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sabato 29 dicembre 2012

Meeting a Dubai tra Shafiq, Dahlan e agenti del Mossad, cosa sta tramando lo spionaggio ebraico?

Numerosi contatti negli Emirati Arabi Uniti ci hanno segnalato che nelle ultime ore in quel di Dubai si sarebbe tenuto un vertice tra Tamir Pardo del Mossad, l'ex candidato presidenziale egiziano Ahmad Shafiq e l'ex-membro di Fatah ed ex-responsabile della Sicurezza dell'ANP, Mohamed Dahlan.
Come ricorderanno bene i nostri lettori Shafiq é fuggito di gran carriera dall'Egitto appena perse il ballottaggio contro Mohammed Mursi, rifugiandosi tra gli Emiri filo-americani e filo-sionisti che finora lo hanno protetto da tutti gli avvisi di garanzia e i mandati di comparizione spiccati nei suoi confronti per la partecipazione all'allegro regime di tangenti e mazzette della cleptocrazia mubarakiana.

Mohamed Dahlan, già "Ras" di Gaza ai tempi del predominio di Fatah, che con Mubarak stava tramando un golpe interno anti-Abbas poco prima della rivoluzione del 2011. E' uscito con le ossa rotte dal confronto interno con l'ex-delfino di Arafat, si é visto incriminato per tutta una serie di malversazioni e appropriazioni (ma anche omicidi) ed é stato espulso da Fatah venendo ridotto a 'paria' della politica palestinese.
Ovvio che un uomo senza più alcun appoggio cerchi di sfruttare gli ultimi agganci che gli rimangono: quelli con Israele e il Mossad, che lui aiutò ad assassinare il dirigente di Hamas Mahmoud al-Mabouh inviando due suoi dipendenti a "preparare il terreno" alla squadra-omicidi sionista prenotando e pagando auto a noleggio e stanze d'albergo poi utilizzate dai sicari.
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mercoledì 3 ottobre 2012

Processo in contumacia per Ahmed Shafiq, ex-uomo di punta del regime di Mubarak latitante presso i corrotti emiri del Golfo!

Come abbiamo già scritto in passato Ahmed Shafiq, ex-uomo di punta del regime di Mubarak, che ha cercato senza successo di opporsi alla scalata alla Presidenza di Mohammed Mursi ed é quindi prontamente fuggito negli Emirati Arabi Uniti dopo la sconfitta alle elezioni é stato oggetto di provvedimenti restrittivi della magistratura egiziana nelle ultime settimane, per il ruolo avuto nelle maleversazioni e nel peculato su cui si fondava la cleptocrazia del deposto tiranno del Cairo.

Adesso Adel Saeed, Portavoce dell'Ufficio della Procura Generale egiziana, ha dichiarato che, stante la grande massa di prove e testimonianze contro Shafiq emerse e raccolte negli ultimi mesi, un processo verrà istruito contro di lui per molteplici imputazioni tra cui corruzione, concussione, malversazione di fondi e proprietà pubblica e peculato e il procedimento avrà seguito anche in mancanza dell'imputato principale che, se condannato, verrà quindi fatto oggetto di una ufficiale richiesta di estradizione internazionale.

La maggior parte dei reati ascritti a Shafiq si sarebbero consumati durante i suoi otto anni spesi come Ministro dell'Aviazione e il più grave di essi sarebbe stato la vendita di beni immobiliari dello Stato a un trust capitanato dai figli del dittatore, Alaa e Gamal Mubarak. Shafiq, dal Golfo Persico ha dichiarato che il procedimento contro di lui costituisce una "persecuzione politica".
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martedì 11 settembre 2012

Mandato di cattura per il latitante Ahmad Shafiq: l'Egitto chiederà l'estradizione agli Emirati Arabi?

L'ex-candidato presidenziale dei Generali filo-americani e filo-sionisti, Ahmad Shafiq, fuggito negli Emirati Arabi subito dopo la sua sconfitta elettorale per mano di Mohammed Mursi del Partito di Libertà e Giustizia, dopo essere stato inserito in un elenco di fermandi nel caso che si fosse ripresentato entro i confini nazionali egiziani ha visto il proprio nome comparire su un mandato di cattura, spiccato nei suoi confronti per le numerose malversazioni di patrimonio pubblico e gli episodi di corruzione che lo videro protagonista nel corso della sua 'carriera' sotto l'ex-autocrate Hosni Mubarak.

Se prima era necessario che Shafiq tornasse in Egitto perché la Magistratura prendesse provvedimenti nei suoi confronti adesso il Cairo potrebbe arrivare a chiedere alle autorità degli UAE anche la sua estradizione visto il numero e la pognanza degli addebiti nei suoi confronti.

Tuttavia é molto probabile che, pur richiesta, la traduzione in Egitto dell'ex-candidato presidenziale non verrà concessa visto quanto intensamente gli emirati petroliferi del Golfo avevano preso parte alla campagna elettorale di Shafiq, visto come un argine attorno a cui ricompattare i resti del regime Mubarakista, alleato di Arabia Saudita, Qatar e altri sceicchi conservatori.
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venerdì 31 agosto 2012

Ahmed Shafiq inserito in una lista speciale del Ministero degli Interni egiziano: se tornerà in patria verrà arrestato!

 L'ex Premier dell'Era Mubarak nonché candidato presidenziale sconfitto Ahmad Shafiq é stato recentemente inserito in una lista del Ministero Egiziano che prevede il suo fermo immediato qualora si presenti ai confini del paese per entrarvi. Il provvedimento é stato preso a seguito delle indagini lanciate sul suo conto riguardo l'assegnazione irregolare di 40mila metri quadrati di demanio a un progetto speculativo voluto dai fratelli Alaa e Gamal Mubarak, rampolli dell'ex Autocrate del Cairo.

"La procura investigativa ha deciso di mettere l'ex-Generale Ahmed Shafiq nella lista dei fermandi a seguito delle sempre più incriminanti certezze sul suo ruolo nella malversazione del patrimonio pubblico", ha dichiarato l'ufficiale giudiziario Usama al-Saediy. Le accuse risalgono al periodo (ben otto anni) da lui speso come Ministro dell'Aviazione. Subito dopo la sua sconfitta elettorale Shafiq, annusando l'aria pesante, ha rapidamente abbandonato l'Egitto trasferendosi negli Emirati Arabi Uniti, sotto la protezione dei corrotti oligarchi petroliferi che ne avevano finanziato la campagna elettorale.

La cosa ironica é che, nella lista dei passeggeri da fermare, per una lentezza burocratica, figura ancora Mohammed Mursi, suo vincitore nella disfida presidenziale, attualmente proprio in viaggio diplomatico in Iran per il vertice dei Paesi Non-allineati di Teheran.
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lunedì 9 luglio 2012

Il Presidente Mursi annulla l'annullamento: ristabilita la legittimità del Parlamento egiziano!

Il neopresidente egiziano Mohammed Mursi ha emanato un decreto che annulla la decisione della Suprema Corte con cui nel mese di giugno era stata dichiarata nulla l'elezione del Parlamento, avvenuta a novembre scorso. Secondo quanto riportato dalla Middle East News Agency (MENA) il Presidente avrebbe utilizzato i suoi poteri costituzionali per scavalcare la Corte Suprema e gli inviti a tutti i membri della Camera a convenire per riprendere i lavori parlamentari sarebbero già stati inviati.
 La decisione di fare sciogliere il Parlamento era stata forzata sulla Corte Suprema dal Consiglio delle Forze Armate del Maresciallo Tantawi, che sperava in una improbabile vittoria del candidato della restaurazione Mubarakiana Ahmed Shafiq al ballottaggio presidenziale, cui era arrivato grazie a un incredibile sforzo di "voto di scambio" cui avevano partecipato come finanziatori i ricchi emiri del Golfo Persico. Attualmente Shafiq é latitante negli Emirati Arabi Uniti, inseguito da un mandato di cattura per corruzione e malversazione di risorse pubbliche.

Inoltre, Mursi ha decretato che una volta redatta e approvata per referendum popolare la nuova costituzione del paese verranno stabilite nuove regole elettorali e, passati sessanta giorni dalla loro promulgazione, il popolo verrà nuovamente invitato a esprimersi in elezioni politiche. Intanto Mursi prepara anche il suo debutto sulla scena diplomatica internazionale e avrebbe già programmato di recarsi di persona all'apertura dei lavori autunnali all'Assemblea Generale ONU, dove avrà occasione di incontrare molti capi di stato, tra cui l'inquilino nero della Casa Bianca Barack Obama, che si troverà all'ultimo 'sprint' della sua campagna elettorale contro il candidato repubblicano.
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mercoledì 27 giugno 2012

Commentatori politici dichiarano: "La vittoria di Mursi é un guadagno per i Palestinesi e una nuova sconfitta per Usa e sionisti!"

Secondo le dichiarazioni rilasciate da Kamel Wazni, commentatore politico di origine libanese, nel corso di una sua recente intervista da parte dell'emittente iraniana "all news" PressTV vi sarebbero ben pochi dubbi su come interpretare l'affermazione del capo del Partito di Libertà e Giustizia Mohammed Mursi al ballottaggio presidenziale egiziano, che lo ha portato sulla poltrona più alta del paese col sostegno inequivoco della maggioranza assoluta degli elettori. "Gli Egiziani sono chiaramente ostili e avversi a qualunque genere di rapporto tra il loro paese e l'entità sionista di occupazione della Palestina e vorrebbero 'rivedere profondamente' nel migliore dei casi i cosiddetti Accordi di Camp David firmati da Sadat nel 1979. Il popolo egiziano si sente vicino ai Palestinesi, specialmente ai residenti di Gaza e, se l'Ikhwan e il suo partito vogliono restare in sintonia con gli umori popolari dovranno tenere conto di queste cose". Anche Saeb Shaat, analista residente in Irlanda, concorda sul significato ultimo dell'affermazione di Mursi: il bilancio del potere e dell'influenza in Medio Oriente sta cambiando precipitosamente, ogni mese che passa gli Usa e Israele hanno sempre meno amici e alleati, sempre meno appigli per la loro ragnatela di influenze e interessi, stanno perdendo e stanno perdendo malamente, reagendo in maniera avventata e irriflessiva come mostrano le recenti mosse della Junta militare Tantawi, che ovviamente sono state 'suggerite' dal Dipartimento di Stato Usa probabilmente spinto da qualche burattinaio della Lobby filosionista Usa, che controlla con pugno di ferro le mosse di Madame Clinton. Il candidato della restaurazione mubarakista, l'Ex-Premier Ahmed Shafiq, sarebbe fuggito dall'Egitto in direzione degli Emirati Arabi Uniti poco dopo la dichiarazione della sua sconfitta, ansioso di mettersi sotto la protezione dei corrotti sceicchi del petrolio che fino all'ultimo hanno sostenuto la sua campagna con finanziamenti illegali, bustarelle e voto di scambio, quando ha saputo che la Procura Generale dello Stato al Cairo aveva aperto un fascicolo su di lui per le sue attività sotto Mubarak, sia come Generale, che in seguito come Ministro dell'Aviazione Civile e come Premier. Sembra che approfittando delle sue posizioni di potere e dell'impunità accordata ai membri della "cerchia interna" di Mubarak Shafiq abbia malversato qualcosa come quattro miliardi di lire egiziane, oltre cinquecento milioni di Euro.
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lunedì 18 giugno 2012

Mohammed Mursi vince le elezioni presidenziali egiziane; il popolo canta: "Tantawi, annulla anche queste se hai coraggio!"

Il leader del Partito di Libertà e Giustizia (FJP), braccio politico della Fratellanza Musulmana, Mohammed Mursi, é il nuovo Presidente dell'Egitto; il primo eletto democraticamente dal popolo. Secondo il suo comitato elettorale, le cui affermazioni sono sostanziate dai più autorevoli osservatori internazionali, il candidato si é conquistato il 51,8 per cento del voto popolare al ballottaggio contro Ahmed Shafiq, l'uomo della restaurazione sostenuto dalla junta militare di Tantawi e da tutti i sopravvissuti del vecchio regime.

Scene di celebrazione e gioia si susseguono in tutto l'Egitto, dove la popolazione si é mobilitata a sostegno di Mursi per non permettere che la Rivoluzione di Piazza Tahrir venisse snaturata e 'scippata' dai provvedimenti dei militari che poco prima del ballottaggio hanno obbilgato la Corte Costituzionale a dichiarare invalide le elezioni dello scorso novembre.

"Tantawi, annulla anche queste!" canta la gente in piazza, riferendosi ironicamente alle presidenziali che ancora una volta, nonostante tutti i tentativi di favorire Shafiq in maniere palesi ed occulte (anche con l'aiuto dei fondi delle monarchie petrolifere del Golfo) hanno visto prevalere il rappresentante del partito islamico moderato, già protagonista delle politiche dove raccolse il 47,9 per cento dei voti.
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sabato 16 giugno 2012

In Egitto si aprono le urne tra rabbia popolare e timori di brogli: adesso tutti sostengono Mursi contro la restaurazione di Shafiq!

L'Egitto é al culmine della tensione nel week-end in cui si aprono i seggi per la due-giorni elettorale che vedrà il leader del Partito di Libertà e Giustizia Mohammed Mursi contendere all'Ex-premier di Mubarak Ahmed Shafiq la poltrona di Presidente nella prima elezione democratica per la massima carica egiziana. Gli animi della popolazione sono infiammati dalla sentenza della Corte Suprema che ha sciolto il Parlamento e respinto la legge di esclusione elettorale che avrebbe messo fuori gioco Shafiq dal ballottaggio ma, forse, l'iniziativa dei giudici pilotati dal Maresciallo Tantawi e dai suoi colleghi é stata prematura e mal calcolata visto che adesso, in sua conseguenza, anche fasce di elettorato che prima non sostenevano Mursi o l'Ikhwan si sarebbero decisi a votarlo per sbarrare la strada alla restaurazione del vecchio regime di cui Shafiq é l'incarnazione e il principale volto pubblico. Certi rappresentanti della Fratellanza Musulmana sono arrivati persino a "congratularsi" ironicamente con Tantawi e lo SCAF per aver 'consegnato' loro nuovi sostenitori. Mursi ad ogni modo era già dato ampiamente favorito nella disfida contro Shafiq, come avevano annunciato anche i voti degli egiziani all'estero, tra cui il candidato dell'FJP ha fatto registrare preferenze all'80 per cento contro il rivale. Intanto nella giornata di ieri dopo la fine delle preghiere nelle moschee si sono registrate imponenti manifestazioni al Cairo ma anche ad Alessandria, durante le quali migliaia di persone hanno gridato la loro opposzione a ogni tentativo di 'ritorno al passato' agitando scarpe e bruciando effigi del candidato presidenziale e dei leader dello SCAF. Intervistato dall'emittente iraniana PressTV, Waleed Haddad, portavoce dell'FJP ha espresso la sua convinzione che il popolo egiziano, di fronte ai maldestri tentativi dei militari di deviare a loro favore il corso degli eventi e di contenere e snaturare la libera espressione della volontà popolare reagirà dando ancora più forza e sostegno a quei rappresentanti, a quei partiti, a quei candidati che promettono un completo cambio di rotta rispetto al passato, finendo per premiare ulteriormente l'Ikwhan e la sua espressione politica, appunto, il Partito di Libertà e Giustizia.
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venerdì 15 giugno 2012

La Corte Suprema egiziana scioglie il Parlamento con pretesti capziosi, il popolo insorge: "Vogliono rubarci la Rivoluzione!"

La Suprema Corte Costituzionale egiziana ha ordinato lo scioglimento del Parlamento eletto a novembre 2011 con le prime elezioni democratiche della storia del paese, adducendo motivazioni deboli e ipocrite, chiaramente 'suggerite' dai generali dello SCAF, la giunta militare guidata dal Maresciallo Tantawi che da oltre un anno cerca di impedire e limitare le necessarie trasformazioni di una società che vuole chiudere i conti con l'era Mubarak ed effettuare un profondo e accurato repulisti. In pratica la Corte ha stabilito che le elezioni sarebbero da considerarsi irregolari per via del fatto che rappresentanti dei partiti politici avrebbero vinto seggi in teoria riservati a candidati 'indipendenti'. Ancora una volta assistiamo al tentativo di forze legate all'imperialismo Usa di 'cancellare' una elezione democratica il cui risultato 'scomodo' ha premiato l'Islam politico (il partito della Fratellanza Musulmana aveva ottenuto quasi il 50 per cento dei voti e i musulmani ortodossi di Al-Nour quasi il 30 per cento). In seguito al decreto della Corte lo SCAF ha dichiarato che annuncerà la costituzione di un'assemblea di 100 membri incaricata di scrivere una nuova Costituzione in luogo di quella a cui stava lavorando la commissione nominata dal Parlamento. Aggiungendo al danno la beffa, la Corte ha anche respinto la legge di isolamento politico varata dal Parlamento per escludere dal ballottaggio presidenziale Ahmed Shafiq, l'ex-Premier nominato da Mubarak poco prima delle sue dimissioni. Immediatamente dopo il pronunciamento manifestanti si sono riuniti nel quartiere meridionale di Maadi, cantando slogan contro Shafiq e Tantawi e denunciando il pericolo di una contro-rivoluzione che annulli i passi verso la Democrazia fatti nell'ultimo anno. Intanto, dai primi risultati del voto degli egiziani all'estero, sembra che il candidato del Partito di Libertà e Giustizia, Mohammed Mursi, abbia ottenuto quasi l'80 per cento dei suffragi depositati presso consolati e ambasciate.
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venerdì 8 giugno 2012

Proseguono in Egitto le proteste contro Ahmad Shafiq a una settimana dal ballottaggio presidenziale!

Manifestazioni di massa in tutto l'Egitto sono seguite alle usuali preghiere del venerdì, con migliaia di persone che hanno chiesto a gran voce di escludere una volta per tutte Ahmad Shafiq dal ballottaggio che dovrebbe tenersi nel corso di questo mese per la poltrona presidenziale, dove l'ex Primo Ministro di Mubarak dovrebbe contendere la carica del suo ultimo datore di lavoro a Mohammed Mursi, capo dell'FJP, il partito politico della potente Fratellanza Musulmana, già prima forza politica del Paese delle Piramidi in seguito alla sua netta affermazione alle politiche di novembre 2011. Le proteste, dette del "Venerdì della determinazione" hanno visto tutti i partiti e le correnti politiche protagoniste della Rivoluzione di Piazza Tahrir ritrovare l'unità di intenti e di richieste per evitare quella che viene vista una pericolosa riaffermazione della preminenza politica della vecchia nomenklatura dell'Era Mubarak.

"Dobbiamo implementare la 'Legge di Isolamento Politico' contro chiunque abbia esercitato potere o detenuto cariche durante il passato trentennio" ha dichiarato ai microfoni della stampa, ricordando come Shafiq non abbia mai abiurato la sua fedeltà a Mubarak e abbia certo avuto un ruolo nell'organizzazione del patetico -ma violento- carosello di mazzieri in groppa a cammelli (foto relata) che tentarono di sgombrare con la forza Piazza Tahrir nel momento più intenso della repressione, quando solo l'intervento di 5000 militanti della Fratellanza Musulmana (fino ad allora rimasta cauta nei confronti dei dimostranti) poté evitare la perdita del luogo-simbolo delle proteste contro la dittatura.

Attorno al 'successo' elettorale di Shafiq, che gli avrebbe consentito di approdare al ballottaggio contro Mursi, sono ormai certezze confermate tutti i sospetti di vasti brogli e operazioni di "voto di scambio", sostenute anche dalle capaci tasche dell'Emiro del Qatar, il cui capo dei Servizi Segreti é stato recentemente bloccato in compagnia dell'Ambasciatore in Egitto all'aeroporto del Cairo con valige piene di milioni di dollari: fondi necessari alle 'compravendite' elettorali.
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lunedì 4 giugno 2012

Mohammed Mursi incoraggia gli Egiziani a tenersi pronti a scendere nuovamente nelle strade!

 Il candidato presidenziale della Fratellanza Musulmana Mohammed Mursi ha lanciato un appello agli Egiziani affinché non si scoraggino e continuino il cammino della Rivoluzione senza scoraggiarsi, promettendo che, quando sarà Presidente dell'Egitto, promuoverà inchieste severe e determinate per scoprire i responsabili delle uccisioni di manifestanti avvenute dall'anno scorso in avanti e non solo durante gli ultimi giorni del regime di Mubarak ma anche quei casi avvenuti durante il predominio dello SCAF del Maresciallo Tantawi.
La popolazione egiziana é rimasta molto delusa dal fatto che, mentre Mubarak é stato trovato colpevole e condannato all'ergastolo, nel corso dello stesso procedimento giudiziario sei alti ufficiali di polizia siano stati assolti; l'unico altro condannato, a sua volta al carcere a vita, é stato Habib el-Adly, Ex-ministro degli Interni. Migliaia di cittadini nel corso del week end si sono riversati in piazza per dare voce al loro malcontento per il verdetto che sembra voler scaricare sul solo Mubarak e sull'Ex-ministro responsabilità che certo si sono invece ramificate molto più a fondo.
 Mursi ha dichiarato: "Tutti noi, miei fratelli, dobbiamo renderci conto che in questo periodo la prosecuzione della Rivoluzione é l'unica via per raggiungere i nostri obiettivi e a tal fine é necessario che fino a quel momento tutti coloro che hanno preso parte alle grandi manifestazioni di questi ultimi mesi restino pronti a scendere nelle strade e nelle piazze ancora e ancora!".
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sabato 2 giugno 2012

Manifestazioni in tutto l'Egitto contro Ahmed Shafiq, il re del voto di scambio arrivato al ballottaggio con metodi illeciti!

Migliaia e migliaia di Egiziani sono scesi in strada chiedendo l'esclusione di Ahmed Shafiq dal prossimo ballottaggio presidenziale che dovrebbe tenersi a metà mese e al quale l'Ex-premier dell'era Mubarak ha avuto accesso grazie ad un exploit elettorale largamente basato su brogli e voti comperati, anche con il sostegno monetario di potenze straniere, come dimostra lo scandalo dell'ambasciatore qatariota e del capo dei servizi segreti di Doha fermati come la banda bassotti con valigioni di banconote all'aeroporto internazionale del Cairo.
Manifestazioni in tal senso si sono tenute al Cairo, ad Alessandria, a Suez, a Port Said e nel Nord del Sinai. Coloro che adesso dimostrano contro Shafiq, secondo l'opinione di chi scrive, dovevano pensarci prima, anziché disperdere i consensi elettorali tra candidati assurdi come Amr Moussa, Aboul Fotouh e Hamdeen Sabahi e concentrare i consensi sulla più forte forza di opposizione, la Fratellanza Musulmana e il suo candidato Mohammed Mursi, ma i piccoli calcoli egoistici hanno consentito ai rimasugli dell'ex-regime di trescare in tutta tranquillità facendo arrivare il loro uomo al ballottaggio. Shafiq doveva essere battuto al primo turno, con un Presidente (Mursi) eletto al 50 per cento più una delle preferenze.
Adesso, grazie agli illusi che hanno sprecato voti su candidati di secondo piano, tutto é diventato più difficile, né si deve sperare troppo in un verdetto della Suprema Corte Costituzionale che approvi la legge anti-Shafiq varata recentemente dal Parlamento, che lo vorrebbe 'squalificato' dalla competizione elettorale per il suo ruolo di Primo Ministro negli ultimi giorni di regno del vecchio 'Faraone' tuttora in attesa di giudizio nel processo che lo vede alla sbarra per i morti della tentata repressione.
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venerdì 1 giugno 2012

L'ambasciatore qatariota in Egitto 'tramite' per la corruzione elettorale a favore di Shafiq, candidato dell'ex-regime!

Scandalo al Cairo, dove a distanza di quasi una settimana é emerso che l'ambasciatore del Qatar Saleh bin Abdullah, insieme al capo dell'intelligence dell'emirato del Golfo Persico, Ahmed Zaif, aveva cercato di far transitare alla dogana valige colme di "milioni e milioni di dollari" senza che venissero controllate, fondi necessari a pagare il gran numero di 'voti di scambio' comperati per assicurare l'exploit elettorale dell'Ex-premier di Mubarak Ahmed Shafiq, candidato 'gradito' ai rimasugli del regime e ai loro sponsor internazionali: monarchie conservatrici arabe, Stati Uniti, Israele.
L'ambasciatore Saleh bin Abdullah si sarebbe recato all'aeroporto internazionale del Cairo lo scorso sabato sera a ricevere "un ospite" (il quale poi si é rivelato essere lo 'spymaster' Zaif) che arrivava con un voluminoso seguito di colli, che, Abdullah, forte delle sue credenziali diplomatiche, ha certcato di far transitare senza controlli di dogana citando la sua 'immunità diplomatica'. Giustamente gli ufficiali egiziani gli hanno fatto notare che essa non si poteva magicamente 'estendere' al suo ospite e hanno aperto le valige, trovandovi, mazzette e mazzette di fruscianti biglietti verdi.
Da molti giorni prima delle elezioni presidenziali esponenti della Fratellanza Musulmana e degli altri partiti protagonisti della cacciata di Mubarak avevano denunciato la sfacciata campagna di 'voto di scambio' condotta nei quartieri più poveri delle città egiziane, dove persone che altrimenti avrebbero disertato le urne sono state convinte a dare il loro voto ad Ahmed Shafiq, il candidato gradito ai Generali dello SCAF.
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martedì 29 maggio 2012

Folla inferocita attacca e incendia la sede della campagna elettorale di Shafiq, il candidato del vecchio regime sostenuto dai brogli dello SCAF!

Migliaia di Egiziani sono scesi in piazza ieri sera in una enorme manifestazione contro i tentativi di restaurazione messi in opera da ciò che resta dell'apparato del regime di Mubarak in occasione delle elezioni presidenziali che hanno visto a sorpresa (una 'sorpresa' preparata a suon di brogli e voti comperati alle fasce più misere di popolazione) l'Ex-premier Ahmed Shafiq superare Aboul Fotouh e Amr Moussa e raggiungere il ballottaggio subito dopo il candidato dell'Ikhwan Mohammed Mursi.
Una dependance del quartier generale elettorale di Shafiq é stata data alle fiamme nel corso delle proteste, come riferito dall'Agence France Presse. Non si riportano feriti o intossicati e l'unica "perdita" lamentata dallo staff del candidato é quella dei pamphlet e dei volantini immagazinati nell'area incendiata. Secondo le cifre ufficiali Shafiq sarebbe riuscito a "rastrellare" qualcosa come cinque milioni e mezzo di voti, contro i cinque milioni e settecentocinquantamila di Mursi.
Molti egiziani sono rimasti scandalizzati dal risultato, in controtendenza rispetto a ogni statistica e a ogni indagine demoscopica e moltissimi di loro ascrivono la tesi di una massiccia campagna di sostegno all'Ex-primo ministro messa in atto negli ultimi mesi dal Consiglio Supremo delle Forze Armate, che avrebbe tutto l'interesse a mettere sulla poltrona più alta dello Stato una figura legata alla vecchia nomenklatura, che impedisca un reale "repulisti" e una attenta persecuzione dei responsabili di crimini e abusi durante l'epoca della dittatura.
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giovedì 12 aprile 2012

Il Parlamento egiziano sbarra la strada elettorale agli ex-sgherri di Mubarak: 'silurata' la candidatura di Omar Suleiman!


Con un voto a maggioranza schiacciante il Parlamento del Cairo (dove il partito della Fratellanza Musulmana ha il 47 per cento dei seggi) ha escluso dalla prossima competizione elettorale presidenziale le figure intimamente legate all'apparato dell'ex-dittatore Hosni Mubarak.

I deputati hanno approvato una proposta che esclude categoricamente dal diritto elettorale passivo "tutte le figure che avessero incarichi ufficiali durante il passato regime".

La legge comprende l'ex-Berja di Mubarak, Omar Suleiman, la cui annunciata candidatura aveva fatto gridare allo scandalo e anche l'Ex-premier Ahmed Shafiq.

Finora si erano registrate 23 candidature per le prossime elezioni presidenziali che si dovrebbero tenere tra il 23 e il 24 maggio venturi.

L'ultima in ordine di tempo é stata proprio quella del candidato dell'Ikwhan, Khairat al-Shater, arrivata dopo che il movimento aveva ravvisato come nessuno degli altri aspiranti presidenti avesse caratteristiche desiderabili per ricevere l'appoggio della potente organizzazione.
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