Dopo Ismail Haniyeh del Movimento Hamas anche il leader supremo del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, Ramadan Shallah, ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia di Falah Hammad Abu Maria, il cinquantatreenne di Beit Ummar, in Cisgiordania, assassinato da truppe sioniste mentre, disarmato, stava cercando di difendere i propri figli Mohammed e Ahmad, feriti da pallottole durante una incursione di invasori ebrei nella loro casa.
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lunedì 27 luglio 2015
Anche il leader della Jihad Islamica palestinese esprime condoglianze alla famiglia Abu Maria!
sabato 25 luglio 2015
Haniyeh esprime le condoglianze di Hamas alla famiglia del martire cisgiordano Abu Maria!
Il dirigente di Hamas Ismail Haniyeh é riuscito a mettersi in contatto telefonico con la famiglia del martire di Beit Ummar Falah Hammad Abu Maria e, parlando col fratello del defunto, ha esteso direttamente a lui pe condoglianze proprie e di tutto il Movimento di Resistenza per l'assassinio del suo congiunto.
"Non una goccia del sangue di tuo fratello resterà invendicata", ha dichiarato il Vicesegretario del Politburo, dopo avere udito come gli aggressori sionisti siano entrati sparando in casa Abu Maria ferendo al bacino Mohammed Abu Maria e colpendo di striscio Ahmed Abu Maria; di fronte alla vista di suo figlio a terra in un lago di sangue il padre si é lanciato contro gli invasori ebrei pur non avendo alcuna arma, ed é stato abbattuto con due colpi al torace.
"Non una goccia del sangue di tuo fratello resterà invendicata", ha dichiarato il Vicesegretario del Politburo, dopo avere udito come gli aggressori sionisti siano entrati sparando in casa Abu Maria ferendo al bacino Mohammed Abu Maria e colpendo di striscio Ahmed Abu Maria; di fronte alla vista di suo figlio a terra in un lago di sangue il padre si é lanciato contro gli invasori ebrei pur non avendo alcuna arma, ed é stato abbattuto con due colpi al torace.
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venerdì 24 luglio 2015
Ecco l'ultima vittima dell'invasione ebraica della Palestina: un anziano di 53 anni aggredito e freddato in casa propria!
Mentre indegni burattini si recavano a prosternarsi ai loro padroni sionisti gli sgherri dell'occupazione illegale a Sei Punte invadevano la casa di Falah Hammad Abu Maria a Beit Ummar, in Cisgiordania, e lo ammazzavano a colpi d'arma da fuoco senza trascurare di ferirne anche i due figli Mohammed e Ahmad.
Ancora una volta vi mostriamo la cruda realtà dell'invasione giudaica della Palestina sperando che le immagini chiariscano a chi si ostina a lasciare messaggi 'pacifisti' nelle nostre bacheche di commento che non può esistere 'pace' con chi compie simili gesti e che solo uno Stato unitario Palestinese in cui gli Ebrei accettino di essere minoranza potrà esistere tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo.
Ancora una volta vi mostriamo la cruda realtà dell'invasione giudaica della Palestina sperando che le immagini chiariscano a chi si ostina a lasciare messaggi 'pacifisti' nelle nostre bacheche di commento che non può esistere 'pace' con chi compie simili gesti e che solo uno Stato unitario Palestinese in cui gli Ebrei accettino di essere minoranza potrà esistere tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo.
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sabato 11 aprile 2015
L'occupazione ebraica uccide un Palestinese a Beit Ummar sparandogli alla schiena durante un funerale!
Il giovane uomo che vediamo in posa per una foto ricordo in un giorno di festa si chiamava Ziyad Omar Awad ed é stato assassinato ieri nel villaggio di Beit Ummar mentre piangeva la morte di suo cugino Jafar Awad, prigioniero politico del regime ebraico morto per la totale negligenza delle sue gravi condizioni di salute, la 'condanna a morte' preferita dai vigliacchi secondini di Tel Aviv.
Ma la sete di sangue sionista non era appagata dal maritirio di Jafar, perciò i macellai invasori della Palestina hanno attaccato il corteo funebre e, per colmo di codardia, hanno sparato a Ziyad alla schiena, colpendolo due volte. Trasportato d'urgenza all'Ospedale Al-Ahli di Al-Khalil é stato dichiarato morto poco dopo il suo arrivo.
Ma la sete di sangue sionista non era appagata dal maritirio di Jafar, perciò i macellai invasori della Palestina hanno attaccato il corteo funebre e, per colmo di codardia, hanno sparato a Ziyad alla schiena, colpendolo due volte. Trasportato d'urgenza all'Ospedale Al-Ahli di Al-Khalil é stato dichiarato morto poco dopo il suo arrivo.
sabato 6 aprile 2013
Una Terza Intifada diventa più probabile? Le posizioni (opposte) in merito di Hezbollah e del satrapo collaborazionista Abbas!
Ancora una volta le insensate violenze delle forze di occupazione militare sionista in Cisgiordania hanno fatto vittime tra la popolazione civile durante la crudele repressione delle proteste attorno a Tulkarem scoppiate per stigmatizzare la morte per cancro dell'ennesimo prigioniero politico palestinese lasciato senza cure dalla criminale negligenza sanitaria del regime ebraico.
Lo sdegno che questi atti hanno provocato in tutti gli strati della popolazione palestinese, non solo nella West Bank, ma anche in Gaza e nelle comunità della Diaspora ha portato ancora più alla ribalta la prospettiva di una possibile mobilitazione popolare di massa nelle forme di una "Terza Intifada"; ovviamente le varie forze politiche interpretano questa possibilità secondo i loro canoni ideologici e i loro indirizzi dottrinari e operativi.
Se per l'Hezbollah libanese che per primo ha dimostrato come l'unico modo di ottenere risultati positivi con Israele é l'esercizio della lotta e della resistenza armata portata alle sue ultime conseguenze, tanto che il canale media ufficiale dell'organizzazione; "Al-Manar" ha invitato i Palestinesi a prendere l'iniziativa scavalcando i loro rappresentanti confusi, abbagliati da prospettive personalistiche o ormai collusi con l'Occupazione, il leader collaborazionista di Fatah ha condannato l'idea in principio, ritenendola 'pericolosa'...'pericolosa' per chi?
Per il popolo palestinese costantemente e impunemente massacrato da Israhell? Certo la sua situazione non potrà peggiorare in una nuova insurrezione! Se invece il cacicco Abbas parlava di 'pericoli' per la sua SCADUTISSIMA poltrona di Satrapo dell'ANP (su cui il suo culone ha maturato ormai quattro anni di 'straordinario') allora forse ha ragione, qualche 'pericolo' ci può essere, ma al Palestinese della strada, che cosa può importare di ciò?
Lo sdegno che questi atti hanno provocato in tutti gli strati della popolazione palestinese, non solo nella West Bank, ma anche in Gaza e nelle comunità della Diaspora ha portato ancora più alla ribalta la prospettiva di una possibile mobilitazione popolare di massa nelle forme di una "Terza Intifada"; ovviamente le varie forze politiche interpretano questa possibilità secondo i loro canoni ideologici e i loro indirizzi dottrinari e operativi.
Se per l'Hezbollah libanese che per primo ha dimostrato come l'unico modo di ottenere risultati positivi con Israele é l'esercizio della lotta e della resistenza armata portata alle sue ultime conseguenze, tanto che il canale media ufficiale dell'organizzazione; "Al-Manar" ha invitato i Palestinesi a prendere l'iniziativa scavalcando i loro rappresentanti confusi, abbagliati da prospettive personalistiche o ormai collusi con l'Occupazione, il leader collaborazionista di Fatah ha condannato l'idea in principio, ritenendola 'pericolosa'...'pericolosa' per chi?
Per il popolo palestinese costantemente e impunemente massacrato da Israhell? Certo la sua situazione non potrà peggiorare in una nuova insurrezione! Se invece il cacicco Abbas parlava di 'pericoli' per la sua SCADUTISSIMA poltrona di Satrapo dell'ANP (su cui il suo culone ha maturato ormai quattro anni di 'straordinario') allora forse ha ragione, qualche 'pericolo' ci può essere, ma al Palestinese della strada, che cosa può importare di ciò?
giovedì 4 aprile 2013
Identificato il secondo ragazzo palestinese massacrato in Cisgiordania dalle truppe sionaziste: aveva solo diciotto anni!

Si chiamava Naji Abdul-Karim Balbisi il secondo ragazzo ucciso ieri in Cisgiordania durante le violente proteste scatenate dalla popolazione palestinese per la morte in carcere del detenuto politico
Masirah abu Hamdiah, morto di cancro per la criminale negligenza sanitaria dei carcerieri sionisti.
Come annunciato nel nostro articolo precedente il corpo del secondo ragazzo é stato trovato solamente stamane: presentava una ferita d'arma da fuoco al torace che ne ha causato la morte per dissanguamento.
Il ragazzo, che aveva compiuto da poco 18 anni, è stato posto a riposo con una commovente cerimonia insieme ad Amer Nassar, il suo coetaneo rimasto a sua volta ucciso dalla violenta reazione delle truppe sioniste di occupazione intorno a Tulkarem.
Due adolescenti palestinesi uccisi dalle truppe di occupazione sioniste in Cisgiordania! Protestavano per la morte di Hamdiah!
Nel corso della giornata di ieri tutta la Cisgiordania illegalmente occupata da Israele (con il collaborazionismo supino e ipocrita della fazione Fatah di Mahmud Abbas) si é animata di manifestazioni di cordoglio e rabbia per la morte in carcere del detenuto politico palestinese Masirah abu Hamdiah, vittima della criminale negligenza sanitaria del regime ebraico.In particolare intorno alle cittadine di Al-Khalil, Beit Ummar e Tulkarem gruppi di giovani palestinesi si sono scontrati con le truppe sionaziste di occupazione che cercavano con gas urticanti di disperdere i manifestanti; é stato proprio a Tulkarem che il giovane Amer Nassar, di appena 17 anni, é stato ucciso dai militari del regime ebraico, che ne hanno trattenuto la salma per ore prima di consegnarla a un ospedale della zona.
Ma la sete sionista di sangue innocente ha causato un'altra vittima: un secondo adolescente cisgiordano, di cui non si conosce ancora l'identità é stato ritrovato cadavere poche ore fa sul luogo di scontri con soldati israeliani. Si attendono i primi rilevamenti sanitari per capirne la causa del decesso.
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venerdì 23 marzo 2012
Eroe palestinese di 16 anni dichiara al giudice sionista: "Io non vi riconosco alcuna autorità, voi siete occupanti illegittimi di questa terra!".
Con tutta la dignità, la determinazione e la calma che avrebbero fatto l'onore e l'orgoglio di un veterano 'Fedayeen' della Causa palestinese, reduce di molti decenni di lotta contro il regime ebraico dell'Apartheid, un sedicenne di nome Ahmad al-Salibi, arrestato illegalmente lo scorso 12 marzo insieme ad altri sei ragazzi di Beit Ummar, a Nord di Al-Khalil e portato davanti al giudice del tribunale militare di Ofer é riuscito a prendere la parola mentre il pubblico ministero sionista stava leggendo la 'lista delle accuse' contro di lui e a rilasciare una dichiarazione:
"Io non riconosco alcuna autorità a questa corte, io sono un ragazzo di sedici anni e voi pretendete di giudicarmi davanti a un tribunale militare: non é giusto, non ne avete diritto, voi non avete nessun diritto su questa terra che occupate, nessun diritto più di quello di una banda di mafiori invasori e predoni, io non riconosco il vostro Stato, le sue leggi e questa corte!".
Di fronte a questa dichiarazione limpida, cristallina e veritiera il magistrato del regime ebraico si é infuriato e ha lasciato l'aula non prima di avere, da vero mafioso, minacciato il ragazzo di "severe punizioni", come ascoltato pubblicamente e riferibile da parte di tutti i testimoni oculari della scena. Il giovane eroe Ahmad é già stato sottoposto a pestaggi e torture nel tempo trascorso tra il suo arresto e il suo processo, come confermato da parenti, compagni di prigionia e avvocati difensori.
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mercoledì 8 giugno 2011
Teppisti ebrei incendiano moschea ad Al-Mughayyir, distruggono frumento e viti a Beit Ummar e Halhul!
Ancora campagne di vandalismi e distruzione da parte dei violenti miliziani ebrei che formano l'avanguardia delle politiche di annessione e giudaizzazione del Governo israeliano verso la Palestina occupata, in contrasto con tutte le norme del Diritto internazionale che proibiscono esplicitamente l'annessione unilaterale di territorio occupato militarmente. Durante la giornata di ieri coloni ebrei dell'insediamento illegale di Alei Ayin si sono resi responsabili della distruzione di una moschea presso il villaggio di Al-Mughayyir, vicino a Ramallah, compromettendo l'intera struttura.
Penetrati nel villaggio alle tre di mattina sotto scorta di una squadra di militari sionisti, che hanno assistito all'intero episodio armi alla mano, per assicurarsi che nessuno intervenisse a cacciare i fondamentalisti o a estinguere il fuoco, i coloni hanno dapprima vergato graffiti insultanti e blasfemi sulle mura dell'edificio sacro, per poi appiccargli fuoco. Il Ministero degli Affari Religiosi di Gaza, informato dell'accaduto lo ha classificato come "Una flagrante violazione delle norme internazionali sul mutuo rispetto degli edifici religiosi".
Nel frattempo altri coloni ebrei dell'insediamento di Karmi Tzur costruito su terra palestinese tra i villaggi di Halhul e Beit Ummar, nei pressi della cittadina di Al-Khalil, hanno appiccato il fuoco a campi di grano e vigneti da contadini palestinesi. Quando i proprietari si sono resi conto di quel che stava accadendo alle loro colture i coloni hanno aperto il fuoco con armi automatiche (consegnate loro e pagate col denaro del Governo israeliano) per impedire loro di intervenire. Gli iincidenti dimostrano la drammatica incapacità delle cosiddette 'forze di sicurezza cisgiordane' di proteggere adeguatamente i cittadini palestinesi della West Bank, tenuti letteralmente in ostaggio dai violenti e fanatici coloni ebrei e dalle truppe dell'occupazione sionista schierate a spalleggiarli e difenderli.
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