eroici cittadini del Barhein danno l'ultimatum al tiranno Al-Khalifa: "Tra 30 giorni il tuo regime sarà parte del passato!"

Con una costanza, una dedizione, una fede che allargano e riscaldano il cuore i leader del movimento Barheini per la Democrazia, da due anni in lotta con la più retriva, meschina e vigliacca dinastia del Golfo Persico hanno annunciato la loro convinzione che l'obiettivo della cacciata del tiranno Al-Khalifa e dell'instaurazione di una vera ed effettiva Democrazia nell'Isola delle Perle sia quanto mai vicino.

Per raggiungere questo obettivo il Movimento barheini per la Rivoluzione ha dichiarato una mobilitazione straordinaria che toccherà il suo apice a un mese da adesso; secondo le previsioni dei dirigenti il tiranno sunnita di Manama potrebbe abbandonare l'isola tra il 14 e il 15 di agosto.

Nonostante la continua repressione portata avanti coi mezzi più disumani e brutali (truppe straniere, mercenari wahabiti, arresti arbitrari, torture, gas tossici) il popolo del Barhein continua, a 28 mesi dalla prima sollevazione, a scendere in piazza e manifestare: ancora ieri il cinquantacinquenne  Saeed Abdullah Marzouq, di Diraz, é morto soffocato dal gas letale usato contro i manifestanti dagli sgherri del regime.

lunedì 27 maggio 2013

Da Manama a Qatif gli Sciiti dimostrano a milioni: "Via dal Barhein i servi di Saoud!"; violenze e brutalità dei regimi wahabiti!!

Oceani di folla mobilitati tanto in Barhein quanto in Arabia Saudita chiedono Libertà, Democrazia e Uguaglianza sfidando ogni giorno gli apparati repressivi delle monarchie più retrive della Terra. A Qatif e in tutte le province orientali dell'Arabia Saudita i dimostranti, appartenenti alla minoranza sciita, hanno domandato l'immediato ritiro delle truppe saudite dall'Isola di Barhein, dove sono state inviate dai tiranni di Riyadh per aiutare il satrapo wahabita locale a difendersi dal suo stesso popolo.

Anche in Barhein sono scoppiate intense manifestazioni quando, con un verdetto scandaloso, una corte locale ha assolto due sgherri del regime accusati dell'omicidio di un manifestante al quale avevano sparato a sangue freddo nel novembre 2011, durante le fasi iniziali della Rivoluzione barheini.

In un altro processo-farsa un aguzzino di Re Al-Khalifa che aveva manganellato a morte un dimostrante per la Democrazia si é visto ridurre la pena inflitta in primo grado da sette anni di carcere (sette anni per un assassinio!) ad appena SEI MESI. Questi sono i regimi amati e coccolati dall'Occidente ipocrita, tanto amante dei 'Diritti Umani' quando di comodo.


sabato 18 maggio 2013

Gli sgherri del tiranno Al-Khalifa devastano la casa dell'Ayatollah Issa Qassem a Diraz!

Perseguendo il fallace obiettivo di trasformare la Rivoluzione popolare barheini in una banale lotta settaria tra sciiti e sunniti i violenti scherani al soldo dell'odiatissimo tiranno Al-Khalifa (di recente contestato persino a Londra dove si trovava a fianco della Regina d'Inghilterra). Hanno vandalizzato e saccheggiato la casa dell'Ayatollah Issa Qassem a Diraz, nei pressi della capitale barheini Manama.

Con "estrema violenza" dozzine di agenti con caschi e passamontagna hanno forzato il cancello della villetta di Qassem hanno rotto le finestre, hanno portato via valori e apparecchiature elettriche ed elettroniche e hanno distrutto quello che non potevano rubare. Il raid ha causato grave ansia, stress e danni psicologici alla famiglia del religioso che tuttavia ha sopportato stoicamente i soprusi del regime.
Subito si é manifestata la protesta popolare, coordinata dal partito Wefaq e dalla Società Nazionale Islamica: migliaia di persone, dopo le preghiere di ieri, sono scese in piazza ad Abu Saiba denunciando il tentativo di intimidazione violenta ed esprimendo solidarietà all'Ayatollah, figura immensamente autorevole e rispettata non solo dagli sciiti, ma anche da molti sunniti.

sabato 11 maggio 2013

In Bahrein la gente di Bani Jamra si solleva contro la tirannia di Re Al-Khalifa, "pupillo" dell'Occidente!

Una nuova colossale manifestazione che ha attraversato i centri di Daih e Bani Jamra, intorno alla capitale barheini Manama sta a dimostrare la volontà indomita del popolo dell'Isola delle Perle di resistere contro l'offensiva di terrore, tortura, violenza, illegalità scatenata dal satrapo sunnita Al-Khalifa, "cocco" delle monarchie liberticide di Arabia Saudita, Kuwait e Qatar, che prostituisce la Terra che indegnamente governa aprendo le sue baie e i suoi porti alla flotta Usa.

Contro la folla riunita si sono scatenati i soliti caroselli  di spari, cariche, gas urticanti usati per asfissiare, ma la gente continua ad accorrere e radunarsi, giocando a rimpiattino coi corrotti gendarmi reali e coi loro alleati, soldati sauditi e mercenari pachistani.

A due anni dal suo inizio il movimento barheini per la democratizzazione del paese sembra più forte e determinato che mai e forse manca pochissimo al punto di non ritorno in cui la mobilitazione popolare potrà passare il segno e trasformarsi in Rivoluzione, come già fece 34 anni fa in Iran.

mercoledì 8 maggio 2013

Gli sgherri del tiranno Al-Khalifa distruggono per la seconda volta importante moschea sciita!

L'associazione islamica bahreini "Al-Wefaq" ha lamentato in un duro comunicato l'opera vandalica e distruttrice dei lacché di Re Al-Khalifa che, per la seconda volta in due anni hanno devastato la moschea sciita di Principe Mohammad Barbaghi nei dintorni di Manama, lasciando osceni e vergognosi graffiti all'interno e all'esterno di essa. Imparando dai suoi "amici" wahabiti Sauditi e Qatarioti anche l'odiato tiranno del Barhein cerca di trasformare la Rivoluzione popolare esplosa contro la sua brutalità, corruzione e inefficienza in una lotta settaria di sciiti (la maggior parte della popolazione totalmente esclusa dal Governo del paese) e sunniti.

La Moschea di Principe Mohammad Barbaghi, antica di 400 anni, era già stata distrutta nel 2011 al momento dell'invasione del Barhein da parte delle violente e fanatiche truppe saudite, esaltate nell'odio degli sciiti dalle prediche dei più rozzi imam wahabiti, che l'avevano rasa al suolo, ma la fede e l'operosità del popolo Barheini l'avevano ricostruita a tempo di record.

Oltre alle truppe Saudite e Qatariote intervenute nell'isola per soffocare nel sangue la Rivoluzione popolare il Re Al-Khalifa si é munito anche di violenti e intolleranti mercenari pachistani addestrati all'odio nelle madrasse dove si studia wahabismo con i testi pubblicati per ordine della CIA dall'Università di Nebraska-Omaha, su cui si sono formati anche i fanatici del regime talebano e di Al-Qaeda.

lunedì 1 aprile 2013

Anziano Barheini muore d'infarto sentendo le grida di dolore del figlio torturato dagli sgherri di Re Al-Khalifa!

Abdul Ghani al-Reyyes, di 66 anni, era andato alla stazione di polizia dove aveva avuto notizia che suo figlio era stato portato dopo l'arresto da parte dei giannizzeri di Re Al-Khalifa, il sanguinario tiranno che da due anni con la complicità di Sauditi, Qatarioti e Pachistani sta massacrando la popolazione dell'Isola delle Perle che ne chiede l'abdicazione e il passaggio a un regime democratico.

L'anziano, il cui figlio maggiore Hussein é stato ferito all'addome dai proiettili dei poliziotti mesi fa e che da allora ha avuto bisogno di due operazioni chirurgiche, era molto preoccupato per suo figlio Ahmed, visto che era conoscenza comune che i prigionieri politici in quel commissariato fossero normalmente soggetti a orrende torture.

Quando, nonostante le sue preghiere e le sue promesse, gli aguzzini in uniforme lo hanno cacciato dalla stazione, essi, per meschina rappresaglia, hanno iniziato a suppliziare proprio Ahmed: all'udire le grida strazianti del figlio che uscivano dalle finestre spalancate dell'edificio il vecchi cuore di Abdul Ghani non ha retto, e ha ceduto sotto il peso dello strazio.

Così é morta l'ultima vittima del regime di terrore di Manama, tollerato dal Premio Nobel Obama e dai suoi corrotti e ipocriti corifei del Mondo Occidentale; ma la Rivoluzione Barheini, come già quella Iraniana prima di essa, non si può soffocare nel sangue e nella violenza e Re Al-Khalifa lo imparerà quanto prima.

sabato 19 gennaio 2013

Il Segretario Generale di Al-Wefaq dichiara: "La tirannia di Re Al-Khalifa può colpire i rivoluzionari ma non fermare la Rivoluzione!"

Lo Sceicco Ali Salman, Segretario del Partito Al-Wefaq, forza principale dell'opposizione del popolo barheini alla tirannia minoritaria sunnita sostenuta da Usa e Occidente contro la volontà dei cittadini che premono per l'abdicazione del sovrano e l'instaurazione di una Repubblica, ha dichiarato che, nonostante tutti gli sforzi profusi dal Sovrano, dai suoi sicofanti e dai suoi sostenitori stranieri, la campagna di repressione potrà colpire gli individui che compongono l'opposizione ma non il movimento, che andrà avanti perseguendo i suoi fini e otterrà eventualmente la vittoria.

Tuttavia, a fronte della determinazione degli oppositori, il regime tirannico di Manama continua a utilizzare le più brutali tattiche di terrore, ben sapendo che una volta che la protesta avrà raggiunto il suo culmine non vi sarà scampo o pietà per quanti si sono compromessi con il Palazzo. Ancora oggi si sono avute notizie di scontri e violenze con uso di gas urticanti, vere e proprie 'armi chimiche' vendute al Re del Barhein dal 'democratico' Occidente.
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martedì 15 gennaio 2013

Dopo l'ennesimo martirio di un innocente le proteste scuotono di nuovo Manama! Scontri e cariche nel Bazaar!

Dopo la morte dell'ennesimo martire barheini per la Democrazia e il cambiamento, Haj Habib Ibrahim Abdullah, il cui stesso corteo funebre é stato attaccato dagli sgherri del tiranno sunnita Re Al-Khalifa, come da noi puntualmente riportato, la capitale dell' "Isola delle Perle" Manama é stata nuovamente teatro di proteste e scontri.

Questa volta la dimostrazione si é tenuta nella zona del mercato, dove tra vicoli, piazzette e traverse i dimostranti hanno avuto migliore gioco a incanalare le cariche dei poliziotti in tenuta antisommossa, respingendole più volte. Da Malkiya, intanto, arriva la notizia che il nipote di Haj Habib Ibrahim, rimasto a sua volta intossicato dalla stessa cortina soffocante che ha causato la morte del suo parente, si trova attualmente in "condizioni stazionarie".
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lunedì 14 gennaio 2013

Il tiranno di Manama uccide un altro cittadino innocente con i gas asfissianti "Made in Usa!" Attaccato anche il corteo funebre!!

Sappiamo benissimo che nel mondo distorto della propaganda imperialista occidentali leader illuminati e amati dal loro popolo come il Presidente Bashir Assad vengono attaccati quotidianamente dai media venduti alla menzogne arroganti di Washington e Tel Aviv perché difendono l'Autonomia e l'Indipendenza dei loro paesi e dei loro cittadini, venendo accusati delle più incredibili enormità, mentre tiranni sanguinari come i sovrani sunniti Al-Saoud, Al-Thani e Al-Khalifa vengono 'coccolati' per la loro sottomissione e viene loro permesso di infierire col massimo dell'impunità contro i loro sudditi.
Nell'ennesimo caso denunciato da "Palaestina Felix" un dimostrante pacifico e disarmato che chiedeva la cacciata del sovrano corrotto e l'instaurazione della Democrazia a Manama, un giovane del villaggio di Malkiya di nome Haj Habib Ibrahim Abdullah é rimasto ucciso soffocato dai gas urticanti venduti a Re Al-Khalifa dal 'Nobel per la Pace' Barack Obama.
In una ulteriore dimostrazione di mostruosità le forze repressive del tiranno filo-occidentale si sono persino permesse di attaccare il corteo funebre della vittima, che naturalmente si é trasformato in una prova di abnegazione e disobbedienza civile da parte della popolazione, non intenzionata a lasciare che Haj Habib Ibrahim abbia sacrificato invano la sua vita, così come hanno fatto dozzine (ma più probabilmente centinaia) di attivisti per la democrazia uccisi con gas, pallottole, rapiti, torturati, scomparsi nelle galere della tirannide.
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giovedì 8 novembre 2012

Hezbollah replica alle speciose accuse dei lacché di Al-Khalifa: "Nessuna nostra presenza in Bahrein!"

Una delle rozze maniere con cui i servitori dell'imperialismo americano e del sionismo internazionale cercano di rinsaldare l'influenza dei loro padroni nel Medio Oriente scosso dai fremiti del Risveglio Musulmano e dell'Emancipazione degli Oppressi attraverso la Resistenza é quella di 'settarizzare' i conflitti in maniera da frammentare il fronte del riscatto e destabilizzare i paesi in via di liberazione.

Nel Bahrein del macellaio Al-Khalifa, i cui stessi figli 'rampolli reali' prendono parte alle enormità inflitte ai militanti per la riforma e la Democrazia, questa tattica si esplica con l'accusa agli sciiti (maggioranza del paese) di agire per conto dell'Iran e la pretesa che il Movimento Hezbollah abbia organizzato esplosioni e attentati nel paese, in realtà opera degli stessi servizi segreti reali.

Ancora una volta, circa un anno dopo le prime accuse in merito, l'ufficio comunicazione di Hezbollah ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per smentire ogni collegamento con gli eventi Bahreini, in cui pure si saluta il riscatto e la determinazione a raggiungere la Libertà e la Democrazia da parte di un popolo fin troppo martirizzato dai plutocrati petroliferi sunniti, leccapiedi di Washington e Tel Aviv.
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mercoledì 3 ottobre 2012

Nelle galere del corrotto despota Al-Khalifa muore Mohammed Mushaima, martire per la Democrazia nell'isola di Barhein!

Aveva soltanto ventiquattro anni Mohammed Mushaima, detenuto nelle carceri di Re Al-Khalifa a Manama, capitale del Barhein, per il "crimine" di avere partecipato alle manifestazioni popolari di protesta che ormai da oltre un anno domandano la cacciata del sovrano e della sua famiglia e l'instaurazione nel paese di una effettiva democrazia.

Moshaima, sofferente di anemia falciforme, era stato ricoverato il 29 agosto scorso dopo che le sue condizioni di salute erano "pesantemente peggiorate", si suppone per un letale 'mix' di sevizie infertegli dai secondini del regime e di trascuratezza della sua condizione pregressa. Il giovane, comunque, non é il primo a morire nelle carceri del tiranno sunnita e l'associazione Human Rights Watch ha chiesto un'indagine indipendente sulle cause del suo decesso.

Tutto questo accade mentre il superficiale e ipocrita occidente non si cura minimamente della lotta per la Democrazia che si protrae, un martire dopo l'altro, nella cosiddetta "Isola delle Perle" e in Arabia Saudita.
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sabato 29 settembre 2012

Un altro ragazzo massacrato dagli scherani dei corrotti emiri sunniti del Golfo! In Barhein assassinato il 17enne Ali Nemaat!

Da Manama, capitale del Barhein, Isola delle Perle che langue sotto un tiranno brutale e sanguinario sostenuto dagli "umanitari" Usa che stazionano la loro flotta imperualista nei suoi porti, arriva la notizia di una ulteriore uccisione nel corso di una manifestazione di protesta contro il despota Al-Khalifa.

La notizia, sostenuta da numerose testimonianze indipendenti, specifica che la vittima era, ancora una volta, appena un ragazzo: il diciassettenne Ali Hussein Nemaat. Il ragazzo é stato assassinato ieri sera presso Sadad, villaggio vicino alla capitale del piccolo regno, quando gli sbirri reali (i cui ranghi sono rinforzati da feroci wahabiti inviati da Riyadh e da crudeli mercenari pachistani) hanno aperto il fuoco indiscriminatamente con pallettoni a dispersione sulla folla che marciava disciplinatamente e ordinatamente tra i centri di Diya e Sahla.
Dopo avere investito la folla coi loro proiettili i boia in uniforme di Al-Khalifa si sono scatenati con jeep e camionette in un vero e proprio "carosello" tra i civili indifesi che fuggivano, feriti e terrorizzati, rischiando di mietere un bilancio di vittime ben superiore. Fortunatamente, a quanto riferisce il coordinamento dell'opposizione Barheini "Al-Wefaq", non si sono riscontrate altre morti, anche se qualche manifestante ha rischiato di rimanere investito.
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martedì 21 agosto 2012

Il padre del sedicenne ucciso in Barhein: "Mio figlio picchiato a morte mentre stringeva la bandiera della Palestina!"

Abbiamo dato la notizia dell'assassinio del sedicenne Bahreini Husam al-Haddad appena la abbiamo ricevuta: correttamente e in anticipo su altri outlet di informazione abbiamo indicato la causa della sua morte come dovuta al brutale pestaggio ricevuto da parte di scherani del tiranno sunnita Al-Khalifa. Adesso, grazie alle dichiarazioni di suo padre, scopriamo che a infierire sul ragazzino sono stati in otto (otto adulti contro un adolescente, che "eroi"!) individui scesi da una macchina con le insegne del Ministero dell'Interno.

Il padre di Husam afferma che suo figlio stava prendendo parte alle manifestazioni internazionali per la "Giornata di Gerusalemme" e sventolava sopra la testa una bandiera palestinese quando l'auto dei suoi aguzzini si é fermata e gli otto individui lo hanno circonado, iniziando a picchiarlo a morte.

Il fatto che il popolo Bahreini, martirizzato e torturato da oltre un anno e mezzo per la sua insistenza nel chiedere riforme democratiche e la cacciata del tiranno Al-Khalifa e della sua corte, trovi anche il tempo per rispondere all'appello lanciato nel 1979 dall'Ayatollah Khomeini e di solidarizzare coi fratelli palestinesi dimostra come a Manama come a Gaza come a Nablus e Gerusalemme la lotta degli oppressi sia sempre la stessa lotta e come, non importa con quali prezzi e quali sacrifici, sia destinata a concludersi con il loro trionfo come già successo a Teheran, in Libano, in Tunisia e in Egitto.
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sabato 18 agosto 2012

Husam al-Haddad, 16 anni, l'ultima vittima della crudele repressione di Re Al-Khalifa, alleato di Sauditi e Qatar!

Husam al-Haddad aveva solamente sedici anni quando i crudeli scherani del corrotto monarca sunnita Al-Khalifa lo hanno picchiato a morte. Husam al-Haddad voleva soltanto avere la possibilità di crescere e viverela sua vita in una società dove potesse essere un cittadino e non un suddito.

Ci chiediamo che razza di individui possano accanirsi contro un ragazzo tanto giovane fino a ucciderlo: forse i militari sauditi mandati dal tiranno di Riyadh a dare man forte a quello di Manama, forse i mercenari pachistani assoldati tra i più crudeli estremisti wahabiti (parte dei quali sono recentemente andati in Siria per massacrare e uccidere altri civili innocenti).

Ma il coraggioso popolo Bahreini, sciiti e sunniti insieme, non si farà scoraggiare o intimidire da questa ennesima morte: la Rivoluzione continuerà fino alla cacciata del tiranno...per il giovane Husam e per tutti gli altri martiri, che il loro estremo sacrificio non cada nel vuoto ma sia il seme di un grande e definitivo cambiamento!
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domenica 10 giugno 2012

A Manama di nuovo gas tossici lanciati contro una pacifica dimostrazione di civili disarmati!

Le forze del sanguinario regime sunnita di Re Al-Khalifa, la cui famiglia, per volontà dei "Piratas Eternos" britannici venne messa sul trono dell'Isola delle Perle a tiranneggiare una popolazione a stragrande maggioranza sciita, hanno dato di nuovo prova delle loro brutalità contro la manifestazione popolare che nel pomeriggio di ieri ha animato le strade della capitale Manama. Sono ormai più di quindici mesi che la sbirraglia di Re Al-Khalifa, integrata e sostenuta dalle forze militari inviate dai suoi sodali, i corrotti emiri del petrolio degli Stati confinanti e dai pachistani che per sfuggire la miseria fanno i boia mercenari al servizio di Sua Maestà, incrudelisce contro la popolazione civile eppure, gli eroici cittadini barheini continuano con una persistenza e con una abnegazione che ha dell'incredibile a scendere in piazza e a opporre i loro corpi e le loro mani alle pallottole, ai manganelli e ai gas degli scherani di regime, dando una prova splendida della superiorità morale del risveglio democratico, civile e morale della società intera, in una sorta di ripetizione degli eventi che portarono alla Rivoluzione in Iran. Anche in altre città dell'isola si sono avute dimostrazioni e scontri, questi però nella giornata di avantieri, subito dopo le preghiere del venerdì. Fulcro delle dimostrazioni é la richiesta che il regime rilasci il campione dei Diritti Umani e attivista politico Nabil Rajab, ri-arrestato il sei giugno scorso per avere postato su 'Twitter' messaggi considerati 'sediziosi'. Rajab, Presidente del Centro Barheini per i Diritti Umani era stato rilasciato su cauzione dal suo ultimo arresto solo il 28 maggio scorso.
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