mercoledì 30 maggio 2012

Il raccolto di zafferano in Iran quest'anno supererà le 250 tonnellate: oltre un miliardo e mezzo di dosi!

Lo zafferano che siamo abituati ad adoperare in dozzine di ricette della nostra gastronomia, a partire dal notissimo risotto alla milanese, ha iniziato a divenire parte della nostra tradizione alimentare quando, sull'onda delle crociate e dei pellegrinaggi, i mercanti genovesi, pisani e veneziani cominciarono a riportare in Europa manciate di stami sottilissimi e coloratissimi, che nei souk e nei bazar d'Oriente cambiavano di mano per cifre da capogiro a ogni pizzico; talmente rari e pregiati erano quei pistilli che inizialmente solo nobili e alti prelati potevano permettersene l'acquisto, a prezzi che facevano sfigurare le quotazioni di spezie altrimenti ricercatissime come il garofano e la cannella.
Tanto ricercato era il mitico "safràn", che spesso mercanti con pochi scrupoli smerciavano in sua vece a clienti poco avveduti o in cerca di una facile 'occasione', altre spezie di colore rossiccio o aranciato, fino a che, col passare dei secoli, la Serenissima repubblica di Venezia non riuscì a infrangere il monopolio orientale dello zafferano, trasportandone con successo alcuni bulbi in Europa e iniziandone la coltivazione nelle colonie balcaniche della Repubblica di San Marco, sulle coste orientali dell'Adriatico dove il clima non era troppo differente da quello del Ponto o della Battriana.
Ma il 'safràn' iraniano ha sempre mantenuto inalterata la reputazione della propria purezza, del proprio potere aromatico e colorante e, ogni anno, comanda (anche se per clientele certamente più vaste di quelle basso medioevali) i prezzi più alti sul mercato internazionale delle spezie; quest'anno poi, dalla recente relazione di Ali Hosseini, portavoce dell'Associazione dei Coltivatori di Zafferano della Repubblica Islamica, é atteso un raccolto del tutto eccezionale, di ben 250 tonnellate di eterei e colorati pistilli, ben 40 in più di quelli totalizzati nel corso dell'anno passato.

Di questi 250mila chili ben un quinto ricadono nella qualità "coupe", la più pregiata, costosa e desiderata, per cui l'Iran moderno continua a mantenere impareggiata la fama e la ricercatezza dei suoi raccolti.
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I fantocci di Washington Allawi e Barzani si incontrano a Irbil, per tentare di salvare le declinanti fortune di Al-Irakyia!

Una delegazione dello sfarinantesi 'blocco' Al-irakyia, coalizione elettorale asservita agli interessi di Washington messa in piedi nel 2009 in fretta e furia per tentare maldestramente di bloccare l'ascesa di Nouri Al-Maliki e della sua ben più formidabile alleanza sciita, colpita poi a morte dallo scandalo degli omicidi ordinati e progettati dal suo esponente Tarik Hashemi, contumace e latitante in Turchia dopo aver cercato asilo tra Curdi, Qatarioti e Sauditi, ha fatto recentemente visita proprio ai Curdi, come sempre servi degli interessi di potenze imperialiste interessate a sfruttarli, eterni traditori all'asta di chiunque voglia assoldarli.
Accompagnato da due dignitari minori il servo di Washington Iyad Allawi si sarebbe incontrato a Irbil con il capotribù curdo Massoud Barzani in un raro "incontro al vertice" di due personalità dalla moralità politica e privata incredibilmente bassa, tale che l'una rivaleggi con l'altra per la discutibile palma di meschinità ed abiezione. Tutti gli analisti politici locali e regionali sono concordi nell'affermare che la scoperta della rete di omicidi tramati dall'Ex vicepresidente Hashemi abbia enormemente danneggiato Allawi e tutta Al-Irakiya che prima poteva pur sempre contare su un po' di genuino sostegno popolare, subito evaporatosi quando da dicembre in avanti sono emerse le responsabilità nella preparazione ed esecuzione di dozzine di attentati terroristici che dovevano offrire 'giustificazioni' a uno scongiurato prolungamento dell'occupazione militare americana.
Anche il fatto che il mandato di cattura per Hashemi sia stato emesso il 19-12-2011, esattamente un giorno dopo la partenza dell'ultimo soldato Usa dal paese, aveva una forte valenza simbolica che non é sfuggita ai "pundit" e ai commentatori. Nell'ambito degli accordi per il Governo di coalizione Al-Irakiya controlla nove ministeri con appena 82 deputati eletti in Parlamento, ma é ormai chiaro che alla prossima chiamata alle urne Ail raggruppamento sciita farà rapidamente giustizia di questa screditata formazione politica.
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Le milizie libiche addestrate dalla Turchia fanno insorgere l'opposizione anti-Erdogan: "Misura illegale che viola il Diritto internazionale!"

Reazioni stizzite dall'opposizione politica al Governo Erdogan per una iniziativa del Governo transitorio libico che, nell'ambito dell'accordo con Ankara per l'addestramento di forze militari e di polizia, ha pensato bene di premere per l'inclusione di ex-miliziani nel "pool" di forze che dovranno ricevere il 'training' degli ufficiali turchi, secondo accordi bilaterali precedentemente stipulati.
La controversia é esplosa quando é apparso evidente come i dignitari di Tripoli avessero surrettiziamente aggiunto la parola "e miliziani" al testo dell'accordo, facendo scattare le proteste di una vasta fetta di società politica anatolica, in particolare quella del Vicesegretario del Partito Popolare Repubblicano, Farouk Logoglu, che ha fatto notare come l'addestramento di forze militari non regolari fuori dai confini di un paese é pratica contraria alle leggi internazionali e potrebbe coinvolgere la Turchia nelle violazioni di Diritti Umani che dette milizie, al loro rientro in patria, potrebbero commettere.
Sinan Oghan, del Partito del Movimento Nazionalista ha detto che "gravi imbarazzi" potrebbero risultare dal coinvolgimento turco in un simile accordo. Nel 2011 il Segretario del Consiglio Nazionate di Transizione libico, Mustafa Abdul Jalil sottoscrisse con il Premier turco Recep Erdogan un accordo
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L'ONU: "In Siria nessun 'bombardamento', ma una strage casa per casa compiuta da gruppi armati", smentite le menzogne occidentali!

L'Ufficio ginevrino dell'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, nella persona del proprio portavoce Rupert Colville, ha dichiarato che la quasi totalità delle vittime civili del massacro avvenuto la settimana passata in Siria sono state "uccise a sangue freddo da distanza ravvicinata", smentendo così totalmente la versione propagandata dai media occidentali che in tutti questi giorni hanno parlato di "carri armati che sparavano sulla folla" e altre palesi menzogne.
Da quanto emerso dalle indagini ONU i morti sono stati assassinati in due separate occasione da gruppi di miliziani con armi individuali come fucili e mitra che hanno sparato alle loro vittime da pochi metri di distanza: in tutte le foto di cadaveri che sono emerse non é stato infatti possibile trovarne alcuna dove i corpi fossero coperti da detriti e polvere, come sarebbe successo se fossero periti sotto un bombardamento, le ferite, anzi, erano molto nette e dovute da proiettili, non da schegge o detriti.
Intanto, dopo essersi incontrato con il Presidente Bashir Assad, l'inviato ONU Kofi Annan ha ufficialmente ringraziato il Governo di Damasco per la sua "profonda e sincera cooperazione con gli osservatori internazionali" e ha definito l'atteggiamento tenuto dalle autorità nei confronti dell'inchiesta ONU sui fatti di Houla "molto incoraggiante". Assad ha chiarito all'Ex-segretario generale ONU che il suo piano di pacificazione avrà una possibilità di riuscita soltanto quando verranno strozzati tutti i canali di traffico di armi con cui Turchi, Sauditi e Qatarioti stanno rifornendo i gruppi di terroristi wahabiti infiltrati nel paese.
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martedì 29 maggio 2012

L'Esercito Libanese uccide un sunnita che cercava di forzare un posto di blocco ad Al-Madfoun!

Un uomo sospettato di essere in contatto con gli estremisti sunniti che in questi ultimi mesi hanno cercato di costituire nel Nord del Libano una infrastruttura di sostegno e rifornimento alle attività terroristiche dei fanatici wahabiti attivi in Siria contro il Governo di Assad é stato ucciso dopo avere forzato un posto di blocco dell'Esercito di Beirut presso il ponte Al-Madfoun.

Il morto, Charbel Rahme, di trentotto anni, residente nella cittadina settentrionale di Bcharri e di religione sunnita é stato bloccato da una pattuglia dell'Armee Libanaise e invitato a scendere dalla sua auto affinché potesse venire perquisita ma, approfittando di un istante di distrazione dei militari, ha invece dato tutto gas al veicolo, cercando di distanziare lo sbarramento.

A quel punto il comandante della pattuglia ha fatto aprire il fuoco e un proiettile, fatalmente, ha colto il fuggiasco al cranio. Trasportato all'Ospedale di Batroun, ai clinici non é rimasto che constatare il decesso dell'uomo. L'auto é ora in mano alle autorità militari che ne hanno disposto lo smantellamento pezzo per pezzo alla ricerca di armi, esplosivi o documenti utili per poter contrastare le trame del network sunnita estremista nel Nord del Paese dei Cedri.
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La BBC usa foto di morti irakeni per propagandare menzogne contro Assad e il suo Governo! La denuncia un fotoreporter italiano

Il bufalificio occidentalista é impegnato più che mai a produrre falsità e menzogne contro il coraggioso popolo siriano che da oltre un anno si stringe attorno al suo Governo e al suo Presidente per scongiurare ogni tentativo di "cambio di regime" attraverso la violenza, il terrorismo e la diffamazione; disperati tentativi dell'agonizzante imperialismo usa e israeliano di mobilitare i loro lacché arabi (sauditi, qatarioti, estremisti wahabiti e qaedisti) contro un paese-chiave del trionfante "Asse della Resistenza" che dalla Teheran rivoluzionaria si snoda attraverso la Bagdad liberata dagli occupanti, raggiunge la fiera e indomabile Damasco del Leone Assad e raggiunge infine Beirut difesa da Amal, Hezbollah, LMP e SSNP.
La BBC, una volta emittente prestigiosa, ora serva e vassalla della lobby ebraica internazionale e delle sue ubbìe e convenienze, é stata "pizzicata" a usare foto di cadaveri scattate in Irak oltre 9 anni fa per corredare servizi sul massacro di Houla (perpetrato come dimostrato altrove sulle nostre pagine da terroristi al soldo delle potenze occidentali) senza indicare che si trattasse di un'immagine di repertorio presa in tutt'altro paese e in tutt'altra occasione.
A denunciare il grave falso che distrugge quel poco di reputazione che era rimasta intatta all'emittente inglese lo stesso reporter che ha scattato la foto irakena, l'Italiano Marco di Lauro, che ha usato la piattaforma sociale facebook per diffondere la notizia e denunciare chi ha cercato di usare il suo lavoro per servire una causa ingiusta e mendace. "Qualcuno pensa di poter usare le mie foto per accusare ingiustamente il Governo siriano della strage". Se i media occidentali fossero così sicuri che i morti di Houla sono da attribuire ad Assad come mai non usano le immagini vere di Houla? Forse perché analizzandole attentamente da esse traspare che i responsabili sono tutt'altri??
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Folla inferocita attacca e incendia la sede della campagna elettorale di Shafiq, il candidato del vecchio regime sostenuto dai brogli dello SCAF!

Migliaia di Egiziani sono scesi in piazza ieri sera in una enorme manifestazione contro i tentativi di restaurazione messi in opera da ciò che resta dell'apparato del regime di Mubarak in occasione delle elezioni presidenziali che hanno visto a sorpresa (una 'sorpresa' preparata a suon di brogli e voti comperati alle fasce più misere di popolazione) l'Ex-premier Ahmed Shafiq superare Aboul Fotouh e Amr Moussa e raggiungere il ballottaggio subito dopo il candidato dell'Ikhwan Mohammed Mursi.
Una dependance del quartier generale elettorale di Shafiq é stata data alle fiamme nel corso delle proteste, come riferito dall'Agence France Presse. Non si riportano feriti o intossicati e l'unica "perdita" lamentata dallo staff del candidato é quella dei pamphlet e dei volantini immagazinati nell'area incendiata. Secondo le cifre ufficiali Shafiq sarebbe riuscito a "rastrellare" qualcosa come cinque milioni e mezzo di voti, contro i cinque milioni e settecentocinquantamila di Mursi.
Molti egiziani sono rimasti scandalizzati dal risultato, in controtendenza rispetto a ogni statistica e a ogni indagine demoscopica e moltissimi di loro ascrivono la tesi di una massiccia campagna di sostegno all'Ex-primo ministro messa in atto negli ultimi mesi dal Consiglio Supremo delle Forze Armate, che avrebbe tutto l'interesse a mettere sulla poltrona più alta dello Stato una figura legata alla vecchia nomenklatura, che impedisca un reale "repulisti" e una attenta persecuzione dei responsabili di crimini e abusi durante l'epoca della dittatura.
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Ecco la verità sui 'bombardamenti' in Siria, filmato mostra i veri responsabili dell'attacco ai civili: i terroristi wahabiti al soldo di Usa e Israele!

In questo eccezionale segmento filmato segnalatoci dai nostri contatti dell'Esercito Elettronico Siriano, la comunità di hacker e attivisti impegnata a smentire e confutare le valanghe di menzogne vomitate quotidianamente dalla macchina propagandistica dell'arroganza imperialista si vede CHIARAMENTE come responsabili della recente strage di civili ad Houla siano stati agenti provocatori e terroristi riconducibili alla fasulla e fittizia "opposizione" (accozzaglia di estremisti sunniti a libro paga dei corrotti sceicchi del petrolio sauditi e qatarioti) e non le forze governative di Damasco.
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