Il Portavoce del Comitato dei Majlis (Parlamento) per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera, Hossein Naqavi Hosseini a commentato con toni aspramente sarcastici l'auto-bombardamento avvenuto ieri nella Palestina sottoposta ad occupazione sionista quando una batteria di "razzi anti-razzo" Iron Dome ha lanciato due o tre proiettili contro la cittadina turistica di Umm Rashrash (eilat).
L'avvenimento, secondo quanto dichiarato da Hosseini, dimostra con eloquenza come 'Iron Dome' non sia altro che un 'bluff' atto a proiettare un'illusione di forza che in realtà il regime ebraico di occupazione non possiede, un mero sforzo compensatorio per ammorbidire la dura realtà che ad ogni scambio di colpi tra forze di occupazione e Resistenza vede queste ultime allungare sempre di più il raggio e la potenza dei loro mezzi balistici.
Il legislatore iraniano ha indicato come, nonostante tutti gli sforzi profusi in merito ancora non possa dirsi che esistano sistemi di avvistamento precoce e intercettazione in grado di contrastare con puntualità ed efficacia un bombardamento balistico consistente
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giovedì 3 aprile 2014
Hosseini: "Il ridicolo incidente di 'Iron Dome' dimostra il nostro vantaggio strategico sull'entità sionista!"
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mercoledì 2 aprile 2014
Ennesima figuraccia per "Iron Dome", il catorcio sionista 'impazzisce' e spara tre razzi (anti-razzo!) contro Umm Rashrash!!
Umm-Rashrash (Eilat nel parlay sionazista) é stata colpita ieri da tre proiettili a razzo: immediatamente le forze ebraiche di occupazione della Palestina hanno lanciato l'allarme, hanno parlato di "razzi Grad lanciati dal Sinai", hanno costretto un aereo in avvicinamento alla cittadina a parcheggiarsi ad alta quota interrompendo le manovre di atterraggio.
Ore dopo il presunto attacco, l'imbarazzantissima ammissione, non erano stati militanti della Resistenza palestinese a prendere di mira la città ma la stessa batteria di inaffidabili (e costosissimi) razzi 'Iron Dome' che dovrebbe "proteggere" Umm Rashrash dai proiettili della Jihad Islamica, delle Brigate Qassam e delle altre organizzazioni per la liberazione della Palestina.
La batteria di razzi-anti-razzo sarebbe andata "in corto" per problemi dovuti alla scarsa qualità della sua componentistica elettronica e avrebbe 'lasciato andare' due salve verso la città, che sono piovute sulla periferia apparentemente causando solo danni materiali.
"Iron Dome" é il fallimentare e chimerico progetto che dovrebbe 'bloccare' gli attacchi balistici palestinesi (così come gli ancora più inutili 'Arrow' e 'Magic Wand' dovrebbero intercettare i missili iraniani); in realtà dopo centinaia di milioni di dollari spesi e anni di 'messa a punto' i suoi risultati sono del tutto trascurabili: ancora durante l'ultimo scambio di fuoco tra Gaza e regime ebraico esso avrebbe (e riportiamo cifre sioniste, quindi probabilmente ritoccate per eccesso) intercettato tre razzi su novanta.
Inoltre quando fa 'cilecca' Iron Dome causa ulteriori danni visto che, sparando a raggio cortissimo, i numerosi proiettili che mancano il bersaglio cadono tutti in territorio occupato, con gravi conseguenze anche per gli occupanti illegali sionisti (e ben gli sta).
Ore dopo il presunto attacco, l'imbarazzantissima ammissione, non erano stati militanti della Resistenza palestinese a prendere di mira la città ma la stessa batteria di inaffidabili (e costosissimi) razzi 'Iron Dome' che dovrebbe "proteggere" Umm Rashrash dai proiettili della Jihad Islamica, delle Brigate Qassam e delle altre organizzazioni per la liberazione della Palestina.
La batteria di razzi-anti-razzo sarebbe andata "in corto" per problemi dovuti alla scarsa qualità della sua componentistica elettronica e avrebbe 'lasciato andare' due salve verso la città, che sono piovute sulla periferia apparentemente causando solo danni materiali.
"Iron Dome" é il fallimentare e chimerico progetto che dovrebbe 'bloccare' gli attacchi balistici palestinesi (così come gli ancora più inutili 'Arrow' e 'Magic Wand' dovrebbero intercettare i missili iraniani); in realtà dopo centinaia di milioni di dollari spesi e anni di 'messa a punto' i suoi risultati sono del tutto trascurabili: ancora durante l'ultimo scambio di fuoco tra Gaza e regime ebraico esso avrebbe (e riportiamo cifre sioniste, quindi probabilmente ritoccate per eccesso) intercettato tre razzi su novanta.
Inoltre quando fa 'cilecca' Iron Dome causa ulteriori danni visto che, sparando a raggio cortissimo, i numerosi proiettili che mancano il bersaglio cadono tutti in territorio occupato, con gravi conseguenze anche per gli occupanti illegali sionisti (e ben gli sta).
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lunedì 19 novembre 2012
Al sesto giorno di 'pogrom' contro Gaza il regime ebraico é riuscito ad assassinare 90 civili del ghetto palestinese!
E' di 90 morti ed almeno 700 feriti il bilancio delle vittime civili, inermi e indifese, massacrate finora dal violento 'pogrom' militare scatenato da Netanyahu e dal suo Governo razzista contro l'enclave palestinese assediata di Gaza.
Nelle ultime ore gli attacchi sionazisti si sono concentrati contro sedi e uffici di emittenti e agenzie stampa locali e straniere, evidentemente con l'intenzione di imporre un "black out mediatico" che permetta a Tel Aviv di tenere nascosti all'opinione pubblica mondiale i suoi crimini e i suoi massacri: sono state colpite le sedi di Al-Quds TV, Al-Aqsa TV, della libanese Al-Manar, dell'Iraniana PressTV e di RussiaToday, guarda caso tutte televisioni al di fuori del controllo della lobby sionista mondiale dei mezzi di comunicazione.
Tuttavia la potenza e la crudeltà degli attacchi aerei sionazisti non ha potuto arrestare e nemmeno rallentare il ritmo e la precisione delle rappresaglie palestinesi; durante la notte razzi partiti dalla Striscia di Gaza hanno colpito Umm-Rashrash/Eilat, località costiera meridionale sul Mar Rosso, confermando la crescente capacità della Resistenza di colpire obiettivi sionisti sempre più lontani.
Nelle ultime ore gli attacchi sionazisti si sono concentrati contro sedi e uffici di emittenti e agenzie stampa locali e straniere, evidentemente con l'intenzione di imporre un "black out mediatico" che permetta a Tel Aviv di tenere nascosti all'opinione pubblica mondiale i suoi crimini e i suoi massacri: sono state colpite le sedi di Al-Quds TV, Al-Aqsa TV, della libanese Al-Manar, dell'Iraniana PressTV e di RussiaToday, guarda caso tutte televisioni al di fuori del controllo della lobby sionista mondiale dei mezzi di comunicazione.
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sabato 5 maggio 2012
La Jihad Islamica si prepara a "tagliare i tentacoli della piovra sionista" a partire da Eilat!
Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, storica formazione della Resistenza contro l'occupazione sionista e la persecuzione del Popolo di Palestina ha da sempre riconosciuto la necessità di combattere l'entità ebraica di occupazione non solo 'sul campo', con azioni armate, o sul piano politico, ma anche su quello intellettuale, diffondendo la conoscenza degli scopi, degli schemi, dei complotti dei generali e politici di Tel Aviv e della potente lobby internazionale che li sostiene e porta avanti in tutto il mondo, prima di tutto e specialmente nell'Occidente superficiale e corrotto, i loro interessi.
Nell'ambito di questa 'guerra delle idee' che può portare tanti importanti risultati come (e forse anche più) della 'guerra delle armi' e di quella politica, l'organizzazione ha da poco dato alle stampe un saggio dal titolo "Umm Rashrash: Vita e Morte per l'Occupazione", agile volume di 159 pagine nelle quali tuttavia, con mirabile sintesi, si spiega e si articola la vitale importanza che la cittadini di Umm Rashrash (Eilat nella lingua dell'invasione sionista) rivesta nei piani di Tel Aviv contro l'Africa e i paesi musulmani di quel continente.
Situata in fondo allo stesso profondo seno di mare sul quale si affaccia Aqaba nella propaganda ebraica Umm Rashrash/Eilat viene raffigurata come una specie di Riccione sionista, tutta palmeti, promenade, bagni di mare e balere e invece essa costituisce in realtà il 'trampolino' da cui Sion lancia i suoi tentacoli verso la Somalia, il Sudan, il Kenya, il Sud Sudan, l'Uganda e tutti quegli altri paesi nei quali nel corso degli ultimi anni abbiamo denunciato traffici di armi, destabilizzazione, uso di droni per spionaggio e assassinio, tutte attività volte a destabilizzare i paesi musulmani africani e a portare avanti l'agenda delle multinazionali occidentali (molte a guida sionista) e dell'imperialismo più becero e rapace.
Intuendo ciò i coraggiosi fedayeen della Resistenza lanciarono la loro operazione contro i militari sionisti proprio a Umm Rashrash la scorsa estate e, quando blateravano di 'vittime civili' i corifei dell'Hasbara nascondevano dietro le loro menzogne i piani sionisti contro l'Africa, magari senza neppure saperlo! Chi combatte contro Sion oggi lo fa per tutto il Terzo Mondo, non solo per la Palestina, anche se la Palestina ovviamente é esposta più direttamente alle minacce e alle offese di quel regime. Leggere il volume della Jihad Islamica significa armarsi di conoscenza, la stessa conoscenza che la propaganda israeliana vorrebbe tenere distante dalle masse, soprattutto quelle anestetizzate e obnubilate dell'opinione pubblica occidentale.
Nell'ambito di questa 'guerra delle idee' che può portare tanti importanti risultati come (e forse anche più) della 'guerra delle armi' e di quella politica, l'organizzazione ha da poco dato alle stampe un saggio dal titolo "Umm Rashrash: Vita e Morte per l'Occupazione", agile volume di 159 pagine nelle quali tuttavia, con mirabile sintesi, si spiega e si articola la vitale importanza che la cittadini di Umm Rashrash (Eilat nella lingua dell'invasione sionista) rivesta nei piani di Tel Aviv contro l'Africa e i paesi musulmani di quel continente.
Situata in fondo allo stesso profondo seno di mare sul quale si affaccia Aqaba nella propaganda ebraica Umm Rashrash/Eilat viene raffigurata come una specie di Riccione sionista, tutta palmeti, promenade, bagni di mare e balere e invece essa costituisce in realtà il 'trampolino' da cui Sion lancia i suoi tentacoli verso la Somalia, il Sudan, il Kenya, il Sud Sudan, l'Uganda e tutti quegli altri paesi nei quali nel corso degli ultimi anni abbiamo denunciato traffici di armi, destabilizzazione, uso di droni per spionaggio e assassinio, tutte attività volte a destabilizzare i paesi musulmani africani e a portare avanti l'agenda delle multinazionali occidentali (molte a guida sionista) e dell'imperialismo più becero e rapace.
Intuendo ciò i coraggiosi fedayeen della Resistenza lanciarono la loro operazione contro i militari sionisti proprio a Umm Rashrash la scorsa estate e, quando blateravano di 'vittime civili' i corifei dell'Hasbara nascondevano dietro le loro menzogne i piani sionisti contro l'Africa, magari senza neppure saperlo! Chi combatte contro Sion oggi lo fa per tutto il Terzo Mondo, non solo per la Palestina, anche se la Palestina ovviamente é esposta più direttamente alle minacce e alle offese di quel regime. Leggere il volume della Jihad Islamica significa armarsi di conoscenza, la stessa conoscenza che la propaganda israeliana vorrebbe tenere distante dalle masse, soprattutto quelle anestetizzate e obnubilate dell'opinione pubblica occidentale.
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