venerdì 5 maggio 2017

Putin chiude definitivamente lo spazio aereo siriano agli Usa e ai loro servi!

Nelle "Zone di De-Escalation" la cui implementazione si sta discutendo ad Astana proprio in questi giorni il transito di aerei non appartenenti alle forze aeree siriana o russa sarà rigorosamente proibito e interdetto.

Questa semplice dichiarazione rende morta e sepolta la fasulla "coalizione internazionale" che, capeggiata dagli Usa, con la partecipazione di qualche "nano" europeo e di alcuni regimi da operetta arabi (giordania, pedo-emirati del Golfo Persico...) fingeva di 'combattere' l'ISIS ma in realtà ne favoriva le attività con intelligence, lanci di rifornimenti, e l'occasione  "errore di sbaglio" nei bombardamenti (che regolarmente invece colpivano le forze anti-terrorismo siriane o irakene).

Aleksandr Lavrentyev, capo della delegazione russa e inviato speciale per le consultazioni di Astana sulla Siria ha dichiarato: "Questo caso è ora fuori dal tavolo. Per quanto riguarda le loro azioni nelle aree di sicurezza, sono attualmente chiuse a tutti i loro voli; Come garanti, monitoreremo attentamente tutte le azioni in questa direzione".

23 commenti:

  1. La siria divisa in 4 complimenti x le vittorie dei tuoi beniamini, un passo avanti 2 indietro.
    L'armata brancaleone era paragonabile alla divisione di rommel in confronto al glorioso esercito arabo siriano.

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    1. O sei cretino del tutto oppure la tua malafede è superiore persino alla tua vigliaccheria, alla tua coda di paglia e alla tua ignoranza...

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    2. Hai risposto nel blog sbagliato credo, mi sa che stavi leggendo il forum su Pufflandia.

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  2. A parte il provocatore sionista,mascotte del blog,il fatto delle zone sicure,o di de-escalation come che si voglia chiamarle,non e' che faccia sperare cosi' tanto in bene,e' da vedere dove vogliono andare poi a parare tutti i vari attori....

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    1. Allora non hai capito cosa sono.

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    2. kahani, tu hai capito ancora meno. E essendo tifoso , ci propini la solita versione malversata e non credibile.
      La Sria non ha partecipato alle discussioni. La decisione le è stata imposta. Se non l'accetta il SAA , senza il supporto dei russi, viene annientato o meglio si dissolve e si unisce alle fazioni antigovernative. Nessuno ha piu' voglia di combattere per un Regime corrotto e sanguinario.

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  3. Esattamente,se puo' sintetizzare,di che cosa si tratterebbe?

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    1. Sono zone in cui ai terroristi viene data la possibilità di interrompere le loro attività armate e consegnare le armi...se ciò avviene si potranno cercare accordi 'ad hoc' per la loro resa, il loro rimpatrio e così via, altrimenti le operazioni contro di loro riprenderanno fino alla loro completa distruzione.

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  4. Difficile interpretare la situazione senza essere tifosi.
    Oggi varie nazioni occupano parti della siria.
    La maggioranza della popolazione vive nelle zone controllate dall'esercito siriano. Che lentamente sta liberando zone che erano occupate da varie sigle terroriste.
    Le chiamo così perché usare autobombe contro civili é terrorismo. Come in Francia e altrove.
    Penso che solo fino a 2 anni fa questa situazione era impensabile.
    Tutte le grandi città meno rakka sono sotto il controllo del governo.
    Non era poi mica stata organizzata male l'invasione della siria.
    Isis da una parte al qaeda dall'altra. Tutti gli stati confinanti contro. Insomma... forse un po' di rispetto l'esercito siriano e il suo popolo lo merita... anche perché non ci fosse unità nel popolo non credo che l'attuale organizzazione governativa avrebbe retto.
    Qui non si parla di rivoltosi. Ma di gente armata finanziata addestrata da stati esteri contro l'esercito siriano.

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    1. sergio, sei il solito nick, che il kahani tira fuori dal cappello di prestigiatore quando è in affanno.
      La rivoluzione contro il Regime corrotto degli assad e i suoi sgherri alawiti inizio' con la ribellione di ca 60 000 generali, ufficiali e soldati a cui si unirono migliaia di cittadini.
      I terroristi arrivarono dopo. Se l'esercito piu' potente del medio oriente non riusci' a domare
      la ribellione, significa che gli elementi piu' importanti dell'esercito disertarono. E non a causa dell'intervento di un paio di ciabattanti, che gli onnipresenti servizi segreti avrebbero potuto eliminare.

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    2. Anche tu sei uno solo, solo che con l?Anonimo pensi di far credere di essere in molti o più. Tòrne a cjiàse e mèt su un tìc di formàdi àe piàstre va che ti fàs bèn, e dopo un bièl musèt!

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    3. Giustissimo Sergio.
      Fabio

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  5. Grazie per la delucidazione Kahani,in effetti se anche la Siria le avvalla,mi sembrava strano che fossero l'inizio dello smembramento del suo territorio,l'unico dubbio mi viene dal fatto che le accettino anche i Turchi,si vede che dentro ci sono molte questioni che non conosciamo...

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  6. Le avalla perche non puo fare diversamente, da una parte la turchia dall'altra l'iran che ha presentato il conto, idem la russia. Altrimenti che la siria si disbrogli da sola.

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    1. la Siria oggi è a un punto come lo era prima dell'arrivo dei Russi. Peggio dato che il nemico Turchia controlla tutto il nord. I Curdi sono ringalluzziti e vogliono l'indipendenza. I Russi hanno le loro 2 basi, hanno potuto provare le loro armi...e per il resto se ne fregano chi comanda a Bagdad.

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    2. kahani, bannando la verità non la puoi distruggere! La rimpiazzi unicamente con le tue fandonie allo scopo di celare al lettore la vera situazione in Siria. Le ore degli assad sono contate. Penso che il sionista, mascotte del blog, abbia tutte le ragioni. Le sue analisi sono oggettive e non al servizio della propaganda. Per quel poco che Israele ha da fare con la Siria. Fa al massimo il bello e il brutto tempo.

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  7. Non avete ancora capito un cazzo della Siria Anonimi, ma proprio zero, e sopratutto non avete capito che quando la Russia fa qualcosa la fa per bene.

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  8. La guerra è vinta e per economia si dà sempre al vinto una via d'uscita controllata

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    1. I barbuti la guerra l'hanno persa,è persa dal lontano 2012-2013,con il fallimento dell'operazione vulcano,quando in forze non riuscirono a prendere Damasco.
      Da ricoscere la accurata visione tattico-strategica dello stato maggiore Siriano.(difendere il difendibile,non disperdere le forze ).
      Con l'intervento Russo-Iraniano e i soldati dell'Hezbullah,la situazione praticamente è risultata insostenibile x i scimmiotti.
      Tutto il resto del blaterare è mera filosofia e chiacchiere,spiace.
      W L'ASSE L' INTESA

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  9. Bogdanov : L’« opposition armée » doit s’engager au mémorandum relatif aux zones de désescalade en Syrie

    05/05/2017

    Moscou/ L’envoyé spécial du président russe pour les Affaires du Moyen-Orient et les pays africains, vice-ministre des Affaires étrangères, Mikhaïl Bogdanov, a affirmé que l’«opposition armée » doit s’engager au mémorandum relatif aux zones de désescalade en Syrie.

    Dans un point de presse qu’il a tenu aujourd’hui à Moscou, Bogdanov a indiqué que la Turquie doit exercer des pressions sur les groupes de l’ « opposition armée » afin d’exécuter les articles du mémorandum.

    Bogdanov a émis l’espoir de Moscou d’éclaircir les détails du mémorandum russe sur les zones de désescalade en Syrie, soulignant la poursuite des consultations avec la partie américaine à cet égard.

    Il a ajouté que les militaires et les experts doivent examiner le rôle des Etats-Unis dans l’observation des zones de désescalade en Syrie.

    R.F. / A. Chatta

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  10. Oltre che il kahani, apprezzo molto la posizione di Sergio.
    La guerra siriana e' stata vinta da Assad e dagli amici russi.
    Ora cosa vogliamo fare!? Passare a fil di spada tutti gli irriducibili?
    La soluzione di Astana non prospetta lo smembramento della Siria. Prospetta il disarmo sotto tutela russa.
    Esattamente come nel 1945 fu fatto in Europa con i nazi fascisti sotto tutela americana.
    Se ci si fosse incaponiti, la guerra si sarebbe trascinata ancora per un anno con una marea di morti in più.
    Dismessa la divisa, i popoli europei hanno potuto ritrovare la via della pace e della ricostruzione. Come auspico possa avvenire in Siria

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